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The Right Hand of Jaime

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About The Right Hand of Jaime

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  1. Ahimè, potrebbe essere letteralmente "portatore" di luce, ovvero potrebbe essere colui che fornisce la spada ad Azor Ahai, e questo significherebbe il sacrificio della propria vita, per il bene comune, una doppia beffa per Jaime che a Kings Landing perse l'onore per salvare gli abitanti della città e ora potrebbe perdere la vita per salvare gli abitanti del regno, con l'aggravante che il merito poi sarebbe del novello Azor Ahai
  2. Totalmente d'accordo, e penso che avverrà prima della "Battaglia dell'Alba" , ed anche se non so come otterrà in poco tempo la fiducia dei confratelli guardiani della notte , penso che Jaime riuscirà a scrivere negli annali dei guardiani della notte , ciò che non è riuscito trascrivere nel libro bianco della Guardia Reale. Paradossalmente la nomea di Sterminatore di re che tanto infamante risulta per un membro della Guardia Reale, potrebbe essere un nome da leggenda tra i guardiani della notte e non , se il Re in questione fosse il Re della notte. Jaime poi ha potenzialmente due Nissa Nissa a disposizione per forgiare la propria "Portatrice di luce" , ovvero Brienne e Cersei, con la prima maggiormente candidata al sacrificio per due motivi, l'ormai disaffezione verso la sorella , visto i conclamati tradimenti, e la spada Giuramento, nome che ha un alto valore anche tra i guardiani della notte. Se poi metti che Jaime, è stato nominato cavaliere da Ser Arthur Dayne, conosciuto come la Spada dell'Alba, risulta lampante come sia scritto nel destino una sua partecipazione alla battaglia contro gli estranei
  3. Pienamente d'accordo, che dietro i passeri ci sia lo zampino di Varys e che siano un mezzo per destabilizzare definitivamente la reggenza di Cersei: 1) Martin non ha mai lasciato nulla al caso e sui "Nickname" ha costruito un percorso riccamente evocativo. personaggi, casate, compagnie militari, organizzazioni segrete e così via, sono state associate ad animali, la cui estetica o il comportamento riconducono al soggetto a cui è stato affibbiato: l'orgoglio Lannister alla fierezza del leone, l'essere schivo del lupo alla riservatezza degli Stark, potrei continuare all'infinito. Varys oltre ad essere definito Ragno tessitore, ha a disposizioni come spie gli "uccelletti", i Little Bird nella versione originale, definiti così per il loro "cinguettare" alle orecchie dell'eunuco. Mentre scrivo, rifletto su una cosa, ad oggi al quinto libro è visibile la grande tela del ragno tessitore? Concludo questo primo punto con una osservazione : I passeri sonno uccelletti un po più grandi ;) 2) I primi passeri compaiono cronologicamente (nei libri) immediatamente dopo la scomparsa di Varys 3) Varys ricompare alla fine di ADWD per eliminare chi voleva e/o poteva riportare a più miti consigli Cersei. Non essendosi a quanto pare allontanato da Approdo del Re, veramente vogliamo credere che sia stato con le mani in mano? Gli uccelletti utilizzati da Qyburn in questo frangente di tempo, a chi erano fedeli?
