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Intervista a Martin - Infinity Plus


Fonte www.infinityplus.co.uk - Traduzione di Jaqen H'ghar



Guardando indietro alle tue opere di SF scritte all' inizio della tua carriera, si notano due caratteristice: un intenso romanticismo e un goticismo malinconico. Quali influenze, quali considerazioni artistiche e personali, ti hanno spinto in queste direzioni letterarie?

Sono sempre stato un intenso romantico, sin da giovane sapevo cosa significasse. Ma il romanticismo ha il suo lato oscuro, come ogni romantico presto scopre... e si trova dove subentra la malinconia, ritengo. Non so se sia un problema di influenze artistiche tanto quanto lo sia di temperamento. Ma c'è sempre qualcosa in un crepuscolo che mi muove, e un tramonto mi parla così intensamente come un'alba mai potrà fare.


Cosa ti ha spinto a smettere di scrivere romanzi di fantascienza, per cominciare con l'horror e con la serie WILD CARDS?

Sicuramente non ho ancora chiuso con la fantascienza. Quand'ero bambino , mio padre mi diceva spesso che io amavo le cose misteriose e strane. Bene, fu così che in casa mia cominciarono a comparire diversi tipi di queste "cose strane": fantascienza, fantasy, horror, misteri, romanzi di spionaggio, fumetti, e così via. Leggo tutte queste cose voracemente, delle volte andando da Robert A. Heinlein a H. P. Lovecraft, da Tolkien a "The Fantastic Four" nella stessa settimana. Penso che fosse inevitabile che presto o tardi mi mettessi anche a scrivere quelle cose. Però fare le stesse cose ancora ed ancora alla fine diventa noioso. Adesso sto scrivendo fantasy , ma nel futuro vorrei riprendere con la fantascienza e magari anche con l'horror.


Per me, come per tanti altri, tu sei il miglior autore di fantasy adesso attivo su larga scala. Sino a che limite questo successo può essere attribuito alla tua grande esperienza di scrittore, maturata grazie alle precedenti fasi come scrittore di fantascienza e horror, ma anche alle esperienze di sceneggiatore per la tv?

Beh, io non le chiamerei fasi, ma piuttosto credo fermamente che uno scrittore impari qualcosa da ogni cosa che scrive , e quando tu provi cose differenti acquisisci diversi insegnamenti. Lavorare con altri scrittori, così come il lavoro ad Hollywood o in altre serie diffuse a livello mondiale, rafforza le tue abilità, esponendoti a nuovi modi di vedere il lavoro e a differenti approcci verso alcune sfide creative. Ho sempre pensato che uno scrittore avesse bisogno di leggere di tutto, specialmente negli anni di formazione... e l' avvicinarsi a un numero ampio di forme e generi e sottogeneri espande il tuo arsenale di conoscienza in qualche direzione.


A SONG OF ICE AND FIRE ha una struttura complessa assimilabile a storia autentica, questo sia in generale che nello specifico svolgersi degli episodi. Quali leggi e principi (se ce ne sono) secondo te governano la storia umana, e come questa tua concezione dei processi storici ha influenzato A SONG OF ICE AND FIRE?

I processi storici non mi hanno mai molto interessato a dir la verità, ma la storia è piena di vicende, piena di trionfi e tragedie , di battaglie vinte e perse. È la gente che mi parla, gli uomini e le donne che vissero una volta, loro amavano, sognavano, soffrivano, proprio come noi. Sebbene qualcuno potesse avere una corona sopra la sua testa o sangue sulle mani, alla fine loro non erano così diversi da te e me, in questo giace il loro fascino. Suppongo che io sia ancora un seguace della oramai fuorimoda "scuola eroica", la quale dice che la storia è plasmata dai singoli individui e dalle scelte da loro fatte, dai fatti gloriosi e da quelli terribili. Questo è sicuramente l'approccio che ho seguito nello scrivere A SONG OF ICE AND FIRE.


A SONG OF ICE AND FIRE ha avuto una progressione molto interessante nel corso dei primi tre libri volumi, da uno scenario relativamente chiaro di Buono (gli Stark) che combatte il Cattivo (i Lannister) a uno molto più ambiguo, nel quale i Lannister si comprendono molto di più, e le certezze morali sono più difficilmente ottenibili. Stai evitando deliberatamente le convenzioni e le assunzioni della fantasy neo-tolkieniana?

