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Showing content with the highest reputation on 04/28/2018 in all areas

  1. 2 points
  2. 2 points
    @Stella di Valyria è prima brienne a definirlo "lo sterminatore di re" e lui vuole che gli venga tolto quell'appellativo, almeno da lei, dicendole dopo "il mio nome è jaime".......
  3. 1 point
    Preso atto che: sul forum ci stiamo girando i pollici aspettando got 8 e ADWD i nerd fanatici di anime e fantasi abbondano visti il successo dei precedenti challenge, e' ora di iniziarne uno dedicato agli anime! E quindi Benvenuti all' Anime Challenge di Barriera!!! Come gli altri challenge abbiamo una categoria per ogni giorno a partire da lunedì 30. Al termine dei 30 giorni e in caso di successo ci saranno ulteriori 17 categorie da usare come bonus. Sarà interessante leggere le risposte vista la differenza d' età tra i vari utenti del forum. Le categorie riguardano sia cartoni animati che anime tralasciando i manga. Questi ultimi saranno inseriti eventualmente nel bonus alla fine dei 30 giorni in un paio di categorie dedicate. Nei post delle risposte si possono inserire immagini dell' anime in questione ovviamente rispettando i dettami del forum sulla dimensione delle stesse. Si possono inserire anche brevi video ma evitando le sigle visto che sono già state postate nel topic dedicato. Inoltre: gli anime possono essere citati in più categorie per ogni categoria si possono mettere più risposte per evitare di dover scegliere.. si possono citare anche film o altre opere collegate all' anime se un utente vuole inserire più categorie in un unico post è libero di farlo. il primo anime che hai visto in vita tua il robottone preferito l' anime più lagnoso personaggio maschile preferito personaggio femminile preferito personaggio ambiguo preferito l' acconciatura più strana che hai visto in un anime un anime senza senso personaggio antropomorfo preferito anime con predicozzo incorporato l' astronave più bella il più gnocco degli anime la più gnocca degli anime l' outfit degli anime che avresti sempre voluto indossare l' anime più spinto che conosci (evitare immagini esplicite) il cattivo-a il personaggio inutile la trama più difficile da comprendere l' anime che sei costretto a guardare insieme ai pargoli autore preferito migliori disegni personaggio odiato arma preferita l' anime più violento anime sportivo preferito combattimento preferito i genitori più bastardi degli anime maestro di arti marziali, pilotaggio etc preferito l' anime che ti era piaciuto ma non riesci a riguardare anime della tua infanzia, adolescenza, senilità.. (un anime per ogni fase della propria vita) l' ultimo anime visto al cinema personaggio mezzo uomo-donna mezzo machina/demone o altro (categoria doppia) l' organizzazione criminale più cattiva il miglior anime occidentale supereroe preferito il fisico di un personaggio che hai sempre desiderato e un fisico impossibile (categoria doppia) migliore ambientazione by neshira il gadget del tuo anime preferito l' anime rivisto dopo anni l' anime che avete visto in 4.. l' anime di cui poi hai comprato il manga e viceversa (Da due a una) l' anime più lungo che hai visto l' anime senza tensione sessuale o sentimentale i disegni peggiori in un anime L'anime che non hai visto e devi assolutamente recuperare by @Neshira L'anime che ti ha traumatizzato by @Neshira Peggiore trasposizione (da libro fumetto ... mito ...) La coppia più shippata/shippabile by @Lyra Stark Il finale più meh by @Lyra Stark l' anime o il lungometraggio musicale preferito by @Lyra Stark Buon divertimento!!
  4. 1 point
    Segnalo che le partite di Real Madrid, Barcellona e Villarreal della giornata 30 (Liga, Giornata 34) sono state rinviate al 09/05
  5. 1 point
    Un'ultima cosa, piccolissima: mi ha sorpreso e mi torna poco, vi ho detto, che dopo tutto il dialogo della vasca -in cui tra l'altro Jaime dice esplicitamente e con un dolore ed una stanchezza umanissimi, palpabili, immensi "Io non sono il Kingslayer: io sono Jaime"- quando lui alla fine perde i sensi, lei nel chiamare i soccorsi usi di nuovo proprio l'odiata parola, l'"etichetta" di Kinglslayer. Anche se sembra pronunciarla in un modo nuovo, diverso, con rispetto e, quasi, come se parlasse di un qualcosa di prezioso e importante, da proteggere. Però, la sensazione di incoerenza, di "messaggio non del tutto pervenuto" (o di svista degli sceneggiatori, ma voglio sperare di no, perchè sarebbe ben grossa) mi è rimasta. O è un timore che Brienne ha ancora, una confidenza che non se la sente di prendere? Come sarebbe bello (e speculare, e completamento di un percorso), allora, che in un'eventuale morte di lui tra le braccia di Brienne, lei, disperata, lo chiamasse finalmente con il suo nome: Jaime. Niente più titoli, contenitori tanto appariscenti quanto vuoti; niente più etichette appiccicate dall'esterno, niente più pregiudizi e preconcetti: solamente l'essere umano. Solamente Jaime... Finalmente Jaime.
