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Intervista a Martin - Pat's Fantasy Hotlist


Fonte fantasyhotlist.blogspot.com - Traduzione di Lord Beric



Senza anticipare nulla, cosa potete dirci della storia che costituisce HUNTER'S RUN?

[Daniel Abraham] È un'avventura di fantascienza un po' retrò con elementi di allegoria psicologica e del romanzo noir di James M. Cain. Ma con gli alieni.

[Gardner Dozois] È stato originariamente concepito come un intenso romanzo di avventura, ma, come accade spesso, se fatto bene, diventa, speriamo, qualcosa che parla del cuore dell'uomo, che parla di alcuni tra gli stress fondamentali a cui siamo sottoposti: il pericolo, la paura della morte, l'avidità, la rabbia. Pensate a THE TREASURE OF THE SIERRA MADRE. Così come il personaggio di Bogart Fred C. Dobbs in quel film (come molti degli americani, per quel che vale), Ramon è un misto di bene e male, forza e debolezza, ed è sempre ad un lancio di moneta che viene affidato il suo destino.

[George R. R. Martin] È un romanzo sull'identità, sulla lealtà e sulle cose che ci rengono umani, una caccia all'uomo attraverso un ambiente alieno che fa da contrappunto al viaggio interiore del protagonista. Di mio, non pensavo tanto a THE TREASURE OF THE SIERRA MADRE. Le mie personali influenze e ispirazioni sono tese maggiormente verso Huck e Jim sulla loro zattera, e Genly Ai e Lord Estraven sul ghiaccio. Con alcuni mostri e cobattimenti con il coltello per insaporire il tutto.


Un nuovo standard nella fantascienza moderna - questo è quello che si può leggere nel retro di copertina del libro. È così bello?

[Daniel Abraham] Sì.

[Gardner Dozois] Tutti noi pensiamo sia un buon libro, o non avrebbe mai lasciato la nostra scrivania. Se poi sia o no così buono - beh, dicono che il lavoro di uno scrittore sia come un bambino, e se un padre orgoglioso dice che il suo bambino è il più bello e intelligente e quant'altro che sia mai nato, lo si prende come qualcosa di dovuto. Prendetelo come un atto dovuto soprattutto se il genitore ha ingaggiato un esperto promoter professionale e scrittori di commenti per supportarlo in queste dichiarazioni...

[George R. R. Martin] È parte del lavoro di scrittore di commenti annunciare ogni libro come il più grande romanzo mai dato alle stampe. Detto questo, sì, naturalmente noi pensiamo che il libro sia buono. Quanto lo sia è qualcosa che deve decidere solo il lettore. Leggete il libro e fatevi una vostra opinione.


Ci sono piani per un possibile seguito?

[Daniel Abraham] Non penso che la trama di questo particolare libro si presti ad un seguito. In un certo senso, è a sua volta il seguito del romanzo di Gardner STRANGERS. Si tratta di un mondo ricco e di un universo interessante. Penso che altre storie possano essere ambientate lì. Ma questo personaggio in particolare ne ha passate quante penso se ne possano sopportare.

[Gardner Dozois] Mai dire mai, cosa che sia io che Sean Connery abbiamo imparato nel corso degli anni. C'è certamente molto di più che potrebbe essere scritto nell'ambientazione di Sao Paulo. Se vi possa essere mai un seguito su Ramon - beh, sembra improbabile a questo punto, ma non voglio dirlo dogmaticamente. Guardiamo a quante volte Dr. Doom è stato gettato nel vulcano ed è tornato indietro tempo dopo, per esempio.

[George R. R. Martin] Come ha detto Daniel, HUNTER'S RUN è ambientato nell'universo fantascientifico che Gardner ha esplorato per primo nel racconto-diventato-romanzo STRANGER, uno dei capolavori tristemente dimenticati degli anni '70. Quello è un background ricco e interessante, penso, con camere per molte nuove storie, ma Gardner è colui che può scriverle, e vista la velocità con cui produce romanzi... Beh, lasciatemi solo dire che mi fa apparire rapido. Un seguito diretto su Ramon, quindi? No. Quella storia è stata raccontata.


HUNTER'S RUN è la forma definitiva di un racconto lungo della Subterranean Press intitolato SHADOW TWIN. Si dice che quel racconto vide la luce come una storia che Gardner scrisse parzialmente, ma aveva difficoltà a finire quando prese a bordo George, e poi procedette un po' e si fermò di nuovo fino a quando non si aggiunse Daniel. Se è veramente andata così, quali erano le difficoltà di Gardner e George che hanno loro impedito di terminare la storia?

