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Intervista a Abraham - Westeros


Fonte www.westeros.org - Traduzione di Lord Beric



In un post del tuo blog hai parlato della differenza tra la scrittura e la sceneggiatura. Che approccio hai alla sceneggiatura, in relazione alla direzione delle illustrazioni?

Il mio compito è mantenere il fumetto fedele al libro, ma in effetti c'è una certa libertà che traspare dal testo originale. Grande Inverno è un buon esempio. Alcune parti di Grande Inverno sono descritte attentamente e con precisione, e altre sono narrate in modo più generale, quasi poetico, aperto all'interpretazione. Quindi il mio lavoro è di far sì che Tommy sappia i dettagli quando ci sono e l'effetto generale quando non ci sono. A volte copio anche dei passaaggi dal libro di modo che Tommy sappia esattamente cosa ha scritto George. Non sono un un designer grafico o un artista, quindi cerco di non gestire quella parte.


I personaggi saranno tagliati o uniti, come nella serie TV (il Pesce Nero escluso dalla prima stagione, per esempio), o è una cosa che pensi i fumetti dovrebbero evitare, pur avendo scorciatoie di altro tipo?

Ci sono punti dove i personaggi secondari saranno tagliati o uniti, ma ne parliamo ogni volta con George. Odio tagliare qualcosa del primo libro che poi diventa un punto di vista nel libro cinque. Ma con lo spazio che abbiamo, è una cosa inevitabile.


Ventiquattro uscite per A GAME OF THRONES, come hai scritto nel tuo post, sono circa due anni di pubblicazioni. Che genere di contratto c'è con la Dynamite e la Bantam per il supporto alla serie e tenerla in vita se dovesse richiedere tempo per trovare il suo pubblico?

Sì, la Bantam e la Dynamite ne sanno più di me, ma la mia impressione è che siamo tutti blindati per i prossimi due anni. E l'intenzione è sicuramente quella di raccogliere le uscite in romanzi grafici.


L'idea di fondo, se funziona, è adattare tutti i romanzi. La cosa è già stata presa in considerazione, o per il momento il focus è sul primo romanzo?

Al momento ci stiamo concentrando sul primo romanzo, ma abbiamo fatto un certo lavoro che va oltre la scrittura capitolo per capitolo, sistemando quello che deve essere sistemato. Una volta raggiunto il termine di questo progetto, guardandoci intorno sapremo esattamente cosa vorremo per il prossimo libro.


Vista la partnership, come funziona il processo editoriale? Entrambe le case contribuiscono, o c'è solo un editor? Di chi si tratta?

Ci sono un po' di persone alla Bantam che supervisionano il processo e danno consigli. Una è Anne Groell, l'editor dei libri di George, e poi c'è Tricia Pasternak, che è l'esperta locale di romanzi grafici. Per quanto riguarda il modo in cui lavoriamo, il mando loro la prima versione, loro mi rimandano indietro le ossrevazioni. Di solito, dopo un paio di scambi arriviamo a qualcosa che reputiamo entrambi buono.


Riguardo la struttura dei romanzi, George ha fatto uso massiccio di punti di vista multipli, con ogni capitolo dedicato ad un singolo POV, e mettendo in gioco più linee di trama. In che modo si può tradurre bene questa cosa in un fumetto? Sembra che il naturale punto di interruzione di ogni uscita debba essere il termine di ogni capitolo, ma questo può funzionare nella pratica, o avete già deciso di cambiare qualcosa?

Abbiamo cambiato l'ordine di alcuni capitoli, ma i passaggi finali di un capitoli - e per dirla tutta, specialmente dei capitoli di Dany - sono molto belli, quindi è difficile spezzare un capitolo a metà. La strategia generale con cui lavoriamo è di coprire alcuni capitoli con ogni uscita senza dividerli.


"The things I do for love"... non per chiedere troppo, ma in che uscita sarà?

Numero tre.


Due dei personaggi che attraggono le maggiori critiche dei fan - Sansa e Catelyn - spesso sono odiate per i loro pensieri, il modo in cui ci poniamo dentro la loro testa; i loro monologhi interiori non necessariamente incontrano quelli del pubblico, e la cosa sembra infastidire alcuni lettori. La prospettiva della serie TV, dove non ci sono monologhi interiori da mostrare, ha portato George a pensare che personaggi come questi possano essere meno criticati dai telespettatori. L'adattamento a fumetti avrà una simile riduzione o rimozione dei dialoghi interiori?

Trasformare in un fumetto non vuol dire necessariamente tagliare i monologhi interiori, a dire il vero. I libri a fumetti sono comunque una forma di strittura. Quello che c'è, è che ci sono più informazioni. Se vediamo il dolore sul viso di Catelyn o la paura su quello di Sansa - se facciamo le cose per bene - il lettore avrà una reazione viscerale dovuta all'immagine. Se penso che questo renderà i personaggi più apprezzati? Non so. Ma penso ci saranno informazioni differenti da quelle del semplite testo. E sì, penso che le impressioni possano cambiare. Non cambierò quello che fanno o dicono, counque. Quindi il tutto potrebbe semplicemente confermare il pensiero dei fan.


