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sharingan

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  1. sharingan

    Vaccini: sì o no?

    Non credo vi sia una carenza a livello di istruzione. Le nozioni base di scienze vengono ricevute dai discenti in maniera molto più corposa e dettagliata rispetto a decenni fa, quando la popolazione era in buona parte semianalfabeta; per paradosso è proprio l'introduzione sempre più massiccia dell'obbligo scolastico e la "massificazione" dell'istruzione a poter aver causato quest'effetto. I genitori di 50 anni fa vedevano nel medico, nel docente o nell'insegnante come qualcosa di irraggiungibile e distante, persone dalle quali non si poteva fare altro che ascoltare e seguire i loro consigli: troppo ampio il divario perchè il nipote del fornaio potesse anche solo provare ad intavolare una discussione con un medico plurilaureato. Con l'arrivo dell'obbligo scolastico se da un lato la popolazione è divenuta meno ignorante, dall'altro questa ha finito per non sentire più quella sorta di naturale senso di inferiorità verso l'uomo di cultura/scienza che i genitori/nonni provavano; se prima il nipote del fornaio non era nemmeno capace di aprire un libro di scienze adesso almeno ha potuto farlo, ha potuto avere un insegnante che gli ha spiegato alcuni concetti chiave in base ai quali ora si sentirà meno in imbarazzo di fronte al luminare. Ovviamente tra il professionista e l'ex-studente svogliato rimarrà pur sempre un abisso in termini di conoscenze e competenze, ma la percezione di questa distanza risulterà meno netta rispetto al passato. Da qui l'idea di poter discutere di tutto con tutti: manca l'effettiva capacità di riconoscere la propria ignoranza su un determinato tema. La diffidenza verso i vaccini non deriva da un discorso razionale, bensì da una paura recondita (su questo sono d'accordo con Balon) basata su elementi inconsci: se il no-vax finisce per non dare credito al proprio medico curante, è difficile pensare che possa fidarsi del professore del liceo. L'assunto cardine del movimento no-vax poggia sull'idea che il medico menta al paziente perchè schiavo delle multinazionali del farmaco, è un'obiezione più "politica" che scientifica. Ma se il Governo fa accordi sottobanco con le grandi compagnie, non è difficile arrivare alla conclusione che anche il professore del liceo faccia parte del grande progetto, così come le grandi case editrici che stampano i libri scolatici. Se voglio credere a questo teorema lo faccio a prescindere da quello che viene detto dal docente di chimica, dal primario tal dei tali o dal farmacista sotto casa. Il complottismo sui vaccini ha ben poco a che fare con la materia di riferimento, così come tutti i complottismi sugli ambiti più disparati. Sulla questione dei toni e dei modi in cui il dibattito viene affrontato, tenderei a pensare che non si tratti di una specifica del tema in questione quanto piuttosto un tratto distintivo di un po' tutta la comunicazione moderna, marcatamente influenzata dalle modalità emerse dai social. Ci si azzuffa per i vaccini come per il calcio o le soap opera, i disastri naturali o le elezioni di qualsiasi tipo. Non vedo insomma un surplus di "cattiveria discorsiva" per questa tematica. Sempre intorno alla questione di dialogare con i no-vax, in termini puramente astratti lo riterrei auspicabile ma allo stesso tempo temo che in questo modo si finisca per legittimare posizioni che dovrebbero appartenere più al folklore che al dibattito politico. L'asimmetria connaturata ad una discussione di questo tipo (il prof. di medicina è in una posizione di conoscenza tale da surclassare il nipote del fornaio), finisce infatti per appiattirsi sui mezzi di comunicazione dove contano più altri fattori e dove la struttura stessa del mezzo prevede che vi sia un'equidistanza tra le parti. In questo modo io ho il timore che nello spettatore si faccia strada l'idea che le due posizioni siano effettivamente alla pari, magari finendo per aumentare il numero dei no-vax convinti dalla "ruspante autenticità" del nipote del fornaio. Da qui in poi il passo è breve perchè altre teorie ritenute strampalate da tempo, trovino spazio nel dibattito pubblico con conseguenze nefaste soprattutto sul lungo periodo.
  2. sharingan

