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OKbasta

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  1. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Quell'articolo 92 della Costituzione è stato sviscerato fino all'esaurimento. Di questo passo, un po' alla volta la Costituzione, per intero, la impareremo tutti. E io ci torno lo stesso e mi soffermo su due termini "nomina" e "su proposta". Mi chiedo se dovessimo graduare i due termini sotto l'aspetto giuridico: quale avrebbe la prevalenza: il potere di nominare o il potere di proporre?
  2. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Mattarella non ha mai interferito sulla politica che i due capipopolo ritenevano fosse uscita dalle urne, infatti ha proposto Giorgetti il vice di Salvini, ha proposto lo spacchettamento del Ministero lasciando Savona alle Finanze e Giorgetti al tesoro. Non ha interferito nemmeno sulla mancanza di coperture al loro cosiddetto contratto, ha cercato, invece, di difendere gli italiani e i loro soldi dall'attacco speculativo che era cominciato già nei giorni scorsi e si sarebbe accentuato se il ministro del tesoro e delle finanze fosse stato un fautore dell'uscita dall'euro. La lettera che Savona ha scritto e che doveva essere la soluzione del problema, secondo la versione /Travaglio di oggi, quella lettera non specifica che non si sarebbe cercato di uscire dall'euro, anzi il professore ribadisce il suo pensiero, è un suo diritto ma come privato cittadino. In oltre ci sono precedenti, Matteo Renzi si è visto imporre da Napolitano Padoan, rifiutare Gratteri alla giustizia, spostare Del Rio alle infrastrutture. Se n'è accorto qualcuno? Savona non era il ministro che Salvini voleva veramente, era la polpetta avvelenata per mandare tutto all'aria e per andare a raccogliere quel 25/30 % alle prossime elezioni e magari pareggiare o superare il M5S. I 5* sono stati raggirati ed ora debbono recuperare il terreno mostrandosi ancora più aggressivi di Salvini e infatti la messa in stato d'accusa del Presidente non l'ha chiesta Salvini, l'ha liquidata come un generico: "si vedrà", l'ha chiesta Di Maio. Ci aspettano tempi duri di una guerra mediatica che non lascerà superstiti e il linciaggio dell'ultima istituzione ancora presente nel cuore degli italiani, almeno fino a ieri.
  3. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Penso anche io che Berluconi c'entri in qualche modo. Alle consultazioni con Il PdC incaricato è uscito da un'altra porta presso la quale c'era Salvini in attesa di entrare e si sono cambiate alcune parole. Berlusconi adesso può e vuole tornare in Parlamento. Le parole dell'art. 92 sono chiare, non si prestano ad equivoci. Certo nessun PdR prepara per proprio conto una lista di ministri e poi dice: "andate a governare", ma non è consentito nemmeno il contrario. Per correttezza il PdC, incaricato proprio dal Quirinale, la prepara e la sottopone al PdR, che la discute e, se necessario, si arriva al compromesso da entrambe le parti.
  4. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Condivido, non è la scelta di quel determinato nome il problema, se dobbiamo dar retta ai giornali, Mattarella avrebbe fatto capire che avrebbe accettato anche Savona se si fossero rispettate le procedure costituzionali, non penso che, per quanto non proprio ferrato in materia, Salvini non lo capisse, c'è dell'altro probabilmente. Arrivati a questo punto è Mattarella che non può cedere proprio in quanto custode della Costituzione. Penso che le ipotesi di Ser Balon Swann non siano del tutto fantasie.
  5. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    art. 92. Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dai ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri. Secondo quella Costituzione, difesa il 4 dicembre 2016, gli attori unici di questa fase di formazione del governo, sono il PdR e il PdC. I partiti e i loro capi, per il momento, hanno esaurito il loro compito al momento delle consultazioni. In questo caso sono andati anche oltre, imponendo, di fatto, il nome del PdC. Ora tocca al Presidente incaricato proporre (non imporre) i ministri, al Presidente della Repubblica nominarli, non c'è nessun articolo che preveda che il PdR si adegui su tutto. La storia di 70 anni di Repubblica ci dice che il Quirinale ha sempre esercitato questa sua prerogativa concessagli dalla Costituzione. Questa è la regola, ribadita dal referendum. Se si vuole cambiare, esiste, in questa nostra Costituzione, definita rigida, una procedura ben definita. I pareri personali non sono legge, tanto meno legge fondamentale dello Stato.
