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Lunga intervista a Benioff e Weiss


Fonte: DIY


Nella seconda tavola rotonda di interviste di Game of Thrones, sediamo con i creatori David Benioff e D.B. Weiss.

Benioff ha iniziato per la prima volta a leggere la serie di libri A Song of Ice and Fire nell’inverno del 2006, e quasi subito ha chiamato il suo amico D.B. Weiss per dire, “Penso che sia la cosa migliore che abbia letto da quel che posso ricordare,” Weiss ha iniziato a leggere la serie e, “due giorni e mezzo più tardi ho finito un libro di 900 pagine, ed è probabilmente la prima volta che l’ho fatto da quando avevo 12 anni”.

Prima di Game of Thrones, Benioff era meglio conosciuto per la sua scrittura nei film Troy e The Kite Runner, così come i romanzi City of Thieves e The 25th Hour, che lui stesso ha adattato per il film omonimo che figura Spike Lee. Invece Weiss ha scritto il romanzo Lucky Wander Boy e ha scritto un adattamento per lo schermo del videogioco Halo e il tanto atteso e prossimo Ender’s Game.

Come avete cercato di adattare una saga enorme come quella di Game of Thrones senza fare errori che possano avere impatto sulle stagioni future?
Benioff: Penso in parte ciò consista semplicemente nel sederci insieme, passare molto tempo a decidere qual è il cuore della serie e i personaggi che abbiamo intenzione di seguire. I libri ci sono stati originariamente inviati per adattarli come lungometraggio, e io ero solo circa a pagine 100 quando mi sono reso conto che questo non sarebbe stato un buon lungometraggio. Per comprimere il primo libro in un film di due ore devi tagliar fuori l’80% delle storyline, tagliare così tanti personaggi, che sarebbe stato un atto di vandalismo anziché un adattamento, quindi quando abbiamo chiamato George abbiamo detto, “guarda, noi amiamo i tuoi libri, ma a essere sinceri davvero non li vediamo come film. Pensiamo che sia una serie HBO” ed eravamo nervosi su questo perché non sapevamo se fosse interessato a questa idea. Come scrittore, fai più soldi vendendo il tuo libro a uno studio cinematografico. Quindi abbiamo pensato che sarebbe stato controverso, non eravamo sicuri di riuscire a persuaderlo. Ma per fortuna George ha detto, “beh, è l’unico modo in cui ho pensato che questi libri potessero mai funzionare: come una serie HBO.” E non semplicemente come una serie tv, ma nello specifico una serie HBO, per lui che è un grande amante di Rome e Deadwood. Il mondo di George è un mondo abbastanza adulto, ci sono ovviamente tanti contenuti sessuali, blasfemie, violenza che deve apparire come vera violenza e non come violenza di un film PG, e questo non avrebbe funzionato su una tv network americana. L’unico posto in cui in cui si sarebbe potuto farlo e che potesse fornire gli alti valori di produzione che ci servivano era la HBO.
Tornando alla domanda iniziale, penso che consista nel capire: come raccontate la storia di Game of Thrones in 10 ore e quali sono le linee narrative centrali che seguiremo? Quali cose dobbiamo lasciare da parte almeno per ora, perché mentre quelle scene possono funzionare nel libro noi proprio non abbiamo il tempo di raccontarle? E per certi versi espandendo, ci sono personaggi che amiamo, che nei libri non si incontrano mai e di cui abbiamo sempre pensato, “non sarebbe interessante se Jaime Lannister incontrasse Jon Snow? Ci cosa parlerebbero?” Oppure: Jaime Lannister lavora per il re e lo protegge, ma non abbiamo mai visto i due parlare insieme e sarebbe una conversazione interessante, visto che ha ucciso il re precedente e sua sorella è la moglie del re attuale. O anche una cosa più di base: il re e la regina, nei libri non li abbiamo mai visti avere una conversazione da soli e volevamo davvero vederli in due insieme. Di cosa parlano quando non c’è nessun altro attorno? Quindi si tratta di prendere i personaggi del libro, credo in modo abbastanza fedele in termini di adattamento, ma anche cercare le occasioni per mostrare scene che pensiamo possano essere avvenute fuori dalle pagine del libro, e che volevamo vedere.
Weiss: E’ davvero l’unico modo per esplorare chi sono queste persone, perché non puoi raccontare le loro storie del passato. Qualcuno che racconta una lunga storia di quello che è successo in passato è davvero coinvolgente sulla pagina, perché ti cala dentro l’azione. Qualcuno che lo dice sullo schermo alla lunga è noioso dopo 5/10 minuti, quindi hai bisogno di trovare una strada diversa per il personaggio.