    Un topic in bianco e nero

    Ma certo che lo rinforza, ma si rinforza anche la Juve quindi il gap perlomeno rimane quello: un gap da 31 pti di differenza. Io infatti sono dell'idea che questo affare vada bene per tutte e due le squadre. Per quanto riguarda il discorso giovani, la Juve vuol fare all-in subito per sfruttare gli ultimi 1-2 anni di CR7 ad alto livello e per fare questo ti servono più i Bonucci dei Caldara. Poi la Juve controlla già tantissimi giovani, se prima o poi ne arriverà qualcuno davvero buono-buono lo farà giocare. Caldara per me è un buon giocatore che difficilmente diventerà un campione.
  3. sharingan

    Un topic in bianco e nero

    La Juve ha sostituito Higuain con Ronaldo. E poi ha sostituito Caldara con Bonucci. Ha preso due giocatori più forti di quelli che ha ceduto, quindi io direi che ci abbia guadagnato perchè il mercato va valutato nel complesso e non pezzo per pezzo. Le operazioni sono tutte collegate. Perchè la Juve ci avrebbe perso? Perchè ha ceduto uno dei migliori prospetti giovani? Caldara ha 24 anni, non è di primissimo pelo, ha la stessa età di Rugani tanto per dire, e fin'ora ha giocato (nemmeno sempre titolare) nell'Atalanta con pochissime partecipazioni nella più brocca nazionale di calcio degli ultimi 50 anni. Dal mio pto di visto se sei davvero forte a 24 anni giochi già stabilmente in squadre di alto livello (tanto per dire, Varane ha un anno più di Caldara). Bonucci ha invece alle spalle un solo campionato negativo disputato in una squadraccia senza arte nè parte, mi parrebbe ingeneroso bollarlo come brocco solo per una stagione fallimentare. Possibile gli stessi tifosi che un anno fa parlavano della cessione del più forte centrale del mondo adesso spaccino lo stesso uomo per una mezza-sega? Posso capire il fastidio emotivo di veder tornare il "traditore", però oramai questo è il calcio e sarebbe anche il caso di adattarsi visto che quando i presunti traditori vengono acquisiti dalla propria squadra partono sempre i popopopopo e gli sfottò alla squadra avversaria. Credo che se si fosse trattato di un qualsiasi altro giocatore, nessun tifoso avrebbe detto nulla, è solo la "pancia" a parlare contro il ritorno di Bonucci. Rafforzare il Milan? Ma stiamo scherzando? Il Milan non è assolutamente a livello della Juve, il Milan non è in alcun modo un rivale scudetto per i bianconeri, i quali puntano più che mai a sollevare la coppa dalle grandi orecchie. E' quando sento questi discorsi che capisco come mai la Juve, nonostante sia nettamente il club meglio organizzato e innovativo d'Italia, abbia sempre quel briciolo di provincialismo tutto italiano per il quale "non ci cedono giocatori alle rivali". Ma i rivali della Juve non dovrebbero essere il Napoli, la Roma, l'Inter o il Milan bensì il Real, il Bayern, il Barca, etc.... così ragiona un club moderno europeo. Se poi capita l'anno in cui perderete lo scudetto non crolla di certo il mondo. Poi dei cavilli, di quanto le società spendono, gli ammortamenti e tutte le cose varie di contorno.... onestamente chi se ne frega. A leggere i forum oramai pare che i tifosi siano diventati degli esperti manager contabili (è ovvio comunque che il Milan l'anno prossimo pagherà Higuain definitivamente). In conclusione, per me l'affare l'hanno fatto entrambe le squadre perchè entrambe le squadre ottengono quello che gli serviva.
  4. sharingan

    Fan Video

    @Iceandfire Da cellulare non riesco ad aprire il video, però dal titolo mi pare che sia identico allo stesso messo sei post prima da @the neck vorrei sapere se si tratta effettivamente del medesimo, perchè se non lo fosse lo guardo subito appena arrivato a casa. I filmati della serie con protagonista Jon sono i migliori e non vorrei perdermene uno per una mia errata valutazione. attendo conferme
  5. sharingan