[Daniel Abraham] Non essendoci stati, lascio la parola agli altri.

[Gardner Dozois] Eravamo vecchi e stanchi. E occupati. E c'erano sempre più pressioni professionali che richiedevano attenzione, specie quando divenni editore di "Asimov's". In qualche modo perdemmo il filo, la concentrazione, perdemmo contatto con la storia. Mi è capitato un certo numero di volte (e, penso, anche a George) in cui la storia semplicemente si ferma; a volte riesci a proseguire, a volte no.

[George R. R. Martin] Non penso che la difficoltà fosse sempre legata alla storia. SHADOW TWIN era solo uno di quei progetti che ci eravamo lasciati alle spalle, per varie complesse ragioni (si possono trovare tutti i dettagli nel retro di copertina che abbiamo scritto per l'edizione della Subterranean Press, se siete interessati), e non ne saremmo mai usciti. Qualche volta, quando lasci stare un progetto troppo a lungo, lo senti freddo, e diventa molto difficile tornarci. Quasi ogni scrittore ha un cassetto di progetti abbandonati e romanzi mezzi scritti chiusi da qualche parte. (Beh, Daniel magari no, è ancora nuovo del settore, ma so che sia io che Gardner abbiamo romanzi interrotti nei nostri cassetti, il suo NOTTAMUN TOWN e il mio BLANK AND WHITE AMD RED ALL OVER). Quando questo accade, spesso la cosa migliore è tirar dentro un nuvo scrittore per il quale il materiale sia nuovo e fresco.


E a quel punto, cosa portò Daniel sul tavolo che finalmente portò il romanzo verso la conclusione?

[Daniel Abraham] Uhm. Un finale? Penso decisamente un finale.

[Gardner Dozois] Gioventù, energia, ambizione, virilità a piene mani. Un gionro sarà anche lui uno spossato scoreggione, ma al momento non lo è.

[George R. R. Martin] La storia era nuova per Daniel, roba vecchia per noi. Quando iniziò a prenderne parte, le sue idee ricordarono a me e Gardner quanto avevamo amato quel progetto, vent'anni fa, e ci aiutò ad innamorarcene nuovamente, e ben presto eravamo tutti a fare brainstorming, a raccontarci idee l'un l'altro, e così via.


A che punto avete realizzato che c'era materiale per un intero romanzo e non per un semplice racconto? Le vostre difficoltà nel concludere prima la storia sono correlate con il fatto che questa si è espansa in un romanzo? Specificatamente, mi chiedo se la storia richiedesse nuovi sviluppi da quel punto.

[Daniel Abraham] George ha sempre pensato che ci fosse dentro un romanzo. Dall'inizio. La mia impressione era che ci fossero molte possibilità implicite nel racconto che non abbiamo saputo giocarci a dovere. Avevamo un intero mondo alieno da esplorare ed inventare, e c'era una certa profondità psicologica che necessita di un certo numero di pagine per essere sviluppata. L'intero pezzo di storia che prepara l'azione del contesto principale era assente nel racconto.

[Gardner Dozois] Come dice Daniel, George aveva detto che si trattava di un potenziale romanzo praticamente dall'inizio, di certo molto prima che il racconto fosse terminato. Una volta terminato il racconto, io stesso iniziai a desiderare che avessimo avuto più roba (stavamo cozzando contro i ragionevoli limiti commerciali per una novella su una rivista), dal momento che mi ritrovavo a desiderare di vedere di più delle vicende di Ramon e Maneck - mi è mancato quando è scomparso dalla storia - e, ancora di più, di vedere maggiore interazione tra Ramon e Ramon. Penso che in quei due livelli di relazione ci sia il vero significato della storia.

[George R. R. Martin] Sì, credo che lo fosse verso il 1982 o giù di lì quando per la prima volta dissi a Gardner che la storia poteva essere un romanzo. Mi aveva mandato l'inizio, e ci stavo lavorando, cercando di finirla, ma preso capii che non saremmo mai riusciti a far stare tutto quello che volevamo in un racconto. Col senno di poi, la parte dove mi fermai fu la fine dell'inizio... Ma se questo doveva essere un racconto, doveva anche essere l'inizio del finale. Non sapevo come passare dall'uno all'altro in modo soddisfacente senza sforare con le parole, così lo rimandai a Gardner e feci il mio intervento per farlo diventare un romanzo. Riuscii a convincerlo... ma un romanzo richiede così tanto tempo che nessuno di noi ci è tornato per decine d'anni.


