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  1. 13 points
    Uno degli episodi più brutti di GOT, con più buchi di trama che sequenze interessanti. L'episodio comincia dove si era interrotto, con le conseguenze del Campo di Fuoco 2.0. Bronn e Jaime ricompaiono per magia lontano dalla battaglia (avranno fatto tutto a nuoto?), ma non sarà l'unico evento imponderabile dell'episodio. Nel frattempo Dany fornisce una possibilità ai sopravvissuti di salvarsi la pelle e i Tarly vincono il premio di scemo del villaggio: da notare come Randyll fosse partito come uomo indissolubilmente fedele a Olenna, per poi giurare fedeltà a Cersei e infine decidere di farsi arrostire in nome di questa regina; era il leader dell'esercito nemico (dopo Jaime), giusto giustiziarlo in maniera brutale visto che non ha dato alcun segno di collaborazione. Si poteva forse essere più clementi con il figlio, lo si poteva tenere prigioniero e chiedere un riscatto o qualcosa di simile, ma comunque non si può dire che non se la sia cercata. Ho il sospetto che questa ministoryline serva per far diventare un giorno Sam il nuovo signore dell'Altopiano ( e magari piccolo Sam suo erede). Tyrion e Varys, gente che in passato ha buttato altofuoco su eserciti interi, ucciso un genitore, dato l'ordine di uccidere la stessa regina che ora serve, partecipato ad ogni sorta di complotto, sembra ora solo preoccupata dalle brutalità della guerra e dal controllare Daenerys, come se i loro "clever plan" fossero fin'ora serviti a qualcosa. A proposito di piani astuti, Tyrion ne partorisce ben altri due in un colpo solo: incontrare il fratello Jaime ad Approdo del Re e catturare contemporaneamente un non-morto per arrivare ad una tregua con Cersei. Giustamente Cersei sta perdendo la guerra, ha l'esercito semi-distrutto e la Compagnia Dorata è ben lontana dal venire, quale momento migliore per darle tempo? In tutto questo Tyrion trova anche il modo di contattare Bronn (gli avrà mandato un sms?), entrare ad Approdo del Re e addirittura nella Fortezza Rossa, senza essere visto e parlare col fratello senza fare nulla per non farsi riconoscere (si toglie solo la spilla da Primo Cavaliere). Durante questa pericolosa missione, che in realtà pare più che altro un'escursione di piacere, Davos ha di meglio da fare che occuparsi di affari di stato e preferisce andare alla ricerca di Gendry. Si tratta dell'ultimo figlio di Robert Baratheon, non ci sono più Baratheon vivi e giustamente Davos, che ha sempre pensato al bene del ragazzo, lo porta nell'unico posto (dopo Approdo del Re) dove rischia di più la vita: opportunamente gli sceneggiatori sorvolano su questo punto e non lo fanno interagire con Dany. Una volta tornato a Dragonstone Gendry, che ha ereditato la furbizia paterna, rivela subito di chi si tratta perchè... sì. Perchè così vuole la trama e perchè Gendry è un sempliciotto che vuole emulare le imprese del padre. Detto questo, il Folletto escogita un piano ancora più folle che incredibilmente trova tutti d'accordo: la spedizione oltre Barriera alla caccia del non-morto. E' una mossa assurda e ai limiti del ridicolo per vari motivi: 1. Come già detto prima, si dà a Cersei un'inaspettata possibilità di guadagnare tempo. Dany potrebbe prendere i draghi, andare alla Fortezza Rossa e terminare la guerra in 3 minuti. A quel punto potrebbero andare tutti allegramente al Nord a combattere i ghiaccioli. Questo sarebbe dovuto essere l'unico vero piano plausibile. 2. Il piano parte dallo sbagliato presupposto di arrivare a un accordo con Cersei, che la stessa Cersei si faccia muovere a compassione dalla minaccia dei non-morti e che non tradisca i potenziali alleati. 3. Nell'esercito dei non-morti ci sono anche Estranei, c'è il Re della Notte, com'è possibile che non si veda l'eccesso di sproporzione tra rischio e benefici? Immolarsi in una missione kamikaze solo per avere la possibilità di convincere una regina già mezza sconfitta? 4. Se si decide che questa missione è prioritaria per le sorti della guerra, perchè non la si organizza in modo più sensato? Cosa possono fare Jon, Jorah e Gendry (più qualche bruto) contro l'esercito del Re della Notte? Pensano che il NK gli lasci prendere un non-morto così facilmente? Magari tornare al nord e mettere su un contingente più numeroso e meglio organizzato (non potevano sapere della Fratellanza)? 5. Che bisogno c'è che il Re del Nord sia presente? Ora, va bene che si ha sempre la necessità di avere i protagonisti in primo piano ma questa è una vera follia, inutile in sè e inutile in senso pratico, nel senso che non c'è alcun bisogno di Jon per catturare un non-morto. Va bene che il Re del Nord è uno che si sporca le mani e vuol fare il bene del popolo ma qui siamo ben oltre lo sprezzo del pericolo, siamo al disinteresse totale per il proprio ruolo. Ma a parte qualche timida obiezione, a nessuno pare importare davvero molto ed è così che Cersei finisce per fare la figura della politicante scaltra che mette in sacco contemporaneamente Dany, Tyrion, Varys, Davos e Jon. Prima dell'inizio della stagione ero stato possibilista sulla capacità dei Lannister di resistere, ma devo dire che vedendo le puntate le forzature per mantenerli al potere sono un po' troppo evidenti e numerose per essere credibili: alleati che compaiono a comando, eserciti che si spostano lungo tutto il continente, avversari che non ne azzeccano una, esercito dei non-morti che decide di farsi vedere al momento giusto, etc... Una scena convincente almeno c'è stata, è quella di Jon e il drago. Come spesso succede quest'anno le scene migliori sono però quelle senza dialoghi e di impatto visivo, fatto preoccupante perchè dimostra l'inconsistenza della sceneggiatura. A Grande Inverno la parte più inutile e tediosa. Sansa e Arya litigano come ai vecchi tempi (la stanza più bella.... ma davvero?), mentre quest'ultima decide di giocare a nascondino con Ditocorto. Si è già parlato a lungo del triste declino di quest'uomo, non aggiungerò altro perchè le immagini parlano da sole. La dinamica Sansa-Arya è tutto sommato credibile per il passato che hanno le due sorelle, anche se le motivazioni mostrate in scena appaiono abbastanza campate per aria. Altra brutta parte quella della Cittadella, dove Sam fa un po' quello che vuole e si trova sempre molto opportunamente in mezzo alle cose importanti. Dopo aver incontrato per caso Jorah e averlo miracolosamente guarito, ancora per caso sente parlare di Bran e poi di nuovo in maniera ancora più improbabile sente la lettura di Gilly sull'annullamento di Rhaegar, faccenda che riguarda il suo migliore amico. Stufo di starsene alla Cittadella, si porta pure dietro qualche libro e pergamena senza che nessuno se ne accorga.... Puntata di transizione fatta male, che scorre poco e nella quale si vede troppo la mano dello sceneggiatore impegnato a far sì che il plot si metta in moto senza prestare particolare attenzione a presentare il tutto in maniera sensata e coerente. Puntata bocciata su tutta la linea, la peggiore della stagione e una delle più scadenti in assoluto.
  2. 10 points
  3. 9 points
    La mano mistica è quella di D&D: non è predestinazione, è plot armor. La stessa che impedisce a Jaime di affogare, ad esempio.
  4. 9 points
    A Westeros sta succedendo l'impossibile: una regina malvagia sul trono, una principessa coi draghi, un'armata di morti viventi. Caos is a ladder, e Ditocorto è pronto ad approfittare della situazione con un piano elaboratissimo : non schiodare per nessuna ragione da Grande Inverno, e giocare al "creepy zio Petyr" con tre adolescenti problematici.
  5. 9 points
    « He smiled a lot, as if the world were a secret joke that only he was clever enough to understand. » Un character che, senza alcun dubbio, merita le sue attenzioni sul piano analitico e narrativo. Theon è realismo e diamante nascosto. E', come pochi dei suoi pari, l'identificazione stessa di un percorso umano. Ed è altrettanto protagonista dei picchi di scrittura di GRRM, apice raggiunto per l'appunto nella qualità dei suoi PoV in ADWD, ancor più imprescindibili in un volume alquanto dispersivo e a tratti confusionario rispetto al solito. Il personaggio deve principalmente la sua fama alla dissociazione della propria natura a seguito delle violenze subite. Tuttavia tale considerazione andrebbe riveduta tenendo conto degli archi precedenti. Theon stesso è caratteristico e degno di nota già precedentemente. Egli non ha nulla che lo faccia risaltare, è un varco aperto in cui si inseriscono le emozioni più naturali ed istantanee che una persona possa provare ed i sentimenti maggiormente banali ed immediati, soprattutto in negativo, pertanto diviene realistico nell'esporre l'essere umano nelle sue cadute e nella propria natura miseramente superficiale. E' un tipo di persona di cui si può aver riscontro ogni giorno nella propria vita, pertanto non aleatorio. Theon è, appunto, inizialmente superficiale, ma la sua frivolezza va intesa ad ampio raggio. Egli non è in grado di giungere a relazioni concrete, molto probabilmente a causa di una situazione familiare disastrata e inconsistente. Nell'incapacità di relazionarsi agli altri in modo solido la maggior responsabilità è riconducibile all'impossibilità di concentrarsi concretamente sulla natura e lo spessore altrui. L'attenzione, da vero egocentrico, è invece su sé stesso. Dunque egli agisce verso coloro che gli sono intorno solo in funzione della propria figura, auto costringendosi ad una scelta bidimensionale quanto ristretta. La persona che ha di fronte diviene un soggetto da compiacere o deridere (umiliare). Muta, conseguentemente a ciò, in elemento da cui ricevere approvazione o da annientare. Non vi sono scelte di mezzo, non vi sono compromessi, poiché non vi è ricerca di profondità, a causa del proprio consapevole bisogno, che altrettanto lo distanzia dal prestare l'occhio alle necessità altrui. Nel momento in cui la persona non suscita nessuna delle due sopracitate sensazioni, essa non riceve l'interesse di Theon e dunque è essenzialmente ad egli indifferente. Tale mancanza di equilibrio è trasferita anche nelle proprie azioni e percezioni, che vertono sempre sulla ricerca del sensazionalismo e del gesto eclatante, le quali altrimenti non avrebbero senso di esistere per assenza di risonanza e soddisfazione personale. Egli è l'esagerazione di sé stesso e ciò che inizialmente compie è sempre viziato da tale difetto comportamentale, che lo porta a situazioni e stati d'animo ambivalentemente eccessivi. La natura insicura e debole, (giudicata malamente già dal proprio inconscio!), si riveste di atteggiamenti fatui e privi di consistenza, lasciandogli assumere un aspetto baldanzoso, ardito, macchiettisticamente spavaldo, al punto da risultare bizzarro. I suoi pensieri sono perlopiù disorganizzati, accelerati dalla necessità di colmare un proprio bisogno, portandolo ad una dimensione di irrazionalità in cui predispone alla propria persona delle mete irraggiungibili (in atto pratico e quindi reale) per puro senso di vanagloria. Ciò lascia intendere che egli non sia privo di una furbizia basica e maliziosa, ma che non la sfrutti a causa dei propri stimoli ed impulsi incontrovertibili, che portano la sua mente a deragliare in stato continuativo. Un Pindaro poco mancato. Non malvagio, bensì ingenuo nella mancanza di controllo, costantemente deviato da una rivendicazione ossessivo compulsiva dell'approvazione altrui e del consolidamento della sua figura, auto considerata insignificante se non edificata e consolidata da un'azione che gli conferisca gloria eterna e rispetto incondizionato. Qui poggia gran parte della natura iniziale e del senso di abbandono e mancanza di riferimento, equamente inevitabili data la cronistoria personale. Benché i comportamenti dovrebbero avere missione d'identificarlo parzialmente come intoccabile narcisista, gli stessi espongono invece, inesorabilmente, la totale e costante vulnerabilità alle opinioni del circondario, sia positive che negative, non portandolo in quest'ultimo caso ad una chiusura permalosa, quanto ad un totale senso di smarrimento e dolore, prova finale di un orgoglio tutt'altro che latente oltre ogni sciarada. In tutto questo processo si cela una schiavitù morale e identitaria precedente a qualunque tortura psicofisica, che lo costringe ad un costante ciclo di azioni di fortuna, puramente vacue e di necessità, nonché totalmente distanti da uno sviluppo di vera individualità e di volontà personale, qui realmente latente poiché soggetta ad un continuo giogo di impressioni e risoluzioni. Ed è anche ciò che si manifesta, per riflesso, nella parte ritenuta più interessante e cioè la trasformazione in Reek. La complessa struttura di sensazionalismo erode nel dolore della lama che lo scuoia, portandolo a rivelare basi e contenuti tanto celati quanto articolati, mai affrontati poiché mai individuati dentro di sé, quindi inediti. Per ogni goccia di sangue perduta comincia un processo dissociativo ed inevitabile, che lo allontana passo dopo passo dalla pelle sporcata dai peccati commessi. La coscienza, comunque già presente in modo importante dentro di lui, è ultimo baluardo di un corpo corrotto ed una mente distrutta. La medesima lascia ancor di più scorgere l'assenza di cattiveria vera e propria, in favore di una consapevolezza finale che, nell'espiazione, lo strugge in modo infinito e anche qui nel caso, esagerato, causando un pentimento moralmente auto flagellante e mai saturo. Nelle celle in cui è rinchiuso, tra dolori atroci, odori insopportabili e ripugnanti deiezioni, Theon si avvicina quanto più possibile alla sfrontatezza dell'Anna Freud. Il suo vero io diviene solo un sintomo e tutto ciò che dentro di lui è inconscio, lo porta ad una nuova consapevolezza di sé. Nella tortuosa dissociazione ed automortificazione, quindi ironicamente proprio nello scherno e nell'umiliazione, per una sorta di giustizia poetica, egli distrugge la precedente natura d'accatto ed eccessività, ritrovando consapevolezza con un sé stesso stavolta credibile nella sua forma più cruda e reale. La fuga finale, così come le ultime sevizie, non sono altro che la pressione sul grilletto di una pistola già carica. Un'azione di volontà a sfavore di una di stimolo. E' l'atto risolutivo di una persona screpolata nell'intimità, di un eterno questuante che ha sempre creduto di elemosinare approvazione e rispetto, ignorando che in realtà presentasse proprio in quei momenti richieste più profonde. In poche parole Theon, soprattutto a prodotto completo, è un pg chiave ed interessante sotto tutti i profili. Lo è sul piano umano per gran parte di ASOIAF, in quanto complessato ed irriverente, come molte persone nella vita, quindi riscontrabile, vicino. Lo è sul piano psicanalitico, poiché incline ad ogni disturbo ed evoluzione della propria psiche e quindi infine della propria mente. Lo è sul piano morale, basico, a causa di un pentimento virtuoso quanto nevrotico. Lo è narrativamente, in quanto aperto ad ogni prospettiva del caso. Ciò detto, qual è la vostra opinione su questo character?
