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Intervista a Martin - Industrial Evolution


Fonte web.archive.org - Traduzione di Lord Beric




Mr. Martin, grazie per averci dedicato il tuo tempo. Il genere fantasy sta certamente guiadagnando molta attenzione in questi giorni, grazie a romanzi best-seller e film da record; cosa ti attrae particolarmente di questo genere, come scrittore?

In massima parte penso che ogni scrittore scriva ciò che legge, uno si forma molto presto nella propria carriera. Sono cresciuto leggendo fantascienza, fantasy e horror e mi sono innamorato di queste tre forme. Da bambino leggevo Robert A. Heinlein, leggevo H. P. Lovercraft e leggevo J. R. R. Tolkien, che hanno avuto un profondo effetto su di me. Quindi è stato quasi naturale, più tardi nella mia vita, quando sono diventato scrittore di professione che io mi dedicassi ad un una di queste tre forme a mia volta.


Che ne pensi dell'appeal di questo tipo di storie per i lettori?

Beh, penso che tutte le storie abbiano un appeal simile. Espandono le nostre vite, ci consentono di vivere vicariamente attraverso i personaggi e ci portano in altri mondi, altri tempi, altri posti, e ci permettono di fare cose che non possiamo fare nelle nostre vite normali.


In che modo THE HEDGE KNIGHT è diventato un fumetto?

Beh, è stato pubblicato in LEGENDS, un libro di Robert Silverberg, sono stato molto felice di questo.
Ad un certo punto ho iniziato a ricevere e-mail da Les Dabel, che era interessato a realizzare una versione a fumetti di A SONG OF ICE AND FIRE. Naturalmente ricevo molte e-mail e molte proposte di persone interessate a realizzare simili iniziative sussidiare, alcune sono proposte serie e altre meno. Non conoscevo Les o gli Roaring Studios. Non ne avevo mai sentito parlare, ma mi avevano inviato alcune immagini ed alcuni concept e ho pensato, "Questo è interessante, vediamo di scoprirne di più" e Les in effetti mi fece vedere qualcosa di più e ha continuato a inviarmi sempre più cose, è un tizio molto perseverante.
Alcune immagini erano molto belle, alcune erano in uno stile fumettistico differente da quelli che apprezzo, ma erano comunque ben concepite ed era ovvio che queste persone prendevano la cosa seriamente.
Ma anche così, non avevano gli strumenti necessari e A SONG OF ICE AND FIRE è una proprietà di alto valore. Penso ad un certo punto di aver detto, "State parlando di opzionare tre libri giganteschi, ciascuno per centinaia di uscite, perché non iniziamo con qualcosa di più piccolo?" e poi ho suggerito una versione a fumetti di THE HEDGE KNIGHT. Sarebbe stato qualcosa di più alla loro portata, più contenuto nelle spese. Io avrei potuto vedere come si lavora con loro, loro come si lavora con me e dopo l'uscita dei fumetti avremmo potuto sperimentare se esistesse davvero un mercato per questo genere di cose.
E Les è stato entusiasta di queta cosa, e l'ho messo in contatto con il mio agente e siamo stati in grado di stendere i dettagli dell'accordo, ed eccoci qua.


Quando scrivi un romanzo, stai, se ti piace vederla in questo modo, dipingendo un grande quadro. Nei fumetti lo spazio disponibile per raccontare la storia è molto più piccolo. Quali sono le sfide che sono state affrontare nell'adattare il tuo lavoro a fumetti?

