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Aegon il mediocre

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Everything posted by Aegon il mediocre

  1. Oh ma che scherzi, è una comportazione terribilerrima che meriterebbe aspri provvedimenti. Altro che insulti velati ma manco tanto, spam, trollate, messaggi inutili, associazione a delinquere per appropiazione indebita di likes, tentativi di flame e sabotaggio di iniziative. Il ban è poco secondo me, qui ci sono gli estremi per la pubblica fustigazione di questi deplorevoli teppisti.
  2. Ero d'accordo con Euron. Fai un po te. Se poi il tuo "appunto" sta a dire che ero io uno degli indiziati al giochino dei likes allora stiamo freschi. Fai fai... divertiti...
  3. La faccenda è tutto qua. Dimmi se la mia frase può giustificare la tua interpretazione. Il resto è un teatrino inutile per darmi addosso, a mio modo di vedere. Mia opinione.
  4. La mio opinione negativa è appunto un'opinione, lecita. La tua era una improbabile ed errata lettura delle mie parole. Non una opinione . Se poi ritieni che io dessi like per simpatia, è una opinione lecita, ma inconsistente alla luce dei fatti. In malafede, appunto perché non supportata da evidenza ma da pregiudizio e ridicola, perché i likes a simpatia ed antipatia li abbiamo visti tutti per mesi. Occorre non essere proprio presenti sul forum per avere dubbi circa i soggetti coinvolti. Non ho voglia di star qua a pettinare le bambole, se ti ho risposto è perché mi hai messo in bocca parole non dette, adducendo una accusa. Dunque per un motivo lo avrai fatto. Sbagliare a comprendere un testo è un errore. Sottolinearlo non è un insulto secondo me. Quando ti avrei insultato? Mistero.. Francamente da un amministratore mi aspetterei maggiore serietà ed educazione.
  5. I lIke non li ho mai dati per simpatia e mi sfugge il percorso logico che ti possa aver portato ad una simile lettura delle mie parole. Ho specificato che avrei dato un like per il contenuto proprio a sottolineare la perdita di valorizzazione dei contenuti che consegue la rimozione dei likes. Con questo non metto comunque in dubbio che vi siano stati episodi che, più che likehunting, definirei like per simpatia a prescindere dal contenuto. Li abbiamo visti per molto tempo un po' in tutto il forum. E chiaramente non riguardano me (sia mai che poi si travisi). Ciò detto forse dovresti scusarti per l'aggressività e la malafede (a meno che non sia deficit di comprensione del testo) più che per il tempismo.
  6. Per esempio ora ti avrei comodamente dato un like. Un like al contenuto e non per simpatia. Dovrò abituarmi alla novità.
  7. Ho appena letto l'articolo. Moscovici dice cose ovvie, quasi banali. Le risposte di Di Maio e Salvini non entrano nel merito e si esauriscono in una alzata di voce sterile.