  6. 9 points
    Dragonstone: Melisandre-Varys: Scambio di battute giocato con fioretto. L'attenzione è ovviamente portata sull'essere speculari di Jon e Daenerys, e prepara forse la strada a quando quell'unire Ghiaccio e Fuoco verrà rivelato come già accaduto in una sola persona. In ogni caso l'attore del Ragno Tessitore si dimostra sempre il più fedele in assoluto alla controparte cartacea, oltre che abilissimo in ogni suo gesto. Jon-Tyrion: Interazioni meravigliose, sia di Kit e Peter, sia dei personaggi in sé che ho sempre trovato spettacolari nei paragrafi che vedevano la presenza di entrambi. Jon che, anche dal modo di salutarlo, si avvicina pericolosamente a quel Book!Jon tanto amato da chi profondamente lo conosce e mai affrontato veramente nella Serie. Jon e Tyrion interagiscono con naturalezza e sincerità, sembra anche esserci un'invisibile cortina di comprensione reciproca innata. Profondo è anche il modo con cui la figura di Tyrion, nel rapportarsi a lui, pare rinvigorita e aver ritrovato l'antico prestigio. Egli fa leva sui punti logici come su quelli emotivi, riuscendo a incoraggiare Jon e a proporre i risvolti più razionali come soluzione. Un successo su tutti i fronti, direi. Daenerys-Tyrion: Tyrion, come detto, più vicino a sé stesso in questa puntata. I consigli che dà a Dany sono misurati quanto adatti alla situazione. Purtroppo, anche ottemperando ad un'ottima mossa sul piano strategico, Tyrion non può offrire ciò che a Dany sta mancando di più: umanità, apertura. Daenerys-Jon: Anche qui emerge Book!Jon. L'attenzione è da loro catalizzata sull'essere opposti e sulla differenza caratteriale. Daenerys, come ci si aspettava, è pretenziosa e protesa in avanti. Come ella stessa afferma, tutta la sua resistenza emotiva e personale si regge sulla propria figura, su Daenerys Targaryen e nient'altro. Dall'altra parte Jon cerca di esporre il pericolo con razionalità ed equilibrio, mantenendo la calma il più a lungo possibile e dimostrandosi aperto e posato. Si pone a lei anche con sicurezza, intelligenza, con acume. Le fa rilevare la differenza con Cersei ma al tempo stesso la vittoria di Pirro che ne deriverebbe soppiantandola. Così come l'eccessiva sicumera basata solamente sul sangue e la pretesa. Nelle passionali parole di Davos emergono poi verità e riflessioni che la maggior parte degli osservatori e spettatori sarà portata a fare. Egli è ineccepibilmente risoluto come il Re che segue. In poche parole GoT trasmette il solito mantra di sottofondo: C'è un Re che pensa al bene del popolo e dei 7 Regni e due Regine che perseguono la propria ambizione e le proprie pretese. Vulnerabilità causata dall'assenza del mantello o meno, mi trovo a prendere atto del fatto che è la prima volta che vedo Book!Jon su schermo. Brividi, tra l'altro, al nome di Rhaegar citato da Dany nella scena con Jon. Approdo del Re: Euron, come ci si aspettava, è l'emblema del trash. Un cattivo caricaturale e macchiettistico, che segue la scia del Ramsay di Iwan Rheon. Purtroppo ormai la trasformazione è avvenuta e bisogna prendere atto dell'assenza del misterioso ed affascinante villain cartaceo. Come detto, non è il vero Euron, ma l'attore me lo rende accettabile. Certamente alcune battute sono troppo estreme e pertanto perdono di risonanza, ma tant'è. Lena è ad un livello superiore rispetto a molti dei suoi colleghi, dunque mi sento di giustificare l'eccessivo attaccamento che D&D nutrono per questo personaggio. La sua Cersei è ormai folle oltre ogni limite, è in piena schizofrenia-paranoide, è oltre ogni limite, ma la resa è ineccepibile. La scena con Ellaria segue proprio questo percorso. La scelta di ucciderle la figlia davanti agli occhi è narrativamente opinabile, ma io trovo che sia dannatamente coerente col modo di pensare e agire che la stessa Cersei possiede. Perciò ben fatto, aumenta l'intensità e la spirale di pazzia in cui ella è ormai inquilina permanente. La scena con Tycho (Mycroft!) è altrettanto azzeccata perché per quanto la sua pretesa al trono sia piena di incongruenze, Cersei riesce a rivelarsi abile sotto il profilo oratorio e diplomatico, riuscendo a persuadere la Banca di Ferro con determinazione e sagacia. Ripeto, sarà anche che Lena ha raggiunto ormai vette elevatissime. Nord: Sansa è Stark che più Stark non si può. L'alone di ambiguità si è dissipato senza alcun lascito. Ella ribatte ad ogni singola parole di Littlefinger riuscendo per quanto possibile a tenergli testa. Il consiglio che questi le dà non è solo profondissimo, per quanto segua una filosofia puramente cinica, ma è anche perfettamente congruo all'introspettiva di Baelish. Peccato che, visto l'immobilismo sotto il profilo strategico, siano assolutamente vane da parte sua. La reunion con Bran è ovviamente il picco emozionale dell'episodio. Molto simile a quella con Jon, ma con una distanza incolmabile tra i due. Bran è completamente cambiato e non trovo questo cambiamento eccessivo o esasperato. E' esattamente come dovrebbe essere, ormai risucchiato tra fantasmi passati e ombre future. Più si ha conoscenza in senso diretto e più si è distanti, al di sopra, irragiungibili. Non mi soprende quindi che l'onniscienza si sia portata con sé l'emotività di Bran. Ho avuto molta empatia e comprensione per Sansa, che mi ha fatto quasi tenerezza nel cercare un collegamento ed una conversazione col fratello ritrovato, nella speranza di sentirsi meno sola, più vicina alla propria famiglia e parte integrante della stessa. Ma è incappata, ovviamente, nella natura trascendentale e irreparabilmente mutata di Bran. Cittadella: Poco da dire. A me l'arco di Sam, complice ambientazioni, arcimaestro carismatico e la sensazione che lo stesso Sam non sia un comprimario, sta piacendo molto. Conquista di Castel Granito e Alto Giardino: Mi è piaciuta molto la scelta scenografica di sovrapporre le parole di Tyrion alle immagini del conflitto. Altrettanto il tirare in ballo Tywin e sottolinearne il narcisismo, una postilla introspettiva che in GoT è rara. Fantastico è poi come ciò si ricollega alla strategia di Jamie, che a sua volta cita Robb e l'insegnamento ricevuto da quel fallimento, emulando quindi lo stesso Giovane Lupo per sottrarsi alla prevedibilità delle proprie mosse in favore di una conquista inattesa. Il confronto con Olenna avvicina poi Jaime a quella dimensione d'origine che tanto era cara nelle prime stagioni. Per me è più credibile un Jaime con molte ombre che uno che ottiene la redenzione con tanti pii pentimenti. Anche se, ovviamente, vi è un difetto non da poco nel legare la sua individualità alla figura della sorella. Olenna si congeda con ''onore delle armi''. Il discorso sulle nefandezze necessarie, di cui non si ha remore e pentimento, è condivisibile quanto coerente col personaggio. Certamente il citare Joffrey è l'ultimo atto di una donna rancorosa, non esente da un proprio e perpetuo senso di grandezza.
  7. 8 points
    Tra i tanti spunti offerti dall'ultima puntata di GoT, The Queen's Justice, quello che ha colto maggiormente il mio interesse è quello relativo alla reunion tra Bran e Sansa, soprattutto nel prendere atto di un cambiamento radicale del primo a sfavore della sensibilità della seconda. Il cambiamento di Bran è d'impatto quanto inevitabile. Pur amando la macchina del processo lento, razionale, sementato... Mi trovo oggi in disaccordo nel contestarne la repentinità, l'immediatezza, lo stravolgimento poiché lacunoso di una gradualità riscontrabile. Io trovo che il primo tipo di crescita citata sia nient'altro che fenomeno umano. Ciò che è accaduto al ragazzo non solo lo supera, bensì lo surclassa. L'immensa mole di accadimenti non può che avvicinarlo ad una dimensione che, di pari passo, lo allontana dalla posizione di origine e dalla costituzione che ne derivava. La conoscenza, correlata all'essere umano, è sempre stato sinonimo di estraniazione oltre che di sapere, per quanto condiviso, e di crescita. La profonda conoscenza applicata all'essere umano incauto e moralmente debole è altrettanto un rischio dalle sorti imprevedibili. Il suddetto tipo di persona vedrà il sapere come una forma di soddisfazione personale applicata agli eventi che seguiranno innanzi a lui, sarà quindi inebriato dal potere che tale sapere gli consegnerà, esulando lo stesso dal lato didattico ed etico delle informazioni assunte. La conoscenza diviene dunque perdita di controllo, allontanamento da una forma di oggettività, perdita di volontà analitica. E' un nuovo tramite attraverso cui l'Io inteso come entità risonante diviene di pari passo più grande. L'isolamento è una conseguenza spontanea del confronto tra la dimensione di chi è privo di conoscenza e di chi, invece, lo è in tutte le sue forme. La forbice emotiva e morale tenderà ad allargarsi ancor di più, fino al riscontro di un fossato tra la propria vanità e la mediocrità soggettiva degli altri. La profonda conoscenza verso un essere umano cauto ma impreparato proporrà risultati diversi, spinti con meno propensione ad un'ambizione personale ed una vanità latente e consequenziale. Tale profilo tenderà a leggere a incamerare conoscenza con il tipo di approccio, da sempre grande e primo innesco dell'intelligenza in senso lato: la curiosità. Egli sarà sommerso, abbacinato dalla stessa e parimenti inizierà a conoscere sé stesso accrescendo l'Io inteso come identità e coscienza di fatti e sensazioni, e lo farà ad ogni nuova informazione. Proprio per tale motivo il sapere sarà per esso accrescitivo e non strumento di prevaricazione del prossimo. L'aver maggior consapevolezza di fatti ed eventi lo porterà ad uno stato di minor comprensione con gli altri, e pertanto l'isolamento sarà maggiormente cognitivo e derivato, spesso, sull'impossibilità di incontrare letture di pari intensità. Quanto accaduto a Bran non è un vero e proprio caso relativo ai suddetti, quanto un presentarsi di una sorta di Anamnesi Platonica. La conoscenza è stata per lui intesa e incamerata come un elemento innato e già insito dentro di sé, con cui prendere confidenza e consapevolezza attraverso un'immersione totale e continuata. Come una memoria senza fondo. Egli non può quindi aver appreso ciò che è già presente dentro di lui. Non ha maturato l'umana esperienza, è stato invece oggetto di un fenomeno di forza terza, che esula da qualsiasi contatto con una dimensione materiale e oggettiva. Pertanto è venuto in contatto con l'Onniscienza, che non essendo un elemento umano non può che allontanarlo in modo definito da una realtà che è radicalmente quasi umana nei suoi eventi. Egli può dunque sapere e conoscere, ma può non aver interesse di relazionarsi con ciò che vede. Lui non analizza, sa. Lui prende coscienza degli eventi. Lo scaturirsi di uno stato da catalessi, che gioca sul filo dell'autismo è processo senza freni tanto quanto unica via possibile. Egli non può sottrarsi dall'Onniscienza, pertanto si sottrae dalla propria umanità. L'impossibilità di condividere tale Onniscienza e di spiegarla secondo canoni umani lo porta all'impossibilità di comunicare. L'essere incapace di comunicare come prima, secondo esperienze e contatti emotivi e morali, è la pietra tombale sul Bran inteso come identità di individuo. Essere così lontani dall'umanità porta con sé l'essere insensibili. Nel ricordare traumi atroci fa una violenza astratta a Sansa, ma non se ne rende neanche conto, 'poiché non è più in grado di venire a contatto con la griglia di emozioni e bisogni che fa parte di coloro che dimorano il mondo terreno. Dunque egli agisce così non per malvagità, ma per semplice incapacità, che lo porta ad essere ormai così lontano da non poter mai più ritornare. In definitiva è ormai irrecuperabile sotto il profilo umano. Ciò detto, come vedete voi quest'evoluzione e dove pensate arriverà?
