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Intervista a Ilyn Payne


Fonte: Geeks of Doom

 
Parlare con Wilko Johnson è sempre un evento unico. Il suo accento e il suo modo di usare le parole è distintamente britannico e profondamente eccentrico. L’ultima volta che abbiamo parlato, stava per iniziare il tour nel Regno Unito con la sua band solista, aveva appena finito di girare Game of Thrones Stagione 1, e stava lavorando con zelo sulla sua autobiografia.
 
La suddetta autobiografia, intitolata Looking Back At Me, ora è uscita ed è assolutamente e prevedibilmente brillante. Mi sono beccato con il bluesman britannico per discutere del suo libro e di cosa riserva il futuro per il suo personaggio di Game of Thrones, Ser Ilyn Payne.
 

Geeks of Doom: La prima cosa che voglio chiederti riguarda la tua autobiografia. Sei contento di com’è uscita?
Wilko Johnson: Beh sì e, anche se tu lo chiami “il mio libro”, “la mia autobiografia”, di fatto Zoe Howe l’ha messa insieme. Anche se il soggetto sono io, come dici tu, quindi una buona parte consiste nelle mie chiacchere sui vari argomenti. Ma sì, sono molto, molto felice di quello che ha fatto Zoe con questo materiale.
 
Geeks of Doom: Non è un’autobiografia convenzionale, vero?
Wilko Johnson: No, non lo è. Infatti, prima di tutto volevamo semplicemente un libro per un pezzo di merchandise, qualcosa da vendere insieme ai CD e le T-shirt, consistente solo in immagini rock and roll e un po’ di testo. Comunque, abbiamo avuto Zoe e abbiamo messo insieme questo. Mentre veniva messo insieme, ha iniziato a espandersi.  Stavano trovando foto del mio passato e della mia infanzia e ne stavano parlando; quindi è diventata una cosa biografica. E mentre lei stava in qualche modo cercando questa roba, mi stava intervistando, anche se si trattava solo di accendere il suo iPhone e registrare me che blatero, vedi… quindi sono pezzi e frammenti di reminiscenze, e lei ha riordinato questa cosa frammentata e questo penso che renda tutto migliore.
 
Geeks of Doom: Eri molto in apprensione riguardo al rivivere la tua vita?
Wilko Johnson: Beh no perché, come ho detto, non mi stavo davvero rendendo conto di cosa facevo! [ride] Quando la cosa è stata concepita all’inizio sapevo che stava accadendo, ma non ci ero davvero coinvolto. Man mano che venivo coinvolto di più, non la vedevo in questo modo perché ogni tanto Zoe mi avrebbe parlato e io avrei parlato di qualunque cosa mi passasse per la mente al momento. Inoltre, nel corso degli ultimi due anni c’è stato, prima di tutto, il film di Julie Temple Oil City Confidential e quella era davvero la prima volta che ho ripensato a Dr. Feelgood. Essere intervistato e trovare materiale per quel film mi ha fatto ripensare a quei giorni, che era qualcosa che non avevo mai fatto e poi, l’anno scorso, mi stavo preparando per questo box set di Dr. Feelgood. Questo ha fatto sì che venissero alla luce registrazioni e cose, che ascoltassi cose che non ascoltavo da circa 35 anni o qualcosa del genere, che improvvisamente mi ritrovassi sbattuto nel passato a pensare “Wow, ascolta questo!”. Erano tipo dei demo che stavamo facendo prima del nostro quarto album, che era l’album in cui abbiamo avuto un grande litigio e abbiamo rotto. Ma ascoltare questi demo fatti prima di quell’album, quando ricordo che ero davvero contento di come le cose stavano andando, e ricordare quel “Oh, sarà così grandioso, stiamo per fare questo album, tutto andrà bene!”, in retrospettiva ora mi fa dire “Amico, ma eravate già condannati!”. Eravate seduti lì tutti felici e non sapevate che sareste stati spenti in circa due settimane!  [ride] Ricordi piuttosto complicati.
 