Daniel: hai semplicemente ripreso dal punto in cui George e Gardner avevano abbandonato la storia, o hai trovato cose che avevano bisogno di essere ristrutturate o comunque riviste prima di procedere con la storia? Ti è sembrato gratificante essere la persona chiamata per procedere con la storia?

[Daniel Abraham] Beh, la prima cosa che ho fatto in assoluto è stato copiarlo al PC. Dovete capire che la prima stesura del manoscritto originale era fatta su una normale macchina da scrivere, Dopo di questo ho viziosamente tagliato circa un terzo dell'originale (parte del quale tornò poi nel romanzo). Il frammento che mi diedero era circa di 20.000 parole, più o meno la lunghezza del racconto nella sua versione definitiva. Non ho dovuto ristrutturare molto, a parte la condensazione, credo. E visto l'inizio che avevano realizzato, pensavo che il finale fosse praticamente ovvio. Va spesso così, comunque. Ogni buona storia ha il finale implicito fin dalle battute iniziali. È un marchio della moderna fantascienza. Scrivetelo chiaramente sulla copertina.

[Gardner Dozois] A dire il vero avevo fatto la mia parte così tanto tempo fa che non avevamo nemmeno le macchine da scrivere manuali, solo incisioni su tavole di pietra. Mandarle a Daniel è stato molto costoso. Molti francobolli.

[George R. R. Martin] Daniel qui non è stato molto accurato. Il frammento oridinale di Gardner era stato fatto su una macchina da scrivere manuale, questo sì. (Gargy non credeva all'esistenza dei margini, quindi le pagine riempivano ogni pollice di spazio di ogni pagine). Quando ho preso in mano la storia, comunque, ho riscritto ogni cosa ed aggiunto di mio contributo su una macchina da scrivere elettrica. Ero molto moderno. Ho persino aggiunto i margini, per far sembrare più lunga la storia.


Ci sono altre collaborazioni tra voi tre?

[Daniel Abraham] C'è qualche vago brontolio e rumore, ma penso siano soprattutto fan di George che affilano i loro coltelli nel caso prenda in mano un progetto diverso da A SONG OF ICE AND FIRE.

[Gardner Dozois] Come detto sopra, mai dire mai, A dire il vero, penso ci sia una buona possibilità che realizzeremo qualcos'altro insieme un giorno, però se Daniel continuerà a vendere racconti - ne ha 25 al momento, mi pare - non penso ne avrà il tempo.

[George R. R. Martin] Un altro lavoro a tre? Improbabile... sebbene da quanto abbiamo venduto HUNTER'S RUN ho avuto la mezza aspettativa che avrei un giorno aperto la mia casella di posta e avrei trovato il leggendario romanzo non finito di Gardner, NOTTAMUN TOWN, su cui lavora dall'inizio degli anni '70. Me lo aspetto, ma intanto continuo a lavorare con Gardner e Daniel separatamente. Ho portato Daniel dentro la mia serie multiautore WILD CARDS un paio di anni fa e spero che continui a farne parte per anni. E io e il Grande Gargoo siamo co-editori di un paio di antologie originali (più di quello, a dire il vero), e probabilmente faremo ancora di più insieme in futuro.


Si potrebbe pensare che i lavori di collaborazione siano molto più difficili delle attività di scrittura individuali. In parte questo potrebbe essere dovuto allo stile, al passo, alla coesione, eccetera, e penso che questo possa influenzare ciascuno nella propria parte del progetto. Dalla prospettiva di un autore, come vi approcciate a questo e come gli altri influenzano la vostra scrittura? È stato difficile trovare il consenso nel progetto o c'erano accordi generali su dove la storia doveva andare e mutui accordi per permettere libertà artistiche agli altri scrittori?

[Daniel Abraham] Può suonare bizzarro, ma a dire il vero non è qualcosa che conti molto. Noi tutti abbiamo contribuito con idee alla trama principale ed il prodotto finale è partito da lì. Ci sono state cose sulle quali non abbiamo concordato stilisticamente. Io e Gardner, in particolare, abbiamo differenti opinioni e attitudini riguardo cose come le descrizioni. Ma ho pensato che se avessi voluto qualcosa esattamente come lo pensavo, lo avrei scritto da solo. Collaborazione significa avere un prodotto finale che è differente da quanto ciascuno scrittore avrebbe fatto da solo, no?