  8. 8 points
  9. 8 points
    Certo che è una sentenza: la stessa sentenza che Ned Stark pronuncia di fronte al poveraccio che era scappato dai GdN, o quella che Robb emette nei confronti di Rickard Karstark il traditore, che Jon esegue verso i mantelli neri che lo hanno tradito, etc.... La giustizia per come la intendiamo noi non esiste nel mondo feudale perchè non esiste il concetto di separazione dei poteri. C'è una scala gerarchica e chi sta in cima alla scala impone le proprie decisioni su chi sta sotto la scala; i processi possono esserci al massimo quando non si ha la certezza della colpa, ma in quasi tutti gli altri casi la giustizia viene amministrata direttamente da chi siede sul trono o è in posizione di comando. Sono contento di non vivere in quel mondo ma i pg di ASOIAF/GOT si adattano e si conformano a quel sistema sociale, affrontandolo ovviamente in maniera differente a secondo di indole/emotività/personalità/scelte strategiche/etc... Quanto alle contraddizioni, le contraddizioni sono normali. Un determinato pg si mette in testa determinate idee ma poi all'atto pratico si rende conto che coniugare il bene ideale con quello fattuale è cosa ben diversa: Daenerys è una conquistatrice e le conquiste non sono mai indolori perchè chi è al comando deve anche essere brutale e incutere timore. A me lascia abbastanza perplesso che dopo cinque libri e sette stagioni televisive, in relazione a questa saga ci sia ancora questa tendenza ad ignorare il contesto, lo stile di vita, gli usi e i costumi ma soprattutto l'intrinseca filosofia relativista e si parli ancora di "bene del popolo", "altruismo", "giusto processo", "etica" e così via. La testa mozzata di Ned e quella di Robb, le coltellate prese da Jon sembrano essere passate inosservate e si preferisce immaginare un mondo che esiste in altri tipi di fantasy e giudicare i pg secondo parametri che non hanno nulla a che vedere con il mondo creato da Martin, ma nemmeno da D&D.
  10. 8 points
    @Mad king Io credo che ciò che la maggioranza dei lettori-spettatori chieda non sia in vero quella di una riproduzione totalmente fedele dei dettagli dei libri, quanto un minimo di coerenza e un approfondimento accettabile sul piano logico dell'introspettiva e della psicologia dei vari pg, che talvolta compiono azioni prive di senso o comunque lontane dalla loro natura. Così come gli eventi si concatenano sulla base del medesimo controsenso. Ciò non significa porsi in maniera pretenziosa o estremista. Come va anche detto che sia lecito che ognuno abbia un'opinione e si rapporti all'opera in questione come meglio creda, senza essere tacciato di poca serenità o isterismi. Ogni pensiero ha pari valore e pertanto va rispettato con integrità.
  11. 8 points
    Questi commenti su Dany pazza perché brucia chi non si sottomette onestamente fanno un pò ridere. Ok non vi piace Dany e vabbhe, sono gusti. Ma bisogna anche essere corretti e non sparare a zero. Sono soldati nemici , hanno perso. Che dovrebbe fare? Inginocchiatevi o tornate a casa e promettete di non fare più i soldati? Non lo so che sperate/credete ma è una guerra. Vorrei vedere cosa farebbe cersei nella stessa posizione. Dai un pò di realismo per favore.
  12. 8 points
    Dragonstone: La parte migliore è indubbiamente il confronto con Varys, il cui attore si dimostra, come sempre, estremamente abile. L'atteggiamento di Daenerys, innanzitutto, non gioca a suo favore. Ella oscilla tra diritti e pretese, distanziandosi sempre più da una psicologia da approfondire o dalla capacità di dubitare di sé stessa e razionalizzare la propria posizione. In poche parole si pone in una sorta di condizione semi divina, incommensurabile e solo raramente fallibile. La distanza dalla propria umanità è ormai così ampia da risultare deprecabile per il character in sé. Incalzare Varys è comunque un atto dovuto, visto che è tra i mandanti del suo tentato omicidio. L'eunuco, d'altro canto, si difende meravigliosamente vincendo il confronto grazie a verità e passionalità. Quando la verità incontra la passionalità nella sua esposizione, giunge inevitabile la conquista. L'incontro con Melisandre ha il compito di innescare ufficialmente il dualismo, già presente nelle menti di tutti, tra Daenerys e Jon Snow. Per tale dualismo la scena aggiunge ulteriore materiale a favore dell'eterna disputa sulla profezia del The Prince Who Was Promised. Data la precisazione sulla traduzione, si sta cercando di indirizzare la questione verso la figura di Daenerys, allo stesso modo di Martin con le ultime parole di Maestro Aemon. La reazione di Tyrion è a dir poco fuori luogo, considerando la presenza di Varys Maestro dei Sussurri. Impossibile non sapessero di Jon Re. Per quanto riguarda il Consiglio di Guerra, l'aspetto maggiormente deludente è il totale condono verso i crimini di Ellaria e le sue figlie, a maggior ragione sull'avvelenamento di una ragazzina innocente. Una pecca per Daenerys, o per la sceneggiatura in sé, che rende così contraddittori i suoi buoni propositi. Per il resto Tyrion dimostra il suo valore nel ruolo. La scena finale con Olenna è più un inno a luoghi comuni e la ricerca del colpo ad effetto verbale. In poche parole Tyrion e Varys suggeriscono di diminuire il rischio di morte del popolo e di coloro che nulla centrano in questa guerra. Suggerendo di ignorare tale consiglio, Olenna implica invece di incrementare tali perdite. Vivere più a lungo perdendo tutto il resto non è di certo una nota positiva, ma forse la peggior condanna. Fossi in Daenerys non presterei molta fiducia in tali suggerimenti. Winterfell: Sono le parti che in questi primi due episodi sto apprezzando maggiormente, al di là dei character coinvolti. Appare ora chiaro che qualunque ipotesi di una Sansa pronta a pugnalare il fratello alla schiena, a cospirare o a morire di invidia sia priva di fondamento e risulti ad oggi ancor meno consistente. Nell'avvertirlo dei rischi dell'invito di Daenerys è più che preoccupata per le sorti del fratello. Se non avesse un'opinione positiva e pacifica di lui, lo avrebbe da subito spinto nella direzione di accettare. Altrettanto apprezzabile che Jon sia restio all'inizio e condivida il suo medesimo punto di vista. Per quanto riguarda la riunione con i Lord del Nord, a messaggio di Sam ricevuto, beh... Ecco un Re. Jon vede il progetto a lungo termine, osserva le necessità di chi gli sta intorno, non ha ambizioni personali se non l'ottemperare al benessere di tutti e alla salvaguardia della sua gente rispetto ai pericoli imminenti. Anche nel modo di porsi è deciso, risoluto, solenne, ma mai presuntuoso o prevaricatore nei confronti degli altri. Egli parla in modo aperto, passionale, non nel tentativo di imporre le proprie decisioni, quanto nel tentativo di farsi comprendere da coloro che lo seguono. Tiene principalmente a far recepire in modo preciso le ragioni che lo portano a suddette decisioni. Le sue parole sono poi schiette, dirette ed emotive. In particolare nel momento in cui dichiara il suo amore per il Nord viene fuori tutta l'essenza di Jon Snow. E non so se l'inclinazione della voce sia una semplice incertezza di Kit o una vera e propria scelta per rendere la commozione del momento. Nel caso, ottimo risultato. Egli è poi altrettanto umano, sicuro di non essere infallibile, malinconico. Le parole di Sansa, Lyanna Mormont e Glover non suonano come una contestazione, ma come un'apprensione veritiera, tangibile, rispettabile. Ottima scena. Forse, l'unica critica è il fatto che Sansa si fermi proprio nel momento in cui apprende che governerà sul Nord. Ciò la fa apparire un po' come il bambino che cessa di fare i capricci nel momento in cui viene accontentato. Un po' un peccato se si considera che la figura di Sansa è fin qui emersa molto positivamente. Nelle Cripte mi sarebbe piaciuta almeno un'inquadratura di sfuggita alla statua di Lyanna, con lui che passa lì di fronte totalmente inconsapevole. Ma tant'è. Sorprendente che le parole di Ditocorto, che nel trailer erano affibbiate a Sansa, siano invece per Jon. Un Jon che con quel ''Tu non appartieni a questo luogo'' mi ha ricordato molto l'atteggiamento di Ned. Di sicuro appoggio sia la sua reazione che la sua minaccia. Egli è ormai il capo branco e come tale preserva la propria Casata e i suoi membri. Un peccato anche il non aver mostrato un ultimo confronto privato tra Sansa e Jon. King's Landing: Da che pulpito, si potrebbe dire. Una Cersei stavolta più vicina a quella cartacea, subdola, incline ad infangare le figure dei propri nemici. L'attore di Randyll Tarly, come l'anno scorso, si dimostra particolarmente adatto al ruolo. A riguardo del confronto con Jaime, mi è piaciuto il fatto che abbia dimostrato una sua dimensione morale, non svendendosi subito come si poteva immaginare. Per contro gli argomenti di Jaime sono fallaci e colmi di buchi logici. Non è da fargliene una colpa perché dopotutto la posizione di Cersei è indifendibile. Non si capisce, poi, da dove emerga tale passione nel portare a termine il compito. Un Jaime davvero incoerente e senza individualità. L'intermezzo con Qyburn oserei dire fosse inevitabile per dare l'idea di un certo equilibrio tra le parti, in quanto basandosi sui meri numeri Daenerys avrebbe già dovuto sedere sul Trono di Spade ad ora. Cittadella: L'ambientazione continua ad essere di assoluto livello e pienamente fedele alla controparte cartacea. L'atteggiamento del Arcimaestro è altrettanto encomiabile perché non si avvicina alla solita chiusura di chi non vuol comprendere, come già ampiamente prospettabile dal primo episodio. Quanto a Sam, nelle azioni verso Jorah emerge tutta la sua umanità, ma anche le potenzialità di cui egli dispone, che come Jon Snow ricordava a Maestro Aemon, lo rendono perfettamente adatto e rispettabile in determinati ambiti della vita. Non sono un estimatore di Jorah, ma nessuno merita una sofferenza tanto atroce. Riverlands: La scena con Frittella porta con sé un'inevitabile dose di nostalgia e contribuisce a restituire quell'umanità che Arya sembrava aver perso. Vengono messi in evidenza il suo cambiamento e la sua maturazione. Due fattori di cui, molto probabilmente, neanche ella è fiera. Masie è stata bravissima a portare in scena tale conflitto. Ma ciò che ho apprezzato maggiormente sono stati tutti i piccoli gesti di Arya, dal divorare il cibo in modo famelico, al succhiarsi le dita unte e quant'altro. Non portano rozzezza alla scena, servono bensì a lasciare un messaggio filosofico nelle piccolezze e cioè il suo essere ormai indomabile e selvaggia. Messaggio filosofico che si riscopre nella scena con Nymeria, laddove entrambe si ritrovano a confronto con la propria indomabilità e sete di libertà. Non c'è nulla che lasci un retrogusto al miele, solo malinconia e un legame mai dimenticato. Veramente molto bella. Anche nello scoprire di Jon c'è un riavvicinamento alla propria natura di origine, a ciò che non si può ignorare. C'è un richiamo interiore totale ed ineluttabile. Battaglia Finale: Mi spiace per Yara, che deve vivere dello stereotipo della lesbica rozza a discapito dell'Asha libera e progressista. Mi spiace ancor più per Theon, che non ha fin qui una funzione ma che potrebbe averla in futuro e che soprattutto è ad oggi neanche il fantasma del Theon cartaceo, che anche da mentalmente disturbato e da Reek non avrebbe i medesimi comportamenti mostrati. Per quanto riguarda la battaglia: come doveva essere. Violenta, eccessiva, esagerata in positivo. La follia di Euron è stavolta tracotante, totale, cinica. Non c'è niente di buffo, di ironico o di creepy humor. Solo tanta distruzione e ingiustizia. Euron non sarà mai l'affascinante pg dei libri, ma se questo è l'andazzo, anche la controparte televisiva può trovare una sua dimensione accettabile, dipende da come proseguirà.
