AemonTargaryen

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  1. Le mie impressioni su questo quinto e ultimo round. Silk. Un esordio gradito. Esordio coraggioso, peraltro, visto il tipo di racconto che hai scelto di proporre, sul quale – a mio parere – non è così difficile “inciampare”. La scelta ha pagato. Concordo con Hack sulle sensazioni claustrofobiche e sui tempi giusti. Al di là del dato strutturale, mi piace il tuo stile. Periodi brevi ma efficaci. Fra le mie frasi preferite: Ansimava immersa nella luce. Accennavi alla forma e all'averlo scritto di getto. Forse poteva guadagnarci qualcosina, ma ritengo tu abbia fatto comunque un bel lavoro anche sotto l'aspetto della forma, tanto che quella maggiore cura non mi sembra si faccia rimpiangere. Condivido ancora quanto detto da Hack sul fatto che lo scritto sia personalizzabile. Il finale mi è piaciuto molto. Aegon. Mi accodo ad Hack: hai fatto un bel lavoro con le parole. Trovo sia uno scritto intenso. La prima parte è un po' come... il silenzioso frumento dondolante (XD): la trovo lenta, quasi “adagiata”. Mi sono piaciuti in particolare i versi 4-6. Mi piace come apri la seconda. Abbastanza diversa dalla prima – tanto che avrei potuto immaginarle come due poesie (tre con la terza) accorpate in una. Percepisco un andamento – citando Hack – quasi frenetico, con versi comunque capaci di trasmettere molta intensità. Tra le varie cose, ho trovato i quattro versi con cui chiudi questa parte di grande impatto. L'ultima parte mi sembra segni un nuovo cambio di passo, con i versi che mi sembrano scritti per essere recitati / cantati lentamente. Cambio che mi è piaciuto, come del resto la chiusura e lo scritto nel suo complesso. Hacktuhana. Un ritorno al verso. Uno scritto in cui sei riuscito a condensare tanto. E tanto ancora emerge tentando di approcciare ai tuoi versi in chiave musicale. In questo mi ha fatto venire in mente il round dello scorso campionato il cui tema era “la strada”. Mi piace come fai emergere le emozioni. Ci sono versi sui quali hai calcato la mano. Voto Aegon il mediocre.
  2. Gioco Totocalcio SerieA II ed.

    Cagliari - Sampdoria 2 Juventus - Inter 2 (1-3) Chievo - Roma 2 Napoli - Fiorentina 1 Spal - Verona X Udinese - Benevento 1 Sassuolo - Crotone 1 Milan - Bologna 1 Genoa - Atalanta 2 Lazio - Torino 1
  3. ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Proseguo con il recupero. Tyrion VI. Si parte dal confronto con Cersei. Da notare come Tyrion, stavolta, a dispetto dello schiaffo emotivo del rifiuto da parte della sorella nell'ultimo POV, non si lasci sopraffare dall'emotività. E di fatti, per averla avvelenata,“si sentì quasi triste”. Quasi. Continua, quindi, il delicato lavoro di Tyrion a King's Landing, che pur tra varie difficoltà riesce a governare, gestendo varie criticità. L'interesse e l'ammirazione che Varys mostra nei suoi confronti mi paiono, ancora una volta, sincere. Su Littlefinger invece, ci sono da un paio di capitoli piccoli segnali di debolezza. A differenza sua, Varys è insondabile. ACOK appare, forse a maggior ragione attraverso il punto di vista di Tyrion, come una grande partita a scacchi. Gradualmente, mossa dopo mossa, si giungerà all'epilogo, che vedrà il Leone vittorioso. @***Silk***. Trovo interessante la tua considerazione sul fatto che Tywin sperasse in una vittoria di Rhaegar. Sento di condividerla. È curioso il fatto che spesso i Tyrell vengano bollati come arrampicatori sociali, ma che di solito non lo si sottolinei con la stessa enfasi riguardo ai Lannister. In quel momento, Tywin, passando dalla parte del più forte, al fine di conquistarne la fiducia fa in modo che i figli di colui il quale avrebbe dovuto essere il suo sovrano vengano macellati. E non vale, moralmente, dire che l'avrebbe fatto comunque qualcun altro. Arya VI. Il capitolo dell'arrivo ad Harrenhal. Poche pagine, pregne di violenza, sature degli orrori della guerra. Centrale l'aspetto che già sottolineava @***Silk***: la paura. Il fatto che per la prima volta Arya provi una paura di tale intensità rende questo capitolo non un intermezzo di poco conto, ma un momento importante per quanto concerne il personaggio. Il fatto che Arya abbia inquadrato, per così dire, molti degli