joramun

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  1. Scrivi tu che scrivo anche io

    La caccia al tesoro Nella squadra della scoiattolina, con il fuco e lo stambecco, avevamo così il laborioso topolino, con cui lei ed il fuco avevano già collaborato in precedenza in qualche attività per la collina. Con il picchio, che in un tempo più lontano era solito frequentare lo stagno, si schierarono la coniglietta e la sua fedele amica gallina, che era molto gelosa, a livello quasi maniacale, delle sue piume. La scrofa si unì alla squadra della sua “amica” mosca assieme all'asina, e vi si aggiunse anche la zanzara. Nella squadra dell’ape e del procione, infine, entrò la pecora nera, ma, benché gli animali della fattoria sostenessero che il riccio passasse le soluzioni all’ape in cambio del suo miele, le informazioni sospette non arrivavano. “Ma non faranno mai nulla di sospetto davanti alla pecora nera, lei non fa parte degli animali che si incontrano allo stagno” sbuffò la scrofa, giustificando così la mancanza di informazioni. Ella infatti non vedeva l’ora di poter sparlottare allegramente ed ogni qual volta l’ape si affacciava in piscina per punzecchiarsi con la pecorella, la scrofa si eccitava ed andava loro dietro, incurante degli schizzi agli altri bagnanti. Ma mentre in piscina si rotolava allegra e scherzante, al ritorno in fattoria non risparmiava nessuno dai suoi deliri. Ogni qual volta la squadra del procione trovava un piccolo tesoro, la luce della vecchia lanterna veniva puntata sulla pecorella, che si impuntava nello spiegare ai compagni della fattoria che molto spesso l’ape lo lasciava da solo, perché troppo volubile ed impaziente, ed il procione più di tanto non si impegnava a dargli una mano. Più di una volta la pecorella si era ritrovata a fronteggiare da sola i percorsi della caccia ma a nessuno degli animaletti della fattoria sembrava interessare. Non vedevano neanche gli attacchi polemici dell’ape (che a volte sapeva essere fin troppo fastidiosa e petulante) al gatto, al riccio e alla civetta, accusandoli insieme al picchio o altri animaletti di nascondere i tesori in luoghi troppo impensabili. La caccia al tesoro terminò e, come prova evidente sulla veridicità delle insinuazioni fatte dagli animali della fattoria, il procione e la scoiattolina arrivarono ultimi e vinse la squadra in cui c’era la scrofa. E quando il riccio storse il naso, perché aveva fiutato qualcosa di strano, la scrofa cadde dalla sdraio per la fretta di tornare in fattoria a dire "Non so voi, ma in realtà a me piace imbrogliare e non troverei poi così male se l'ape avesse davvero ricevuto le soluzioni. Ma poi l’allusione del riccio? Abbiamo robe ALLUCINANTI (Quali non ci è dato saperlo) sui loro imbrogli e pensa male di noi? Ma vivi e lascia vivere! OINK! OINK! OINK!" , in un monologo che avrebbe fatto invidia anche a Cicerone con le sue accuse a Catilina. Nella fattoria si organizzò così una grande festa per aver impedito al gioco di seguire il presunto percorso prestabilito. La pecora nera, un po’ infastidita dall’insensibilità degli altri sul fatto che la sua squadra avesse perso, non si unì al festeggiamenti. Andò così a cercarsi un angolino tranquillo, mentre l’oca si stiracchiava sul prato, nella brezza della sera, riconciliata col mondo, sospirando “Meno male che il gioco non ha seguito il copione già scritto…qua qua…qua…” . Non era quello il prato giusto.
  2. Pazza Inter amala

    Praticamente è da quando è andato via Moratti che ogni anno l'Inter a febbraio se ne esce con sta cosa del "si però la società va valutata dall'anno prossimo", "l'Inter vera la vedremo solo la prossima stagione". Ma sarà invece che l'Inter vera è questa, ed arriva sesta perchè l'organico non vale più del sesto posto?
  3. Elezioni politiche 2018

    Mi stavo orientando verso la scheda bianca/nulla, ma potrei decidere di votare Grasso anche solo per il fatto di essere stato l'unico esponente politico di un certo rilievo ad utilizzare "la parola con la F" in relazione ai fatti di Macerata.
  4. Doping russo? Era tutta fuffa pare...

