AryaSnow

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  1. Dubbi Enciclopedici

    Hmm io invece forse li metterei in descrizione fisica, più che altro perché già di suo il paragrafo della società contiene potenzialmente molta più roba. Però sentiamo altri pareri...
  2. AGOT - Uscita 15

    Non parlerei di rango superiore semplicemente perché per me le reclute non sono ancora veri e propri GdN. Per parlare di passaggio di rango per me bisogno già essere a tutti gli effetti parte dell'organizzazione.
  3. Piromante

    Boh, io il termine "mago del fuoco" continuo a vederlo come un termine molto generico usato per gente che fa delle magie col fuoco, quindi nulla su cui fare la voce, mentre i piromanti mi sembrano una cosa molto specifica e circoscritta.
  4. Palla

    fatto!
  5. Fiumelatte

    A occhio non mi pare che Ygritte abbia rivelato alcunché ai GdN. Ricordo che è proprio stata molto attenta a non confessare niente. Però ho qualche dubbio su quando Jon entra nei panni di Spettro: lì non vede mica il Fiumelatte con tanti bruti? Nel nostro riassunto di ACOK53 viene scritto questo, quindi a sto punto mi fiderei. Da quello che leggo nel capitolo a fine ACOK non è ancora del tutto chiaro quale gruppo precisamente viene affidato a Thoren e quale all'altro GdN. Vengono solo citati i luoghi e i comandanti a cui vengono affidati gli esploratori, ma probabilmente in ordine sparso e senza diretta associazione.
  6. Casa degli Eterni

    Divido in due parti...
  7. Vento di Cannella

  8. Bronn

    Mi ero dimenticata Dunque, vediamo il prossimo paragrafo... Come correzioni come vedi non ho molte proposte... Però mi sembra davvero parecchio sintetizzato, specialmente se confrontato ai paragrafi precedenti che invece mi sembrano piuttosto dettagliati. Giustissima ovviamente l'esigenza di sintesi visto che la voce si allunga, ma non c'è qualche altro episodio particolare da riportare? Il dialogo che ho pure messo nella citazione? I vari consigli che nel corso del tempo Bronn offre a Tyrion (tipo l'allusione al fatto che sarebbe più comodo de Joffrey morisse, che non mi sembra nemmeno un commentino così da niente)? Boh in generale in quali episodi Bronn fa o dice qualcosa di particolare e che non è ancora stato citato?
  9. Bael

