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joramun

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  1. Spero che quella bianca sia una variant e non il colore ufficiale, perchè diventa lercio dopo un mese. Comunque al netto dell'ergonomia, che ad occhio mi sembra un pelo migliorata, con handling laterali più grossi e "riempitivi", quello che fa arrapare davvero (sempre che gli sviluppatori decidano di sfruttarli a dovere) sono essenzialmente 2 aspetti: - la vibrazione aptica, che permetterà di distinguere in maniera più precisa il tipo e la direzione della sollecitazione che stiamo subendo nel gioco - i grilletti dorsali con resistenza adattiva. L'esempio che ha fatto Sony in fase di presentazione è quello della corda dell'arco, con i dorsali che simulano la diversa resistenza della corda a seconda di quanto la tendiamo.
  2. Non ero ironico...la trasmissibilità ai felini ci consentirà di studiare in maniera più approfondita i meccanismi di passaggio di specie e di contagio del virus.
  3. Il mio però, ci tengo a precisarlo, non era un discorso antiscientifico o volto a minimizzare l'azione della comunità scientifica in questo momento. Quello che volevo dire è che a risolvere la situazione saranno ovviamente e senza ombra di dubbio gli scienziati, i ricercatori, le equipe mediche, il personale sanitario, grazie alle ricerche, gli studi, i grafici, le proiezioni, le analisi. Ma mentre loro fanno tutto questo occorre anche che ci sia qualcuno di credibile e di autorevole che faccia pat-pat alla popolazione, che dica di tenere duro, faccia quei discorsi che fanno magari un po' tanto film sportivo americano, ma che servono come il pane. Specie se gran parte della popolazione è stipata dentro quattro mura da un mese, con prospettive grigie e l'ansia a mille.
  4. L'ho sentita adesso. È davvero un ottima notizia.
  5. Non c'è nulla di cosi poco razionale come negare la componente irrazionale ed emotiva che ci caratterizza tutti, specie quando parliamo di psicologia delle masse, specie quando parliamo di momenti di crisi come quello che stiamo vivendo. Ovvio che in concreto la situazione inglese e mondiale la risolveranno altre persone, ma il fatto che si abbia anche necessità di figure autorevoli che lancino messaggi che invitino la gente a "tenere botta" mi pare abbastanza autoevidente: Churchill la Guerra Mondiale l'ha vinta con le scelte politiche, certo, ma il loro lo hanno fatto anche i discorsi alla nazione trasmessi via radio.
  6. Discorso meraviglioso della Regina Elisabetta. Mi sono sentito fomentato pure io che non sono inglese. Pare nessun capo di stato abbia capito che i discorsi alla nazione servono da grande momento di aggregazione e di motivazione, non a dare l'elenco di chi può uscire e chi no. Altro livello.
  7. Ma infatti penso ormai sia chiaro che la diluizione del picco è da intendersi non solo nel tempo, ma anche nello spazio. In quest'ottica mi domando se a rampanti politici fiorentini che paventavano ripartenze post-pasquali stia venendo in mente di chiedere scusa e andarsi a seppellire sul fondo dei qualche fossa oceanica. Per lo stesso motivo per cui, se vai in giro per negozi, trovi più coltelli da bistecca che bisturi. Si tratta di dispositivi tecnici, specifici di una determinata professionalità e non pensati per una fruizione di massa, per cui è ovvio che già da prima ve ne fosse una disponibilità limitata. Arrivata l'emergenza, diffusasi la notizia che quelle chirurgiche erano poco più che fazzoletti, c'è stata la corsa ad accaparrarsi le FP2/3, portando una domanda da produzione di massa in un settore non attrezzato ad un offerta di massa.
  8. Eh, appunto: non le hanno avute perchè tanta gente il discorso delle mascherine non lo ha capito manco per sbaglio, e quindi si sono fiondati sulle FP2/3 , determinando una scarsa reperibilità per il personale sanitario.
  9. Bisogna chiarirsi sul concetto di mascherina: se parliamo di quelle che pongono una reale difesa contro il contagio (le FP2 e le FP3) è stato più volte ribadito che quelle non vanno acquistate, perchè la loro quantità non è elevata, i tempi di produzione sono più lunghi ed è necessario lasciarne un'ampia disponibilità per il personale medico e sanitario che ne ha un bisogno prioritario. Se parliamo di quelle chirurgiche (quelle con un lato azzurrino o rosa, per capirci), allora dotarsi di un pacco certo male non fa, specie se le si usa con giudizio e in contesti specifici (si alla mascherina quando si fa la spesa, no a quelle scene ridicole di gente che indossa la mascherina anche quando è in macchina. La propria macchina. Da sola), e nella consapevolezza che la loro efficacia nel prevenire il contagio è paragonabile all'efficacia che hanno i tornelli di Roma Termini nel prevenire un attacco terroristico: sono strumenti utili a dare una "percezione" di sicurezza (aspetto tutt'altro che da sottovalutare, aggiungerei). Che poi è divertente questa cosa per cui si ripete ossessivamente di dare ascolto agli esperti, "ascoltiamo Burioni", "sentite cosa dice la Capua", talvolta arrivando fin quasi a suggerire una tecnocrazia d'emergenza, per poi fare orecchie da mercante quando dicono qualcosa che non ci torna o non ci piace.
