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AryaSnow

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  1. AryaSnow

    ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Sansa VII In questo ultimo capitolo di Sansa assistiamo alla fine di Lysa Arryn. Sarò l’unica, ma nonostante tutto io non riesco a provare quella sensazione di trionfale soddisfazione che forse condividono gli altri lettori. La donna è veramente odiosa e nel rileggere quel capitolo l’ho riscoperta anche peggio di quanto ricordassi, dato che mi erano passati di mente alcuni particolari come la sua difesa ad oltranza di Marillion (che grazie a Lysa continua a violentare impunito tutte le ragazze che vuole), il fatto di punire un altro ragazzo al posto di Robert per le sue malefatte (pratica che condivide con Cersei, come vedremo in AFFC) o lo stesso comportamento nei confronti di Sansa prima del “volo”. All’inizio le promette di lasciarla andare se confessa la sua colpa di aver sedotto Petyr e poi, proprio quando la ragazza per esasperazione si ritrova a cedere, si abbatte su di lei con quell’impeto omicida. Insomma, ci sono tutti gli elementi per essere contenti della fine di questo personaggio, ma nonostante questo non sono mai riuscita a farlo fino in fondo. Forse anche perché ho una certa tendenza a “ribellarmi” quando l’autore cerca si fare troppa pressione per accrescere l’antipatia verso qualcuno. Lysa è una donna dalla mente estremamente instabile, afflitta da una miriade di insicurezze e che ha avuto una vita profondamente infelice. I suoi comportamenti più detestabili alla fine sono il riflesso delle sue debolezze. Il modo in cui parla a Sansa del suo amore per Petyr, come se fosse un sentimento reciproco, non è altro che un modo per autoconvincersi di questo fatto, dato che sicuramente anche lei in fondo sente che le cose stanno diversamente. Basta vedere come si evolve tutta la scena: all’inizio Lysa non fa che ripetere quanto sia solido il loro legame, ma alla fine dopo l’arrivo di Petyr crolla e manifesta più apertamente tutta la sua insicurezza, prendendosela anche con lui per quanto accaduto (nel profondo consapevole che in realtà è lui che ha preso l’iniziativa con Sansa) e cercando con disperazione la conferma di sbagliarsi. In quel momento sinceramente arriva a farmi pena e non riesco a provare grande simpatia per il modo spietato in cui Ditocorto la consola, la bacia e la illude, per poi rivelarle la verità e buttarla giù con quel “solo Cat”. Sarò l’unica al mondo, che devo dire? ::unsure: Mi dispiace molto meno per Marillion, probabilmente perché nel suo essere viscido non mostra nemmeno tutte le fragilità che ha Lysa. Detto questo, al di là del discorsi su antipatia e pietà, come personaggio Lysa secondo me è molto riuscita in questa sua caratterizzazione così sopra le righe: si fa odiare ma non passa certo inosservata ed è una figura che rimane impressa. Quindi sotto questo aspetto trovo che sia stata comunque una delle tante perdite di personaggi “d’impatto” avvenute in ASOS, cosa che di per sé va benissimo, ma è un peccato che nei libri successivi i personaggi memorabili persi in precedente non siano stati sostituiti da altrettanti personaggi della stessa caratura. Lo sfogo di Lysa comunque viene