    Perché Bolton? Comunque io lo metterei, ma sentiamo altri pareri. Tra l'altro se vogliamo metterla nella voce Stark dobbiamo assolutamente ricordarcene, perché non ricordo se ci sono anche nello schedone queste informazioni.
  10. ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Io invece pubblico con piccolo ritardo i commenti ai capitoli della scorsa settimana. Arya III Capitolo molto di transizione, quasi “filler” direi, nel senso che secondo me era tranquillamente incorporabile in nel capitolo successivo. In effetti non è particolarmente entusiasmante, demerito anche del fatto che i vari personaggi di contorno della confraternita non sono particolarmente carismatici. Abbiamo perso Frittella (personaggio non certo dalla grande profondità psicologica, ma simpatico e che funzionava bene in combo con Arya e Gendry) ma in cambio qui non c’è stato un guadagno di una qualche figura degna di nota… la situazione ovviamente migliorerà con l’arrivo di Beric e Thoros in futuro. Ma anche il momento di fuga di Arya… oltre a dare finalmente un momento di "respiro" alla storyline con questa libera corsa per i campi e ricordarci la somiglianza tra lei e Lyanna, a cosa serve alla fine? E’ un po’ un momento fine a sé stesso, visto che viene troncato subito e lascia la situazione sostanzialmente invariata. Certo, ci fa capire come Arya è esasperata al solo pensiero di essere sempre prigioniera, ma anche questo fatto era già stato abbondantemente espresso nel capitolo passato attraverso la piccola rissa con Lem. Trovo però interessanti i momenti di “pudore” in cui Arya si vergogna a raccontare delle proprie uccisioni alla sua famiglia o comunque a qualcuno associato alla sua infanzia. Non so però quanto sia un riflesso di un vero e proprio senso di colpa. Forse è più amara consapevolezza di un’infanzia perduta e di avere in qualche modo violato determinate “convenzioni”. Ma probabilmente è una confusa percezione di entrambe le cose mischiate insieme: non penso che a 10 anni si abbia un’etica consolidata, quindi forse il senso di colpa tende un po’ a confluire nel mero senso di imbarazzo/vergogna. Comunque un momento ancora più “umano” di Arya è quello del suo addio a Frittella, quando lei si scusa di averlo picchiato in passato. Non mi sembra proprio frequentissimo che Arya chieda apertamente scusa a qualcuno, quindi apprezziamo quelle poche occasioni :-P Il fatto che viaggiando con i fuorilegge per Arya sembra quasi di vivere nel lusso, con ripari e cibo facilmente disponibile nei vari punti in cui si fermano, fa capire quanto ormai la ragazza si sia adattata a vivere nelle peggiori condizioni. Nonostante sia piuttosto sveglia, Arya non afferra subito la metafora dello scoiattolo d’oro relativa alla sua condizione di ostaggio. Sotto l’aspetto monetario/politico continua ad essere ancora piuttosto ingenua, un po’ come nel capitolo appena prima ha dimostrato di essere Sansa nel non aver capito subito che i Tyrell possano volerla sposare a Willas per la pretesa su Grande Inverno. Invece verso la fine dal capitolo Arya mostra una capacità di comprensione che sinceramente mi ha sorpreso da una come lei, che di solito ha una concezione molto bianco-nera. Capisce che Harwin, pur avendo servito per tanti anni suo padre e avendo in un certo senso tradito la sua fiducia, non è veramente “parte degli Stark” e che può legittimamente aver scelto di dedicarsi a una nuova causa. Samwell I Il capitolo è molto avvincente, ma per gran parte è semplicemente un’efficace descrizione della dura lotta di Sam per la sopravvivenza e degli spaventosi eventi al Pugno dei Primi Uomini. Si tratta in effetti di un punto di vista adatto a mostrarci il turpe massacro proprio perché non partecipa al combattimento e quindi può osservare (e descrivere attraverso la tecnica dell’invio dei messaggi) gli eventi un po’ più dall'esterno (per quanto si possa essere “esterni” in una situazione simile). Tuttavia, se devo muovere una critica, mi sembra che Sam non si dimostri abbastanza incredulo e stupito di fronte ad un evento epocale come l’arrivo di masse di non-morti (anche se due di questi si sono già visti in AGOT) e soprattutto l’apparizione finale dell’Estraneo. Cioè non lo vedo tanto più sconvolto di quanto probabilmente sarebbe stato di fronte ad un altro grave pericolo, come l’arrivo dell’esercito dei Bruti… Boh, forse è solo una mia impressione. C’è da dire che in effetti è difficile immaginare come possa sentirsi un uomo di fronte a simili manifestazioni soprannaturali. Comunque, il personaggio di Sam in sé, per quanto ben descritto, l’ho sempre trovato un po’ stereotipato rispetto agli altri personaggi PdV. Ha però alcuni aspetti interessanti che gli conferiscono una personalità tutta sua, non totalmente assimilabile ai mille personaggi “grassi ma di buon cuore” visti in molte altre narrazioni. Mi piace soprattutto il fatto che la sua ammissione e consapevolezza di essere codardo, oltre che essere a modo suo una forma di coraggio, è anche in parte più un autoconvincimento dettato dall'educazione che una consapevolezza in senso stretto. In questo capitolo forse lo vediamo per la prima volta: Sam ricorda come suo padre lo ha sempre definito un codardo e nella sua testa ha ormai come tatuate le considerazioni che il genitore faceva di lui. Sembra crogiolarsi in questa quasi rassicurante convinzione, non rendendosi conto di essere stato in più occasioni di questo capitolo ben più coraggioso di quanto ci si potesse aspettare da lui. Inoltre Sam ha ben fissa l’idea di aver fatto nonostante tutto il proprio dovere di spedire i corvi, come comandato da Jeor Mormont. Quando è sul punto di lasciarsi morire non fa che consolarsi con questa idea e ripetersela anche in altre condizioni. E’ quindi ormai chiaro che nonostante gli alti e bassi ha ormai sviluppato uno spiccato senso di lealtà verso la confraternita, in cui è stato costretto a entrare contro la sua volontà ma che ormai probabilmente sente come una nuova famiglia. Da notare a margine anche l’ingenuità di Sam di attribuire buone intenzioni pure a chi gli è sempre stato ostile: quando vede Chett scappare subito, lo “scusa” dicendo che deve occuparsi dei cani, e se pensiamo che questo era venuto lì per ucciderlo… Il fatto che in seguito è proprio Piccolo Paul, uno dei confratelli “del gruppo di Chett” che volevano disertare, a salvargli la vita e sacrificarsi al posto suo sembra essere quasi una ricompensa per tale dimostrazione di buon cuore (a riprova del fatto che non sempre Martin è cinico come si crede. Anzi, spesso gli viene attribuita una spietatezza che trovo un po’ esagerata :-P) Notiamo anche quanto Sam si sia già adesso affezionato a Gilly: mentre è nella neve ripensa a lei oltre che alle sue sorelle, dandole quasi pari importanza. Tyrion III La prima parte del capitolo non è che mi piaccia così tanto, almeno se paragonata ai gran bei due capitoli precedenti del nano (o anche alla seconda parte di questo stesso capitolo). E’ una riunione dei Consiglio Ristretto con tante informazioni che in sé sono anche interessanti e utili dal punto di vista della politica e degli intrighi, ma che ho trovata nel complesso un po’ fredda. Sarà anche che due dei nuovi consiglieri (Rowan e Redwyne) sinceramente non mi sembrano avere una personalità particolarmente degna di nota, mentre Mace pur essendo maggiormente caratterizzato mi sembra un po’ troppo ripetitivo e monocorde