Si, è proprio quello che sto facendo.
La battaglia tra il bene e il male è un tema legittimato per il fantasy (o per ogni lavoro di fiction su quel genere), ma nella vita reale quella battaglia viene combattuta principalmente nel cuore dei singoli individui. Troppi libri di fantasy contemporanea scelgono la via più facile per esternare questa battaglia, così i protagonisti eroici hanno bisogno solamente di sconfiggere lo scagnozzo cattivo di un potere oscuro per vincere la battaglia. E tu sai chi sono i cattivi di turno, perché sono inevitabilmente brutti e si vestono tutti di nero
Io ho voluto stare di più nella loro testa.
Nella vita reale, l'aspetto più duro di una battaglia tre il Bene e il Male è determinare chi è Bene e chi è Male.


Come implica chiaramente il titolo della saga, la guerra fondamentale della serie è tra forze elementali ed eterne quali il ghiaccio e il fuoco. In questo contesto, è giusto dire che il conflitto messo in primo piano nei primi tre volumi - la guerra dei 5 Re, con l'opposizione tra Stark e Lannister - è in realtà una distrazione dalla vera battaglia, un inutile battibecco dinastico che indebolirà drasticamente i Sette Regni esattamente quando hanno necessità di essere più forti e vigili?

Forse. Però questa è una domanda che dovresti porre ai miei lettori..


Così come nei tuoi primi romanzi, A SONG OF ICE AND FIRE è ricca di atmosfera feudale: c'e infatti un enorme quantità di contenuti aristocratici e feudali, e non solo nelle tue lunghe appendici. Cosa c'è sotto al tuo fascino per il medioevalismo?

L'ambiente medioevale è sempre stato il background tradizionale per la fantasy epica, anche prima di Tolkien, e ci sono ottime ragioni che giustficano questa tradizione. La spada da alla storia un atmosfera molto più magica e romantica rispetto alle pistole e ai cannoni, e cioè un potente valore che ci tocca nel profondo. E ancora, ci sono contrasti nel medio evo veramente impressionanti - l'ideale di cavalleria conviveva con la terribile brutalità della guerra, i grandi castelli si profilavano sopra miserbili baracche, i servi e i principi cavalcavano sulle stesse strade, e la colorata pompa dei tornei si levava al di sopra di un mondo marrone e grigio di sterco, sporcizia e piaga. Ci sono veramente tanti spunti per costruire un racconto.
Inoltre, mi piace l'araldica.


Tu sei stato molto crudele con gli Stark, infliggendo loro ogni sorta di agonia e di lutto. Questo è un processo necessario per preparare loro ad un ruolo di lungo termine nella saga?

Forse. sarà il tempo a dirlo...il tempo e i libri a venire.


Tu hai frequentemente espresso ammirazione per Jack Vance. In che modo Vance ha influenzato A SONG OF ICE AND FIRE nella sua concezione e nel suo stile? I particolare, il filo narrativo che riguarda gli esotici vagabondaggi di Daenerys Targaryen è in parte un tributo a Vance, alla sua inventiva picaresca?

Jack Vance , secondo me, è il più grande scrittore di fantascienza vivente e uno dei pochi che è anche un maestro nella Fantasy. Il suo THE DYING EARTH (1950) fu uno dei libri fondamentali nella storia della Fantasy moderna, e io lo metterei insieme a Tolkien, Dunsany, Leiber, e T.H. White come padri di questo genere.
Detto questo, non penso che A SONG OF ICE AND FIRE sia molto "vanceiana". Vance ha il suo modo di scrivere, io il mio. Io non potrei mai scrivere come Vance, anche se ci provassi... e in effetti ci ho provato una volta. La prima storia di Haviland Tuf, A BEAST FOR NORN, fu il mio tentativo di catturase alcuni degli effetti usati da Vance, e Tuf in effetti è un eroe molto "vanceiano", un cugino alla distanza di Magnus Ridolph, forse. Ma ciò che quell'esperimento mi ha suggerito è che solo Jack vance può scrivere come Jack Vance.


Ancora tre volumi di A SONG OF ICE AND FIRE aspettano di essere scritti. Che forma ti aspetti che avranno, e i loro titoli sono già stati pensati in maniera definitiva?

Si, Mancano ancora tre volumi. La serie può essere considerata anche come due trilogie collegate, benchè io tendo a pensarla di più come una lunga storia. Il prossimo libro, A DANCE WITH DRAGONS, si concentrerà sul ritorno di Daenerys Targaryen a Westeros, e sui conflitti che questo creerà. Dopo verrà THE WINDS OF WINTER. Fino ad adesso ho chiamato il volume finale A TIME FOR WOLVES, ma non sono molto soddisfatto del titolo che verrà probabilmente modificato se troverò qualcosa che mi piacerà di più.


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