Non sono stati molti i miei lavori ad essere adattati a fumetti. Solo alcuni, SANDKINGS anni e anni fa è stato trasformato in romanzo grafico dalla DC ed è rimasto piuttosto bene, anche se non bene come la storia originale, quindi è interessante vedere come si sono comportati per THE HEDGE KNIGHT.
Hanno fatto un adattamento molto fedele; Ben Avery ci ha lavorato e ha fatto un magnifico lavoro. Penso che una delle sfide chiave nella mia mente sia quante uscite dovrebbero esserci? Quante uscite sono necessarie per far stufare la gente?
Anni fa la DC ha fatto una versioen della serie THE CHRONICHLES OF AMBER di Roger Zelazny. L'hanno fatta in tre uscite, che era decisamente troppo poco. Hanno dovuto tagliare una montagna di roba, hanno dovuto supersemplicificare, hanno dovuto cambiare cose che a quel punto non funzionavano più.
Considerato che la prima serie ha cinque libri ed ogni libro avrebbe richiesto una decina di uscite, avremmo avuto cinquanta uscite invece di fare tutto in tre, cosa assolutamente non soddisfacente.
Il fatto che THE HEDGE KNIGHT sia stato fatto in quella che io penso sia stata una lunghezza adeguata è concausa del tempo che il lavoro ha richiesto. Il fatto che Ben stesso abbia realizzato il lavoro di realizzazione di un adattamento fedele è uno dei motivi per cui mi sono trovato così bene. Mi sono stati presentati quattro script da quattro autori diversi quando abbiamo iniziato il progetto. Erano tutti buoni. È stato difficile sceglierne uno, perché erano tutti e quattro ben scritti, ma quello di Ben era il più fedele.
Gli altri facevano tutti un paio di cambiamenti, ed in un caso parecchie modifiche per poter iniziare con un drago o qualcosa del genere in modo da realizzare un inizio più potente.
Ben iniziava nel mio stesso modo, con una tomba scavata sul fianco di una collina. Non volevo che la storia venisse riarrangiata, se avessi voluto iniziare con un drago, avrei iniziato con un drago.


Cosa ne pensi di Mike S. Miller, la cui arte ha portato alla luce il mondo di THE HEDGE KNIGHT?

Mi piace. Ha fatto un lavoro fantstico. La sua immagine di Dunk è perfetta. Avevo immaginato Dunk in quel modo io stesso quando scrivevo le storie su di lui.


Per coloro di noi che non conoscono THE HEDGE KNIGHT, qual è l'essenza della storia?

Beh, [risate] se avessi potuto riassumerlo in una frase, non avrei scritto la storia. Comunque... è una storia sull'onore, su cosa significhi realmente essere un cavaliere. Questo è il tema centrale della storia. Il cavalierato era un'istituzione importante nel nostro mondo e certamente lo è a Westeros.


La storia di THE HEDGE KNIGHT sembra quasi reale grazie al realismo storico che filtra dal racconto; quante ricerche ha richiesto la tua scrittura per assicurarle l'autenticità?

Abbastanza, ssto scrivendo A SONG OF ICE AND FIRE da anni, ormai, ed è un'ambientazione quasi medievale, quindi conoscevo già molto sulla storia medievale. È un periodo storico che ho sempre amato e certamente prima di iniziare la serie mi ci ero immerso letteralmente leggendo parecchi libri sstorici e romanzi storici.
Quando ho scritto THE HEDGE KNIGHT ero alla ricerca di alcune cose particolari, ho fatto ricerche sui tornei e sull'araldica. Si devono rendere i dettagli esattamente, perché se si fanno errori macroscopici questi possono distogliere il lettore dalla storia.


I tuoi lavori sono visti come complessi, pieni di intrighi e pianificazioni. Assieme a questi, ci sono temi sotterranei che indicano un imponente conflitto tra Luce e Oscurità. Ma al contrario degli altri fantasy, molti ritengono che la magia non sia centrale nel tuo racconto, e piuttosto spunti dallo sfondo.
Hai pensato di distinguerti dalla massa approcciando il fantasy da questo particolare punto di vista?

Beh, sì e no. Volevo scrivere qualcosa che fosse più simile come registro alla fiction storica.
Mi irritava vedere che molti fantasy che avevo letto sembravano avere luogo in una specie di versione Disney del medioevo, invece di approcciare la vera vita del periodo medievale.
Volevo qualcosa di più amaro, e più realistico, in quel senso.
Ma da un altro punto di vista volevo anche distinguermi dalla massa, nel senso che la maggior parte del fantasy moderno deriva da Tolkien. Se si guarda a THE LORD OF THE RING, sebbene sia un racconto pieno di magia, Tolkien rende la magia un qualcosa di molto raro e mistico, qualcosa che solo pochi possono praticare e capire come funziona.
Mi sembrava un modo positivo di approcciare la cosa. Se dai regole alla magia e crei scuole di magia in cui la gente va ed ogni cosa è studiata nei dettagli, togli la magia dalla magia.


Per finire, pensi che l'adattamento di THE HEDGE KNIGHT in un fumetto possa far conoscere il tuo lavoro a nuovi lettori?

Penso che sia così, in effetti. Non ero sicuro di questo all'inizio, ma ho sentito da molta gente che hanno scoperto il fumetto di THE HEDGE KNIGHT e hanno deciso di leggere i miei libri.


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