La Barriera 3.0 - Sito Italiano non Ufficiale su George R.R. Martin

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Intervista a Peterson - Wired


Fonte www.wired.com - Traduzione di Lord Beric



Parlaci un po' di te - qual è il tuo background e cosa di ha portato ad occuparti di costruzione di linguaggi?

Frequentare Berkeley come studente; ero un aspirante scrittore inglese (cosa che sono ancora, basilarmente). In qualche momento del primo anno ho scoperto la linguistica e la creazione di linguaggi (prima l'una e poi l'altra, credo). Poco dopo mi sono iscritto alla mailing list del Conlag e ho incontrato una gran quantità di gente meravigliosamente dotata e gentilissima che condivideva la mia passione per i linguaggi. Ho imparato a creare linguaggi da allora. Il Conlag mi ha aiutato con la linguistica (in un certo modo, la costruzione di linguaggi sta alla linguistica come la scrittura sta alla letteratura), e l'ho seguito anche dopo la laurea. Attualmente, se non sono al lavoro su uno dei miei linguaggi, probabilmente mi troverete a leggere (l'Orlando Furioso, al momento), a scrivere o a lavorare come web designer - o fare un po' di tutte e tre su "Speculative Grammarian", una rivista umoristica on-line sulla lingustica.


Fai parte della Language Creation Society; qual è la missione della LCS e di cosa ti occupi?

La Language Creation Society è stata fondata nel 2007 con l'esplitico scopo di promuovere la creazione di linguaggi e supportare la community di creazione dei linguaggi. Dal 2007, questo è precisamente quanto abbiamo cercato di fare. Al momento, il nostro maggiore impegno è organizzare la Languace Creation Conference. Ne abbiamo tenute già tre, e cercheremo di tenere la quarta in qualche momento del 2011. La maggior parte del nostro lavoro dietro le quinte è direttamente correlato con la conferenza. In più, d'altra parte, abbiamo recentemente preso un certo numero di nuovi progetti. Attualmente stiamo lavorando al primo numero di una nuova rivista, sia cartacea sia on-line, dedicata alla creazione di linguaggi. Speriamo che possa essere pronto per la fine dell'anno. Inoltre abbiamo un certo numero di risorse web, come il Conlag Blog Aggregator (un blog che indicizza una ventina di blog di costruttori di linguaggi), il podcast e il blog del LCS, e la Conlanger's Library: una grandiosa collezione di riferimenti sulla costruzione dei linguaggi. Siamo costantemente in cerca di nuovi modi per servire la community di costruttori dei linguaggi. Facciamo servizi di hosting per un certo numero di progetti della community (come il Conlag Atlas of Language Structures), e, in generale, ad aiutare i creatori di linguaggi in ogni modo possibile.


Hai già creato dei linguaggi? Quali e per cosa?

Ci sono sostanzialmente due tipi di creatori linguaggi: quelli che ne creano uno e ci lavorano per il resto della vita (il "Kelen" di Sylvia Sotomayor, il "Teonaht" di Sally Caves, lo "Skerre" di Doug Ball), e quelli che ne creano diversi - anche molti - e poi ci lavorano di tanto in tanto (Henrik Theiling, Jan van Steenbergen, Jeffrey Henning). Io sono sicuramente nel secondo gruppo. Sebbene alcuni dei miei linguaggi non siano andati mai oltre il livello di bozza, ho, in varie fasi, creato almeno tredici linguaggi senza contare il Dothraki. "Per cosa" è una bella domanda. Anche nella stampa popolare, ha senso creare un linguaggio per qualcosa: comunicazioni internazionali, espressione religiosa, un romanzo, un film, una serie TV... in realtà la maggior parte dei linguaggi sono creati per divertimento. Se presa seriamente, la creazione di un linguaggio è un'originale e complessa forma di espressione artistica, ed è precisamente questo che spinge la maggior parte dei creatori a cimentarsi. Imparare un nuovo linguaggio è imparare un nuovo modo di guardare il mondo: inventare un linguaggio è inventare un nuovo modo di guardare il mondo.
Per me è sempre qualcosa di legato al divertimento. Nella maggior parte dei miei linguaggi completamente sviluppati e (probabilmente) più conosciuti, come il "Kamakawi", ho recentemente iniziato un blog di parole del giorno. (Al momento, sto scegliendo le mie dieci canzoni preferite degli Iron Maiden, traducendone i testi in Kamakawi strada facendo.) L'ho fatto semplicemente perché mi sembrava una cosa divertente da fare. Dopotutto, il linguaggio è divertimento! Ci sono potenti creature da rispettare, certo, ma se non puoi toglierti le scarpe e giocare con loro di tanto in tanto, che gusto c'è?


Come persona coinvolta con i linguaggi, devi essere poliglotta. Quante lingue parli?

