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Eddard Seaworth

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About Eddard Seaworth

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    Confratello
  • Birthday 03/08/1972

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    http://

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  • Sesso
    Maschio
  • Location
    Bassano del Grappa
  • Interests
    Lettura (fantasy e non solo), musica ("celtica" e classica su tutte), danza (scottish country dance, highand dance, irish step dance), cinema, giochi di ruolo e da tavolo, birra, the....

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  1. Eddard Seaworth

    Migliori film horror cult (anni '70 e '80)

    Shining...ma Kubrick è sempre stato di un'altra dimensione, qualunque film facesse, anche quando nei suoi film comparivano sbagli madornali (vedi i pantaloni rossi dell'esercito inglese in Barry Lyndon)
  2. Eddard Seaworth

    Migliori film horror classici

    Ehee...però scusa, ma allora il sondaggio trae parecchio in inganno...sei partito con grandi classici degli anni '30...
  3. Eddard Seaworth

    Migliori film horror classici

    Non voto (alla fine metti film troppo diversi tutti insieme, completamente imparagonabili per le differenze imposte dal cambiamento di tempi, di gusto, di utilizzo di migliore tecnologie); se lo facessi sarei incerto tra L'Uomo Lupo e La notte dei morti viventi; ma posso aggiungere alla categoria ALTRO Nightmare - dal profondo della notte (1984) Il primo film della lunga serie, poi degenerata anche nel ridicolo, ma quella volta Wes Craven e Robert Enlund crearono un mostro sacro della paura Grano Rosso Sangue (1984) anche qui si tratta del primo film di una serie (Children of the Corn), originariamente scritto da Sthepen King, che pareltro arrivò a criticarlo fortemente
  4. Eddard Seaworth

    Lady Annalisa

    A disposizione, ma non sono un grande appassionato della serie televisiva
  5. Eddard Seaworth

    ADWD Ritrovamento di sorella oscura

    Gli "illustri doni" sono tali solo relativamente a chi li riceve. Per un cavaliere del sangue dothraki, la cui vita è la libertà delle pianure ed il combattimento, la promessa di un palazzo oltre il mare e di una spada occidentale non avrebbe significato nulla, così come per Jorah non avrebbe avuto valore la frusta di Rakharo...
  6. Eddard Seaworth

    ADWD Ritrovamento di sorella oscura

    Ma siamo sicuri che Dany si riferisse ad una spada reale ed esistente? Che non fosse una formula generica...o un impegno a forgliene forgiare una, in futuro?
  7. Eddard Seaworth

    ASOS - Margaery e il vino

    Alternativa: è Margery stessa ad avvelenare Jeoffrey, versandogli in vino nella coppa dopo averci bevuto. I momenti in cui lui è piuttosto distrato non mancano, e lei è lì, deve solo allungare la mano...ad esempio quando il principino vanta quel che farà con Lamento di Vedova...
  8. Eddard Seaworth

    Commenti sul libro che ho appena letto....