La serie è inoltre conosciuta per essere molto "adulta" in alcuni contenuti - George non lascia nascosto nulla - ma nel mondo nei fumetti di solito ci sono alcune restrizioni. Le scene che mostreranno un linguaggio colorito, vioenza o sessualità esplicita saranno edulcorate?

La sessualità è un tema molto centrale nella storia. Penso che che possiamo gestire cosa presentiamo nelle immagini - non penso dobbiamo mostare dove precisamente va a finire ogni dito - ma non penso che potremo cambiare gli atti o il loro significato, per i personaggi o per i lettori. E in alcuni casi, in effetti trattiamo già la cosa semplicemente perché il fumetto è un mezzo visivo.
Torniamo - come la HBO - alla questione dell'età. Nei romanzi, Dany è in età da matrimonio in un'epoca ed in una cultura molto differenti dalla nsostra. E mentre possiamo narrare una storia di sesso, violenza e potere di una ragazza di quell'età, non possiamo mostrare immagini. È un prodotto della nostra età e della nostra cultura, e come cittadino della mia epoca e della mia cultura, sono d'accordo.
La violenza e la scurrilità sono, al confronto, dei non-temi. Non arriviamo al livello di violenza che vediamo in PREACHER perché non c'è nel testo, e personalmente non mi sento a mio agio nel censurare le parolacce perché penso sia parte del tono del mondo che George ha costruito.


Fino ad ora hai adattato i lavori di Martin due volte (FEVRE DREAM e SKIN TRADE, quest'ultimo non ancora pubblicato, per la Avatar), e hai creato una storia per l'universo di WILD CARDS (WILD CARDS: THE HARD CALL, per la Dynamite). Saresti interessato a sviluppare una serie a fumetti interamente tua? Se sì, c'è qualche genere particolare particolare in cui saresti particolarmente interessato per quanto riguarda i fumetti?

Il mio piccolo sporco segreto è "sì". C'è in effetti una storia specifica che vorrei raccontare da anni che può essere fatta solo a fumetti, e con un artista veramente bravo. Mi sono cimentato con i fumetti perché volevo farmi le ossa a sufficienza per realizzare il mio piccolo libro. Al momento, è sotto il nome THE GOLDEN AGE OF WIRELESS, ma è solo il nome che gli ho dato nella mia testa.


Parlando di WILD CARDS, c'è stata qualche discussione sulla tua volontà di tirar fuori un'altra miniserie?

No, al momento no. Tra la scrittura di MLN Hanover, di Daniel Abraham, per metà di James Corey, e il romanzo grafico di A GAME OF THRONES, sono decisamente pieno. La produzione di THE HARD CALL è stata molto problematica, è difficile dire che interesse ci possa essere in un'altra uscita. Dopo aver visto quanto tirano i romanzi grafici, potremo avere un'idea migliore della fattibilità.


Sei cresciuto con i fumetti, o è qualcosa di cui ti sei interessato e in cui sei rimasto coinvolto relativamente tardi? Qualche preferito, tra fumetti e fumettisti, specialmente tra i più recenti?

Ci ho avuto a che fare per tutta la mia vita. I primi che in effetti ricordo sono alcuni titoli della Disney sui banchi della scuola elementare. Ma ho letto molti supereroi - Spiderman, Batman, X-Men, Wonder Woman - nella mia infanzia e nella mia prima adolescenza. Ho fatto tutte le cose che fa un fan ragazzino con Watchmen e V for Vendetta, ma nel momento in cui ho visto From Hell ho capito cosa mi mancava. Ho avuto una cotta per Moon Knight per un certo tempo. Sono andato al college al tempo in cui usciva Vertigo, una combinazione perfetta. Ho letto Sandman prima di chiunque altro, ma anche alcuni altri più o meno belli ormai dimenticati. Dalla metà degli anni '90 il mio titolo preferito è Beautiful Stories della Ugly Children di Louapre e Sweetman.
Più recentemente ho letto Fables e qualsiasi cosa su cui Kurt Busiek abbia messo le mano, come Y: The Last Man. Quel genere di cose. Ma se non ne avete sentito parlare e volete leggere qualcosa di interessante, provate Demo. Me lo ha raccomandato Marv Wolfman (notato il nome? sottile, eh?) e spazia da interessante a fantastico.


I fantasy del tipo a cui appartiene A SONG OF ICE AND FIRE è abbastanza raro nel mondo dei fumetti, non ci sono molti mondi alternativi, molta fantasy epica, mentre come sottogenere letterario il fantasy epico è abbastanza popolare e ben rappresentato in librerie. Hai qualche idea sul perché di questa differenza?

Non ne sono certo, a parte il fatto che ci sono molte cose che riescono bene in forma testuale e che sono estremamente difficili da rendere visivamente.


La tua nuova serie di fantasy epico, THE DAGGER AND THE COIN, sta per essere pubblicata dalla Orbit in USA e UK, con il primo romanzo THE DRAGON'S PATH. Dove sei arrivato con il romanzo successivo, e c'è già qualche idea per il titolo e la data del secondo volume?

Penso di finire il secondo volume, THE KING'S BLOOD, per i primi di giugno. Se manco l'appuntamento mi decurteranno un mucchio di soldi. Mi aspetto che lo pubblichino per aprile dell'anno prossimo, visti i tempi di produzione del primo.


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