  6. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Mattarella sta semplicemente difendendo quella Costituzione che il 60% degli italiani ha già difeso il 4 dicembre 2016. Salvini e Di Maio, invece, pur avendo votato per conservarla, la stanno violando.
  7. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Non ricordo un periodo della storia repubblicana d'Italia così incerto, in fondo, pur cambiando i governi, nel complesso il Paese ha goduto di circa 70 anni di stabilità. Ora non è più così, i tempi sono diversi, non c'è più la cortina di ferro e l'Europa è soprattutto un'unione mercantile e ogni stato fa un po' come vuole. La Francia e la Spagna hanno tranquillamente sforato i parametri e non è successo niente, solo una procedura di infrazione, senza conseguenze. I due nuovi leader, se vogliono attuare il loro contratto, lo faranno in deficit, avranno la solita procedura di infrazione e stop. Il vero problema italiano è il gigantesco debito pubblico che, in caso di un cospicuo ulterore deficit, metterà sul chi vive i mercati che ci penseranno due volte prima di acquistare bot e cct, prima di accordare un ulteriore credito con il rischio di non vederselo restituire o, se lo faranno, acquisteranno ad un tasso esorbitante che continuerà il circolo vizioso di indebitamento e aumento degli interessi per tornare ad un ammontare sempre più alto del debito. Se i due capi ragioneranno, alla fine faranno solo quelle riforme a costo zero: stretta sui migranti, sui rom, più permessivismo per acquisto delle armi, un allargamento delle misure del REI che cambierà il nome in "reddito di cittadinanza", per altro già incrementato di tre miliardi dal precedente governo, qualche rimborso ai correntisti in più rispetto ai 10 mila già rimborsati grazie al fondo Atlante, un po' di interventi sulla tassazione e molta ma molta propaganda per far credere a tutti che stanno attuando il programma. Molti ci crederanno.
  8. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Perché avrebbe dovuto dare un incarico a Salvini o Di Maio senza che avessero i numeri? Allora si che si sarebbe creato uno squilibrio consentendo ad una delle parti in causa di gestire le nuove elezioni. Se fosse toccato a Salvini, che avrebbero detto e fatto i 5 stelle? Cosa sarebbe successo se, invece, fosse avvenuto il contrario?
  9. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Berlusconi ha dato il via libero ma non voterà la fiducia. Probabilmente avrà dei ministri a lui fedeli ma non scelti tra gli eletti di FI. Penso che farà durare un eventuale governo fino alla scadenza della sua inibizione all'elegibilità, il prossimo anno, poi farà tutto quello che è nelle sue possibilità per farlo cadere. Non può aspettare la fine della legislatura, sarebbe troppo vecchio anche se, a mio parere, non pone limite alla provvidenza.
  10. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    La commissioni si possono fare comunque se, nel rispetto delle varie forze parlamentari, proprorzionalmente alla consistenza numerica, si assegnassero le presidenze a ciascun partito, anzi penso che sarebbe una prova altamente democratica e rispettosa dei compiti del Parlamento perché potrebbero essere votati i presidenti in base alla competenza e non all'appartenenza. Ma non sarà così, c'è qualche partito che ha troppa fame pregressa di potere, basti pensare a quella quarantina di nomine già fatte.