  13. 8 points
    Visto l'episodio, alcune considerazioni. Inizio abbastanza interlocutorio, che del resto conferma la stagione di transizione. Torri Gemelle: Resto della mia opinione originaria: per quanto Martin sia lodevole nel distaccarsi dal canone del buono che riesce nei propri intenti, egli non è ineccepibile nel momento in cui ciò significa una perenne e totale disfatta dello stesso. Sarebbe, dunque, un'eventualità che lascia spazio ad uno sbilanciamento inaccettabile, poiché parimenti inconsistente e monotono. Come in ogni situazione, l'equilibrio è la chiave. Dunque trovo totalmente razionale e coerente che Arya riesca a depennare qualche nome dalla propria lista, centrando l'obiettivo. Sarebbe stato completamente assurdo in senso inverso se non fosse invece riuscita a centrare neanche un singolo obiettivo. Fanservice non è quindi il raggiungimento dell'obiettivo, ma le modalità dello stesso. L'atmosfera e le battute, per quanto punitive e da cerchio della vita, trasudano esattamente ciò che il pubblico vorrebbe sentire. Quindi è un assecondare in tutto e per tutto il palato medio, a sfavore di uno spessore più complesso. Questa l'unica pecca. Ps. Mi sfugge come sia possibile per un faceless modificare completamente corporatura e tono di voce. Pps. Ho gradito la scena con i soldati Lannister, un breve intermezzo atto più che altro a sottolineare il significato più realistico e profondo della guerra, le sue conseguenze sui meno agiati e soprattutto il fatto che bene e male esistono ovunque in ogni forma, laddove un mantello di colore rosso non indichi una mancanza di morale a priori. Anche nelle file dei Lannister può esserci gente a cui non manca umanità. E questo, in GoT, che tanto ama dividere il bene ed il male nel più classico dei modi, non si vede spesso. Castello Nero: L'obiettivo della scena mi è sembrato più che altro quello di mostrare una maturazione mistica di Bran, piuttosto che l'avanzata degli Estranei. La trasposizione è dunque coerente con il cambiamento di atteggiamento e personalità del ragazzo, ma pecca di logica nello scambio di battute, in quanto dare prova di essere a conoscenza degli eventi vissuti da Edd non è un qualcosa in grado di confermare l'identità dei due. L'importante per loro, comunque, era sorprendere l'audience con il nuovo stile Brandon. Winterfell: Situazione più interessante di tutte, almeno per me. Il Jon della S6 è un lontano ricordo. Come si presumeva, quello della S7 è la versione più fedele e vicina al Jon cartaceo, ciò non può che apportare un notevole miglioramento della psicologia e della qualità del personaggio in sé, ad oggi più consapevole, risoluto e a tratti cinico nel raggiungimento dello scopo. Non cambia l'indole primaria e ossia ciò che porta Jon ad ottemperare, come sempre, alle esigenze altrui e al compimento di ciò che è giusto, tuttavia differiscono i metodi e gli atteggiamenti, con meno benevolenza e più decisione, al punto da sembrare in parte presuntuoso. La mossa di Sansa di contestarlo in pubblico è invece dettata da impulsività e mancanza di prudenza. Ella è estremamente toccata dalle nefandezze di Umber e Karstark, al punto da non essere disponibile a voltare pagina senza un atto di retribuzione personale. Punto di vista che non condanno, poiché giunge sincero e passionale e potrebbe inoltre incontrare il favore di molti, in quanto al suo posto avrebbero per la maggior parte elaborato gli stessi pensieri. Non ci sono secondi fini dietro la contestazione pubblica. E' stato un atto di semplice ingenuità. Jon, per contro, si dimostra all'altezza della situazione, rinsaldando ancor di più la sua posizione e ponendosi in maniera chiara e perentoria verso gli altri. La scena del giuramento dei due eredi è stata più che altro solenne ed adrenalinica grazie alla rituale Winterfell/Tower di sottofondo, in un remix ancora più regale. Il dialogo esterno tra Jon e Sansa è altrettanto sincero. Per quanto i due la pensino diversamente, sembrano parlarsi in maniera più aperta e confidenziale, nonostante si concentrino ancora sulle presunte incapacità dell'altro. Nell'occasione, per quanto Sansa sia contraddittoria nelle sue rimostranze, mi trovo ad empatizzare maggiormente con lei piuttosto che con Jon, in quanto questi si dimostra abbastanza privo di tatto e comprensione con una frase poco elegante nei suoi confronti, atta a dichiarare la stupidità senza pari della sorella. A riguardo di Cersei, poi, viene davvero fuori il Jon dei libri. ''Sembra quasi che l'ammiri''. Un'osservazione arguta, atta a cogliere un dettaglio, esattamente ciò a cui ci ha abituati il cerebrale e profondo personaggio dei libri. Battuta totalmente incoerente con la trasposizione televisiva fin qui vista. Ma ciò non può che essere positivo. Nel confronto tra Sansa e Ditocorto si ha la conferma che i tentativi di quest'ultimo siano più rantoli di disperazione e non abbiano più la facoltà di attecchire su di lei. Dunque sì, Sansa abbastanza bistrattata e data per scontato dai più. Approdo del Re: Un Jaime come sempre spento e a tratti mansueto, ma più razionale della sorella. Egli non l'abbandona ma emerge, indubbiamente, come il lato più sano dello schieramento Lannister. Su Tommen non vedo incoerenze. Jaime, quello vero, ha sempre visto i suoi figli come uno schizzo di sperma e niente più. Non vedo perché avrebbe dovuto rimpiangerli tutti ora. Per contro Cersei ha raggiunto una sua dimensione, molto differente dalla controparte cartacea, ma non inferiore di qualità. E' ingabbiata nella propria schizofrenia paranoide e assuefatta da un narcisismo senza pari. Quindi sì, l'apprezzo, anche perché Lena è sempre sugli scudi, seconda a nessuno. Euron si distanzia in modo totale e finale dal personaggio che ben conosciamo. Per quanto la sua scrittura sia una rivisitazione rudimentale di Vikings, l'attore riesce comunque a conferire un minimo di carisma al personaggio, tanto da risultare perlomeno accettabile. E' indubbio che, come avvenuto per Ramsay, essi preferiscano un perverso essere umano con tratti da guascone, piuttosto che un perverso essere umano totalmente cupo e controverso. Fratellanza senza Vessilli: Una delle parti migliori. GoT ha sempre saputo scrivere il Mastino, con un'inconsueta sapienza, oserei dire. C'è stato qualche taglio al rapporto con Sansa in favore di quello con Arya, ma egli ne esce altrettanto umano e profondo, non soffrendo quindi una scrittura grezza e inconsistente. La scena delle fiamme è solo la rinascita finale, l'ultimo spartiacque, l'accettazione delle proprie paure più che il superamento delle stesse. Nonostante ciò non è snaturato, mantiene la propria sagacia e spacconeria, completandola con un'apprezzabile umanità un tempo sopita e ora ritrovata. Come sempre, sia che si tratti di GoT od ASOIAF, egli si conferma tra i migliori pg minori. Cittadella: Non considererei trash i pitali, né il montaggio. Martin ci ha abituato a descrizioni dettagliate e stracolme di dovizia di particolari su ferite, infezioni, secrezioni, escoriazioni, scottature, escrementi, sporcizie ed ogni tipo di oscenità, dallo scorrere del siero, al pus, alla fuoriuscita di ogni liquido. Dunque è coerente con il suo stile crudo e realistico, affinché nulla, neanche i comportamenti e le parti più spinte di un essere umano siano celate. Inoltre il montaggio ha il dovere di sottolineare una certa fatica e di farla provare allo spettatore nell'osservare i vari frame. Certamente l'escamotage per giungere alla chiave rimane classico e banalotto, ma non è un dramma. Piuttosto ho apprezzato i dialoghi con l'Arcimaestro, nulla di trascendentale, ma neanche banalità. Dragonstone: Il personaggio in sé non mi emoziona, l'ho sempre trovato pesante e poco profondo rispetto ai suoi pari, ma in questo caso la mancanza di attrazione e coinvolgimento verso la scena la imputerei più all'attrice che a Daenerys in sé, che non è riuscita a rendere la solennità del momento. Anche perché la scelta di un rigoroso silenzio è stata forse la più saggia. In definitiva ciò che ho gradito maggiormente è la rappresentazione delle bufere di neve e dell'Inverno, finalmente giunto. Qui sì, si sono superati. Ma sarà che sono proprio io che, colpevolmente, lo adoro a priori. Ultima postilla: vergognoso il fatto che non sia stata riservata neanche una scena a Ghost, che a questo punto, per quanto vivo, è realmente un fantasma. Legame del tutto spezzato e trascurato in GoT, ma si è arrivati a livelli ridicoli. Si poteva risparmiare su un po' di volo draghesco in favore di qualcosa che ci ricordasse che è ancora qui con noi.
  14. 7 points
    La visione della 7x04 mi ha portato a riflettere su questo tema, che per me è uno degli elementi più affascinanti della saga (vincono facile con me, dove ci sono draghi parto in quarta). In particolare mi sono posta proprio la questione del modo in cui Daenerys riesca a controllare i suoi draghi, ora che li abbiamo visti per due volte utilizzati in battaglia (rimando anche alla 6x09 con la battaglia di Mereen). Sappiamo che c'è il comando vocale Dracarys per farli sputare fuoco, però non è chiarissimo come faccia per esempio a indirizzarli nella direzione in cui devono volare, o a chiamarli quando sono in volo altrove. In genere nei fantasy in queste situazioni si utilizzano la telepatia o briglia e selle come nei cavalli. In GoT - nei libri al momento non abbiamo indicazioni precisissime e Daenerys non la vediamo in azione in questi frangenti se non nell'arena di Mereen in cui usa la frusta - la cosa non è proprio chiarissima. Sappiamo per certo che Daenerys cavalca a pelo (a squama per meglio dire ^^"), ma anche a pelo si usano le briglie di solito perchè altrimenti la cavalcatura va indirizzata solamente con la pressione delle gambe o tirando la criniera, cosa fattibile in qualche modo per corte distanze e cavalli, ma i draghi sono infinitamente più grandi. E comunque non si spiega come per esempio, Daenerys riesca a chiamare i draghi quando questi sono in volo. Sembrerebbe quindi venire suggerita l'esistenza di una specie di legame mentale/ psichico/ emotivo molto profondo, qualcosa di simile a quello che hanno gli Stark coi metalupi. Idea che non mi dispiace affatto, anche perchè vediamo che Drogon, per esempio, nell'area di Mereen arriva proprio quando Daenerys è in pericolo e ha bisogno del suo aiuto, percependo la necessità della sua presenza. Che ne pensate?
  15. 7 points
    Comunque, per la cronaca ASOIAF non è mai stato un epic fantasy, ma piuttosto un gritty fantasy. La parte epic risale alla dinastia Targaryen e apparentemente alla ribellione di Robert, per quanto i vari libri abbiano decostruito volta per volta ogni mito e leggenda di tali vicende. Che in definitiva è poi quello che fa Martin, ovvero decostruire gli stilemi classici (es. Jaime con i poemi cavallereschi, Warg Lady con gli epic fantasy, esempi che non devo farvi lo so) e proporre vicende crude e realistiche che creano un forte contrasto con il mondo in cui sono ambientati. Spesso noto che molti fan sono innamorati più di ciò che viene idealizzato (grazie alle ottime doti da scrittore di Martin) che dalla vera essenza della saga, il che mi lascia perplesso. Anche perché, dopo 7 stagioni e 5 libri, tutto ciò che pare essere diventato cruciale é che Jon Snow è il re messianico predestinato umile puccioso e giusto di ogni bidet e che Daenerys e i Targaryen non vanno più di moda e che i draghi vanno tenuti rinchiusi e inutilizzati se non per scenette pseudo fanfictionane. Quel genere di considerazioni che sinceramente mi aspetterei su opere superficiali e sciatte come quelle di Licia Troisi, non su di un mondo complesso e pieno di storie interessanti come ASOIAF
  16. 7 points
    Concordo completamente. 0 introspettiva allo stato attuale. Solo aggressività e dominanza, abbastanza riduttivo per qualunque character. E' stato demolito tutto il concetto di incertezza, riflessione, dubbio, peso in favore di tratti più presuntuosi, eccessivi o poco ponderati. Ma questo è un problema atavico del duo e risale anche a come essi intendano proporre la figura della donna al grande pubblico.