  4. Sono in parte d'accordo con questo concetto, che potrebbe addirittura portare Jon ad empatizzare con il re della notte. Dalla serie Tv sappiamo come sono stati creati gli estranei, ovvero dal sacrificio umano dei figli della foresta per un bene superiore, cosa c'è di diverso dal presunto assassinio di Jon? Gli stessi guardiani della notte specificano che è per la confraternita mentre affondano il coltello. Tutto dipende comunque dai modi e dai tempi che necessiteranno per riportarlo in vita. Qui ahimè i dubbi si moltiplicano anziché diradarsi, essendo che da ora in avanti ragioneremo nel campo delle ipotesi Ipotesi 1: Jon in attesa di "sviluppi" si Warghizza in spettro. In questo caso sarà determinante il fattore tempo, maggiore sarà il suo sostare all'interno di spettro, maggiore sarà la possibilità di un suo risveglio più selvaggio. Tra gli antenati degli Stark non a caso c'è un certo Theon Stark denominato appunto "Lupo Famelico" , il cui carattere era ben lontano dall'essere di buona indole. Ipotesi 2: Jon viene riportato in vita dopo il sacrificio di SANGUE di Shireen Baratheon C'è potere nel sangue di Re, ma se in questo caso ci fosse anche malattia? La principessa Shireen è l'unica che è riuscita a sconfiggere il morbo grigio o per essere più corretto a fermarlo. Il morbo grigio altro non è che la maledizione di Garin allo stropotere Valyriano ( altro parallelismo, sempre seguendo l'ipotesi della serie tv, alla creazione degli estranei). Secondo voi c'è una remota possibilità che Jon al suo ritorno , vista la sua discendenza Valyriana, possa risvegliare in se il morbo grigio? Lo trovate plausibile uno scontro Estranei - Uomini di Pietra (Maledizione del ghiaccio contro maledizione del fuoco)? Questa ipotesi tra l'altro colliderebbe con il finale dolce amaro pre annunciato da Martin, Jon potrebbe rifiutare le cure (vedi Sam nella serie Tv), realizzando che l'unico modo sicuro di affrontare un estraneo sarebbe da "Uomo di pietra"
  5. Che sia inutile è assodato, ma Melissandre non sa che Jeyene non ha sangue blu, perchè la ritiene Arya, altrimenti non trovo logico ai fini della storia, come ne Jeyene ne Theon abbiano smascherato l'inganno dei Bolton/Lannister. CUT.
  6. Attenzione, potrebbe anche non aver risposto "onestamentne", Joanna , la madre di Tyrion era comunque una Lannister
  7. Se Arya/Jeyne arriva alla Barriera, mi chiedo, una volta morto Jon, chi potrebbe fermare Melisandre nel sacrificare Arya/Jeyne al rogo, per resuscitare lo stesso Jon, per lei ormai l'unico e vero Hazor Ahai? E una volta resuscitato Jon come reagirebbe?
  8. Perchè penso che sia diventato un po come Hodor la parte che noi definiamo lobomotizata e priva di sentimenti vive nel presente, mentre quella umana viaggia, se così si può dire, nel tempo e anzichè dire Hodor dice cra. Magari aver Wargato dal passato Hodor ha portato a queste conseguenze. Quindi interpreto il gracchiare dei corvi come un intervento di Bran , come quelllo che provò a torre della Gioia, bloccando quasi suo padre Ned
  9. Mi sa invece che ha il terzo occhio puntato a Grande Inverno. Mi spiego meglio. Durante la reunion dei tre Stark, precisamente quando Arya , Sansa e Bran sono nel cortile e vengono osservati da Ditocorto in maniera losca, in sottofondo si sente il gracchiare di un corvo, il gracchiare è identico a quello del corvo a tre occhi quando "entrava" nei sogni di Bran nelle prime stagioni , prima che lui arrivasse alla caverna. Ho aspettato la versione trasmessa sella sesta puntata e in maniera veloce ho rivisto gli spezzoni di Grande Inverno di questa stagione. Ed anche se può sembrare assurdo, ho notato che nei punti in cui è ha rischio l'armonia degli Stark o si vede Ditocorto complottare, si ripete il suono del gracchiare del corvo (alcuni sono veramente impercettibili ed udibili solo tramite cuffia) . Secondo voi, possono essere interventi di Bran dal futuro? La cosa può risultare inquietante perché l'ultimo gracchiare del corvo è quando Arya prende la daga, prima di porgerla a Sansa.