uomini della Montagna, è figlio della necessità del momento: quella di sopravvivere. Al di là del dramma di questa situazione, la giovane Stark dimostra di essere sempre sveglia. Talvolta avventata, come di fronte ad Harra ed Amabel, ma sveglia. Rende bene l'idea di quale sia la situazione attuale, la considerazione – che già evidenziava Silk in riferimento al regno mai “decollato” del primo re Baratheon – dell'anziano prigioniero, il quale rimpiange il vecchio Re: non Robert, ma Aerys. Il che è tutto dire. Bran IV. Capitolo breve ma interessante. Durante la prima interazione con i Reed, quando Bran non accetta quello che sarà il suo destino, i lupi rifiutano di sottostare al controllo del giovane Stark. Torna alla memoria l'episodio forse ancor più strano riguardante l'aggressione nei confronti di Tyrion in presenza di Robb. In questo caso, sento di condividere la considerazione di @***Silk*** sul fatto che essi facciano specchio della non accettazione del destino di Brandon. In questo primo scambio, dopo la descrizione del sogno di Jojen concernente il lupo alato, la sensazione è che Winterfell non sia più il luogo di Bran e anzi, pare quasi che si voglia sottolineare una contrapposizione di qualcosa di esoterico concernente la fortezza ancestrale degli Stark persino rispetto ai poteri di Bloodraven. La malinconia degli ultimi POV di Bran non manca neanche stavolta, ma la presenza dei Reed segna un punto di rottura nel percorso del piccolo Stark. Su Luwin. È vero, in questo caso continua a mostrarsi la voce della razionalità. Eppure l'anello in acciaio di Valyria è già di per sé indicativo di una non totale estraneità alla materia, ed il disagio mostrato in talune occasioni di fronte ai piccoli Stark non passa inosservato. Condivido in tal senso l'ipotesi avanzata da @JonSnow;: credo dalla storia e dalle parole del Maestro si possa trarre questa conclusione. Devo dire, comunque, che rispetto alla seconda ipotesi che paventavi sono curioso rispetto a ciò che Martin ci dirà nei prossimi volumi. Immagino che, ovviamente, si tratti di piani accessibili a pochi, all'interno dell'ordine. D'altro canto, il fatto che Luwin sia uno dei pochi ad aver avuto approcci con questa materia porterebbe per lo meno a porsi il dubbio se sia venuto o meno a conoscenza di qualcosa. Tyrion VII. Apertura con un Lancel che sfoggia boria ed arroganza in misura direttamente proporzionale alla sonora e sontuosa lezione che Tyrion gli impartisce. Dall'insinuazione di Tyrion sull'aver consumato rapporti sessuali con Cersei, la sicurezza del tracotante rampollo leonino evapora. Da questo momento in poi, assistiamo all'infacondo e patetico stoltiloquio del cartonato venuto male di Jaime Lannister. Ci troviamo di fronte ad una specie di brutta copia, a tratti (a tratti?) penosa e scipita del vero Leone di Lannister. In questa interazione, alcune risposte di Tyrion meritano d'essere incorniciate. Nel complesso, un dialogo a tratti esilarante. Chiusura dal taglio decisamente più profondo. Condivido le vostre considerazioni, pur riferite ad aspetti diversi del personaggio. Trovo interessante e decisamente centrata l'osservazione di @JonSnow; , che mette l'accento, fra le varie cose, sul fatto che al di là delle parole, delle critiche nei confronti del padre e della sorella, egli stesso si senta a suo agio in determinate situazioni. Del resto, come sottolinea @***Silk*** in una considerazione che trovo altrettanto centrata, Tyrion, al di là delle differenze talvolta profonde, condivide con i suoi familiari l'orgoglio. Ed è emblematico il passaggio che riporta la mia collega: [...] This was what I was made for, and gods forgive me, but I do love it... And her. And her. Dove her, come sottolineava Jon, altro non è che la ciliegina. I'm free of Tysha now, he thought. She's haunted me half my life, but I don't need her anymore, no more than I need Alayaya or Dancy or Marei, or the hundreds like them I've bedded with over the years. I have Shae now... Shae. Qui, a mio parere, Tyrion mente a se stesso. Mi trovo pienamente d'accordo con le tue considerazioni in merito, Silk: Tysha è un qualcosa di irrisolto. Un vero e proprio nodo nella vita di Tyrion. Qualcosa di cui proprio non riesce a disfarsi.