usato da Martin anche come occasione per spiegarci diversi misteri rimasti in sospeso, come il significato di quel “tansy” mormorato da Hoster e soprattutto l’origine di uno dei fattori scatenanti della Guerra dei Cinque Re: l’avvelenamento di Jon Arryn. Probabilmente Ditocorto ha ucciso Lysa non tanto per quello che ha rischiato di fare a Sansa, ma soprattutto per la sua manifestata incapacità di mantenere l’oscuro segreto. L’altra scena memorabile del capitolo è ovviamente la costruzione del castello di neve. Nulla da dire, davvero bella e poetica. Riesce a esprimere il sentimento di nostalgia per i bei tempi andati della Casa Stark e a trasmetterlo forse anche a chi non è un grande sostenitore di questa casata. E’ forse anche uno dei capitoli che spinge di più a rivalutare il personaggio di Sansa a chi ancora serba per lei una certa antipatia derivata dai tempi di AGOT. Nel breve flashback, vediamo anche una rappresentazione del rapporto tra Arya e Sansa piuttosto inedito, con le due che giocano insiele allegramente e vanno d’accordo. Si può inoltre cogliere un interessante parallelismo tra due momenti diversi delle storyline delle due sorelle. Ricordate quando Arya ha buttato nel torrente la bambola della bambina del villaggio, esattamente com’è stato fatto con il cadavere della madre (da lei visto nel sogno di lupo)? Ecco, qui invece vediamo Sansa infilzare la testa del bambolotto di Robert sulle mura del castello di neve costruito, esattamente come lei ha visto fare con la testa di suo padre. Non so se si tratti di una mera coincidenza involontaria o se Martin abbia davvero voluto tracciare un parallelismo, ma in ogni caso è abbastanza bizzarro. Da notare anche che Sansa in un primo momento è quasi tentata a cedere al bacio di Ditocorto. Penso che questo particolare dimostri, più che un qualche genere di interesse verso l’uomo, il debole che la ragazza ha sempre avuto per le manifestazioni di galanteria, di cui infatti Petyr astutamente la riempie. Sarà interessante vedere come si evolveranno i sentimenti di Sansa dopo l’assassinio a cui qui ha assistito. Entrambe le scene sono governate da un’atmosfera gelida e piena di neve, ma nel primo caso il clima invernale è sfruttato in maniera positiva come fonte di gioia, bellezza e dolci ricordi, mentre nel secondo caso diventa un modo per accentuare la sensazione di pericolo e morte che si avvicina. In un capitolo di Jon di ACOK Qhorin ha osservato come il fuoco può essere sia fonte di vita che di morte, e così avviene anche con la neve. Nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, entrambi gli elementi possono assumere sfaccettature contrastanti. Epilogo Un altro capitolo visto dagli occhi di un personaggio marginale destinato subito a morire, che al tempo stesso è anche un nuovo tuffo nella mediocrità e nella miseria umana. Abbiamo quindi l’occasione di conoscere Merret Frey, l’ennesimo uomo insignificante, caratterizzato dalla sfiga continua e da una voglia di rivalsa destinata a fallire in modo ridicolo. Al di là di Merret nello specifico, è anche un’occasione per avvicinarci di più alla famiglia Frey, in cui come già ben sappiamo oltre a invidia e diffidenza verso la altre casate regna anche una continua rivalità interna, con una spietata