Come lingue madri ho inglese e spagnolo. Inoltre, sono abbastanza ferrato in francese e in ASL. Ho studiato arabo, russo, tedesco, egiziamo medio ed esperanto. Ho provato a imparare turco e hawaiano, e ho passato un certo tempo all'università lavorare su un linguaggio africano chiamato moro. Se adeguatamente minacciato, probabilmente posso tirar fuori qualche parola in swahili, hausa, finlandese e hindi, e mi sto mettendo sempre più a mio agio con il giapponese degli anime (il che significa che conosco parole come nakama, shinigami e tachikoma, ma non ho idea di come dire "dov'è il bagno?").


Conoscevi già A SONG OD ICE AND FIRE prima di essere contattato dalla HBO per questo lavoro?

George R. R. Martin è un gigante del mondo del fantasy e della fantascienza, oltre ad essere molto attivo on-line. Per un uomo del nuovo millennio come me (o sono troppo vecchio per questa etichetta?), sarebbe stato impossibile non conoscere A SONG OF ICE AND FIRE. Inoltre mia moglie Erin è una fan della saga da molti anni. Mi ha sempre descritto Martin come "il tizio che generalmente ammazza i personaggi che si suppone ti piacciano".


C'è stata una sfida per l'ottenimento del lavoro? Chi altri era in corsa?

La scelta è stata un processo intenso. C'erano più di trenta candidature, inizialmente, tra cui alcuni dei nomi più importanti del mondo della creazione dei linguaggi. Alla fine sono arrivate qauttro proposte a Dan Weiss e David Benioff: quelle di John Quijada (creatore dell'"Ithkuil"), di Olivier Simon (creatore del "Sambahsa"), di Bill Welden (traduttore dei film di THE LORD OF THE RINGS), e la mia. Hanno avuto molto interesse per tutte le proposte, ma sul perché abbiano scelto proprio la mia, non saprei dire. Di base hanno avuto quattro eccellenti proposte corredate di materiale, e ne hanno scelta una.


Che genere di regole hai considerato nella creazione del linguaggio dothraki? Senza nulla se non la trama dei libri, da dove hai iniziato? E quanto è stato difficile lavorare con parole e strutture che Martin aveva già creato per i suoi libri?

Il mio proposito è stato fin dall'inizio creare un linguaggio che sembrasse e ricordasse le scene presenti nei libri. Non c'era molto da cui partire (circa una trentina di parole, soprattutto nomi - e nomi maschili, inoltre), ma c'era abbastanza per suggerire le basi di una grammatica (per esempio, c'è una forte evidenza della successione nome-aggettivo, contrariamente all'ordine aggettivo-nome dell'inglese). Questo è stato il mio punto di partenza: tutto quello che appare nei libri deve rimanere intatto, perché i libri sono canone guida.
Per procedere, ho preso tutte le parole del libro e ne ho estrapolato una fonologia (una lista di suoni con i quali creare la parole. È stato divertente farlo, comunque. Per esempio, in tutte le parole e i nomi dei quattro libri pubblicati, la lettera u compare solo dopo la q, suggerendo il suono [kw], e solo una volta compare da sola nel terzo libro, sebbene sia convinto che si tratti di un errore (la Città delle Ossa, Vaes Tolorro, è nominata una volta nel terzo libro come Vaes Tolorru [e capita in un discorso in un momento di passione; Ser Jorah potrebbe aver semplicemente urlato]). Ho colto l'occasione per togliere la vocale [u] dal dothraki, dandogli un sistema a quattro vocali.
Una volta impostato il sistema sonoro, ho estrapolato un sistema morfologico. Alcuni elementi dovevano essere mantenuti (per esempiol nei libri, vediamo dothraki per la persone [plurale], Vaes Dothrak per la città dei Dothraki, e dothrae significa "cavalcare". Questo suggerisce che /-k/, /-i/ e /-e/ sono in qualche modo coinvolte come desinenze della radice dothra), ma nella maggior parte dei casi sono stato libero di inventare. Una volta avuta una morfologia sufficientemente stabile (paradigmi dei verbi, paradigmi dei casi e derivazioni morfologiche, in particolare), mi sono messo al lavoro sulla parte migliore: creare il vocabolario. Per quello, l'ispirazione principale è venuta dei libri. Ci sono querrieri che passano molto tempo con i cavalli, hanno una sorta di avversione per l'acqua salata, e disdegnano l'andare a qpiedi. Già questi concetti sono abbastanza per creare un migliaio di parole. Se avevo bisogno di ulteriori ispirazioni (specialmente per guidarmi nel modo in cui una società pre-industriale guarda il mondo), ho pescato dal mio materiale sul linguaggio hawaiiano. (Una domanda che una volta mi sono ritrovato a pormi: "gli hawaiiani hanno una parola per 'noioso'"? È venuto fuori che ce l'hanno: manaka.)