  6. 1 point
    Io ricordo che da qualche parte si diceva che Lamento di vedova si trovasse col corpo di Joffrey nel Tempio di Baelor, ma dubito che poi sia stata sepolta insieme a lui visto che per Tywin ottenere una spada in acciaio valyriano era stata un'impresa titanica, per la scarsità di lame valyriane rimaste in circolazione e perché chi ne era in possesso non se ne privava facilmente, anche sotto cospicuo pagamento. Una volta ottenutene ben due, dubito che si privasse di una, tra l'altro quella più grande e destinata ad essere tramandata agli eredi di casa Lannister; più facile che, una volta sepolto il nipote, Tywin l'abbia conservata, e niente di più facile che LDV sia passata proprio a Jaime nel caso lo stesso Tywin fosse venuto a conoscenza del dono di Giuramento a Brienne. Anche se mi pare strano, perché sappiamo quanto Tywin Lannister fosse contrariato dalla volontà di Jaime di rimanere nella Guardia Reale a vita e rinunciare definitivamente al proprio diritto a Castel Granito. Potrebbe ad ogni modo averla con sé. Sulla ipotesi di rifondere insieme le due spade derivate da Ice, io ero tra quelli che non ne vedevano l'utilità; innanzitutto, per una questione meramente pratica, meglio due spade in grado di annientare un Estraneo che una soltanto. E poi perché Ice ormai è andata, non sarebbe comunque più la spada di casa Stark (quella potrebbe divenire Lungo Artiglio), è sicuramente poetica l'idea ma secondo me è più coerente che rimangano le due spade che sono ora. Staremo a vedere,
  7. 1 point
    Confesso che ho proprio perso di vista Lamento di Vedova, e non so con quale spada Jaime stia combattendo. Ma se fosse questa -e da un lato dovrebbe esserla, dato che Jaime sta andando a Nord, quindi verso gli Estranei, e una lama di Valyria è insostanza una necessità, a meno che conti di farsi dare un pugnale di ossidiana (potrebbe, eventualmente, se già non era sua, averla presa nella Fortezza Rossa, prima della sua partenza solitaria?)- vederle combattere fianco a fianco, Giuramento e Lamento, sarebbe bellissimo. In un altro topic avevamo sperato nella fusione delle due spade per ricostruire Ghiaccio, ma per vari motivi la cosa appariva poco probabile (anche se a rigore ci potrebbe essere a protata di mano Gendry, con un passato da fabbro apprendista ma abile, e guardacaso presso uno dei pochissimi, Tobho Mott, ancora in grado di lavorare l'acciaio di Valyria). Ma forse sarebbe ancora più emozionante una "ricomposizione" solo simbolica: le due metà di Ghiaccio che, inizialmente avviate per strade diversissime, separate per tanto tempo, nel momento culminante combattono insieme. Di nuovo unite nonostante Tywin e la sua intenzione di spazzare via tutto di Ned; nonostante tutto e tutti. Hanno voluto distruggere una spada, pensando di annientarla, insieme al suo prorpietario? E invece, ne hanno fatte due. Più forti di una, e ancora legate ed unite nel momento finale. Sarebbe giustizia postuma e ancora di più: un momento di pura, scintillante, commovente poesia.
  8. 1 point
    sono "ottimista" riguardo brienne, nel senso che nell'ottava stagione secondo me, in relazione al minutaggio, sara uno dei personaggi con maggior qualita nelle scene che la interesseranno, penso avremo almeno 2-3 momenti molto alti legati a lei, uno in relazione a sansa e arya, uno nel culmine di una battaglia contro i WW, e il terzo, forse anche l'ultimo in assoluto, con jaime!
  9. 1 point
    Molto bella la tua lettura, e di certo credo che saremmo tutti contenti se per Brienne il finale non fosse frenetico e tutto votato al singolo sacrificio per un altro personaggio, ma raccontato ed accompagnato da coerenza, e, perché no, anche poesia, una poesia di cui la donzella di certo in tutta la sua vita ha goduto ben poco, se non per nulla. Per come ho sempre visto il destino del suo personaggio, strettamente interconnesso con quello di Jaime, personalmente credo che entrambi siano destinati alla battaglia contro i WW. Credo che ella morirà, se morirà, a King's Landing e non a Winterfell, e che la lama valyriana troverà il suo perché completandosi con l'altra lama, quella che possiede Jaime. Anche se non sono certa ci venga mostrato che Lamento di Vedova si trovi - ora - tra le mani di Jaime. Lo diamo per scontato, ma chissà se davvero le due spade combatteranno insieme.