  4. Gioco Totocalcio SerieA II ed.

    Roma - Spal 1 Napoli - Juventus 1 (2-1) Torino - Atalanta X Benevento - Milan 2 Inter - Chievo 1 Fiorentina - Sassuolo 1 Bologna - Cagliari 1 Sampdoria - Lazio 2 Crotone - Udinese 2 Verona - Genoa 2
  5. ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Volevo sottolineare come, pur essendo sicuramente una cosa non pacifica, non me la sentirei di definire del tutto errata - o comunque priva di un fondamento logico - un'interpretazione estensiva del giuramento che mettesse l'accento sul difendere gli uomini, prima ancora dei loro regni, e che quindi legittimasse eventuali interventi. In ogni caso, mi sembra che la posizione nei confronti di Craster sia discutibile. Anche perché in questo caso ci si trova di fronte, oltre agli abusi nei confronti di innocenti, anche ad una condotta che in prospettiva appare potenzialmente molto dannosa. Tra l'altro, ciò avviene in un territorio dove la Night's Watch è pienamente legittimata ad agire. Poi, chiaramente, c'è da tenere conto anche dell'importanza dell'insediamento di Craster nelle missioni di molti ranger.
  6. Music Challenge on the Wall.

    Il primo Django cinematografico ha preso il nome proprio da Django Reinhardt, cui Corbucci volle rendere omaggio. Il secondo Django è un omaggio di Tarantino al primo. Il tuo piccolo Django è stato, quindi, indirettamente chiamato così in omaggio a Django Reinhardt. O giù di lì (spero il discorso fili). XD Su Fabi. Mi stai facendo fare una bella scoperta.
  7. ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Altri tre capitoli. ACOK, 22-24. Catelyn II. Narrazione che si sposta nell'Altopiano, con Catelyn che fa da emissario per conto del Re del Nord presso Renly Baratheon. Interiormente, emergono dei segni di stanchezza da parte di lady Stark, che nonostante la sua forza viene anch'ella lentamente consumata dalla situazione ingenerata dalla Guerra dei Cinque Re e dagli eventi che l'hanno preceduta, con la disgregazione familiare che ne è derivata. Ritengo che spesso le critiche nei confronti di questo personaggio siano eccessivamente aspre. Un personaggio che si ritrova, al pari di molti altri, in situazioni di conflitto interiore non da poco, trovandosi non solo divisa fra il suo ruolo di madre e quello di consigliera del Re del Nord, ma addirittura anche per quanto concerne soltanto il primo, viste le leghe che la separano dagli altri suoi figli. Situazioni mai facili da gestire, né a livello materiale e né a livello emotivo. Ritengo questo passaggio particolarmente significativo. In ogni caso, “profetico”. One day, she promised herself as she lay abed, one day she would allow herself to be less than strong. Renly, pur avendo grandi numeri e carisma, risulta poco concreto, e quindi inconsistente. E la chiusura del POV, che mette l'accento sull'ostinazione e la caparbietà di Stannis, per quanto mi riguarda riesce a strappare un sorriso. Jon III. Spedizione oltre la Barriera, parte 2. Gli uomini ai comandi di lord Mormont giungono presso la “fortezza” di Craster. Si tratta di un capitolo che contiene all'interno di sé delle descrizioni stupende, con un Martin che, parafrasando Baudelaire, pur in prosa non rinuncia alla poesia. Ed il lettore non può che concordare con quanto pensa Jon: c'è davvero qualcosa di magico, oltre la Barriera. Mi sembra poi di poter affermare che in questi primi POV di Jon Snow in ACOK si riscontri una consapevolezza del proprio ruolo abbastanza importante, ed in questo terzo capitolo mi sembra si continui a mettere l'accento sul punto. Il confronto con Chett è aspro, e verrebbe quasi da pensare che Jon sia una sorta di privilegiato per avere con sé un meta-lupo oltre ad essere attendente del Lord Comandante. Non è così. Se Jon Snow acquisisce gradualmente una posizione di maggior forza all'interno della confraternita, è perché se l'è guadagnata; si può poi discutere sul fatto che egli, grazie al ritrovamento