    Highway to Hell

    Contento per le operazioni Higuain/Caldara - Bonucci. Il Milan dell'anno scorso era deficitario per vari motivi ma dal pto di vista tecnico il problema più grosso era senz'altro la mancanza di un qualsivoglia attaccante degno, quindi è difficile chiedere qualcosa di meglio di Higuain per un club scalcagnato come il nostro. Bonucci a Milano non è poi mai stato quello di Torino, quindi si perde relativamente poco, anche se non sono così convinto del reale valore di Caldara. Detto questo, attenderei con gli scenari di giubilo. In questi anni se ne sono viste di ogni colore e i tifosi si sono entusiasmati velocemente a questo e a quel giocatore, a questo e a quel proprietario finendo sempre per rimanere con sonore legnate sui denti. Un anno fa i milanisti erano letteralmente esaltati dai fantomatici "cinesi", riempivano San Siro per un preliminare insulso contro una squadra insulsa, Fassone e Mirabelli venivano spacciati per due dirigenti con l'occhio lungo e Andrè Silva come un mix tra Cristiano Ronaldo e Ibrahimovic. E' sempre bene ricordare che il Milan è ora in mano ad un fondo speculativo, con tutti gli annessi e i connessi del caso.
  6. sharingan

    ottava stagione - leaks e speculazioni

    Ascoltando frikidoctor pare che da un lato Cersei cambi idea sulla strategia dopo aver subito l'aborto, dall'altro perchè spinta dalla Banca di Ferro (che non si sa per quale motivo continua a sostenere il candidato al trono più debole del lotto). Chiaro anche che mandare parte degli Immacolati alla Barriera sia una stupidata, è tutto parte della forzatura che deve permettere la caduta di Grande Inverno, la consegna di Jon al nemico e la permanenza sul trono di Cersei fino agli ultimi episodi. @Gedeont frikidoctor dice che Dany divide l'esercito in vari punti, quindi magari ne manda alcuni anche il altre zone del nord oppure semplicemente non spiegheranno come la GC arrivi da Porto Bianco a Grande Inverno senza che se ne accorga qualcuno. Dopotutto nella sesta stagione Ditocorto è stato in pieno territorio nordista con l'intero esercito Arryn senza che nessuno muovesse un dito o sapesse nulla (a parte Sansa). Ma sono tutti espedienti: Dany porta pochi uomini a Grande Inverno Una parte li manda alla Barriera Jon si consegna al nemico Va tutto a favore di Cersei, che prima di morire deve dare l'impressione di essere un nemico tosto e astuto che mette sempre in difficoltà i due eroi fessi. Per quanto riguarda Jon (come di chiunque altro), finchè non compaiono nuovi leak io continuerò a parlare e a sparlare dei leak che leggo. Vorrà dire che faremo a meno del suo ineguagliabile carisma nella battaglia di Grande Inverno e ci accontenteremo delle gesta di Podrick Payne. Di certo sappiamo che più avanti Jon non sarà più prigioniero di Cersei quindi possiamo riflettere su come accadrà la sua liberazione. Ipotesi: 1. Cersei lo libera 2. Qualcuno da fuori lo libera 3. Si libera da solo con qualche piano astuto La 1 la scarto perchè Cersei non avrebbe alcun interesse a farlo, un prigioniero così prezioso la garantisce sia verso gli Stark che verso Dany; la 3 ha ancora meno possibilità di avverarsi visto che D&D hanno caratterizzato Jon come uno Stark al cubo, un mix tra Robb e Ned come livello di fesseria ma con una tonnellata di plot armor in più; la terza mi pare la più plausibile, potrebbe trattarsi di Arya oppure forse è arrivato il momento che Rhaegal entri finalmente in azione.
  7. sharingan

    ottava stagione - leaks e speculazioni

    Gran parte dell'esercito + i draghi li lascia indietro proprio per non voler apparire come una conquistatrice. Inoltre una parte degli Immacolati vengono mandati alla Barriera per aiutare i GdN. Jon si consegna spontaneamente alla GC, la quale così abbandona l'assedio e se ne torna ad Approdo del Re. Certo sono tutte forzature per indebolire i Targ e sostenere Cersei, nessun dubbio. Ma in definitiva è tutto in continuità con le brutture della stagione scorsa. Devono trovare ogni volta degli escamotage raffazzonati per giustificare la sua permanenza sul trono.
  8. sharingan