  8. Caro diario, negli ultimi anni, ogni volta che mi sono guardato allo specchio, non ho trovato nulla di soddisfacente, solo i riflessi della fatica e della stanchezza. Vedevo un lungo percorso intrapreso, tortuoso e accidentato, senza destinazioni nelle vicinanze, che somigliava più ad una via di fuga tra le macerie che ad una strada. Un allontanarsi dal punto di partenza, senza meta, solo un incedere continuo. Sarà che preso dalla quotidianità e dal guardare a dove metto i piedi, difficilmente distolgo l'attenzione per abbandonarmi ad una riflessione su me stesso. Sarà che in genere, guardando indietro, si tende a soffermarsi sulle sofferenze e i fallimenti, piccoli o grandi, su tutti gli imprevisti affrontati, d'altronde le gioie ed i momenti felici arrivano in punta di piedi e fanno meno rumore. E soprattutto non generano disagi che prosperano e perdurano nel presente. Sarà che con la mia immagine ho sempre avuto un pessimo rapporto. Ma diciamo pure con qualsivoglia tipo di apparenza, pure nelle interazioni, pure in quei momenti dove l'immagine può fare la differenza. Non me ne è mai fregato nulla. Il problema è che invece le apparenze contano molto, troppo, la superficialità è un'attitudine istintiva e comoda, tratto peculiare della mediocrità della società contemporanea e di tutti gli ambienti in cui mi sono imbattuto nella mia vita, tutti. Credo che possano bastare le dita di una mano per contare le volte in cui mi sono trovato davanti a persone che cercassero di grattare la patina e far emergere la sostanza, che dedicassero il minimo tempo necessario a comprendere il minimo necessario di un essere umano, prima di sparare qualsivoglia giudizio raffazzonato e prematuro. L'immagine non è faticosa invece e ti permette di proferire un fiume di chiacchiere basate sul nulla, senza aver impiegato alcuno sforzo conoscitivo e senza doverti minimamente giustificare o validare, in quanto c'è l'apparenza a darti ragione. Puoi pure dedicare tempo ed energie a qualcuno, che magari ti sorride e fa finta di darti retta, per poi tornarsene a crogiolarsi negli agi dell'immondo e frivolo pascolo della ciarlataneria da cui è venuto. In quel caso neanche l'immagine viene considerata, ci si ferma addirittura al nulla. Sicché un individuo che ha sempre curato il proprio mondo interiore, più che ciò che lo riveste, in questi tempi non se la passa bene. Nell'estrema aleatorietà che governa le vicende umane, può però accadere che oltre a spirali di eventi negativi, possano verificarsene di positivi. Ed è così che giudico oggi l'ultimo periodo trascorso. Dico oggi, perché in quel momento, non me ne sono reso conto. Preso da una rincorsa priva di certezze, verso la conclusione di un ciclo della mia vita, dove tutto sembrava poter precipitare da un momento all'altro, vanificando o sminuendo gli sforzi fatti, sono arrivato a mettere un punto fermo ed una parola conclusiva senza neanche rendermene conto, E senza gioirne. Perché tutto mi aspettavo tranne che andasse tutto bene. Tutto avrei pensato tranne il veder riconosciuto un mio merito per come lo riconoscevo io. Non mi aspettavo potesse verificarsi il miglior scenario possibile. Non mi aspettavo, arrivato a questo punto, di non deludere e non deludermi. E non me lo aspettavo perché quella condizione di tremenda e asfissiante incertezza mi vedeva complice, in quanto non ero riuscito a riconoscere determinati comportamenti e parole per quello che erano: fiducia. Una parola che non abitava da tanto il mio vocabolario. Arrivato a quel punto ci sono quasi rimasto male. Ero sorpreso. E non mi sono goduto il momento. Poi, come se non bastasse, non ho neanche avuto il tempo di formulare un pensiero che ho dovuto rispondere per tempo a tutti le occasioni che si presentavano. Stesso stupore, ancora passo passo, senza realizzare, ancora una volta, davanti ad un'altra persona con il compito di cercare di capire chi fossi e cosa valessi, mi sono visto riconoscere un altro merito, che col tempo andavo dimenticando. Stavolta non c'entrava né la preparazione, né il lavoro che si accingevano a propormi, stavolta era questione di che persona ero. Stavolta contava la sostanza, lo spessore. E come quando ti ricordi di un film o un romanzo che avevi dimenticato, allo stesso modo mi sono ricordato che al di là di tutte le parole e le vicende che avevano deteriorato la consapevolezza che detenevo, tutto ciò che avevo fatto, tutto ciò che avevo costruito stava là, che lo vedessi o meno. Evidentemente mi serviva qualcun altro che lo vedesse e mi dicesse "Oh guarda che ti sei dimenticato". Passata qualche settimana, dopo il debito riposo, trascorsa la vacanza, cambiati tempi, luoghi ed abitudini, senza che la tensione accumulata si sciogliesse minimamente, adesso eccomi qua, decongestionato. Come dicevo prima, sarà che nei ricordi vado sempre a ripescare i peggiori, come giudice di me stesso sono spietato. Ma ora, a mente fredda, recupero la consapevolezza dei miei successi, perché pure quelli stanno là se mi decido a guardarli, e mi accorgo di dove sono arrivato. Da domani cambierà tutto, domani è un'incognita. Ma una cosa resterà. La mia testardaggine nello scegliere i percorsi più difficili, nel non fuggire la fatica e la perseveranza, provando a mettermi in gioco e a camminare sull'insidiosa soglia dei miei limiti. D'altronde, se ho qualcosa, a questo lo devo. Tratto genetico familiare: non ci regala niente nessuno e a rubare non siamo bravi, neanche a derubare lo stato. Avrei potuto fare scelte differenti, optare per una maggiore tranquillità e semplicità. avrei potuto passare anni a lamentarmi di quanto fosse malato e ingrato questo mercato del lavoro, questo sistema paese, magari in parte a ragione, magari in parte realizzando dentro di me che, pur sapendolo, ci ho messo anche del mio nel realizzare questo scenario e sono stato un po' str***o pure io. Non aggiungerò questo ricordo negativo al mio lungo album personale. Caro diario, oggi mi guardavo allo specchio ed ero felice.
