Smilla

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    confratello
  1. Io penso che Jaime sia terribilmente arrabbiato con il mondo, ed è questo a fargli mancare l'umiltà che si associa ad un percorso di redenzione. Arrabbiato con suo padre, con quello che deve fare, con la gente che pretende di sapere tutto di lui e lo schernisce per una delle poche cose buone che ha fatto mentre ignora quelle che veramente lui stesso risente di aver compiuto. A questo si aggiunge il fatto che Jaime è una persona estremamente pragmatica, capace e pratica, questo unito al fatto che è un soldato, fa sì che sia capace di gesti che lui giustifica/sa essere "l'opzione meno peggio" ma che se non fossimo nella sua testa e vedessimo la situazione dall'esterno vedremmo solo la crudeltà dell'azione in sé. Come quando minaccia di catapultare il figlio di Edmure. Io penso che alla fine si arriverà a un momento in cui Jaime sarà costretto a confrontarsi con la peggiore cosa che abbia mai fatto, buttare Bran già dalla torre, e lì la sua storia arriverà alla conclusione.
  2. Al liceo ci davano una lista lunghissima di letture da cui scegliere le - mi pare - 3 letture dell'estate. Poi è cambiata prof e non sempre abbiamo avuto questa modalità, ma sempre un'ampia scelta. E almeno un anno un libro era a piacere, me lo ricordo bene perché poi dovevamo fare un riassunto e presentarlo alla classe, scelsi Dracula di Bram Stoker (un po' a caso in realtà, leggevo tantissimo ai tempi ed era quello che mi sembrava più adatto al momento). Ricordo di aver letto diverse cose di Calvino (bello!), qualcosa di Pirandello (uno nessuno e centomila, non ricordo se altri), La coscienza di Zeno (mai finito, non mi piacque per niente). L'idea della lista la trovo bella, e penso sia un'ottima cosa dare una lista molto ampia ai ragazzi da cui poter scegliere quello che si preferisce, magari presentando anche un po' i libri in classe (la mia prof l'aveva fatto), di modo anche da far conoscere opere che altrimenti uno non si andrebbe a cercare da solo. Però non penso che imporre delle letture abbia mai funzionato granché per invitare i ragazzi al piacere della lettura (oggi poi, Wikipedia e sai la trama, è impossibile verificare chi ha letto e chi no), e il sistema lista di fatto aiuta chi già è un buon lettore.
  3. Qualcuno sta guardando la nuova Twin Peaks? Arrivata all'episodio 8, devo ancora capire se mi stia piacendo o no
  4. Da piccola mi colpì moltissimo come personaggio, affascinante e spietata. Io direi che è cattiva-cattiva, in un certo senso, ma essendo anche un personaggio a tutto tondo se ne capiscono i dolori e le motivazioni, ed è più facile simpatizzare almeno un po'. Mi viene in mente Saruman, che è un cattivo interessante secondo me, perché è uno inizialmente buono che parte con l'idea di usare il potere contro il potere, il male contro un male più grande, di poter sconfiggere Sauron con le sue stesse armi, e ci rimane invischiato e corrotto nonché fregato a sua volta. Mi è capitato di rileggere da poco Il libro della giungla, e mi sono resa conto che l'idea che mi ero fatta di Shere Khan da piccola - la tigre spaventosa, cattiva, sleale e vendicativa - nella rilettura più matura è molto diversa. Di Shere Kahn sappiamo che caccia l'uomo, e non rispetta la legge della giungla, perché tutti sanno che a cacciare l'uomo si va in contro a grossi guai. Ma se lo fa è perché è zoppo dalla nascita, e altre prede non riesce a prenderle. Shere Kahn soffre, è questo a renderlo così cattivo. L'uomo in nero/Walter de "La torre nera". Non so bene cosa scrivere, nel senso che è un personaggio di cui si sa pochissimo, e il motivo per cui mi è rimasto impresso è più dovuto alla forza di certe scene che lo vedono protagonista che non a un suo approfondimento come personaggio; quando compare non è per forza pericoloso di per sé, a un certo punto . Fa paura perché è sempre un passo avanti, ed è sempre pronto a ridere delle disgrazie altrui, a portare discordia; è il tizio che se ti trova appeso a un cornicione invece che darti una mano si mette a schiacciarti le dita con la suola delle scarpe per puro divertimento.