    L'Assedio di Krishnapur - James Gordon Farrell India, 1857: i residenti inglesi passano il tempo in una tranquillità quasi noiosa, tra cene sociali in cui si discute dell'esposizione mondiale ed incontri al club di poesia, aspettando che l'afa indiana ceda il passo alla stagine fresca e poi al monsone. Tutto normale e tranquillo, finché l'Esattore non inizia a trovare le chapaty (specie di focaccine) in svariati punti, e viene a conoscenza che lo stesso fenomeno si sta verificando altrove: le sue paure vengono bollate come "sciocchezze"...finché, dopo diversi disordini, la guarnigione indiana di Captangainj non massacra i suoi ufficiali e marcia su Krishnapur, assdiandovi la sparuta popolazione bianca. Ispirato ai fatti reali dell'assedio di Lucknow nel corso della Rivolta dei Sepoy, il libro tesse la storia della lenta descadenza dei protagonsti, nel progressio scivolare verso la disperazione per l'attesa inutile dei soccorsi che non compaiono ed i continui assalti dei sepoys e delle forze naturali. Con il secondo libro della sua "Trilogia dell'Impero", James Gordon Farrell ha scritto uno dei migliori libri di letteratura britannica del XX secolo...e non solo a mio avviso. Tacchino Farcito - Alda Bruno Per quattro generazioni i membri della famiglia Malaspina si sono riuniti a Natale a tavola, per spolpare il tacchino farcito preparato secondo una ricetta a cui, per apportare cambiamenti di qualunque genere, è necessario che avvengano eventi importantissimi, o che la lenta guerra di potere interno ala famiglia comporti un significativo cambiamento. Attraverso il tacchino (letteralmente!) non passano solo piccioni, funghi, castagne, aromi ed altre amenità, ma anche invidie, rancori, alleanze, ambizioni....in una guerra divertente per chi legge, amara per i protagonisti, dove a trionfare è solamente la bontà del tacchino sapientemente cucinato!!! La Stanza dello Scirocco - Domenico Campana Chi ha visto l'omonimo film (con Giancarlo Giannini e Tiziana Lodato) non lo ritroverà nelle pagine della novella di Campana: la storia è quella quasi classica, dove ad una famiglia di basso ceto (ma non la più povera del paese) viene regalato il palazzo signorile del conte appena scomparso, a condizione che vi mantengano il vecchio maggiordomo tuttofare, l'anima nera del romanzo. Un vecchio palazzo troppo grande ed inquietante per i due sposi, un folletto dispettoso che li serve li tormenta, portando il marito alla rabbia e all'allontanamento e la moglie alla seduzione e all'abbandono, tuto sollo sfondo di una guerra che si avvia all'inevitabile sconfitta; e, sotto al palazzo, la "stanza dello scirocco", dove nobili e servitori si ritiravano per sfuggire all'afa estiva, che racchiude il suo segreto... L'Amministratore - Anthony Trollope Primo libro delle "Cronache del Barsetshire" (L'amministratore, Le Torri di Barchester, Il dottor Thorne, La Canonica di Framley, La Casetta ad Allington, Le ultime cronache del Barset), era stato pubblicato decenni fa con il titolo "Un caso di coscienza": nella piccola contea (immaginaria) del Barset, il dottor Bold prende su di sé l'incerico di contestare i privilegi di un canonico minore, amministratore del ricovero che ospita dodici anziani, secondo le volontà del defunto benefattore (morto da svariati secoli). Ne consegue non solo una lotta che replica in piccolo gli scontri dell'Inghilterra vittoriana, tra i sostenitori dei privilegi e chi ne chiedeva l'abolizione, ma soprattutto interna alle coscienze stesse: quella dell'amministratore, che giunge a sospettare di essere veramente indegno di quanto riceve (a dispetto della generosità personale) e del dottore, che pur sentendosi nel giusto non può attaccare impunemente il padre della ragazza che ama; intorno ai due protagonisti ruotano le altre figure, quella del vecchio vescovo amico dell'amministratore, del prepotente arcidiano, figlio del primo e genero del secondo, di Tom Towers, giornalista d'assalto della testa Jupiter. Per gli amanti della grande letteratura inglese classica.
  9. Eddard Seaworth

    Raduno Ufficiale 2018

    Se venite a Vicenza mi sa che ci sono. A Verona e Venezia, forse. Altrove la vedo durissima
  10. Eddard Seaworth

    Inge Feltrinelli: una donna muore e....

