joramun

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  1. Valentina Vezzali. Nessun atleta al mondo ha dominato la propria disciplina in maniera cosi totale e per cosi tanti anni come la marchigiana. Altri hanno dominato la propria disciplina in maniera più netta (Phelps o Bolt), altri per periodi di tempo paragonabili (Federer, Valentino Rossi, Schumacher), ma la combo di intensità e durata della Vezzali è quasi unica nella storia dello sport, non solo italiano. Se avesse avuto una dimensione iconica e di impatto mediatico paragonabile a quella squisitamente sportiva, probabilmente staremmo parlando di una dei 10 sportivi più grandi della storia.
  2. Coi Lannister non si sono proprio regolati: andiamo dal buono di Lena Headey, al molto molto buono di Nickolaj e Dinklage all'eccellente di Dance e Gleeson. Perfino Tommen e Lancel restavano sopra la sufficienza. Stark si salvano coi vecchi, perchè sia Ned che Cat sono stati resi molto bene e con interpretazioni di due grandi attori; i giovani molto altalenanti: terribili Kit Harington e Isaac H. Wright, molto buono Madden, in peggioramento la Williams, che ormai abusa troppo dello sguardo da pazza sotto anfetamine. Turner rimandata a quando scenderà da quella balaustra. Dany altra nota dolente, anche se devo dire che in quest'ultima stagione mi sta piacendo di più. Della sua combriccola, l'unico degno di nota è Jorah. Per quanto riguarda i comprimari: molto bene i Tyrell, giovani e anziani, soddisfacenti i Greyjoy (vero che, per quanto trash, Euron ruba spesso la scena), terribili i Dorniani. Ottima Brienne.....credo che nemmeno a cercarla altri 20 anni ne avrebbero trovata una migliore della Christie. Bronn anche lui bene. Ditocorto bene nelle prime stagioni, da un po' di tempo è diventato monotematico, ripetitivo e insopportabile. Sam senza infamia e senza lode. Il resto tutto abbastanza trascurabile.
  3. Ad esempio? In cosa si è ispirato molto? L'abbinamento Bran-Frodo mi piace molto. Anche perchè abbreviato viene fuori "Brodo."
  4. Mai affidarsi "alla maggioranza per un giudizio di merito. La maggioranza delle mosche ritiene che la ca**a sia buona. Oh....adesso ci capiamo. Anche se IMHO, se oltre alla trama si confrontano anche le scelte stilistiche, lo stile ampolloso e solenne di Moorcock è molto lontano da quello diretto e ritmato di Martin. Da questo punto di vista il Ciclo di Elric somiglia di più al SdA. Comunque, per chi ha paura di finire OT, su Braavos c'è più di una discussione sulle opere tolkeniane, ed anche una di confronto tra Martin e Tolkien, per cui si può discuterne lì. Ad esempio ci sono questa e questa. Aspetto con ansia passaggi del SdA in cui si evince che Aragorn non fosse più che fiero della sua discendenza numenoreana, della sua appartenenza alla razza degli uomini, e financo del suo avo Isildur (pur riconoscendone le colpe e le debolezze).
  5. In realtà non tanto inverosimile: lo scorpione è fissato su un carro apposito, i dardi se non fossero leggeri non scoccherebbero neppure, ed è manovrato con un sistema di carrucole che richiedono a Bronn uno sforzo minimo. Quello che non ha senso è che un arma del genere, utilizzata da sola e in campo aperto ha avuto il solo scopo di avvisare Dany del fatto che alla prossima battaglia Drogon dovrà indossare il maglione pesante.
  6. Il 90% di quelle similitudini, come la fuga da Numenor/fuga da Valyria sono il frutto di stiracchiamenti o forzature da parte dei fan, che cercano di nobilitare il proprio personaggio preferito delle Cronache tramite il paragone forzoso con un personaggio ormai diventato un classico della narrativa fantasy. Non si tratta di posizioni diverse......non è un quadro astratto, che ognuno ci vede quello che gli pare: Aragorn è fiero della propria discendenza numenoreana e della sua appartenenza alla razza degli uomini, e financo di discendere da Isildur, pur riconoscendone le colpe e la debolezza insita nelal natura degli uomini. Cosi è nel libro. Se poi si parla del film, è un altro paio di maniche.