  9. Ci sono inchieste in corso eh. A meno che ora non voti PD anche la magistratura statunitense... Comunque come era inevitabile dalla lunghezza dei post iniziali si è passati ad una unica risposta su Putin. Prendo atto e rispondo alla domanda di Maya invitandola a leggere il mio primo post. L'ha c'è la mia risposta, ben articolata, alla domanda. Circa l'onere della prova, non mi sembra questa discussione un contesto che richieda di linkare ovvietà in materia. Già ho indicato fonti facilmente reperibili. Sono tanti e dai contenuti simili. Magari Maya invitiamo tutti ad addurre evidenza alle proprie opinioni e tesi no? Magari anche in altri topic, sarebbe divertente e costruttivo e magari non solo a me
  10. Mmmm, rispondendo alla domanda che apre il topic, da giovine di età e di testa, questo problema non mi si è posto, anzi in genere ricerco film con trame abbastanza complesse altrimenti mi annoio. Saltuariamente al cinema.
  11. La guerra civile in Siria non l'ha iniziata "l'Occidente". E l'occidente non mi pare abbia fatto granché in Siria eccetto gli USA. Emblematico l'immobilismo di Nato e Onu. Anche di fronte all'uso del Sarin. Ma come, se l'Occidente interviene in Libia al minimo pretesto è cattivo e in Siria, dove ha permesso 7 anni di guerra civile senza fate nulla di serio e corale, è cattivo lo stesso? Puoi ragionare e devi ragionare quanto vuoi, ma a meno che tu non ti trovi in Siria, delle fonti ti serviranno comunque. Sputniknews era la fonte del recente servizio circa i ribelli di cui parlavo. Non intendevo che tu lo leggessi. (E non l'ho scritto infatti) L'ONU osserva tanto e produce poco. Ma le primavere arabe sono moti interni ai paesi. Evoluzione sociopolitica interna. Come doveva intervenire? Qualunque azione sarebbe stata faziosa e criticabile. Tipo le riserve che leggo anche qua. E chi è questa "gente"? Scrive in base a quale esperienza? Che evidenza adduce? Sicuro non siano quaquaraqua la qualunque sul web? Io per esperienza personale consiglio più fonti, tante fonti, di varia provenienza origine e orientamento politico da giudicare ragionando e secondo il proprio sentito personale (anche come dicevi all'inizio). Ma più passa il tempo più vedo assottigliarsi i confini tra verità ed opinione. Già stabilire una verità oggettiva è difficile, se ci si mette anche la disinformazione abbiamo fatto tombola. Ma i commenti della gente... Per favore.... preferisco fonti autorevoli anche se non vanno più di moda. Ora va di moda il complotto dietro ogni volo di moscerino. Putin ha potere tale da indirizzare elezioni di paesi come USA e Italia. Per dirne due a caso. Scusa, ma cosa sarebbero i media mainstream? Quali Ong sono al soldo di chi? Ma quindi era di Assad 'sto gas e non l'ha usato Assad?