e darwiniana gerarchia tra gli stessi membri della casata. Abbiamo quindi i Frey “maschi alfa” e quello che invece vengono inevitabilmente lasciati più in disparte. Va notato però anche un aspetto, se così vogliamo chiamarlo, “positivo” di Lord Walder Frey, ovvero l’ala protettrice che estende a tutti i suoi parenti, inclusi quelli più dimenticabili (anche se la cosa contrasta un po’ con la sua indifferenza verso la sorte del ragazzo dalla mente debole sgozzato da Caltelyn alle Nozze Rosse). Questo per ammissione dello stesso Merret, che pensa con timore al momento in cui il vecchio non ci sarà più e alla possibilità che possa succedergli qualcuno di peggiore. Da notare anche il modo in cui Walder si è sforzato di insegnare a Strevon l’importanza dei legami di sangue. E’ praticamente come un boss mafioso “vecchio stile”, spietato ma al tempo stesso dotato a modo suo di un qualche valore morale (non certo di quello del rispetto delle leggi dell’ospitalità, ma almeno dell’attaccamento alla famiglia sì). Morto Stevron, i restanti eredi non sembrano possedere nemmeno quello. La “crisi invernale” della disillusione e perdita di punti di riferimento (tema che attraversa un po’ tutta la saga) riguarda quindi anche la famiglia Frey. Scopriamo anche che Lothar, la persona che sembrava più amichevole e comprensiva verso gli Stark anche dopo la “bravata” di Robb, è in realtà forse la principale e più spietata mente dietro alla Nozze Rosse. Una cosa abbastanza inquietante. Comunque la mediocrità di Merrett si manifesta anche nel momento della morte, nel modo in cui lui si dimostra pronto a cedere qualunque cosa pur di salvarsi la pelle e in cui continua a dichiararsi innocente delle Nozze Rosse, continuando a dire che “ha solo bevuto”, pur essendo quel bere una parte del piano del massacro che lui ha giocato consapevolmente. Oltre alla crisi della Casa Frey, qui si assiste anche alla crisi della Fratellanza Senza Vessilli, che dopo la scomparsa di Beric ha assunto tinte più oscure. A sottolineare questo c’è il fatto che il ruolo del Lord della Folgore che viene ironicamente interpretato a turno da altri membri dei fuorilegge, come una sorta di “perversione”. Viene infine rivelata la nuova guida della banda, una Catelyn resuscitata e piena di rancore. So che questo colpo di scena è odiato da molti lettori, ma a ma non ha mai dato tutto questo fastidio: alla fine non è altro che lo sviluppo di tutta la parte dedicata in precedenza è stata dedicata ai misteriosi poteri di Thoros di Myr, che in qualche modo dovevano portare a qualcosa di concreto. Sotto questo aspetto la svolta delle resurrezione è stata preparata bene. Inoltre va notato che prima di uccidere Merrett i fuorilegge cercano di estorcergli informazioni su Arya, segno che oltre alla vendetta Catelyn probabilmente ha ancora spazio per qualche altro interesse e che forse sotto questo aspetto un po’ di umanità le è rimasta. Con questo finisco la rilettura di ASOS. E' stata lunga ma alla fine l'impresa è compiuta. Grazie dell'attenzione a chiunque abbia eventualmente avuto la pazienza e il masochismo di leggere Grazie agli altri collaboratori e in particolare a Figlia dell'Estate che non ha ancora mollato e la cui rilettura continuerò a seguire .
  2. AryaSnow