  5. Ho visto the OA con mia mamma, che ha lavorato molti anni come insegnante in un istituto per ciechi. Le cose che riesce a fare Prairie, soprattutto all'inizio, sono improbabili per una persona non vedente. Da parte mia, ho trovato poco credibile anche e i russi stereotipati . E così via... Io vidi la prima puntata tempo fa e non mi aveva preso, magari se ho un po' di tempo gli potrei dare una seconda chance.
  6. Tremendo così. Mi hai messo la pulce nell'orecchio.
  7. La penso come Metamorfo. Tempo fa all'università ci fecero vedere un grafico del rapporto PIL/aspettativa di vita. Ora, su un campione così grande l'aspettativa di vita è un buon indice della qualità della vita, e l'aspettativa di vita a Cuba era leggermente sopra a quella degli USA pur con un PIL veramente molto più basso.
  8. Bellissima la 1 x 07. Anche la recitazione, da parte di tutti, straordinaria. Soprattutto: Sulla teoria dell'identità dell'uomo in nero:
  9. Trump ha parlato a un'America che si sentiva dimenticata. Clinton era percepita già da prima come corrotta e rappresentante dei ricchi; si è proposta come rappresentante delle minoranze e delle donne, mentre Trump è riuscito a essere il rappresentante di una classe sociale che si sente lasciata da parte. Di fatti è riuscito ad avere più voti da parte di neri, ispanici e donne rispetto ai tuoi predecessori repubblicani http://www.bbc.com/news/election-us-2016-37922587.
  10. Ho letto l'inizio della discussione nell'altro topic. Secondo me quello che manca prima di tutto è una educazione delle masse alla democrazia. Voglio dire, non è che per vivere in una democrazia (governo del popolo) basta andare a votare. E tutto sommato non credo che il ruolo del Cittadino, con la C maiuscola, si esaurisca nel momento in cui vota in modo più o meno informato. Essere Cittadini significa prendersi cura del luogo in cui si vive. Capire che gli spazi pubblici sono di tutti, anche i nostri, e che è nostro dovere aiutare i nostri rappresentati a svolgere il loro lavoro nel migliore dei modi. Significa partecipazione e fatica, perché i tempi della democrazia sono lunghi, i dibattiti stancanti, perché mettere d'accordo tutti richiede tempo. Significa che se vedo il parco dove giocano i miei figli pieno di cartacce e siringhe non mi metto a scrivere "E Renzie ke fa" ma inizio a telefonare a chi se ne dovrebbe occupare. Suono il campanello ai vicini e ne parlo con loro. Prendo contatti con chi sporca in primo luogo. Che magari c'è chi si viene drogare e lascia la siringa ma c'è anche che i miei figli non li ho educati bene e la maggior parte delle schifezze la lasciano proprio loro. Significa anche che nessuno è un tuttologo, ma che ognuno di noi può occuparsi di qualcosa per migliorare l'ambiente in cui vive. Partendo dal condominio, dal quartiere, dalla città. Dal basso. Alla fine votare per chi ci rappresenta a livello nazionale è solo la punta dell'iceberg. Arrabbiarsi con chi ci governa senza agire a nessun livello per vivere la democrazia partecipandone attivamente è una mentalità da sudditi. Anche io punterei di più sulla scuola. Ma credo che non basti insegnargli la costituzione e in generale la cultura civica. Si dovrebbero fare dei laboratori di democrazia. Una parte del bilancio della scuola (anche piccola) gestito dai ragazzi. Magari da ogni classe. Gestire un minimo di soldi in modo democratico in una ventina di persone è fattibile, ma è un'esperienza che pochi hanno fatto. Che ci compriamo? Una volta al mese merenda gratis per tutti? Un orologio da appendere al muro? E farei lo stesso a livello cittadino. Associazioni di cittadini che gestiscono parte del bilancio. Sono d'accordo con Sir Balon Swan sulla faccendo nel voto pesato. Tra l'altro, penso che quando ci si trova con due candidati come Trump e Hillary qualcosa sia fallito prima, al di là di chi ha vinto che chi ha perso.
