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Video intervista a Martin durante il programma TV americano "The Book Show"



Sul suo Not a Blog, Martin ha pubblicato una recentissima intervista rilasciata per il programma TV americano "The Book Show".
L'intervista è stata registrata a Los Angeles; tra i vari spezzoni di telefilm che intermezzano la chiaccherata di Martin insieme a Joe Abercrombie, si vedono anche i cartelloni pubblicitari di "Game of Thrones" in giro per la città ed anche un camion, che probabilmente è l'ormai celeberrimo "food truck".

Come si nota l'intervista è divisa in due parti; la prima, la più corposa parla della saga. E' stato chiesto a Martin com'è nata l'idea di ASOIAF, qual'è stata la sua ispirazione, cosa lo ha portato alla genesi di questa immensa opera. Tra le altre cose, Martin fa un'affermazione piuttosto interessante; si definisce uno scrittore il cui operato è simile a quello di un giardiniere. Egli sa perfettamente come finirà la storia, ma le modalità che porteranno a questo finale sono molteplici e possono mutare in corso d'opera. A volte si aggiungeranno particolari, altre se ne elimineranno, oppure si modificheranno.....e così via. Ciò che più conta, e che ha sempre avuto un'importanza preponderante nell'opera di scrittura di Martin non  è tanto la trama quanto i personaggi che compongono. Martin definisce ASOIAF una storia di potere, di intrighi, ma soprattutto di personaggi. Tutte queste figure più o meno importanti che ruotano nell'universo di Westeros sono grigie per Martin esattamente come lo sono le persone reali: "perché" afferma Martin "in ognuno di noi esiste un'eroe", ma anche una parte "negativa o malvagia" ed era suo desiderio che i suoi personaggi mostrassero ogni sfaccettatura, da quella più positiva a quella più cupa.

Martin ha anche detto che di solito l'ispirazione gli giunge sotto forma di immagini; la prima riguardante ASOIAF è stato il ritrovamento dei cuccioli di meta-lupo. Poi ha cominciato a scrivere il primo capitolo di Bran e via via tutti gli altri.

Parlando della serie Game of Thrones, Martin torna ad elogiare, come già aveva fatto più volte nel recente passato, l'operato di HBO; confessa tuttavia che inizialmente faticava a far combaciare le immagini che si erano create nella sua testa in corso d'opera con quelle che vedeva montate sul set del telfilm. Spesso si è ritrovato a pensare che quelle scene non rispecchiavano ciò che lui aveva scritto; però la soggettività è un criterio che non si può applicare ad una serie TV di questa portata. Portando un piccolo esempio ha detto che qualcuno gli aveva fatto notare come in una determinata scena lui avesse descritto un uomo vestito di nero su un cavallo scuro, mentre in video il cavallo era marrone. "L'importante alla fine" afferma Martin "è che ci sia un uomo vestito di nero su un cavallo, non importa se non sia nero....con ogni probabilità mi sarei dimenticato di questo particolare se non me lo avessero fatto notare"; tuttavia ha anche affermato che alcune sono venute meglio nella serie TV rispetto a come se le era immaginate lui.

Stando sempre in tema di serie TV è poi passato ad elogiare gli attori, soprattutto i più volte citati ragazzi (Arya, Bran, Sansa), Peter Dinklage e Sean Bean che fin dall'inizio erano i due attori già virtualmente assegnati ai personaggi di Tyrion e Ned.....

Nella seconda parte si parla più specificatamente di ADWD, del rapporto che Martin ha con i suoi fans e del recente appellativo di "Tolkien americano" con cui Martin è stato definito.
Il libro uscirà in tutte le librerie (americane) il 12 di Luglio prossimo; si tratta del tomo più grande scritto sin ora da Martin ed in pratica sarebbe una sorta di "seconda" parte di AFFC. Infatti, come si sa, Martin ha deciso di dividere i personaggi in due parti; una metà è confluita in AFFC l'altra in ADWD che racconterà quindi avvenimenti contemporanei a quelli di Feast, solo dal punto di vista di altri personaggi, tra i quali compariranno sicuramente Tyrion Lannister, Daenerys Targaryen e Jon Snow, ed altri non specificati in questa intervista.

Dopo aver parlato del suo rapporto con i fans, che vengono aggiornati da Martin stesso sui progressi della stesura dei libri, si passa a parlare di questo appellativo "Tolkien americano" con cui ultimamente è stato definito.
Martin, pur sentendosi lusingato dal paragone con lo scrittore che lo aveva tanto appassionato da ragazzo, afferma che non vi è nulla in lui o nella sua opera che possa essere accostato al creatore del Signore degli Anelli. Egli è convinto che ogni scrittore sia "il prodotto del proprio tempo" e pertanto sia per la tipologia di vita, di cultura e di esperienza maturata, oltre che di periodo storico vissuto, si sente lontano da Tolkien e dal suo messaggio.
Tolkien è uno scrittore del XIX secolo che ha vissuto due guerre mondiali; Martin è nato e cresciuto nel New Jersey in una normalissima famiglia ed appartiene al suo tempo la guerra del Vietnam. Ogni scrittore, non importa a quale genere appartenga, tende a parlare della propria esperienza e per questo lui e Tolkien non possono essere paragonati.

Tra leimmagini, da notare una foto del padre di Martin da giovane e dello stesso Martin quando era poco più che un bambino.


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