[Gardner Dozois] Da bravo modernista, per non dire minimalista, Daniel continuava a togliere colore, ritenendo fosse un appesantimento, ma poiché sia George che io siamo scrittori i cui effetti dipendono largamente dall'uso di fiammante colore locale, continuavo a rimetterlo dentro, e anzi ad aggiungerne. Penso che ci abbia aiutato a smussare le differenze il fatto che una persona - io - abbia realizzato la parte di rifinitura e consolidamento, dal momento che ho modificato tutto quello che mi sembrava scostarsi troppo dalla "voce" principale del libro. Ho trovato che in una collaborazione a tre (che ho sperimentato con diversi scrittori) ci debba essere una persona che realizzi la versione definitiva, assicurando una ragionevole consistenza.

[George R. R. Martin] Ogni collaborazione è diversa. In passato, ho collaborato con Howard Waldrop, Lisa Tuttle, George Guthridge, Melinda Snodgrass, Michael Cassutt, David Peckinpah, Howard Gordon e Alex Gansa, e tutta la miriade di scrittori del Wild Cards Consortium, e non si fa mai la stessa esperienza due volte. Devi cambiare i tuoi metodi di lavoro per incontrare le personalità coinvolte. E sì, Gardner ha ragione, aiuta se uno dei partecipanti dà il "colpo finale", così non ti trovi bloccato dalle differenze creative. HUNTER'S RUN nacque con Gardner ed è cresciuto dal suo universo, quindi è stato appropriato che fosse lui a dire l'ultima parola. Credo sia da dire, non penso ci siano stati grossi disaccordi in questo romanzo.


SHADOW TWIN era un racconto in edizione limitata della Subterranean Press. È stato difficile trovare una casa editrice interessata al romanzo HUNTER'S RUN?

[Daniel Abraham] È stato fatto dal "New York Times Bestselling Author" George R. R. Martin, dal "Mayor of Science Fiction" Gardner Dozois, e un qualche portatore di lancia di cui nessuno ha mai sentito parlare. Le case editrici erano piuttosto interessate a dagli almeno un'occhiata. E poi, naturalmente, la qualità del manoscritto ha avuto il suo peso. Si tratta del nuovo punto di riferimento della fantascienza moderna.

[Gardner Dozois] Poiché stavamo lavorando con un gorilla da 800 libbre come George, un mega bestseller non è stato per niente difficile. Dopo una settimana e mezza che avevo finito di lavorare al romanzo avevamo un editore inglese e pochi giorni ancora dopo anche uno americano. Se fosse stato un romanzo solo mio potrei essere ancora a fare il giro delle case editrici. (Ovviamente, questo fatto del computer ha anche aiutato molto - ora puoi mandare un manoscritto a migliaia di miglia in un battito di ciglia; ai vecchi tempi, il manoscritto ci metteva settimane solo per attraversare l'Atlantico).

[George R. R. Martin] Fin dall'inizio ci fu molto interesse. Naturalmente la versione racconto aveva avuto un buon successo. Prima dell'edizione della Subterranean Press, SHADOW TWIN era apparsa online su "Sci-Fiction" e su carta in "Asimov's", ed è stata molto ben recensita, così le migliori case editrici erano pronte quando abbiamo terminato il romanzo. Ha anche aiutato il fatto che avessimo un romanzo finito da presentare piuttosto che tentare di vendere un libro stile "qualche capitolo e un po' di trama". Credo che un libro non finito avrebbe incontrato molta maggior resistenza. Dopotutto sono un paio d'anni in ritardo nel consegnare il mio romanzo e Gardner è di un paio di decenni in ritardo con il suo, così gli editori avrebbero giustamente potuto chiedersi se avrebbero mai visto per davvero un libro, malgrado lo splendido lavoro di Daniel sulle scadenze. Presentando loro un libro completo abbiamo rimosso quei dubbi.


George: se si guarda indietro alla tua carriera di scrittore è ovvio che hai una varietà di interessi che varia dalla scrittura, alla collaborazione, alla pubblicazione, etc. Negli ultimi anni hai una forte pressione per completare qualsiasi impianto di A SONG OF ICE AND FIRE stai realizzando a discapito di qualsasi altra cosa ti possa interessare. Quanto è difficile riconciliare ogni progetto su cui vorresti lavorare? Le aspettative dei fan ti pesano o sono semplicemente il prezzo che uno deve pagare per il genere di successo che hai raggiunto?