  10. 1 point
    In quanto alla META FINALE della nostra Brienne... come ho già scritto, su questa parte sono sempre in difficoltà. Perché noi ci basiamo su coerenza e, in parte, prevedibilità; mentre un bel finale, per un film o una serie, è quello in cui la prevedibilità salta completamente, pur mantenendo rispettata la coerenza col personaggio, la sua personalità ed il suo percorso. Quindi, come sempre, mi limito ad abbozzare qualcosa di molto vago. Intanto, Brienne è uno di quei personaggi che hanno, ormai da tempo, una lama di Valyria. E questo pensiamo un po' tutti che significhi una cosa abbastanza certa: è tra coloro che affronteranno gli Estranei. Con qualche chance di sopravvivenza, data l’arma; tuttavia tutt’altro che certa, perché gli Estranei possono essere in numero assolutamente soverchiante. Quindi potrebbe sopravvivere o soccombere... e qui, per pura sensazione “a pelle”, penso che la povera, goffa, eternamente fuori luogo Brienne sia uno di quei personaggi fin dall’inizio destinati al sacrificio finale. Alla morte. Perché, come ho scritto nel primi post, è un personaggio profondamente tragico da sempre, seppur goffamente (goffaggine che solo ad una lettura superficiale ne mascherà la tragicità e il dolore... curioso e beffardo destino, il suo: la goffaggine è la sua tragedia, ma anche ciò che impedisce agli altri di coglierla e comprenderla. Due condanne in una, povera Brienne), sofferente, solo, tormentato, incompleto e destinato ad esserlo per sempre, “sbagliato”. Come se si portasse già dentro la linea scura ed inesorabile di un destino tracciato. E non un destino lieve, lieto e sereno; come non è mai stata lieve, lieta e serena la sua esistenza. Il mio grosso timore è che questa morte, per fretta di D&D e/o per l’eccessiva mole di materiale da trattare e storie da portare a termine, finisca nel calderone di una grande battaglia –magari nel massacro frenetico dello scontro finale- senza più spazio per uno sviluppo ed un momento autonomo, che per me questo personaggio, invece, stramerita. La mia speranza, all’opposto, è che trovino (o scelgano di trovare) il tempo per concederle un epilogo degno... che, anche se so di essere banale, mi vedrei solo insieme a Jaime. Hanno percorso troppa strada insieme, sono cambiati e cresciuti troppo, insieme, perché i loro percorsi non si incontrino di nuovo. Il momento di “Fu** the loyalty” è stato una premessa, un incontro brevissimo e, per così dire, “da lontano”. Un assaggio, in un certo senso. Ma io mi aspetterei ancora molto, molto di più. Qualcosa di tanto più intenso: non solo un giustapporsi delle loro strade, un incrocio momentaneo o un tratto in parallelo, guardandosi l’un l’altra da lontano, ma un intrecciarsi stretto e quasi inscindibile, intenso come era stato quello della vasca. Magari brevissimo –perché se nel frattempo c’è la Morte, in un angolo, che aspetta, non aspetterà a lungo. Solo nelle opere liriche l’eroina morente e agonizzante fa ancora in tempo a cantare un’aria ed un duetto, e pure a pieni polmoni; nella realtà –e Got in questo somiglia abbastanza alla realtà- la Morte, quando arriva ad esigere il conto, è un padrone di casa ben più impaziente e di una brutalità spietata. Ma del resto nel cinema e nelle serie tv, quelli ben fatti, il pathos è questione soprattutto di intensità ed emozione, non solo di durata. E vi prego, D&D: non fatemeli vedere “solo” che combattono fianco a fianco, nella solita scena alla “la solidarietà trionfa, yuppi!”. Datemi una scena da star male, per il dolore e la bellezza. Datemi –anche se è banale, vecchio e un po’ operistico- lei che si immola per salvare lui (facendoci capire, nello stesso momento, che non solo dopo quel dialogo che ho citato cento volte ha imparato a stimarlo, a vederlo oltre e sotto la maschera, l’etichetta ed il pregiudizio, ma anche che davvero, come abbiamo immaginato tante volte, si è innamorata di lui, la goffa, candida Brienne dal cuore di fanciulla, la povera Brienne destinata a sbagliare sempre tutto). O -e mi piacerebbe ancora di più, ma tanto- l’esatto contrario: lui che -eventualmente dopo aver compiuto qualche impresa grande e forte, forse portentosa, che un po' tutti ormai ci aspettiamo da lui dopo l'affrancarsi dai vecchi legami con quella partenza solitaria sotto la neve- si sacrifica per lei. Non più per una delle donne più belle e sensuali dei Sette Regni, che lo ha avuto in pugno per una vita, sin da quella nascita in cui lui si teneva aggrapato al tallone di lei, quasi segnando già un legame di dipendenza, bisogno e sudditanza, ma per quella più goffa, sgraziata, brutta; la più improbabile di tutte. Non più per uno splendido corpo con un'anima marcia fino al midollo, ma per la trasparente, indifesa, quasi sempre non vista bellezza di un cuore limpido e puro. Che forse lui, alla fine, forse proprio in quello stesso momento, ha scoperto di amare. Perché è possibile –ve lo dico per esperienza personale, purtroppo- capire di voler bene, e tanto, ad una persona solo nel momento, o nei giorni, in cui la morte te la sta portando via per sempre. Ed è terribile... ma è già qualcosa. Perché sarebbe ancora mille volte peggio scoprirlo solo dopo. Perché ti concede almeno la possibilità, se non di condividere con quella persona momenti felici e sereni –la vita è spietata: questa chance, se te la sei giocata, non te la concede una seconda volta- almeno di farle capire, di farle sentire, con un ultimo, unico gesto, quanto ci tenevi a lei. Un attimo prima che il sipario cali e l’eterna nemica, la Morte, riscuota definitivamente ciò che è suo. Dopodichè, il seguito va da sé: Jaime che muore tra le braccia di Brienne. Tra la braccia, come era stato detto, della donna che ama. Ben misera felicità, per tutti e due: ma a volte e ad alcune persone, questa lotteria incomprensibile e troppo spesso ingiusta che è la vita non concede molto di più. Sì, lo so: ho prospettato due finali che, se li leggete con la testa più che col cuore, sono l’apoteosi della banalità. Da libretto d’opera, e pure popolare, di quelli per commuovere il pubblico delle ultime file. Ma concedetemi questa eccezione, almeno per questi due personaggi. Almeno nella mia testa e, soprattutto, nel mio cuore. Nessun intrigo, nessun colpo di scena spettacolare; nessun tranello e nessuna raffinata macchinazione; nessuna tattica e nessuna politica: è dall’inizio di Got ad Asoiaf che sono ovunque, dominano tutto e tutti. Per una volta, vorrei tanto che rimanesse solo la vita degli esseri umani per quello che in fondo tanto spesso è: sbagliare, sforzarsi di capire, riprendersi, cadere e rialzarsi, cercare di fare del proprio meglio (magari sbagliando ancora, perché siamo umani, accidenti, maledettamente umani), soffrire, morire. E pazienza se è banale: le nostre vite, a guardarle bene, sono banali. Noi siamo banali. La vita stessa è banale. Eppure può lo stesso fare stare tanto bene, o portare tanto dolore. Come il più complesso, articolato ed intricato dei romanzi... anzi, a volte, tanto di più.
