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Intervista a Martin - January Magazine


Fonte januarymagazine.com - Traduzione di Stee Jans



A STORM OF SWORDS è andato estremamente bene. Sembra essere un lavoro migliore rispetto ai tuoi ultimi.

La saga sta andando molto bene, è vero. Sicuramente meglio di ogni altra cosa che abbia fatto, e questo è molto gratificante.


Una delle cose che trovo incoraggianti nel successo di A STORM OF SWORDS è che il libro è molto lungo e la gente lo sta leggendo. È magnifico. Quante sono? 120,000 parole? Di più?

Beh, il manoscritto conta 1.500 pagine. Penso di essere stato troppo spaventato per immaginare di contare le parole. È incredibilmente lungo. [risate]


È stata una grande fatica?

Sì. Ero indietro di molti mesi e alla fine era molta la pressione affinchè finissi. Ma finalmente sono arrivato ad un punto che mi soddisfa. Ma naturalmente ho già iniziato il libro seguente, così... i lettori leggono i libri molto più velocemente di quanto io riesca a scriverli. È disarmante. Lavoro a un libro per due anni, viene pubblicato e due giorni dopo mi arriva la prima e-mail: "Quando uscirà il prossimo?" [risate]


Stai facendo un tour di promozione adesso?

Sì.


Non scrivi molto quando sei in viaggio di promozione?

Assolutamente no. Ho bisogno del mio spazio. Ho bisogno del mio ufficio e del mio ambiente. Ho provato. Ho portato occasionalmente con me un laptop o ai vecchi tempi un notepad o qualcosa di simile. Ma non posso scrivere, veramente, se non sono nel mio ambiente, nel mio ufficio dove posso realmente perdermi nel mondo che sto creando invece di quello che mi circonda.


Dove si trova il tuo ufficio?

A Santa Fe, nel New Mexico. Ho vissuto lì gli ultimi 20 anni. Sono originario del New Jersey.


Da lontano Santa Fe sembra un luogo pacifico ideale per scrivere libri. È così?

È un posto stupendo e ha molte delle amenità di una grande città pur avendo solo 70.000 abitanti per cui è un posto straordinario per viverci. E il clima è fantastico. Abbiamo tutte e quattro le stagioni, cosa che amo, ma non troppo marcate, altra cosa che apprezzo. E sono attirato dal cibo; il cibo messicano è il migliore del mondo. Il Green Chili ti entra sotto la pelle.


Questo è il primo dei tuoi libri che ho avuto l'opportunità di leggere. Sembra molto aderente ai testi storici, ma lo chiameresti "romanzo fantasy"?

È decisamente un romanzo fantasy. Ci sono draghi e così via. Si respira l'aria del romanzo storico. Amo la storia. Volevo cogliere il senso della storia in A STORM OF SWORDS e gli altri libri, e il respiro del romanzo storico. I romanzi storici sono stupendi da leggere, l'unico problema che ho con essi è che conosco troppa storia. Sapevo già cosa sarebbe accaduto. Se leggi un racconto sulla Guerra delle Rose, non importa quanto sia scritto bene o male, sai già chi vincerà. In questo modo puoi sorprendere le persone. Si legge come un romanzo storico, sembra un romanzo storico ma non sai mai cosa sta per succedere...
La maggior parte del fantasy epico o del fantasy d'autore si svolge in ambienti simili al medioevo. Da Tolkien e il suo THE LORD OF THE RINGS. Quindi, in questo senso, è insito nella tradizione di alcuni scrittori del passato. Ciò che io tento di fare è dare la sensazione del romanzo storico rispetto ad altre opere precedenti che, penso, hanno un respiro più prettamente fantasy. Nel mio modo di fare fantasy c'è meno magia e stregoneria e più enfasi dei duelli, delle battaglie, intrighi politici e personaggi. Più di tutto nei personaggi.


Gli intrighi politici sono indubbiamente una delle componenti più importanti dei tuoi libri.

Sicuramente sì. È divertente. [risate] Sebbene la mia immaginazione prenda spunto da ciò che accade ai giorni nostri negli Stati Uniti, [risate] i miei personaggi sono più diretti. Sguainano la spada e uccidono i loro rivali. [risate]


Cosa ti ha portato a scrivere questi libri cosi lunghi?