[George R. R. Martin] Un po' di entrambe, a dire il vero. Ho avuto una lunga carriera, e ci sono state volte in cui nessuno importava cosa stessi facendo o quando lo avrei finito. Posso ancora ricordare quei giorni, e, credetemi, aiuta a mettere tutto in prospettiva quando ricevo e-mail furibonde sul ritardo di A DANCE WITH DRAGONS. Alla fine vuol dire che ci tengono. Detto questo, la pressione mi pesa a volte, e ho alcuni fan che sono frustranti nel loro disinteresse per i miei altri progetti. Ovviamente, molti altri scrittori hanno dovuto confrontarsi con la stessa cosa. Una volta ho sentito Stephen R. Donaldson dire che alcuni suoi lettori erano fan di Donaldson, e altri erano fan di Covenant, ed i secondi erano molto più numerosi dei primi. Anche Frank Herbert ci è passato, con DUNE. Come hai detto, ho molti interessi. Mi piace pubblicare quanto scrivere, e quando scrivo mi piace scrivere cose diverse. Non puoi fare la stessa cosa ancora, ancora e ancora; questo porta alla stagnazione della creatività e alla follia. Non mi aspetto che qualcun altro dei miei progetti avrà mai il successo di A SONG OF ICE AND DIRE, ma il bello è che non ne hanno bisogno. Per essere chiaro, comunque, fare altre cose non implica che ho "perso interesse" in A SONG OF ICE AND DIRE, come alcuni dei miei lettori più ossessivi pare temano. Significa solo che sono interessato ad altre cose. Solo perché amo ancora Popinjay e the Turtle e le mie altre Wild Cards non vuol dire che ho smesso di amare Arya, Tyrion e Dany.


Tutti voi lavorate su progetti personali, naturalmente, ma quanto sarebbe divertente avere l'opportunità di lavorare assieme su un progetto come HUNTER'S RUN?

[Daniel Abraham] Penso sarebbe da ridere. Penso ci sia un'idea, comunque, che collaborando in qualche modo ci sia meno lavoro che in un progetto da solista. Devo dire che non è stato il mio caso. Comunque, non ci sono menti migliori di George e Gardner. Conoscono questo genere meglio di quanto io possa mai fare.

[Gardner Dozois] È stato molto divertente. Nei punti dove sovrascrivevo la prima stesura di Daniel, era quasi più un editing che una scrittura, e ho sempre trovato l'editing più semplice.

[George R. R. Martin] Scrivere è per la maggior parte una questione solitaria. Solo tu e il bianco foglio di carta... o il cursore lampeggiante, in questi giorni. Una collaborazione è un buon cambio di passo. Ti da una possibilità di avere un po' di divertimento, scambiarsi le idee, avere qualcuno che ti viene a salvare quando sei in difficoltà. L'unico lato negativo viene qaundo incassi l'assegno, e devi dividere i soldi con questi altri pagliacci.


Alla Scuola di Legge molti professori proibiscono i gruppi di tre elementi, perché tre è una folla e c'è sempre qualcuno che non ci mette tutto l'impegno che potrebbe. Dunque, chi è il lavativo in questo gruppo?

[Daniel Abraham] George. Assolutamente George. Si allontanava sempre per lavorare su A SONG OF ICE AND FIRE, lasciando a noi tutto il lavoro. Gli ho detto "guarda, hai giusto finito questo capitolo, deciderò io cosa accade a Daenerys." Ma no...

[Gardner Dozois] Ho notato che in ogni collaborazione ogni partecipante pensa di essere lui a realizzare il perno del lavoro, ma, in effetti, nelle collaborazioni di successo, ogni partecipante è essenziale. Gli autori combinano le loro forze invece delle debolezze per produrre qualcosa che nessuno di loro avrebbe prodotto da solo. Penso che questo sia sicuramente vero in HUNTER'S RUN. Ci sono cose lì dentro che ha apportato Daniel a cui George ed io non avremmo mai pensato in un migliaio di anni scrivendo romanzi da soli. E molto probabilmente è avvenuto l'opposto per lui. È un romanzo che nessuno di noi avrebbe potuto scrivere da solo, cosa che io penso sia il segno di una valida collaborazione.

[George R. R. Martin] Chi, io? Un lavativo? Beh, ok. Però ho disegnato la mappa.


Gardner e George: Robin Hobb e Joe Haldeman hanno recentemente accennato al fatto che sono stati contattati per scrivere storie per un'antologia che state entrambi pubblicando, intitolata WARRIORS. Cosa ci potete dire su questo?