dei cuccioli di meta-lupo, sia una sorta di predestinato. Ma al di là di quell'evento, il ponte fra il suo status di nuova giovane recluta e quello di attendente l'ha costruito da sé. Altre considerazioni più o meno sparse. Viene sottolineato nuovamente come Ghost renda i cavalli inquieti. Martin giocherà questa carta con una certa abilità nel prossimo scontro ad Oxcross: in un solo colpo trova il modo di consentire a Robb Stark di sorprendere (di nuovo) i Lannister amplificandone l'aura (a tratti leggendaria) da indomabile condottiero indipendentista. Capitolo in cui si accenna con una certa frequenza a Robb Stark. Nonostante ciò, Jon non fa più i conti con i conflitti interiori di un tempo. L'umorismo che passa attraverso Edd è fantastico. Trasuda realismo. “He has the look of a Stark.” Volendo giocare con le ipotesi, in uno dei vari, possibili scenari futuri, sarebbe una considerazione curiosa da fare, di fronte ad un Re dei Sette Regni. Il corvo di Mormont che risponde “Wall!” farebbe pensare che esso agisca (esprimendosi anche “in codice”, per così dire) in funzione di uno “scopo”. Le teorie formulate negli anni che lo vorrebbero legato in qualche modo a Brynden Rivers hanno, innegabilmente, il loro fascino. It was impossible, and dishonorable besides. So why do I feel so ashamed? Il solco fra le leggi di un'istituzione, qual è la Night's Watch, ed il concetto di giustizia, che invece, come accade spesso, le trascende. Per inciso e ad opinione prettamente personale, il passaggio the shield that guards the realms of men, potrebbe anche essere interpretato in maniera più “larga”. Comunque, come poi si evince dal dialogo con Mormont, i Guardiani sono costretti a passare dalla poesia alla prosa per quanto riguarda Craster, che con il proprio rifugio si è rivelato più volte fondamentale per ranger in missione oltre la Barriera. Theon II. Al di là del siparietto a tratti abbastanza divertente con Asha che si protrae per buona parte del capitolo, ci sono dei picchi di solitudine e malinconia non da poco in queste pagine. Theon è un personaggio fuori contesto, un po' come Bran in questa fase del romanzo, ma con la differenza che il suo status si protenderà ancora fino alla fine di ADWD. E a Pyke lo è più che a Winterfell. Particolarmente significativo mi sembra il momento in cui, quando Asha parla dei possibili successori di Balon e si sofferma su di Euron – che già in queste righe viene delineato come una figura letale – definendolo come ormai un estraneo che a suo dire non potrebbe governare gli ironborn, Theon rivede nel sostantivo “estraneo” anche se stesso. Altro passaggio che ho trovato particolarmente significativo: “I am their lawful prince,” Theon said stiffly. “By the laws of the green lands, you might be. But we make our own laws here, or have you forgotten?” Scowling, Theon turned to contemplate the leaking trencher before him. He would have stew in his lap before long. He shouted for a thrall to clean it up. Half my life I have waited to come home, and for what? Mockery and disregard? This was not the Pyke he remembered. Or did he remember? He had been so young when they took him away to hold hostage. Asha, che in questo POV – come già sottolineava @JonSnow; – fa la sua prima comparsa nelle Cronache, si distingue fin dalle prime righe che la riguardano come un personaggio dotato di un acume al di sopra della media. Inoltre ha carisma. Almeno nel suo ambiente, è certamente leader. Tra l'altro, pur in un capitolo in cui si diverte in maniera tutto sommato sadica ma giustificata dal voler capire chi sia suo fratello, di Asha si riesce già ad intuire una mentalità abbastanza “progressista”, pur nel suo essere ironborn. Appare decisamente più interessata alla persona del fratello rispetto agli altri membri della famiglia, e di fatti, a differenza degli altri, non si ferma al pregiudizio dato dal fatto che Theon sia cresciuto nelle green lands, ma si fa