Beh, agli amanti del fantasy piacciono i libri lunghi. THE LORD OF THE RINGS è stato veramente il primo. THE LORD OF THE RINGS fu pubblicato in un periodo in cui la maggior parte degli editori - specialmente nel fantasy/fantascienza - non volevano più di 60.000 parole. Non volevano libri lunghi. Questa è la vera ragione per cui fu diviso in tre volumi: perché THE LORD OF THE RINGS in realtà è un solo libro e Tolkien lo ha pensato come un solo volume, ma fu diviso in una trilogia per adeguarlo agli standard del tempo. In un certo senso Tolkien ha posto le basi per tutti gli scrittori a seguire. Penso che ci fossero molte cose importanti in quel libro, naturalmente. Per prima cosa, ha un grandissimo numero di personaggi. Seconda cosa, ha creato un mondo alternativo - Tolkien lo chiamava così - e questo, penso, sia essenziale per il fantasy epico anche ai giorni nostri: oggi il mondo è uno dei personaggi. La gente parla di andare nella Terra di Mezzo invece di leggerne. Si riesce a cogliere il senso per cui la gente voglia immergersi in un mondo artificiale, bisogna crearlo con una sua storia, delle radici e dettagli. Bisogna dare la sensazione che il mondo sia ricco e variegato, complicato e vissuto. Come il mondo reale. Questo comporta l'uso di un gran numero di parole. Non è semplicemente mera descrizione di una storia. Bisogna dipingere un quadro d'insieme.


C'è molto lavoro dietro.

Sì, molto.


C'è molto lavoro anche alle spalle dei tuoi libri che non vedremo mai?

Alle spalle c'è molto più lavoro di quanto io riveli. Ovviamente, in ogni volume rivelo qualcosa in più. In particolare nelle mie saghe, molte chiavi delle future bugie e le successive rivelazioni su quanto è successo 16 anni prima che noi pensiamo siano vere non lo sono necessariamente. In questo processo di rivelazioni a volte porto avanti la storia, a volte riprendo la storia dal passato svelando in ogni libro successivo qualche particolare su quello che è successo precedentemente. Ma c'è comunque dietro molto di più di quanto possa mai svelare. Conservo annotazioni e dettagli di alcuni Re che sono stati solo menzionati e di nuovo Tolkien, un maestro in questo, ci ha mostrato come fare ciò. Ha pubblicato la suo appendice - attualmente non penso che pubblicherò la mia - ma se osserviamo le ultime pagine de THE LORD OF THE RINGS ci sono pagine e pagine di appendici e dettagli con cui ha creato quel mondo fantastico.
Penso che il lavoro che c'è dietro a un libro sia come un iceberg: la maggior parte del quale si trova sotto la superficie. Si vede quel che basta da farci intuire che sotto c'è qualcosa di enorme.


Il primo libro della saga è A GAME OF THRONES?

È così. È uscito nel 1996. Ho iniziato a scrivere la saga nel 1991. Non ho scritto con continuità perchè lavoravo ancora molto con i film e la TV.


Quanti libri hai pianificato per questa serie?

Dovrebbero essere sei. Per ora sono tre. A GAME OF THRONES, A CLASH OF KINGS, A STORM OF SWORDS.


Cosa significano R.R. nel tuo nome?

Raymond Richard.


Molte persone te lo chiederanno spesso.

Certo. Di solito taglio corto dicendo: "Il mio secondo nome". [risate]


Che genere di lavori hai svolto per la televisione?

Beh, ero nello staff di THE TWILIGTH ZONE , rifacimento che la CBS ha prodotto a metà degli anni '80. Poi ho lavorato su BEAUTY AND THE BEAST per tre anni. Dopo ho lavorato molto nello sviluppo di cose mie. Ho creato piloti per nuovi spettacoli. Ho scritto copioni cinematografici, alcuni adattati da miei lavori, alcuni originali e altri adattando il lavoro di altri. Nulla è mai risultato essere vincente. È stata una delle cose che ultimamente mi ha frustrato di più e mi ha spinto di nuovo verso la scrittura. I libri erano il mio primo amore. Scrivere mi sarebbe mancato comunque. C'è una libertà che non si può avere a Hollywood. C'è un intero canovaccio da buttare giù, senza la possibilità di evitare il compromesso: bisogna combattere con i registi, i network e gli studi. Ma la verità è che, sebbene stessi guadagnando molto bene a Hollywood scrivendo sceneggiature e sviluppando piloti, non venivano realizzati e la cosa mi rendeva insoddisfatto. Nessuna cifra può veramente prendere il posto di... vuoi che ciò che scrivi sia letto. Vuoi un pubblico e quattro ragazzi in una stanza dell'ufficio esecutivo della ABC o della Columbia non sono la stessa cosa.