[Gardner Dozois] Come hai detto, l'antologia è chiamata WARRIORS, e l'abbiamo recentemente venduta alla Tor per un anticipo a sei cifre. L'abbiamo concepita come un'antologia cross-genere, con storie da scrittori famosi di alcuni generi diversi, tra cui fantascienza, fantasy, romanzi storici, thriller, persino western. Oltre a Robin Hobb e Joe Haldeman, abbiamo scrittori come Lawrence Block, Peter S. Beagle, Tony Hillerman, Neil Gaiman, Steven Saylor, Cecelia Holland, Tad Williams, Howard Waldrop, e altri, spaziando il più possibile. Lascio che sia George a parlare del tema, poiché l'idea iniziale è stata sua.

[George R. R. Martin] Questo è prematuro, dal momento che abbiamo appena iniziato a lavorare su WARRIORS e il libro non apparirà prima del 2009 ad essere ottimisti... Ma Gardner ha detto le cose fondamentali. Sarà una grande ed importante antologia con un gruppo all-star di scrittori, quasi tutti vincitori di premi e autori di successo nei loro campi. Il tema è la guerra e l'ethos del guerriero. Cosa rende WARRIORS nuovo e differente e (speriamo) interessante è il fatto che sarà un'antologia cross-genere. L'uomo ha raccontato storie sui guerrieri da quando racconta storie in generale, così questo sembrava l'argomento naturale per il libro che intendevamo realizzare. Spadaccini fantasy, pirati dello spazio, cavalieri medievali, cowboy western, soldati del Vietnam o in trincea, guerriglieri urbani, sicari della Mafia, leggendari giocatori di football, donne guerriere, bambini guerrieri, guerrieri "la cui forza è non combattere" (citando Mr. Dylan), tutti loro avranno posto in questo libro. Fantasy, fantascienza, horror, romanzi storici, suspance, mainstream, romanzo d'amore, e ogni possibile combinazione di questi sarà inclusa. Vogliamo mostrare al lettore che è la storia che conta, non l'etichetta. E sì, io pure scriverò una storia per questo libro ed ora come ora penso che sarà la tanto attesa terza storia di Dunk&Egg sebbene mi riservi il diritto di cambiare idea.


Gardner and George: Dan Simmons ha recentemente fatto un aggiornamento sul suo sito annunciando che avrebbe scritto una storia per SONGS OF THE DYING EARTH, un'antologia di storie ambientate nel mondo della Terra Morente di Jack Vance. Cosa ci potete dire su questo?

[Gardner Dozois] Poiché io e George siamo entrambi grandi fans di Jack Vance, creare assieme un'antologia per onorarlo ci è parsa un'idea naturale. SONGS OF THE DYING EARTH inviterà alcuni dei più grandi scrittori fantasy a scrivere storie nel mondo del più famoso lavoro di Vance, THE DYING EARTH. Oltre a Dan Simmons abbiamo commisionato lavori ad altri scrittori come Robert Silverberg, Michael Moorcock, Tanith Lee, Glen Cook, Elizabeth Hand, Liz Williams, John C. Wright, ed altri (sebbene ovviamente, come in ogni antologia originale, sarei cauto poiché non tutti coloro che hanno espresso interesse a contribuire poi lo faranno davvero quando verrà il momento; la maggior parte di loro è comunque molto entusiasta di scrivere nel mondo di THE DYING EARTH, così mi aspetto che la maggior parte di loro partecipi). Il libro è venduto in Inghilterra, ma è ancora in attesa di una casa editrice americana, quindi è prematuro parlarne.

[George R. R. Martin] L'antologia su Vance a dire il vero è nata da WARRIORS, in un certo senso. Non è un mistero che Jack Vance sia uno dei miei scrittori preferiti, così quando Gardner ed io iniziammo a mettere insieme il progetto di WARRIORS, contattai il suo agente nella speranza di avere una sua storia. Però Vance ha giusto compiuto 91 anni e non scrive più. Il pensiero di non poter più avere un'altra storia come THE DYING EARTH mi ha rattristato più di quanto si possa dire. Vance è sempre stato "lo scrittore degli scrittori", e sapevo che ci sono molti altri scrittori che amano THE DYING EARTH come me ed avrebbero venduto il proprio primogenito per scrivere una storia in quel mondo. Ho suggerito la cosa all'agente di Jack, che l'ha detta a Jack ed a suo figlio John, e sono felice di dire che hanno dato il loro consenso. Così ora possiamo inizare. Come ha detto Gardner non abbiamo ancora un editore americano, ma spero che lo avremo presto. E dovremo tenere lontani a bastonate gli scrittori. Vance ha un mucchio di fans tra i giovani scrittori di fantasy e fantascienza. Meritati. È uno dei più grandi.