anche raccontare le vicende vissute a Winterfell e nella prima parte della campagna di Robb Stark: mi sembra sia sinceramente interessata a conoscere suo fratello (più in profondità), al di là di tutto. Inoltre gli fornisce dei consigli validi. Fra le righe conclusive del capitolo, poi, si intravede, a mio parere, dell'affetto. Vorrei, infine, soffermarmi sulla densità della tecnica narrativa di Martin. Grazie al fatto di avere dei POV che approfondiscano il personaggio, Theon, pur commettendo delle azioni a dir poco deplorevoli, riesce a trasmettere all'interno della narrazione un sentimento che si avvicina alla pena. Dietro ai sorrisi (spesso inopportuni) si percepisce una desolazione abbastanza profonda, e tuttavia, nel modo di fare e anche di pensare, Theon si tiene ancora – in questi capitoli di ACOK – su un livello abbastanza superficiale. Ma non serve, a mio parere, giungere necessariamente alla lettura dei capitoli di ADWD per percepire una profondità celata dietro un lato più frivolo. Già in questo capitolo mi sembra si intraveda una voragine nell'animo di Theon, che lo stesso tende ancora ad ignorare. Forse perché, dovesse soffermarsi su ciò, rischierebbe di soffrire di vertigini e cadervi dentro. Sarà necessario, in tal senso, attendere ADWD, per esplorarne le profondità.
  8. Grand Prix on the wall 2017

    1. Vettel 2. Hamilton 3. Bottas 4. Ricciardo 5. Iceman R1. Verstappen R2. Hulkenberg
  9. Music Challenge on the Wall.

    È vero, ogni cosa ha un inizio ed una fine. Ringrazio @Lady Monica per aver collaborato alla realizzazione di questo progetto. Un altro grazie va allo staff di Pentos, a@Darklady e @Timett figlio di Timett. Quaranta giorni sono tanti, e non ho potuto fare a meno di domandarmi se non fossero da considerarsi persino "troppi". Gli interventi sentiti che avete continuato a fare anche in questi ultimi scampoli della Challenge credo siano la miglior risposta che potessi attendermi. Ringrazio quindi ogni partecipante di Music Challenge on the Wall: chi c'è stato dall'inizio alla fine, chi si è aggiunto in corsa, chi è stato solo stoccatore. Grazie per avermi fatto tornare alla mente canzoni che non ascoltavo da anni. Grazie per avermene fatto conoscere di nuove. Grazie ad ogni partecipante per aver condiviso un piccola parte di sé attraverso la musica. Grazie per aver reso possibile, facendola "funzionare", Music Challenge on the Wall. Ovviamente, buon proseguimento a chi come @SerGult proseguirà. Sarà interessante seguirne le scelte. E quindi, cala il sipario anche sui miei quaranta giorni. Ovviamente con una canzone. Giorno 40 - la tua canzone strumentale preferita. Chiudo con quello che ritengo essere stato uno dei più grandi chitarristi di sempre. Un musicista che in seguito ad un grande incidente stava per vedere la propria vita andare ad infrangersi contro un destino crudele. Destino che, però, decise di non accettare. Pur perdendo l'uso di una gamba e di parte della mano sinistra (perse il mignolo e l'anulare, saldati dalla cicatrizzazione), riuscì a lavorare duramente sulla propria tecnica, passando dal banjo alla chitarra. Il risultato non fu semplicemente quello di "riabilitare" un suonatore di banjo, rendendogli possibile continuare a fare musica attraverso la chitarra. Il risultato fu quello di rivoluzionare il genere. Senza di lui, tra l'altro, probabilmente non avremmo avuto quell'Arthur Dayne della chitarra di nome Tony Iommi (che pur tornò a suonare approntando una soluzione differente).Sto parlando, ovviamente, del padre del jazz manouche, Django Reinhardt, di cui propongo un brano scritto assieme al violinista Stéphane Grappelli. Curiosità. Il brano che ho scelto è stato anche utilizzato come colonna sonora del film Chocolat. In quella circostanza, suonato (così come l'altro brano di Django, Caravan) da Johnny Depp. Qualcosa di profondamente gitano. Django Reinhardt e Stéphane Grappelli, Minor swing. Grazie a tutti!