  12. Hai prove? Io dico che è falso ed è propaganda russa. Hai prove per smentire quello che dico? Belli miei il sarin è stato usato in città ribelli da Assad. Perché i ribelli ammazzerebbero i propri civili? Ricordo ancora che ad Idlib risiedono 2.5 milioni di profughi che scappano da Assad. Lo sanno pure i sassi. Cercare le prove è una offesa alla mia intelligenza. È pieno di video e fonti appena lo si googla. Quindi ammotora Google Euron, leggi le centinaia di fonti e poi portami evidenza contro quello che dico, ti attendo qua. L'ONU dice che è stato Assad. Operatori umanitari internazionali dicono sia stato Assad. L'ONU ha prodotto un rapporto di 200 pagine circa il contributo nord coreano alla produzione di sarin in siria. Uno dei motivi che hanno posto Kim al centro dello scacchiere americano. Anche alla vigilia dello scontro a Idlib la macchina mediatica di Putin si è messa in moto facendo vedere riprese tarocche di ribelli che mostrerebbero i russi usare il sarin. L'altra volta dopo, stavolta prima della frittata. La Buon vecchia sputniknews finanziata dal governo russo che diffonde bufale. Mettono le mani avanti...
  13. Idlib è un'ecatombe annunciata più che un successo. Ed è l'unica cosa che potevano fare senza ripercussioni. L'onu abbaia ma non fa nulla. 7 anno di guerra civile. Cosa è legale? Assad è legittimato? Perché a mio avviso gli USA occupano suolo illegalmente come la Turchia ed Israele ma anche come tutti quei soggetti stabilitisi su invito di Assad, quindi anche Russia e Iran. Ed a mio avviso ben venga l'occupazione di suolo da parte degli USA che ha permesso ai curdi di debellare lo stato Islamico da parte del suo territorio. E che evita alla gang del Sarin di sterminare civili e oppositori nel Rojava. Lo stesso per la missione UE che ha addestrato e armato i peshmerga in Iraq. Ben venga. Ha supportato l'unica istituzione che non è implosa all'avanzata dei tagliagole.
  14. Più che altro il massacro di Idlib permette ad Assad e Putin di liberare l'ultima roccaforte dei ribelli della Siria Occidentale, l'unica con sbocco diretto a mare per consentire alle forze russe di fare terra bruciata in una regione che ospita 2.5 milioni di profughi che, chissà perché, scappa dai territori rioccupati dal macellaio Assad. Servirà solo ad eliminare i ribelli riconducibili ai gruppi islamisti non allineati con lo stato islamico. Perché ad Idlib le principali forze ribelli residue sono filoturche e non avranno problemi a sconfinare nella contea di Afrin occupata (perché Sì ) da Erdogan. Al momento Assad ed i suoi alleati ( Russia e Iran senza i quali se lo saremmo tolto dai piedi da un pezzo) dialogano solo con la Turchia Peccato che vi sono i ribelli filogiordani al confine con la Giordania che sono supportati da una base USA. Resta ancora parte del territorio controllato da Daesh ma Assad delega ad altri di combatterli. E soprattutto un terzo della Siria è territorio dell'attuale Rojava curdo, ospitante basi operative USA. Pur facendo finta che non esista, la combriccola del Sarin dovrà fare i conti con gli USA per chiudere la faccenda, i quali possono permettersi di aspettare e rafforzarsi nella regione (cosa che stanno facendo). Inoltre lo YPG armato dagli americani dubito si arrenderà al macellaio siriano. Ed anche se Trump pugnalasse alle spalle i curdi dopo avergli fatto fare il lavoro sporco in Siria, lo YPG è supportato dal PKK. Ed infine il kurdistan iraqeno è oggetto di una missione europea che al momento stiamo proprio comandando noi. I peshmerga iraqeni che hanno fermato Daesh in iraq sono competenza europea e seppure non amicissimi dello YPG dubito che resteranno a guardarli crepare sotto le bombe russe. Io la fine della guerra non la vedo. Vedo solo un gran macello.
  15. L’invidia è un cancro che rovina qualsiasi corpo in poco tempo. E il pettegolezzo ne è il mezzo e l’arma. Papa Francesco.