Hai sviluppato da solo il dothraki o qualcuno ti ha aiutato?

A parte le parole da A SONG OF ICE AND FIRE, ho fatto da solo.


Il dothraki si basa su qualche linguaggio naturale? Da dove hai preso ispirazione?

Il vocabolario dothraki è completamente à priori (il che significa che non è basato sul vocabolario di un'altra lingua). Alcuni elementi sono ispirati da altri linguaggi, comunque. Ad esempio, il modo in cui derivo i sostantivi dalle radici in dothraki è simile al modo in cui ho generato il vocabolario dello "Zhyler" (uno dei miei linguaggi). La derivazione verbale è una reminescenza del "Kamakawi", in qualche modo. Il sistema degli accenti è molto simile a quello del "Gwedyr" (un altro dei miei linguaggi), ma il sistema in sé stesso si rifà ad una classe della teoria dell'ottimizzazione che ho studiato al master. C'è un elemento del sistema dei casi che è direttamente ispirato dal russo, e le sonorità devono molto all'arabo e allo spagnolo (è una cosa tipo arabo più spagnolo diviso due... al quadrato). Alcuni elementi sembreranno familiari a chi conosce altri linguaggi, ma non sono stato influenzato da un linguaggio in particoalre. Dopo aver creato una decina di linguaggi, le influenze diventano difficili da rintracciare.


Quante parole ci sono al momento nel dizionario dothraki? Si è evoluto sulla base dei cambiamenti dello script o è rimasto invariato secondo il progetto originale?

2.356. Naturalmente, questo numero sottintende l'inaccuratezza del mio modo non scientifico di conteggio, per non parlare dell'ancora aperta definizione di parola come unità linguistica. Da un certo punto di vista, mangio, mangia e mangiai sono parole differenti, ma in un altro senso sono tutte la stessa parola. Diciamo 2.356 (al momento in cui scrivo) come stima conservativa.
L'iniziale insieme di parole (circa 1.700) si è espanso sia con l'ausilio dei degli script sia in maniera indipdendente. Ho anticipato molte parole di cui ci sarebbe stato bisogno, sembbene le sorprese non manchino mai in una traduzione.


Lavorerai con gli attori sul set allo scopo di assicurare la corretta pronuncia e operare delle riscritture in caso di cambiamento al copione, oppure il tuo lavoro è concluso?

Un lavoro di costruzione di un linguaggio non è mai concluso. Per quanto riguardagli attori, hanno avuto parecchio materiale (inclusa una guida di pronuncia fonetica e file .mp3 del sottoscritto che recita tutte le battute), e sono in buone mani sul set (sono in comunicazione con il responsabile ai dialoghi, Brendan Gunn, che ha fatto ottimi lavori in passato). Mi piacerebbe essere al set, ma non ho ancora avuto tempo di fare un salto a Belfast... mi piacerebbe vedere Malta, però.


Qualcuno della produzione ha parlato con te del perché hanno deciso di un così alto grado di realismo invece di un'accozzaglia di parole?

Dal loro punto di vista era una necessità. David e Dan sono grandi fan dei libri, e dall'inizio il loro obiettivo era assicurarsi che tutto venisse perfettamente. Sentivano che era necessario un vero linguaggio per portare i Dothraki alla vita sullo schermo. In generale, penso che Hollywood stia prendendo atto che, ora più che mai, i fan cercano autenticità. Chiedono il meglio dai loro show, e penso che questo sia un vero fattore dirimente sul determinare se un linguaggio artificiale completo sia un investimento accettabile per una casa di produzione.


Ci sono piani per rendere il linguaggio disponibile al pubblico ed ai fan dei libri?

Al momento la HBO si sta focalizzando sulla realizzazione della serie. Considerando il fatto che nessuno ha ancora visto un episodio di A GAME OF THRONES, penso che l'attenzione ottenuta dalla serie sia abbastanza una sorpresa (beh, per alcuni, non certo per i fan dei libri). Sono aperto ad ogni opportunità che si possa preventare in futuro. Avere una copia cartacea del mio dizionario dothraki certamente mi causerà meno dolori al polso con cui uso il mouse durante le traduzioni.


Ho visto che hai un fan-site. Come linguista istruito in modo classico, come ci si sente ad avere dei fan?

È sempre bello avere essere apprezzati, come direbbe la maggior parte dei linguisti istruiti in modo classico.


C'è una frase in dothraki che vorresti insegnarci?

Ecco una frase in cui mi sono imbattuto molto presto e che mi è piaciuta: Oqet vichitera oma vafikhoon. Significa "Una pecora trema senza la sua lana".


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