    Marvel Cinematic Universe

    Io ho visto GotG1 e, pur essendomi piaciuto più della media del MCU, non vi ho trovato qualità particolari che lo alzano veramente al di fuori del genere sci-fi. Sicuramente il mix azione-commedia è meglio bilanciato che negli altri film ed ha il merito di proporre personaggi che sono veramente sconosciuti e nuovi per chi non conosce il fumetto. Però elementi di vero "genio" non li ho visti. Whedon è un buon creatore di storie ma a livello registico è davvero poco o nulla, soprattutto in relazione al cinema. Uno dei migliori nell'approfondire personaggi però. Infinity War per vari motivi non l'ho visto ma mi incuriosisce moltissimo, so praticamente tutto quello che succede e sono curioso di vedere come la Marvel si sia mossa verso una direzione così insolita. Black Panther è un altro di quelli che devo vedere, mi sono fatto l'impressione che sia stato eccessivamente pompato negli USA per la tematica politico-razziale però almeno ho sentito dire che c'è un villain di tutto rispetto (cosa che nel MCU si vede molto poco). Tutto quello che ho visto della DC fin'ora (MoS, BvS, SS) è talmente brutto e sconclusionato che non mi è venuta molta voglia di proseguire questo pseudo-universo. Un'occhiata a WW però magari ce la possa dare (Gal Gadot è una dei pochi attori azzeccati di quella sigla).
  9. sharingan

    ottava stagione - leaks e speculazioni

    Da quello che ho capito: Jon riesce a convincere Dany a non arrivare a Grande Inverno con il grosso dell'esercito per non apparire agli occhi dei nordisti come una conquistatrice Cersei attacca perchè vuole indebolire gli Stark/Targ nella lotta contro gli Estranei. Credo che dal suo punto di vista, in caso di sconfitta, sia preferibile l'apocalisse zombie alla vittoria dei Targ la parte dell'eroe comunque dovrebbe farla Podrick e successivamente Jaime. Jon si dovrebbe consegnare alla Compagnia Dorata mi pare evidente che vogliano proseguire sulla stessa linea tracciata nella stagione scorsa: Cersei deve rimanere sul trono fino alla sconfitta finale e quindi nel mentre le fanno andare tutto bene, mentre agli Stark/Targ va tutto male o non ne combinano una giusta.
  10. sharingan