Avevi già in mente la saga a quei tempi?

Sì. Beh, sicuramente dopo il 1991 quando l'ho iniziata.A nche se cercavo di accantonarla continuava a starmi attorno. Mi accorgevo di pensarci mentre andavo o tornavo dallo studio o la notte prima di addormentarmi. A volte in vacanza. I personaggi erano con me. Questo è stato uno dei motivi che mi ha fatto capire che dovevo scrivere questa storia: una storia che dovevo raccontare.


Hai capito subito che sarebbe stata una saga?

Oh sì. Inizialmente pensavo fosse una trilogia, ma questo molto prima di iniziare a scrivere.


Stai già lavorando sul quarto libro?


Ha già un nome?

A DANCE WITH DRAGONS. Il quinto sarà THE WINDS OF WINTER. Poi deciderò il titolo del sesto. [risate] Non so ancora dirti quel titolo.


È un genere in cui c'è molta competizione. Ci sono molti scrittori di saghe fantasy/storiche. E i tuoi libri si sono davvero distinti tra tutti. Te ne rendi conto?

Sì. Sento la differenza di libro in libro. Sta crescendo. Ci sono davvero molte persone in questo tour promozionale, per gli autografi. Ai tempi del primo libro, quando feci promozione ero felice se c'era una mezza dozzina di persone. Ora ci sono 100, 200 persone.


Questo aiuta la vendita dei tuoi precedenti titoli.

I miei titoli precedenti stanno vendendo molto bene. E i miei vecchi libri del periodo prima della TV sono stati ripubblicati. Quattro dei miei vecchi romanzi.


Quanti libri hai scritto?

Dipende. Prima di questa saga ho scritto quattro romanzi and e circa una mezza dozzina di raccolte di racconti. Ho anche pubblicato libri come editore. La serie di WILD CARDS ha 15 volumi e un paio di progetti di quando ho fatto l'editore, invece dello scrittore. Quindi suppongo ci siano 30 o 40 libri nella mia bibliografia ora come ora.


Sembra più soddisfacente del lavoro in televisione.

In definitiva sì. Anche se libri e televisione danno soddisfazioni diverse. Quando la TV e il cinema vanno bene - quando si hanno buoni colleghi e ci si va d'accordo - è molto stimolante lavorare con buoni attori e un buon regista, creare qualcosa insieme e vederlo svilupparsi. Di giorno in giorno. Sono sensazioni uniche. Ma la stessa cosa può facilmente andare male, sai, quando regista e scrittore non vanno d'accordo. Quando il tuo attore insiste per cambiare il tuo dialogo. Quando il network decide di tagliare parti che tu reputi essenziali, l'esperienza non è così affascinante.
Con un libro io sono lo scrittore, il regista e tutti gli attori, così come il ragazzo degli effetti speciali e il tecnico delle luci: ho il controllo completo. Quindi se va bene o male, dipende solo da me.


Hai conservato qualcosa di questa esperienza? Alcune di queste produzioni cinematografiche hanno avuto un'utilità?

In una certa misura sì. Sono uno scrittore molto evocativo. E quando descrivo una scena, la vedo nella mia testa come fa un regista. Vedo come cadono le luci e dove sono posizionati i personaggi - "blocking", lo chiamano a Hollywood - e penso che lavorare a Hollywood abbia migliorato i miei dialoghi. È qualcosa che impari passando tanto tempo a Hollywood: pulire i dialoghi.


Hollywood ha interessi nella saga?

Ho qualche interesse di questo tipo sì. Non so come si evolverà la cosa.


Puoi cercare di riassumere la saga per chi non ha familiarità?