  10. Stessa reazione di Jon dopo la morte di Rikon alla battaglia dei bastardi, in fondo sia Viserion che Rikon sono entrambi suoi cugini
  11. “Naturalmente, divenne ben presto evidente per me che egli non aveva alcun talento straordinario. È riuscito ad uscire da tante situazioni difficili per una semplice combinazione di assoluta fortuna e aiuto di amici di maggior talento” Severus Piton, “Spinner’s End” Il principe Mezzo Sangue JON SNOW E I DONI DELLA MORTE Sorprendente la HBO, ha spiazzato veramente tutti in queste due ultime stagioni, facendoci credere che in realtà Jon Snow sia un Targaryen, ed invece è Harry Potter. D’altronde il giudizio trascritto sopra, dove il mitico Severus descrive il giovane maghetto, può essere, senza alcun sforzo, accostato a Jon Snow. Già dalla fine della sesta e per tutta la settima, molti indizi sono stati disseminati, le visioni di Bran della Torre della Gioia, e il documento dell’annullamento su tutti, vanno ad indicare che Jon sia “il prescelto” a sedere sul trono di spade. A prendere il ruolo di Hermione, nella sesta stagione era stata Sansa , salvandolo alla battaglia dei bastardi (cosa che delicatamente ha fatto notare in questo ultimo episodio), nella settima il ruolo tocca alla madre dei draghi salvandogli la vita oltre la barriera. E qui cominciano le note dolenti, se analizziamo la spedizione più insensata è illogica delle serie tv. Più e più volte, pur storcendo il naso, avevo accettato i vari teletrasporti di questa stagione, e infastidito (lo ammetto, perdonatemi) dalle critiche altrui, su questo fenomeno, giustificavo il tutto come salti temporali. Ma qui non ci siamo completamente, pur veloce quanto possa essere stato Gendry, in versione “Battaglia di Maratona, il Corvo del forte orientale e i draghi non possono aver attraversato un intero continente in mezza giornata o giù di lì. La battaglia, bella per quanto possa essere stata è un cocktail tra Aspra dimora e la battaglia dei bastardi, roba già vista, con il tremendo esito della morte di Viserion. Capisco e temo, un equilibrarsi delle forze, anche con i White Walker, come era stato con i Lannister ad inizio stagione, ma ne parlerò più avanti. L’approccio alla battaglia, del “del ragazzo che è sopravvissuto” è un lungo cammino che oltre la distanza giografica, lo riporta sui passi principali della propria storia. Il mega spoilerone di inizio puntata ovvero la carrellata sul tavolo di roccia del drago, da sud verso nord con le fiamme del camino che si intravedono oltre la barriera, non devono distrarci dai dialoghi di Jon Snow rispettivamente con Tormund, Jorah e Beric Dondarion. Dialoghi importantissimi, che sciolgono tutti i dubbi di Jon sorti, dopo il suo accoltellamento. Prima Tourmound lo invita a non comportarsi come Mace Ryder e a cedere all’orgoglio inginocchiandosi, di seguito Jorah gli ricorda che suo padre avrebbe accettato la morte per mano, dei guardiani, pur di proteggerli, cosa che Jon, non ha fatto. In fine forse il dialogo più interessante con Beric che gli spiega perché sono tornati in vita, in modo tale da fargli ricordare che “Siamo lo scudo che veglia sui domini degli uomini”, ovvero parte del giuramento dei guardiani della notte. Interessante poi il concetto del Dondarion quando afferma (se la traduzione leakata è corretta) : “La Morte è il nemico, il primo nemico e anche l’ultimo…” Concetto che non è molto dissimile da “l’ultimo nemico che sarà sconfitto sarà la morte” in Harry Potter e i doni della morte. ATTENZIONE SPOILER DE HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE Questo cammino è poi molto simile a quello di Harry, prima di andarsi a consegnare a Voldemort, Jon possiede in quella spedizione tutti e tre i doni : la bacchetta di sambuco , lungo artiglio che intelligentemente proverà a cedere a Jorah che gli risponde, freindzonandosi lui stesso: “ la lascerai ai tuoi figli”. Possiede