Il fatto che George R.R. Martin lavori con i personaggi punto di vista è stato un vantaggio per voi?
Weiss: Entrare nei personaggi nel libro è un modo davvero grandioso di tuffarsi nei personaggio, in quello che pensa o sente, ma è anche qualcosa che non si può replicare sullo schermo senza un grande ammontare di voice-over o dialoghi esposizionistici. Noi davvero cerchiamo di evitare i voice-over e di limitate i dialoghi esposizionistici allo stretto necessario, quindi siamo costretti a trovare un altro modo per esplorare chi sono questi personaggi.

E’ una vostra scelta scrivere quasi tutti gli episodi? Come riuscite a scrivere e supervisionare tutte le stagioni?
Weiss: Usiamo un sacco di droghe! (ride)

Quando avete letto io libri, stavate già pensando, “questo sarà grosso”?
Benioff: Beh, abbiamo detto alla HBO che sarebbe stato grosso! Quando abbiamo proposto a loro lo show abbiamo detto che sarebbe stato enorme, quindi davvero devi farlo perché sarà un blockbuster internazionale. Ma in realtà non eravamo sicuri di sapere di cosa parlavamo, perché non abbiamo fatto uno show prima d’ora, quindi perché avremmo dovuto saperlo? Pensavamo che a livello internazionale avrebbe attratto più della maggioranza degli altri show, perché non è ambientato in un qualche posto del nostro mondo, non è ambientato in California. Dan (Weiss) ieri ha messo in luce un punto molto interessante, secondo il quale la maggioranza degli show o dei film ambientati nel mondo reale, chiunque tra il pubblico provenga da quel posto ha un vantaggio inerente. Per esempio, io amo questo show inglese chiamato Peep Show, è bello e lo ritengo incredibilmente spassoso e tutto, ma sono sicuro che ci siano diversi scherzi che non colgo perché sono in qualche modo scherzi locali, io non provengo da qui (del Regno Unito) e quindi me li perdo.
Weiss: Come lo show chiamato Freaks and Geeks, che noi amiamo perché siamo rispecchiati così da vicino come teenager, che mi è sembrato che non ci fosse una singola cosa capitata in cui non mi posso ritrovare direttamente. Qualcuno della Croazia, guardando Freaks and Geeks, non dico che non gli sia piaciuto, ma hanno perso un sacco di consistenza. Invece su questo show nessuno può dire, “no, questa è una cosa di Westeros, non la capiresti”. Perché non vengono da Westeros, nessuno viene da lì. La consistenza deve toccare chiunque, raggiungere tutti allo stesso modo, e penso che ciò sia vada nostro vantaggio.
Benioff: E’ un cast molto internazionale, che è qualcosa che abbiamo sempre voluto. Non solo, ovviamente, inglese, irlandese e scozzese, ma anche Olandese e Tedesco e un paio di americani.

Eravate coinvolti nel casting di Carice van Houten?
Weiss: Sì. Quella è stata una delle cose che abbiamo amato di più dello show. Uno dei motivi per cui eravamo così eccitati di non essere solo sceneggiatori, ma anche produttori esecutivi, è di andare ai casting. Non ne abbiamo mai avuto l’opportunità prima. Nei film in cui ho lavorato lo sceneggiatore non aveva voce in capitolo sui casting. Puoi cercare di sussurrare nell’orecchio del regista, o se conosci qualcuno dello studio puoi dire “che ne pensi di questa persona?”, ma non hai un potere. Invece in televisione, come showrunner, siamo responsabili per i casting, a all’inizio questo ci ha un po’ intimiditi perché è un casting enorme, non lo abbiamo mai fatto prima, e cercavamo di riempire letteralmente centinaia di ruoli. Ma è anche una delle cose più soddisfacenti, perché non c’è decisione più importante, nel fare uno show o un film, del decidere quali attori interpretano quale ruolo. Quindi siamo stati in grado ci scegliere Carice come Melisandre, o Maisie Williams come Arya, e poi guardarli entrare in questi ruoli e diventare davvero quei personaggi. E’ stato intrigante per noi.

Come l’hai conosciuta?
Benioff: Da Black Book.
Weiss: E da Black Death, che ho visto anche. Tutti i black! E Black Butterflies con Liam Cunningham, che è anche nel nostro cast.
Benioff: Abbiamo cercato di incontrarla per la prima stagione. Eravamo davvero colpiti dal suo lavoro e non era disponibile all’epoca. E quando si è avvicinata la Stagione 2 la parte di Melisandre era aperta e abbiamo pensato di dare un’altra occhiata a Carice. Pensavano che non ci saremmo riusciti perché ovviamente lei lavora molto, ma siamo riusciti ad acchiapparla a Belfast per un’audizione e dopo dieci secondi sapevamo che era quella giusta.

