La Barriera 3.0 - Sito Italiano non Ufficiale su George R.R. Martin

NEWS

Intervista a Bryan Cogman con anticipazioni sulla Terza Stagione


Fonte: MTV Geek


(NP: Bryan Cogman è uno degli sceneggiatori di Game of Thrones, autore del quarto episodio nella prima stagione e del terzo episodio nella seconda).


Fortunatamente, Cogman – come la maggior parte del cast e della crew – è un enorme fan della saga letteraria. “Ho letto questi libri probabilmente più di qualsiasi altra cosa in vita mia,” ha detto Cogman, ridendo. “E’ una mitologia così densa. Se vuoi davvero renderle giustizia, chiunque, a partire dagli attori, dai registi, dai designer, deve immergersi in essa in qualche modo. Una delle cose eccitanti del libro era stare in contatto con il cast e la crew, scoprire cosa provano nel fare lo show, ma anche essere parte di qualcosa di così grande, così variegato”.

Facendo un piccolo salto, abbiamo parlato del bilanciare la mitologia dello show in contrapposizione alla mitologia dei libri. Essendo di quelli che hanno sia letto che guardato, sappiamo che c’è molto di uguale… ma altro è stato cambiato. “Alla fine cerchi di onorare la mitologia dei libri, ed essi sono la nostra fonte principale,” ha detto Cogman. “Al tempo stesso, è importante riconoscere che ci sono due universi. Hanno due loro continuità separate, due loro mitologie separate… E delle leggi separate. Anche se sicuramente penso che siamo fedeli al libro, abbiamo dovuto farli nostri.”

Proseguendo, Cogman ha fatto notare che i cambiamenti a volte sono determinati dagli attori, che hanno un aspetto fisico diverso e, soprattutto, un diverso temperamento rispetto ai personaggi dei libri. Questo cambia come lo show si accosta ai loro archi. “Come sceneggiatori, scriviamo per gli attori, così come per il personaggio,” ha detto Cogman. “C’è molto da tenere d’occhio… fortunatamente, abbiamo molte tabelle!”
Eppure, per quanto possono andare lontani, hanno sempre i libri a guidarli indietro. “Sappiano dove andremo a parare nella Stagione Quattro, nella Stagione Cinque,” ha detto Cogman. “Molti show non hanno questo lusso. Noi abbiamo una struttura fantastica che George ha esposto nei libri. Possiamo sempre collegarci e ritornare a essa.”

Visto tutto questo, cos’è uno Story Editor, che è il titolo del ruolo di Cogman nello show? “E’ semplicemente il titolo che ti danno a questo punto della tua carriera,” ha detto Cogman con una risata. In questa stagione è stato promosso e Executive Story Editor, cosa che significa che scrive un episodio a stagione, aiutando inoltre i produttori a realizzare la loro idea. “In genere, si inizia con me che leggo e rileggo i libri,” ha detto Cogman, “Preparando i documenti dagli alberi genealogici alle linee temporali, riassumendo i capitoli dei libri e facendo abbozzi quando ci prepariamo ad adattare il libro per la stagione.”

In più, Cogman è una parte essenziale della stanza degli sceneggiatori. Aiuta a “spezzare” le storie in episodi e a mettere insieme l’intero arco della stagione. “Una volta che siamo in produzione, sono sul set ad aiutare per quanto posso a mantenere la continuità della storia, della mitologia, e di qualunque altra cosa,” ha continuato Cogman. “E’ un lavoro fantastico.”

Come menzionato, Cogman ha anche scritto un episodio a stagione, il che vuol dire il dieci per cento di Game of Thrones che è stato mandato in TV. Con una recente chiacchierata su internet attorno a ciò che è cambiato dalla Stagione Uno alla Stagione Due, e poi ovviamente alla Stagione Tre, abbiamo chiesto a Cogman qual’era la sua opinione a riguardo.

“Come ogni show, quando inizi, piano piano comprendi come farlo.” Ha detto Cogman. “Nella Stagione Due, siamo diventati un po’ più fiduciosi nel lasciare che la storia prenda forma per la televisione, invece di limitarci a trascrivere il libro e metterlo su schermo… Prendendoci più rischio con le storyline, introducendo storyline per i personaggi che non esistevano prima… Un esempio nel mio episodio è il personaggio di Margarey Tyrell… Un personaggio importante per la trama dei libri, ma non un personaggio enorme in termini di spazio che le è stato dedicato; invece noi abbiamo reso Margaery un personaggio molto più prominente, abbiamo esplorato le sue ragioni e i retroscena della sua relazione con Renly.” 

E per la Stagione Tre? “Penso che ogni annoi cerchiamo di allargare i confini di quello che siamo in grado di fare nel medium della TV,” ha detto Cogman. “E’ una storia così grande, e ogni anno cerchiamo di mostrarvi qualcosa che non avete visto prima in uno show settimanale. Speriamo di essere in grado di sorprendere la gente ad ogni stagione.”