  7. Proprio perchè sono clamorosamente OP che mi aspetto muoiano male. Sarebbe una soluzione estremamente martiniana. Martin non è tipo da sviluppare un conflitto bellico dotando una delle due fazioni di cavalli e balestre e l'altra dell'equivalente di tre caccia F22. Altra cosa molto martiniana sarebbe far morire un drago con modalità molto simili a quelle con cui è morto il tizio di cui porta il nome; con il personaggio principale che è madre dell'uno e vedova dell'altro.
  8. Proprio perchè l'arma è ridicolmente complicata da maneggiare ed utilizzare, specie su un campo di battaglia con 40.000 mongoli mestruati che ti sciamano attorno ed un drago sputafuoco che ti vola sulla testa, pensavo che il senso di utilizzarla fosse nel fatto che "alla fine basta beccare il lucertolone, poi il veleno fa il resto". E dallo spostato che ha riportato in vita la Montagna (oltre a qualche altro trucchetto strano), uno spostato di cui in fondo sappiamo poco e nulla, non mi aspetterei nulla di diverso. Che Qyburn sappia cose che non dovrebbe sapere ormai mi pare assodato; non vedo perchè non dovrebbe in qualche modo sapere anche come avvelenare un drago. Tra l'altro, non mi vorrei sbagliare, ma mi pare da qualche parte nelle Cronache venga citato l'avvelenamento di un drago da parte dei maestri della Citatdella, in passato.
  9. Ma, trattandosi di Qyburn, è possibile che la freccia che ha colpito Drogon fosse avvelenata?
  10. Ma non è cosi, santo cielo! L'Aragorn dei libri è sempre fiero del proprio retaggio numenoreano e della propria appartenenza alla razza degli uomini. Va fiero anche del fatto che Isildur sia pur sempre colui sconfisse Sauron staccandogli l'Anello dalla mano, pur riconoscendone gli errori e temendo di ripeterli lui stesso. Nope. Come ribadito sia nel SdA che in alcune lettere di Tolkien, Aragorn non si nasconde per pudore o umiltà. Lo fa perchè i tempi per la sua rivelazione non erano ancora pronti: sia perchè c'era il rischio che, con Gondor ancora in mano ai Sovrintendenti, l'ascesa di un erede al trono di stirpe numenoreana fosse percepito come un colpo di stato che avrebbe portato Gondor alla guerra civile; sia perchè le forze del regno degli uomini non erano pronte ad affrontare Sauron, che li avrebbe certamente attaccati se avesse visto palesarsi l'erede di Elendil. Le somiglianze visive tra i due potrebbero, molto banalmente, derivare dal fatto che si tratta di due personaggi con un carattere non certo solare, che vivono in ambienti dal clima simile, svolgendo mansioni paragonabili, in opere che hanno un inquadramento storico che fa riferimento all'epoca medievale. Oppure dal fatto che, dovendo caratterizzare uno dei propri main characters come "quello che a sorpresa sarà destinato a regnare", due sceneggiatori pigri, superficiali e dalle qualità non eccelse, abbiano pensato di risolvere la cosa infarcendola di riferimenti (diretti ed indiretti), ad un altro personaggio destinato a regnare di un'altra famosa opera fantasy.
  11. Raga......no. L'Aragorn del SdA non si vergogna MAI nè della sua discendenza numenoreana, nè del suo appartenere alla razza degli uomini. Non si vergogna a ben vedere, nemmeno di Isildur, che considera innanzitutto colui che riuscì a staccare l'anello dalla mano di Sauron, e solo di tanto in tanto si dimostra preoccupato per la debolezza insita nella natura degli uomini e che in Isildur si manifestò nel tenere l'anello per sè. È totalmente consapevole del proprio ruolo, anche perchè è lo stesso Elrond a dire che "he is most like Elendil rather than Isildur". Viene anche fatto intendere (nel SdA ma anche in alcune lettere di Tolkiien) che il motivo per cui ha mantenuta celata la sua identità non è perchè sia stato 20 anni a rimuginare sulla sua inadeguatezza ma perchè, se l'erede di Elendil si fosse manifestato, Sauron avrebbe scatenato tutta la sua furia sulla Terra di Mezzo nel tentativo di distruggere il suo avversario, cosa che in effetti avviene quando Aragorn gli si manifesta all'interno del palantir. Questo per quanto riguarda l'Aragorn del libro. Se invece l'intento è di confrontare l'Aragorn cinematografico con il Jon Snow della serie tv è un altro paio di maniche, perchè in effetti nella visione offerta da Jackson il personaggio è molto più insicuro e dubbioso (per non dire quasi complessato) rispetto alla controparte letteraria.