    Se la base del giornalismo d'inchiesta fossero i sospetti, allora non ci sarebbe alcuna differenza tra la Gabanelli e Giulio Golia, tra Presa Diretta e le Iene, tra Valigiablu e Byoblu. La base del giornalismo d'inchiesta sono metodo, serietà, professionalità, fonti verificate e credibili.
  5. Doping russo? Era tutta fuffa pare...

    Idem. Anche perchè, come loro stessi affermano, Sputniknews è un brand ideato dalla holding di telecomunicazioni Rossiya Segodnya, cioè da una holding controllata e gestita interamente dal governo russo.
  6. Doping russo? Era tutta fuffa pare...

    Io credo a ciò che viene dimostrato nei tribunali con prove concrete e testimonianza correttamente assunte. O a quello che emerge da inchieste giornalistiche portate avanti da quotidiani autorevoli e giornalisti di comprovata professionalità. Non a sputniknews.com.
  7. Doping russo? Era tutta fuffa pare...

    Per i casi Froome, Marion Jones, Gatlin o Armstrong non è MAI stata accertato alcun coinvolgimento delle relative federazioni. Molto semplice. Quanto alla sentenza del TAS di Losanna, invece, essa non nega affatto l'esistenza di un doping di stato da parte della federazione russa, ma si limita a constatare l'estraneità dei 28 atleti in questione. Qui c'è un elenco abbastanza sostanzioso di fonti un pelo più autorevoli di sputnik.com o radioputin.ru, che sostanzialmente tracciano un quadro abbastanza chiaro della situazione: da un lato un numero più o meno cospicuo di mele marce, dall'altra un sistema strutturato e istituzionalizzato volto al doping sistematico.
  8. Elezioni politiche 2018

    Al contrario. L'ho già detto che sono d'accordo con te sul fatto che a mio pare occorre una riforma fiscale epocale. Il punto è che non concordiamo sull'indirizzo di questa riforma: tu proponevi una roba alla trump, flat tax al 20%, briglie sciolte al capitalismo d'assalto e vediamo; io mi augurerei una riforma improntata, al contrario, su una marcatissima progressività con tassazioni molto forti su immobili, rendite finanziarie, patrimoni. In un paese in cui (sono dati di meno di una settimana fa) le 10 famiglie più ricche possiedono un patrimonio complessivo doppio rispetto ai 20 milioni di italiani facenti parte dei ceti più poveri, c'è un bisogno disperato di redistribuire la ricchezza. E non per una fisima da vecchio bolscevico nostalgico o da hippie ugualitarista, ma per un mero discorso di tenuta economica e sociale: quelle dieci famiglie non compreranno 20 milioni di pagnotte di pane nè 20 milioni di litri di latte, non vedranno 20 milioni di film, non faranno 20 milioni di visite mediche o di viaggi in treno o di uscite per mangiare una pizza.
  9. Elezioni politiche 2018

    Ricetta tutt'altro che scolpita nella pietra, mi permetto di far notare. Altri paesi riescono a fare tanto una forte lotta all'evasione quanto una forte tassazione sui redditi più alti. E senza far scappare nessuno.
  10. Elezioni politiche 2018

    Non concordo. Il problema è che le tasse non si trasformano in servizi di qualità per il cittadino. Altri paesi hanno tassazioni paragonabili a quella italiana, ma da quel gettito fiscale tirano fuori università gratuite e di eccellenza, sanità gratuita e di eccellenza, welfare solidale, bonus familiari, infrastrutture, eccetera. Noi paghiamo ma ci torna indietro poco o nulla. Dire che il nostro sistema fiscale sia da riformare è sacrosanto, ma costituisce il punto di partenza. "Riformarlo come" è il grande tema in ballo.
  11. Elezioni politiche 2018

