***Silk***

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  1. Si chiese, come aveva fatto parecchie volte in passato, se per caso non fosse pazzo. Forse, a ben pensarci, un pazzo non era che una minoranza formata da una sola persona. Un tempo era segno di follia credere che la terra girasse intorno al sole, oggi lo era il ritenere che il passato fosse immutabile. Poteva darsi che lui fosse il solo ad avere una simile convinzione, ed essendo il solo doveva per forza di cose essere pazzo.

    Tuttavia non lo disturbava granché il pensiero di essere pazzo: più orribile ancora era la possibilità che non lo fosse.

     

    G. Orwell. 1984.

  2. Rhaegar lost on the Trident. He lost the battle, he lost the war, he lost the kingdom, and he lost his life. His blood swirled downriver with the rubies from his breastplate, and Robert the Usurper rode over his corpse to steal the iron Throne.

    Rhaegar fought valiantly, Rhaegar fought nobly, Rhaegar fought honorably. And Rhaegar died.

  3. ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Inauguro i 4 POV di questa settimana, anticipandovi che non ho saputo resistere a citare larga parte del racconto del Cavaliere dell'Albero che Ride. Quindi sì, questo post sarà molto lungo. Jaime III Il trio arriva a Maidenpool e ciò che mi piace davvero molto dello scrivere di Martin è il suo modo di dipingere con “poche pennellate” lo stato in cui versa il luogo a causa della guerra in corso: The pool from which the town took its name, where legend said that Florian the Fool had first glimpsed Jonquil bathing with her sisters, was so choked with rotting corpses that the water had turned into a murky grey-green soup. Queste sue poche righe rendono perfettamente l’idea di un luogo incontaminato, sereno, lontano dai grandi clamori e dalle macchinazioni di KL, che ineluttabilmente subisce le conseguenze di ciò che è deciso altrove. E le subisce talmente da ribaltarne completamente l’aspetto, corrompendolo. Tra Jaime e Brienne continua questa interazione fatta di provocazione, da cui si evince l’insofferenza di Jaime per la sua condizione di prigioniero. Da piccole considerazioni poi, continua a venir fuori la questione che maggiormente dilania Jaime e che verrà approfondita pian piano nel corso della narrazione: Jaime and Ser Cleos followed her out of the ashes of Maidenpool. A half mile on, green began to creep back into the world once more. Jaime was glad. The burned lands reminded him too much of Aerys. Un tormento che ha ancora un grosso impatto nelle decisioni che Jaime prende oggi, a distanza di più di 15 anni: Jaime had decided that he would return Sansa, and the younger girl as well if she could be found. It was not like to win him back his lost honor, but the notion of keeping faith when they all expected betrayal amused him more than he could say. E iniziamo anche a scoprire il legame che lo unisce alla sorella, per quanto malsano, molto sentito dal personaggio. Una breve descrizione, come questa che segue, rende perfettamente l’idea di quanto a Jaime manchi Cersei e quanto tutto ciò che incontri riporti – in qualche modo – la mente a lei: “Care for a bath, Brienne?” He laughed. “You’re a maiden and there’s the pool. I’ll wash your back.” He used to scrub Cersei’s back, when they were children together at Casterly Rock. E questo suo sentire è evidente pochi pensieri più tardi, quando ricorda la loro infanzia a Casterly Rock: He could never bear to be long apart from his twin. Even as children, they would creep into each other’s beds and sleep with their arms entwined. Even in the womb. Long before his sister’s flowering or the advent of his own manhood, they had seen mares and stallions in the fields and dogs and bitches in the kennels and played at doing the same. Ovviamente, non è solo la questione di Aerys che lo dilania. Jaime, come abbiamo visto nel POV precedente, ha preso alcune delle decisioni fondamentali del suo percorso in funzione di Cersei e dell’impossibilità di rendere palese il legame che li unisce. Scopriamo adesso quanto sia incomprensibile per lui doverlo nascondere. Ne scopre la diversa percezione ben presto quando vengono scoperti a Casterly Rock e allontanati dalla madre. E tutta la sua insofferenza verso questa inamissibilità di ciò che sente è palese adesso che Stannis lo ha divulgato. Soprattutto, alla luce del fatto che ai soli Targaryen lo stesso comportamento era concesso senza grossi stigmi. Le leggi degli uomini non valevano per gli dei né per i Targaryen, che pure erano