La Barriera 3.0 - Sito Italiano non Ufficiale su George R.R. Martin

NEWS

Vite parallele in ASOIAF


Ancora una puntata della serie di interventi scritti da Elio Garçia e Linda Antonsson su LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO sul blog della Tor Books.


VITE PARALLELE IN A SONG OF ICE AND FIRE

Nota: si parlerà di spoiler da tutti i quattro libri della serie finora pubblicati, quindi attenzione!

Con così tanti personaggi nella serie, più di una dozzina di personaggi principali e decine di personaggi secondari - si può pensare che ogni parallelismo percepito tra una qualsiasi coppia di personaggi sia nulla più che una coincidenza. Credo sia un valido punto di vista. Ma credo che Martin, come autorer, si sia rivelato interessato a comparare i personaggi nella storia, specie in quelle occasioni in cui un parallelismo serve a motivare delle azioni. Quante volte Jon tenta di guidare le proprie azioni in funzione di quello che credeva e gli ha insegnato suo padre? Jorah Mormont più di una volta compara Daenerys al suo fratello morto Rhaegar, Tyrion contrasta le sue risposte agli eventi presenti con quelle di suo padre agli eventi passati, e via così. I parallelismi sono chiaramente presenti nella mente dei personaggi.
Ma i paralleli di cui vorrei occuparmi sono quelli meno scontati, quelli in cui i lettori avvertono paralleli che i personaggi non possono percepire, principalmente perché sono personaggi sconnessi tra loro. Quando GRRM ha splittato A FEAST FOR CROWS in due libri, una delle cose di cui si è lamentato era il fatto che il parallelo tra Daenerys Regina di Meereen e Cersei Regina Reggente sarebbe stato oscurato. E, per evidenziare un piccolo spoiler dalla fine di A FEAST FOR CROWS, il primo capitolo di Daenerys la mostra che si sveglia con la notizia che qualcuno è morto, proprio come Cersei si sveglia apprendendo della morte di suo padre nel suo primo capitolo. E possiamo dire che i paralleli continuano, mentre entrambe affrontano la sfida del governo.

Il mio esempio preferito di parallelismo tra i personaggi è un che non credo mi sarebbe mai venuto in mente prima della lettura di A STORM OF SWORDS: Jon Snow e Jaime Lannister. Consideriamo il fatto che il giovane Jaime Lannister - circa dell'età di Jon Snow - finì per dover affrontare la difficilmissima scelta delle implicazioni dei suoi voti. È una bella scena di A CLASH OF KINGS, quando elenca i voti e i doveri di una persona a Westeros: verso gli dei, verso la famiglia, verso il proprio lord, il proprio re, eccetera. Ma la scelta compiuta anni fa - uccidere un re - aveva un prezzo, un prezzo che lui volle accettare e trasformare in una barriera tra sé e il mondo. Fu la scelta giusta, a dirla tutta? Ho sempre pensato che potesse riconciliare i propri voti, difendere il re e proteggere gli innocenti come giurò quando Ser Arthur Dayne lo fece cavaliere. Più precisamente, comunque, senbra sulla via di una tale realizzazione quando in A STORM OF SWORDS informa i suoi compagni della Guardia Reale che il loro voto è difendere il re sempre e comunque... e questo può incudere difenderlo da sé stesso.
È un modo pragmatico di vedere i propri doveri, trovare una struttura che individio le parte importanti dei voti e le riconcili tra loro. E se guardiamo a nord, oltre la Barriera, cosa impara Jon in A CLASH OF KINGS? In una disperata missione con il leggendario Qhorin il Monco, i loro compagni uccisi uno a uno mentre i bruti li incalzano sugli Artigli del Gelo per cercare di impedire loro di riportare importantissime informazioni a Lord Mormont, Jon apprenda una notte che non possono fuggire. E allora il Monco gli da un ordine: tradiranno e si uniranno ai bruti. Jon subito protesta dicendo che non è onorevole, che loro voti lo impediscono. La risposta di Qhorin? "Il nostro onore non significa nulla più delle nostre vite, fintanto che il reame è salvo." Qhorin individua il significato di fondo del voto: la salvezza del reame.
Come Eddard Stark dice a suo figlio Bran, la Guardia Reale - prima dello Sterminatore di Re - era uno "splendente esempio per il mondo", infranto da quanto fatto da Jaime. Non solo questo, ma la stabilità del regno di Robert venne negativamente impattata dal suo perdono verso lo Sterminatore di Re, ed è molto facile vedere il danno fatto da Jaime a sé stesso con la sua insistenza per ciò che ha fatto e per come è stato giudicato. Sarebbe stato meglio se avesse fatto una scelta differente. Cosa sarebbe successo se gli fosse stato insegnato da un Qhorin il Monco (anziché da un Toro Bianco) che i suoi voti gli permettevano di imporsi al Re Folle quando era chiaramente contro gli stessi interessi di Aerys? Il sentiero intrapreso da Aerys significava morte per centinaia di migliaia - compreso lui stesso, qualcosa che Jaime è stato costretto a fare per fermarlo. Una cosa è quando un re sano di mente decide di intraprendere un'azione disperata, anche suicida... ma quando è chiaramente matto? Jaime era troppo giovane per temperare la consapevolezza dei suoi voti con quel tipo di pragmatismo che il Monco ha insegnato a Jon.

