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Maya

Guardiani della Notte
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About Maya

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    GdN in the Sky with Diamonds
  • Birthday 06/15/1980

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  1. Maya

    Omofobia

    Tempo fa ho letto in un saggio di criminologia che non si uccide mai per una sola ragione. Per cui probabilmente avete tutti ragione e alla base di questo gesto folle e criminale ci sono transfobia, maschilismo, problematiche nei rapporti familiari, un disturbo psicologico individuale e chissà che altro. Su questo mi permetto di dissentire. La mentalità del "maschio dominante" è forse meno diffusa, ma - ahimè - esiste eccome! Gli uomini che oggi fanno di più nella gestione di casa e famiglia non si stanno accollando una parte di lavoro che non spetterebbe loro per cui... che bravi! Stanno semplicemente facendo la loro parte. Scusate il piccolo OT
  2. Il punto è: se c'è anche solo una ragione che permette di non fare questo "mostruoso" aggiornamento di link, non esiterei a coglierla Non sono tutti Lannister? Serve distinguerli al di là di una specifica circostanza? Questa distinzione è funzionale per sostenere circostanze comuni e diffuse oppure serve una tantum? Viceversa, se ci sono altri casi analoghi in cui è stato scelto di distinguere (Fossoway?), forse c'è poco da dire: va fatto e se non si fa bisogna avere una ragione che giustifichi perché valeva per altri e per loro no (vedi sopra).
  3. Faccio fatica a dare un contributo... Decontestualizzando al massimo, in generale userei "mastro" solo per indicare qualcuno che, rispetto a una certa arte/attività, vanta riconosciute esperienza, autorevolezza e così via, ma non necessariamente la insegna. Potrebbe perché ha competenza e abilità, ma non è detto. (es. mastro artigiano, mastro fabbro, ecc.), "Maestro" è invece qualcuno che veicola un sapere teorico o pratico-teorico, qualcuno che propriamente insegna a un discepolo che, grazie a ciò, acquisisce un sapere e/o riesce a sviluppare un comportamento: dal puro precettore che insegna storia al maestro di matematica che insegna a calcolare fino al maestro d'armi che insegna nella teoria e nella pratica a combattere. "Signore" è qualcuno che esercita un potere e un controllo, ma non necessariamente è il padrone. Esempio: io ho una terra ma ne affido la "signora" a un altro. Il "signore" potrebbe avere il "possesso", ma non la "proprietà". Come dire che il padrone è sicuramente il signore, ma il signore potrebbe non essere il padrone. Io interpreto così.
  4. Ho chiesto a chi nello staff è più "tecnico". Nel frattempo, nella mia personale esperienza l'anteprima di un articolo non compare mai. Compare l'anteprima se si mettono i link relativi alle discussioni sul forum (sempre dando l'invio dopo aver fatti copia-incolla del link). Attendiamo conferma, ma credo che l'anteprima dell'articolo non possa comparire.
  5. Credo che dipenda dal fatto di aver dato o meno l'"invio" per andare a capo dopo aver fatto copia-incolla del link YouTube nel post. Se fai copia-incolla, ma non dai l'invio non compare la finestra di anteprima. Attenzione inoltre che in fondo appare una nota in cui specifica che l'apparizione dell'anteprima in automatico a meno di non selezionare (cliccando nella suddetta nota) l'opzione "solo link".
  6. MODE MOD ON Suggerimento: se potete, mettete sempre almeno due parole che indichino cosa c'è nei link che postate. Soprattutto per chi si connette da mobile non è infatti molto agevole uscire e rientrare nella pagina del forum. Non sapendo cosa si va a vedere, si potrebbe non essere particolarmente invogliati a farlo e il post rimane "lettera morta". MODE MOD OFF
  7. sì sì era quello che intendevo.
  8. Siamo in due. Tra l'altro, è stato anche fatto notare più volte: avrebbe già più senso dare la percentuale di positivi rilevati. Se però pensiamo che fino a qualche mese fa il primo numero che si dava, quello con cui si titolava, era il totale dei contagiati... possiamo dire di aver fatto un passo avanti.
  9. Maya

