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Video Intervista a Martin in occasione del Food Truck a Venice Beach in LA



Sul suo Not A Blog, Martin posta un'intervista fattagli in occasione della sua visita presso il Food Truck a Venice Beach in L.A.

L'intervista si apre in modo molto informale; viene chiesto a Martin se ha avuto modo di assaggiare qualcosa dal Food Truck. Ovviamente la risposta è affermativa, ed ha una particolare menzione circa la torta al limone.
Continuando sul discorso del cibo, le due intervistatrici gli chiedono se ha apprezzato questa campagna pubblicitaria. Martin in effetti non si aspettava una simile trovata a livello di marketing, ma la trova comunque una buona idea, oltre che originale, per pubblicizzare la serie. Tanto più che, come sottolineato dalle intervistatrici "leggere le Cronache, può mettere fame".
La domanda successiva è relativa al cast della serie; è stato chiesto a Martin se, essendo lui il creatore dei libri, guardando gli episodi in anteprima, abbia riconosciuto in qualche attore la perfetta immagine del personaggio che interpreta. Martin conferma di avere visto i primi due episodi e di esserne rimasto molto colpito; circa i personaggi invece sostiene che in generale tutto il cast è molto preparato. Peter Dinklage e Sean Bean sono stati i primi nomi che, in previsione di un'eventuale cast, sono usciti dal primo incontro con Weiss e Benioff per i ruoli di Ned Stark e Tyrion Lannister rispettivamente. Il cast, poi, comprende molti giovani attori: Emilia Clarke (Daenerys Targaryen) e Kit Harington (Jon Snow) sono talenti che provengono dirrettamente dalla Drama School di Londra, entrambi assolutamente inediti per il pubblico americano, ma che secondo Martin sono assolutamente fantastici. I bambini in particolare sono "semplicemente stupefacenti"; Maisie Williams (Arya Stark) è un personaggio che piace praticamente a tutti, anche alle intervistatrici, ma bravi anche Sopie Turner (Sansa Stark) ed Isaac Hempstead-Wright (Bran Stark). Maritn poi, spende alcune parole per Mark Addy (Robert Baratheon) conscio del fatto che, soprattutto all'inizio, molti fans hanno storto il naso su di lui, non riconoscendogli affatto il ruolo di Re Robert perché nell'immaginario di tutti era rimasto Dave di Full Monty. Martin però insiste nell'affermare che Mark Addy è Robert Baratheon.
Sempre in tema di personaggi di ASOIAF, è stato chiesto a Martin perché considera Tyrion il suo preferito.
Tyrion è un nano che ha sofferto nella sua vita per via del fatto che tutti tendevano a metterlo da parte, ma è anche molto intelligente, tanto che Martin afferma di "voler essere intelligente quanto Tyrion". Una delle intervistatrici gli oppone il fatto di esserlo già, avendo creato lui stesso il personaggio; tuttavia Martin risponde che a Tyrion le battute escono sul momento, lui invece deve pensare per intere settimane prima di decidere cosa fargli dire.....ovvero, lui è intelligente come Tyrion tre settimane dopo di lui....
Gli è poi stata posta la domanda "se giocassi al gioco del trono, vinceresti o moriresti?"
Martin risponde che vincerebbe.
Si passa poi a parlare di tecnologia e nuove tecniche cinematografiche. Viene chiesto a Martin se e quale tipo di tecnologia avrebbe o gli sarebbe piaciuto poter usare. Lo scrittore risponde che in Game of Thrones è stata usata tutta la tecnologia di cui si poteva disporre, poiché in questo campo molto dipende dal budget che si ha a disposizione. Rispetto agli anni 80 e primi anni novanta, periodo in cui Martin era impegnato con Beauty and the Beast e Twilight Zone, la tecnologia ha fatto passi da gigante, consentendo di usare ad esempio la Computer Grafica laddove un tempo si dovevano scritturare un sacco di comparse (si pensi ad esempio alle battaglie). Infatti, scherzosamente, Martin afferma che se le due intervistatrici o chi per loro avesse qualche milione di dollari extra da dargli, probabilmente Game of Trones uscirebbe anche meglio!
Martin afferma inoltre, questa volta in modo serio, che la ragione per cui ha cambiato idea circa l'impossibilità di tradurre ASOIAF in un adattamento per cinema o TV è stato innanzitutto il fatto che la proposta giuntagli proveniva da HBO e poi, appunto, le grandi evoluzioni subite dall'animazione fatta al computer. E si ritorna al discorso dei budgets; negli anni ottanta i budgets a disposizione per ogni episodio di Beauty and the Beast, ad esempio era di circa un miliione di dollari, oggi per Game of Thrones la cifra è considerevolmente più alta. A tal proposito, dati i budgets e l'utilizzo dell'animazione a pc, una delle paure di Martin è che "alcuni fans si aspettino di vedere Il Signore degli Anelli ogni settimana". Cosa ovviamente impossibile poiché Peter Jackson ha realizzato dei film strepitosi, con però a disposizione qualcosa come dueceno milioni di dollari, cosa che nessuna televisione può fare. Il lavoro fatto su Game of Thrones è fantastico rapportato ai mezzi che si hanno a disposizione.
Le intervistatrici poi hanno fatto notare come attraverso la serie TV si può caratterizzare meglio i personaggi, avendo a disposizioni più episodi e magari più stagioni. In effetti, secondo Martin, sotto questo punto di vista la televisione ha superato il cinema, che oggi è solo "spettacolarità". Mentre invece la televisione offre  l'opportunità di mostrare drammi umani, ed in particolare HBO ha un grande talento in questo.
Come ultima domanda è stato chiesto a Martin se ci sono "correlazioni" tra la lotta per potere che si legge in ASOIAF ed il nostro mondo moderno. Martin ovviamente, afferma di non aver voluto inserire alcun genere di commento o di ideologia che si riferisse direttamente alla politica moderna all'interno del contesto tipicamente fantasy-medievale di ASOIAF, tuttavia esistono delle verità universali circa il potere e la natura umana che si possono trovare in qualsiasi opera da Shakespeare fino alla serie dei Sopranos, o a Casablanca. E' sempre la stessa storia; la ricerca dell'amore e della gloria.



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