  17. 7 points
    Non sono d'accordo. Dany ha offerto l'alternativa standard a dei soldati sconfitti: giuratemi fedeltà e sopravvivete, altrimenti morite. E' la procedura che viene usata da qualsiasi vincitore sul campo di battaglia, da Nord a Sud. Il Re Folle bruciava gente a caso, nemici e non nemici. Cersei ha fatto saltare per aria un tempio dove c'erano nemici e persone comuni. Dany ha ucciso dei nemici e basta, spacciarla come pazza è piuttosto inopportuno. Poi sono il primo a dire che avrebbe potuto al massimo risparmiare Dickon, ma non ha fatto nulla di diverso rispetto a quanto avrebbe fatto qualsiasi altro comandante vincitore, con la differenza che morire bruciati da un drago fa più scena che morire decapitati.
  18. 7 points
    Vista anche io in anticipo. Approdo del Re: Scena interlocutoria che ho trovato abbastanza inutile, visto che alla fin fine è una ripetizione più completa di una conversazione già avvenuta. Mi è sembrato, più che altro, un modo per tenere Cersei sullo schermo sempre e comunque, anche quando non necessario. Winterfell: Bran-LF-Meera: Ho trovato la mossa della daga poco utile per i piani di LF, sempre che ne abbia. C'è poco di remunerativo nel far riemergere vecchi nodi in cui la propria posizione è stata a rischio. Riportare in vista la Daga riporta anche alla luce vecchie questioni e pone lo stesso LF in una situazione poco tranquilla. Quindi mi è parso un dono abbastanza pericoloso. D'altro canto Bran lo annichilisce con la propria conoscenza, facendogli intuire la consapevolezza della propria ambiguità, al punto che egli stesso comprenda di aver di fronte un avversario che non gioca su livelli umani. L'addio definitivo con Meera invece non fa che confermare talune ipotesi e cioè la totale perdita di umanità e identità di Bran. Come viene fatto notare, l'individualità del ragazzo è cessata di esistere in quella stessa caverna. Di più viene ancora una volta rimarcata quella sorta di mancanza di tatto e sensibilità che ormai cosparge la figura di Bran. Arya-Sansa: Mi è piaciuto moltissimo tutto l'arco. Se proprio devo fare una critica la farei alla scena introduttiva. Avrei evitato un remake di quanto accaduto alla Fortezza Rossa e inoltre certi atteggiamenti sono un po' troppo cliché e tendono a ispirare irritazione. Non c'è bisogno di esasperare il character di Arya anche in piccole scene. La reunion nelle Cripte, oltre a dimostrare un tipo di alchimia naturale tra le due interpreti, come accaduto tra Kit e Sophie, l'ho trovata sensata e coerente. C'è affetto, voglia di dissipare ogni inutile schermaglia passata, ma c'è anche distanza e un imbarazzo inevitabile nel comprendere di non conoscersi più. Tra l'altro l'aura che viene percepita nell'ambientazione scelta aumenta la profondità della scena. Oltretutto viene ancora una volta nominato Jon, come sempre da parte di Sansa, in una connotazione positiva, a riprova che non c'è più spazio alcuno per sospetti sul suo comportamento, che è lineare e ottimo. Peccato non vi sia un accenno neanche minimo a Rickon, a maggior ragione dopo che Jon nella 6 aveva annunciato di farlo seppellire accanto a Ned nelle Cripte. Arya-Sansa-Bran: Un altra reunion solenne più che affettuosa. Il cerchio che si chiude in modo definitivo. Bran si rapporta ad Arya con la medesima distanza dimostrata con la sorella più grande. Questo dimostra sempre più come il suo sia un'isolamento naturale dovuto alla perdita della propria individualità e non un disamoramento. Bran, tra l'altro, persegue nel citare ad altre persone informazioni strettamente personali. E lo fa, tra l'altro, come se il fatto che ne sia a conoscenza e possa osservare gli altri sia questione normale, da non destare stupore dal punto di vista di nessuno. Altra nota, comunque, è che Sansa anche qui miri a preservare il proprio nucleo familiare. Le sue parole su LF sono di avvertimento e preoccupazione. In poche parole sembra quasi che sia di colpo la più Stark tra gli Stark. Arya-Brienne: A me è piaciuto moltissimo in tutti i sensi. Capisco possa dare fastidio che Arya sembri una macchina indistruttibile, ma il suo addestramento con i Faceless, per l'appunto le più letali macchine omicide dell'opera, dovrà pur essere servito a qualcosa e aver causato un'evoluzione significativa nel character, no? Quindi non trovo incoerente che dopo tutti gli allenamenti e le esperienze estenuanti ella sia in grado di avere riflessi di molto superiori alla norma e abbia uno stile di combattimento abile e imprevedibile. Tra l'altro Masie si è districata ottimamente, visto che non è neanche mancina ma tiene fede al suo personaggio, che invece lo è. Ancor di più ho amato l'approccio di Sansa alla scena. Ella non ha cattivi pensieri per la sorella, ma si limita ad osservarla prendendo atto che ormai non sia più la persona che ricordava. Ancor di più, secondo me, emerge un certo senso di dispiacere e inutilità per sé stessa. Sansa si guarda intorno e osserva Jon che è ormai Re del Nord ed amato da tutti, si guarda intorno ed osserva Bran, che è praticamente onnisciente e al di sopra dell'umana conoscenza, si guarda intorno ed osserva Arya, che è ormai una combattente a dir poco letale. Poi guarda sé stessa e, confrontandosi ai fratelli, si sente meno originale, meno unica, priva di talenti. Ciò non significa che lei possa provare invidia per loro, semplicemente è un ragionamento che emergerebbe a chiunque nella sua posizione. Guarda caso ancora una volta è Sansa a crearmi più empatia in questa S7. Dragonstone: Grotta: Non mi è piaciuta la scena. Apprezzo il tentativo, ma tutto è sembrato così forzato. Perfino le iscrizioni sulle pareti, i segni dei Figli della Foresta, la storia pregressa ecc. è passato tutto in secondo piano a causa del focus sull'attrazione sessuale tra i due e sulla tensione che ne scaturiva. Poi le stesse musiche, per quanto apprezzabili, hanno reso la scena ancor meno affascinante per forzatura. In pratica sono giovani e belli, diversi e in posizione di potere, quindi devono per forza copulare. Tutto questo sorvolando da Daenerys che in quel frangente lo illude e pur prendendo atto della minaccia, pensa solo al ginocchio a terra. La stessa Dany, palesemente in una situazione di svantaggio, non riesce a tenere a freno gli impulsi e forse comprensibilmente si sfoga sui suoi sottoposti. Chiedendo consiglio a Jon viene probabilmente fatto capire che lei abbia compreso una certa utilità e un determinato valore in lui, al punto da voler pesare le sue parole. Dalla replica del Re del Nord invece viene sottolineato il suo approccio più equilibrato e diplomatico. Jon-Davos-Missandei: Il Davos che non apprezzo. Adoro anch'io l'attore, ma qui è appunto una gestione personale dello stesso più che un'interpretazione. Battute tanto per rimanere on screen e focalizzare la presunta attrazione tra Re e Regina. Jon-Theon: Sorvolando su Show!Theon ormai ridotto ad ameba, mi è piaciuto il breve confronto. Jon in pratica è sempre più simile al padre adottivo, sia a livello diplomatico, sia a livello umano. Bene anche che non dimentichi i crimini di Theon, nonostante scelga di sorvolarvi per senso di gratitudine. E' bello che ogni tanto GoT dimostri coerenza. Battaglia Finale: Spettacolare, non c'è dubbio. Innanzitutto si prosegue sul concept adottato nella 6 e cioè quello di mostrare la guerra e il conflitto per ciò che è: macelleria, barbarie, crudezze viscerali in tutti i sensi. Nello stesso modo hanno riutilizzato lo stile d'arrivo dei Dothraki e cioè con rumori di sottofondo in lontananza, misti ad urla. Ammetto che quest'ultima strategia, più il vedere Tarly serrare le fila con stile, non può che aumentare il prestigio della scena nella sua interezza. Per il resto la battaglia di strategie da campo vere e proprie non ne segue. Ciò che Daenerys compie è puro istinto, per senso di vendetta per i suoi alleati e per riequilibrare le sorti di una guerra che volgeva a suo sfavore. Daenerys, d'altronde, è risaputo non sia incline ad un approccio studiato e cerebrale, anche a lungo termine. Non condanno però la sua decisione. Anzi, la appoggio. Era l'unica cosa da fare, quella di un contrattacco deciso e brutale, vista la posizione di netto svantaggio in cui era finita. Altrettanto è lodevole che segua le orme del suo antenato e come Aegon scenda sul campo in prima persona. Per il resto i Draghi causano questo, è inevitabile vedere persone in roghi umani. Ma, a dir la verità, io ho amato Jaime in questo episodio. Credo che la carica su Daenerys sia stato uno dei picchi di Nicolaj in GoT come attore. E conferisce, tra l'altro, spessore psicologico al personaggio, avvicinandosi alla sua dimensione originale. Jaime in battaglia non è mai stato attendista, bensì estremista e pronto alla schermaglia. Questo Jaime è ancor più esasperato e pronto a tutto, sia per fini romantici che generali. Se poi ci si aggiungono reminiscenze di quell'attacco alle spalle del Re Folle, le persone prendere fuoco attorno a lui a ricordargli il ''Burn Them All'' e il pensiero che uccisa la sua erede il conflitto giunga al termine, il quadro è completo. Chissà perché, comunque, non abbia deciso di provare a lanciarla dalla distanza quella lancia. Per il resto è stato ricordato anche il grande legame che c'è tra Tyrion e il fratello. Molto bello come epilogo in tutti i sensi. Ottima puntata, direi.
  19. 7 points
    Beh, comunque se Dany dovesse essere uccisa dal drago che porta il nome del fratello la cui morte lei ha avallato, sarebbe un bel contrappasso! Un finale in cui la "predestinata", nel momento in cui scopre di non essere quello che crede di essere, si sacrifica per favorire il compiersi della profezia, non lo vedo così anomalo. Così come non vedrei anomalo un Jon costretto a portare il peso del mondo sulle spalle, come gli ha ben predetto Thorne. C'è solo il piccolo particolare della sua morte, che in qualche modo dovrà compiersi nel momento in cui la magia che lo tiene in vita cesserà e le sue ferite riprenderanno a sanguinare. Insomma: li vedo maluccio entrambi! Pensare di far morire Bran invece è da folli! Il suo sarà il punto di vista finale e, qualora il personaggio continuasse sulla scia emotiva della 7x03, sarà un pov davvero fatto di desolazione.
  20. 7 points
    Euron che è ovunque, sempre e comunque con la sua flotta. Bran&Sansa "che bella eri quando ti hanno stuprato"
  21. 7 points
    Ah, comunque menzione d'onore per Royce che è insuperabile ormai. E' il perfetto condomino rompimaroni nelle rituali riunioni.
  22. 6 points
    È uscito il video del dietro alle quinte, non so se lo avete visto. Comunque in sostanza uno del duo commenta dicendo che Dany non si sta comportando da pazza e non è folle come il padre perché è razionale, ha dato loro una scelta eccetera eccetera. Poi aggiunge che sta agli spettatori vedere la scena come giusta o immorale. Quindi non vedo sinceramente questa intenzione palese degli sceneggiatori per vedere la scena solo in un modo come alcuni qui continuano a sostenere. Dal video mi sembra anzi come anche per gli sceneggiatori la scena può essere interpretata in vari modi, cosa che si è rispecchiata in questa discussione dove si hanno opinioni diverse ma comunque valide perché si parla comunque di percezione di ognuno di noi. Quindi forse sarebbe il caso di accettare semplicemente le opinioni differenti senza fare del sarcasmo dato che la verità nessuno ce l'ha in tasca.