  11. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Di Maio ha strappato, finalmente, a Grillo la possibilità di un terzo mandato, se la legislatura finisse troppo presto, anche tutti gli altri potranno essere ricandidati. Ma una cosa è essere candidati e un'altra essere rieletti quindi alla fine un governo si farà. Nuove elezioni potrebbero essere pericolose soprattutto per Salvini, se dovesse rompere con Berlusconi, perché nessuno può garantire a Salvini di conquistare i collegi che ha oggi con la coalizione, pur aumentando in percentuale, il collegio potrebbe andare ai 5* per una manciata di voti, quelli che andrebbero, eventualmente, a F.I. Per questo Salvini non romperà con Berlusconi, si troverà un escamotage per tirare dentro F.I. con Berlusconi dietro le quinte ma fortemente rappresentato in ministeri importanti e con persone a lui fedelissime. Tuttavia, dopo il siparietto di ieri, non so quanto Berlusconi riesca a stare dietro le quinte, forse il tempo di fare il governo.
  12. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Secondo me Di Maio vuole diventare premier ma ha paura di governare. Vorrebbe governare con la destra con la quale ha occupato tutte le poltrone dosponibili, lasciando al PD una vicepresidenza al Senato e una alla Camera dei Deputati che, per altro, il PD si è votato da solo, ma ha paura di essere prevaricato da una coalizione con un partito in rapida ascesa come la Lega. Salvini, in effetti, non ha timori, se non ora, potrà diventare capo del governo la prossima volta ma per Di Maio è l'unica occasione.
  13. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Infatti, anche i 5* possono farlo, basterebbe che alcuni di F.I. transitassero nella Lega anche se penso che alla Lega non convenga rompere con Berlusconi, non ancora.
  14. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Non penso che Di Maio avrà un mandato esplorativo e credo anche che non lo voglia. Di Maio vuole un mandato pieno perché non può permettersi di tornare dal Presidente con un nulla di fatto, sarebbe un sorta di bocciatura. In quanto alla ricerca di voti in Parlamento, può farlo solo la coalizione di destra che ha il 37% di voti e dovrebbe nascere un governo di minoranza. Non sarei nemmeno sicura che non potrebbero esserci dei "responsabili" tra i 5*, non sono un corpo compatto, vengono da aree politiche diverse o anche da nessuna area, non è così facile da decriptare, molti sono persone che hanno vinto una lotteria e tra rischiare di andare a casa e dare un appoggio esterno alla destra, non sono molto sicura di cosa sceglierebbero. Vittorio Feltri dice che è più facile uccidere a schiaffi un elefante che mandare a casa un parlamentare.
  15. OKbasta

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Che cosa succederà? Io la vedo così: se dovessi quotare le possibilità, darei molto alta la percentuale di un governo M5S + Destra per i seguenti motivi: 1) Di Maio deve diventare premier assolutamente, Grillo e la Casaleggio e ASS. hanno respinto la sua richiesta di permettere una terza legislatura a chi non finisce la seconda, pertanto è disposto a tutto (il PD ha troppi pochi voti e non lo garantisce e poi c'è l'ostilità dei renziani) - 2) Salvini può attendere, gli conviene anche perché deve finire di svuotare F.I. - 3) Il M5S non può accettare Berlusconi ma gli basta solo farlo credere, i suoi voti saranno ben accetti. - 4) Berlusconi richiama Tajani dall'Europa, Tajani, uomo di massima fiducia di Berlusconi, lascerà solo se avrà una maggiore contropartita. - 5) Tajani sarà nominato, formalmente coordinatore di F.I in modo che i 5* trattino con lui e non con Berlusconi, anzi ci diranno anche che, grazie alla loro ferma posizione, hanno tolto di mezzo Berlusconi che però resterà dietro le quinte pur di difendere i suoi affari ben garantito da Tajani (Non so voi ma io ricordo bene Tajani, era il più ferreo sostenitore di Berlusconi, fedele da sempre e per sempre). - 6) Salvini si tirerà indietro, farà il ministro in un importante dicastero, Di Maio farà il premier, Tajani sarà anche lui un ministro importante e l'accordo è fatto. - 7) Nel frattempo si stanno spartendo, voracemente, tutte le poltrone questo perché per loro contano le idee non le poltrone.
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