    Lo avrete sentito anche voi, pochi giorni fa è morta Inge Feltrinelli, da più parti definita a ragione "l'ultima grande regina dell'editoria" (l'altra era Elvira Sellerio), o "la rivoluzionaria dell'editoria", per le sue posizioni politiche mai nascoste (che comprare Feltrinelli significasse essere "di sinistra" non era un mistero per nessuno). Da quasi tutte le parti emerge il ricordo di una grande donna, determinata e decisa, abile nel suo lavoro...da quasi tutte le parti: perché ci deve sempre essere chi "stecca nel coro", a torto o a ragione (più spesso a sproposito) e che, magari su basi reali, scatena un putiferio. Si comincia con "Il Giornale", a firma di Alessandro Gnocchi: Ieri la nostalgia si è impossessata dell'Italia. Nostalgia di Inge Feltrinelli, l'editrice morta giovedì scorso a 87 anni. Nostalgia dei formidabili anni Sessanta e Settanta dei quali l'editrice è stata protagonista. Si spiegano così i servizi torrenziali in quasi tutti i Tg. Forse solo la dipartita di Giovanni Paolo II ha ottenuto una attenzione superiore (ma di poco). Sui giornali, pagine e pagine. Sfibranti coccodrilli di firme prestigiose che hanno intinto la penna nella melassa dei luoghi comuni. Inge era «la regina dell'editoria». La frase fatta è piaciuta così tanto da essere ripetuta in tutti i titoli dei telegiornali e dei quotidiani. Per un giorno, i reduci del Sessantotto e dintorni si sono abbandonati senza ritegno alla celebrazione della propria giovinezza spacciata per l'epoca d'oro dell'Italia. Abbiamo così appreso quale fantastico momento siano stati gli anni Sessanta e Settanta. La ex meglio gioventù ha pianto Inge Feltrinelli ma ha anche approfittato della circostanza per tirare fuori dall'armadio il basco e l'eskimo. Ah, che rimpianto per i pomeriggi trascorsi sognando di combattere accanto a Ernesto Che Guevara in Bolivia e leggendo i manuali di guerriglia pubblicati da Feltrinelli. Ah, la personalità esuberante di Fidel Castro che gioca col pallone con Giangiacomo Feltrinelli mentre Cuba diventa un lager a cielo aperto. Ah, che bello vagare in bicicletta, senza pensieri, nella Pechino non ancora turistica dell'assassino Mao Tse Tung. Ah, che rammarico l'antifascismo duro e puro dei comunisti, noti paladini della libertà. E soprattutto che fascino i salotti della borghesia illuminata che abbracciava le cause rivoluzionarie, ponendo le basi per la propria estinzione. Proprio in quei salotti nacque Giovanni Leone: la carriera di un presidente di Camilla Cederna. Fu il grande bestseller della Feltrinelli di Inge nel 1978. L'inchiesta sul presidente della Repubblica era esplosiva. Leone fu costretto a dimettersi. Era pura diffamazione, come accertarono i magistrati in tutti i gradi di giudizio, ma perché ricordarlo? Il terrorismo rosso, le sprangate, i gambizzati, le esecuzioni, le bombe: per un giorno tutto dimenticato. Chi è nato all'inizio degli anni Settanta ha il cadavere di Aldo Moro, trucidato dalle Brigate Rosse, tra i primi ricordi del mondo oltre la porta di casa. Ma perché rovinare una bella storia con la verità? Insomma, è stata una celebrazione conformista di un periodo che appare dominato dal conformismo. Anche la teoria delirante della superiorità antropologica della sinistra affonda le radici in questa melma che ha trascinato giù il Paese. Quegli anni ci lasciano in eredità una cultura italiana ridotta all'irrilevanza per assenza di dibattito; l'istruzione mediocre, dalle elementari alle università; un'editoria poco interessata al pluralismo delle opinioni; e uno stuolo di rivoluzionari in pantofole, che spesso lavorano per lo Stato. Ma non volevano abbatterlo? No, volevano occuparlo. Per sempre. E non è neppure il peggio che si scrive...visto che i soliti leoni da tastiera l'accusano di essere stata una "schifosa che fomentava odio", che "sarà ricordata per il suo sprezzante ghigno tipico delle donne sinistre", la "vedova di un terrorista"...nonché di essere stata una "squallida ebrea" (bella quest'ultima: sei colpevole di essere nato questo o quello, come se lo avessi scelto tu...) Peraltro, su yahoo si ricorda come "nel salotto Feltrinelli" si fosse brindato a champagne alla notizia dell'attentato ad Indro Montanelli....senza citare la fonte che afferma una cosa simile. Andiamo con ordine su alcune cose, almeno? Che piaccia o meno, Inge Schontal in Feltrinelli è stata una gran donna. Premesso che non era colpa sua essere nata da un padre di origine ebrea (ma già non ebreo lui), questa sua condizione le era costata prima l'espulsione dal ginnasio di Goettingen, e poi la fuga e l'esilio in Olanda (più fortunata di Anna Frank, il suo non essere ebrea le permise di sopravvivere e non essere neppure arrestata). Lei e suo marito Giangiacomo avevano idee di sinistra, certo; e Giangiacomo morì mentre si apprestava a far saltare un traliccio proprio per dimostrare che anche loro, pur essendo ricchi, erano rivoluzionari disposti ad atti estremi (ed a pagarli, nel suo caso con la vita...). Erano gli anni '50 e '60, ossia quando la politica era qualcosa che correva sotto pelle, e gli scontri una cosa frequente; chi non si schierava era chiamato vigliacco, e che gli intellettuali tirassero a sinistra non era poi così strano, se si tiene conto che l'ombra lunga del fascismo faceva ancora paura. Anche l'Einaudi era una casa editrice schierata a sinistra. Per tacere del fatto che Montanelli non era precisamente quello stinco di santo che si pretende, né l'intellettuale integerrimo e tutto d'un pezzo...anzi, su di lui ci sarebbe parecchio da dire, sui suoi cambi di bandiera ed'idea dimenticando i precedenti... Con tutto ciò, si può negare che Inge Feltrinelli sia stata un'imprenditrice capace e di successo? La sua casa editrice è, a tutt'oggi, forse l'unica che sopravviva ancora in mano ai fondatori ed agli eredi diretti, e senza aver stretto alleanze o compiuto fusioni con altre...vorrà dire qualcosa? E allora, perché bisogna sempre trovare il modo di dare addosso a qualcuno, o di mescolare sacro e profano?
  11. Eddard Seaworth