  16. L'ultima piacevole scoperta in questa epoca di disagio diffuso. "Vorrei essere te Così poi m'ammazzerei"
  17. "A noi la qualità c'ha rotto il ca**o...Viva la me**a!" René Ferretti (Boris) https://youtu.be/96x2pjWoTCY
  18. Ma a questo punto spero nel 2020, cifra tonda, bel numero da leggere e suona meglio del 2019, tanto ormai anno più anno meno... Comunque non mi fido più degli articoli dei vari siterelli che campano di inserzioni pubblicitarie diffondendo specchietti per le fanlodole presso i poveri mesti lettori. Martin (in una intervista linkata anche su questo forum) dice che l'annuncio della pubblicazione risuonerà in modo che non ce lo perderemo. Quindi anima in pace, attendiamo e speriamo. Come sempre.
  19. "Se al Nord c'è la cassa integrazione, al Sud ci deve essere la pensione di invalidità" Con questa provocatoria osservazione, nel 1984, Ciriaco De Mita si esprimeva circa l'intervento statale nella questione meridionale. (Ed il signore aveva allora vasta esperienza della macchina statale, degli interventi a favore del meridione e di sistema clientelare.) Analizzando questa frase ad effetto si osserva una dicotomia che consente di evidenziare rapidamente il divario che nell'opinione pubblica separa le due aree geografiche. Cassa integrazione: Ad un territorio viene attribuito un ammortizzatore sociale atto a tutelare le retribuzioni dei lavoratori ed i posti di lavoro in situazioni di sofferenza aziendale. I presupposti sono: esistenza di posti di lavoro, volontà di mantenere la continuità aziendale, intervento statale coerente e trasparente. Pensione di invalidità: All'altro viene ricondotto uno strumento assistenzialista del perimetro della previdenza, istituito per garantire il sostentamento di una particolare categoria. I presupposti sono: esborso da parte della fiscalità collettiva, sostegno alla sopravvivenza individuale e alla domanda da consumo interno, impiego di uno strumento mirato in sostituzione di misure generali contro la povertà inefficienti. Da un lato si ha la lubrificazione di un meccanismo in grado di camminare sulle proprie gambe, dall'alto il tentativo di rattoppare un barcone in perenne affanno con sistemi piuttosto "punk" e al limite (spesso varcato) della legalità , laddove le misure strutturali ed i progetti di lungo termine hanno sistematicamente prodotto risultati insufficienti. Si parla di questione meridionale fin dall'unità d'Italia e la rincorsa del Sud al livello di sviluppo del Nord, che non è mai cessata, era un tratto del raggiungimento dell'unità nazionale. Da allora ad oggi si sono susseguiti provvedimenti, investimenti, ministeri e commissioni ad hoc, ma sembra che il traguardo sia ancora lontano. 30 anni dopo la frase di De Mita, Carlo Cottarelli segnalava al governo Renzi che le pensioni di accompagnamento in alcune regioni meridionali erano erogate ad una percentuale di persone abbondantemente sopra la media nazionale. Percentuali dovute principalmente ad un maggiore tasso di non autosufficienza, solito presentarsi in aree a minore grado di istruzione e di sviluppo economico. Lo stesso Cottarelli segnalava inoltre che il fenomeno è associato al distorto uso delle prestazioni di invalidità civile che viene fatto al Sud, in veste di ammortizzatore sociale, in alternativa ad efficaci politiche di contrasto della povertà. Il centro studi Itinerari Previdenziali, nel suo report per il bilancio del sistema previdenziale del 2016 (il più recente disponibile), fornisce, tra le altre cose, dati circa le prestazioni di invalidità civile (pensione e accompagnamento). Il 52% delle prestazioni è destinato al meridione, il 18% al centro, il 30% al Nord. Considerando la popolazione delle tre aree il dato è più informativo: al Nord è erogata una prestazione ogni 100 abitanti, al Centro 1 ogni 69,7 e al Sud una ogni 43 persone. Nello stesso rapporto è possibile vedere che