Geeks of Doom: Ci sono foto e scansioni di ogni genere di ricordi, cose come il tuo lasciapassare per il conducente dell’autobus. C’era qualcosa che non ti eri reso conto che esisteva?
Wilko Johnson: Non lo so. Come dico in genere, Zoe e co. Mi facevano visita e io dicevo “Guarda nel cassetto, ci sono un sacco di immagini e altro.” Diciamo che con il lasciapassare del bus ho raccontato la storia di come di ottenuto la mia prima chitarra Telecaster e questo aveva a che fare con lo svolgimento del lavoro di autista di bus. Quindi ho detto “Ti dico questo, che ho ancora quel lasciapassare!”… A volte le cose andavano in quel modo. Hanno trovato alcune cose che non sapevo di possedere, infatti Zoe mi stava parlando prima e mi ha detto che c’è una riproduzione di un poema che i bambini hanno scritto quando ero un insegnante di scuola, e io non lo sapevo. Mia moglie deve averla conservata, vedi. Non sapevo che ci fosse.
 
Geeks of Doom: Una cosa che mi ha davvero colpito nel libro è il tuo rapporto con il padre ed è a causa di lui che hai cambiato nome [Wilko Johnson in realtà era nato come John Wilkinson].
Wilko Johnson: No, no. Non è che non sia abituato a parlare di lui. The Feelgoods era qualcosa su cui non rimuginavo e di cui non volevo parlare. Ma di lui, se la conversazione andava in quella direzione, ne avrei parlato e sì, [ride] non mi piaceva! Ripensandoci, avevo sedici anni quando è morto e penso che la mia infanzia sia stata danneggiata [ride] in qualche modo, ma ora per me non è doloroso. Penso che siamo quello che siamo; io sono un infelice e proprio questo sono sempre stato! Ora che ripenso alla mia vita, è pazzesco: il modo in cui guardo ad alcuni momenti della mia vita quando avevo un assoluto paradiso, tutto quello che potessi desiderare, eppure ho forzato me stesso a essere infelice, vedi. Ora credo che una certa quantità di questa infelicità sia stata causata da quello che mi è capitato nell’infanzia, ma non voglio dare la colpa a nessuno e a niente. E’ il modo in cui sei. Cresci per diventare quello che sei e poi devi solo cavarne fuori quello che riesci. Quindi, ricordandolo, so che lui non mi piaceva.
 
Geeks of Doom: Puoi dire che le cose che ti sono capitate in passato ti abbiano guidato? Ovviamente in passato non eri sicuro di voler diventare un musicista…
Wilko Johnson: Beh, diventare un musicista non è mai stata una mia ambizione. E’ stato qualcosa che è successo. Intendo dire, quando Dr. Feelgood ha iniziato a diventare una cosa seria avevo già penso 24 anni, quindi non era come qualcosa di già scritto sulle carte per me. Se non fosse capitato, non so cosa sarei stato. A volte me lo domando! [ride] Ma ho scelto di fare quello, non ho imparato a diventare un pittore, non ho mai scritto niente. Non sono diventato uno scrittore, sono diventato uno che strimpella! [ride] Uno strimpellatore di dodici barre!

Geeks of Doom: Nel libro la mia citazione preferita e la mia pagina preferita è quando parli della tua cara Irene. Tu hai detto “Lei ha questo sorriso…” Questo mi ha detto molto su di te, sul tuo rapporto, su di lei…
Wilko Johnson: Beh, lei ce l’aveva quel sorriso, amico. Ricordo che quando si è ammalata… era, beh, non farmi iniziare a parlare. Era una persona straordinaria e ovviamente questo è parte integrante della mia vita. Voglio dire, stavamo insieme da quando avevamo 16 anni e ancora non l’ho superata. Sì, ora la vita è diversa senza di lei.
 