  11. Quale intuizione? L'ultimo episodio mi ha messo un sacco di dubbi
  12. Vista oggi la quarta puntata. Sempre meglio! Mi è piaciuto moltissimo il dialogo tra Therese e Ford al ristorante, dove Ford spiega davvero cosa pensa e il potere che esercita sul parco. A Ford importa poco dei visitatori, lui vuole essere Dio nel suo mondo, arrivando al punto di creare una religione per i nativi in cui i tecnici sono figure angeliche/divine. Bella l'idea della memoria come base per lo sviluppo della coscienza e tutta la storia di Maeve, la scena in cui ritrova i disegni soprattutto. Altra cosa apprezzatissima sono tutte le citazioni a "La Torre Nera" di Stephen King: le statuette di legno dell'orso e della tartaruga, il personaggio dell'Uomo in Nero e l'ultimo a cui non avevo pensato ma ho trovato su Reddit, cioè l'anagramma di Arnold = Roland. L'idea che mi sono fatta è che Arnold volesse rendere le sue creature libere, dargli il libero arbitrio. Ford invece vuole giocare al Dio onnipotente e vuole l'esatto opposto. Bernard è affascinato da quello che sta succedendo, e in questo quadro è una mina vagante - chissà cosa combinerà andando avanti. Penso che Ford abbia un piano di distruzione in mente, un diluvio universale in cui salverà solo i meritevoli. Arnold invece sembra aver nascosto una via di fuga per i robot da qualche parte e al momento abbiamo 2 concorrenti per chi la trova per primo: L'Uomo in Nero, che sembra animato da pura curiosità (è l'ultimo pezzo di parco che non ha finito di esplorare) ed è pienamente convinto che i robot siano solo ferraglia. Infatti non si fa problemi a fare stragi per forzare le tappe del gioco e sbrigarsi ad arrivare in fondo, perché ha già visto tutto. Wiliam, che potrebbe arrivare alla stessa destinazione insieme a Dolores e a Logan. Tra l'altro mi viene il dubbio che Logan sia il membro del consiglio inviato a indagare sul parco cui fa riferimento Ford nella conversazione con Theresa.
  13. Avevo 6 anni. Stavo in camera mia, a un certo punto ho sentito le esclamazioni dei miei genitori e sono andata in soggiorno. In TV c'era il video delle torri che cadevano. Lì per lì mi sembrava un film, anche se era il tg, e la prima impressione è stata che fossero effetti speciali. Poi mi hanno spiegato. Ricordo che non sapevo nemmeno che esistessero le torri gemelle, e il clima di paura generale nei giorni successivi. A 6 anni l'America mi sembrava lontanissima, non capivo la preoccupazione degli adulti.
  14. Io sono bloccata a metà del settimo libro. Ci sono storyline che mi prendono tantissimo e che leggo velocemente (il secondo libro, i lupi della Calla per dirne un paio) ad altre che trovo meno interessanti e che mi portano a rallentare il ritmo di lettura tantissimo (tutto il flashback di Roland e compari ragazzini ci ho messo mesi a leggerlo).
  15. Qui la vediamo in modo diversa mi sa. Per me, l'ondata di terrorismo che ci sta colpendo ha come registi occulti le monarchie sunnite, che lo usano per destabilizzare l'area e dar fastidio ai loro avversari sciiti. La Siria è l'esempio estremo. Se veramente questi regimi erano così oppressivi e mal visti dalla popolazione, mi sorprende che in tanti anni nessuno in Libia, Iraq o Siria si fosse mai lamentato. Perché le rivolte non erano all'ordine del giorno? Le primavere arabe non sono state una combustione spontanea, ma un incendio appiccato da piromani esterni Credo anche io ci siano "registi occulti" o comunque finanziatori che hanno nel loro interesse la destabilizzazione dell'area. Però una popolazione armata, vessata da scontri interni (che magari finché reggeva il regime stavano anche benino, almeno alcuni, non ho idea, ma in Iraq è dal 2003 che c'è una guerra civile e il regime è caduto) è facile da sfruttare e indottrinare per interessi vari.