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Maya

Guardiani della Notte
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About Maya

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    GdN in the Sky with Diamonds
  • Birthday 06/15/1980

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  1. Mode Mod on invito tutti a interrompere qui ogni provocazione e tentativo di flame: non è il modo, né il luogo per questo tipo di controversie. Inoltre dovete restare nel perimetro della discussione. Buon proseguimento Mode Mod off
  2. MODE mod on Attenzione solo a non divagare troppo. Il tema della discussione è “interruzione di gravidanza” MODE mod off
  3. Una precisazione: la maternità dal punto di vista previdenziale (di questo stiamo parlando giusto?) non dura nove, ma cinque mesi: due prima e tre dopo il parto oppure, con certificato medico favorevole, uno prima e quattro dopo. Il resto dell’ obiezione alla mia affermazione fino alla questione dell’eccezione invece non l’ho proprio capita.
  4. Ma che donne e uomini siano biologicamente diversi non credo sia mai stato messo in dubbio. Per quanto riguarda maternità e paternità mi pare invece che l'unica differenza sia solo una e di natura tecnica: un uomo non può allattare. Tuttavia, esistono soluzioni di compromesso come il tiralatte che non sono l'ideale, ma risolvono abbastanza bene il problema. Per il resto posso dire per esperienza diretta che mamma e papà sono abbastanza intercambiabili. Anche la storia "ah ma all'inizio il bambino o la bambina ha bisogno principalmente della mamma" è vera fino a un certo punto. Il
  5. Maya

    Le serie Netflix

    A me ha fatto un po' sorridere il clamore che è stato dato alla notizia del calo degli abbonamenti di Netflix. Mi pare molto normale. Qualsiasi prodotto a un certo punto della sua storia smette di crescere in termini di vendite. Vale per i beni di consumo, figuriamoci se non avviene per un servizio in abbonamento! A un certo punto, la saturazione del mercato si raggiunge. Anche leggerlo come una "battuta d'arresto" nel successo di Netflix mi pare una visione fuori fuoco: sono stati i primi a entrare in questo mercato, anzi, possiamo dire che l'hanno creato. Nel momento in cui non s
  6. Non so se ho capito l'obiezione: puoi fare un esempio così capisco meglio cosa intendi? Nell'esprimere il pensiero che hai evidenziato mi riferivo a quel tipo di interventi linguistici e di rappresentazione (i principali che vedo) che sono pensati per contrastare il razzismo, ad esempio nei confronti delle persone di colore, ovvero per bilanciare situazioni di disparità e discriminazione basate, ad esempio, sul genere. Qui non penso che ci siano dubbi sulle evidenze storico-sociali e sul riconoscimento legislativo che supportano idealmente questo tipo azioni. Non mi vengo
  7. Il problema è che, se da un lato, si deve concedere a chiunque il diritto sacrosanto di esprimere la propria opinione, dall'altro, si deve anche salvaguardare il diritto all'informazione di chi ascolta e che deve aver chiaro il perimetro di quello a cui sta assistendo: un dibattito tra pari, uno scambio di opinioni, una divulgazione scientifica, una palestra per fantasiose interpretazioni, uno spettacolo mediatico. Il problema subentra nel momento in cui "uno vale uno" come ha ben detto @Phoenix, nel momento in cui "la verità e la falsità vengono messe sullo stesso piano, come se f
  8. E nei programmi che sono stati citati viene fatto? È quello lo scopo?
  9. Il problema è che nei contesti di cui parliamo le falsità e le incompetenze non solo non vengono “smascherate”, ma poste sullo stesso livello di pareri autorevoli e competenti con la facciata del dovere di pluralismo. Non è questione di ergere barricate. Semplicemente fare informazione è un’altra cosa. È di questo che si sta parlando. C’è un diritto di opinione e c’è un dovere di informazione.
  10. Direi che ha detto tutto @Jacaerys Velaryon non è indubbio la libertà di esprimere un’opinione per quanto controversa. Le opinioni controverse servono. Le posizioni “scomode” servono. A essere messa in discussione qui è la possibilità che, in nome della libertà di parola e opinione, viene data a Orsini (e non solo) di divulgare una versione distorta della realtà e della storia. A essere messo in discussione è il fatto di mettere sullo stesso piano verità e falsità, punti di vista competenti e non e per di più il fatto di farlo su una rete tv pagata con denaro pubblico: ht
  11. In realtà, no. Non basta dire "io non voglio...". Le ragioni che portano alla rimozione di un certo tipo di linguaggio o di rappresentazione stereotipata hanno evidenza storico-sociale. Non basta avere una personale avversione verso questo o quello. Se e quando questo avviene, si tratta di censura fine a se stessa a cui si può anche forzatamente far indossare la veste del politically correct. Sotto però c'è una cosa diversa. Temo che il nodo sia proprio in questa interpretazione: chi è favore del politically correct esprime un concetto che è diametralmente opposto a "solo
  12. Questo mi pare un sillogismo imperfetto: premessa 1. La mancanza di educazione succede perché si insegna ai figli che tutto è permesso premessa 2. Certe frange estreme del politically correct indicano che tutto è permesso conclusione La mancanza di educazione dipende dal diffondersi del politically correct 1. La mancanza di educazione dipende anche dal fatto che si insegna ai figli che tutto è permesso. Innegabilmente i genitori di oggi fanno più fatica rispetto a quelli della generazione precedente ad attribuire responsabilità ai propri figli e alle proprie figlie.
  13. Se si tratta di opinioni sì, quando diventano distorsioni della realtà o provocazioni, no. Un conto è lasciar spazio a tutte le opinioni che sono nel merito e che possono contribuire a un dibattito costruttivo. Un altro è coinvolgere personaggi che operano una costante mistificazione. Il problema non sono le opinioni di Orsini - tanto per citare il caso più emblematico dell'ultimo periodo -, ma la manipolazione che lui fa della storia e della realtà per arrivare a sostenere le proprie posizioni. E' un suo diritto fantasticare, ma non gli si può permettere di spacciare per realtà le
  14. Non ho capito... Comunque direi che il giudizio di merito non era nemmeno tra le righe, ma proprio bello chiaro. Penso di poter essere critica rispetto all'insegnamento che vedo impartito a mio figlio, o no? Per altro nel esprimere una simile giudizio rispetto all'operato di alcune insegnanti di mio figlio non sto estendendo il parere espresso né all'intero corpo insegnante né all'intera categoria. Per cui... boh... E non ho capito neppure questo: qual è il nesso con il politically correct?
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