nel fare sempre commenti sostanzialmente stupidi e/o insulsi. La figura di Tywin si manifesta in maniera più evidente nella seconda metà del capitolo, dove anche la sua interazione con i due figli rende le cose decisamente più coinvolgenti. Si tratta di un personaggio dotato da un lato di indubbia esperienza e astuzia, probabilmente facilitata anche dalla pressoché totale assenza di morale e/o senso dell’onore (che come ha detto anche Ditocorto in AGOT in effetti può rivelarsi una pesante armatura che ti ostacola nei movimenti), ma dall'altro anche di vedute un po’ ristrette che in qualche modo lo porteranno a commettere alcuni errori fatali. Tale ristrettezza di veduta si manifesta soprattutto in un forte classismo e in generale in un disprezzo (a tratti irrazionale) verso tutti coloro che sono “ai margini della società”. In questo capitolo lo vediamo sottovalutare di parecchio Ditocorto, che pur essendo di bassa estrazione sociale mette a segno diversi colpi da maestro (sia con il matrimonio con Lysa, sia tramite il suo legame con Dontos) e che ricordiamo essere anche il vero artefice della futura fine di Joffrey (evento che segna l’inizio del declino dei Lannister in generale). Vediamo inoltre il suo disprezzo verso le origini di Sybell Spicer, mentre Tyrion si rende conto che forse la donna a livello di ricchezza materiale è messa meglio dell’aristocratico marito. Anche che lo stesso modo in cui tratta Tyrion (che non è certo “di bassa estrazione sociale”, ma in un certo senso è comunque “un emarginato”, che oltre ad essere nano ha pure l’abitudine di innamorarsi delle prostitute) come ben sappiamo finirà per ritorcersi contro di lui. Ma ho da dire anche qualcosa di più su questa sorta di “miopia” che Tywin mostra nonostante le sue indubbie doti: in questo capitolo lo vediamo liquidare subito la causa dei GdN, rifiutando loro persino un aiuto che non gli costerebbe molto concedere (mandare alla Barriera la Cappe Dorate che hanno disertato). Per carità, ovviamente dal suo punto di vista non è molto credibile pensare all’invasione degli Estranei e posso anche capire che per il momento l’idea che il Nord possa avere ulteriori problemi a causa dei Bruti gli sembri vantaggiosa. Tuttavia secondo me in questo passaggio si può anche intravedere un tema di fondo che in ASOIAF viene trattato ripetutamente: la differenza tra l’interesse più immediato (forse più tipico di una casata “pragmatica” come i Lannister) e il pensare a lungo termine (forse maggiormente simboleggiato dagli Stark, con il loro “Winter is coming”, che però in compenso spesso dimenticano di badare alle insidie più ovvie e terra-terra, al punto da dimostrarsi spesso “stupidi” proprio per via degli errori più banali che commettono). Comunque in questo capitolo vengono ulteriormente delineati i rapporti tra i tre Lannister e mostrate le dovute differenze. Si capisce che Cersei, che vorrebbe tanto essere una via di mezzo tra Tywin e Jaime, è anni luce lontana dall'astuzia del padre, facendo fatica ad andare al di là della sua emotività e del suo orgoglio. Si irrita all'idea di cedere ai Tyrell Sansa, che ormai considera una sorta di sua proprietà, cosa che le fa trascurare completamente l’importanza della diplomazia con un alleato tanto importante e le impedisce di vedere una soluzione un po’ più raffinata al problema. Ovviamente il modo in cui vengono trattati i matrimoni di lei e Sansa ricorda la condizione della donna nei Sette Regni di cui abbiamo già abbondantemente parlato. Vediamo anche che Cersei è nonostante il suo caratteraccio estremamente sottomessa al padre, e Tyrion scorge subito tali piccoli segnali di sottomissione. Inoltre Willas Tyrell viene descritto anche dai Lannister in chiave estremamente positiva, con un’immagine che coincide con quella presentata dai Tyrell stessi a Sansa. Questo vuol dire che forse la ragazza sarebbe stata davvero felice con lui se i piani di fossero realizzati? La sola ipotesi rende più amaro il grande plot twist che avviene in questo capitolo… Quanto al rapporto tra Tyrion a Tywin, si nota che qui quest’ultimo si mostra molto più morbido verso il figlio rispetto al primo capitolo di ASOS. E’ vero che lo spinge a un matrimonio indesiderato, ma cerca anche di persuaderlo con parole ragionevoli e quasi di vicinanza (mostrando addirittura una certa comprensione verso il suo tanto odiato vizio della prostitute!) e lo convince che si tratta in fondo di una grande opportunità. Sembra per certi versi si rivedere il Tywin di AGOT, quando gli propone il ruolo di Primo Cavaliere. Sappiamo benissimo quanto odia in realtà il figlio nano, ma al tempo stesso bada agli interessi dei Lannister (intesi come entità complessiva) sopra ogni cosa e considera persino Tyrion parte di questo bene superiore, non disdegnando di collocarlo in una posizione strategica. Catelyn III Confesso che nutro davvero una forte antipatia per Rickard Karstark. Di solito delle simpatie e antipatie verso i personaggi mi importa relativamente, nel senso che preferisco “andare oltre”, ma questo è davvero un caso in cui continua a darmi fastidio persino rileggerlo I tuoi figli sono morti in battaglia? Beh, che sorpresa, la battaglia è quella situazione in cui ci si uccide… scopri solo ora che l'esistenza di tali rischi? E perché Jaime non poteva ucciderli allo stesso modo in cui loro avranno ucciso molti altri uomini dello schieramento opposto? Anche i padri delle vittime fatte dai Karstark dovrebbero vendicarsi uccidendo qualche persona lontanamente imparentata con loro? Tutto ciò non ha alcun senso… Io posso anche capire che il dolore renda ciechi e che Rickard non riesca a trattenere il suo desiderio di vendetta, ma è assurdo pretendere anche che chiunque altro assecondi questa sua brama totalmente fine a sé stessa. Rickard arriva addirittura ad attribuire alle povere guardie di Edmure che ha ucciso per entrare nella cella (che non hanno alcune colpa se non quella di fare il lavoro assegnato dal loro signore) la colpa di “frapporsi tra un padre e la sua vendetta”. Anche il desiderio di vendetta di Davos contro Melisandre come ho già detto non ha molto senso (per quanto quest’ultima a differenza dei due scudieri sia pure considerabile una donna pericolosa a prescindere), ma almeno quello non ha la pretesa che tutti si inchinino a questo suo capriccio. Ma poi… Catelyn è stata scema a liberare Jaime, ma davvero l’idea di Karstark, che lo avrebbe volentieri ucciso nella cella, era tanto più geniale dal punto di vista politico/strategico? Spiegata questa mia spiccata antipatia personale, dico anche che io sono d’accordo con quanto detto da Edmure e non penso che la scelta di Robb di condannarlo a morte sia stata esattamente opportuna. In un contesto in cui ha già perso il Frey, lasciarsi scappare altri alleati mi sembra davvero suicida. Inoltre, visto che ha perdonato con una tale facilità Catelyn, anche solo per dare una certa immagine di coerenza poteva addolcire almeno un po’ anche la sua pena. Comunque bel capitolo, bell'atmosfera con il clima temporalesco che sottolinea la drammaticità degli eventi. Molto efficace nel dare l’idea che l’intero castello dei piani e delle ambizioni di Robb stia inesorabilmente crollando. Inoltre il dialogo finale tra Jeyne e Catelyn riesce a suscitare un po’ di tenerezza persino in me, che non sono assolutamente fan della coppia Robb-Jeyne.
  11. Commenti su giochi appena giocati

