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Recensione su Variety Review


Recensione di Brian Lowry – Variety Rewiew

Sebbene ''Mad Men's'' Don Draper abbia in parte curato questa rogna, la TV premium ha continuato a cercare attivamente il suo prossimo Tony Soprano. Mentre il medievale 'I Borgia' di Showtime ha seguito direttamente l'analogia, la HBO ci arriva molto più vicina con ''Il Gioco del Trono'', che spazia ancora più lontano – a Westeros, una terra mitica con sette regni dove una volta vivevano i draghi – per portarci un capomafia (OK, re) assediato da ogni parte da trame, intrighi e famiglie divise. dall'obiettivo imponente e dai dettagli cinematici, questa intensa opera di narrativa dovrebbe avere una sua risonanza anche oltre i fan dei romanzi di George R R Martin, assicurando alla HBO la sua personale formidabile poltrona del potere.

I DVD del ''Trono'' arrivano con una specie di guida allo studio per i non iniziati, ma la HBO non aveva motivo di preoccuparsi. In relativo poco tempo, l'adattamento della serie da parte dei produttori-sceneggiatori David Benioff e D B Weiss (con Tim Van Patten a dirigere i primi due episodi) afferra alla gola gli spettatori come un lupo eccezionalmente fedele e, per tutti i sei episodi in anteprima, non lascia mai la presa.

Questo, oltretutto, accade con relativamente poco taglia spacca e insegui, anche se c'è abbastanza sesso e gioco di lame per tenere gli spettatori sul filo del rasoio, e nello stesso tempo affermare le credenziali da pay TV del progetto.

In breve la trama non è una piccola impresa, ma la corona pesa sulla testa di Re Robert Baratheon (Mark Addy), che dichiara senza mezzi termini il suo obiettivo di ''aprirsi la strada verso una morte prematura con cibo vino e puttane''. La sua regina (la Lena Hadley di ''300'') potrebbe tramargli contro anche lei; un sadico principe esiliato (Harry Lloyd) ha dato in sposa sua sorella (Emilia Clarke) ad un barbaro crudele (la stella di ''Conan'' Jason Momoa) per aiutarsi a creare un esercito contro Robert, e il principale consigliere del re, conosciuto come la Mano del Re [Primo Cavaliere per Altieri NdT], è morto lasciando un vuoto di potere.

Ad un severo uomo del Nord, Lord Eddard ''Ned'' Stark (Sean Bean) viene chiesto di riempire quel vuoto al servizio dell'emotivo re, ed egli comprende ben presto che la morte del suo predecessore potrebbe non esser stata casuale. La narrazione segue anche i vari figli dello Stark, e i due fratelli della regina: l'appariscente Jaime Lannister (Nikolaj Coster – Waldau) e il divertente nano Tyrion (Peter Dinklage, come al solito alle prese con la rapina in tutte le sue scene), che conta sul proprio cervello per compensare la mancanza di muscoli.

Queste storie si svolgono attraverso più località, dagli ozi costieri dei guerrieri Dothraki, al castello degli Stark sulla frontiera immersa nel ghiaccio al limite del regno – protetto da una massiccia barriera – dove viene spedito il figlio bastardo di Stark, Jon Snow (Kit Harington).

''Il Gioco del Trono'' raggiunge livelli di eccellenza su più fronti – con il suo splendido insieme di attori (capaci di far accettare persino il più raffazzonato dei dialoghi fantasy), le complicate macchinazioni di palazzo, l'umorismo nero e la crescente sensazione di un conflitto inevitabile. La produzione appare come una meraviglia, e mostra molti differenti ambienti (ripresi in Irlanda del Nord e Malta) e set e costumi decorati che si avvicinano all'idea di una produzione commerciale di teatro.

Invero, in termini di ambizione visiva e atmosfera, questa serie lancia una sfida al mondo cinematografico sul terreno dei programmi principali per l'estate, mentre allo stesso tempo fa tesoro di un approccio ad episodi che permette alle trame intrecciate di svolgersi in un modo altrimenti impossibile. E se il ritmo è a volte sbilanciato negli episodi successivi, per allora l'amo si sarà conficcato così in profondità che gli spettatori fedeli passeranno felicemente sopra qualche scivolone in cambio dei piaceri abbondanti annunciati dalle note di apertura della muscolosa colonna sonora di Ramin Djawadi.

''L'inverno sta arrivando'', avvertono gli Stark e gli altri, in riferimento non solo alle imprevedibili stagioni di Westeros ma anche alle nubi di guerra che si raccolgono. E come osserva seccamente Re Robert più avanti ''Pugnalare alle spalle non ti prepara alla lotta''.

Forse a Westeros no, ma in questo regno pugnalare alle spalle può creare una storia dai profitti incredibili. E per quanto i fan di fantasy e fantascienza amino trovare il pelo nell'uovo, la HBO, nel ravvivare la primavera con dieci ore di televisione relamente epica, non gli ha dato quasi nessun motivo di lamentarsi.


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