  10. Music Challenge on the Wall.

    Giorno 39 - la canzone che canteresti al karaoke. I only want to say - Gethsemane postata da @hacktuhana (sia lode) mi porta su un altro musical. Ho scelto il brano di apertura di Notre-Dame de Paris, spettacolo di Plamondon e Cocciante tratto dal celebre romanzo di quel genio di Victor Hugo. ...Con tante pietre e tanti giorni con le passioni secolari l'uomo ha elevato le sue torri con le sue mani popolari. Con la musica e le parole ha cantato cos'è l'amore e come vola un ideale nei cieli del domani. E questo è il tempo delle cattedrali la pietra si fa statua, musica e poesia... Riccardo Cocciante, Il tempo delle cattedrali.
  11. ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    @***Silk*** Qualcosa tipo PiperHalliwell_Stargaryen può andar bene? Di seguito altri cinque capitoli. ACOK, capitoli 17-21. Tyrion IV. Un capitolo che oserei definire quasi “di transizione” nell'economia del romanzo. A livello narrativo i passi avanti non sono tanti, anche perché oltre alla notizia di Renly in marcia, non vi sono significativi avanzamenti rispetto a quello che è un po' il cuore pulsante di questo secondo capitolo di ASOIAF, ossia la Guerra dei Cinque Re, che al di là dei POV di Jon, Bran e Daenerys assume un ruolo narrativamente centrale. Non va comunque tralasciata la decisione su Myrcella, della quale sarà interessante leggere in TWOW le reali ripercussioni. Comunque, c'è da dire che, in un POV con questa tipologia di contesti, Tyrion Lannister si esalta, come accade con pochi personaggi. Il suo cercare di governare districandosi in questo ginepraio è veramente uno spettacolo, così come lo sono le sue interazioni con personaggi del livello di Varys e Littlefinger: non credo sia così semplice come appaia leggendo, scrivere dialoghi fra personaggi dotati di quest'acume mentale. Concordo con la tua analisi, @JonSnow;, proprio rispetto alle interazioni con questi due, specialmente riguardo Littlefinger ed il suo ego. La tracotanza di Petyr è sottolineata in maniera particolarmente emblematica in questo confronto, dove a mio parere si “lascia andare” un po' troppo negli atteggiamenti, nelle parole, rendendo molto più evidenti i suoi punti deboli rispetto ad altre circostanze, come hai ben sottolineato. Devo dire che rileggere ASOIAF è un vero piacere, anche quando si tratta di capitoli non cruciali o in cui non vi siano accadimenti eclatanti. Sansa II. Qui Sansa dimostra un coraggio non da poco nel recarsi al Parco degli Dei. E Joffrey non perde mai l'occasione di dimostrare di essere un sovrano retto, giusto e savio. Probabile che, al suo posto, il cavallo di Caligola si rivelasse un sovrano decisamente migliore. Tornando a Sansa. Il POV si lascia ricordare soprattutto per via delle due interazioni con Dontos e Sandor. Rispetto alla prima, mi sembra significativo il fatto che, in Sansa, la scintilla scatti solamente nel momento in cui riveda la riproposizione della storia di Florian e Jonquil. Poi, devo dire che il giuramento di Dontos ha un che di decisamente malinconico. Per quanto concerne invece la seconda interazione, va detto che il Mastino è un personaggio con una “presenza scenica” importante: basta una sua comparsa anche breve per rendere quei momenti di lettura particolarmente “densi”; credo che Martin riesca a trasmettere i tormenti di Sandor in una maniera talmente vivida che il paragone con quelli di altri personaggi (nel complesso della storia più “centrali” di lui) non