    In morte di Marchionne

    Per FIAT/FCA e la famiglia Agnelli è stato indubbiamente un valore aggiunto, per l'Italia non è stato nè l'uno nè l'altro. Marchionne è stato l'interprete di un modello industriale/finanziario globalizzato al quale l'Italia fa fatica a stare dentro e credo che le sue scelte industriali siano in gran parte dovute anche a questa convinzione. La sua filosofia si basava essenzialmente sul concetto che per competere nel mercato globale servano le fusioni e gli accorpamenti, generare produttività e profitti e legare strettamente i salari a queste variabili; in questo non è di certo un mostro, è quello che fa qualsiasi manager di alto livello a capo di qualsiasi multinazionale, quindi lascerei da parte il lato morale perchè: o il capitalismo è sbagliato alla radice e allora tutti i manager sono "complici" del sistema o il capitalismo va accettato per quello che è, un fatto storico-sociale per il quale gli attori del relativo sistema vanno giudicati all'interno di questo sistema Marchionne giocava dentro il sistema e ha saputo utilizzare le leve di questo sistema a proprio favore e a favore del gruppo in cui lavorava. Detto questo, al di là delle condizioni in cui prese l'azienda poi bisognerebbe valutare anche la gestione della stessa azienda. Il valore delle azioni è aumentato o diminuito? Il numero di macchine vendute (tenendo presente l'aumento della popolazione globale) è aumentato o diminuito? La quota di FIAT nel mercato globale è aumentata o diminuita? I marchi del gruppo vendono tutti allo stesso modo o c'è una parte che si comporta meglio o peggio? Detto più semplicemente, funziona meglio la parte italiana o quella americana? A che punto è FCA nell'espandersi sul mercato asiatico? A che punto è FCA nell'uso di motori ibridi semi-ibridi? Cercando in fonti diverse si trovano risposte differenti per ogni punto in questione, che vanno dall'ottimo al pessimo passando per il "risultato parziale" "intermedio". Marchionne può quindi essere stato un genio per taluni aspetti, pessimo per altri, senza che essere trasformato necessariamente nella reincarnazione di Einstein o in quella di Rasputin. Per l'Italia dico che è cambiato poco perchè non ho notato significativi mutamenti in relazione alla situazione macroeconomica. Il debito pubblico continua a essere grossomodo quello, le grandi aziende italiane si contano sulle dita di una mano e la struttura di base della nostra economia continua a essere incentrata sulla (declinante) piccola e media impresa spesso a gestione familiare/semifamiliare. Alcuni potrebbero citare il jobs act come un prodotto del "marchionnismo" ma sul tema ho letto pareri discordi, senza contare che attualmente al Governo siedono persone che (in modo piuttosto confuso e disordinato in realtà) hanno ipotizzato redditi di cittadinanza e decrescite felici (per non citare i casi di salvataggio Alitalia o Ilva). A me piacerebbe sapere chi siano questi radical chic capalbiesi (che a me risulta invece apprezzassero non poco l'uomo col pullover) che hanno affermato che la FIAT non fosse in una situazione disperata. Qui tra l'altro non mi pare di aver letto opinioni gratuite e avulse dalla realtà, non stiamo mica discutendo di un personaggio di una serie TV, l'argomento è serio e complesso e necessita approfondimenti seri e complessi.
  11. sharingan

    In morte di Marchionne

    Buttare in un calderone tutti i critici di Marchionne affermando che si tratta di radical chic snob è una fesseria. Una persona va giudicata sotto molti aspetti del proprio agire, i quali ovviamente non possono esclusivamente vertere sul successo o meno dell'individuo, successo verso il quale tutto il resto del mondo che non lo apprezza si tratta di un rosicone. C'è critica e critica (quella pregiudiziale e quella costruttiva non sono la stessa cosa), come c'è elogio ed elogio (quello sincero e quello del leccapiedi non sono la stessa cosa) e andrebbero valutate singolarmente senza dividere tutto in macro-categorie generiche nelle quali bisogna per forza schierarsi da una parte o dall'altra. Se poi non si conosce l'argomento in questione, non è nemmeno necessario dare un'opinione a tutti i costi, ogni tanto si può anche stare in silenzio, accettare i limiti della propria ignoranza e informarsi.
  12. sharingan