uomini, e se non valevano per loro perché dovrebbero valere per lui? Come diceva Dany, in ACOK Daenerys III: The dragons are all the difference. Da queste due grandi tematiche che tormentano Jaime, si capisce quanto egli sia in rottura con la società in cui si trova a vivere, della quale, come il Mastino del resto, rifiuta quella forma che tende a ripulirne una sostanza piena di ombre e contraddizioni. Dall’attacco subito dal simpatico trio, in cui muore Cleos, riducendolo quindi ad un duo, appare evidente la maggiore esperienza di Jaime come anche la sua maggior pragmaticità che si fa cinismo vero e proprio. E queste dinamiche ricordano, con modi diversi, quelle che in ACOK si erano instaurate tra Sandor e Sansa. Brienne resta sorpresa dalla carica di un Jaime disarmato e in catene contro gli arcieri che li hanno attaccati, per contro, Jaime, da soldato esperto ha visto bene prendersi questo rischio, ritenendolo l’unica loro arma vincente contro l’attacco stesso, ponendo anche una certa dose di fiducia nelle azioni di Brienne stessa. Ma la cosa che sorprende ancor più Brienne è il suo proporsi di sistemarle le ferite, come fosse un compagno d’armi più che un prigioniero. Ovviamente, Jaime ha bene presente che la sua sopravvivenza dipende dalla sua carceriera, non c’è niente di più cinico che preservarla dalla sorte avversa finché non avrà adempito al proprio compito di riportarlo il più incolume possibile a KL, perché l’incolumità di egli stesso, dipende dalle forze e dall’incolumità di Brienne. You have an arrow in your back, you know. And another in your leg. You ought to let me tend them.” “YOU?” “Who else? The last I saw of cousin Cleos, his palfrey was using his head to plow a furrow. Lo stesso cinismo e realismo che gli fa reclamare vesti, armi e cavallo del povero Cleos. Brienne lo vede come una mancanza di rispetto per il parente, mentre in realtà si tratta di un istinto di sopravvivenza, più che una mancanza di rispetto verso il parente, che ormai è solo un corpo, per quanto caldo, e come tale non ha le necessità di chi vive e alla cui memoria si può comunque portare rispetto con modalità diverse. Ed è qui che i due arrivano al duello. Schermaglia fisica e schermaglia ironica: “Not bad at all,” he said when he paused for a second to catch his breath, circling to her right. “For a wench?” “For a squire, say. A green one.” He laughed a ragged, breathless laugh. “Come on, come on, my sweetling, the music’s still playing. Might I have this dance, my lady?” Grunting, she came at him, blade whirling, and suddenly it was Jaime struggling to keep steel from skin. La cosa che più colpisce di tutto questo è la fisicità di Brienne e il riconoscimento di quanto sia forte: She is stronger than I am. The realization chilled him. Robert had been stronger than him, to be sure. The White Bull Gerold Hightower as well, in his heyday, and Ser Arthur Dayne. Amongst the living, Greatjon Umber was stronger, Strongboar of Crakehall most likely, both Cleganes for a certainty. The Mountain’s strength was like nothing human. It did not matter. With speed and skill, Jaime could beat them all. But this was a woman. A huge cow of a woman, to be sure, but even so... by rights, she should be the one wearing down. Nella concentrazione dell’atto fisico, i due si lasciano sorprendere dai Bloody Mummers, banda a cui viene riconosciuto lo stesso livello della Montagna e Amory Lorch, animali da caccia a cui far terrorizzare e stanare la preda. I quali, in odore di essere papabili “pidocchi risaliti”, passati all’altro lato della barricata, fanno un po’ sorridere nel volersi riconosciuta la forma di dignità e onore. Cinismo e pragmatismo sono una costante di questo POV. Riemergono nei consigli che Jamie dà a Brienne sul lasciarsi far stuprare, così come nel tentativo di negoziare una miglior sorte con Urswyck. SI continua ad intravedere in Jamie l’inizio di un legame verso Brienne che va oltre quello del prigioniero verso il carceriere a meno che non lo si voglia interpretare come una sorta di Stockholm’s Syndrome, ma sarebbe fuorviante. Jaime felt sorry for her. She would lose her maidenhood tonight, he had no doubt. That noseless bastard would have her for a certainty, and some of the others would likely take a turn. […] “When we make camp for the night, you’ll be raped, and more than once,” he warned her. “You’d be wise not to resist. If you fight them, you’ll lose more than a few teeth.” He felt Brienne’s back stiffen against his. “Is that what you would do, if you were a