  11. 1 point
    Ho riflettuto a lungo su questo punto: non sono sicura che Brynden Rivers non "esistesse" prima di ASOS o - peggio - che sia un personaggio "fanservice". Piuttosto ipotizzo che prima di ASOS fosse un "personaggio nel cassetto", cioè costruito nell'insieme di vicende che ruotano intorno delle Cronache, ma accantonato. So che spesso succede: un autore mette insieme personaggi ed intere vicende che non trovano spazio nella stesura finale di un libro.Questo spiegherebbe perché Aemon non lo cita nel suo discorso a Jon in AGOT (è in effetti molto inverosimile). Può darsi però che per quella che era l'idea che Martin aveva della sua opera compiuta in quel momento, non era possibile inserire un personaggio complesso come Brynden Rivers senza aprire un'enorme ed in quel punto ingiustificata parentesi e per questo lo abbia soppresso. Successivamente, la sua idea della storia potrebbe aver preso una piega diversa che ha quindi reso magari interessante e magari anche necessario l'inserimento del personaggio. Solo che a quel punto AGOT era già uscito. Solo un'ipotesi...
  12. 1 point
  13. 1 point
  14. 1 point
    Ho riportato solo un paragone che mi è venuto in mente cinque minuti dopo essere uscito dal cinema, preso dalla foga del momento e dallo scornamento che mi è venuto vedendo il finale. Mi scuso se sono andato OT. Più lucidamente, il film non è male e riesce a equilibrare un cast stellare ed espanso oltre ogni misura. In pratica ci sono tre filoni narrativi Il film è bello, nulla da dire, tecnicamente ben orchestrato e divertente, e il finale, con quell'assenza di colonna sonora, è veramente di impatto, ma sento che manca qualcosa, che la Marvel sta tenendo il meglio per Avengers 4. O almeno, così spero, perché sento che questo film è incompleto. Però una cosa mi ha deluso: Voto: 7.5
  15. 1 point
    Ma il giorno quest'uomo, che fa? Non è in grado neanche di scrivere mezza pagina al giorno? E poi si incacchia pure se qualche povero sfigato glielo fa notare! A questo punto, mi aspetto che TWOW sia VERAMENTE un capolavoro sopraffino, che la qualità del capitolo di Aeron rilasciato in anteprima sia la qualità di ogni altro maledetto capitolo. Se è un altro brodo allungato tipo AFFC e ADWD e si prospetta l'ottavo libro, butto tutta la saga nel ce**o
  16. 1 point
    E' certamente la cosa più coerente con il percorso di Brienene, la quale ha infine compreso quanto la minaccia dei WW sia reale e sia impellente su tutti loro: Brienne sa di avere presa su Jaime, e come dice @Stella di Valyria lo esorta in questa ottica a fare qualcosa di concreto per contribuire alla causa: come dite tutti, sono finiti i tempi sei sofismi, e sentir dire quella frase così perentoria da una come Brienne fa ancora più effetto. Concordo poi con chi sostiene che non tutti hanno la forza di carattere di Cersei, o la sua totale follia, si potrebbe dire, di restare immutabilmente seduta sul suo bel trono mentre tutto attorno a lei va a fuoco.
  17. 1 point
    @osservatore dal norde @the neck : Bellissima idea, davvero! In effetti, è l'unica lettura sensata: Brienne ha scoperto che non sta più vivendo in un mondo ed una situazione normali, e che per la prima volta esiste un Bene (o un pericolo) superiore persino ai giuramenti. Oltre al fatto che (ripenso al dialogo nella vasca, e a ciò che Jaime le ha svelato di se stesso) lei ormai sa quanto il vero Jaime sia diverso da quello che appare. E probabilmente ritrovandolo lì, a corte, bene o male tornato al suo posto, Brienne ha capito che, dopo quella fase di soffferenza e profonda, totale crisi -tutto il cammino con Vargo Hoat e il periodo immediatamente successivo- in cui stava riuscendo a liberare il vero se stesso, poi invece, ritrovandosi nel vecchio ambiente e tornando ad essere succube di Cersei, è di nuovo in parte scivolato indietro, ha in parte accettato di rimettersi addosso la stessa, vecchia maschera non sua, anche se con molta più umiltà e molti più dubbi. E lo esorta -in modo brutale perchè i tempi stessi ormai sono brutali, oltre che impellenti e brevissimi; non c'è più spazio per dialoghi sottili, graduali, delicati ed intimi come quello della vasca- a scrollarsela di dosso una volta per tutte, a gettare via