ࡱ>     9 lbjbj.hl*.D*$~~~~~~~~d$f$f$f$f$f$f$$% 'j$~~~~~$ ~~$   ~r~~d$ ~d$ L X$X$ ~r QV* X$d$$0$X$%( %(d$ **LULTIMO RE DEL NORD  di Gil-Galad Il cielo era plumbeo e scuro, carico di pioggia, ed era un perfetto specchio che rifletteva lumore delluomo che scrutava lorizzonte dalla cima della Torre del Corpo di Guardia, lunica torre ancora abbastanza solida dellantica piazzaforte costruita dai Primi Uomini a protezione dellincollatura, il Moat Cailin. Quelluomo era Torrhen Stark Re del Nord. Alle prime luci dellalba il Re, con indosso la cotta di maglia e la veste blu con ricamato il simbolo del meta-lupo grigio pronto allattacco della sua casata, aveva deciso di salire sulla torre per accertarsi personalmente della situazione, stanco di sentire rapporti e racconti sulla terrificante potenza di Aegon il Conquistatore, il Drago, linvincibile Sovrano dei Targaryen. Solo poche settimane prima Torrhen era seduto sul suo trono di pietra liscia e dura, le mani appoggiate sui voluminosi braccioli scolpiti nella forma di terribili lupi ringhianti, nel suo Castello a Grande Inverno a godersi un banchetto in onore degli antichi Di del Nord. Torrhen era un uomo dal carattere gioviale, alto di statura, gli occhi penetranti di un grigio pallido e con una barba nera tagliata corta; ed era un Re che seguiva le antiche credenze della sua terra. Aveva indetto quel banchetto in segno di ringraziamento verso gli di del Nord per la fine di quello che era stato un inverno mite e non troppo lungo. La grande sala era affollata di gente, dai membri della famiglia reale ai lord alfieri alleati degli Stark fino ai componenti della guarnigione del Castello e al popolino che viveva nella fortezza. Era presente anche un rappresentante dei Confratelli in Nero che aveva chiesto udienza al Re per concordare gli aiuti che Grande Inverno abitualmente inviava alla Barriera. Grande allegria aleggiava sullintera sala dove grandi tavolate erano state allestite, unallegria rara alla corte severa e rigida degli Stark. Le essenze e i profumi delle vivande erano inebrianti e uniti al calore che emanava dal grande caminetto della Sala conferivano unatmosfera di felicit ad un ambiente solitamente austero e freddo. La selvaggina la faceva da padrona nei piatti di carne arrostita con miele e burro. Un enorme cinghiale, ripieno di funghi e colante grasso, aveva accesso lilarit oltre che lappetito di tutti i commensali per la sbadataggine di uno dei cuochi che aveva infilato un grosso melograno rosso sotto la piccola coda dellanimale. Cerano inoltre le zuppe di coda di bue e il cosciotto dagnello speziato con foglie di menta, miele e chiodi di garofano, prelibati maialini da latte cucinati con una spessa crosta di grasso e guarniti con frutta e accompagnati da sformati di piccione. Ed ancora tranci di uri arrostiti con porri, sformati di cacciagione serviti con carote, pancetta e funghi, costolette di montone in salsa di miele e chiodi di garofano, anatra marinata, cinghiale al pepe, oca arrosto, spiedini di piccione e cappone, stufato di manzo allorzo; tutte le portate erano sommerse di vari contorni come aglio, cipolle, miele e rape. Tra le prelibatezze vi erano anche insalata di tuberi dolci, prugne cosparse di noci tritate, e linsalata di spinaci e ceci. Infine i dolci avevano invaso le tavole della Grande Sala di Grande Inverno per la contentezza di tutti i ragazzini sia di sangue nobile sia dumili origini, ansiosi di inzuccherarsi le dita tra gelati di mirtilli affogati nella crema, tortelli al miele e biscotti davena, torte di fragole, cigni di crema, unicorni di zucchero caramellato, tortelli al limone, biscotti al miele speziato, cannoli, paste di mele e formaggio fuso. Tutte le pietanze furono accompagnate da fiumi di birra, vino rosso proveniente dalle lontane terre di Dorne, da coppe di delizioso idromele o di delicata acqua vite. Al termine del pranzo vi era stato