woman?” If I were a woman I’d be Cersei. “If I were a woman, I’d make them kill me. But I’m not.” E si continua anche a rilevare quanto la reputazione, irrimediabilmente macchiata, di Jamie continui a rappresentare per lui un ostacolo a qualsivoglia fine, nonché al riconoscimento di ciò che egli pensa di incarnare. Certo non avere alcuna credibilità neanche agli occhi di un mercenario di dubbia fama è per lui un bello smacco, oltre ad essere l’ennesimo di una lunga serie nell’ultima quindicina di anni, un po’ come un continuo riconoscimento da parte di chiunque di una sorta di incapacità di agire oltre l’ambito fisico-militare, perché la sua parola non ha valore a nessun livello. “I have heard enough, Kingslayer. I would have to be a great fool indeed to believe the promises of an oathbreaker like you.” He kicked his horse and galloped smartly ahead. Aerys, Jaime thought resentfully. It always turns on Aerys. In realtà, anche i cani da caccia hanno il loro sentire, i loro rancori, e la necessità di sfogare le proprie vendette con le loro modalità. Così il messaggio per Tywin divenne la mano di Jaime. E per Jaime è difficile restare fedele al proprio orgoglio. E, come Mirri non riuscì a mantenere la promessa di non urlare nella pira, anche Jaime non riesce a fare altrettanto: He was a Lannister of Casterly Rock, Lord Commander of the Kingsguard; no sellsword would make him scream. Sunlight ran silver along the edge of the arakh as it came shivering down, almost too fast to see. And Jaime screamed. Arya IV Arya capisce che sarà barattata per del budget che permetterà alla BWB di procurarsi armamenti e cavalli. Vediamo che il suo pensiero è molto più in linea con quello di Robb, più di quanto non lo fosse quello di Cat: That much was true, Arya knew. Knights were captured and ransomed all the time, and sometimes women were too. But what if Robb won’t pay their price? She wasn’t a famous knight, and kings were supposed to put the realm before their sisters. And her lady mother, what would she say? Would she still want her back, after all the things she’d done? Arya chewed her lip and wondered. Se nel POV precedente si era posta il problema di ammettere con la famiglia ciò che ha commesso, qua la vediamo convinta dell’opinione negativa che potrebbe averne la madre. Evidentemente, si tratta più di una necessità sua personale di accettare ciò che ha dovuto commettere per assicurarsi la sopravvivenza e la fuga, per quanto in precedenza fosse sembrata meno tormentata. Probabilmente la situazione di costante pericolo le impediva pensieri di questa sorta che hanno iniziato ad affiorare dall’incontro con Harwin. Finalmente si arriva a Cuore Alto: una collina su cui, una volta, sorgevano 31 alberi cuore, fino al momento in cui il re Andalo Erreg the kinslayer li tagliò, estirpando anche la vita di quei COTF, i cui fantasmi ancora oggi, si narra, che lo infestino. Un luogo in cui, si dice, ancora alberghi una qualche sorta di magia. Dalla descrizione della Vecchia di Cuore Alto, si può desumere che ella stessa sia almeno in parte discendente dai COTF: è significativamente più bassa di Arya, significativamente più vecchia di Old Nan e ha gli occhi rossi. Se così fosse, possiamo desumere che sia una greenseer molto potente da ciò che dice Jojen riguardo al colore dei loro occhi (giallo, verde, rosso, nella scala di potere e rarità). Non sarà l’unico incontro che faremo con lei avremo modo di approfondire più avanti e per farlo linko il topic dedicato in cui se ne era discusso. Le sue visioni, infatti, sono veritiere: ha sognato l’ombra di Stannis uccidere Renly, il faceless che ucciderà Balon – da capire se commissionato da Euron o se utilizzando la faccia di Euron -, il risveglio di Cat come Lady Stoneheart. Il primo evento, che sappiamo già verificatosi in questo momento della storia, serve per farci comprendere l’affidabilità delle due previsioni successive (immagino). “The old gods stir and will not let me sleep,” she heard the woman say. “I dreamt I saw a shadow with a burning heart butchering a golden stag, aye. I dreamt of a man without a face, waiting on a bridge that swayed and swung. On his shoulder perched a drowned crow with seaweed hanging from his wings. I dreamt of a roaring river and a woman that was a fish. Dead she drifted, with red tears on her cheeks, but when her eyes did open, oh, I woke from terror. All this I dreamt, and more. Al castello di Lady Smallwood, veniamo a conoscenza del fatto che il gruppo dei Karstark che ha lasciato Riverrun è passato