le sovrastrutture e recidere i legami di cui è ancora prigioniero e diventare finalmente il vero Jaime, quello che lei - e solo lei- ha conosciuto: un uomo che, pur nei suoi umanissimi difetti, imperfezioni ed incoerenze, vuole agire per il Bene. Esattamente lo stesso gesto che, in fondo, Jaime ha già fatto una volta, scegliendo, per salvare migliaia di vite innocenti, di infrangere un giuramento, e pagandolo poi con il marchio eterno di Kingslayer. Un giuramento infranto che, paradossalmente, Brienne l'ha capito in quel famoso dialogo, è proprio ciò che ha fatto di lui un essere umano con un cuore e non l'assassino traditore ed amorale che credeva. E Brienne gli sta chiedendo di rifarlo ora, quando il pericolo e la posta in gioco sono incomparabilmente maggiori. Solo Brienne sa di questo, di cosa c'era realmente dietro quello che per tutti gli altri è stato solo un tradimento o un gelido gesto di guerra ed ambizione: e nessuno più di Brienne, quindi, può coerentemente chiedergli di fare di nuovo questa scelta. Quindi dietro l'apparente incoerenza può esserci, invece, una profondissima coerenza, nonchè senso logico. Grazie ad entrambi per avermi dato questa chiave di lettura
  18. 1 point
    "non scrivero altro fino a quando TWOW sara concluso".........quindi per non mandarcelo in molteplici idiomi mi verrebbe solo da ipotizzare..... 1)l'ha effettivamente finito ma se lo tiene per il dopo GOT, probabilita 3% 2)aveva finito da tempo anche questo, e doveva per forza sganciare qualcosa, probabilita 3% 3)degli ultimi libri delle cronache se ne frega ampiamente da lustri e continua a farlo, probabilita 94%, e quindi ritornare al mandarcelo in molteplici idiomi
  19. 1 point
    Quindi TWOW non esce neanche quest'anno? Ma come lo passa il tempo George, maledizione! Ci ho ripensato, non comprerò F&B. Non comprerò nulla di Martin finché non esce quel maledetto sesto libro
  20. 1 point
    iniziamo a considerare che anche per i personaggi slegati per tutte le stagioni dalle vicende della barriera e dai WW inizia a far breccia l'ipotesi che il loro mondo stia correndo il rischio di scomparire? e non molti hanno la psiche e il carattere di cersei per cui se tutto brucia attorno a lei ma lei rimane ancora li non è un problema? quella frase anzi ci sta alla perfezione secondo me...soprattutto considerando chi è il destinatario e che deve convincere proprio cersei.....
  21. 1 point
    secondo me d&d volevano sottolineare come la minaccia estranea fosse tale da spingere brienne a fare e dire di tutto per portare Jamie dalla sua. hanno però scelto una frase poco consona al personaggio
  22. 1 point
    Condivido. E temo siano le cose che capitano quando D&D devono andare avanti su un personaggio di Martin senza Martin alle spalle: il cambiamento di mano, di lavorazione e di grana si sente, eccome. Avevo evitato di proposito, nella mia analisi, di considerare quella frase rivolta a Jamie: perchè è vero che qui dobbiamo riferirci ai personaggi di Got, a come agiscono in Got; però anche a me sembra un capovolgimento talmente forte e stridente che stento proprio a prenderlo seriamente in considerazione. Anche se avrebbe enormi significati: Brienne, da sempre fedelissima ad onore e lealtà, tanto da chiamare la propria spada Giuramento, che alla fine apre gli occhi, capisce di non vivere nel mondo degli ideali e della fedeltà dovuta a costo della vita, diventa improvvisamente cinica e disincantata e realizza che questi sono solo vincoli relativi; che l'individuo in realtà è sempre libero di scegliere e decidere personalmente, momento per momento, sarebbe una svolta totale, nel suo cammino. Brienne, che cambia il credo su cui ha impostato una vita. In una frase. Senza che ce ne sia stato mostrato, o almeno fatto intuire, il motivo, il cammino o almeno il fattore scatenante. Così: perchè sì, e basta. Non so: sarò troppo Martiniana, inconsciamente, anche quando commento Got, ma non ce l'ho proprio fatta, a prendere sul serio una simile "inversione a U". A costruire chissà quale lettura psicologica su quella che, ho il vago sospetto, è solo un'uscita infelice che D&D si sono inventati lì per lì, giusto per avere la frase ad effetto nell'incontro tra lei e il forse-amato Jaime.