lelogio e la richiesta di benedizione agli antichi Di da parte del maestro Hallen. Il banchetto aveva inoltre in programma numerosi spettacoli che il Re aveva in serbo per i suoi ospiti. Per primi si presentarono un gruppo di giocolieri e giullari dagli abiti sgargianti e multicolori provenienti dalle citt libere del Continente orientale. Iniziarono ad arrampicarsi come scoiattoli su per le colonne della Grande Sala, a rotolar gi, cadere, rimbalzare dal pavimento sui tavoli senza nemmeno rompere un piatto e facendo volteggiare, nello stesso tempo, delle sfere colorate. Inoltre cantavano come galli, si azzuffavano come gatti in calore e volavano fra i convitati con il collo teso e le braccia larghe ad imitar le oche, mentre il Re e i suoi alfieri ridevano a tal punto da avere le guance bagnate di lacrime. Intere botti di birra e di vino saziarono la sete dei cortigiani che pi abbondantemente bevevano e pi allegri apparivano. I giocolieri completarono il loro numero sorseggiando enormi boccali di birra che immediatamente diede limpressione, meravigliosa, di sgorgare per magia dalle narici, dalle orecchie e dagli orifizi davanti e dietro dei membri del gruppo. Le risate crebbero dintensit nella sala e mentre andavano smorzandosi, tra le travi fuligginose del soffitto, una banda di musicisti prese posto davanti al Re e ai commensali radunati. Portavano arpe, flauti, tamburi e campanelle ed altri strani strumenti. Erano giunti dalle verdi isole dellestate al di l del mare e incantevole era la bellezza della loro arte. Una dolce armonia si lev simile ad una rara brezza primaverile che accarezzasse le corde dellarpa. Poi seguirono altre note, una melodia cantilenante che parlava duccelli esotici, api e del sole caldo. Cos accadde, per un momento, che gli uomini del Nord dimenticassero il gelo dellinverno; quando i musici terminarono fu come se un incantesimo si fosse rotto e la sala riprese vita. Re Torrhen chiam poi Daeron il bardo cantastorie di corte, che avvolto in un mantello purpureo si piazz al centro della grande sala nel mezzo delle lunghe tavolate. Rimase muto ed immobile finch non si fece silenzio, tra le sinuose mani una piccola lira che pizzicava dolcemente, poi diede vita ad un soave canto che narrava dellepoca del leggendario Brandon Stark il Costruttore il capostipite della nobile casa dei Re dellInverno che con laiuto dei Giganti innalz la Barriera contro il pericolo degli Estranei e per la cui difesa fu creata la confraternita dei Guardiani della Notte. Il canto per alcuni minuti streg lintera platea degli ascoltatori, soprattutto i pi giovani. Per ultimi il Re diede lordine di far entrare nella grande sala sette uomini dallaspetto solenne e dalle corte tuniche. Erano padroni di unarte particolare nella quale non temevano rivali. Avevano facce da volpe, naso lungo e barbe fluenti. Sinchinarono profondamente davanti al Re e alla sua corte e cos profondamente inchinati rimasero con le natiche nude sulle quali giocava il riflesso delle fiamme rossicce del grande caminetto. Essi, infatti, erano gli scorreggiatori ultrafamosi dellisola di Skagos. Meravigliosamente forti furono le scorregge dei regali scorreggiatori al banchetto di Re Torrhen Stark, stupendamente forti, abilmente sonore e di un fetore che non aveva eguali in quanti altri esercitassero tale professione. In principio emisero con rara delicatezza le sette note della scala, andando su e gi in armonia, ora alte ora basse. Poi lasciarono sfuggire toni che assomigliavano al canto delle lattaie e dei guardiani delle vacche. Fischiettarono alto e basso cercando dimitare il fischiettio dei guardiani dei canili o il gracchiare dei corvi. Ma queste straordinarie esibizioni non furono nulla a confronto di quanto segu, e il riso degli Uomini del Nord and in estasi a mano a mano che ciascuno degli esecutori superava il compagno con una nuova dimostrazione meravigliosa