da lì in cerca di Jaime. Si diffonde la voce di come sia stato liberato e dopo una prima incredulità, si può presupporre che il presunto comportamento di Cat ponga delle preoccupazioni e degli interrogativi alla BWB relativamente alla monetizzazione della restituzione di Arya agli Stark. Daenerys II Il POV si apre sulla statua dell’arpia. Un’immagine significativa per quello che verrà, per quanto l’antica Ghis, in termini di civiltà e lingua, ci viene presentata come estinta da millenni, spazzata via dai Valyriani. Missandei si caratterizza fin da subito come un soggetto particolare: non ha più di 10 anni eppure ha un’ottima padronanza della Common Tongue per non essere mai stata a Westeros. Non volendoci vedere grossi misteri, si può presupporre che la baia schiavista sia abitualmente frequentata da westerosiani, altrimenti non si spiega come vi possa essere stata esposta. La disciplina e la forza degli Unsullied viene subito rimarcata dalla particolare crudeltà del loro training. Questi schiavi, come schiavi infatti, sono trattati come oggetti, niente di più niente di meno, il loro unico scopo è in primis essere un prodotto di forma e forza conforme, se sopravvivono ad anni di continua e quotidiana lotta, possono diventare Immacolati e tirare finalmente un mezzo sospiro di sollievo. Un prodotto senza “alcuna distrazione”, a cui vengono rimossi tutti gli organi genitali. Potenziato da un intruglio a base di nightshade, che bevono quotidianamente che sembra portarli all’insensibilità fisica. La spersonalizzazione è totale: non hanno neanche un nome proprio ma una targhetta che cambia ogni giorno con inciso un nome che gli ricordi la bassezza della loro posizione sociale ed il proprio ruolo. “They are chosen young, for size and speed and strength,” the slave told her. “They begin their training at five. Every day they train from dawn to dusk, until they have mastered the shortsword, the shield, and the three spears. The training is most rigorous, Your Grace. Only one boy in three survives it. This is well known. Among the Unsullied it is said that on the day they win their spiked cap, the worst is done with, for no duty that will ever fall to them could be as hard as their training.” […] Unsullied are not men. (Say that) death means nothing to them, and maiming less than nothing. […] “Those who cannot are culled in training, along with those who cannot run all day in full pack, scale a mountain in the black of night, walk across a bed of coals, or slay an infant.” […] We give each boy a puppy on the day that he is cut. At the end of the first year, he is required to strangle it. Any who cannot are killed, and fed to the surviving dogs. Anche in questo POV ritorna l’inconciliabilità della visione di una regina (ma direi pure di una donna con senno) con quella che è l’organizzazione della società e delle credenze formali Westerosiane. Mi ci ero già soffermata diverse volte su Cersei e recentemente anche su qualche POV del freefolk. Non posso esimermi dal farlo neanche in questo caso in cui la questione contrappone Dany e Barristan: “Better to come a beggar than a slaver,” Arstan said. “There speaks one who has been neither.” Dany’s nostrils flared. “Do you know what it is like to be sold, squire? I do. My brother sold me to Khal Drogo for the promise of a golden crown. Well, Drogo crowned him in gold, though not as he had wished, and I... my sun-and-stars made a queen of me, but if he had been a different man, it might have been much otherwise. Do you think I have forgotten how it felt to be afraid?” Barristan dal privilegio della sua posizione di high-born, maschio e sworn to the Kingsguard, difficilmente può comprendere l’irritazione che può causare con questa sua mancanza di pragmaticità, con questa sua aderenza al formalismo senza calarsi nel particolare. Dany, per quanto privilegiata in quanto discendente Targaryen, quindi, nonostante le difficoltà dell’esilio, in una posizione di grande vantaggio se comparata alla maggior parte delle altre figure femminili. Lamenta una condizione non tanto diversa da quella lamentata da Cersei stessa, in quanto donna. Come donna, per il fratello non è stata altro che merce di scambio, un capo di “bestiame” da vendere per una corona. E’ perfettamente consapevole della fortuna che ha avuto nella breve esperienza di Khaleesi a fianco di Drogo, è perfettamente consapevole che sarebbe potuta andare molto peggio. E’ Jorah che, oltre ad aver risvegliato certe necessità in Dany, la invita ad agire in maniera pragmatica e