    Jeor Mormont

    primo paragrafo - 3 secondo paragrafo - 4
  10. Primo Cavaliere del Re —> 3 Preparativi di guerra —> 5 La Battaglia delle Acque Nere —> 1
  11. 4321 di Paul Auster Quante reali opzioni di vita ci sono in ciascun individuo? Infinite. Archie Ferguson nasce a Newark (USA) il 3 Marzo 1947. Da quel punto in poi le possibilità "esplodono". Paul Auster sceglie di percorrere quattro differenti sentieri per raccontare l'infanzia, l'adolescenza e la prima maturità del suo protagonista. Ognuno dei quattro Ferguson è il frutto di diversi fortuiti accadimenti, svolte del destino, scelte personali che segnano deviazioni del percorso, puntando in direzioni differenti. I quattro personaggi sono così tutti diversi eppure sempre lo stesso Ferguson che, seguendo le linee imprevedibili del suo destino, si trova comunque a incrociare momenti e personaggi inevitabilmente incastrati nella sua esistenza. Commento "4321" è un romanzo "enorme" non solo fisicamente (sono circa 950 pagine). Racconta i primi vent'anni di vita di un uomo in quattro possibili sviluppi. L'idea "cosa sarebbe successe se..." non è certamente originale. Tuttavia, Auster la sviluppa in maniera eccezionale e molto personale. L'ambizione è infatti qui raccontare non solo le molteplicità dell'esistenza umana come frutto di differenti scelte personali o imprevedibili accadimenti esterni, ma soprattutto come infinite possibilità d'essere di una stessa singola individualità. I quattro Ferguson sono il frutto di percorsi che si sovrappongono solo a tratti. Le differenze contribuiscono a formare la personalità per cui i quattro personaggi descritti nel romanzo si comportano e reagiscono in maniera diversa in situazioni simili, hanno pensieri, sentimenti, persino orientamenti sessuali differenti. Eppure nella parte più profonda del suo essere, è sempre lo stesso Archie Ferguson semplicemente "modellato" dai momenti di vita vissuta. "4321" è un romanzo esistenziale inserito in una cornice storica viva e palpitante: quella degli Stati Uniti d'America tra la fine degli Anni '40 e la fine degli Anni '60, il Paese del grande sogno americano all'indomani della Seconda Guerra Mondiale, ma anche delle illusioni infrante sulle barricate delle lotte per i diritti civili, degli scontri generazionali, del furore generato dalla Guerra del Vietnam. Il romanzo è dunque un esempio eccelso di "grande romanzo americano" che non celebra il contesto, ma piuttosto ne offre una visione critica. La scrittura è magistrale, trascinante, palpitante. Con questo romanzo, Paul Auster si conferma una delle voci americane più grandi del nostro tempo e compie un ulteriore passo avanti nell'affrontare la tematica dell'evoluzione esistenziale dell'individuo. Nonostante la mole imponente, "4321" è un libro che si legge facilmente e da cui è quasi impossibile staccarsi. L'intreccio scelto dall'autore e l'alternanza dei capitoli delle quattro storie possono effettivamente confondere il lettore (nessuno esclude comunque che si possa leggere prima la storia di Ferguson-1, poi quella di Ferguson-2 e così via). Tuttavia, la voce di ogni protagonista è così ben caratterizzata e "viva" che, andando avanti con la lettura, diventa praticamente impossibile confondere un Ferguson con l'altro. In sintesi: un libro "potente", assolutamente da leggere e consigliato a chi è alla ricerca di una bella storia, scritta in maniera eccellente, perfettamente contestualizzata dal punto di vista storico-sociale. Indimenticabile.
  12. Non è un libro "brutto" o scritto male. Questo no. Tuttavia, a mio avviso, non è tale da meritare l'entusiasmo generale che lo ha accompagnato. Detto questo, potrei comunque dare una chance all'ultimo romanzo di di Dicker, "l'enigma della camera 622", che potrebbe essere un'opera più "matura". Vedremo...
  13. La verità sul caso Harry Quebert Di Joel Dicker Il ritrovamento dei poveri resti della quindicenne Nora Kellergan, improvvisamente scomparsa alla fine dell'Estate del 1975, fa ripiombare l'idilliaca cittadina di Aurora (New Hampshire, USA) in un incubo dimenticato. Per scagionare l'amico e mentore Harry Quebert da una pesante accusa di omicidio, Marcus Goldman, giovane promessa della letteratura contemporanea in pieno blocco dello scrittore, si getta anima e corpo nella risoluzione di un mistero vecchio più di settant'anni. La sua indagine lo porterà a scavare nei dolorosi ricordi di un amore proibito e perduto e nei segreti più oscuri di una piccola comunità. La mia opinione "La verità sul Caso Harry Quebert" è un discreto romanzo, ma sinceramente non all'altezza della grande esaltazione che ne è stata fatta. A mio modesto avviso, inoltre, risente di una scrittura un po' immatura ed egomaniaca. Le prime 30 pagine fanno venire voglia di chiudere tutto e passare ad altro. Difficile dire se sia più irritante l'esagerata esaltazione del protagonista (il giovane talento che, al suo primo libro, viene esaltato da critica e pubblico, coperto d'oro, osannato come una star del cinema, ecc.) o i pietosi siparietti telefonici con la madre-macchietta. Se si riesce a superare quelle prime trenta pagine e a venire a patti con lo smisurato ego del protagonista, il romanzo scorre bene e "cattura". La storia d'amore non è molto credibile, ma funzionale a muovere un thriller abbastanza interessante. Il contesto in cui si sviluppa la storia non è particolarmente originale - la piccola comunità che, sotto una patina di perbenismo e benessere, nasconde oscuri segreti -, ma c'è qualche personaggio azzeccato e ben costruito. Il finale ci sta, ma è un po' deludente: la sensazione è che, scartate tutte le possibilità più probabili, Dicker abbia deciso di optare per quella meno scontata, ma anche meno emozionante. Avrebbe potuto osare di più con una scelta più complessa. Ha invece scelto un porto sicuro, ma meno interessante. "La verità sul caso Harry Quebert" è una lettura di puro intrattenimento, leggera e coinvolgente. Non è all'altezza dei migliori gialli o thriller, ma si fa leggere. Se però lo si approccia pensando si trovare grande scrittura, colpi di scena, atmosfere e soprattutto personaggi indimenticabili, si resta delusi. Meglio partire con aspettative molto ridimensionate rispetto al clamore mediatico che ha accompagnato questo romanzo.
  14. Direi che il Covid ha (ri)acceso l'odio verso svariate e per certi versi anche inedite categorie di individui.
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