    Stemmi

    A me piacciono entrambi
  3. AryaSnow

    IL QUIZZONE DEL NUOVO ANNO

    Ricordatevi che mancano solo due giorni alla sfida del quizzone. Iniziate ad affilare le vostre menti e armi
  4. AryaSnow

    IL QUIZZONE DEL NUOVO ANNO

    Ricordatevi che mancano solo due giorni alla sfida del quizzone. Iniziate ad affilare le vostre menti e armi
  5. AryaSnow

    ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Sam V Come già accennavo nel commento al precedente capitolo di Sam, è qui che il ragazzo mette in moto la propria intelligenza, con il classico meccanismo (a dire la verità abbastanza stereotipato, ma comunque efficace) della compensazione della mancanza di doti fisiche. Sam stesso ricorda come nei libri precedenti avesse paura non solo di veri o presunti pericoli “fisici”, ma anche del confronto verbale con personalità che gli incutono soggezione. Se nelle sue peripezie oltre la Barriera ha affrontato il primo tipo di paura, qui si ritrova a misurarsi con il secondo. Quindi questo suo confronto con due dei principali candidati al comando, con un misto di strategia e persuasione, rappresenta un po’ il culmine dell’evoluzione del personaggio alla fine di questi primi tre libri della saga. Anche con questo capitolo prosegue l’”operazione simpatia” nei confronti di Stannis, che fa fare l’ennesima brutta figura all’odiato Janos Slynt, mandando in frantumi ogni sua illusione di poter essere il candidato che il re sceglierebbe per il comando della confraternita. In questa occasione Stannis viene anche valorizzato in confronto a Robert, dimostrandosi abbastanza acuto nel cogliere la manipolazione di Ditocorto dietro alle considerazioni espresse dal fratello su Slynt in passato. Ho sempre trovato affascinante il rapporto di scivolosa e ambigua simbiosi che si instaura tra l’esercito di Stannis e i GdN, con loro che concedono al re la loro fortezze, consapevoli che non riuscirebbero mai a presidiarle (e restaurarle) personalmente, ma al tempo stesso insistono sulla loro neutralità nella guerra per il trono. E’ proprio in questo capitolo che viene fuori questa importante proposta di Stannis. Dopo questo sarà sempre più difficile per i GdN risultare credibili di fronte all’attuale governo dei Sette Regni nel rivendicare la propria indipendenza. La situazione è estremamente difficile, perché d’altro canto l’aiuto di Stannis è cruciale e quindi risulta arduo dire di no. Jon XII Se per Tyrion l’ultimo capitolo del libro è quello del drammatico confronto con il proprio passato, la stessa cosa avviene in un certo senso per Jon, anche se ovviamente con un esito molto meno radicale. Tyrion si confronta con il suo “essere bastardo agli occhi del padre in quanto nano”, mentre Jon ripercorre i suoi amari ricordi a Grande Inverno e torna a ripensare al costante complesso di inferiorità che ha nutrito nei confronti di Robb per via delle sue origini illegittime. Sembra un po’ di rivivere l’atmosfera di AGOT e viene persino ripescato il conflittuale rapporto tra Jon e Catelyn. Il cerchio si chiude e, grazie al dilemma che gli è stato imposto dall’offerta di Stannis, il giovane deve affrontare timori e desideri proibiti che fin dal principio lo hanno afflitto. La cosa bella di ASOS è proprio il modo pressoché perfetto in cui riesce a chiudere tutti gli archi narrativi, sia a livello di mera trama che a livello tematico. Questo genere di eleganza è proprio quello che manca negli ultimi due libri, al di là della qualità media in sé dei capitoli. Oltre al discorso sul conflitto tra la fedeltà alla confraternita e la realizzazione della sua fantasia represse di diventare lord di Grande Inverno, per Jon la situazione è particolarmente delicata perché rimanendo tra i GdN in effetti rischia la vita stessa, data l’ostilità ne suoi confronti del possibile comandante Janos Slynt. In un certo senso la situazione è simile a quella che gli si è presentata con Ygritte, quando Jon di base già desiderava la ragazza, ma per essere spinto tra le sue braccia ha avuto bisogno anche di una “necessità esterna” per giustificarsi. Anche in questo capitolo a prima vista Jon sembra tendere ad una simile svolta, almeno fino all’incontro simbolico con Spettro, dove si gioca per l’ennesima volta con la parola “Snow”. Sul finale dal capitolo c’è poco da commentare: anche se Jon non riesce a diventare Lord di Grande Inverno, ascende al potere in un altro modo. Il suo personaggio è sempre stato accusato di essere un po’ predestinato e prevedibile in questo suo ruolo di bastardo che nonostante tutto riesce a salire in alto. Io però ho vissuto e rileggo tuttora questa scena con una certa soddisfazione. La trovo ben orchestrata, con la candidatura di Jon che avviene dietro le quinte (il ragazzo arriva dopo che il suo nome è già stato proposto in pubblico), il colpo di scena del corvo e di nuovo l’uso della parola “Snow” come espediente.
  6. ANNO NUOVO, QUIZZONE NUOVO! Non poteva mancare la prima edizione 2019 del nostro mitico quiz. E' tornato il momento di lottare per guadagnarsi l'agognato premio culinario, con tanto studio, velocità e guerra all'ultimo sangue. Vi aspettiamo nella chat della Barriera alle 21:30, meglio se mascherati per le festività di carnevale https://t.me/joinchat/AAAAAAskBjR4F7ge_f6V9Q
  7. AryaSnow

    IL QUIZZONE DEL NUOVO ANNO

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  8. AryaSnow

    Challenge Culinaria

    27. Un piatto cinematografico Voglio ripescare questa domanda per aggiungere un altro esponente alla saga "cena ai ristoranti di lusso" che avete aperto
  9. AryaSnow

    ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Tyrion XI E’ l’ultimo capitolo di Tyrion di ASOS ed è davvero un gran capitolo. La fine, con il memorabile patricidio e la risoluzione del rapporto tra Tyrion e Tywin, è in realtà un momento previsto e atteso da parecchio, anche se continuamente rimandato per via della loro comunità di obiettivi e ovviamente dell’appartenenza alla stessa casata. La cosa era evidente fin da AGOT, quando è stata messa sul tavolo la natura del loro rapporto con quel “tutti i nani sono bastardi agli occhi dei padri” e quando poi c’è stato quel racconto su Tysha che ha rivelato fino a che punto era profonda la frattura. Spesso i finali più belli non sono quelli inaspettati, che cercano la sorpresa a tutti i costi, ma che proseguono con massima coerenza con quanto è stato stabilito fin dall’inizio e semplicemente rimandano l’inevitabile trovando vari espedienti per farti pensare che magari le cose potrebbero andare altrimenti, quando in realtà si tratta solo di diversivi. Comunque va notata la grande sorpresa che Tywin manifesta dopo aver subito il colpo di balestra, quasi non si aspettasse che il figlio trovasse realmente il coraggio di farlo. Interessante anche la scelta di far usare a Tyrion proprio la balestra, arma molto amata e utilizzata da Joffrey. Forse è stato fatto proprio per conferire al gesto una tinta un po' più scura, o forse per ribadire che nonostante tutto Tyrion continua ad essere più vicino al resto della famiglia di quanto non vorrebbe. Oltre alla conclusione della grande ascesa di Tywin, con quella morte così ridicola e dissacrante per un personaggio politico di simile caratura, abbiamo anche l’ultimo confronto tra Tyrion e Jaime. Anche in questo caso si regolano dei conti in sospeso e Jaime finisce per svelare lo scomodo segreto che si è portato dietro negli anni. Per come si è svolto il dialogo, Jaime poteva tranquillamente continuare a tenersi quel segreto, ma sembra quasi che sentisse in qualche modo il bisogno di liberarsene. Forse anche questo fa parte della sua volontà di chiudere un vecchio capitolo della sua vita? Comunque è incredibile quanto tutti, persino Jaime, abbiano sottovalutato il profondo bisogno di Tyrion di essere amato e quindi l’importanza che ha rappresentato per lui ciò che gli ha dato Tysha in quel poco tempo. Secondo me Jaime non si aspettava una reazione così forte dopo tutti questi anni e mai avrebbe immaginato che ciò sarebbe stata la scintilla che avrebbe causato la fine del padre. Anche la già citata sorpresa di Tywin prima della morte mi fa pensare che lui non abbia mai capito fino in fondo l’impatto che il suo “insegnamento” ha avuto sul figlio. E’ anche interessante osservare il contrasto tra la pianificazione e la razionalità di Varys e l’“effetto collaterale” causato dal puro sentimento umano (ammesso che il Ragno Tessitore non avesse previsto pure questo e ciò non facesse parte del suo piano per distruggere la Casa Lannister, ma mi sembrerebbe esagerato). Varys inoltre sembra non avere la minima idea di dove siano finiti Sansa e Dontos, mentre noi sappiamo che in questo caso è stato un altro grande manipolatore ad avere avuto la meglio nella “gara intellettuale” tra i due. E’ sempre divertente osservare dall’alto tutti questi intrecci con qualche conoscenza in più rispetto ai personaggi, nonostante ci siano invece tanti altri misteri che personaggi come Varys e Ditocorto sicuramente ci nascondono. Comunque è molto bella e intrigante anche tutta la descrizione del percorso che Varys e Tyrion fanno nei sotterranei. Riesce davvero a trasmettere la sensazione di un’antica fortezza piena di storia e inquietanti misteri. L’omicidio di Shae in un certo senso è anche più inquietante di quello di Tywin, in quanto si tratta di una ragazza, per quanto poco simpatica, in quel momento del tutto indifesa. Rimane il beneficio del dubbio su fino a che punto il suo gesto di “tradimento” (che, ricordiamolo, non si è limitato all’abbandono di Tyrion, ma c’è stata una collaborazione molto attiva per umiliarlo) è stato causato dal freddo calcolo e fino a che punto dalla paura, e ci possono essere pareri discordanti sul grado di compassione provato per lei. Nonostante Martin faccia di tutto per farci tifare per Tyrion e dipingercela in maniera antipatica, va ricordato che sotto sotto è come già detto una donna del tutto indifesa e che, senza la fortuna di essere nata in una classe sociale altolocata, deve farsi strada nella vita con le sue sole forze, in un mondo estremamente ostile e ingiusto. Detto questo, non mi è mai stata tanto simpatica e quindi non mi è nemmeno dispiaciuto così tanto perderla, visto che ormai aveva esaurito il suo ruolo narrativo. Anche con Tywin Martin ha scelto di premere molto sul pulsante dell’antipatia in questo epico finale, dipingendolo non solo come duro e spietato (cosa che era già ben nota) ma anche estremamente ipocrita, dato che lo troviamo dedicarsi a quello stesso passatempo per cui lui ha sempre biasimato il figlio. Forse è stata una scelta un po’ gratuita e non necessaria: il rapporto tra Tyrion e Tiwyn funzionava bene anche senza bisogno di questa aggiunta.
  10. AryaSnow

    ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Bentornata Anch'io a breve conto di riprendere, anche perché ormai non mi manca molto
  11. AryaSnow

    Commenti su giochi appena giocati

    Io ho comprato Persona 5 con gli sconti di gennaio (25 euro) e lo giocherò prossimamente (non subito perché prima ho tante altre cose). Dato che sono gli stessi sviluppatori di Catherine, che io adoro, mi aspetto grandi cose. Da piccola avevo troppa paura di giocare ai Resident Evil da sola e per intero. Li avevo solo provati/guardati a sprazzi con amici. Sul nuovo Resident Evil sono combattuta: da un lato sembra promettere bene e come genere di gameplay è proprio quello che piace a me (lento, ragionato, dove devi dosare le risorse, esplorare, risolvere enigmi...), ma dall'altro da quello che ho sentito sembra molto spaventoso e temo di essere un po' fifona pure adesso
  12. AryaSnow

    Challenge Culinaria

    24. Un piatto estivo Anche per me bresaola + rucola è un must Se no anche cocktail di gamberetti, tartare di pesce, o anche bruschette. 25. Il piatto/pietanza della tua infanzia Io in linea generale non gradisco molto la cucina russa e infatti non mangiavo quasi niente da piccola, era un problema Ma se devo dire qualcosa, dico le polpette di mia mamma, che ogni tanto mi fa anche ora e me le porto al lavoro, o i ravioli di carne simili a quelli cinesi. Tra le poche cose che mi piacevano.
  13. AryaSnow

    Challenge Culinaria

    In pausa pranzo ho mangiato pletessa impanata con contorno di piselli. Ero alla mensa... che non è certo la mia destinazione preferita, ma ci vado ogni tanto per fare compagnia ad alcuni colleghi
  14. AryaSnow

    Nan

    Secondo me è importante che uno possa risalire ai racconti della Vecchia Nan o almeno fare una ricerca per trovarli facilmente da qualche parte. Quindi per me, o si tengono tutti nella voce di Nan, o si fa una voce apposita. E con voce apposita non dico una voce per ogni racconto, che mi sembrerebbe un po' scomodo, ma una voce che raccoglie tutti i racconti. Spargerli per tutte le voci senza che si riesca poi a risalire ad essi non mi convince e soprattutto non mi piace che leggendo la voce di Nan uno non possa almeno scoprire in che modo saperne di più dei suoi racconti.
  15. AryaSnow

    Challenge Culinaria

    13. Una pizza Tra quelle normali la bufala. È semplice, ma ha una mozzarella che mi soddisfa di più di quella della Margherita classica. Soprattutto se mangio una pizza napoletana tendo a prenderla così. Detto questo, mi piace anche provare puzze con ingredienti insoliti. Ad esempio ne ho provata una con lo zafferano.
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