le fa notare i pro dell’accettare tra le proprie fila la macchia di “8000 bambini e 8000 cuccioli uccisi”, facendole notare che una tale armata non si macchierebbe dei crimini solitamente imputati ai soldati in guerra, per quanto si sia già macchiata di quelli richiesti dal loro disumano allenamento, e ricordandole che il motivo per cui una città facilmente conquistabile come Astopor è “lasciata stare” dai propri vicini, Dothraki in particolare, è proprio la presenza di tali soldati. La esorta a prepararsi a riconquistare Westeros con Blood and Fire. “My queen,” the big man said slowly, “all you say is true. But Rhaegar lost on the Trident. He lost the battle, he lost the war, he lost the kingdom, and he lost his life. His blood swirled downriver with the rubies from his breastplate, and Robert the Usurper rode over his corpse to steal the iron Throne. Rhaegar fought valiantly, Rhaegar fought nobly, Rhaegar fought honorably. And Rhaegar died.” Piccola nota: che il re pirata interessato a comprare un centinaio di Unsullied fosse Euron? Bran II Il gruppo prosegue verso Nord, seguendo l’Ice Dragon. Il viaggio si fa duro: sulla strada che hanno scelto di seguire per maggiore sicurezza, le possibilità di procurarsi del cibo scarseggiano. La situazione nel Nord non ci è descritta come migliore, il passaggio dello scranno di Winterfell dagli Stark a Theon/Ramsey ha visto un inasprimento dei pericoli per la popolazione. La caccia ai piccoli Stark è ancora aperta. E non meglio appare la situazione della Barriera coi Guardiani dati per dispersi in seguito all’ultima spedizione del Lord Commander. SPOILER GOT 6 E’ in questo POV che Meera narra la storia del Cavaliere dell’Albero che Ride, che riporto a stralci per meglio discuterne. Come sappiamo è la storia di Howland Reed e del Torneo di Harrenhal. “There was one knight,” said Meera, “in the year of the false spring. The Knight of the Laughing Tree, they called him. He might have been a crannogman, that one.” “Or not.” Jojen’s face was dappled with green shadows. Innanzitutto, si ambienta la storia nell’anno della falsa primavera, il protagonista è il Cavaliera dell’Albero che Ride. Si narra potesse essere un crannogman, ma Jojen instiga il dubbio su questa ipotesi, oltre a sorprendersi del fatto che Ned non avesse mai raccontato niente di tutto ciò a Bran. “Once there was a curious lad who lived in the Neck. He was small like all crannogmen, but brave and smart and strong as well. He grew up hunting and fishing and climbing trees, and learned all the magics of my people.” […] he could breathe mud and run on leaves, and change earth to water and water to earth with no more than a whispered word. He could talk to trees and weave words and make castles appear and disappear. […] “The lad knew the magics of the crannogs,” she continued, “but he wanted more. […] But this lad was bolder than most, and one day when he had grown to manhood he decided he would leave the crannogs and visit the Isle of Faces.” […] “It was the green men he meant to find. Piccolo inciso: si parla anche dei poteri di Howland che sembrano essere già di suo maggiori, rispetto a quelli elencati da Jojen per Meera nel precedente POV. In aggiunta trascorre anche quasi un intero inverno sulla Isle of Faces. E quell’inverno durò un bel po’. “He rowed and rowed, and finally saw the distant towers of a castle rising beside the lake. The towers reached ever higher as he neared shore, until he realized that this must be the greatest castle in all the world.” Ancora setting: se ne deduce di essere a Harrenhal. A great tourney was about to commence, and champions from all over the land had come to contest it. The king himself was there, with his son the dragon prince. The White Swords had come, to welcome a new brother to their ranks. The storm lord was on hand, and the rose lord as well. The great lion of the rock had quarreled with the king and stayed away, but many of his bannermen and knights attended all the same. The crannogman had never seen such pageantry, and knew he might never see the like again. Part of him wanted nothing so much as to be part of it.” Al Torneo di Harrenhal erano presenti: Aerys, Rhaegar, e le cappe bianche per la nomina di Jaime. Vi era Robert e vi era Mace. Non Tywin adirato per la nomina di Jaime. “The daughter of the great castle reigned as queen of love and beauty when the tourney opened. Five champions had sworn to defend her crown; her four brothers of Harrenhal, and her famous uncle, a white knight of the Kingsguard.” Se