La fiction speculativa va bene. Ma c'è qualche possibilità che, scrittori dotati come siete, usiate il vostro talento per per per lavori letterari più "elevati", come ad esempio scrivere sul trionfo dello spirito umano come Terry Goodkind?

[Daniel Abraham] Ci sono alcuni altri generi che mi piacerebbe provare prima di morire - il mystery, per esempio - ma non ho mai visto la sezione "elevati" in libreria. C'è un posto dove si tiene il materiale "elevato"? Più seriamente, penso di scrivere ciò che mi piace scrivere. Se qualcosa diventa "elevato", bene, ma non cercherei di realizzare qualcosa di serio e letterario per paura di eccedere ed essere pretenzioso. Sai cosa intendo. "Il nuovo punto di riferimento in questo o quello". Così.

[Gardner Dozois] Non ho mai avuto interesse a lavorare fuori dal campo della fantasy/fantascienza. Se avessi un'idea per qualcosa al di fuori di quel genere, tuttavia, non la scarterei. Mai dire mai.

[George R. R. Martin] Penso che Daniel e Gardner non abbiano colto, ah, l'ironia della citazione di Mr. Goodkind su questo punto, Pat. Il disamore di Goodkind per il fantasy non è niente di nuovo, naturalmente. Sospetto derivi dallo stesso desiderio di essere preso sul serio come uno scrittore a dinieghi che sono stati rivolti ad altri autori in anni passati, talenti vari come Kurt Vonnegut, Harlan Ellison, e Margaret Atwood. La stessa sorta di diniego sta venendo fuori su Cormac McCarthy (naturalmente non è fantascienza, è letteratura). Nessuno di noi vuole essere chiuso in un box per neonati, o vedere il proprio lavoro scartato come indegno di serie considerazioni letterarie a causa dell'etichetta sul dorso. Personalmente penso che una storia sia una storia e l'unica cosa che conta scrivere sia il cuore umano in conflitto con sé stesso. Le etichette di genere sono strumenti commerciali, niente di più. È stato detto che ho cambiato genere diverse volte nella mia carriera, ma da dove siedo io non ho cambiato nulla. Scrivo le storie che voglio scrivere, e lascio che i pubblicatori e i recensori si preoccupino di come chiamarle. Ed ho in mente di continuare così.


Farete un tour o qualche apparizione in questo autunno/inverno per promuovere questo libro?

[Daniel Abraham] George sperava che lo facessimo. Penso che in particolare sperasse di andare in Inghilterra perché voleva visitarla.

[Gardner Dozois] Se è così, nessuno me lo ha detto. Penso che in ogni caso preferiscano George.

[George R. R. Martin] Non riesco a pensare di niente di più divertente che prendere la strada e fare un tour con Gardner e Daniel, ma in qualche modo ho dei dubbi che le nostre case editrici pagherebbero il conto per tutti e tre. Daniel ha ragione, comunque, un tour inglese sarebbe più facile. Mi è piaciuto quello che ho fatto lì per A FEAST FOR CROWS. Ti danno una macchina e una guida ed ogni mattina il Pr della casa editrice ti porta al tuo confortevole hotel di Londra ed inizia il tuo giorno di autografi. Una volta finito, torni indietro. Un tour negli Stati Uniti è più stressante, poiché tra un evento e l'altro devi volare da un posto al successivo, così ogni mattina ti devi svegliare all'alba e andare di corsa all'aeroporto per volare in un'altra città, conoscere una nuova scorta, entrare in un nuovo albergo ecc. Sono felice di farlo, ma mi fa venire voglia di essere vent'anni più giovane.


Sempre più autori/editori/pubblicitari/agenti stanno scoprendo il potenziale di tutti i vari blog/siti/boards di fantascienza e fantasy su internet. Date un'occhiata a cosa si discute lì, soprattutto per quello che vi riguarda? Oppure questo sarebbe una distrazione eccessiva?

[Daniel Abraham] Probabilmente seguirei di più se non la prendessi tanto sul personale. Una recensione negativa su Amazon e sono in crisi per un giorno o due. Quello che mi piace è seguire cosa dice la gente sugli altri scrittori, specialmente quelli che mi piacciono o quelli molto bravi che non ho ancora letto. C'è l'idea, penso, che noi abbandoniamo la nostra identità di lettori iniziando a scrivere, ma io sono basilarmente un fan.

