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raulgb

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Posts posted by raulgb


  1. Scusate il ritardo nella risposta...

     

    No, nessuno di voi ha centrato il romanzo, per cui aiutino:

     

    E' uno dei pochi libri di King in cui non c'è nulla di soprannaturale, ma è tutto terribilmente reale...


  2. Be', lo stile è abbastanza inconfondibile, IMHO. Poi ho dovuto andare a controllare ovviamente...

     

    Cmq, ecco qua la mia:

     

    Lui schiacciò le labbra su quelle di lei e affondò le mani nella sua chioma gloriosa di capelli castani e per alcuni momenti non ci fu più niente, oltre a loro due.

     

    In realtà volevo postarne un'altra, ma non ho sottomano il libro e, visto che non vorrei sbagliare, ne ho messa una dal libro che sto leggendo!

     

    A voi


  3. Vedo il cielo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo che ucciderà noi pure, eppure quando guardo il cielo sento che tutto questo cambierà, e che anche questa spietata durezza finirà...

     

    Un libro che tutti dovrebbero leggere e rileggere.

     

    Piccola correzione: quando guardo il cielo sento che tutto tornerà a volgersi al bene

     

    Almeno la versione che ho io è tradotta così...

     

    Concordo sulla portata del libro

     

    che è il diario di Anna Frank!


  4. ma certo che no!

     

    E' il "circolo Pickwick" di Dickens!!!

     

    l'avevo letto un sacco di tempo fa in una versione ridotta in inglese, tipo alle medie, e non mi ricordavo assolutamente!! Ora ho detto "boh, andiamo a vedere..." e l'ho trovato!!!


  5. Into the Wild, qui recensito dal sottoscritto &lt;_&lt;<img alt=" /><img alt=" />

     

    http://www.everyeye.it/cinema/articolo.asp...156&cache=1

     

    Ha ragione Blindevil quando dice che i film è schematico, lineare. Ma secondo me è proprio questo a renderlo un capolavoro.

    La storia era tale che era fin troppo facile, anche per Sean Penn, scadere nel retorico, nella celebrazione del "sogno". LA MIA OPINIONE è che dato il soggetto scelto, dovesse essere esclusivamente un racconto, quasi una cronaca. Non è il regista che deve far sorgere le domande, ma le vicende stesse. Il protagonista si può ritenere un grande maestro di vita o un gigantesco stupido, ma se ne fai un film non deve essere il regista a scegliere da che parte stare!

    E' proprio con la piattezza che Penn si fa da parte, ci presenta esclusivamente le vicende per quelle che sono, senza cedere alla tentazione di facili moralismi o di facili celebrazioni, senza nascondere un "messaggio" che secondo me non c'è!

    Ripeto che ovviamente questa è la mia opinione, da spettatore e non certo da esperto!

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