non ci bastava l’allusione precedente a Harrenhal, questo pezzo ci schiarisce le idee con l’evidente allusione agli Whent. “Sometimes the knights are the monsters, Bran. The little crannogman was walking across the field, enjoying the warm spring day and harming none, when he was set upon by three squires. They were none older than fifteen, yet even so they were bigger than him, all three. This was their world, as they saw it, and he had no right to be there. They snatched away his spear and knocked him to the ground, cursing him for a frogeater.” […] “None offered a name, but he marked their faces well so he could revenge himself upon them later. They shoved him down every time he tried to rise, and kicked him when he curled up on the ground. But then they heard a roar. ‘That’s my father’s man you’re kicking, howled the she-wolf.” […] “The she-wolf laid into the squires with a tourney sword, scattering them all. The crannogman was bruised and bloodied, so she took him back to her lair to clean his cuts and bind them up with linen. There he met her pack brothers: the wild wolf who led them, the quiet wolf beside him, and the pup who was youngest of the four. Howland viene aggredito da tre scudieri e Lyanna prende le sue difese. Dopodiché lo porta alla loro tenda, dove vediamo che erano presenti anche i suoi fratelli: Brandon, Ned, Benjen. “That evening there was to be a feast in Harrenhal, to mark the opening of the tourney, and the she-wolf insisted that the lad attend. He was of high birth, with as much a right to a place on the bench as any other man. She was not easy to refuse, this wolf maid, so he let the young pup find him garb suitable to a king’s feast, and went up to the great castle. “Under Harren’s roof he ate and drank with the wolves, and many of their sworn swords besides, barrowdown men and moose and bears and mermen. The dragon prince sang a song so sad it made the wolf maid sniffle, but when her pup brother teased her for crying she poured wine over his head. A black brother spoke, asking the knights to join the Night’s Watch. The storm lord drank down the knight of skulls and kisses in a wine-cup war. The crannogman saw a maid with laughing purple eyes dance with a white sword, a red snake, and the lord of griffins, and lastly with the quiet wolf... but only after the wild wolf spoke to her on behalf of a brother too shy to leave his bench. Alla festa vediamo presenziare gli Stark e i loro bannermen, Rhaegar in versione bardo che commuove Lyanna, un guardiano della notte che non mi sovviene (qualcuno sa/si ricorda chi fosse?), Robert che era intento a vincere una gara di bevute con Richard Lonmouth (aka Lemoncloak), Ashara che ha ballato con una cappa dorata (Arthur? Barristan? Altri?), Oberyn, Jon Connington, e Ned Stark. Con questo ultimo ballò perché a chiederglielo fu Brandon. “Amidst all this merriment, the little crannogman spied the three squires who’d attacked him. One served a pitchfork knight, one a porcupine, while the last attended a knight with two towers on his surcoat, a sigil all crannogmen know well.” I tre scudieri sono riconosciuti come in forze agli Haigh, Blount, e Frey. “The wolf maid saw them too, and pointed them out to her brothers. ‘I could find you a horse, and some armor that might fit’, the pup offered. The little crannogman thanked him, but gave no answer. His heart was torn. Crannogmen are smaller than most, but just as proud. The lad was no knight, no more than any of his people. We sit a boat more often than a horse, and our hands are made for oars, not lances. Much as he wished to have his vengeance, he feared he would only make a fool of himself and shame his people. The quiet wolf had offered the little crannogman a place in his tent that night, but before he slept he knelt on the lakeshore, looking across the water to where the Isle of Faces would be, and said a prayer to the old gods of north and Neck...” Da questo brano, sembra cadere ogni possibilità che il cavaliere possa essere Howland. Per quanto forte fosse il suo desiderio di vendetta, ammette di non essere un cavaliere, di non avere grandi doti a cavallo (fondamentale per la giostra) e non avere maestria con la lancia. The daughter of the castle was the queen of love and beauty, with four brothers and an uncle to defend her, but all four sons of Harrenhal were defeated on the first day. Their conquerors reigned briefly as champions, until they were vanquished in turn. As it happened, the end of the first day saw the porcupine knight