    Ma è certificata dai fatti questa felicità dei lavoratori, oppure è una tua ottimistica deduzione? Perchè a me non risulta da nessuna parte questo assioma che, se le tassi di meno, le aziende assumono gente. Senza contare che, ripeto, la riduzione delle tasse non riguarda i ceti meno abbienti ma le aziende e le fasce di reddito più alti, e bisogna poi vedere dove si vanno a rimediare (leggi "cosa si taglia") i soldi. Tra l'altro in un contesto in cui gli Stati Uniti sono già in una fase di forte crescita, e gli indicatori dell'occupazione erano tornati a salire ben prima dell'elezione di Trump.
  12. Elezioni politiche 2018

    Il paragone con gli Stati Uniti ha poco senso, perchè in quel paese si è ormai consolidato un modello di welfare di tipo anglosassone. Ed ha ancora meno senso nel momento in cui Trump, di questo modello, ne è la manifestazione più estrema ed ideologica; tra l'altro la sua manovra prevede di tagliare l'aliquota fiscale per le aziende dal 35% al 20%, e di abbassare l'aliquota massima per le fasce ad alto reddito dall'attuale 39.6% al 35% (più o meno quello che ha proposto Berlusconi ieri), quindi vorrei proprio sapere quali sarebbero questi lavoratori che stanno "festeggiando" per un abbassamento delle tasse ai più ricchi.
  13. Elezioni politiche 2018

    Manco a farlo apposta, più o meno mentre io scrivevo il post precedente, Berlusconi se né è uscito con la proposta di recuperare parte dell'evasione fiscale abbassando la tassazione sui redditi più alti, in modo da incentivarli a non evadere. Tipo dare già i gioielli ai ladri, così smettono di rubare.
  14. Elezioni politiche 2018

    Sull'argomento tasse e welfare io sono dell'idea che, nel momento stesso in cui afferma di volerle in qualche modo ridurre, un partito di sinistra abbia già perso. Ha perso perché, indirettamente, avvalla uno dei cavalli di battaglia della destra (sopratutto berlusconiana) secondo cui le tasse sarebbero una sorta di "rapina", un "mettere le mani nelle tasche degli italiani". Invece le tasse sono lo strumento tramite il quale lo stato può mantenere pubblici e garantiti servizi come la sanità, l'istruzione le misure di welfare eccetera. Più in generale si avvalla un passaggio verso un tipo di welfare anglosassone (poche tasse - pochi servizi pubblici garantiti e gratuiti). A questo modello si dovrebbe contrapporre un modello di welfare di tipo scandinavo (molte tasse - molti servizi pubblici garantiti e gratuiti). Da questo punto di vista, quindi, un partito di sinistra che si presenti in campagna elettorale dovrebbe dire "non abbasso niente, anzi per i redditi più alti le alzo anche....però mi impegno ad offrire servizi di eccellenza e GRATUITI tanto per la sanità quanto per l'istruzione o per il welfare."
  15. Elezioni politiche 2018

    Questo è l'ampio e dettagliato report che quegli invidiosi radical chic dell'OCSE pubblicano ogni anno per analizzare lo stato dell'istruzione universitaria nel mondo. L'Italia è al di sotto della media OCSE, e ben al di sotto della media dei paesi europei per: - Investimento annuo per studente - Percentuale della spesa pubblica impiegata in istruzione - Spesa pubblica totale relativa all'istruzione - Salario medio degli insegnanti Spicca invece nelle classifiche relative a: - Tasse universitarie (in Europa solo Spagna e Olanda le hanno più alte) - Sovvenzioni agli istituti privati.