    Poi scrivi pure cosa ne pensi. Non ho mai giocato un GoW, ma questo mi pare abbia un'aria un po' più "introspettiva" che forse fa più per me...
  12. MEGA QUIZZONE - Il RITORNO

    Grazie a tutti per la serata divertente e ode al nostro Pesce, finora campione indiscusso Forse di "momenti geniali" questo secondo round ne ha avuti qualcuno in meno del primo, ma come lotta per la supremazia è stato sicuramente il più adrenalinico! Un sorpasso fatto proprio all'ultimo!
  13. Forza gente, avete un'altra settimana per fare propaganda! Il tempo scade alle 22:00 del venerdì 27 aprile Affilate le vostre armi e mostrateci la vostra abilità nel fondere io vostro io interiore con quello del personaggio scelto. Sono pure personaggi che offrono buone possibilità di interazione tra loro
  14. Mathos Mallarawan

    Io il paragrafo della moglie lo lascerei, perché presumo che sia una cosa che abbia avuto un forte impatto anche sulla sua vita. Inoltre una voce per la moglie non l'avremo mai, quindi non è che possiamo rimandare l'informazione ad una voce più appropriata... E poi si tratta di un personaggio molto corto. Quanto a qartheen, non so se in italiano si usi mai questi termine. Se non si usa non potrebbe essere meglio scrivere "di Qarth"?
  15. Calor

    Ok