  23. 6 points
  24. 6 points
    Scusami eh ma sei tu che infili Jon in qualsiasi discussione anche se si sta parlando di qualunque altra situazione o personaggio, anzi in particolare modo in questa discussione su ciò che ha fatto Dany l'hai tirato in ballo in praticamente tutti i tuoi post, contrapponendolo continuamente alla "biondina" (cit.), ripetendo in ogni post quanto bravo e buono e perfetto sia al confronto con lei che avrebbe dovuto come minimo accoglierlo a braccia aperte perché lui sa dove è il pericolo, lui non vuole il potere, lui ama il popolo, lui è il legittimo erede, lui (potrei continuare all'infinito), quindi non capisco ora questo tuo commento che mi sembra francamente un po' ipocrita.
  25. 6 points
    I Tarly sono soggetti alla casa Tyrell, la casa Tyrell è stata estinta dalla regina che adesso siede sul Trono di Spade e quel che rimane di questo casato s'è schierato con Daenerys. Quindi i Tarly hanno commesso il peggiore dei crimini possibili: tradimento verso il proprio lord e per proprietà transitiva verso la regina che il loro lord aveva scelto. Hanno razionalmente deciso di stare dalla parte di coloro che hanno sterminato le persone che avevano giurato di servire. Dopo aver tradito Olenna hanno anche preso parte al saccheggio di Alto Giardino, dopodichè sono stati sconfitti in battaglia e gli è stato offerto il perdono: di fronte alla possibilità di avere la vita salva, Randyll Tarly ha rifiutato qualsiasi possibilità di compromesso, ha rifiutato di inginocchiarsi, ha rifiutato di andare alla Barriera, ha delegittimato l'avversario. Cosa si aspettava un grazie? E' un mondo brutale e le conseguenze per tradimenti/sconfitte sono brutali. Se poi il fuoco di drago fa più impressione di una testa mozzata è una questione di sensibilità personale ma i Tarly si sono ampiamente meritati quello che hanno avuto.
  26. 6 points
    Un conto è esprimere simpatie o antipatie, ovviamente tutte legittime, un altro trinciare giudizi, che dovrebbero avere il crisma dell'obiettività, sulla base di dette simpatie e antipatie. Resta inoltre il fatto che Dany, Jon, Jaime non sono persone reali, quindi primariamente si dovrebbe discutere della scrittura del Pg piuttosto che giudicarli come se fossero personaggi storici. Ciò premesso, io ho sempre adorato Dany, ma è innegabile come nella serie sconti un grosso handicap di partenza (una interprete mediocre) aggravato da due grossi problemi di scrittura. Il primo, di cui abbiamo avuto un esempio lampante nella 7x5, è una certa incoerenza nel tratteggio caratteriale, non agevolato da quel disastro a nome ADWD. Il secondo è il progressivo abbandono della sfera interiore, complessissima nei libri, di Dany (dov'è la donna che sognava la casa dalla porta rossa e che si ripete "voltati indietro e sarai perduta"?) che viene trasformata in una badass tutta "bend the knee" e "Dracarys" Che poi, secondo me, a Dany in Asoiaf del Trono di Spade neppure importa più di tanto. Se dovessi scommettere un euro, nemmeno vorrà sedersici, alla fine (magari lo fa fondere da Drogon, ecco).
  27. 6 points
    Non c'entra niente ragazzi ma ieri mi è successa una cosa che potevo condividere solo con voi. Lavoro in un ristorante e ieri sera a cena c'era una tavolata con un ragazzino di 12 anni che aveva appena ricevuto in regalo il terzo libro in tedesco ( bleah) . E niente ci siamo messi a parlare e certo a 33 anni non pensavo di avere molto da condividere con un ragazzino di 12 e invece si. E la cosa mi ha stupito insomma. E lui mi ha detto che era un pò triste perché pensa che lui morirà prima di finire i libri e io mi sono rivista in lui e niente ... volevo condividerlo con voi sapendo che siete gli unici che possano capirmi
  28. 6 points
    In effetti dovremmo parlare di Jaime in questa puntata Ha vinto ad Alto Giardino,si e' preso l'oro ,ha pagato Bronn ,ha provviste da portare ad approdo del re, ma ha un aspetto non proprio trionfante,anzi e sappiamo il perché. Olenna lo ha moralmente distrutto soprattutto illustrandogli chi e' Cersei e lui piu' che mai combatte ,stanco e depresso, per difendere il suo casato. Poi arrivano i Dothraki e,con un drago enorme,la pretendente Targaryen al trono e lui vede crollargli addosso tutto ,inizia una battaglia senza speranza ...ma non scappa...affronta anzi il pericolo e in tutto il caos,il fuoco,il dolore presenti riesce a porre in atto una carica stile San Giorgio contro il drago ferito perché in un attimo capisce che ammazzando la Targaryen tutto sarebbe finito e la sua casata ,che il padre aveva rimesso in piedi,avrebbe ancora avuto vita e lustro La sua e' una cavalcata disperata ,coraggiosa,folle che non può non destare ammirazione ,insomma vediamo un Jaime epico che viene salvato e spinto in acqua dove affonda in una sorta di liquido amniotico da cui rinascerà ...Tutta questa parte della puntata e' bellissima ...e realizzata in modo straordinario ...credo che sia giusto darne atto a tutti E certo che non vediamo l'ora di vedere la 7x 5
  29. 6 points
    Hackers, awayforthelads o chiunque altro, spero che escano gli spoiler a breve: sono passati esattamente 18 anni da quando ho letto il primo libro. Direi che è ora di conoscere le principali risposte e sapere com'è destinata a finire sta storia.
  30. 6 points
    Mi permetto di dissentire. E siamo perfettamente in topic. Daenerys pretende... e mi pare anche il minimo Daenerys non ha alcun diritto su Jon Snow. Non lo ha come bastardo di Ned Stark né tantomeno come suo nipote. Jon si è meritato la sua posizione, Daenerys, per motivi che abbiamo già discusso, no. Si è meritata la sua posizione solo per il nome che porta e per aver avuto il cu*o di possedere tre draghi. Per questo, per l'idea di merito che ho io, lei non ha alcun diritto di pretendere. vuoi il mio esercito, i miei draghi, i miei dothraki, il mio vetro di drago? Bend the knee. Lui vuole tutto ciò per proteggere i civili, gli innocenti, addirittura l'umanità. Perché colui che avanza richieste in nome di tale scopo deve inginocchiarsi? Merita una stretta di mano, un abbraccio e tutta la fiducia e le risorse che Daenerys nata dalla tempesta può dare. Nessuno si deve inginocchiare. Tornatene a casa tua a combattere con i ghiaccio Non commento. E nonostante lui sia più cocciuto del marmo intanto lei non lo ha ucciso, lo tratta bene Jon rappresenta l'ideale di un condottiero che ha meritato ruolo e posizione per autorevolezza. Daenerys rappresenta il diritto acquisito e l'autorità data dai meriti esterni (draghi... sangue...). Ancora una volta non vedo perché il fatto di non volersi inginocchiare rappresenti una certa "cocciutaggine". Rappresenta il suo popolo ed agisce di conseguenza. A Jon è andata di lusso, altrochè. Se mai va di lusso a Daenerys, se non ci fosse Jon ad avvertirla farebbe tanta fatica e ucciderebbe migliaia di persone solo per regnare sul mondo dei frozen-zombie. Si tratta di idealizzare ed ammirare colei/colui che più di tutti rappresenta ciò che ognuno di noi considera giusto, attraente, ammirevole. Per come sono fatto io un personaggio come Daenerys, a prescindere da come la rappresentino gli sceneggiatori o l'avido Martin, non sarà mai ammirevole e non potrà mai pretendere nulla. Dunque per ritornare "in topic", ancora una volta Daenerys pretende senza averne il diritto. Se un giorno dovesse inginocchiarsi davanti a Jon sono sicuro che lui non glielo lascerebbe fare.
  31. 6 points
    Vista la puntata, come al solito non mi ha convinta completamente Winterfell: Arya è tornata a casa, mi è piaciuto il suo incontro con Sansa, non mi è sembrato freddo ma coerente con il loro trascorso. Le due si erano "lasciate" che il loro rapporto non era di migliori quindi un minimo di "circospezione" ci sta, superata subito dall'affetto. Mi sono piaciuti anche i lori scambi e Sansa in generale questi ultimi episodi mi sta convincendo di più, meno fredda e più umana. Bran continua invece con la sua anaffettività, freddina la scena con Arya, freddissima la scena con Meera. Povera Meera, abbandona tutto, rischia la vita, perde il fratello e poi " è stato bello finché è durato, grazie ciao", mi sembra chiara la direzione che vogliono far prendere a Bran e sinceramente non mi piace. Lo scontro tra Arya e Brienne invece non mi ha entusiasmata, Arya troppo esagerata, è vero che era un allenamento è che sicuramente Brienne non stava dando il tutto per tutto, ma che Arya che è la meta di Brienne ( ma anche meno) con una spada finissima riesca a parare gli affondi della "spada vera" di quest'ultima, mi pare troppo. Ok essere piccolo ed agile, ma mi sembra se ne abusi :P . Anche questa volta ( strano eh) ho empatizzato con Sansa, questa dopo aver visto le capacità di Bran, si trova a vedere anche quelle di Arya e sembra dispiacersi sia come se si sentisse "inferiore", senza capacità particolari, sia perchè la "normalità", la famiglia che cercava di ricostruire le appare ormai perduta per sempre. p.s mi è piaciuto il sorriso felice che Sansa fa quando ammette ad Arya che Jon le ha lasciato il comando, si vede quanto è fiera del fatto che le abbia dato fiducia. Dragonstone: Non mi lapidate, ma la scena della caverna non mi è piaciuta per niente, trovo davvero imbarazzante il modo in cui vogliano forzare la vicenda Dany/Jon, tra le frasi di Davos, gli sguardi languidi di Jon che sembrava improvvisamente il nuovo Jorah e le boccucce di Dany sembrava di star vedendo The Vampire Diares . Sembrano volerci dire "i due si piacciono", come se dovessimo prenderlo come dato assodato, invece di trasmetterlo tramite le immagini e costruirlo coerentemente. Ammetto di essere forse prevenuta perchè detesto la ship, ma bocciato completamente. Oltre al simpatico idillio Jon&Dany ho trovato forzato il "casuale" ritrovamento dei disegnini dei figli della foresta, che fortunelli i nostri eroi, anche l'azzurro per gli occhi, impossibile sbagliare. Meglio la scena fuori dalla caverna ( non che ci volesse tanto), questo scambio tra Dany e Jon è molto più convincente, Dany chiede il parere al Re del Nord e ne tiene considerazione, più scene così, meno sguardi da liceali. Battaglia: Fatta bene e di impatto la battaglia, niente da dire, trasmetteva benissimo l'angoscia del povero esercito Lannister, infatti non ho potuto fare a meno di empatizzarci ( shame on me). Bronn ormai è diventato un vero cavaliere altruista (...), soprattutto se pensiamo che se la sia data a gambe per non affrontare la montagna e che ora si trovi ad affrontare un drago e incurante del pericolo a salvare Jaime da morte certa... Molto bravo Nikolaj nella carica disperata di Jaime contro Dany, scelta che ho visto essere molto criticata, ma che non mi è parsa così inverosimile: Jaime si da per spacciato, lui e tutto l'esercito e, morto per morto, nell'adrenalina della battaglia, tenta di portarsi dietro Dany. Tyrion dall'alto l'ho visto invece un po' sofferente, combattuto tra la fedeltà alla sua nuova regina e l'amore per il fratello.