anche la pietra della resurrezione, ovvero Thoros di Myr, che non a caso “perderà” per strada. Curioso come i più grandi ubriaconi della serie Robert e Thoros muoiano entrami per le ferite riportate da un animale. Jon Possiede in fine, ahimè, anche il mantello dell’invisibilità accessoriato di algabranchia per sfuggire inizialmente ai non morti, oggetto molto utile anche a Jaime nella precedente puntata. FINE SPOILER Abbiamo così un bel pareggio, tra Dany e Jon, la prima è sopravvissuta due volte alle fiamme , mentre Jon è sopravvissuto al gelo della lama e a quella del ghiaccio , cosa che hanno voluto sottolineare gli autori, con gli occhi del metalupo di lungo artiglio che si schiudono, al riaffiorire di Jon dal ghiaccio, momento che richiama Spettro quando riaprì gli occhi al risveglio del suo padrone. Il ritorno totale all’ideologia dei guardiani della notte , è sottolineato al suo arrivo alle porte del forte orientale, a differenza di Gendry , a cui viene esclusivamente aperto il portale, Jon viene annunciato da un solo squillo di corno, che oramai da sei stagioni sappiamo che significa, Ranger di ritorno. Stesso percorso, forse percorre Daenerys, con la morte di uno dei suoi Draghi , non ha caso dei tre muore Viserion, drago a cui aveva dato il nome del fratello Viserys , ossessionato quanto oggi lei dalla reggenza e “incoronato a morte”. Morte ampiamente spoilerata dagli stessi autori già dalla terza stagione, delle lunghe visioni all’interno del palazzo degli eterni, sul piccolo schermo viene riportato solo Approdo del re completamente diroccato e sotto la neve e Drogo oltre la barriera con un braccio un figlio. Di Approdo del Re diroccato parlerò più avanti, Drogo oltre la barriera a mio avviso non può altro che significare che uno dei suoi figli avrebbe trovato la morte oltre la muraglia di Brandon il costruttore. IL LATO OSCURO DELLA FORZA SI IMPOSSESSA DI GRANDE INVERNO “La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all'ira, l'ira all'odio; l'odio conduce alla sofferenza. Ah... Io sento in te molta paura.” YODA Trova spazio, tra le lunghe sequenze oltre la barriera, anche il dualismo tra le sorelle Stark, che propongono un nuovo parallelismo, oltre il ghiaccio ed il fuoco, proponendo Sansa la paura e Arya l’ira. Sarò prevenuto, ma Sansa, come personaggio, non riesco proprio a farmela piacere, i suoi silenzi su verità scomode, come la morte di sua Zia Lysa sono segni di accondiscendenza nei confronti di Petyr Baelish che non riesce a controllare, essendo caduta in pieno nella sua nuova trappola, ne tantomeno riesce ad imitare, come in realtà vorrebbe. Non mi affascina neanche la versione psicopatica di Arya, che dubita di Ditocorto sino a pedinarlo , non ponendosi, sino ad ora, nessuna domanda su come facilmente abbia trovato quel documento. Il nodo della questione in questa puntata è però , l’invito giunto ad approdo del Re, c’è da chiedersi, è originale? L’idea di mandare Brienne e Podric ad Approdo, è il desiderio spasmodico di Sansa di non lasciare vuoto lo scranno a Grande Inverno o è il vile suggerimento di Ditocorto, per lasciare senza difesa la stessa Sansa? La scena finale è poi cervellotica, Arya cede la daga Valiryana a Sansa, con quale messaggio subliminale? Usala contro di me o contro di te perché siamo in guerra, o usala per difenderti da terzi? E in tutto ciò, Bran che fine a fatto? IT’S A TRAP Proprio come l’Ammiraglio Akbar, vorrei gridarlo a tutti coloro che si stanno dirigendo ad Approdo del Re, e non sono pochi: Brienne , Podric, Davos, Gendry, Il Mastino Daenerys e i suoi due Draghi superstiti, Tyrion Varys, Jon Snow oltre tutti i Dothraki e gli immacolati. Tutti per un motivo diretto è indiretto vengono odiati da Cersei, credete veramente che no ne approfitti? Lo dice anche lei stessa nella quarta puntata, “dobbiamo essere furbi come nostro padre”, cosa che nell’immediato