  12. Preoccupazione. Aragorn è consapevole del fatto che gli uomini sono capaci di grandi cose (come dimostra la grandezza di Numenor), ma che in essi c'è anche una grande debolezza (vedi Isildur) e non sa quale parte prevarrà in lui. Ripeto.....del suo retaggio umano e numenoreano Aragorn non si vergogna affatto, anzi, ne va fiero. È il suo discendere da Isildur che lo preoccupa.
  13. Infatti se hanno fatto figli e figliastri la UEFA ha sbagliato, e dovrebbe spiegare perchè su un caso sia interventuta e sull'altro no. Ma sempre di due furbate parliamo.
  14. Ma proprio no. Aragorn non si vergogna del proprio retaggio, Aragorn si vergogna di Isildur e della debolezza che manifestò nel tenere per sè l'anello, che è cosa ben diversa. E vergogna probabilmente non è nemmeno il termine corretto: il suo ragionamento molto semplicemente, è "come posso essere colui che ripristinerà la grandezza di Numenor e riporterà alla perduta grandezza il regno degli uomini, se nelle mie vene scorre invece il sangue di chi diede inizio alla decadenza di quel regno?" E del resto ha senso anche dal punto di vista logico: se Aragorn non ritenesse quel passato un passato ideale, fatto di nobiltà e grandezza, perchè dovrebbe sentirsi inadeguato al ruolo che gli è destinato?
  15. Il paragone è del tutto fuori luogo: in Tolkien l'appartenenza ad una linea dinastica acquisisce una sua importanza in quanto legame con un passato ideale (e idealizzato) che fa da contraltare alla decadenza dei regni degli uomini nell'era moderna. In Martin non c'è nulla di tutto cio, e anzi viene continuamente messo in evidenza (sia esplicitamente che implicitamente) quanto il lignaggio e la discendenza dinastica contino poco e nulla: la decadenza dei targaryen inizia già nel momento in cui abbandonano Valyria, con draghi che diventano via via più piccoli; Robert, che si pensava dovesse regnare su Westeros ad libitum, è sul trono da meno di 20 anni quando viene seccato; i suoi fratelli lo seguono a ruota e di fatto, per quello che ne sappiamo, la linea dinastica dei Baratheon è estinta; i Lannister, che sembravano dover ereditare quel potere, muoiono come mosche, o vanno in esilio o sono legati al voto di castità o sono donne. Più di una volta viene affermato che il lignaggio non conta nulla e che l'unico diritto che un re ha sulla corona è quello che si costruisce con la sua forza. Venendo al paragone Samvise - Samwell, anche qui non riesco ad immaginare due personaggi più diversi, al punto che a parte il diminutivo e l'amicizia col protagonista, non vedo punti in comune tra i due: - Samvise è un umile giardiniere a servizio della famiglia Baggins; Samwell è figlio primogenito del più potente lord alfiere del sud di westeros. - Samvise è un sempliciotto tanto di buon cuore quanto tonto; Samwell è colto, legge molto e da prova di essere anche molto astuto. - Samvise da prova in più di un occasione di essere coraggioso e disposto a sacrificare la vita per il buon padron Frodo; Samwell si autodefinisce, senza giri di parole, un codardo, e non ha ancora dato prova della medesima devozione nei confronti di Jon. -Samvise, come giustamente fatto notare, diventa ad un certo punto il personaggio fondamentale del SdA; Samwell credo difficilmente assumerà tale ruolo. Inviato dal mio E6653 utilizzando Tapatalk