win a place among the champions, and on the morning of the second day the pitchfork knight and the knight of the two towers were victorious as well. But late on the afternoon of that second day, as the shadows grew long, a mystery knight appeared in the lists.” […] “No one knew,” said Meera, “but the mystery knight was short of stature, and clad in ill-fitting armor made up of bits and pieces. The device upon his shield was a heart tree of the old gods, a white weirwood with a laughing red face.” […] “Perhaps they did. The mystery knight dipped his lance before the king and rode to the end of the lists, where the five champions had their pavilions. You know the three he challenged.” […] “Whoever he was, the old gods gave strength to his arm. The porcupine knight fell first, then the pitchfork knight, and lastly the knight of the two towers. None were well loved, so the common folk cheered lustily for the Knight of the Laughing Tree, as the new champion soon was called. When his fallen foes sought to ransom horse and armor, the Knight of the Laughing Tree spoke in a booming voice through his helm, saying, ‘Teach your squire honor, that shall be ransom enough.’ Once the defeated knights chastised their squires sharply, their horses and armor were returned. And so the little crannogman’s prayer was answered... by the green men, or the old gods, or the children of the forest, who can say?” Si capisce che il Cavaliere dell’Albero che Ride ha lo scopo di vendicare ciò che è successo a Howland. Partendo dal presupposto che green men=children of the forest=old gods, si ha l’impressione che, in seguito alla preghiera di Howland, questo potere superiore abbia in qualche modo “facilitato” le vittorie di Haigh, Blount e Frey, affinché Il Cavaliere dell’Albero che Ride li sconfiggesse. Impressione avvalorata dallo stemma del Cavaliere stesso, che raffigura un albero cuore. Essendo gli Stark i soli ad essere a conoscenza della vicenda di Howland, si può presupporre che il Cavaliere fosse uno di loro. Possiamo escludere subito Brandon e Ned, ormai troppo adulti per essere considerati di bassa statura. Restano quindi Lyanna e Benjen. “That night at the great castle, the storm lord and the knight of skulls and kisses each swore they would unmask him, and the king himself urged men to challenge him, declaring that the face behind that helm was no friend of his. But the next morning, when the heralds blew their trumpets and the king took his seat, only two champions appeared. The Knight of the Laughing Tree had vanished. The king was wroth, and even sent his son the dragon prince to seek the man, but all they ever found was his painted shield, hanging abandoned in a tree. it was the dragon prince who won that tourney in the end.” Dopo aver punito I tre scudieri il Cavaliere sparisce. Se fosse stato Benjen, non avrebbe avuto senso tenere la sua identità nascosta, né abbandonare il torneo stesso. Nel caso di Lyanna invece, che sappiamo essere un’ottima amazzone e capace di sconfiggere Benjen a duello, avrebbe senso questa sparizione. Evento che potrebbe anche dare il là ad un incontro più ravvicinato tra i due, dopo la commozione di lei per la canzone suonata da lui alla prima sera del torneo. More food for thoughts sul Cavaliere dell'Albero che Ride in questo topic.
  4. La canzone del giorno

    Tutte le strade portano ai Mogwai. L'istinto. La trasposizione dei sentimenti in musica. Pura. Quando le parole non sono abbastanza. Quando potrebbero essere abbastanza se si avesse la maestria di saperle usare. Questo video ben si abbina alla combinazione di delicatezza e potenza espressa in I'm Jim Morrison, I'm dead. E niente lo descrive meglio di questo quote: "The Scottish band Mogwai performs an incandescent show in front of a stunned crowd. As if time stood still, the audience is transported along by musical waves, both poetic and violent. 'Burning' dives into this wild sensual flow. Directors Vincent Moon and Nathanaël Le Scouarnec guide us into a dream where there is no tomorrow. This is a black and white experience of the senses carved by the raw emotion of this pioneering band that doesn't need any words to touch the heart of its listeners. Layered and innovative, the movie has its finger firmly on their pulse, a sonic adventure between hope and rebellion. A lifetime of feelings in just one night."
  5. If truth be told, he liked this life. He felt more comfortable amongst soldiers in the field than he ever had at court. And his men seemed comfortable with him as well.