  23. 1 point
    nn per fare il rompiscatole che critica sempre d&d ma vedere brienne che bullizza podrick o dice " fan...lo la lealtà" la fa sfigurare molto rispetto alla controparte cartacea dove i suoi comportamenti sono proprio all'opposto
  24. 1 point
    Ciao. Disubbidisco al medico e faccio ancora capolino qui una volta, dai Oggi ho dovuto aspettare a lungo in un corridoio... e non ho potuto fare a meno di scrivere qualcosa su un personaggio che, contrariamente a molti altri lettori, amo molto. Con carta e penna, perché non avevo altro. Ma dato che il materiale ormai ce l’ho, faccio uno strappo e lo sviluppo qui. Anche questa volta, per motivi di resistenza, sia mia che vostra, spezzerò in due il post, ok? PERSONAGGIO ED EVOLUZIONE Amo questo personaggio, dicevo. Perché per me Brienne non è, come l’hanno vista molti, un character secondario e di contorno messo lì per riempire un buco, piazzarci una storiella d’amore non corrisposto o dare un tocco di colore, quasi leggero: al contrario, Brienne è una tragedia sulla pelle di un essere umano; una tragedia vecchia come il mondo e, purtroppo, ancora attualissima: Brienne è la tragedia del “diverso”. Brienne è la ragazza che, oggi, sarebbe guardata con diffidenza, derisa, emarginata; molto probabilmente bullizzata. Una Brienne giovane, oggi, potrebbe essere l’adolescente che si suicida dopo l’ennesimo “ca**o, ma quanto sei brutta?” o “fai schifo, perché non muori?” letto nel suo profilo su Facebook. Se fosse un maschio, potrebbe essere il quindicenne gay che durante una qualsiasi lezione di matematica o inglese alza la mano, chiede di uscire un attimo e si butta dalla finestra del bagno perchè non ce la fa più, dopo la millesima umiliazione, la millesima ferita inferta dai compagni e dai ragazzi delle classi più grandi. E anche Brienne di Got, seppure caratterialmente più forte d queste figure, è come loro una vittima perchè diversa, atipica, fuori dagli schemi; tanto sola quanto innocente nella sua candida purezza. Un freak in un mondo che i freak non li gettava ancora in pasto alla curiosità morbosa del pubblico pagante di un atroce circo di fine ‘800, ma comunque li condannava alla dannazione in vita, senza appello né indulgenza alcuna. Perché il mondo, allora come oggi e probabilmente come sempre, è ancorato all’apparenza, al giudizio esteriore e superficiale. E non solo a corte, dove in un certo senso è quasi nell’ordine delle cose che la bellezza fisica sia un must: no, persino il più rude, rozzo, ignorante uomo d’armi o contadino ride di Brienne, la considera un mostro o uno scherzo della natura. Persino lui, persino l’ultimo o il peggiore degli esseri umani, ha il potere di ferirla a sangue. Perché “diversa”. Perché donna e perché brutta; e perché ad una donna -e questo, spesso, vale ancora oggi- non è concesso di essere brutta. E perché c’è tanta malignità, nel cuore dell’essere umano; tanto desiderio di fare del male gratuito ed inutile, come se già non bastassero le bastonate che la vita dispensa, e che spesso sono botte da piegarti in due e toglierti il fiato. E se ci sono alcuni esseri umani che questa crudeltà gratuita la esercitano, che ne sono altri che, per qualche motivo, questa cattiveria la attirano, senza colpa alcuna; ne vengono eletti a bersaglio. E Brienne, la povera, grossa, goffa, "sbagliata" Brienne, è uno di quelli. La seconda tragedia di Brienne, simile alla precedente solo in apparenza, è il dramma della discrepanza totale tra il fuori e il dentro, tra ciò che si appare e ciò che si è; tra l’aspetto esteriore e l’essere umano che dietro quell’aspetto vive, sente e respira. La condanna di essere la goffa caricatura di un uomo con dentro un semplice, candido, normalissimo cuore di donna; anzi, di ragazza o, per usare un termine di allora, di fanciulla. Un po' cresciuta, anagraficamente, forse; ma un'eterna fanciulla, a cui la vita non ha concesso di evolversi passando alle fasi successive. Vulnerabile, portato ad innamorarsi -come qualunque ragazza- e che coltiva i piccoli grandi sogni di qualsiasi giovane donna, ma che nessuno conoscerà o vorrà mai. Con le sue povere, candide, tragicamente normali necessità sentimentali ed emotive di donna, di ragazza o fanciulla, che nessuno vede o comprende, condannate non solo a non poter essere mai soddisfatte, ma anche a dover sempre essere ricacciate dentro a forza, come qualcosa di brutto e sporco di cui vergognarsi e che non deve vedere la luce, a non trovare mai una voce, uno sbocco esterno; a non venire mai nemmeno espresse: perchè se mai traspaiono o vengono intuite diventano solo l’ennesimo pretesto per beffe e cattiverie, l'ennesimo ghiotto pretesto per il gusto gratuito di fare del male al prossimo. E questo rende il suo dramma ancora più profondo di ciò che ho scritto sopra: perché diventa la condanna alla solitudine a vita, a non trovare mai quell’amore e quella persona che, con il suo cuore così semplicemente, ostinatamente, disperatamente “normale”, vorrebbe con tutta se stessa. Cose che succedono, nella vita, e non a pochi (e chi vi sta scrivendo queste righe ne sa qualcosa, molto bene): ma di solito la vita almeno ti fa questa carità, di fartelo scoprire un po’ per volta. Carità ben misera, d’acccordo; perché significa dover attraversare un mare di delusioni piccole o grandi; e i conti con la tua solitudine, alla fine, li devi fare lo stesso. Ma almeno, qualche volta hai sperato, qualche volta ti sei illusa, qualche volta ci hai creduto davvero. Ma quanto deve essere peggio, saperlo fin dall’inizio, che sarà così? O quanto