della propria abilit artistica. Stupendamente simili alla realt si dimostrarono lo sbuffare dei cavalli da battaglia, il suono stridulo dei corni da caccia, il rumoreggiare dei tuoni, il muggito dei tori e lo stridulo ringhio della pantera selvatica. Gli artisti, prima della loro esibizione, si erano ben nutriti nelle cucine di Grande inverno con alghe floride delle Isole del ferro, lenticchie, fagioli e varie zuppe di svariati legumi e cereali, ma non riuscirono a prolungare il loro spettacolo oltre larco di una mezzora. E giunse il momento in cui il capo dei sette, il pi anziano munito di una barbetta gialla, diede sfogo ad un lungo e basso suono sibilante simile a quello di un serpente che si ritira nella sua tana, di una tale dolcezza nel suono sommesso e di un fetore tanto prorompente da suscitare lo stupore e lirrefrenabile risata dellintera sala. Il gruppo con uno sforzo finale di mente, spirito e corpo proruppe in una fanfara talmente roboante che alcune coppe di vetro sulla mensa regale andarono in frantumi. Come la bufera pi terribile che soffia senza posa nella gola di una grotta, tale fu la pi possente delle scorregge che si fosse mai udita nel Nord dallavvento dei Primi Uomini. Fu tra la pi totale ilarit generale e limbarazzo di qualche pudica Lady, in mezzo al fumo, alla confusione e al fetido tanfo che gli scorreggiatori di Skagos fuggirono dalla sala del banchetto verso le pi vicine latrine del castello. Pass parecchio tempo prima che il divertimento e le incontenibili risate scemassero, e ancora ne aleggiava leco, quando alle porte della grande sala che si affacciava sul cortile si ud un pesante bussare seguito dallarrivo di un agitato messaggero proveniente dalla citt di Porto Bianco. Come ricordava Torrhen la felicit, fino a quel momento, di quella giornata. Dopo la mente e il cuore di Torrhen Stark cessarono di essere pieni dallegria e furono invasi da ombre di guerra e di morte. Immediatamente, aveva proclamato un consiglio da tenersi presso la grande biblioteca di Grande Inverno al quale parteciparono tutti gli esponenti di rilievo delle varie casate amiche degli Stark . Torrhen da qualche tempo era informato delle guerre che funestavano il sud del continente occidentale a seguito dello sbarco da una piccola isoletta affacciata sul continente, la Roccia del Drago, di una nuova stirpe proveniente da Oriente: i Targaryen. Non avrebbe mai creduto, per, che cos rapidamente questo maledetto Aegon riuscisse a sconfiggere quasi tutti gli altri sovrani delle terre meridionali. Il Signore delle Isole del Ferro e del Tridente il crudele Harren il Nero era stato sconfitto direttamente in casa propria nel suo nuovo castello di Harrenhal distrutto in un immane rogo. Ed ora anche Loren, Re dellOvest, e Mern Re dell Altopiano alleati per affrontare i Targaryen con forze notevolmente superiori allavversario che ammontavano a circa 5000 cavalieri e 50.000 soldati erano stati spazzati via. Torrhen Stark faticava a crederlo, cos come non si capacitava a credere ai racconti d immensi mostri, i Draghi, che accompagnavano in guerra Aegon. Ora dopo settimane di marcia alla guida di tutto lesercito del Nord era costretto, con i suoi occhi, a vedere la conferma di tale incubo. In piedi sulla cima della Torre del Moat Cailin, Torrhen Stark sentiva che la fine per il suo popolo e per la sua terra poteva essere vicina. Ad un gesto della mano i suoi alfieri gli si avvicinarono. Torrhen era un uomo pratico e concreto, e mai nella sua vita aveva cercato di aggirare le difficolt o di evitare i confronti di qualunque natura. In quel momento, quasi che fosse d la d una qualsiasi realt accettabile, aveva bisogno che i suoi uomini gli fornissero unulteriore conferma della drammatica situazione. Si rivolse ai suoi due pi fidati alfieri Gerold Karstark ed Harry Umber: Come forze numeriche mi pare di poter vedere una superiorit di almeno cinque