Geeks of Doom: Ok, andiamo avanti. Qualcosa che davvero mi ha fatto ridere forte è stato un momento alla fine, in cui stavi viaggiando e scrivendo sul tuo taccuino. Hai lasciato uno spazio, così ci saresti potuto tornare su e dire come sarebbe stato vent’anni più tardi. Cosa diresti a te stesso ora dopo vent’anni?
Wilko Johnson: Beh, la mia risposta nel libro è “siete entrambi idioti”! Ma avrei anche dovuto aggiungere “Non mi aspetto di ricevere un’ulteriore risposta”, perché sarebbe tra altri quindici anni e non mi aspetto di essere ancora nei paraggi. Quindi la mia ultima parola è quella: siete entrambi idioti!
 
Geeks of Doom: [ride] Abbastanza giusto! Voglio chiederti qualcosa sulla recitazione. Ovviamente sei in Game of Thrones; sei tornato negli USA per filmare altro?
 Wilko Johnson: Beh ho fatto la seconda stagione. Penso di esserci alla fine della seconda stagione; è una parte in qualche modo più breve questa volta. Ma questo Game of Thrones è stato la prima volta che io recitavo in assoluto. Mi hanno offerto la parte. Non so, ero stato in qualche modo raccomandato o qualcosa del genere… e sono andato all’audizione. “Audizione” è in realtà una parola grossa perché il mio personaggio non ha lingua e non ho battute da imparare, quindi non c’è molto per cui fare un’audizione. Ma loro mi hanno detto “è una serie TV americana”, e guardando un pezzo di sceneggiatura ho pensato che sarebbe stato qualcosa come Xena la Principessa Guerriera. Ho pensato “Sarà bello!”. Sai, prendo una giacca in pelle e comunque loro sono stati abbastanza contenti di quello che hanno visto. Poi sono andato a Belfast per filmare il primo paio di giorni e all’improvviso ho pensato “Cielo, questa è una cosa grande!”. Era una produzione HBO su grande scala e c’erano centinaia e centinaia di persone. Era fantastico! Mi metto una maglia di ferro, il che è stato un po’ un problema,  visto che parte dal collo e arriva giù fino alle ginocchia, con maniche lunghe. E’ vero metallo e pesa un sacco. Mi sono messo addosso questa maglia di ferro e una spada sulla schiena, poi mi sono messo una grande giacca di pelle che nascondeva la maggior parte della maglia di ferro, e mi sono chiesto perché non potevano semplicemente fare delle maniche! [ride] Ma era bello il fatto che avevi la tua roulotte e poi arrivava questa specie di minibus per portarti alla location. Siamo tutti entrati in questo minibus e questo era grandioso. E’ come se gli operai facessero visita a un sito con il minibus e sono tutti cavalieri in armatura che escono dal minibus! [ride] Come ho detto, erano proprio tanta gente e, amico, lavoravano così duramente. E sono così coordinati tra una ripresa e l’altra. C’era gente che ronzava intorno, che controllava e che lavorava davvero duramente, alzandosi davvero presto la mattina. E’ così diverso dal business della musica. Mi è piaciuto molto.
 
Geeks of Doom: E il tuo personaggio Ser Ilyn Payne è responsabile dell’uccisione di uno dei personaggi principali. Hai qualche feedback negativo dai fans?
Wilko Johnson: [ride] No… Anche se la scorsa settimana ho ricevuto una lettera di un fan, da qualcuno in Basile in Rio de Janeiro, che mi diceva che hanno davvero apprezzato con la mia rappresentazione di Ser Ilyn Payne e che era esattamente come se lo immaginavano!
 