rimanda alle nozze rosse, che in un certo senso aveva una sua “delicatezza” se messe al confronto con la distruzione del tempio di Baelor. E proprio pensando ai danni dell’alto fuoco, di rimando non si può che pesare alle visioni alla casa degli eterni con la sala del trono totalmente distrutta, come scritto più sopra. Veramente vogliamo credere che davanti al non morto parlato dal nord si sorprenderà, avendone avuto uno accanto da due stagioni, e dirà vabbè volemose bene, dimenticando quanto brama di voler veder morto Tyrion? Il toto morti qui è molto arduo, penso che uno dei fratelli Clagane ci lascerà a fine puntata, risulterebbe fico se a spuntarla fosse il Mastino, che gioco forza dovrebbe bruciare il fratello essendo un non morto. Molto quotata anche la morte di Cersei, non è detto che il suo piano vada a buon fine o che Tyrion non abbia pensato ad una contro trappola, da urlo una redenzione sulle vie di Damasco da parte di Jaime. In un modo o nell’altro l’attuale reggina reggente, sarebbe da ostacolo alla guerra contro i non morti. A proposito di ostacoli Euron che fine ha fatto? Daenerys e i suoi Draghi, potrebbero entrare nella lista, alquanto sospetto il continuo parlare durante la puntata di una sua possibile morte e relativa discendenza. Potrebbe esserci l’ipotesi di una doppia morte Drogon- Daenerys in modo tale da lasciare Raeghal , il drago che prese il nome da Raeghar Targaryan a Jon Snow nella possibile “Danza dei draghi” nell’ottava stagione. Jon Snow che a fine puntata pur volendo, non riesce ad inginocchiarsi , ed anche questo mi preoccupa per le sorti della Madre dei Draghi.
  12. Mi dispiace, ma per questa stagione ho deciso di non leggere leak di alcun tipo, ne parliamo appena esce la sesta puntata
  13. East Watch Puntata di intersezione, plausibile, dopo l’epocale battaglia di “Campo di Fuoco 2”, ma che a mio avviso è risultata, parecchio raffazzonata, tale da non poter cogliere immediatamente, il bandolo della matassa. Sperando quindi di non dimenticare nessuno, degli innumerevoli indizi, forse troppi, procedo sui concetti espressi in questo episodio. C’EST LA GUERRE Molti, io per primo, hanno storto il naso, per la fine brutale dei Turly, ma è lo stesso Randly ad ammettere, prima di essere giustiziato, che nella guerra non ci sono regole. Concetto ribadito da Daenerys a Jon, al suo arrivo a Roccia del Drago, giustificando le atrocità compiute in guerra, solo per il bene comune. Leggiamo invece del rimorso in Varys , nel suo dialogo con Tyrion nella sala del trono, nel ricordare le vittime del Re folle, portatati davanti la giustizia del re grazie alle sue soffiate. Rassegnazione quasi accondiscendenza, da parte di Davos, quando con Tyrion ricordano la loro ultima volta ad approdo del re (“l’ultima volta che sono stato qui ho ucciso mio padre” “L’ultima volta che sono stato qui hai ucciso i miei figli con l’alto fuoco”), un tempo contro ma ora insieme per un obbiettivo comune. Stesso concetto al forte orientale a fine puntata, ma che approfondirò, più dettagliatamente più avanti. Se tutto ciò può suonare strano e ingiusto alle orecchie di noi italiani, non dobbiamo dimenticare che Got è una serie americana e di come, gli United States of America “soffrano” il fascino della guerra. A lasciare allibiti è il non senso di questa guerra, hai schierato in campo i draghi, la soluzione più logica sarebbe, andare a Castel Granito, spezzare l’assedio Greyjoy, distruggendo la flotta è una volta ricompattato il tuo esercito, con Cavalleria(Dothraky) e fanteria (Immacolati) vai d’assedio ad approdo del re , a maggior ragione che hai incenerito le loro provviste. Ed invece no, lasci a marcire Verme Grigio alle terre d’ occidente e chiedi addirittura un armistizio. LA FINE DEL GIRL POWER. All’interno del forum, qualcuno ha chiamato, la linea di portare le donne al comando alla quinta stagione, la deriva