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Maya

Guardiani della Notte
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About Maya

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    GdN in the Sky with Diamonds
  • Birthday 06/15/1980

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    Femmina

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863 profile views
  1. Io mi sono scordata di inviare la lista!!! Provvedo quanto prima
  2. Io ci sono. domani mando la lista
  3. Maya

    Raduno Ufficiale 2018

    Prenotato per la sera del giorno 8. Ragionevolmente arriverò "armata" di tutta la famiglia il giorno 8 per l'ora di pranzo.
  4. Maya

    Music Challange on the Wall - seconda edizione

    14- Una canzone che vorresti al tuo matrimonio Per la verità credo di averla avuta al mio matrimonio... non ricordo... (sono una brutta persona, lo so). A dispetto della religiosità, un paio di anni fa è stata vietata da Vaticano in quanto Schubert la dedicò ad una sua amante.
  5. Maya

    Raduno Ufficiale 2018

    Io dovrei esserci devo capire se con la family o da sola.
  6. Maya

    Music Challange on the Wall - seconda edizione

    Giorno 11 - una canzone che non stanca mai Questa è sempre una delle mie prime scelte quando creo una mia playlist quindi - sì - diciamo che non mi ha ancora stancato. (vi sfido ad ascoltarla senza muovere la testa e/o un piede)
  7. Maya

    Music Challange on the Wall - seconda edizione

    Giorno 10: una canzone che ti rende triste In realtà è una canzone bellissima di Leonard Cohen che mi piace moltissimo, ma mi ricorda un'incomprensione che non ho mai risolto e che ormai non risolverò più. Questa è la cover di Tory Kelly per il film di animazione "The Sing".
  8. Maya

    Music Challange on the Wall - seconda edizione

    Passo direttamente al punto 5 Giorno 5 - una canzone che deve essere suonata FORTE Perché la verità è che ogni volta che parte questa canzone, la gente inizia a scatenarsi.
  9. Maya

    Music Challange on the Wall - seconda edizione

    super in ritardo... Premessa: io non so fare le classifiche. Per cui più che le preferite, posterò quelle che mi vengono in mente e quindi. 1. Una canzone che ti piace con un colore nel titolo. "Behind blue eyes" è una bellissima canzone dei The Who, di cui una quindicina di anni fa i Limp Bizkit hanno fatto questa cover che a me piace molto. Enjoy it!
  10. Maya

    Chiusura domenicale nei negozi

    Questo però è uno dei possibili scenari, ma non l’unico. Banalmente c’è chi va il week end trascinando tutta la famiglia perché non ha scelta. Il punto non è capire perché le persone fanno così. Il punto è che lo fanno. Alcuni sono “visitatori”, altri “consumatori”. Tuttavia, come ci sono altre forme di intrattenimento, ci sono anche canali di acquisto alternativi. Le persone possono quindi tranquillamente spendere altrove ed altrimenti, non devono aspettare che il cc sia aperto per soddisfare il primo bisogno sia esso “shopping” o “intrattenimento”.
  11. Maya

    Chiusura domenicale nei negozi

    Sinceramente penso che il focus della questione sia da centrare su un punto: se il mondo della vendita al dettaglio “tradizionale” oggi non inizia a ragionare con finestre di accesso ai punti vendita più “aperte” e soprattutto in linea con le mutate esigenze ed aspettative del consumatore semplicemente è destinato a morire sotto i colpi del commercio digitale. A quel punto - volendo essere cinici - ci saranno un sacco di domeniche libere, ma anche di lunedì, martedì ecc. Mentre discutiamo se sia opportuno tenere aperti i negozi di domenica, Internet è aperto 24h, mi porta tutto dove è sempre più quando lo dico io (si va verso politiche commerciali che favoriscono il groupage degli ordini e permettono però anche di ricevere la merce acquistata di domenica, dopo le 19 ecc.) a prezzi talvolta più competitivi e con politiche di reso molto vantaggiose (laddove esistono ancora negozi fisici che non fanno reso, per dire). Questo non è un punto marginale. È centrale. Il commercio digitale erode fette notevoli di pubblico ai negozi tradizionali ogni anno ed anche se questi ultimi mantengono ancora una presenza forte nelle abitudini di consumo degli italiani, ignorare questa evoluzione è ingenuo e pericoloso. Non so se questa tendenza ad andare nei cc la domenica sia una moda perversa, un segno di decadimento sociale e culturale o solo un nuovo bisogno dettato da un diverso worklife balance. È però così. Poi concordo pienamente con la riflessione sulle famiglie e sul fatto che un certo impegno da parte del dipendente va remunerato e regolamentato. Viviamo in un'epoca cliente-centrica. Non possiamo non adeguarci a questa realtà, buona o meno che sia.
  12. Maya