Certo: quante ore ho a disposizione? [risate] Si svolge in un mondo immaginario chiamato I Sette Regni di Westeros che è un mondo stile medievale, ma c'è della magia. C'erano i draghi nel passato, sebbene al momento in cui la storia inizia l'ultimo drago è morto da 150 anni.
Probabilmente la cosa che più differenzia Westeros e i Sette Regni e il nostro mondo è che le stagioni si comportano diversamente. Invece di avere ogni anno con quattro stagioni che arrivano in un determinato periodo, le stagioni si susseguono senza un ordine prestabilito e possono protrarsi per anni. All'inizio di A GAME OF THRONES - il primo libro - la gente pensa che l'estate stia per finire, ma è stata un'estate molto lunga. Dieci anni d'estate. Ma poi i giorni iniziano ad accorciarsi, il freddo diviene più intenso e la gente inizia a pensare che l'estate stia finendo. Ovviamente quando le stagioni durano così tanto il passaggio è brusco, così gli inverni sono periodi estremamente difficili da trascorrere. L'inverno dura a lungo e causa gravi danni. Nessuno vuole un lungo inverno.
Su questo sfondo si svolge una guerra dinastica per il controllo del Regno: i Sette Regni sono riuniti in uno solo, formato da sette regni. Tutto è dominato da un solo Re. Molte importanti Casate ambiscono al controllo totale.
All'estremo nord c'è anche un muro di ghiaccio vecchio di 8000 anni e costruito lungo l'intero continente sorvegliato da una confraternita chiamata "I Guardiani della Notte" che non hanno famiglia e giurano di dedicare la loro vita a questo mastodontico muro di ghiaccio da 700 piedi e a qualsiasi cosa cospiri al di là di esso. E qualsiasi cosa si celi al di là di quel muro, lo scopriremo.


Ah: THE WINDS OF WINTER.

Già.


A cosa si ispira questo mondo che hai costruito?

Qualcosa deriva dalle mie conoscenze storiche. Ma non mi piace trasportare materiale dalla storia. Alcuni lettori ci hanno provato: "Questo personaggio è Riccardo III e quest'altro..."


Non odi ciò? Come se la tua creatività non fosse abbastanza.

È vero. Per alcune cose ho preso spunto dalle vicende storiche, ma la maggior parte del materiale è di mia creazione.


Costruire un mondo. Come Frank Herbert fu ispirato da agitazioni politiche, ecologia e così via. Stavo ripensando alle stagioni. È basato su qualcosa che ti ha colpito o ti è sembrata semplicemente una cosa interessante?

Apprezzo il simbolismo di tutto ciò. Inverno ed Estate e quello che possono significare. Tutti passiamo degli inverni nella nostra vita e non sempre è solo la stagione fredda. L'estate è tempo di crescita, abbondanza e gioia. E l'inverno è il periodo oscuro in cui bisogna lottare per sopravvivere.


In termini di storia, quanti dettagli storici puoi usare senza che il romanzo suoni troppo simile al nostro mondo?

Quanti ne servono.


Perchè vuoi che i tuoi lettori discutano delle tue creazioni?

Sì. Voglio che tutto sia verosimile. Infatti, penso che la maggior parte degli scrittori fantasy ci pensi troppo poco. Capiamoci - lasciami dire che c'è molto fantasy di qualità oggi. Molta gente produce ottimi lavori. Tad Williams ha scritto una trilogia fantastica. Robin Hobb sta lavorando magnificamente. Naturalmente i libri di Robert Jordan hanno milioni di fan. E ci sono altri vecchi scrittori come Tolkien e altri al giorno d'oggi. Ma a parte loro, ci sono molti scrittori pessimi e, sebbene i loro libri abbiano impostazioni medievali, li leggi e sembra di stare a Disneyland. Ci sono castelli, Re e cavalieri.


E le damigelle. Non dimenticare le damigelle!

Sì, le damigelle. Ma non ci sono mai cani nei saloni che razzolano sotto i loro tavoli. Non esistono malattie ed inedia. C'erano anche tutte queste cose. Penso che entrambe le cose ci fossero. Qui entra in gioco la ricerca. Penso che si dovrebbe sapere come si svolgevano i tornei e come le guerre venivano combattute ed avere nozioni sulle battaglie e le armi utilizzate. Così ho cercato di ricostruire la cruda realtà nei miei libri e i miei ammiratori lo apprezzano, quindi penso di stare facendo un buon lavoro.


Hai un programma di lavoro?

Mi sveglio presto e lavoro tutta la mattina. Prendo un caffè e mi metto al lavoro. Quando lavoro bene a volte guardo fuori ed è buio, la giornata è scivolata via senza che me ne accorgessi. Ma ci sono anche le giornate storte. Giornate in cui mi impegno e mi dispero e in mezz'ora ho scritto tre parole, in mezza giornata una frase e mezza, quindi smetto e gioco con il computer. Si sa, a volte mangi l'orso e a volte l'orso mangia te. [risate]


I tuoi libri sono accuratamente studiati? Hai una stanza con mappe o cose del genere?

Disegno delle mappe, ma no. Non faccio nulla di tutto ciò. Ho un'idea generale di come si svolgerà la vicenda ma lascio che i personaggi mi incontrino ed escano fuori da soli. | Gennaio 2001


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