  32. 6 points
    Finalmente GOT ci fa vedere quello che sa fare meglio, questa è finora la migliore puntata dall'inizio della serie. Non vuol dire che non ci siano cadute, ma gli Stark che si raccolgono a Grande Inverno e Dany e Drogon che scendono in battaglia, mi fanno tollerare anche ciò che mi fa storcere un po' il naso. Iniziamo. Approdo: Filler. I 3 regnanti sono i protagonisti devono apparire tutti sempre anche se non troppo necessari. Winterfell: Ditocorto pensa, sbagliando, che Bran come legittimo erede possa subentrare al comando di Winterfell in assenza di Jon e si affretta a dimostrare a parole la sua fedeltà. Sapendo ciò che è Bran, la scena ha quasi del comico. Bran è un po' assente, immerso nella sua onniscienza, si risveglia quando DC pronuncia la parola caos e dice Chaos is a ladder E Ditocorto capisce che butta male. Il congedo tra Bran e Meera l'ho trovato un po' sopra le righe. Non mi è piaciuto molto, non tanto per Bran quanto per Meera. Sono una voce fuori dal coro, ma nelle stagioni precedenti il gruppo mi era sembrato più risoluto e già consapevole del fatto che pochi sarebbero tornati dalla missione, Jojen lo aveva ripetuto diverse volte. Arya torna a casa. Molto realistiche le scene in cui lei e Sansa si ritrovano nelle cripte: si può percepire l'amore che le lega e la perplessità data dall'aver passato lontane molto tempo e molte vicende che le hanno segnate e cambiate. Ma il più cambiato è Bran che trova il modo di dimostrare ad Arya cosa è diventato, con poche parole, come aveva fatto la scorsa puntata con Sansa. Infine Arya ritrova Brienne e con lei si allena. Il combattimento mi lascia un po' di dubbi. Quello che conta è che viene osservato anche da DC, che, sommandolo al dialogo con Bran, sembra iniziare a rendersi conto che butta sempre più male. The OC, no Gossip Girl, no Beverly Hills 90210, cioè Dragonstone: Momento leggerino, un po' cafonata ma che rilassa tra Winterfell e la battaglia. Missandei: Spero che Verme torni. Dany: Prima o poi tornerà. Missandei: Se non torna non gli parlo più. Dany: Che avete fatto zozzoni? Jon: Vieni a fare un giro in grotta con me? Dany: Sì Jon: Volevo mostrarti la collezione di disegni antichi. Dany: Tanto non te la dò. Jon: eh ma i disegni dicono il contrario, guarda... Dany: Fammici pensare... nah... inginocchiati! Jon: Mi sporco i pantaloni, mi rovini la reputazione... --- Jon: Dany ha un gran cuore Davos: eh proprio il cuore guardavi... ma a proposito di tet... gran cuore! Missandei! A parte gli scherzi. Si creano le premesse perché Dany inizi a credere a Jon e, se inizia a dubitare del supporto di Tyrion che sembra non voler colpire i propri familiari, inizia anche a fidarsi di Jon, ne apprezza il valore di condottiero eletto dal proprio popolo, tanto da rivolgersi a lui per avere un consiglio nel momento in cui la guerra sembra perduta. Quasi come a dirgli: ti riconosco come mio pari, condottiero di molte battaglie, sei forse l'unico alleato che mi resta, dammi uno spunto e farò una sintesi. Altro momento fondamentale è il dialogo di Jon e Davos con Missandei: Jon capisce in questo momento che Dany, oltre ad essere l'erede Targaryen e la figlia del re folle, seppur nella propria diversità è la persona che a lui più si avvicina, come lui ha compiuto gesta straordinarie e come lui è seguita da un popolo che in un certo senso l'ha eletta a propria regina per il suo valore più che per la sua discendenza, a prescindere dai suoi natali regali. Alto Giardino, ovvero Blood & Fire: mentre l'armata Lannister si dirge verso Approdo col bottino, ecco che arriva la grande carica dei dothraki. Già da sola avrebbe avuto un grande impatto sull'esercito visto che sono tutti soldati a cavallo a differenza degli eserciti Westerosiani. E poi arriva Dany su Drogon: un trionfo di CGI! E per una volta devo fare pure i complimenti a Emilia, che non mi piace quasi mai, ma questa volta è stata credibilissima. Drogon attacca, brucia e distrugge, difende Dany dagli arcieri, soffre quando viene colpito, vortica nell'aria e cade a terra, Dany soffre con lui tentando di liberarlo dall'arpione e quando si accorge di essere caricata da Jamie, Drogon la difende con una fiammata. Immagini meravigliose, costruite magistralmente, che mostrano la potenza devastante del drago, l'empatia ed il profondo legame tra Dany e Drogon. Per contro, sono altrettanto epiche le immagini di Jamie e Tyrion, che pathos quando entrambi guardano da una diversa prospettiva la stessa immagine del campo di battaglia in fiamme, coi cavalli impazziti che trainano un carro, anch'esso in fiamme. Stoica Jamie a tentare il tutto per tutto: morte per morte, tenta di eliminare la regina rivale per porre fine alla guerra. Un tentativo estremo, salvato all'ultimo minuto da Bronn per affondare nel fiume sotto il peso dell'armatura. Per qualunque parte si possa più o meno parteggiare, entrambi gli schieramenti sono parimenti apprezzabili.
  33. 6 points
    Attualmente il piano di Ditocorto è quello di farsi ammazzare dagli Stark, e credo che gli riuscirà
  34. 6 points
    GOT è lo show più piratato della storia, lo è stato fin dalla seconda stagione. Eppure il budget messoa disposizione per ogni stagione è costantemente aumentato. Quella della pirateria che danneggia l'industria dell'entertainment è sempre stata una balla. Tra l'altro credo che il 50% di quelli che guardano GOT (ed è una percentuale generosissima) non abbia sky, e se lo guardi su streaming di stramacchio il lunedi mattina; tra quello e vedere il leak non c'è nessuna, nessunissima differenza. PS: il terrore dello spoiler è uno dei fenomeni più ridicolmente esagerati del panorama culturale contemporaneo.
  35. 6 points
    Eh si: Tolkien scrive di elfi e nani ma non sono l'oggetto della sua scrittura. Più che altro sono la scusa per parlare di ciò che veramente ritiene importante: la provvidenza, la fede e Dio. Non si può leggere "Il signore degli anelli" senza considerare "Il Silmarillion" perché significherebbe solo concentrarsi sulla storia. Si, avvincente, divertente e bella quanto si voglia ma senza la spina dorsale dell'ideologia del professore. Il Silmarillion si apre con l'Ainulindalë, come per mettere subito in chiaro il perché del suo lavoro. Martin apre con delle morti operate da cose malvagie. Il tema della bassezza dell'uomo è già chiaro in Tolkien; prova ne sia la caduta di Numenor e lo stato pietoso della razza umana nella terza era. Elrond stesso, pensando a Elros (Tar-Minyatur, primo re di Numenor) , esprime tristezza non per la scelta del fratello in sé ma per la colpevole deriva del genere umano che quasi rende inutile la scelta di Elros. Ma, come sempre in Tolkien, la speranza è sempre presente e Iluvatar ha concesso il dono più grande agli uomini... e un dono non senza scopo, anche se ignoto persino ai Valar. Per contro, Martin sguazza nel sordido, nella disperazione. Tutte le morti sembrano quasi scomparire in virtù dei giochi dei potenti. La sofferenza di Jayne Poole quasi scompare dietro ai giochi di Ramsay Bolton (ok, sto parlando dei libri). E' funzionale al racconto ma non il suo centro. E gli Dei non offrono speranze, non rispondono alle preghiere. E' cinico e freddo.... ma tutto sommato è reale (beh, forse realistico): è l'uomo che è così. Forse questo è l'unico vero punto di contatto tra i due autori: l'umanità non è una bella cosa. Si, ci possono essere eroi,esiste la buona fede, ma al di fuori dei personaggi principali, mediamente, l'umanità tende sempre a spingersi verso il "cattivo" piuttosto che verso il "buono" (e qui la forza non c'entra niente ). PS: per questo il mastino è uno dei miei personaggi preferiti: anche senza considerare lo show, si capisce che il suo è un percorso di crescita, addirittura di riscatto, anche se probabilmente per riscattarsi dovrà pagare con la vita.
  36. 6 points
    Il Bran di GoT ha tutta una sua parabola Gia da piccolo e' un ragazzino giudizioso , che mal si adatta al suo nuovo status di non autosufficiente ,lui che voleva essere un cavaliere.Mal si adatta ma svolge bene il suo ruolo di Stark a GI anche se le visioni del corvo a tre occhi lo tormentano perché non ne capisce origine e scopo,razionalmente Prende mano mano coscienza delle sue peculiarità di metamorfo,ma non semplice metamorfo,la sua interazione con Reed e' fondamentale ,fa parte di un suo percorso stabilito che ne segnerà l'evoluzione Mi ha molto colpito il suo senso del dovere nel cercare la sua vera identità,il motivo per il quale anche lui era un predestinato,il piu' potente di tutti peraltro ,ha avuto grande forza ,spirito di sacrificio ed inconscio altruismo quando ha deciso di seguire il suo destino,mentre la cosa piu' naturale, piu' umana sarebbe stata quella di ricongiungersi a Jon Già in questo momento pone una sorta di barriera tra lui e la sua famiglia...come se iniziasse a esserci tra loro una frattura che man mano si allargherà per portare alla necessaria anafettivita' e freddezza di Bran che deve prendere atto di quello che gli accade intorno ma deve imparare a non nutrire emozioni che ne indebolirebbero poteri e volontà Il suo vero addestramento si svolge in una caverna ma la sua conoscenza non deriva da una luce che riflette ombre nella caverna (l'uomo schiavo di Platone) bensì e' diretta ed immediata e probabilmente da lui influenzabile. Ma all'inizio Bran e' troppo emotivo,troppo ancora legato alla famiglia,troppo uno Stark.Deve evolversi per compiere ciò a cui e' stato destinato Inoltre Bran ha avuto il marchio del re della notte ,ha assorbito gelo ,distacco,freddezza assoluta ma anche determinazione anche essa assoluta per fare quello che lui,nuovo corvo a 3 occhi deve fare E per compiere il suo destino non deve farsi sviare dalle emozioni,il comportamento emotivo ed irrazionale in lui non deve esistere Bran ,a maggior ragione in quanto deve completare ancora il suo addestramento,deve essere assolutamente concentrato sui letali invasori,automi ,macchine da morte eterodirette da chi queste macchine di morte inesauribili o quasi ha creato...peraltro ,pare,uno Stark... E' l'esatto contrario di Jon fuoco e ghiaccio ...e' ghiaccio assoluto ma necessario per lo scontro finale decisivo
  37. 6 points
    Miglior episodio della stagione, soprattutto perchè ognuno fa la propria parte. Dany rivendica ciò che vuole, Jon si trova nell'imbarazzo di spiegare qualcosa di difficilmente spiegabile (WW), Tyrion media, Cersei fa la regina cattiva, Bran porta alle estreme conseguenze il suo essere ormai qualcosa di "altro". Devo dire soprattutto che i due Targ, pur nei loro limiti attoriali, hanno comunque dimostrato un minimo di chimica senza la quale l'intera stagione avrebbe rischiato di naufragare. Due cose che non mi sono piaciute: 1. Bran e Sansa davanti all'albero. D'accordo che lui vuole dare una prova dei suoi poteri, però non c'era proprio bisogno di ricordare alla sorella il peggior momento della sua vita. Si vede che è proprio diventato anaffettivo. 2. Ditocorto che ditocorteggia e come al solito fa discorsi sul potere del tutto fini a se stessi. In questa stagione il suo pg mi pare ancora più ridicolo del solito. Chiaramente ci sono i soliti spostamenti di truppe invisibili e superveloci che non vede nessuno, ma oramai ci si è fatti il callo a questi espedienti (oddio, non sempre). Miglior momento quello finale, Olenna usa i suoi ultimi istanti in modo proficuo: mette il tarlo del dubbio sulla sanità di Cersei nella testa di Jaime e si vendica raccontandogli la verità sulla morte del figlio. Ha perso ma ha perso con dignità.
  38. 6 points
    Con Euron che sbuca dal nulla con una flotta sono buoni tutti.
  39. 6 points
    Questo è un vizio che non è mai mancato nella loro sceneggiatura. In sostanza cavalcano due strategie di marketing dal loro punto di vista remunerative. Salire in groppa all'instancabile destriero del femminismo non può che portare appagamento e soddisfazione in una determinata fetta di pubblico, soprattutto americano. Dall'altro lato, ci si crogiola nell'insistente convinzione che l'immagine di una donna pericolosa, fatale, dominante stimoli l'attrazione erotica del pubblico maschile, al punto da portare maggior interesse sia al personaggio in sé che alla base, rispetto a quanto potrebbe mai farlo una donna più equilibrata e docile nei modi di fare. La tendenza e tale strategia sono state intensificate a tal punto da creare una mistificazione, uno scenario colmo di caricature di sé stessi. In sostanza sì, non vi è una figura maschile di rilievo sul piano caratteriale che possa bilanciare la questione. Questo Jon promette però bene ed anche lo stesso Tyrion, per quanto lontano dall'irriverente e accattivante pg di una volta, dubito si piegherà o metterà supino di fronte a ragionamenti che non condivide.