ad uno per loro, anche come cavalleria sono nettamente in vantaggio ma noi abbiamo il terreno favorevole dalla nostra oltre alla protezione della fortezza. Gerold Karstark annui in segno dapprovazione per la chiara e rapida esposizione della loro situazione da parte del Re. Tutti i guerrieri e le casate delle Terre dei Fiumi ora appoggiano Aegon, anzi affermerei che lo considerano quasi un Dio e lo adorano per averli liberati dalla tirannia di Harren. Come Lord di Delta delle Acque pare abbia nominato un certo Edmyn Tully disse Gerold. Harry Umber massiccio come un blocco di ghiaccio della Barriera aggiunse: Dalle informazioni in nostro possesso Loren il Re dellOvest fuggito e nessuno sa dove si sia rifugiato sempre che sia ancora in vita, ha abbandonato i suoi soldati che ovviamente non hanno potuto far altro che passare dalla parte dei Targaryen Harry Umber dopo una pausa, quasi timoroso di dare altre cattive notizie al suo sovrano, aggiunse Re Mern morto e il suo attendente di nome Harlen Tyrell ha consegnato Alto Giardino ad Aegon che come segno di apprezzamento lo ha nominato Lord delle Terre dei Fiori e Protettore del Sudinfine le Terre della Tempesta si dice siano state affidate al pi fedele generale di Aegon che secondo alcuni addirittura un suo fratello bastardo, un certo Orys Baratheon. Dopo alcuni secondi di riflessione Torrhen disse B questo Aegon sa essere generoso con chi non osa sfidarlo le parole del Re avevano una lieve sfumatura di speranza. Allimprovviso intervenne con fervore lord Glenn Manderly di Porto Bianco Maest qualunque sar il vostro piano dazione tutti lo appoggeremo, noi siamo gli uomini del Nord e siamo uomini pronti ad affrontare qualunque destino gli Dei abbiano in serbo per noi. Tutti gli Alfieri di Torrhen Stark annuirono a sostegno delle parole di Lord Manderly. Il Re del Nord si volt nuovamente verso lorizzonte a scrutare la grande armata al comando di Aegon Targaryen... un raggio di sole riusc a penetrare la pesante coltre di nuvole nere che dominava il cielo. Un raggio di sole che non port sollievo al Re ma anzi lo paralizz, immobile, in un gelo di terrore. Lontano, eppur sempre troppo vicino, nel cielo del nascente giorno avevano cominciato a volteggiare tre enormi creaturele scaglie di drago brillavano allimprovviso e fulgido raggio di luce solaretre ruggiti allunisono, il segno della fine imminente! Torrhen con uno sforzo tremendo riusc a controllare la paura e volse lo sguardo verso i suoi alfieri sapendo gi cosa avrebbe visto suoi volti di quegli uomini; vide come si era aspettato il terrore ma anche qualcosaltro che non riusciva a comprendereuna sorta d inaspettato stupore. Il Re del Nord lasci la cima della torredue lacrime scorrevano sul suo viso inconsapevole. Torrhen Stark stava passando in rassegna i suoi soldati nellampio cortile della fortezza, cercando di infondere una fiammella di coraggio con la sua presenza. La notizia dellavvistamento dei Draghi si era diffusa con la rapidit di unepidemia, e la follia del terrore non serpeggiava tra i ranghi solo perch quelli erano gli uomini del Nord, duri come il ghiaccio e forti come querce. Solo i pi giovani abbassavano gli occhi per celare la paura al passaggio del Re. Torrhen stava per terminare il giro tra i propri uomini quando di corsa gli venne incontro il suo scudiero Duncan. Il povero ragazzo con il fiatone grosso non riusc a spiaccicar parola e divenne rosso per limbarazzo Tranquillo Duncan, prendi fiatoecco ora va meglio? Bene cosa c di cos urgente da farti precipitare da me quasi soffocando lo canzon il Re. Maestdovete andare subito alla porta nordc qualcuno che chiede di vedervi subito balbett il giovane. Oh! Chi diavolo sar? Con tutti i guai che mi frullano in testa ci mancava anche questa scocciaturasi tratter sicuramente di qualche signorotto minore che seppur in ritardo alla fine ha deciso di non farsela sotto ed