Quando gli è stato chiesto del suo episodio per la terza stagione, Cogman ha tergiversato un po’ prima di ammettere che “Il mio episodio contiene molto grandioso materiale coi bambini. I bambini sono sempre i miei personaggi preferiti da scrivere… Forse perché sono così legato agli attori che li interpretano, e li ho osservati crescere per gli ultimi quattro anni. Ma ho avuto del magnifico materiale con Arya che ero davvero eccitato di poter adattare. Credo che la Terza Stagione, forse perché è così il terzo libro, sia una stagione emozionalmente ricca. Non che non lo fossero le prime due, ma quest’anno davvero scaviamo più a fondo nei personaggi e scopriamo di più su di loro, e scopriamo alcune cose sorprendenti su alcuni di loro. Penso che questo si sia manifestato in una stagione emotivamente più rischiosa. Mentre la scorsa stagione le cose portavano verso l’episodio della grande battaglia, questa esplora le dinamiche famigliari in maniera molto ricca.”   

Tirando un po’ le somme, Cogman ha notato che la Stagione Tre è un “sano miscuglio” di scene del tutto create per lo show e quelle direttamente prese dal libro, proseguendo il trend della Stagione Due.
“Sicuramente nella Stagione Uno ho amato il fatto di poter adattare la presentazione di Samwell,” ha detto Cogman parlando del monologo di Sam sul suo violento padre. “D’altro canto, un’altra scena che ho dovuto scrivere per la Stagione Due è stato un altro monologo di Sam sul fatto che sua madre gli ha dato il piccolo ditale, questo oggetto prezioso che ha tenuto per tutte le sue avventure, e l’ha dato a Gilly come promessa che un giorno sarebbe tornato. Questa è una scena che non esiste nei libri, che è qualcosa che avevo sognato… E’ stato davvero emozionante poterla fare.”

Poi abbiamo parlato di qualcosa che i fans della TV potrebbero non sapere se non hanno letto i libri (non preoccupatevi, niente spoiler): ci sono tanti flashback. Tanti. Un’intera storia che è stata saltata dalla serie TV. Perché? E come, se lo faranno, la gente della TV intende indirizzare a questo punti della trama potenzialmente importanti?

“La decisione di non includere i flashback è stata presa immediatamente,” ha detto Cogman, “La ragione principale per questo era di logistica e di budget… Avevamo già forse il cast più grande della storia della TV. Scegliere un’intera generazione di attori per personaggi di vent’anni prima sarebbe stato… Probabilmente non avremmo avuto una prima stagione de l’avessimo fatto.”

Proseguendo, Cogman ha detto che “L’altra ragione è che questo è un perfetto esempio di qualcosa che funzione nei libri e non funziona in TV. Il libro rappresenta bene i flashback attraverso i ricordi e attraverso persone che raccontano storie del passato. Se prendi questi passaggi dal libro e li metti sullo schermo, faresti un flashback ogni cinque minuti! Sarebbe molto stridente e difficile da sostenere lo slancio che vuoi sostenere.

“Detto questo, sicuramente il legame col passato è una cucitura molto importante nella saga, e sicuramente è una di quelle a cui facciamo attenzione. Siamo stati molto giudiziosi sul quando alludere al passato… L’abbiamo fatto, Lyanna e Rhaegar sono saltati fuori diverse volta, ma qui giochiamo sul lungo termine. Il rapporto con il passato e le circostanze della ribellione saranno tutte esplorate in qualche modo nello show. Come faremo e con quali sistemi lo faremo, ancora nemmeno io lo so.”

Dopo che gli è stato chiesto se ci potrebbe essere una serie prequel che rappresenta gli eventi menzionati, Cogman ci ha molto riso in faccia (in modo carino). “Prima dobbiamo finire questo!” ha detto Cogman. “Sicuramente è questo l’aspetto meraviglioso, il fatto di poterlo fare per i prossimo trent’anni, tra serie prequel, le storie Dunk and Eggs e ogni quantità di spin-off. So che George ha tante migliaia di anni di roba Westerosiana che ancora non è nemmeno stata messa nei libri. Sarebbe divertente, ma ora come ora restiamo fermamente nelle avventure dei giorni presenti degli Stark e dei Lannister. Una volta che avremo raccontato quella storia, vedremo il resto… se entro quel tempo non saremo tutti al manicomio.

Prima che lo lasciassimo andare, Cogman ha detto che quelli che hanno alcuni risparmi da parte potrebbero prendere l’Edizione Speciale Deluxe del libro, che uscirà con le complete storyboard per la Stagione Uno e Due di Game of Thrones. “Le storyboard avrebbero potuto essere impacchettate e vendute come una graphic novel.” Ha detto Cogman. “E’ anche ciò che i fan avranno di più vicino alle scene cancellate. Il fatto è che non ne abbiamo. Abbiamo a malapena il tempo di girare lo show che abbiamo! Se ci sono delle scene cancellate, generalmente sono state tagliate prima di essere girate… Ma nel libro delle storybord avrete le storyboard di alcune sequenze che non sono riuscite a entrare nello show.”

Questo include una scena che avrebbe dovuto aprire il sesto episodio della prima stagione, in cui Gregor Clegane saccheggia un villaggio. “Non avevamo molto tempo, non avevamo così tanti soldi,” ha detto Cogman, “Quindi questa scena doveva andarsene. Ma il libro ti mostra la storyboard!”


Commenta sul Forum