appare neanche azzardato, anzi. Tenendo presente che Sandor rimane pur sempre un personaggio “secondario” (concetto che comunque, in ASOIAF, va contestualizzato) ciò rende bene l'idea della profondità di quest'opera. Capitolo che, per me, trasuda empatia rispetto ai tre personaggi di questi dialoghi. Empatia che si declina, rispetto ad ognuno, in maniera diversa. Arya V. Torniamo all'infinito viaggiare di Arya. A quello che rimane dopo il massacro. Un piccolo gruppo di individui smarriti che non sa quale sia la propria strada, ma sa dove vuole arrivare: alla salvezza. È indicativo del personaggio il fatto che nonostante Arya sia una ragazzina d'alto lignaggio, non si faccia problemi a mangiare vermi e scarafaggi in assenza d'altro, a differenza di Gendry e Lommy. La sepoltura di Yoren è l'ennesimo indicatore dell'umanità della giovane Stark. Dignitosa, l'uscita di scena del vecchio guardiano della notte. Il rischio che si è assunto rifiutando di consegnare Gendry denota bene lo spessore umano che ci si ritrova dinanzi. Il personaggio di Yoren è degno dei Guardiani della notte delle ballate. È poi la dimostrazione che anche in mezzo agli orrori della guerra, che è nefandezza umana, si possa trovare un qualche raggio di luce, di umanità: Yoren da questo punto di vista si dimostra davvero grande. Tyrion V. Prima parte del capitolo incentrata su altofuoco e Ordine degli Alchimisti. Prima parte che, vista anche la citazione di Rossart, inevitabilmente fa tornare alla mente le vicende degli ultimi giorni del regno di Aerys II. Jaime Lannister è stato l'eroe di King's Landing, quel giorno fatidico. Ed è inutile girarci intorno: un giuramento rotto di fronte alla vita di migliaia di migliaia di innocenti verso un Re divenuto ormai del tutto folle, e quindi incapace di essere Re, non rappresenta, a mio parere, la vera macchia sull'onore del Leone di Lannister. Il decidere di far addestrare le truppe Lannister nell'utilizzo dell'altofuoco, evitando quindi potenziali disastri fra le mura della Capitale durante l'attacco di Stannis, è l'ennesimo punto (fra i tanti di questi capitoli) a favore di Tyrion Lannister in vista delle politiche del 2018. Il confronto con Cersei (come quelli precedenti) ci dice molto di entrambi, come i miei colleghi hanno ben sottolineato. Comunque il rifiuto del conforto da parte di Cersei, devo dire, è un momento abbastanza intenso. Aggiungo che questo sottovalutare Robb Stark anche da parte di Tyrion è un po' avventato, forse, visti i precedenti non esattamente rincuoranti per i Lannister nei confronti bellici col Re del Nord: di fatti, ad Oxcross i leoni prenderanno una seconda, sonora batosta. Per converso, è comunque emblematica l'alta considerazione di Stannis quale nemico più pericoloso per la Casa Lannister. Alla fine dei conti, comunque, i fratelli Baratheon, dividendosi, consegnano – pur in maniera indiretta – le chiavi della vittoria ai Lannister, che a differenza loro, nonostante l'astio profondo fra alcuni di essi, rimangono uniti, fino alla vittoria della War of the Five Kings. Poi, ovviamente, vanno tenuti in considerazione anche gli errori commessi da Robb. Bran III. POV malinconico, come i precedenti. Molto intenso, a livello emotivo, il percorso tormentato del piccolo Brandon. Nel capitolo in questione, vi sono vari momenti intensi sotto questo aspetto. A partire dall'arrivo nella sala, quasi in trionfo, cavalcando Dancer, alla discesa da cavallo, durante la quale tutti gli occhi