alcune casse previdenziali non sono solite fornire dati, tipo quella dei deputati, dei senatori etc.. e tipo quella dei dipendenti della Regione Sicilia. Leggendo questa cosa, personalmente non trovo nulla di male, ma percepisco quel retrogusto di opacità e scarsa trasparenza che mi richiama alla mente i vari scandali per forestali, falsi invalidi, doppie triple indennità, insomma tutto quel circo che ha consentito ai media di alimentare l'immagine di un Meridione piuttosto ballerino e furbettino nei confronti delle casse della cosa pubblica. Non ne voglio parlare sennò finisco il post tra un mese, ma facciamo che ci siamo capiti. Dal Rapporto annuale 2018 dell'ISTAT circa l'anno precedente si evince che il tasso di disoccupazione al Sud (19,4%) è il triplo di quello del Nord (6,4%) e circa il doppio di quello del centro (10%). L'occupazione si è attestata al 66,7% al Nord, al 62,8% nel centro, al 44% al Sud. Anche nell'uscita dalla crisi si notano due velocità differenti. Mentre Centro e Nord raggiungono e superano i livelli di occupazione del 2008, il Sud resta indietro del -4,8%, pur vedendo crescere il proprio PIL (discorso disuguaglianze e distribuzione reddito, sorvolo). Mentre al Nord la quota di valore aggiunto realizzata nell'industria è pressoché al livello di quello della Germania (25,7%), al Sud sta al 12%. Viceversa il 29 % del valore aggiunto meridionale proviene da settori non di mercato (difesa, istruzione, sanità, pubblica amministrazione), mentre al Nord è il 16 %. In pratica il Sud lavora molto per lo Stato, o ribaltando la prospettiva è lo Stato che dà parecchio da lavorare al Sud. Tipo sul sito del Ministero della difesa leggo ora che il 71% del personale dell'esercito italiano proviene da Meridione ed Isole. Senza contare l'asimmetria della qualità dei servizi, a partire dalla sanità (mi ricordo del caso emblematico di un oncologo del Pascale di Napoli fattosi operare a Milano per un tumore alla prostata). Un altro dato interessante in cui mi sono imbattuto è che chi nasce in Calabria o Sicilia ad esempio ha una prospettiva di vita fino a 4 anni inferiore rispetto a chi nasce a Nord. Dati e spunti per andare a parare nell'inizio di questo topic. Visto che potrebbe avere confini molto larghi, cerco di restringerli adducendo qualche quesito indicativo. So bene che toccherebbe partire dal Regno delle due Sicilie, ma proviamo a restare il più possibile vicini al presente o comunque agli ultimi decenni Ad oggi: Quali ritenete essere i motivi che non hanno ancora permesso al Sud di uniformarsi al Centro-Nord (includo il centro per abbassare l'asticella) in termini di sviluppo, servizi e prospettive per i propri abitanti? Cosa pensate dell'intervento statale teso a colmare il gap? Necessario o ininfluente? Sincero o propagandistico? Troppo o poco? (piani di sviluppo, incentivi, investimenti, opere, peso della pubblica amministrazione etc...) Vi è una matrice culturale che ancora oggi separa Nord e Sud? Quali ritenete siano i punti su cui fare leva? (economici, sociali, enti locali, governo centrale...) Ovviamente non propongo un questionario, ma solo spunti di riflessione.
  20. L'ho esattamente vista laddove dici che non può esserci un dialogo tra le parti, sbagliando, perché non avevo capito che un discorso di più ampio respiro all'improvviso fosse diventato esclusivamente incentrato sulla valenza empirica dei vaccini. (Vista l'enfasi con cui hai ribadito che ti riferivi solo a quello). Perché fondamentalmente non avevo capito che l'ingresso di lord Beric in discussione prevedesse il Bericentrismo del ragionamento nonostante l'intervento fosse per l'appunto collocato in un contesto più esteso successivamente a post non escludenti la componente "politica"e "sociale" della questione. Forse ora è più chiaro il corto circuito che si è innescato nella discussione rendendola a mio avviso inutilmente faticosa.