arrivato allultimo minutotanto cento uomini in pi o in meno non credo che far molta differenza per noi si lament Torrhen. Maestnon sono cento uomini, ma solo tre e sono piccoli e disarmati! rispose Duncan ancora pi rosso di vergogna. Alla porta Nord della fortezza del Moat Cailin entrarono tre persone. Furono fatte sedere in quella che un tempo era stata una scuderia ma che ora fungeva da refettorio per i soldati. Pochi minuti dopo giunse il Re, ed appena vide i tre nuovi arrivati si blocc per la sorpresa. Dinnanzi a lui si trovavano tre Figli della Foresta. Il Re fece un veloce inchino in segno di rispetto. I Tre Figli della Foresta indossavano semplici tuniche bianche prive di alcun ornamento, di piccola statura, non erano pi alti dei bambini, ma il loro fisico era snello e bilanciato e non portavano scarpe. Il pi anziano dei tre aveva una lunga barba grigio-biancastra, ma erano i suoi occhi ad attirare subito lattenzionedi un verde profondo parevano due pozze dacqua di una fonte. Maest sonoYmir maestro-veggente dei Figli della Foresta, questi sono i miei due figli Vilir e Venirabbiamo molta urgenza di parlarvi, se fosse possibile non qui ma in un luogo appartato disse il sapiente. Certo venitevenite con me, c un posto che penso sia perfetto per parlare rispose Torrhen ancora stupefatto. Il Re del Nord condusse i tre Figli della Foresta presso il lato nord della torre di Guardia, dove tra le mura era cresciuto un albero fronzuto con i suoi rami nodosi inghirlandati da un bianco manto di rampicanti filamentosi. Il luogo era pressoch deserto. Credo che in un certo qual modo quest albero, anche se contorto, possa essere considerato un po come lalbero del Parco degli Dei a Grande Inverno esord il Re. Bene cari amici, in questora tragica spero che veniate a portare una parola di conforto ad un Re che tra poche ore sar probabilmente morto cerc di ironizzare senza successo Torrhen per stemperare la tensione che aveva dentro. Maest siamo venuti per onorare lantica amicizia tra i Figli della Foresta e il popolo del Nord, lultimo popolo dei Primi Uomini che ancora rimasto fedele al patto che quattromila anni fa fu stipulato dalle nostre due razze fra gli alberi-diga dellIsola dei due Volti, al centro del lago chiamato lOcchio degli di. Dopo qualche istante di riflessione Ymir riprese a parlare Solo voi Re del Nord per molti secoli avete impedito che nuove razze provenienti dal Continente Orientale come gli Andali e i Rhoynar abbattessero la loro furia su di noi, estirpando la nostra fede. Il vostro il popolo al quale ci sentiamo pi affini e al quale sono legate le nostre speranze in questora di periglio. Siamo venuti per offrirle un consiglio che speriamo voglia accogliere disse Ymir. Noi Figli della Foresta che un tempo proteggevamo e custodivamo tutte le terre di questo continente oramai siamo rimasti in pochi e deboli dimoriamo solo nel Nord in armonia con il vostro popolo, che spesso segue le nostre tradizioni e le nostre credenze, ma per noi il tempo almeno per il momento perdutonuovi uomini si affacciano su queste sponde, nuove creature e nuove tragedie che deturperanno la sacra terra, future violenze noi scorgiamo siamo qui venuti per darle un suggerimento, presagio delle nostre visioni e al contempo un granello di speranza per un futuro molto lontano nel quale, come in passato, ancora una volta i Figli della Foresta e i popoli che come noi amano la natura e seguono le antiche tradizioni forse uniranno le loro forze per sconfiggere unaltra lunga notte concluse Ymir. Torrhen Stark, stordito da quellarcano discorso, non capiva le parole del Veggente. Che cosa significa che il vostro tempo perduto? chiese infine. Maestnoi ci allontaniamo da questo mondo che sta perdendo lamore per lunica cosa davvero importante la terra che rappresenta non un oggetto di conquista ma la madre della vita di ogni creatura, un giorno forse se lei seguir