femminista, lungi da me voler entrare nei bassi ragionamenti se sia meglio l’uomo della donna o viceversa, visto la prepotenza maschilista presente nella cultura medievale, avevo accettato di buon grado il “Girl Power” della scorsa stagione. Purtroppo però le donne si sono rivelate ne migliori degli uomini e senza dubbio peggiori quanto loro. Egregie Lady, non ricciate il naso perché parecchie volte in questa serie, questo concetto lo si è ribadito alla madre dei Draghi, quando minacciava di volre bruciare tutto e tutti. Girl Power che per fortuna (visto i risultati) o purtroppo , sembra stia volgendo al termine visto le dipartite di Olenna, Ellaria Sand, le serpi del deserto e la prigionia di Yara. Al nord infatti, con Glover anche lui passato al lato oscuro, abbiamo un altro tassello a favore di Ditocorto che ha gabbato abilmente Arya e lo stesso stà facendo con Sansa a meno che (molto probabilmente) sia complice o accondiscendente ai piani del vecchio Baelish. Speranza di salvezza delle due giovani stark è Bran/corvo a tre occhi. Il suo saluto freddo nei confronti di Sansa è stato senza dubbio male interpretato, infatti il suo “Hello Sansa” non è altro che lo scimmiottare l’ultimo saluto di Ramsey prima che questo venisse sbranato dai propri cani, secondo volere della sorella, non a caso rincara la dose con il ricordo delle nozze. Praticamente un avvertimento, “so quello che sta accadendo stai attenta”. Stesso discorso con Arya (“pensavo andassi a sud per la tua lista”) e con Baelish (“il caos è una scala”). Per Daenerys , si può parlare di una propria deriva,, con lei che va sempre più assomigliando al padre. Le morti di Randly e Rickon Turly non possono che ricordare quelle di Rikard e Brandon Stark. Se a Essos si era creato un popolo, si con il pugno chiuso in alcuni casi, ma soprattutto con misericordia, a westeros è il terrore che fa da padrone, ciò che non ha capito e che temono il Drago e non lei, difatti solo due tre si erano inginocchiati alle sue parole, meta al ruggito di Drogon e l’altra metà al rogo Turly. Deriva che sembra seguire anche gli uomini Lannister, con Tyrion che vede in Daenerys una nuovo reggente incontrollabile (vedi Joffry) e Jaime che dopo un breve tentennamento, abbocca alla falsa gravidanza di Cersei, la maga della profezia era stata chiara sul numero di figli dell’attuale reggina Reggente JON SNOW IL CONQUISTATORE Jon quindi , in questa puntata ancor di più , sembra il più adatto a sedere sul trono, oltre ad avere il rispetto del proprio popolo, conquista quella di Drogon , e non si può fare a meno di metterlo al posto di Daenerys nel ruolo di nuovo Aegon, con magari Sansa nel ruolo di Vysenia e Arya nel ruolo di Rahenys. Ma al netto di questi voli pindarici di fantasia, non possiamo fare a meno di notare che ad un traballante nord possiamo rispondere con due pedine importanti al sud in suo favore, con il ritorno di Gendry, che diverrebbe Lord di Capo Tempesta e con Sam in fuga con importanti notizie dalla cittadella, nuovo Lord della collina del Corno e possibile protettore del Sud. BASTARDI SENZA GLORIA Un misto tra “bastardi senza gloria” e “The Hatefull Eight” sembra la sgangherata spedizione che sta andando incontro verso l’esercito dei morti. sette uomini che non hanno nulla in comune e che non si stimano affatto, ma che per il bene comune vanno incontro a morte certa. Dubito fortemente infatti, che faranno ritorno tutti solo tre ai fini della storia hanno validi motivi per tornare, Jon, non ve lo spiego neanche, Gendry deve incontrarsi con Arya e deve occupare lo scranno di Capo Tempesta, e Sandor Clagane che deve ancora “incontrarsi” con suo fratello la montagna. Tra i papabili morti, in testa il povero Jorha che si immolerebbe per la regina, magari morendo con la spada in mano del padre (lungo artiglio). Di impatto l’uscita dei sette dal forte orientale, in formazione a puta di freccia, come aveva previsto il mastino, con al vertice Jon, subito dietro Johra Tormund, Gendry Bericc Dondarian, Sandor Toros. P.s. spero vivamente di rivedere oltre la barriera Benjen “manifredde” Stark