  21. @Lord Beric il tuo recap è preciso ma aggiungerei qualcosina per non fraintenderci. Io ho scritto prima di te nel dibattito di questi giorni e non mi limitavo alla alla valenza scientifica della questione. Dunque dopo averti letto ho continuato a non limitare il discorso. Vedendo la tua chiusura al dialogo con i no vax ho espresso la mia critica a questo. Circa i vaccini pensiamo la stessa cosa. Per il resto, visto che hai ribadito più volte che il tuo discorso non si estendeva al piano politico mi fermo qua. Poi in generale ribadisco l'esigenza di dialogo (che Sì è anche opera di convincimento ma non solo) con i "presunti tuttologi" ed "ignoranti", perché l'alternativa del muro contro muro è sterile e soprattutto inutile se al governo vi sono rappresentanti no vax. Dunque esigenza di maggiore esplicitazione da parte degli addetti ai lavori. D'altronde chiunque operi in ambiti tecnici sa che occorre la soft skill di farsi comprendere da chi non ha le opportune conoscenze.
  22. Ha senso nel momento in cui il topic tratta una misura attuata da politici circa una materia di ambito scientifico. Ha senso nel momento in cui quell'esempio l'ho tirato fuori io e non era circoscritto alla mera natura scientifica. Ha senso nel momento in cui "vaccini Sì o no" è per te una scelta puramente razionale e per altri non lo è. Boh forse ho inteso male il topic o forse ci vorrebbero 15 topic per scindere il discorso come stai facendo. Così dal costruttivo si passa alla retorica
  23. Che forse è un modo più efficace di dire quello che intendevo io. I tempi sono cambiati. Non si può da una parte cercare la responsabilizzazione delle persone e dall'altro imporre una misura dicendo "capre fate così perché lo dice la scienza". Se funzionasse ancora non saremmo a questo punto nel bene e nel male a tratti malissimo. Occorre la comunicazione. Non è che la divulgazione scientifica me la sto inventando ora. Non è che le campagne di sensibilizzazione me le sto sognando. Ci vuole poco a capire che il centralino (seppur rivanno di moda gli anni 80) una madre non se lo fila, perché sinonimo di vecchiume in confronto alle mirabolanti opportunità del webbb. E so benissimo che non la dovrei citare perché i vaccini dovrebbero essere razionalmente accettati. Ma la realtà è questa ahimè. L'alternativa è il vuoto esercizio di ribadire una posizione, perfettamente condotto in questo topic e causa della miopia della parte che avrebbe comodamente ragione nel ridicolo dibattito vax no vax. Esatto. Vedi, quanto ci vuole poco ad instaurare un dialogo. Con un poco di pazienza e tranquillità sono riuscito a farti capire un piccolo concetto. Immagina il meccanismo perpetuato da chi maneggia le nostre vite e ci siamo capiti definitivamente. Aspetta un attimo... La comunità medica è unanime nel dire che il fumo fa male e non si dovrebbe fumare. La logica conseguenza sarebbe vietare il fumo. Non trovi che il mero divieto di fumo nel locali pubblici sia già di suo un compromesso? E nelle case? E per strada? Eppure per citare un giusto parametro di valutazione impiegato nel topic, il costo del fumo per il sistema sanitario nazionale è estremamente elevato.