  40. 6 points
    Eccomi! Sono al mare ma non vi lascio comunque senza episodio! Ora torno in spiaggia, buona visione! 7x02 - Volta la carta
  41. 6 points
    Mah.... più ci penso e più questo re del nord mi convince poco. E' re del nord da poco e già se ne va. Litiga di continuo con la sorella, quella cretina là ma lui è evidentemente più cretino perchè le lascia il Nord. Il nonno era così cretino da fidarsi di un re folle e ci ha rimesso la vita, il padre putativo è arrivato a fidarsi di un Ditocorto e ci ha perso la testa, il fratello s'è fidato di Walder Frey e ci ha perso la testa. Ci sarebbero una quantità di indizi per non dico assecondare la sorella ma almeno starla ad ascoltare. Qui abbiamo una regina straniera di cui si sa poco o nulla che è appena giunta a Westeros, evidentemente una cretina anche lei perchè di nome non fa Jon e di cognome non fa Snow, che ti chiama nella sua tana e tu cosa fai? Ovviamente ci vai. Non mandi un emissario come si fa sempre in questi casi, non organizzi uno scambio di prigionieri per tutelarti, nè richiedi un campo neutro di incontro. Il motivo è molto semplice: un nano che hai incontrato anni fa ti è simpatico ed ora questo nano sta dalla parte di Daenerys. Se la meritocrazia fosse di casa a Westeros, Jon sarebbe già stato retrocesso a buffone di corte, altro che re del nord.
  42. 6 points
    Prima puntata di questa settima stagione, godetevela! 7x01 - Chiacchierando non vale
  43. 6 points
    Contest di scrittura creativa Tema: L'orologio Titolo: - Uomo sulla banchina della vita continua a guardare i treni passare senza mai riuscire a prenderli. Forse senza volerlo forse per paura forse perché stanco o solo troppo lento. Uomo della strada specchiati in una pozzanghera ma non abbassare la testa quando le donne ti guarderanno. Uomo fuori dal tempo, uomo privo di voglia di sopravvivere al terzo millennio al fondamentalismo di mercato alla velocità che lascia indietro numeri fatti di carne. L'uomo con le scarpe rotte mi ha donato parte di sé dopo avermi fatto vergognare del mio conformismo e non so bene cosa sia, forse la stessa sensazione di sempre la solitudine dello straniero. Le lancette di quest'orologio segnano sempre la stessa ora, quella sbagliata. Altre van troppo veloci a seguirle senza sosta ti perderesti. In un mondo diverso di colpo si fermerebbero e conteremmo il tempo con i sospiri. E no, non piangere amica mia o perderai il tuo treno. Io rimarrò, con la chitarra e con il vino con quelli come me sulla banchina dei treni perduti il Golgota degli uomini soli, tormentando i miei fantasmi volando alla ricerca di attimi di sussulti del cuore smarriti chissà dove nel mio tempo perso, scandito dalle lancette d'un orologio di stazione.
  44. 6 points
    Contest di scrittura creativa Tema: l'orologio. Titolo: Fine catena con quadrante e lancette. Possiamo fare e disfare, decidere ritrattare, ma il tempo possiede solo una dinamica: avanti. Lo scendere inesorabile d’acqua da un subdolo serbatoio, che non sta a noi riparare. Quantifichiamo, misuriamo gli attimi come sabbia nella risacca del mare. Sciocchi contabili, secondi e decimi. Per avere una parvenza di controllo. Sforzi titanici di esseri infimi. Io so dove sta in agguato il vostro crollo, la vostra debolezza, causa di resa. Io lo so che il vostro tenero midollo repelle l’incertezza mesta sospesa. Anelate uno schema, un dio, una dieta, un bollino al vostro incespicare eterno che vi assicuri un senso ed una meta. Non partano mai i dardi dal loro perno a pungervi la coscienza. Sia imbrigliato ogni istinto di adattarsi a un nuovo inverno. Ho imparato che il tempo va liberato e vissuto al meglio e vissuto a capriccio, che il genio si plasma nel tempo sprecato. Vivo ore precarie senza l’impiccio di diaframmi esogeni, infide stampelle. Un rintocco mi tocca se un momento scorrendo si ferma a graffiare la pelle. L’unica certezza, vero turbamento interiore, sono caffè e sigaretta nello scoccare il puntuale espletamento.
  45. 5 points
    E ricordiamo anche che Daenerys probabilmente avrebbe anche mandato Tarly alla barriera. Non conosceva questa prassi e gliela ha proposta Tyrion. Ma Tarly ha scelto la morte rifiutando anche di prendere il nero. Ma con tutto quello che abbiamo visto in 7 stagioni stiamo veramente parlando di crimini di guerra?
  46. 5 points
    Più che mettere troppa carne al fuoco in quest'episodio hanno evidentemente condensato avvenimenti sufficienti a riempire due o tre puntate. Se ci fate caso la situazione di ogni personaggio alla fine dell'episodio è drasticamente diversa da quella all'inizio. Ci sono stati davvero troppi eventi e troppi risvolti di trama. Se devono fare sette episodi per motivi di budget è un conto, ma prendersi un po' di tempo per evitare di condensare una dozzina di storyline nello stesso episodio sarebbe stato oculato. Inoltre, oltre alla CGI di Drogon, non mi pare che questa puntata richiedesse un budget così alto. D&D avevano una to do list per questa stagione e in quest'episodio hanno tentato di condensare la maggior parte delle informazioni che, invece, avrebbero dovuto diluire nel corso della stagione. Rivelare che Jon non è un Sand ma un Targaryen. Fatto. Rivelare che Cersei è incinta. Fatto. Mostrare che i draghi rispondono bene a Jon. Fatto. Estinguere i Tarly. Fatto. Rivelare a Cersei che Tyrion non ha ucciso Joffrey. Fatto Far lasciare a Sam la Cittadella. Fatto. Far tornare Jorah da Daenerys. Fatto. Far allontanare Jorah da Daenerys. Fatto Far incontrare Tyrion e Jaime. Fatto. Resuscitare Gendry. Fatto. Fargli percorrere duemila chilometri in dieci minuti. Fatto. Far incontrare tutti a tutti. Fatto. Mettere Arya contro Sansa. Fatto. Far spiare Ditocorto da Arya. Fatto. Far spiare Arya da Ditocorto. Fatto. Organizzare la sortita oltre la Barriera. Fatto. E ce ne sarebbe ancora. Sul serio, troppa roba. Anche per gli standard di GoT.
  47. 5 points
    Quindi fatemi capire, se Dany, di fronte alle richieste di Jon, avesse detto "certo che credo agli Estranei e che ti do il mio aiuto, ecco il vetro di drago, il mio esercito e i miei tre draghi, rinuncio alla lotta per il trono di spade e vengo subito con te a combattere Estranei, non-morti e qualsiasi altra cosa ci sia a nord!", se questa fosse stata la sua reazione, secondo voi sarebbe stata una scelta di sceneggiatura perfettamente plausibile e sensata??? Non c'entra niente il fatto di idealizzare i personaggi o preferire gli ideali incarnati da uno piuttosto che dall'altro, si tratta di un minimo di realismo nelle reazioni dei personaggi.
  48. 5 points
    Provo ad aprire il mio primo topic. Spero di non combinare qualche guaio in caso i moderatori me lo segnaleranno! Ho controllato nella ricerca e non mi pare ci siano topic sullo stesso argomento quindi procedo... Il personaggio di Brienne è uno dei comprimari, ma è presente in tutte le stagioni, ha interagito quasi con tutti i personaggi e in tutti i luoghi della serie (Dany ed Essos a parte). Apparentemente può non sembrare fondamentale, ma ha avuto la sua importanza, specie nelle puntate che l'hanno vista accanto a Jaime ( per cui è stata indubbiamente importante per il parziale cambiamento, anche se con tutte le problematiche che sappiamo), ma anche per aver salvato Sansa e , ahimè, per aver ucciso Stannis (purtroppo alcuni la detestano per questo, ma il personaggio, televisivo, del Baratheon era condannato e, a mio avviso, meglio morto per mano sua che di Ramsey, vediamola così!^^). A me piace molto, anche se potrebbe sembrare monolitico, concentrata sui doveri e i giuramenti (che si è data da sola peraltro, nessuno l'ha obbligata, nè Renly prima, nè Catelyn o Sansa dopo), che persegue fino in fondo a costo della vita, è leale fino allo sfinimento (e a volte la porta ad essere anche un po' testarda e ottusa), non definisce, con modestia, se stessa un cavaliere, ma segue i dettami e le regole della cavalleria fino a sembrare quasi obsoleta, in un mondo corrotto come Westeros. Pur essendo una portentosa guerriera, ha mostrato però anche fragilità e una femminilità che cerca di nascondere, anche per difendersi e compensare il fatto che il suo aspetto che la porta a non essere mai presa in considerazione come donna (anche se Jaime, sembra essere l'unico ad essere andato oltre le apparenze e i pregiudizi.. Tormund non lo prendo in considerazione perchè mi pare più una trovata degli sceneggiatori per alleggerire un po' l'atmosfera). Durante la quinta stagione purtroppo è apparsa pochissimo, se non poi per fissare una candela per quasi tutto il tempo, ma si è rifatta nella sesta, salvando Sansa e portandola a Grande Inverno, e ha buone prospettive anche in questa stagione, pur essendo per ora più una guardia del corpo dei ragazzi Stark, e nei limiti di un personaggio comprimario. Secondo voi che destino aspetta, nella serie, a questo personaggio? Essendo appunto secondario, è sempre a rischio di morire in qualsiasi momento, anche se una potente guerriera, ma forse proprio perchè è una guerriera, se sopravvive in questa serie, quasi sicuramente sarà in prima linea nella lotta agli Estranei e quindi a foorte rischio di morire sul campo di battaglia. Io penso e spero che interagirà ancora con Jaime e lo aiuterà a emanciparsi dall'influenza di Cersei e completare il suo cambiamento, anche se vedo difficile che ci sia un lieto fine per il loro rapporto (perchè la tensione tra loro c'è e non si può negare). Personalmente io spero che alla fine sopravviva (perchè vabbè che Got fa fuori personaggi come se piovesse, ma alla fine nonè che possono uccidere tutti! qualcuno rimarrà pure alla fine!), e che contribuisca eventualmente alla costruzione di un mondo rinnovato e migliore... e persone come lei, con i valori che porta, a mio avviso serviranno!
  49. 5 points
    Bellissima puntata senza punti morti e di forte impatto emotivo Credevo che avrebbero fatto vedere per ultimo l'incontro fatale ma al contrario ce lo hanno proposto da subito Che dire? La spocchia della biondina e' veramente insopportabile ..con i titoloni snocciolati uno ad un uno,senza risparmio ,ma lei non e' affatto la legittima erede al trono di spade ,i Targaryen erano stati sconfitti e poi dinasticamente parlando sappiamo che lei non e' la prima della linea di successione. Con il conforto della sua spocchia,riceve Jon come se fosse un postulante pezzente,Jon mostra dignità ,coraggio .....vera regalità e ammette pure di non avere doti di oratore,ma in questo Davos lo soccorre benissimo illustrando alla montata chi e' Jon e cosa ha fatto Rivisto il Tyrion dei bei tempi ,ed e' Tyrion ,che sa di aver ingannato Jon , a suggerire alla regina al momento di niente di fare un atto di buona volontà che Jon,generoso ed empatico piu' che mai merita Al confronto con la biondina Cersei si mostra una vera regale e reale regina il che e' tutto dire Bellissima la sequenza dello scontro Ellaria Cersei...drammatica e,ben scritta ,ottimamente interpretata e girata In precedenza ci hanno fatto vedere Euron fare ingresso trionfale ad approdo del re,siamo in regime dittatoriale ergo il popolo acclama chi la corona gli dice di acclamare esattamente come ora nei paesi islamici Bello il confronto Jaime Olenna..con la regina di spine che fa andare di traverso a Jaime la vittoria ed esce di scena alla grande Sam guarisce Mormont e se le cava con il maestro , dovrà solo ricopiare certi documenti,chissà cosa ci leggerà... Bran arriva a Grande inverno,freddo e determinato,non e' erede Stark e' il corvo a tre occhi vero Sansa ?Che appena lo vede pensa solo ad un potere terreno che sta per saltare...ma che lo dico a fare? voto 9,5
  50. 5 points
    Io credo che il motivo per cui non abbiano voluto mettere nessuno al castello é per una questione estetica: loro volevano che l'arrivo di Dany potesse essere rappresentato in questo modo, perché era come se allungasse le mani per prendere il tesoro per cui aveva combattuto cosí tanto. Una battaglia, per quanto piccola, avrebbe necessariamente distratto lo spettatore sulla cosa davvero importante, cioé la soggettiva di Dany che, dopo 6 stagioni, torna finalmente a casa. E infatti non ci sono rumori: é la quite dopo la tempesta, il letto su cui ti sdrai dopo una faticosissima giornata di lavoro, l'acqua che bevi dopo una camminata di 3 ore sotto il sole. Non dico che non si sarebbero potute coniugare le due cose, ma che, nel linguaggio televisivo, potrebbe esserci una ragione valida per questa scelta. E, se fosse davvero questa la ragione, io non mi sentirei di biasimarla: alle volte devono passare concetti, alle volte emozioni. E Roccia del Drago vuota non é certo la mancanza maggiore di questo show, mentre la scena é davvero ben fatta e funziona come momento di catarsi.
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