Avrà un ruolo maggiore nella Stagione 3?
Benioff: E’ un ruolo abbastanza grande nella stagione Stagione 2, penso che avrà più episodi nella Stagione 3. E’ il genere di personaggio che quando è in scena domina la scena. Ha molta presenza, ma non è in altrettanti episodi. E’ vero che sarà in più puntate nella Stagione 3.

I bambini sono incredibilmente importanti sia nello show che nei libri, e con l’avanzare delle stagioni diventerà così ancora di più. Come avete fatto a sceglierli, considerando che devono avere a che fare con temi e linguaggio così adulti?
Weiss: Questa è una di quelle cose in cui arrivi con delle idee su chi vuoi nei ruoli, e con i bambini noi non ne avevamo idea. Era compito di Nina Gold e Robert Sterne, i nostri fantastici direttori di casting, trovare per noi un grande campione di potenziali bambini Stark da cui scegliere. Loro hanno semplicemente un vero dono nel conoscere bambini e nel valutare quale sarà la loro abilità, perché nessuno dei bambini ha mai fatto qualcosa. Penso che forse Maisie o Isaac abbiano fatto una pubblicità in un certo momento, ma nessuno di loro ha mai recitato di fronte a una telecamera prima d’ora, o forse sono stati in recite scolastiche. Si tratta proprio di abilità allo stato grezzo, volontà e prontezza da tirar fuori, e mettersi di fronte a cinquemila adulti che ti guardano, e recitare.
Benioff: Quel ruolo in particolare è stato uno dei più difficili da scegliere: abbiamo guardato forse centocinquanta bambine diverse per Arya, e nessuna sembrava andare bene. Ricordo che eravamo in un albergo in Marocco. Nina e Robert hanno preso questi video dei casting e li hanno messi online, così li potevamo guardare dovunque fossimo. Stavamo visitando le location e abbiamo visto un nuovo gruppo di candidate per Arya. C’erano queste piccole fotografie, grandi circa un pollice in cima allo schermo. E abbiamo visto questa foto di Maisie, un’immagine minuscola, e c’era proprio qualcosa nel suo viso, sembrava proprio in qualche modo simile, aveva un aspetto in qualche modo impetuoso e abbiamo pensato che sembrasse interessante. Abbiamo fatto partire il suo video e ora non riesco a immaginare nessun altra in quel ruolo. Quei tre ruoli sono così cruciali, come dici tu. Questi personaggi intraprendono dei viaggi così oscuri, e non sono dei tipici piccoli e carini pupi di Hollywood, presenti in una puntata solo per dire una battuta o due, essere divertenti e carini. Sono altrettanto importanti quanto ogni altro personaggio. Eravamo davvero, davvero nervosi a questo riguardo e pensavamo qualcosa come “se due di loro vanno bene forse possiamo trovare un modo per tenere uno di loro un po’ fuori dalla storia.” Il fatto che tutti e tre si siano rivelati brillanti vuol dire che: a)siamo stati davvero fortunati, b) Nina e Robert sono molto bravi a trovare questi bambini.
Weiss: Sarebbe stato davvero triste, perché allontanarli o toglierli dalla storia avrebbe rimosso una parte enorme di contenuto di quel mondo.

C’è stato molto dibattito sul titolo dello show per il fatto che rispecchia solo il primo libro?
Weiss: No, sappiamo che se vuoi fare uno show televisivo c’è il problema del proseguimento. Non puoi cambiare il titolo dello show ogni anni, perché sarebbe confusionario.

Non si è parlato magari di usare il titolo A Song of Ice and Fire?
Benioff: Ne abbiamo parlato una volta per dieci minuti, ma Game of Thrones ci è proprio sembrato davvero forte.
Weiss: E’ una sorta di modo coinciso e poetico per comprendere ciò di cui parla per intero lo show.

Vi siete sentiti sotto pressione nel creare un adattamento per soddisfare George R.R. Martin e i fans?
Weiss: No, nessuna pressione! Cioè, certo. Intendo, vogliamo fare il miglior adattamento possibile e ci piace il fatto che la maggioranza del fanbase sembri apprezzare lo show. Sappiamo anche che lo show deve attirare le persone al di là del fanbase, deve funzionare innanzitutto e principalmente come uno show televisivo. Abbiamo sempre detto che avremmo percepito di aver probabilmente fatto bene il nostro lavoro se avessimo fatto uno show di cui siamo fieri e che piaccia molto anche a George.