Un altro parallelismo che mi è recentemente venuto alla mente, uno che mi aspetto meraviglierà molti, è quello tra la relazione di Catelyn Stark con suo marito... e quella di Arianne Martell con suo padre, il Principe Doran. In entrambi i casi, gli uomini hanno segreti che ritengono di dover tenere nascosti a queste importanti donne della loro famiglie, e lo fanno in un modo che causa attriti tra di loro. Nel caso di Catelyn, la natura della relazione con la madre di Jon, e la sua insistenza perché Jon fosse allevato a Grande Inverno quasi come fosse un figlio legittimo, è stata una grande difficoltà. Direi quasi che si trattasse di una crudeltà, il modo in cui Catelyn descrive come Eddard la spaventava i primi giorni del loro matrimonio perché aveva osato chiedergli delle spiegazioni. Sì, i fan tendono a simpatizzare molto con Eddard Stark - specialmente se, come molti, credono che dovesse mantenere nascosto il suo segreto - ma dalla prospettiva di Catelyn il comportamento di Eddard non ha scusanti, un privilegio di un marito (la parte dominante della relazione, nei patriarcali Sette Regni) sulla moglie.
Non solo questo, ma l'approccio di Eddard alla questione è alla base della situzione per la quale molti paiono odiare Catelyn: la sua deliberata distanza da Jon Snow. Il rifiuto di Eddard per i compromessi, anche per spiegare perché sta agendo in un modo così inaccettabile e insolito per il suo background culturale, è il vero problema. Catelyn recita semplicemente la parte che le è stata data, una nobildonna il cui primo dovere è verso il marito e i figli, non per i bastardi di lui, specialmente un bastardo allevato come un nobile e forse considerato migliore dei figli legittimi.
Ora guardiamo Arianne Martell. Il padre le nasconde il fidanzamento segreto fatto anni prima, e facendolo praticamente la deumanizza, mandandole via via pretendendi inadatti. Naturalmente, Arianne li rifiuta tutti, esattamnete come pianificato da Doran. Ma questi sembra a disagio, o forse non vuole accettare, riguardo l'opinione che sua figlia arriva ad avere di lui a causa di questo. Nessuna sorpresa che Arianne arrivi a pensare che lui la veda come un peso, debole e frivola e da appioppare ad un cacciatore di dote come Lord Beesbury o (peggio) Walder Frey. Peggio di ogni cosa, Arianne ama davvero il proprio padre e desidera solo esserne riamata... ma a causa del suo segreto, ed il suo modo di mantenerlo, pensa che lui la disprezzi.
I segreti che gli uomini nascondono alle donne nelle loro vite sono cose in grado di danneggiarle, chiaramente, esempi di persone che credono di agire per il meglio. Nel caso di Catelyn, con ogni sorta di compromesso unilaterlmanete negato, lei mette Jon Snow al di fuori della sua vita anziché allontanarsi da sua marito; l'amore si è dimostrato essere più forte, anche se si potrebbe discutere di quanto fosse troppo debole per restare sulle sue posizioni e rifiutare quanto Eddard le offriva. Nel caso di Arianne la mitezza non è mai stata in gioco - lei si ribella al padre, prima nei modi piccoli e immaturi di una ragazzina... ma poi a cosa diventa più grande, un vero complotto contro di lui. Da notare che non trama per distruggerlo, in ogni caso; lo immagina ritirato ai Giardini dell'Acqua, a passare i suoi giorni comodamente e finalmente libero dal peso del governo, un peso talmente estremo da richiedere uno scotto in termini di salute. I piani di Arianne posssono essere in qualche modo ingenui, ma questo è principamente perché Doran è andato molto oltre rispetto al mandarle una parata di pretendenti inadatti: ha agito in modo tale che l'intero reame crede che non gli importi nulla di lei. Non ha mai avuto l'opportunità di imparare da lui, in altre parole, quindi non è una sorpresa che abbia preso lezioni dalla Vipera Rossa.

Come potrebbe dire Martin, ci sono molti altri parallelismi nei romanzi, ma questi due sono tra i miei preferiti. Lascio un terzo punto, per le discussioni: Eddard Stark e Davos Seaworth.


Commenta sul Forum