  10. Beh, io di base do un pelo più di credibilità all'OMS che all'Eco di Praga. Ma secondo me tutto passa dalla presa di coscienza del fatto che, quando si parla di "tornare alla normalità", non ci si sta riferendo alla normalità pre-pandemia; quella dobbiamo scordarcela per almeno un annetto, perchè non la riavremo prima che sia disponibile un vaccino o un efficace terapia antivirale. E anche quando ci arriveremo, sarà tutto da valutare cosa saremo diventati, l'impatto che nel frattempo avrà avuto l'epidemia a livello sociale, psicologico e culturale: quei confini che adesso sono chiusi a causa del virus, vorremo che riaprano? Come guarderemo all'Europa? Ci faremo attrarre da tutte quelle forme di intrattenimento indoor o desidereremo comunque tornare ad una fruizione "sociale" e di persona? Saremo di nuovo propensi, come dopo l'11 Settembre, a barattare parti della nostra libertà in favore di una sicurezza e di una protezione maggiore, stavolta non da una minaccia terroristica ma da una sanitaria? Nel frattempo bazzicheremo in una specie di "limbo", in cui i cinema dovranno mettere ingressi contingentati, i ristoranti spingeranno per la consegna a domicilio, i concerti all'aperto saranno annullati, gli spostamenti saranno severamente monitorati e ci saranno maggiori controlli un po' ovunque.
  11. Ma infatti la cosa più saggia che può fare un governo, in una fase del genere e avendo a che fare con un opposizione del genere, è quella di darsi una strategia e seguirla a prescindere dagli attacchi e dalle strumentalizzazioni. Penso sia importante dare l'idea che agisci mosso da un progetto, un' idea di cosa fare, da contrapporre alla visione demagogica, spesso non solo dei politici dell'opposizione. Tutti noi abbiamo detto, pensato o sentito dell'emergenza relativa a tutto il settore del turismo, dell'intrattenimento e della ristorazione, ma le situazioni non sono uguali per tutti. Non è tanto una questione di quanto breve, lungo, sopportabile sarà stato questo periodo di fermo forzato, ma del fatto che alcuni di questi settori (penso ad alberghi, ristoranti, pub e quant'altro) avranno molto probabilmente (anzi io penso sia praticamente certo) un "effetto rimbalzo" una volta finita questa fase di emergenza: la gente avrà cosi tanta voglia di uscire, spostarsi, godersi una pizza, un fine settimana, una gita fuori porta, che affolleranno le strutture in massa, e quindi forse non serviranno interventi cosi ingenti. Sarà molto più drammatico per quei settori in cui non è possibile gestire le entrate e le distanze, come appunto i grandi concerti, le sagre, i grandi eventi fieristici come autosaloni vari, Luccacomics e similari. Li il danno sarà sostanziale e serviranno aiuti consistenti.
  12. Però devi considerare che lo "stare a casa" si declina in una moltitudine di aspetti e di realtà che non sono gestibili in maniera ottimale da tutti, o che anzi possono essere assolutamente intollerabili. Io sto gestendo un call center di supporto psicologico, e in questi giorni ne sto sentendo di ogni: pensate a dei genitori che hanno in casa un figlio con disabilità, e per i quali la scuola costituiva un supporto fondamentale nella gestione quotidiana del disturbo del figlio; oppure alle moltissime persone anziane che si trovano ad essere sole in casa, magari vedove/i, con malattie pregresse o senza un supporto dei parenti; e non ho citato i 4 milioni circa di italiani che versano in condizione di povertà assoluta. Stare in casa può significare una cosa del tutto diversa se si parla delle case popolari del Rione Sanità o di una attico a Trastevere. In questo senso la retorica del "siamo tutti sulla stessa barca" è del tutto sbagliata e fuorviante: magari navighiamo tutti la stessa corrente, quello si, ma ciascuno lo fa con la propria barchetta, che in alcuni casi è poco più che una bagnarola scassata.
  13. Vedrei molto positivamente un approccio che sia graduale nella riapertura così come lo è stato nella chiusura. Fermo restando che IMHO, almeno aprile toccherà proseguire cosi come siamo, perchè tra primi caldi, belle giornate, Pasqua e pasquetta le tentazioni sono troppe e a qualcuno potrebbe venire voglia di scampagnata; e che, come dice Metamorfo, concerti all'aperto (e quest'estate ce ne sarebbero stati di molto interessanti ), e altri eventi che prevedano assembramenti incontrollabili di persone (per cinema e teatri è diverso) toccherà dimenticarseli fino a fine anno, che siano grossi come Lucca o piccoli come le sagre di paese.
  14. Non possono aiutare a definire le strategie, specie arrivati a questo punto, quello è vero. Però potrebbero essere il campione più valido per leggere alcuni dati sulle caratteristiche dell'epidemia. Per dire...il loro tasso di mortalità/letalità dovrebbe essere molto più affidabile rispetto a quello misurato negli altri paesi del mondo, visto che è considerato su di una copertura della popolazione molto più estesa.
  15. Io più che altro non capisco perchè, nelle discussioni sui dati, non venga mai citata la Corea del Sud, che è il paese che ha fatto il maggior numero di tamponi in rapporto alla popolazione (certo a fronte di un notevole investimento economico e di un ancor più notevole impatto sulla privacy dei cittadini), e che quindi ha di sicuro i dati più attendibili.
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