deve essere terribile scoprirlo da adolescente, sulla tua pelle, appena muovi i primi passi su quel nuovo versante della vita, con tutto l'entusiasmo, la timorosa speranza e l'immensa vulnerabilità di un essere umano in formazione? L’ostinato, incrollabile desiderio di Brienne di essere un cavaliere nobile e puro, a suo modo “sbagliato” anche questo, perché sposato in tempi in cui nobiltà di cuore e purezza anche i cavalieri, quasi tutti, l’hanno dimenticata da un pezzo (è come se la povera Brienne fosse perseguitata dalla “diversità”, anche qui: è l’ultima idealista in un mondo che gli ideali li ha persi, buttati via e calpestati da tanto) è il suo tentativo di inventarsi un ruolo in un mondo che, per i “diversi” come lei, non ne prevede alcuno, se non quello dell’oggetto di scherno e disprezzo. Ma forse è anche un tentativo di sublimare un’altra aspirazione, quella all’amore, a lei negata a priori. Forse ha scelto di indossare l’armatura non solo per affrontare duelli e battaglie, ma come tentativo inconsapevole di costruirsi un guscio protettivo, per parare ben altri colpi, ben altre ferite e dolori. E, forse, l'armatura è anche una maschera. Per non essere vista. Per non essere giudicata, derisa, ferita. Perché, almeno con la celata calata, Brienne smette di essere lo scherzo della natura e diventa, finalmente, uno tra tanti, uno come tanti... peccato solo che diventi un uomo fra tanti uomini. Mentre lei, dentro, in ogni fibra del suo essere e del suo volere, è e sarà sempre una donna. L’evoluzione di Brienne, in Got come in Asoiaf, avviene soprattutto durante il suo percorso –fisico ma anche e soprattutto interiore- con Jaime. Percorso di cambiamento, sottrazione, sofferenza e poi crescita/rinascita per entrambi, in cui entrambi impareranno –come sempre si imparano le cose in Asoiaf e in Got, attraverso il dolore e la perdita (per lui, della mano e di tutto ciò su cui aveva fondato la propria identità, per lei del senso di solidità che l'armatura e l'abilità con la spada riuscivano a darle, la sicurezza di essere un cavaliere affidabile e quasi invincibile nel portare a termine una missione su cui ha giurato)- a guardare finalmente un altro essere umano oltre le apparenze, le “etichette”, i giudizi affrettati. Oltre l'esteriorità o il velo di un reciproco disprezzo a priori. Fino a giungere, nella fase finale, a cogliere il simile a se stesso, o a quel se stesso che si sarebbe voluto essere, proprio nella persona che, per un mero ma radicatissimo gioco di apparenze, più si riteneva lontana dal proprio essere, l'antitesi per eccellenza, addirittura appartenente ad un altro versante dell’esistenza. Bellissimo, intenso e per me indimenticabile (uno dei punti più alti ed emozionanti di Got, a mio avviso) il punto di arrivo di questo percorso: la scena della vasca. Dove il “mettersi a nudo” non è solo fisico: è anche e soprattutto l’umiltà ed insieme l’enorme coraggio (non sono concetti incompatibili, anzi: molto spesso vanno insieme) di mostrarsi all’altro senza più schermi né difese, nella propria umanissima debolezza e sofferenza mai raccontata prima (Jaime) e nei limiti dei propri poveri corpi feriti e devastati, dalla crudeltà umana o da una beffa del caso (Jaime adesso debole e mutilato, Brienne brutta, goffa e così inesorabilmente “sbagliata”). In quella scena, per la prima volta Jaime esordisce chiedendo aiuto ("Se dovessi svenire, non lasciarmi scivolare giù. Un Lannister che muore affogato in una vasca da bagno, ci pensi?": dove il citare la grandezza e grandiosità dei Lannister non contiene alcun compiacimento, anzi, è amara ironia e amarissima constatazione ed accettazione di quanto, ormai, lui sia lontano dal se stesso di una volta). E, una volta fatto quel passo, quell'ammissione di immensa, umanissima vulnerabilità, per la prima volta parla di sè. Ma parla veramente; e Brienne lo ascolta veramente. E sono due cose così difficili entrambe, parlare, aprirsi; e anche ascoltare l’altro, ascoltarlo davvero. E Brienne, che già aveva allentato da tempo il disprezzo per Jaime, improvvisamente apre gli occhi, e conosce l’essere umano inspettato, sofferente e colmo di dolore, che si nascondeva sotto l’apparenza. Fino all’improvviso, sincero gesto di premura e preoccupazione di lei (incomprensibile, solo, perché dopo tutto quanto, nel chiedere soccorso lo chiami di nuovo Kingslayer: cantonata e buco logico abissali, secondo me, che anche il notare il tono, del tutto nuovo, di rispetto con cui pronuncia quella parola non giustifica comunque neanche in parte; ma facciamo finta di niente e continuiamo). Ed è con Brienne e grazie a Brienne che Jaime, nella fase del suo percorso in cui, persa la mano e buona parte del primo se stesso, costretto a rimettersi in discussione fin dalle fondamenta, per la prima volta guarda qualcuno vedendolo realmente, per quello che è, oltre l’aspetto esteriore. Riconoscendo in lei ciò che lui sarebbe dovuto o avrebbe voluto essere, ma è poi stato schiacciato, cambiato e deviato, nella sua evoluzione, dall’ambiente e dalle manipolazioni, lui che si è sempre creduto un uomo forte e determinato e padrone di sé, da parte di personalità molto più forti della sua : in due ambiti diversi e complementari, Tiwyn e Cersei. Specchiandosi in lei, riconoscendo in lei la purezza di ideali perduta o mai avuta, Jaime la ammira, oltre le apparenze. Per quello che è, e non per quello che appare. Il fatto che i due si innamorino o meno, a questo punto, in confronto a quanto di grande sta succedendo nelle loro vite, paradosalmente mi appare