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Intervista a Martin sulle Nozze Rosse


George R.R Martin, l’autore di Game of Thrones: perchè ha scritto le Nozze Rosse.
 
Milioni di fan di Game of Thrones si stanno sentendo tristi, indignati e, alcuni con una perversa eccitazione dopo aver guardato l’episodio di domenica intitolato “The Rains of Castamere”. Ma per l’autore di Game of Thrones, GRR Martin, queste reazioni alle Nozze Rosse non sono niente di nuovo.  Martin ha ricevuto email sulla disastrosa unione Tully-Frey per oltre una decade, fin da quando ha pubblicato il terzo libro della sua saga A song of Ice and Fire, A Storm of Sword.
Di seguito, l’autore rivela perchè Robb doveva morire, da la sua reazione alla rabbia dei lettori e ci spiega come la scena sia stata ispirata da eventi realmente accaduti.
 
EW: Durante il processo di scrittira della serie dei libri, quanto prima hai deciso di uccidere Robb e Catelyn?

GRRM: io sapevo tutto fin dall’inizio. Non il primo giorno, ma molto presto. L’ho detto in molte interviste che le mie storie sono imprevedibili. Mi piace che si sia una notevole suspance. Ho ucciso Ned nel primo libro e ho sconvolto parecchia gente. Ho ucciso Ned perchè tutti pensavano che lui fosse l’eroe e che se fosse stato nei guai qualcuno lo avrebbe aiutato ad uscirne. E la cosa più prevedibile era che il figlio maggiore salisse di grado e vendicasse il padre. Tutti se lo aspettavano, quindi sapevo che la cosa da fare immediatamente dopo era ucciderlo.
 
EW: Nelle Croncache del Ghiaccio e del Fuoco le aspettative del lettore vengono tutte sovvertite e vengono evitate tutte le strutture narrative del Fantasy tradizionale. I fan dovrebbero avere una reale speranza di un lietofine? Soprattutto mentre The Boy (Iwan Rheon) ha detto “se pensi che questo avrà un lieto fine, non hai fatto attenzione”.

GRRM: l’ho detto parecchie volte, ci sarà un finale agrodolce.
 
EW: che tipo di reazioni hai ricevuto dai lettori in questi anni riguardo la scena?

GRRM: Estreme, Sia positive che negative. Questa è la scena più difficile che ho scritto. È a circa due terzi del libro, ma l’ho saltata quando ci sono arrivato. Quindi l’intero libro fu terminato, ma mancava ancora un capitolo. Così l’ho scritto. È stato come uccidere due dei tuoi figli. Cerco di far in modo che i lettori si sentano come se stessero vivendo gli eventi del libro. Se sei triste perchè un amico viene ucciso, dovresti essere triste anche se un personaggio non reale viene ucciso. Dovrebbe importarti. Se qualcuno muore e tu vai a prenderti del pop corn, quella è un’esperienza superficiale, no?
 
EW: Perchè pensi che ci sia una reazione così potente? Robb non è uno dei tuoi POV nel libro e Cat non aveva un carattere amabile.

GRRM: [Lunga pausa] questa è una domanda interessante. Non so se ho una buona risposta. Forse per il modo in cui l’ho scritto. Diciamo che c’è una sorta di aspettativa che porta ad essa. È un tradimento. Si esce dal seminato, è una festa di nozze. Robb ha fatto la sua pace e si pensa che il peggio sia passato. Sbuca tutto dal nulla. E poi ci sono anche i personaggi secondari che vengono uccisi, centinaia di persone oltre gli Stark che vengono uccisi, non solo due persone.
 
EW: Per me, che Robb e Catelyn siano della stessa famiglia, rende tutto peggiore. E Catelyn ha sofferto molto e perso tante persone intorno a se, inoltre lei pensa di averne perse molte di più rispetto a quella che è la realtà (Lei non sa per certo che Arya, Bran e Rickon sono vivi). E poi accade questo.
GRRM: Ha anche il momento di implorare. E c’è quello di uccidere l’ostaggio. Non è un figlio che Frey apprezza particolarmente, così il suo bluff alla fine è vuoto, però lo fa. Lo porta a compimento: c’è un certo potere anche in quello.
 
EW: Sono abbastanza sicuro della risposta, però: ti sei mai pentito della scena?

GRRM: No. Non come scrittore. È probabilmente la più potente scena dei libri. Mi è costato alcuni lettori, ma me ne ha portati molti altri. È stato difficile per me guardarlo (Nella serie). È stata una notte difficile, perchè amo quei personaggi e nello show televisivo conosco gli attori. Inoltre è la fine della relazione con attori a cui sei affezionato. Richard Madden e Michelle Fairley hanno fatto un lavoro fantastico.
 
EW: Cosa dici ai lettori arrabbiati per la scena?

GRRM: Dipende da cosa dicono. Cosa puoi dire a quelle persone che ti dicono che non leggeranno più i tuoi libri? La gente legge per differenti ragioni e io lo rispetto. Alcuni leggono per conforto, e alcuni dei miei ex lettori mi hanno detto che le loro vite sono dure, che la loro madre è malata, il cane è morto e leggono per scappare. Non vogliono riempirsi la bocca con qualcosa di orribile. E quindi leggi una certa narrativa in cui il ragazzo starà sempre con la ragazza e il buono vincerà e riafferma che la vita è giusta. Lo vogliamo tutti a volte, non sono sprezzante verso chi vuole questo. Ma questa non è il tipo di narrativa che scrivo io, nella maggior parte dei casi. Certamente non è quella del Ghiaccio e del Fuoco. Si cerca di essere più realistici possibili, ha della gioia, ma deve avere anche dolore e paura. Penso che il miglior romanzo deve catturare la vita in tutta la sua luce e nelle sue tenebre.
 
EW: Uno dei miei elementi favoriti della scena è l’introduzione dell’idea “Sale e pane”.  Accettiamo il fatto, come lettori che in questo mondo fantastico, la gente non danneggia l’un l’altro una volta che l’ospite ha offerto il pane e il sale in casa propria. E poi infrange le proprie regole. È come sbattere la testa del lettore e fargli dire “Certo che non hanno intenzione di seguire questa stupida regola tutto il tempo.”

GRRM: L’ho rubata dalla Storia. Le leggi dell’ospitalità erano vere durante il Medioevo: Ospite ed invitato non potevano andarsi contro anche se erano nemici. Violando questa legge, la frase era, loro “saranno condannati per l’eternità”.
 
EW: E per le Nozze Rosse? Sono basate su eventi storici?

GRRM: Le Nozze Rosse sono basate su un paio di fatti reali della storia scozzese. Un caso fu chiamato la Cena Nera. Il re di Scozia stava combattendo contro il Clan del Black Douglas. Allungò la mano per far pace, offrì al giovane conte di Douglas un passaggio sicuro per andare al Castello di Edinburgo dove partecipò ad una grande festa. Poi al termine, gli uomini del re iniziarono a battere su un singolo tamburo, portarono un piatto coperto di fronte al Conte e venne rivelata la testa di un cinghiale nero, simbolo della morte. Appena lo vide capì che cosa significasse: furono tutti trascinati fuori ed uccisi nel cortile.
L’esempio più grande, però, fu il massacro di Glencoe: Il Clan MacDonald passò la notte con il Clan Campbell con l’attuazione delle leggi dell’ospitalità. Ma i Campbell si alzarono ed iniziarono a macellare ogni MacDonald su cui poterono mettere le mani. Non importa quello che scrivo, nella storia umana ci sono sempre cose peggiori. 

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