il nostro ammonimento ci sar una nuova occasione per il benessere di un nuovo mondo rispose Ymir colmo di tristezza. Non comprendoqual il vostro consiglio, cosa mi state chiedendo? Torrhen Stark era sempre pi confuso. Maest il nostro un consiglio di paceeviti questa guerra, questa volta il Nord non potr reggere un confronto con la stirpe del Drago; deve proteggere la terrain primo luogo il sacro suolo del Nord, mantenga vitale il suo popolo e le antiche tradizioni anche negli anni futuri seppur in un mondo dominato da altri parl Venir. Ma comecome! s infervor Torrhen. C un unico modo maest, si sottometta al Drago per il bene della sua gente e del suo regnorinunci se sar il caso alla corona disse laltro figlio di Ymir, Vilir. Dovrei rinunciare al regno dei miei padri, il regno che Brandon Stark il Costruttore con grandi fatiche e sofferenze cre e difese dal male delleterno freddo e la cui discendenza ha protetto in amicizia con voi Figli della Foresta! Torrhen diede sfogo a tutta la sua disperazione ed amarezza. E lunico modo, altrimenti il Nord e il suo popolo saranno cancellati per sempre ribad Ymir. Addio maest, trasmetta queste parole ai suoi eredi e ricordi un giorno forse i Figli della Foresta torneranno e con queste parole Ymir e i suoi figli si allontanarono lasciando il Re, frastornato, appoggiato al tronco dellalbero contorto. Torrhen Stark, alla testa del suo esercito aveva lasciato le mura della fortezza del Moat Cailin unora dopo lincontro con i Figli della Foresta per andare incontro al suo avversario e al destino che gli Dei gli avevano serbato. Molti degli alfieri erano rimasti sconcertati dalla sua decisione di abbandonare la protezione della fortezza. Lo aveva capito chiaramente dai loro sguardi e da un sussurro mal celato Questa follia, ci massacreranno tutti! aveva udito al termine dellultima breve riunione di guerra. Ora lesercito del Nord si trovava sulla sponda meridionale della Forca Rossa del Tridente dove lansa del fiume piegava verso sud-est. A poche centinaia di metri limmenso esercito dei Targaryen era in attesa. Torrhen Stark diede un comando al suo attendente che subito alz un lungo pennone sormontato da una piccola bandiera verde che fu agitata nellumida aria del primo mattino. Era il segnale. Torrhen Stark voleva parlamentare con il Sovrano Targaryen. Pochi minuti dopo da una collina a sud della Forca Rossa tre giganteschi Draghi presero il volo e rapidamente volteggiarono nella direzione dei due eserciti. Torrhen non fece a tempo a vedere le enormi creature spiccare il volo, che gi in lenti e pigri cerchi a spirale stavano per posarsi davanti alla prima linea dellesercito Targaryen. Davanti agli sguardi, paralizzati, dei soldati del Nord si trovavano i tre Draghi dagli occhi come oro fuso, gli artigli affondati nel terreno e le ali ripiegate: Vhagar, Meraxes e Balerion Il Terrore Nero, il pi grande Drago dei Targaryen in sella al quale Aegon il Conquistatore manifestava tutta la sua potenza. In groppa agli altri due Draghi vi erano le due sorelle di Aegon: Visenya in sella a Vhagar e Rhaenis su Meraxes. Entrambe avevano capelli argentei e occhi color dellambra ed erano a capo dellesercito. Aegon Targaryen indossava una lucida armatura nera e sulle placche pettorali era inciso lemblema della sua stirpe, il drago a tre teste rosso su sfondo nero. Al fianco portava una lunga spada forgiata con lacciaio di Valyria, lantica e distrutta dimora dei Targaryen, la cui elsa era ingioiellata da tre rubini. Posata sulla testa aveva una corona a forma di drago leggermente pi grande rispetto a quelle indossate dalle sorelle ed erano anchesse forgiate con acciaio nero di Valyria. Aegon Targaryen era un uomo alto e robusto. I capelli lunghi avevano un colore nero con sfumature viola-argentee, i suoi occhi parevano due ametiste viola, e ai lati del volto la pelle del viso era a scaglie dorate quasi a confermare