quasi secondario. Perchè anche Brienne in quel momento porta a termine il suo percorso, cambia e cresce: perchè, in quel gesto di soccorso e protezione così istintivo e sincero che ha alla fine, quando sostiene tra la braccia il corpo esausto di Jaime, accogliendo e abbracciando, insieme alla sua fisicità, il peso della sua sofferenza- sconfigge definitivamente il suo pregiuduzio per capire l'altra persona, l'essere umano sotto l'etichetta, il dolore sotto l'apparenza. Lei, che dei pregiudizi è l'eterna vittima, ma che tuttavia ad un altro pregiudizio aveva creduto lei stessa. Ho parlato molto di Jaime, anche se il tema del post è Brienne, perchè davvero i loro percorsi mi appaiono talmente intrecciati, contemporaneamente paralleli e complementari (senza Jaime non potrebbe esserci l'evoluzione di Brienne, e senza Brienne non potrebbe esserci l'evoluzione di Jaime) da essere inscindibili. E mi rendo conto solo ora che probabilmente tutto questo non è affatto un caso. Perchè a prima vista sembrano due personaggi talmente antitetici che più non si potrebbe (e così loro stessi si percepiscono, per molto tempo); ma invece entrambi, anche se in modo diverso, nascondono la stessa, identica ferita: quella di non potersi scrollare di dosso un’”etichetta”, di essere condannate per tutta la vita ad essere oggetto di un giudizio superficiale ed esteriore che è stato attaccato loro addosso e li seguirà per sempre. Uno, il regicida e lo spergiuro; l’altra, lo scherzo della natura, l’oggettto di derisione e disprezzo. Sotto questa etichetta, entrambi hanno un cuore, entrambi sono umani, profondamente, disperatamente umani: ma nessuno lo coglie. Il giudizio delle persone è sempre superficiale, esteriore... E’ così difficile vedere oltre le apparenze, l’immediato, la superficie, la scorza esterna. L’interiorità dell’individuo, o fortunatamente corrisponde all’aspetto e/o ai modi, o rischia di non essere colta da nessuno; o almeno, solo molto di rado, in circostanze particolari e, spesso, purtroppo, che passano attraverso un'esperienza amara e dolorosa. E parlo anche della vita reale, purtroppo. E’ un errore insidioso, a cui siamo esposti in continuazione, un po' tutti (non sto criticando nessuno, mi ci metto dentro anch’io, per prima: l’ho fatto molti anni fa, con una persona cara ed in un modo per i quali i sensi di colpa mi perseguiteranno per tutta la vita; e anch’io ne sono diventata consapevole solo dopo una discesa fino in fondo al dolore più grande, e quando era, ormai, troppo tardi.). E’ maledettamente facile cascarci, maledettamente umano... e può fare maledettamente male. Al prossimo, sicuramente. Ma a volte, quando finalmente capisci di avere sbagliato ma nello stesso tempo realizzi che non potrai mai più rimediare perchè quella persona non è più su questa terra e la vita non concede seconde occasioni, anche a te stesso. Ma torniamo al tema centrale, che è meglio. Peccato che poi, nelle stagioni successive, l’evoluzione di entrambi i personaggi (di nuovo, curiosamente, quasi in parallelo) si sia persa per strada. Costruendo per Brienne, come per Jaime in missione con Bron stile Totò e Peppino, una storiella tanto per tenerla impegnata in un po’ di insipidi siparietti con Pod. Del resto, affiancare Pod ad un pesonaggio, vista la caratterizzazione che D&D hanno voluto dare di lui (basata su centimetri ed altre amenità di alta raffinatezza), significa al 99% trascinare pure l’altro personaggio nel macchiettistico, in quell’alleggerimento dell’atmosfera che, in un mondo cupo , livido e feroce come quello di Asoiaf, non c’è e non ci deve essere (ma del resto anche nei libri, lei che vaga per Westeros chiedendo di una ragazza coi capelli rossi non era molto meglio, ammettiamolo). E sorvoliamo sulla vicenda della candela: che Brienne, da sola (ah no: c’è anche Pod. Le cui abilità, tuttavia, in quella situazione sembrano essere di utilità perlomeno dubbia) possa tirare fuori qualcuno prigioniero della fortezza dei Bolton, come trovata è il corrispettivo speculare de i “venti uomini valorosi” di Ramsay che mettono in ginocchio l’esercito di Stannis. Eppure, nonostante questa caduta nata, penso, dal solito problema tecnico di tenere in stand-by un personaggio in attesa del gran finale, ho amato Brienne, nella versione cartacea ma anche in Got. Non è altrettanto brutta, ma ne rende comunque benissimo la goffaggine, la forza fisica e il candore dei suoi ideali ormai fuori dal mondo, che la rendono una figura ancora più sola; e l'orgogliosa, fiera dignità a cui si aggrappa per coprire una vena, più profonda e nascosta, di infelicità taciuta e inconfessabile dolore. E l'inesorabile, inevitabile suo essere, come Jon all'inizio, un'outsider, sempre e comunque "fuori posto": come aspirante cavaliere, però donna; come ragazza innamorata, ma di un uomo, oltre che irraggiungibile, per l'ennesima beffa della vita, pure omosessuale; come inverosimile fanciulla in abito rosa, tanto per aggiungere un tocco in più, di una taglia completamente sbagliata, tra il ridicolo e il tristemente patetico; come vittima di un gioco crudele, affrontando un orso ma con una spada da allenamento... Brienne, condannata ad essere "fuori posto" nel mondo. Basta: scusate l'interruzione brusca, ma comincio veramente ad accusare la stanchezza. Delle ipotesi di evoluzione (e del possibile amore, forse neanche a senso unico, per l'una volta irraggiungibile Jaime) parlerò, credo, domani o dopodomani. A presto, spero... dopodichè, tornerò di nuovo nel mio limbo.
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