Geeks of Doom: Ma non ti arriva nessuna minaccia da parte di qualche folle?
 Wilko Johnson: No, no. Questa è l’unica comunicazione di cui sono a conoscenza… Non guardo sui siti web e cose simili! [ride]
 
Geeks of Doom: Ci sarai più spesso nella terza stagione?
Wilko Johnson: Beh è una cosa davvero violenta, vedi, tutti vengono uccisi. Io fino a qui sono sopravvissuto, da quello che ne so. Conosco gente abbastanza drogata di questi libri, che sanno tutto riguardo a ciò che succederà.  Mi hanno parlato di alcune cose che sono in serbo per me, ma ovviamente non so se il film seguirà il libro. Quindi, come ho detto, mi piace davvero perché mi prende solo un paio di giorni qua e là, cosa che si sposa bene con il mio lavoro di musicista e inoltre non ho battute da imparare. Devo solo andare in giro lanciando sguardi truci alle persone! [ride] Molto bene, molto bene.
 
Geeks of Doom: Qualcuno di ha mai riconosciuto solo per quel ruolo?
Wilko Johnson: A dire il vero, proprio dopo che avevo ottenuto la parte, prima persino di iniziare a filmare, penso che sia stato sul sito web del film, avevamo appena fatto un concerto. Ce ne stavamo andando  e la gente urlava “Ilyn Payne!”. Ogni tanto la gente si presenta ai concerti e un paio di persone mi hanno fatto firmare il libro, ad esempio. Non voglio che questo mi dia alla testa! [ride]
 
Geeks of Doom: So che hai detto prima di non essere mai davvero diventato uno scrittore, ma sei un grande amante delle storie e leggi molto.
Wilko Johnson: Oh sì, sì. Leggere è la mia principale, ehm, cosa. Cioè, ho studiato inglese all’Università.
 
Geeks of Doom: Beh, hai anche studiato antico islandese!
Wilko Johnson: Sì, l’ho fatto, e infatti ero l’unico! [ride]… Era un corso sussidiario solo al terzo anno e potevi scegliere cose come letteratura americana o letteratura moderna, cioè cose che avevi letto comunque. Ho pensato che non avrei mai studiato antico islandese in vita mia e quindi ho scelto di farlo, ed eravamo solo io e Mr. Frankis ogni settimana. Io arrivavo e stavamo seduti a leggere saghe insieme! [ride] Penso che sia stato più divertente di letteratura moderna.
 
Geeks of Doom: Ma non c’è nessuna saga scritta da Wilko riposta da qualche parte nel cassetto?
Wilko Johnson: No, no. A dire il vero, di tanto in tanto mi imbatto nelle mie cartelle dei giorni universitari e a volte penso “santo cielo, non ricordo di aver fatto tutto questo lavoro!”. [ride] ci sono tipo delle cartelle grosse e fitte, con tanto materiale scritto, che include saggi e cose simili.. Ho diverse traduzioni delle poesie islandesi e anglosassoni, ma non so se sono degne di un qualche esame! [ride] … penso di aver scritto dei poemi.
 
Geeks of Doom: Non hai mai pensato di poterli includere nel libro?
 Wilko Johnson: Veramente, ora che ci penso, ci sono alcuni pezzi di scrittura che ho fatto che non sono nel libro. Parlando con Zoe prima, stavamo parlando di come il libro divaga. Sai, semplicemente segue una propria logica, e stavo dicendo che ci sono probabilmente migliaia di ramificazioni che potevamo prendere e non ci è capitato di farlo. Quindi pensi “Wow, magari vale la pena di fare un secondo volume!” [ride]
 
Geeks of Doom: Potrebbe essere come Game of Thrones  e continuare ad andare avanti?
 Wilko Johnson: Oh sì, semplicemente estenderlo ed estenderlo! [ride] Ma dobbiamo vedere. La cosa potrebbe essere un grande flop!
 
Geeks of Doom: Ti garantisco che non lo sarà. E’ un libro brillante. Grazie di nuovo per il tuo tempo, Wilko.
Wilko Johnson: Di niente.


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