  14. Sarò forse un romanticone, ma io ho visto una donna innamorata, che voleva sentirsi dire, non andare via e non una che battesse cassa o chiedesse comunque qualcosa, spero non mi sia fatto forviare dai libri dove è Bran che fantastica nei suoi pensieri un rapporto con Meera
  15. Bottino di guerra. Miglior puntata della stagione, sino ad oggi, con un accurato dosaggio di dialoghi, quasi tutti ben costruiti, e adrenalica azione. Anche questa volta, come nella precedente puntata, (la giustizia della regina) il titolo è piuttosto forviante, con buon effetto sorpresa sulla trama. Se infatti nella precedente puntata, credevamo di una prima “risposta” della madre dei draghi, restavamo piacevolmente delusi, nell’apprendere che più che di “giustizia”, in realtà si parlava della vendetta della regina. In questa siamo indotti a pensare che i Lannister tengono fede al proprio motto, pagando con l’oro saccheggiato di Alto Giardino, i debiti alla banca di ferro. Scopriremo amaramente ad essere risarcito ci sarà anche lo Sconosciuto. Ma procediamo in primis con le trame minori della puntata. UFFICIALE DITOCORTO è VOLDEMORT Il suo nome è ufficialmente tabù a Winterfell, come per il vecchio Tom Riddle nei romanzi del maghetto. Ahimè, per il povero Littlefinger i paragoni con il signore oscuro, finiscono li , da prova infatti della propria dabbenaggine fiondandosi su Bran e donandogli il pugnale di acciaio di Valyria. Quest’ultimo, oramai in versione “so cosa hai fatto”, esce momentaneamente dal personaggio e non osa accusare apertamente Baelish di essere la mano che ha armato Joffrey,reale mandante del suo tentato omicidio. Stessa cosa Sansa (a mio avviso in maniera colpevole) , quando Arya le chiede se fosse lei l’omicida di Joffrey, lei nega giustamente, ma dimentica di “completare la storia”. Stessa solfa, all’ombra dell’albero diga, quando viene fuori la discussione sulla daga di Vayria con Bran che resta muto come un pesce Two is megl che one (o no one)? Doppia reunion Stark da guinness, non si vedevano tre Stark insieme sette anni. Bello il rimando alla prima stagione, oramai è una costante della serie, con Arya , che non riesce ad entrare dalle porte principali dei castelli Suggestiva la location scelta per l’incontro dele due sorelle stark, ma l’incontro ha trasmesso una certa freddezza. Nulla al confronto della glacialità di Bran, che già aveva precedentemente freindzonato Meera. Two is megl che one? Decisamente no, “buona la prima” reunion Sansa-Jon. Quest’ultimo sembra essere l’unico ad aver conservato un briciolo di umanità tra i superstiti Stark. La genia di Ned ha infatti tra le sue fila un lobomotizzato corvo a tre occhi, una fredda assassina e una “lady” che è più calcolatrice di una “Texas Instrument”. Non ci resta quindi che sperare in Jon –Arya, che saggiamente hanno lasciato per ultimo. “All together now” “love is all araund” “in ginocchio da te” Puntata ricca di “ammore” , su tutta Westeros, in particolar modo a Roccia del Drago, dove una sibillina Missandei accenna delle doti di verme grigio. Davos invece punta al “cuore” della piccola scriba e nota che anche Jon ha gli stessi gusti in riferimento a Daenerys che però puntalmente respinge il suo “all togheter now” con parole e musiche dei figli della foresta e dei primi uomini, preferendogli un “in ginocchio da te”. A proposito di Jon, eravamo troppo concentrati al possibile incontro Davos Melisandre, che ci era sfuggito del tutto Jon Theon. La piovra “detentacolizzata” , si riscatta dalla sua recente fuga, manifestando l’intenzione di andare a salvare sua sorella Yara. Sentimenti confusi a Winterfell , dove Sansa dopo “l’idillio” della reunion scopre chi è diventata