[Gardner Dozois] Cerco di impedire di venire risucchiato nella blogosfera, con mio grande sforzo, perché tenere un blog o partecipare in una board può essere un tremendo divoratore di tempo che potrebbe essere usato per altri progetti. Detto questo, penso che la blogosfera sia forse il nuovo grande mezzo di promozione dei libri del 21° secolo; se la gente inizia a parlare favorevolmente e in modo eccitato del tuo libro attraverso una discreta varietà di blog, sono certo che questo avrà un grande impatto sulle vendite, e si tratta di uno dei pochi mezzi di fare pubblicità ad una grande massa di persone che non costa soldi (sfortunatamente, devono veramente apprezzare il tuo libro per parlarne bene nei blog; non c'è modo di costringerli a farglielo piacere se non gli piace). Penso anche che il futuro della promozione dei libri sia mettere pubblicità su YouTube e MySpace; ho provato a dire ai miei editori di fare così per i miei ultimi libri, ma gli editori sono fuori dal tempo, questa è un'area sconosciuta per la maggior parte di loro e quindi c'è molta resistenza a farlo. Sino ad ora non sono riuscito a convincerne nessuno. Questa è una delle grandi opportunità promozionali che fino a questo momento è stata sprecata ed un giorno il mondo della pubblicità se ne renderà conto, segna queste mie parole.

[George R. R. Martin] Ho un blog, il mio Not-A-Blog, e lo tengo aggiornato in base a ciò che mi permette il tempo. È divertente, troll a parte. Sono un veterano anche di Genie, e durante i miei giorni su Genie, indietro negli anni '80 e '90 spesso mi ritrovavo a loggarmi e postare diverse volte al giorno, restando coinvolto in ogni sorta di discussione (buono) e flame (non così buono). Malgrado mi piacesse era un immenso pozzo di tempo, così tanto che quando Genie chiuse presi la consapevole decisione di star lontano da simili boards in futuro. Non frequento i forum di A SONG OF ICE AND FIRE per lo stesso motivo. Leggo le recensioni dei miei lavori che appaiono su giornali e riviste e persino riviste virtuali e qualcuno dei blog migliori (come il tuo, e quello di Stego), ma non leggo le recensioni di Amazon ed i forum. Non è che disdegni quei mezzi o coloro che li usano. Semplicemente non ho tempo.


Non so Daniel e Gardner, ma tutti sanno che George è un grande fan del NFL football. Chi vincerà il SuperBowl quest'anno?

[Daniel Abraham] Super Bowl? Cosa sarebbe? Non so nulla sul football, americano o inglese. Uno dei pochi giocatori in attività che conosco è Beckham, e questo solo perché ho detto "piegalo come Beckham".

[George R. R. Martin] Il mio sogno è vivere abbastanza a lungo da vedere una Subway Superbowl tra i miei amati Giants e i miei amati Jets, ma tristemente, non penso sarà quest'anno. Mi piacerebbe vedere i Saints farcela nel NFC. Nawlins ha dato molto, e merita una vittoria. A parte questo, hanno probabilmente bisogno di umiliare gli odiati Patriots ed il loro allenatore, il Malvagio Piccolo Bill.


George: I tuoi fan rabbiosi mi castreranno e mi faranno mangiare le palle se non ti faccio questa domanda. Gradirei che i miei testicoli restassero dove sono, quindi ti devo chiedere: quali sono i progressi riguardo A DANCE WITH DRAGONS? Visto il modo in cui stai andando, ti senti fiducioso sul fatto che il manoscritto potrebbe essere finito questo autunno?

[George R. R. Martin] DANCE Sarà finito quando sarà finito. Ho provato a fare previsioni sulla data di rilascio. Quando l'ho fatto, ho sempre sbagliato. Guardate il mio sito. Non appena il libro sarà finito, lo segnerò lì. Nel frattempo ho molto altro materiale in uscita. HUNTER'S RUN viene per primo, in tre edizioni (prima quella inglese, poi quella americata, e poi un'edizione autografata limitata della Subterranean) seguita poi dall'edizione cartonada di DREAMSONGS in autunno (in due volumi), poi il nuovo romanzo delle WILD CARDS INSIDE STRAIGHT a gennaio. Un'edizione limitata di FEVRE DREAMS illustrata da Justin Sweet ci sarà da qualche parte. Io sarò in giro per librerie nei prossimi sei mesi, e non ho parlato di fumetti, miniature, spade, i modellini...


Qualcos'altro che volete dire ai vostri fan?

[Daniel Abraham] Cosa ne dite di una citazione di Oscar Wilde? Quelle vanno sempre bene...

[Gardner Dozois] Andate a comprare molte copie di HUNTER'S RUN. Saprò come usare i soldi.

[George R. R. Martin] Anche la copertina merita, credo.


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