    Jhogo

    Parte I: 2 Parte II: 1
  13. Maya

    Barriera 4.0

    @sharingan Non rammenti parecchie cose, mi sembra. Non rammenti, ad esempio, che i nomi dei moderatori, degli animatori, dei progettisti sono tutti chiaramente indicati nel regolamento. E' così anche nella più recente versione... ma... aspetta, i nomi dei moderatori sono anche ben visibili in cima ad ogni sezione con tanto di link! Quindi non capisco davvero dove tu veda una volontà dello staff a trincerarsi nell'anonimato. Abbiamo una e-mail generica di gruppo (che si aggiunge agli MP, non li sostituisce, quindi questa forma anonima è messa semplicemente a disposizione degli utenti che desiderano farne uso), perché la moderazione è un organo collegiale e perché in questo modo siamo sicuri di avere meno dispersione delle comunicazioni. Abbiamo istituito Occhio degli Dei perché troppo spesso il moderatore che portava l'annuncio di una sanzione veniva identificato come il boia e non come il messaggero. Rammenti poi un episodio, ma non rammenti per niente bene i dettagli. Ti aiuto: sono stata io - che all'epoca non ero moderatore - a segnalare che un utente aveva scelto per la propria squadra di Fantabarriera (gioco di cui da anni curo una parte della gestione) un nome che ridicolizzava un attore della serie Game of Thornes. Temevo che questo, sulla scia di altri episodi - il contesto penso tu possa conoscerlo meglio di me - potesse dar vita ad inutili flame. Quel nome aveva la "colpa" di essere una provocazione? Me lo sono chiesta, ho esposto il mio dubbio agli altri e se ne è parlato. Tuttavia, nel caso specifico la cosa è, per così dire, morta lì e non mi risulta che alcun provvedimento in merito sia stato preso a carico dell'utente in questione. Quindi in effetti... di cosa stiamo parlando? In generale, laddove si riscontra un comportamento provocatorio (che non riguarda solo i post, ma anche avatar, firma ecc.) ovviamente se ne tiene conto e, per riprendere un punto già discusso ed inerente al topic, questo potrebbe (notare il condizionale) in seguito costituire un'aggravante ("fa curriculum", se preferisci), ma non necessariamente trova seguito (come nel caso citato). @Aegon il mediocre e @senza volto: se c'è qualcosa che dovete dire sul tema "Barriera 4.0" oggetto di questo topic, bene; altrimenti astenetevi da interventi che non aggiungono assolutamente nulla alla discussione. I messaggi precedenti erano piuttosto chiari nell'indicare che altri OT non sarebbero stati tollerati. Eppure evidentemente non per tutti è possibile seguire questa semplice indicazione. Ragione per cui ci prendiamo una pausa fino a domani sera.
  14. Maya

    La terra è sferica??

    E' se invece fosse come Pac Man? Qualcuno ci crede: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/terra-pac-man-e-poggia-su-pilastri-ultime-teorie-dei-1522964.html
  15. Cerco di alzare un po' il tiro della discussione proponendovi questo articolo comparso sulla stampa un paio di anni fa: http://www.lastampa.it/2016/06/28/cultura/la-donazione-degli-organi-un-dilemma-filosofico-lIEFwhhZAKiPGeh5KAvP8O/pagina.html Ci tengo a dire che non ve lo sto proponendo per sostenere una mia linea di pensiero, ma semplicemente per ampliare il discorso. In buona sostanza nell'articolo si fa riferimento al fatto che, per procedere con l'espianto - che deve avvenire (o comunque è preferibile avvenga) con organi irrorati e quindi con ancora "vita" nel corpo - dal 1968 si utilizza quale criterio l'attività cerebrale. E questa è cosa nota. Continua spiegando come una fetta di studiosi - si parla di "filosofi" e "pensatori", non di medici o ricercatori - stia oggi rimettendo in discussione il concetto stesso di "morte cerebrale": "basato su un riscontro strettamente neurologico, ossia il cosiddetto coma irreversibile, ha innovato la secolare tradizione medico-giuridica per cui l’accertamento del decesso avveniva in seguito alla definitiva cessazione di manifestazioni vitali quali la respirazione e il battito cardiaco. Oggi (è) accettato come indubitabile". Il dubbio che quindi ora ci si pone è: "Ma la mancata registrazione tecnologica di attività cerebrale dimostra inequivocabilmente la morte totale della coscienza? E se un domani strumenti più raffinati ci consentissero di captare onde cerebrali che oggi sfuggono alla rilevazione? Hans Jonas, uno dei grandi pensatori del ’900, in "Morire dopo Harvard" (Morcelliana, 2009) ha ammonito: «In questa situazione di ignoranza e di ragionevole dubbio, l’unica massima corretta per agire consiste nel tendere dalla parte della vita presunta». E così ci avviciniamo al nucleo filosofico della questione. Ammettiamo pure che la corteccia cerebrale sia defunta: ma io sono o non sono qualcosa oltre la mia corteccia cerebrale? Se siamo convinti che nella nostra identità confluiscano tanto il corpo quanto il cervello, tanto le funzioni psichiche quanto quelle biologiche, come possiamo qualificare come morte la cessazione di una sola di queste? Si può essere contemporaneamente morti, perché il cervello non funziona più, e vivi, perché il corpo respira e il cuore batte, sia pure, magari, con l’aiuto di macchine? Una bella aporia." L'articolo si chiude sottolineando come questo tipo di riflessioni rendano oggi ancora più complesso e combattuto un dibattito dove ci sono pro - ovviamente le innumerevoli vite che è possibile salvare grazie ad un trapianto riuscito - e contro - tra cui, cito solo alcune resistenze di natura filosofico-religiosa e più banalmente timori legati alla malasanità (come è stato citato). La conclusione proposta dall'autore dell'articolo è quindi: "Forse il deus ex machina capace di mettere tutti d’accordo c’è, anche se bisogna liberarlo dalle resistenze, queste sì oscurantiste, che gli si oppongono: è la ricerca sulle cellule staminali, che potrebbe rendere disponibili gli organi di ricambio senza incorrere in dilemmi dilanianti" Alla luce di questo testo - che ripeto non sto sponsorizzando, ma semplicemente proponendo come spunto di riflessione generale - vi chiedo: credete nell'ipotesi che la donazione si stia basando su un presupposto scientifico tutt'altro che certo e definitivo? quali timori ritenete realmente fondati quando si parla di espianto e donazione? Quali invece insensati e/o particolarmente perniciosi? Ed infine, la risoluzione del dilemma risiede davvero nelle cellule staminali, negli organi artificiali ecc.? La donazione di organi umani è destinata ad essere una pratica anacronostica? A voi la palla.
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