sua sorella, ma ancora una volta le buona vecchia Sophie Turner non riesce a farci percepire quali siano i suoi reali pensieri. Presto a mio avviso verrà liberata da Ditocorto, l’ormai inflazionata giustizia divina di manzoniana memoria, usata nella serie, porta l’ex maestro del conio ad essere inserito nella lista di Arya, ben armata della sua nuova daga. Sbocciano i fiori dell’amore fraterno Lannister (per una volta non incestuoso), dove uno scosso Jaime rimugina ad inizio puntata sulle ultime scagionanti parole della regina di spine, mentre dall’altra parte dello schieramento a fine puntata troviamo il folletto che si mostra seriamente preoccupato della fine che possa fare il fratello. p.s. Da approdo del re si apprende che Qyburn stia assoldando compagnie mercenarie da Essos, e se oltre la compagnia dorata assoldasse i secondi figli che poltriscono a Meeren? Più Re folle o Aegon il conquistatore? La domanda che dalla fine della sesta stagione maggiormente mi perseguita. Dove pende la bilancia? In questo momento traspare molto di più la follia, nonostante il freno del folletto. La sua mania a vedere Jon inginocchiato è estenuante. Quando dubita della lealtà di Tyrion, ricorda parecchio il re folle e il suo rapporto con Tywin. Neanche il freno di emergenza Jon Snow sembra funzionare, infatti nel piano di attacco, (ideato da Jon?) anziché concentrarsi sulle truppe Lannister brucia le intere provviste che avrebbero sfamato o Alto Giardino (come legittimi proprietari del raccolto) o approdo del re quali vincitori dell’assedio. Qui la follia o la non logica, ha la maggiore. Ad Essos, terra non certamente sua ha fatto di tutto per il bene dei suoi “figli”, ed ora da regina dei sette regni con l’inverno alle porte decidi di affamare il suo regno? Stessa illogicità, per svariare un po’ il bersaglio, la si legge nella famiglia Turly. Nella precedente stagione disconosce definitivamente Sam quando scopre che Gilly è una bruta, in questa dimentica il giuramento fatto a Casa Tyrell, a fronte della minaccia straniera dothraki. Da protettore del sud , invece si comporta quanto gli odiati barbari stranieri , bruti o dothraki che siano , saccheggiando e depredando la propria terra delle provviste e dell’oro. Spero vivamente che il reggente di collina del corno , perda la vita in questa battaglia. Su Dikon/Rikon ho sentimenti contrastanti. Ma andiamo alla battaglia, che non me ne voglia nessuno, la preferisco addirittura a quella dei bastardi Una miriade le simbologie tra questa battaglia e quella di campo di fuoco che segnò l’ascesa ad Aegon il conquistatore. Sia allora che oggi diciamo, da un lato l’alleanza Lannister, Alto Giardino, dall’altra i Targaryen , con la netta supremazia di quest’ultimi grazie all’utilizzo dei Draghi. Visenya nella battaglia di campo di Fuoco venne ferita ad una spalla, proprio come Drogon, Re Loren Lannister venne catturato e penso che stessa sorte subisca il valoroso Jaime. Ripeto battaglia stupenda e piena di suspense e se pur su due fronti diversi, non si può fare a meno di temere sia per la sorte di Bronn e Jaime che per quella di Daenerys e Drogon. Le lamentele di Bronn ad inizio puntata, mi avevano sinceramente sviato, più volte durante lo scontro ho ipotizzato ad una fuga, in memoria del suo passato da mercenario, invece ha combattuto valorosamente sino alla fine, restando in vita. Si prevede una altra reunion Bron Tyrion? Pecca della battaglia, è l’allocamento geografico di Roccia del Drago, non entro nelle discussioni del teletrasporto, perché capisco che per esigenza di trama e con i minuti contati si accelera un po’, ma non posso fare a meno di rimproverare questa volta Euron Greyjoy , padrone a sua detta dei 14 mari, che non ha visto passare una ormai derelitta flotta con a bordo diecimila (diconsi diecimila) Dothraki con relativi cavalli.
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