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Fenrir1972

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About Fenrir1972

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    Confratello
  1. Ovviamente parteggio per gli Stark, a dispetto della loro sfortuna. :)
  2. Non esattamente dai lupi. Quando ero un ragazzino (avrò avuto un 8-10 anni) mio padre mi regalò un volume intitolato "Dei e eroi della mitologia vichinga" di un certo Brian Branston. C'era tutto: dalla nascita del mondo dalle viscere del Caos (letteralmente, visto che era un gigante ucciso da suo figlio Odino con i cui resti avrebbe creato midgard secondo i vichinghi) al Ragnarok, il crepuscolo degli dei. Tutto era condito da delle meravigliose illustrazioni in bianco e nero - e la storia di Fenrir, figlio di Loki e di una gigantessa, il lupo che nel Ragnarok avrebbe divorato Odino, trattenuto sino a quel fatale giorno da una catena forgiata con i capelli, se ben ricordo, di una sua sorella, mi affascinava! Alla fine ho usato quel nome come mio nick in rete, mi piacevano il suono del nome e l'immagine di quel lupo gigantesco e feroce destinato a divorare il padre degli dei asgardiani.
  3. Semplicemente eccellente - ho solo il timore che alla fine the winds of winter tratti eventi paralleli con quelli narrati in a dance with dragons, e che per conoscere il vero fato di Jon Snow ci tocchi aspettare l'ultimo volume della saga.
  4. Mi chiamo Fenrir e come potete desumere dal nome appartengo alla classe '72. Ho iniziato a leggere romanzi di genere fantasy in occasione della visita di leva. Essendo destinato alla marina, dovetti affrontare un lungo e noioso viaggio in treno e per passare il tempo lessi "I draghi del crepuscolo d'autunno" di Tracy & Hickman: una rivelazione per me che sino a quel momento leggevo giusto gialli e fantascienza. Mi appassionai, per poi ritornare a letture tradizionali - dopotutto non è che ve ne siano "a sacchi" di scrittori fantasy davvero bravi. Per fare un buon romanzo non serve solo avere una bella storia da raccontare, serve anche lo stile - e non tutto quel che viene pubblicato in genere vale il tempo che si impiega a leggerlo. Questo sinché alla fine di quest'autunno non ho avuto la fortuna di seguire "Il trono di spade" su sky. In breve mi appassionai ai personaggi, seguendone le vicende sui vari siti internet che ne dipanavano le vicende con lo stile dei "bignami" della mia adolescenza. Avido di notizie e ansioso di capire come si sarebbe dipanata la storia, finii sul sito di Martin per leggermi l'estratto da "The winds of winter". Una sorpresa: non solo Martin aveva avuto la fantasia e l'ingegno di creare dei personaggi capaci di appassionarmi, ma scriveva davvero in modo eccelso! Ragion per cui mi sono procurato un ebook con i primi quattro volumi (il quinto lo prenderò in estate, dopo il probabile aggiornamento con il secondo capitolo spoiler) e mi son rimesso a leggere la storia sin dal primo romanzo. Devo dire che lo stile di Martin mi avvince come non mi succedeva da tempo. Non solo vi è molto di più, e di diverso, da quanto riportato nella versione per il piccolo schermo, ma il linguaggio stesso, il suo inglese, oltre ad essere ben "scritto", è infarcito di termini di origine normanna o intesi nella loro accezione medievale. Non sono un linguista, ma nel mio lavoro leggo e scrivo in inglese e so apprezzare la differenza che passa tra l'inglese di Martin e quello di un qualsiasi pennivendolo che scriva romanzi fantasy su commissione! Le cronache del ghiaccio e del fuoco mi han davvero fatto riscoprire il piacere della lettura di romanzi fantasy, per cui eccomi qui a condividere con voi l'entusiasmo per una storia davvero eccezionale!!!
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