    Marvel Cinematic Universe

    Premessa: non ho mai letto fumetti Marvel e conosco relativamente poco i personaggi che ne ne fanno parte, so quel che basta in base a info reperite online, discussioni con chi è più ferrato e cose prese qua e là senza un vero criterio. Se dovessi dare un giudizio generale sulla saga cinematografica sarebbe: mediocre. Ho visto grossomodo 2/3 dei film, alcuni mi mancano ancora ma non ho mai trovato uno solo di essi che si elevi da un livello medio, a tratti medio-buono. La regia è piuttosto piatta, la libertà creativa decisamente modesta e nessuno di questi film mi ha mai realmente colpito per qualcosa di significativo, nè emozionato in alcun modo; qualcuno intrattiene ma nemmeno troppo, molti invece mi hanno annoiato e mi hanno portato a non seguire tutti gli episodi dell'universo (mi mancano ancora Avengers 2 e 3 e Black Panter per esempio, così come Thor 3). Gli aspetti positivi ovviamente non mancano: i personaggi sono sviluppati abbastanza bene, la qualità degli attori è buona/molta buona, la continuity nell'universo funziona. Si trattava di compiere un lavoro mastodontico mai realizzato prima e per ottenere questo hanno volutamente deciso di sacrificare qualcosa: i film devono infatti avere un'uniformità stilsitica che mal si addice con registi capaci e visionari, tanto che sono sempre stati assunti onesti mestieranti capaci di fare il lavorino e che non avessero troppi grilli per la testa. Probabilmente inevitabile, ma io vado al cinema soprattutto perchè mi piace il cinema e se la regia è piatta/monocorde difficilmente posso apprezzare questo tipo di lavoro a lungo. Sul discorso dell'umorismo/non-umorismo, film dark e film scanzonati, io ho sempre preferito che, anche in prodotti di intrattenimento, si provasse a fare qualcosa di più e ad elevare il genere dagli stereotipi triti e ritriti a cui appartiene (quello che ha fatto ASOIAF con il fantasy o quello che ha fatto la saga di Nolan per il cinecomic); anche per questo motivo non riesco ad appassionarmi a un universo che è programmaticamente dedicato a far ridere ragazzini. Il problema non è tanto che ci sia dell'umorismo ma che sia umorismo da teen-drama adolescenziale. Non credo comunque che evocare il successo di un prodotto sia un buon indicatore per difendere le proprie idee. E' semmai un modo un po' furbetto per evitare la discussione che, se approfondita, può andare ben oltre la solita contrapposizione manichea lettori/non lettori, DC/Marvel, Marchionne sì/Marchionne no, etc.... se vengono fornite delle argomentazioni ad una tesi, si criticano le argomentazioni, non l'autore della tesi, altrimenti si dà il fondato sospetto di non avere controargomentazioni valide per confutare la tesi.
  13. sharingan

    La vita oltre Got. Kit e Rose all'altare.

    Street e Wall Street
  14. sharingan

    ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Io non ho ancora letto nemmeno un POV di quelli nuovi, però mi è parso di aver capito che fin'ora chi ha fatto tardi si è dovuto "arrangiare" recuperando autonomamente quindi mi parrebbe ingeneroso nei loro confronti fare un'eccezione questa volta, anche perchè non so quando avrò effettivamente tempo e voglia di riprendere la rilettura nel breve periodo.
  15. sharingan

    ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Concludo i capitoli di settimana scorsa: CATELYN IV Le esequie di Hoster e il riferimento alla tradizione funeraria dei Tully anticipano il destino di Catelyn, quando il suo corpo sarà gettato nudo nel fiume dai Frey. Ma è un po' tutto il capitolo a fungere da presagio e preparazione al tragico evento delle Nozze Rosse. Il fallimento di Edmure nell'incendiare la barca indica anche il fallimento del suo matrimonio, o perlomeno del tentativo di Robb di sistemare le cose. Martin non fa nulla per nascondere la trappola: il comportamento dei Frey, la notizia di Grande Inverno in fiamme, le azioni di Roose Bolton.... l'autore vuole far capire chiaramente che il fato di Robb è segnato, che la situazione in cui si trova è grave se non gravissima e che subito c'è chi è pronto ad approfittarsene. Basti pensare ai capitoli precedenti e a tutto lo spazio dedicato al matrimonio di Sansa, erede di Robb in mancanza di una sua progenie; anche in questo capitolo si parla delle nozze di Sansa, nuovo macigno che si assomma a tutti gli altri, tra i quali quello di Grande Inverno distrutta. Qui, il consiglio di Cat è quello corretto: al di là della resa, non ci sono altre opzioni che permetterebbero a Robb di vincere la guerra. Il suo piano funzionava quando il fronte nemico era diviso ma con la sconfitta di Stannis i Lannister sono ormai padroni di quasi tutto il sud, senza contare che gli Stark sono minacciati pure al nord. C'è sempre stato un equivoco di fondo nella ribellione di Robb, equivoco basato sugli obbiettivi e sulle condizioni nelle quali si erano generati. Gli Stark scendono in guerra per vendicare l'uccisione di Ned e per questo sono costretti a scendere a sud, ma lo fanno anche per guadagnare l'indipendenza dal Trono di Spade, posizione che probabilmente guadagnerebbero senza particolare fatica se restassero trincerati al nord. In mezzo a questa ambiguità si può notare la quasi totale assenza di strategia di lungo corso, di una programmazione che vada al di là della mera campagna militare del momento. Ma saggiamente sarà lord Tywin a smontare questa strategia: << Certe guerre si vincono con le spade, certe guerre con le piume >>. In parte è lo stesso Robb ad ammettere di aver sbagliato la politica matrimoniale, ambito dove invece i Lannister non hanno fatto errori. DAVOS IV Dal Fondo delle Pulci a Primo Cavaliere del Re, passando per una battaglia perduta, dei figli deceduti e un soggiorno in carcere. E' il conflitto di opposti a dominare il capitolo, così come a dominare un po' tutte le vicende collegate al personaggio di Davos. In realtà il dualismo è soprattutto quello del suo signore Stannis, uomo apparentemente tutto d'un pezzo ma che in realtà è divorato da passioni e sensazioni molto forti. In primo luogo è evidente l'invidia verso i fratelli, ammirati soprattutto per il loro carisma e per la capacità di farsi amare con pochi gesti; altro polo di opposti è quello della fedeltà alla famiglia o all'onore, scelta che viene effettuata durante la Rivolta di Robert. La famiglia, trasfigurata qui nell'elemento del sangue, è in effetti uno dei temi principali di questa parte, che inizia con il dualismo tra i fratelli Florent e prosegue poi con la sottotrama di Edric e del suo possibile sacrificio. Stannis, al contrario di Florent, preferisce salvaguardare Edric, così come ha preferito stare con Robert piuttosto che con Aerys. Il bisogno di affetto familiare e al contempo il desiderio di essere riconosciuto dal resto dei suoi cari sono forse una delle chiavi di lettura per comprendere al meglio questo ostico personaggio, il quale finisce per autoconvincersi che tutte le sue azioni siano delle inevitabili conseguenze dettate da illeciti fatti da qualcun altro. L'idea di ristabilire la pace nel regno, di sconfiggere gli Estranei e far prevalere la legge nasconde un intento più marcatamente egoistico, quello di essere finalmente riconosciuto e apprezzato, di compiere qualcosa di grande per sè stesso e basta. In Stannis l'oscillazione tra la ragione e il sentimento sono costanti e Davos e Melisandre sono come due poli che, scontrandosi tra loro, riescono a dare al loro sovrano un punto di equilibrio morale. Quando prevale la razionalità di uno, ha bisogno della passionalità dell'altra, quando sembra seguire la semplice logica ecco che subentra il potere del soprannaturale.... e così via. Il rito delle sanguisughe spiega bene lo stato del compromesso: Stannis decide di non sacrificare Edric, ma comunque finisce per praticare una magia di sangue con il liquido prelevato dal ragazzo. La tragicità del momento è dovuta al fatto che non solo abbiamo l'ennesimo flashforward sulle Nozze Rosse, ma probabilmente anche quello SPOILER SERIE TV 5 STAGIONE @AryaSnow dice anche che Rahenyra Targaryen era colpevole per aver usurpato il trono del fratello, quando invece tutti sappiamo che si tratta dell'esatto contrario (la norma era sì ambigua ma Viserys I aveva chiaramente nominato la figlia suo successore, facendolo giurare a tutti i lord del regno). Di base credo che Stannis in questi casi sia semplicemente bigotto: a un certo punto aveva anche proposto a Renly di nominarlo suo successore al posto di Shireen, segno che per Stannis una donna viene sempre dietro un uomo. C'è poi da dire che i figli di Cersei sono nati in condizione di "crimine" particolarmente grave, cosa che non era quello di Robert; inoltre tenerli in vita rappresenterebbe comunque un potenziale rischio per l'eventuale regno di Stannis. Comunque è chiaro che mettere spesso Stannis di fronte a decisioni difficili sia una precisa scelta dell'autore per scandagliare l'io del personaggio. In questo senso non c'è nulla di più allegorico di una sacerdotessa rossa che interpreta tutto l'universo come uno scontro perenne di opposti.
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