    ADWD - Riferimenti storici/culturali in ASOIAF

    Facciamo due cavilli...per noi l'età adulta inizia ai 18 anni (quella legale, almeno) ed in certi paesi addirittura a 21...di fatto, per secoli l'età adulta iniziava molto ma molto prima: nell'Inghilterra moderna i bambini di sette anni erano considerati abbastanza cresciuti da potersi arrangiare da soli. O basta prendere Shakespeare, quando il padre di Giulietta esita davanti alle nozze perché la figlia non ha ancora compiuto quattordici anni, ed il fidanzato replica "ragazze più giovani dei lei sono già madri felici".. Ed è solo un esempio. Scorri le genealogie dei reali d'Europa, ne trovi decine saliti al trono a quindici, sedici anni, o anche meno, con risultati talvolta disastrosi e talaltra eclatanti. Quanto al capitolo crudeltà...beh, per secoli le esecuzioni pubbliche, specie se prolungate perché si torturava il condannato, costituivano uno spettacolo da non perdere in tutte le cittadine. Ma si può anche pensare a tutti gli strumenti utilizzati dall'inquisizione, fino alla morte sul rogo perché, ipocritamente, "Ecclesia abhorre a sanguine" (che fa il paio col documento secondo cui il disgraziato veniva messo ala tortura per colpa sua, per non aver voluto confessare, e quindi era sua la responsabilità di eventuali danni permanenti o della morte che ne veniva). Da ultimo...a Worchester mi mostrarono gli strumenti usati dai medici e dai chirurghi dell'esercito di Carlo II, e mi spiegarono come si usavano; quando l'amico che era con me fece notare che sembravano gli stessi strumenti utilizzare per torturare William Wallace, la risposta fu: "Esattamente. Di fatto, i soldati sapevano benissimo cosa accadeva nelle tende di medicazione, e molti preferivano restare sul campo a morire dissanguati che finire sotto i ferri e morire tra le sofferenze dell'operazione" Vedi un po' tu...
  12. Eddard Seaworth

    ADWD - Riferimenti storici/culturali in ASOIAF

    Ignazio Dandolo? O Marcantonio Bragadin, comandante veneziano di Famagosta, torturato e scuoiato vivo dopo essersi arresto nonostante la promessa del comandante turco?
  13. Eddard Seaworth

    ADWD DRAGHI DI GHIACCIO?

    Se fosse un romanzo storico ti darei ragione...ma con utti i riferimenti storici e mitologici che si possono trovare in Martin, in suoi non sono romanzi storici, e quindi non sono tenuti a rispettare una presunta realtà. Peraltro, rimanendo in tema nel discorso, Martin non ci dice quanti giganti abbiano lavorato alla costruzione della Barriera, né per quanto tempo: potrebbero essere stati centinaia di migliaia ed averlo fatto per secoli; e neppure ci dice se abbiano iniziato ad erigerla da zero o se si siano appoggiati su qualche struttura naturale preesisente, né se abbiano utilizzato una qualche forza di magia che, magari, all'epoca possedevano e che è poi andata perduta. Se facciamo i cavilli...sappiamo come è stata eretta Macchu Picchu? Chi ci lavorò, per quanto tempo, come, con quali mezzi e tecnologie? O anche solo le mura di Micene ed Argo? Come vedi, siamo pieni di misteri irrisolti anche qui...cavillare sulla Barriera martiniana sembra un po' tanto da pignoli....
  14. Eddard Seaworth

    ADWD: Davos IV vs Reek III - incongruenza?

    Beh, sì, la mia era più un'ipotesi, e quella del refuso di Martin resta la spiegazione più probabile. Tuttavia...non è necessario che Ramsey abbia visto Manderley per sapere come sia e come si comporti: Cat lo aveva descritto come "il più monumentale ciccione dei sette regni" - fa pensare che abbia una fama di crapulone ben giustificata e che siano noti i suoi modi...
  15. Eddard Seaworth

    ADWD: Davos IV vs Reek III - incongruenza?

    A meno che non ci sia una informazione mancante in partenza: ossia che Manderley abbia già mandato avanti i Frey ed alcuni dei suoi uomini come segno di buona volontà quando parla con Davos. A questo punto tornerebbero i conti: l'avanguardia di Manderley arriva a Barrow Hall senza i Frey; Ramsey va a cercarli, Rosse decide lo spostamento delle nozze ed un messaggero informa Manderley del cambiamento, arrivando a dirglielo prima della sua partenza da Porto Bianco. Ramswey torna dopo sedici giorni, prima che Manderley raggiunga Roose a Barrow Hall, e viene informato del cambiamento. Dopodiché, tutti a Winterfell...
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