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Ishamael

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    Milano
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    Fin troppi. Mi piace fare sport, mentre bevo un buon bicchiere di vino, tra una pagina e l'altra dei miei libri preferiti. All'occorrenza vado al cinema, mentre viaggio verso mete esotiche e seduco donne. In linea di massima di tutto un pò.
  1. Ishamael

    In arrivo...

    l'Armenia pubblicherà la seconda parte di "Memorie di Ghiaccio" di Erikson nel gennaio 2006...
  2. Ishamael

    In arrivo...

    non si sa nulla di Feist?
  3. Ishamael

    In arrivo...

    Preso il terzo volume di Erickson. Ma mi domando e dico, come ca_zo (spazio all'immaginazione...) si fa a spezzare in due un terzo libro, dopo che hai pubblicato i primi due integralmente? L'editoria italiana ha veramente un brutto vizio. Capisco che le politiche editoriali siano condizionate dal dio denaro, ma qui si parla di ladrocinio. Mi toccherà spendere più di 60.000 delle vecchie lire per un solo libro. Sono veramente imbestialito.
  4. Anch'io l'ho pensata come te. Diciamo ci vogliono almeno i primi due libri per avere un quadro decente della situazione. Non c'è niente da fare, se vuoi stimoli a continuare la lettura li devi trovare nello stile e nei personaggi. Io personalmente sono stato affascinato dal "casino" di Erickson. Un libro non scontato dopo 50 pagine era per me un sogno.
  5. Ishamael

    In arrivo...

    Ho visto il gioco da tavolo del trono di spade, ma non sono riuscito ad evincere molto dalla confezione. C'è una recensione su fantasymagazine che ne parla bene. Qualcuno mi sa dire di più?
  6. Fa piacere. Vuol dire che i libri stanno tirando e che con due traduttrici il lavoro procede più spedito.
  7. Onestamente l'attinenza al periodo storico in Erikson non mi sembra assolutamente definita. Ci accorgiamo in pochi secondi che Martin ci porta attraverso un medioevo alternativo. Erikson dove ci colloca? Boh. Devo rifletterci. Mi sembra che il mondo di E. sia una commistione di differenti periodi. L'esercito Malazan ha le caratteristiche delle legioni di Cesare, ma vi è la presenza della polvere da sparo ecc. Saltiamo da città stato a signorie, passando da imperi e teocrazie. Non è ovviamente necessario collocare una saga fantasy nella realtà, ma esistono degli elementi che secondo me è rischioso mescolare.Mi sembra che in E. non esista un periodo storico ben definito, ma solo un mondo dove tutto è veramente possibile. Questo è allo stesso tempo il punto di forza, ma anche un grande limite. Un mondo dove tutto è possibile diventa fin troppo semplicistico. L'intreccio può permettersi di essere stravolto in qualsiasi momento. Spoiler Prendiamo ad esempio gli ascendenti: nel primo libro la cosmologia di E. sembrava definita e con un corpo ben preciso. Nel secondo volume scopriamo che la cosmologia è tutt'altro che definita, ma in continuo mutamento e ampliamento. Sicuramente questo è aspetto intrigante, ma che lascia libero l'autore di risolvere tutti i problemi con situazioni da deus ex machina. In E. esiste un affascinante affresco macropolitico, che però perde di sostanza quando si valutano i singoli elementi. Detto ciò ritengo E. un autore con enormi meriti ed i suoi libri li amo molto.
  8. Discorso molto interessante, tornando al confronto tra Martin ed Erikson, direi che non c'è paragone. Martin ha raggiunto maturità, completezza, attinenza al periodo storico e complessità politico sociale difficilmente eguagliabili da Erikson. Erikson è colorato e ragiona forse in maniera più "ampia" rispetto a Martin, ma proprio per questo motivo lascia degli immensi buchi narrativi, che l'autore caro a questo sito non lascerebbe mai. I personaggi di Martin sono sempre perfettamente resi, sono profondi e complessi e descritti con grande maestria. Erikson riesce solo in parte in questa opera. I personaggi di "The Malazan Book of the Fallen" sono moltissimi, ma mancano quasi sempre di spessore. Qualuno emerge molto bene, come Duiker, ma altri, principali, sono carenti: Whiskeyjack, Heboric ecc. Ovviamente ci sono delle eccezioni, visto come è riuscito a trasmettere l'essenza di un popolo, gli Wickan, con poche sapienti pennellate. Come già detto in tempi non sospetti E. è un grande paesaggista, ma carente sulla natura umana. Amore, amicizia e fedeltà non scorrono limpide e chiare nei libri Malazan, o almeno non chiare come in quelli di Martin. L'autore di origine canadese è molto più abile a descrivere emozioni che sono funzionali a sconvolgimenti politici e sociali e alla ragion di stato (x es. ambizione, invidia, odio, dovere ecc.). Il mondo di Erikson può apparire sicuramente più affascinante rispetto a quello di Martin, che però ha il pregio di definirlo meglio. E' anche vero che di Martin abbiamo letto molto più di Erikson, ma se dovessi confrontare i due "primi libri", le sensazioni suscitate in me sono decisamente differenti. Erikson mi da l'idea dell'eccellente libro, ammantato di una grandezza non ancora, o forse mai, compiuta e quindi migliorabile in molti suoi aspetti, mentre Martin mi fa gridare al capolavoro (nel senso stretto della fantasy). Ovviamente de gustibus
  9. Recensione della "Dimora Fantasma", per quello che può valere. Spoilers http://www.fantasymagazine.it/libri/118
  10. Sempre un piacere brindare ad una signora... benvenuta!
  11. Una lunga assenza, ma una delle prime. ben tornata
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