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Terry Brooks: "Non invidio George Martin"


Terry Brooks famoso scrittore fantasy ed autore della celebre Saga di Shannara (che conta 19 libri scritti più una imminente nuova trilogia) ha recentemente pubblicato sul suo blog un pensiero relativo al successo di George Martin dopo la messa in onda di Game of Thrones su HBO. L'occasione è giunta alla mano dopo aver letto un articolo sul New Yorker nel quale l'autore delle Cronache è stato criticato per la lentezza con cui vengono pubblicati i suoi libri. Ecco cosa ne pensa Terry:

Non invidio George Martin.

Potrebbe sembrarvi strano. Dopotutto è riuscito ad ottenere un incredibile seguito grazie alla sua serie de "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" ed inoltre il primo libro della serie A Game of Thrones, è diventato una nuova serie sull'emittente HBO. Per quale motivo non dovrei invidiarlo?

Forse a causa di un articolo apparso nell'edizione dell'11 Aprile del New Yorker intitolato "Scrivilo e basta!". Di cosa trattava? Del fatto che George non ha più pubblicato nulla delle Cronache sin dal 2005. Nonostante tutte le belle novità che sono arrivate continua ad avere una consistente parte dei fans infuriati riguardo il suo fallimento nel proseguo della serie per giungere alla conclusione. La cosa mi suona familiare. Qualcuno ha nominato Robert Jordan?

Il vero problema è che quando si inizia una serie epica con una moltitudine di sottotrame e personaggi, i quali sottointendono come un autore chieda ai propri lettori di investirci sopra il proprio interesse, si entra in una sorta di contratto implicito che ti obbliga a scrivere e produrre i libri con una tempistica lineare per far fronte al tuo impegno. La vera domanda che un autore deve porsi - e che personalmente continuo a farmi essendo uno di quegli scrittori che chiedono costantemente questo genere di seguito - è la seguente: "Qual'è la natura di questo obbligo?". Quale debito lo scrittore assume nei confronti dei sui lettori impegnandosi a realizzare una tale saga di molteplici libri? E cosa hanno diritto di attendersi i suoi fan e lettori investendo i loro tempo ed il loro interesse?

Potrebbe sorprendervi sapere ciò che penso su tutto questo. Ho sempre predicato che scrivere un libro all'anno è obbligatorio secondo la mia visione delle cose. Sono in grado di farlo, mi aspetto di poterlo fare e non ho scuse per non esserci riuscito a meno che non abbia problemi di salute. Riuscirei a passare cinque o sei anni senza pubblicare almeno un libro? Assolutamente no, è inimmaginabile!

Ma questa è la mia visione e non quella di altri autori, George compreso. Leggendo quell'articolo su di lui sono rimasto colpito da quanto siamo diversi. E' totalmente differente da molti punti di vista. Eccetto uno. Ciò che ci accomuna è il fatto di essere entrambi scrittori. Abbiamo gli stessi obiettivi quando stiamo scrivendo un libro. Vogliamo metterci il massimo impegno. Vogliamo essere apprezzati per il nostro lavoro e non deludere i nostri lettori scrivendo qualcosa che non abbia comportato il nostro massimo sforzo. Sono 35 anni che faccio questo lavoro ed ho pubblicato 35 libri passando il tempo a parlare con dozzine di autori riguardo questo aspetto. Tutti si impegnano al massimo nel loro lavoro. E nessuno vorrebbe far attendere i propri lettori. E neppure consegnare loro un libro che sia cotto a metà.

Ciò di cui siamo in debito con voi, alla fine della giornata, è il darvi la nostra miglior storia possibile. Come riusciamo in questo è ovviamente diverso per ciascuno. Molto diverso. Ciò che posso fare in un anno, un'altro autore potrebbe riuscire in dieci. O forse cinque, o quel che sarà. Altri scrittori riescono a produrre due o tre libri in un solo anno. La scrittura non è tangibile, misurabile o con standard uguali per tutti. Quindi credo non sia corretto attaccare un autore se un libro non termina nei tempi in cui uno si aspetta. Non è possibile caricare ogni autore di questo genere di aspettative. Anche se lo stesso ti induce a credere che il librò sarà presto finito, a volte questo non succede. Ciò che puoi aspettarti ed hai il diritto di aspettarti è di certo la cosa migliore. Ma non allargare le tue richieste da lettore a fronte di tutto questo.

E' ovvio che speravo che Robert Jordan non morisse lasciando la sua serie incompleta. Mi auguro che George possa scrivere più velocemente e pubblicare con molta più regolarità. E spero anche che tutti gli autori che leggo non facciano altro che sedersi a scrivere i libri che vorrei leggere. Però non è così che vanno le cose.

Non ci resta che lasciar perdere ogni irragionevole aspettativa e sperare che il libro che avremo tra le mani, quando ciò accadrà, sia splendido.

Terry Brooks


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