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dario snow

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About dario snow

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    Confratello
  1. Stava passeggiando tranquillamente per una piccola via fatiscente della periferia di Milano, eppure sembrava così felice, aveva uno sguardo gioioso, lo sguardo di un bambino, ogni cosa che vedeva la esaminava attentamente come se la vedesse per la prima volta, e dopo un po che la guardava gli spuntava immancabilmente un sorriso sulle labbra come se avesse visto la cosa più bella del mondo, come un bambino si emozionava, nonostante dimostrasse venti anni ; ognuno intorno a lui non poteva fare a meno di guardarlo, abbozzare un sorriso e andarsene invidiandolo un poco per le piccole cose per cui si emozionava e stupiva; passava dal guardare gli uccelli alle formiche, dai palazzi alle macchine, e a volte fissava per lunghi momenti i passanti, che un po' spaventati aumentavano il passo per andarsene un po' più in fretta. Stava guardando un uccellino che svolazzava pigramente quando vide un albero...un albero spoglio,senza foglie ne uccellini che si riposavano su di esso. Rimase li, fermo, a fissare quel albero che non sembrava essere particolarmente bello, eppure quel uomo, era li con un sorriso stampato in faccia, l' espressione stupita come se stesse vedendo lo spettacolo più bello del mondo; sarebbe rimasto li per molto tempo se un vecchio non gli fosse andato vicino, si fosse fermato vicino a lui, nella sua stessa identica posizione, l' unica differenza era l' espressione annoiata sul volto del vecchio. L' uomo si girò verso il vecchio– hai visto che spettacolo ?- Il vecchio non fece in tempo a rispondere alla domanda che quello si levo gli spessi occhiali che aveva addosso, il suo sorriso si spense, e divenne esattamente come tutti gli altri, il suo fanciullino non gli parlava più, e mentre questo strano individuo se ne andava gli cadde un sacchetto dalla tasca,il vecchio rimasto sotto l' albero lo raccolse, e vide che portava il logo di un ottico, guardò lo strano uomo che se ne andava, spari li in mezzo alla strada, e il vecchio si rallegrò al ricordo di come si sentiva il primo giorno che aveva indossato i suoi primi occhiali.
  2. wow !!! che bello, visto che gli indugi sono stati rotti, metto anche io un mio racconto
  3. Per me l'idea della discussione dove poter postare i nostri scritti è ottima
  4. Ahahah grazie e comunque si ho letto tutta la saga di percy jackson
  5. Megacontest di scrittura creativa Titolo: Un libro per sognare “Uff !!! finalmente il primo giorno delle vacanze estive, non ce la facevo più, tutte quelle materie, quelle interrogazioni, per non parlare delle verifiche, io odio le verifiche, mi mettono ansia, soggezione, timore. Comunque ormai è iniziata la vacanza, tre mesi in cui non si sentirà più parlare di scienze, matematica,italiano, non dovrò più leggere libri, fare calcoli imparare vocaboli, adesso inizia il riposo.” Improvvisamente si sentì un rumore provenire dalle scale, sembra la voce di un uomo che chiama qualcuno - Ale vieni qua che andiamo a fare un giro- “ma porc... sta chiamando me, non ci credo appena iniziate le vacanze e lui mi vuole portare a fare un giro, che rottura” mentre scendeva le scale, come al solito, si fermò un attimo a guardare l'enorme libreria che occupava l'ingresso stracarica di enormi tomi che probabilmente nessuno sarà mai stato in grado di leggere completamente. Il padre lo aspettava seduto in macchina e aveva un sorriso beffardo mentre vedeva il figlio che si avvicinava, e senza dire una parola saliva in macchina. Il padre aveva una grande passione per la letteratura, infatti era un professore universitario di lettere moderne, e aveva intenzione di fare una sorpresa al figlio, che probabilmente lui non avrebbe saputo apprezzare. Stavano andando ormai da cinque minuti, quando sulla strada incrociarono un negozio di giochi elettronici, il viso di Ale si illumino, inizio a guardare quel negozio con insistenza, desiderio, la macchina svolto un angolo e quella speranza, quella luce scomparvero dal viso di Ale tanto velocemente quanto erano comparse . Dopo circa mezzora di marcia la macchina si fermò, Ale scendendo vide l'insegna di una libreria, non ci poteva credere “ Uff !!! sa perfettamente che non mi piace leggere che le pagine scritte mi fanno venir voglia di vomitare, non accetta il fatto che io non sia come lui che odio la letteratura e odio leggere, la poesia mi disgusta, la prosa mi annoia, i saggi li trovo inutili, ma daije che lui si ostina a portarmi in libreria, a portare continuamente libri a casa, che poi passa a me e mi guarda con occhi tristi prossimi alle lacrime, mi guarda con lo stesso sguardo con cui si guarda un moribondo, mi guarda con uno sguardo di pietà.” Ale prese la mano del padre per attraversare la strada, una volta entrati in libreria l'adulto si avvio verso il bar, e ordinò un dolcetto alla crema. -Pà mi puoi prendere una fetta di torta al cioccolato ?- -No, finché non scegli un libro e mi spieghi il motivo per cui lo hai scelto- Grondante rabbia Ale si diresse verso il reparto ragazzi “Uff !!! un libro, perché devo scegliere un libro, sa che non mi piace leggere, e per di più non mi vuole neanche comprare da mangiare, non lo sopporto più.” Mentre vagava per i corridoi della libreria prendeva occasionalmente un libro da uno scaffale, ne guardava la copertina, leggeva il titolo, poi lo girava faceva per leggerne la trama, ma dopo poche righe si stancava e lo rimetteva apposto. Ogni tanto il padre lo raggiungeva per vedere se era riuscito a trovare un libro che lo incuriosiva, e vedendo che il figlio non aveva fatto progressi se ne tornava al bar sconsolato. Ale non riusciva proprio a trovare un libro che lo entusiasmasse, e ormai era più stufo che mai di stare in quel posto, “voglio andare via, voglio uscire, voglio correre, voglio giocare, tornare a casa sporco di terra, con gli abiti stracciati e i pantaloni con le numerose toppe strappati, non voglio stare qui...” passarono circa due ore in questo modo, Ale che girava senza meta e senza interesse, e il padre al bar che mangiava, beveva e leggeva. “visto che questo qui non mi porta via devo assolutamente trovare un libro, cosa c'è scritto qua, c..città dei libri... sognanti, una città dove i libri parlano ? Ah... ho trovato, perché i libri non possono parlare davvero ? Da ora faro finta che tutti i libri mi parlino.” Ci fu un esplosione di voci, voci suadenti, voci arroganti,voci prepotenti,voci gentili e voci curiose. Ale senti una voce intrigante che lo chiamava, gli sussurrava Harry Potter, non fece in tempo a prendere quel libro che una voce inquisitoria gli disse -confessa dove eri sabato, non costringermi a chiamare Sherlock Holmes- e altre voci ancora parlavano, una di queste narrava di avventure cavalleresche,un altra di semidei greci e romani, un altra ancora parlava della più grande rapina mai fatta. Ale corse al bar, appena arrivo davanti al padre questo alzo gli occhi dal libro che stava leggendo, non stava guardando Ale, stava guardando qualcosa che solo lui poteva vedere, aveva uno sguardo felicemente sorpreso e sognante, poi poso il suo sguardo sul figlio e vedendogli addosso il suo stesso sguardo fu inondato da una gioia immensa, e il suo sguardo si riempi di tenerezza.
  6. voto Jon Connington e Alys Karstark
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