Quanto è stato coinvolto George nella produzione?
Benioff: Sì, così George scrive una puntata ogni stagione. Inoltre è coinvolto nei casting. Il sito di cui vi ho parlato, in cui puoi vedere i piccoli video, lo abilita a vederli da Santé fe, e così ci scriverà le sue opinioni sui vari attori che si sono presentati. Talvolta ci sono letteralmente centinaia di diversi attori per ogni ruolo e a volte ci perdiamo delle persone. C’è almeno un personaggio importante a cui posso pensare, il cui video in qualche modo non abbiamo visto, e invece George l’ha visto e ha detto “questo ragazzo è fantastico, l’avete visto?” E poi per fortuna l’abbiamo fatto e abbiamo finito per sceglierlo. E’ molto coinvolto in questioni di ampia prospettiva, perché ci abbiamo parlato molto riguardo a dove la serie sta andando, a dove i libri stanno andando, quale sarà il finale, perché vogliamo assicurarci di preparare le cose adeguatamente verso di esso, nella speranza di ottenere la quantità di stagioni che ci vogliono per raccontare la storia. Qualche volta (è coinvolto) in questioni di dettagli molto minori, per esempio l’aspetto dei draghi. George aveva idee molto definite su come i draghi dovessero apparire. Nello specifico, che i draghi hanno due ali e due zampe, ma non draghi più tradizionali con delle ali e quattro zampe, perché George ha detto che non volerebbero mai e che a livello di aereodinamica non è possibile.
Weiss:Dovrebbero sbattere quelle ali così velocemente che non funzionerebbe mai.

Quanto è stato importante un grosso budget nella creazione dello show?
Weiss: In termini di valori complessivi della produzione, è questo il motivo per cui lo show può esistere solo sulla HBO, per via della natura del materiale e del tono. Un conto è mantenere l’integrità dei libri, un’altra è l’abilità di farlo su una scala che ti fa sentire l’immensità di questo mondo, e che ti fa sentire che le diverse regioni di un intero continente e dei continenti oltre sono davvero posti diversi e non tutte girate nello stesso parcheggio. Credo che questa sia un’altra sfida e che la sfida, a essere sinceri, richieda soldi, richieda risorse che credo siano oltre a quelle a cui ha accesso la maggioranza degli show televisivi.
Benioff:Credo che noi abbiamo il più grosso cast televisivo e che tutti questi attori necessitino di essere pagati.
Weiss: E stranamente tutti loro vogliono essere pagati! Penso che ciò sia fuori luogo!

Le vendite dei DVD saranno un fattore per l’ottenimento del rinnovo per una terza stagione?
Benioff: Questa sarebbe una domanda per Mara.
Weiss: Mara lavora per la HBO.
Mara: Ufficialmente la serie deve ancora essere presa, ma per un progetto così vasto devi sempre pianificare in anticipo, con assunzioni. Quindi siamo speranzosi che tutto procederà e che inizieranno a girare di nuovo a luglio.
Benioff: Tocchiamo ferro che le vendite (dei DVD) vadano bene. Vogliamo davvero che gente che non l’ha guardato l’anno scorso entri nella nostra seconda stagione, ma non è che la prima puntata della Stagione 2 fornisca una sorta di “ora c’è un ripasso su chi sono questi personaggi”.
Weiss: Abbiamo avuto una proiezione per il cast e la crew l’altro giorno, e uno dei membri del cast ha portato la sua ragazza e lei ha guardato ed è stata molto complimentosa. Poi mi sono reso conto che non aveva visto la prima stagione e ho detto “perché sei così complimentosa? Dev’essere stato un completo pasticcio. Deve esserti sembrato senza alcun senso!" E lei, "no, ho capito qualcosa." Sento davvero che l’esperienza di guardare la seconda stagione sarebbe quantomeno molto aiutata dalla visione della stagione venuta prima.
Benioff: L’ideale qui, se otteniamo il tempo e la generosità della HBO, sarebbe di avere diciamo otto stagioni e qualche spettatore masochista che ha iniziato dall’inizio e ha guardato 80 ore di fila. Non sarebbe percepito come tv a episodi, sembrerebbe un enorme film, una saga di 80 ore con un vero inizio, una parte centrale e una fine. Non puoi togliere diverse ore, sarebbe come rimuovere un capitolo dal libro.
Weiss: Tu semplicemente non prendi Anna Karenina, la apri a pagina 200 e dici, “riuscirò a capire quello che succede.”


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