le leggende che lo volevano non del tutto umano. Torrhen Stark strinse forte le redini del suo cavallo bianco, che terrorizzato dai draghi roteava le palle degli occhi e simpennava, e a sua volta serr strette le mascelle e a fatica cerc di deglutire mentre calmava il suo destriero. Un sapore amaro gli impastava la bocca e brividi di sudore freddo gli correvano per tutto il corpo allinterno della pesante armatura. Improvvisamente gli tornarono alla mente le parole di Ymir e come un fulmine che squarcia le nubi si dest dal torpore. Sapeva cosa doveva fare. Torrhen Stark scese a fatica da cavallo, i muscoli del corpo irrigiditi dalla paura, e dopo aver per percorso pochi metri abbass il capo e singinocchi davanti al drago di Aegon Targaryen. Per qualche secondo sul Tridente della Forca Rossa cal il silenzio pi totale, neppure il rumore della corrente del fiume era udibile e persino il battito del cuore di Torrhen si era fermato. Listante successivo il silenzio fu rotto dal ruggito di Balerion, un ruggito di trionfo e non di guerra seguito da un getto di fuoco ardente indirizzato al cielo. Torrhen Stark, ancora inginocchiato, alz gli occhi. Di fronte a lui, in piedi, si trovava Aegon Targaryen. Bene anche i lupi hanno cervellomi rallegro nel vedere un gesto di cos grande fedelt! disse il Re Drago. Ora pronuncia giuramento di servire, tu e la tua futura progenie, per sempre la pi nobile delle stirpi, la stirpe del sangue del drago. Io, Torrhen Stark Re del Nord discendente di Brandon il Costruttore giur fedelt eterna ad Aegon Targaryen Re degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, Lord dei Sette Regni e protettore del Reame recit il Re dellInverno. Ora deponi la tua corona nelle mie mani aggiunse Aegon. Questo era il momento pi duro e Torrhen n era perfettamente consapevole, nulla dopo sarebbe stato pi come prima; lentamente si tolse dal capo il cerchio aperto di bronzo battuto inciso con le rune dei primi uomini sormontato da nove punte di ferro nero che costituiva da centinaia danni la corona dei Re del Nord, e dopo averla accarezzata per un breve momento la depose nelle mani di Aegon. Il Re Drago dopo una breve occhiata infil la corona sotto larmatura. Che cosa ne fu della corona nessuno non ha mai pi saputo. Si narra nelle leggende che sia ancora custodita in qualche segreto luogo allinterno della Fortezza Rossa ad Approdo del Re. Ora ti dimostrer la generosit di Aegon il Conquistatore: ti nomino lord Torrhen Stark alfiere della casa Targaryen e Protettore del Nord e per suggellare tali parole sfior con la spada la testa di Torrhen. Alzati lord Stark, puoi ritornare dai tuoi uomini e al tuo castello, presto verr a far visita al tuo maniero nella citt dellInverno detto c Aegon Targaryen sal sul suo drago e assieme alle sorelle e ai loro draghi prese il volo per tornare alla citt da lui fondata sul continente alla foce del fiume delle Rapide Nere, Approdo del Re. Quanto a Torrhen Stark, fece ritorno come gli era stato ordinato a Grande Inverno, era vivo cos come tutti i suoi uomini ma una parte di lui, della sua identit, era morta per sempre. Lultimo Re del Nord era ritornato a casa. %'e uz=-67DD$D9DJJ1JCJKK?VEX \%\&\5\6\K]L]f]g]]]@^A^V^W^/_0_``aaaa%b;b c ccccccc e e-e.eeefeseteyeze|e 5^Jo(5^J5\5o(5B*CJph5aJ55CJ5B* CJ8\ph 5CJ$\ jU5B*CJ`\phJ%&'ef"  L^$ Lh]^a$$ L]^a$$ L]^a$$ LhL]`La$$ L^a$$a$$ L|)*]*^a$l I L z)I8Ng;/$ Lh^a$$ Lh7$8$H$^a$$ Lh]^a$/<k!Q#(+))**T,-G...///o01g1S223"4$ Lh7$8$H$^a$"4678);<<<->>Z??Z@A-B.B/BB{CC}D1EFsFvG$ Lh^a$$ Lhdd1$7$8$H$^a$vGHIFJLCOOO:QQRSSTIU=V>V?V%W$ Lh^a$$ Lhdd1$7$8$H$]^a$$ Lhdd1$7$8$H$^a$%WEXXYYYZZZg[ \\q]^^[_v`w`acb|b;c$ Lhdd1$7$8$H$^a$$ Lh^`a$;ccd eff(ghhijkllllllllll$ Lh^`a$$ Lhdd1$7$8$H$^a$$ L%dd1$7$8$H$^a$|e}effffvffffffffggRgSggjkllllllll5aJ5aJ5 0J5CJ5^J 5^Jo(lllllllllllllllll$ Lh]^a$$ Lh^a$$ Lh7$8$H$^a$$ Lhdd1$7$8$H$^a$,1h. 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