  24. Fondamentalmente condivido quello che dici @Lady Monica . Anche nella mia famiglia nessuno si è mai sognato di far le pulci ad un medico. Vi era più rispetto per i professionisti. Però devo dire che a differenza di quando ero piccolo, ora trovo medici di base meno "volenterosi" che ti rifilano subito agli specialisti e prima non accadeva. Un medico in un paese ad esempio era un riferimento ed era un mestiere assai sacrificato. Prima non vi era neanche internet o internet così diffuso. Nessuno si improvvisava medico. Prima non c'era risentimento verso la cultura così sfacciato . Prima i politici guidavano e indirizzavano, ora cavalcano gli umori del momento. Ma il problema è ora. Ora che si fa? Obbligo forzoso e via? Peccato che al governo ci sia una forza che attinge dal bacino dei no vax. La mia opinione è semplice e penso si sia capita. Probabilmente non vi tornerò sopra. Visti i problemi di oggi, non basta e forse non è possibile totalmente una imposizione dall'alto. Occorre dialogo e soprattutto trovare un linguaggio e un modo di informare e alfabetizzare le persone. Altrimenti, la strada imboccata non porta ad una soluzione. Siamo un paese cattolico (ahimè) mi aspetterei maggiore spirito missionario da una collettività che si infiamma facile solo per crocefissi e presunta invasione islamica. Tutti sti cristiani Dove stanno? Forza, porgete l'altra guancia ai Novax, comprendente e amate i Novax
  25. Anche io evidentemente non mi sono espresso bene. La base da cui scaturisce il dibattito tra no vax e pro vax deriva da una asimmetria informativa delle parti. È palese che attingendo dalla letteratura scientifica si arrivi ad una consapevolezza in materia. Ma il problema è proprio quello. Non tutti vogliono o sono in grado di farlo, quindi sentendo parlare di obblighi, imposizioni e quant'altro, abboccano alle ciarlatanerie offerte qua e là. Poi sta gente vota ed ovviamente vi sarà adeguata offerta politica. La posizione di Beric per me non porta a nulla, non è costruttiva, ribadisce lo stato dell'arte in materia ma non contribuisce a sanare il problema principale: appunto l'asimmetrica informativa. Quando nel dopoguerra ci si è trovati un popolo di analfabeti da inquadrare in una società moderna, da quel che so, non si è agito accusando di ignoranza gli analfabeti ma istruendoli (pure con la grammatica pertelevisione). Attualmente sento parlare di programmi gratuiti per l'alfabetizzazione finanziaria, per l'inglese e l'informatica che passano per le scuole, per il volontariato, per tutte le età. Se siamo analfabeti dal punto di vista sanitario occorrerà intervenire (non diventare medici ma apprendere l'abc) perché ormai il mondo è questo: ognuno piglia e si informa ma non si è globalmente in grado di discernere tra la bontà delle fonti. Abbiamo mezzi ma non li sappiamo usare. Per combattere il fumo sono state poste sanzioni e si è sensibilizzata l'opinione. Non si è andati in giro a dare del vandalo e della capra ai fumatori. Della serie "non può esserci mediazione che tenga, un dibatto coi fumatori". So bene che non sono esempi calzanti con l'impatto e la rilevanza dei vaccini, ma a maggior ragione, nella società dell'informazione, dove le informazioni sono ormai bene economico da sfruttare, oltre che a livello istituzionale, ci vorrebbe la pazienza e la buona volontà di singoli e associazioni di dibattere (non alla pari ) scendendo al livello (perché così qua state inquadrano la situazione) di quelle persone (nel vostro linguaggio ignoranti) che sono contrari all'obbligo vaccinale. Ciò serve sia a costruire un dibattito sia a raggiungere l'obiettivo sanitario. Secondo me un atteggiamento meno snob e più didattico-crocerossino (umile) sarebbe più efficace. P.s. Io sento e leggo sfrondoni di natura scientifica spesso e volentieri, ma spesso si tratta di materie complesse, da addetti ai lavori. Non attacco verbalmente i presunti ignoranti ma provo a dialogare, a far capire. Magari sono fesso io e dovrei invece prendere a manualate e articolate in faccia chiunque sostenga posizioni non supportate empiricamente o statisticamente. Che poi quanto piace sta parola ultimamente "statisticamente". Ma pure la statistica è un insieme di strumenti da impiegare opportunamente e con margine d'errore, i cui risultati sono da interpretare e spesso con valenza probabilistica. Ma lasciamo stare, che poi divento nazistatistico e inizio a titinnare come una campana (di gauss) PS bis. Temo che forse trattare sui vaccini sarà necessario per quanto deprecabile. Ci sono tanti campi scientifici politicizzati che prevedono un progresso azzoppato. Oltre ai virus uccidono molte altre cose. Anche sul risultato pratico tangibile temo che l'intransigenza che anche io, oltre Beric, auspico sia impraticabile.
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