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Angorian

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  1. Ho letto il primo volume e sono a metà del secondo, ma sto veramente faticando ad andare avanti. Vorrei arrivare al primo romanzo "ufficiale" (gli altri sono racconti) prima di mollarlo definitivamente e poter dire quello che in realtà già penso: Sapkowski non sa scrivere. Ho trovato un articolo (cattivello) vecchio ma con cui sono abbastanza d'accordo: https://leganerd.com/2013/06/17/il-guardiano-degli-innocenti/
  2. Ho letto Il guardiano degli innocenti e mi sono approcciata alle prime quattro puntate della serie tv, nella speranza di trovare una nuova serie fantasy cui affezionarmi. Ammetto che, almeno per ora, la mia "relazione" con Geralt non ha funzionato. Il libro - costituito da racconti - l'ho trovato di un piattume imbarazzante, sia per stile che per personaggi. La serie mi è sembrata un po' migliore, ma per me ha gli stessi difetti della controparte cartacea: i personaggi secondari non hanno alcuno spessore psicologico, si salva solo Geralt, ma giusto perché è il protagonista. Continue
  3. Aggiungo anche, sulla questione dei figli, una piccola precisazione che mi è venuta in mente dopo: anche io mi sono spesso domandata perché fosse stato così poco presente coi figli, ma sull'affetto quasi inesistente riservato a Joffrey, aggiungo che anche io, se mio figlio squarciasse il ventre di una gatta per portarmi i gattini insanguinati, avrei difficoltà a rapportarmici. Noi oggi abbiamo gli psicologi, loro che avevano? Esorcisti?
  4. Faccio un po’ l’avvocato del diavolo. (Giusto perché siete bravissimi ed è bello discutere) È vero che Robert ha subito un peggioramento con l’avanzare dell’età, ma non penso che sia stato un uomo pessimo sotto ogni punto di vista (banalmente, perché Martin è più bravo di così: non ha costruito macchiette, ma personaggi più o meno grigi degli altri). Sappiamo che da giovane fu in grado di conquistarsi l’affetto di Ned e di Jon Arryn, non proprio amanti delle vuote spacconerie. Ebbe sì dei figli bastardi da varie donne, ma sappiamo che amò la prima, Mya, e che andò a trovarla
  5. Ne ricordo solo uno: in Once Upon a Time, il negozio di fiori del padre di Belle si chiama "Game of Thorns".
  6. Bellissime analisi. Non so perché ma ho sempre immaginato Robert come una sorta di “Thor”: sarà il martello, saranno i colossali appetiti, o magari l’assonanza tra fulmini e Capo Tempesta, ma ho sempre pensato che ci fosse qualcosa del dio norreno in lui. Non sono mai riuscita a disprezzarlo, nonostante si sia macchiato di due gesti da vigliacco: lo schiaffo a Cersei per zittirla, e l’ordine di uccidere Dany. Da questo punto di vista, ho sempre trovato molto interessante il suo rapporto con le donne: da una parte le ama e le desidera (tutte le prostitute di cui si circonda rispond
  7. Si è decisamente ripreso. Sul pericolo dell'eccessiva semplificazione non si può che dargli ragione.
  8. Non mi sorprende, né mi dispiace più di tanto. Con il NK hanno ucciso qualunque interesse per la Lunga Notte.
  9. Secondo me, l'unica ricetta è la scrittura. La potenza visiva alla fine è sì importante, ma tutto sommato finisce in secondo piano se la storia non ha una sua forza. L'esempio più lampante che mi viene in mente è la trilogia del Signore degli anelli, che aveva dialoghi di una bellezza incredibile, e del suo sfortunato sequel, Lo Hobbit. Se il regista è lo stesso, se l'autore di riferimento è lo stesso, se gli effetti speciali sono gli stessi, perché da una parte c'è un capolavoro e dall'altro una copia sbiadita? Per cui direi che la differenza l'ha fatta la sceneggiatura, e penso si poss
  10. L'argomento di per sé è interessante, per questo se ne parla. L'unica cosa che mi ha indispettito di tutto il discorso è che i vari registi (Scorsese, Coppola, Ken Loach e pure i vari attori) se la prendevano specificatamente con quelli Marvel, non facendo un discorso generale (che invece ci poteva stare). Definire "spregevole" un film d'intrattenimento per ragazzi mi sembra troppo, ecco
  11. Assolutamente. Ma per me la qualità tecnica dei film baracconata non è neanche da mettersi in dubbio. Una volta avevamo Ghost rider, quello sì era un pianto. Su sceneggiatura e regia se ne può parlare, con tutti i distinguo del caso.
  12. A me sembra che si confonda l'opinione personale con la verità assoluta. La qualità calante della Pixar dopo l'acquisizione è un'opinione, non una realtà oggettiva. La baracconata generalizzata a tutti questi film Marvel/DC/ecc, è un'opinione, tra l'altro minoritaria, visto i numeri che fanno. Che posso dirvi, faccio parte della fortunata (e nutrita) schiera di chi è soddisfatto così com'è. Faccio parte del pubblico più sempliciotto che non ha bisogno di velleità artistiche a tutti i costi per godersi un film, e che sa apprezzare l'intrattenimento fornito per quello che è, senza av
  13. Per quello che ne so, continuano a farlo. Il bellissimo “Coco”, sempre per restare all’interno del fenomeno Disney, è un’opera splendida sia visivamente sia per narrazione, non fa parte di saghe e sequel e ha funzionato anche al botteghino. Il terribile “Nelle pieghe del tempo” giustamente non se lo ricorda nessuno, perché è stato un flop. Era qualcosa di diverso, c’hanno provato e non è andato. Questo per dire che anche se sono brutti, cattivi e milionari, qualcosa di nuovo provano a introdurlo. Se viene schifato dal pubblico è ovvio che si orientano anche sui guadagni più facili, ma è propri
  14. L'isteria di massa non è colpa della Disney, ma del fandom. Noi stessi ci siamo tirati i capelli per l'ottava stagione di GoT, per cui direi che il fenomeno esula dai cinecomics. Non ci si può lamentare della quantità e poi ignorare le statistiche: questi fumettoni non sono tanti, rispetto agli altri generi. Qualcuno aveva fatto il paragone con i Western, che quelli sì intasarono il mercato, ma nessuno se ne è mai lamentato. Ce ne erano di più buoni e di meno buoni, com'è ovvio che sia. Sono fenomeni ciclici, mode, prima o poi la gente si stuferà e smetterà di andare a vederli. E
  15. Per quanto riguarda Scorsese, l'intervistatore gli aveva chiesto specificatamente dei film Marvel, non in generale, mentre Coppola li ha proprio definiti "spazzatura". Poi se dovessimo star lì a fare le statistiche "Quante commedie escono in un anno? Quanti thriller? Quanti cinecomics?" Non penso che abbiano intasato il mercato. Quanti ne escono, tre l'anno? Il problema è che il pubblico per adesso vuole questo, e in quanto a incassi li premia. Per cui, autori come Scorsese, che vede il proprio film distribuito da Netflix (perché nessuno vuole produrlo) ha il dente avvelenato.
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