sono piantati su di lui. L'orgoglio che permane, pur comprendendo che le intonazioni non siano in suo onore, ma che facciano invece riferimento a suo fratello, a suo padre, ai suoi autorevoli avi (aspetto evidenziato già da @***Silk***): è l'orgoglio di essere uno Stark, cosa di cui, in futuro, dovrà cominciare a fare gradualmente a meno. Anche se non darei per scontato un distacco definitivo di Bran dalla propria famiglia ed anzi, mi incuriosisce come possa evolvere la dicotomia fra l'essere uno Stark e l'essere destinato all'addestramento di Brynden Rivers che, almeno in teoria, dovrebbe presupporre maggiore distanza e terzietà. Altro acuto emotivo è dato poi dal rimarcare il fatto di non voler divenire un lord, ma un cavaliere. Nonostante per tre POV si sia entrati in una sorta di spirale di malinconia apparentemente incurabile del piccolo Lord Stark, l'arrivo dei Reed segna, nella parte di storia riguardante Bran, un vero punto di svolta. Trovo centrata la tua considerazione, Silk , sul sentirsi spettatore di una realtà che sembra non appartenergli. È drammaticamente fuori contesto. E di fatti, il suo posto, dovrà cercarlo lontano da Winterfell.
  12. Scrivi tu che scrivo anche io

    Vuoto a perdere nell'anima divora buono e cattivo. Dammi un bacio lento curami l'insostenibile malinconia che ammanta questa vita riflessa sulla grigia strada. Irrazionale, claustrofobico, continua a nutrirsi del tuo amore non abbastanza reale per dirsi coerente, con se stesso. Ritmi di vite sfaldate, battiti fuori tempo di cuori separati alla nascita.
  13. Gioco Totocalcio SerieA II ed.

    Bologna - Sampdoria 2 Chievo - Spal 1X Sassuolo - Verona 1X Cagliari - Inter 2 Genoa - Roma 2 Milan - Torino 1 Udinese - Napoli 2 (1-3) Lazio - Fiorentina 1 Juventus - Crotone 1 Atalanta - Benevento 1
  14. Music Challenge on the Wall.

    Giorno 38 - la tua canzone preferita dei Beatles. Innanzitutto, devo ammettere di non essere un fan sfegatato del gruppo di Liverpool, pur riconoscendone l'importanza centrale nella storia della musica ed apprezzandone vari lavori. La mia canzone preferita, comunque, credo sia sempre stata questa. The Beatles, Let it be.
  15. Music Challenge on the Wall.

    @Aegon il mediocre è vero, l'OST che hai postato, inserita in quel contesto, ha davvero un grande impatto emotivo. Come poche, a mio parere, e non soltanto nell'ambito delle serie televisive. Ma c'è da dire che, più in generale, The Leftovers ha avuto dei picchi notevoli, a livello di intensità scenica (e non soltanto). Giorno 37 - la tua OST preferita. Qui effettivamente mi si apre un mondo. Per evitare di cedere di nuovo alla listite, ve la faccio breve: ho optato per Bill Conti. Si tratta della colonna sonora di un film che mi ha emozionato come pochi altri. Forse anche perché non mi riesce fare a meno di pensare al fatto che la storia da cui è tratto - non un qualche romanzo, ma una storia vera - abbia avuto un finale totalmente diverso. Forse, ciò, dà ancora più spessore alla pellicola, sotto un certo aspetto... Anzi, togliete il forse. Escape to victory. L'altro giorno @Stella di Valyria ha fatto cenno a Gelsomina de La strada. In questa categoria mi sarei limitato a Bill Conti se non l'avesse fatto. Ma così non è stato, e quindi devo necessariamente tributare una straordinaria attrice qual è stata Giulietta Masina, che grazie alla magnifica interpretazione di Gelsomina salì alla ribalta mondiale. Colonna sonora del maestro Nino Rota. La strada.