  6. ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Arya III Hot Pie ha lasciato la compagnia ed in fin dei conti ad Arya dispiace. Colpisce che si vergogni delle uccisioni che ha commesso/commissionato per sopravvivere fino a quel momento. Sceglie di ometterle nel racconto a Harwin: Telling Harwin would be almost like telling her father, and there were some things that she could not bear having her father know. Nor did she speak of Jaqen Hghar and the three deaths he’d owed and paid. Scopriamo che non solo Jaime aveva reagito impulsivamente alla cattura di Tyrion, ma che Tywin aveva concepito un piano per uccidere Ned o in alternativa prenderlo prigioniero per scambiarlo con Tyrion, traendo vantaggio dalla missione contro la Montagna. Quindi, se i POV di Jaime non avessero già ridimensionato l’opinione burlona che Martin ci aveva fatto inizialmente avere di lui, adesso abbiamo un dettaglio in più che gli attribuisce una sfumatura di grigio in una tonalità vagamente più chiara rispetto al pregresso. Col senno di poi, è buffo vedere che anche i Lannister che sembravano all’apparenza maestri nel gioco del trono in AGOT si siano tirati la zappa sui piedi da soli. Ci viene esposto come è nata la BWB: quella che era una missione pro-Robert, alla morte di Robert li fa diventare dei fuorilegge. Missione che Beric sceglie di portare avanti comunque, se non per il re almeno per il popolo del re - ponendosi in linea volendo coi GdN, in una loro interpretazione del “bene del reame” (questo li accomuna anche a Varys in un certo senso, ma sappiamo bene che lui sia una bestia differente). Ed è proprio questo modo di porsi che ha fatto sì che molti si aggiungessero alle loro fila. Questo parallelismo coi GdN è ancora più lampante dalle parole che Harwin rivolge ad Arya quando la cattura dopo la tentata fuga: The look she gave him was full of hurt. “I thought you were my father’s man.” “Lord Eddard’s dead, milady. I belong to the lightning lord now, and to my brothers.” “What brothers?” Old Hullen had fathered no other sons that Arya could remember. “Anguy, Lem, Tom o’ Sevens, Jack and Greenbeard, all of them. We mean your brother Robb no ill, milady... but it’s not him we fight for. He has an army all his own, and many a great lord to bend the knee. The smallfolk have only us.” Interessante il sogno di Arya: le rivela ciò che è successo a Winterfell e probabilmente sembra essere una visione a posteriori di ciò che possono aver visto i fratelli o i loro metalupi nel momento in cui hanno lasciato Winterfell, oppure semplicemente l’interpretazione visiva delle loro sensazioni, come se si trattasse di una sorta di linguaggio altro. L’unica cosa certa è che riprende il POV finale di Bran di ACOK. Piccola parentesi: buffo quando Arya dice: “I wish I had a good mean dog,” said Arya wistfully. Tra poco lo avrà, almeno metaforicamente. Samwell I Si apre sulla disperazione di Sam e sull’ineluttabilità già anticipata dal commento di Mance nel precedente POV di Jon che gli estranei continuino inesorabili ad attaccarli finché non li avranno presi tutti. Si percepisce proprio la drammaticità della situazione e l’istinto di sopravvivenza che lo porta avanti per forza d’inerzia. The dead have no mercy left in them, and the Others... no, I mustn’t think of that, don’t think, don’t remember, just walk, just walk, just walk. Attraverso I suoi ricordi ci viene raccontata la battaglia con gli Estranei al Fist. Anche in questo POV ritorna the bear and the maiden fair. Se nel caso di Sansa, poteva anticipare il purple wedding. In generale, questa canzone ci anticipa anche un po’ la sorte che toccherà a Brienne a Harrenhal. Nel momento in cui Grenn, Small Paul e Sam restano indietro incontrano un estraneo: The Other slid gracefully from the saddle to stand upon the snow. Sword-slim it was, and milky white. Its armor rippled and shifted as it moved, and its feet did not break the crust of the new-fallen snow. La loro armatura che nel prologo di AGOT avevamo desunto potesse essere a specchio, con questa descrizione dà un’idea quasi di liquidità e leggerezza, quest’ultima accentuata dalla magrezza dell’essere e dal suo non intaccare il manto di neve appena caduto. E vediamo che, oltre al fuoco, che avevano usato contro i due ranger/wights, l’ossidiana può sconfiggere gli estranei: He heard a crack, like the sound ice makes when it breaks beneath a man’s foot, and then a screech so shrill and sharp that he went staggering backward with his hands over his muffled ears, and fell hard on his arse. When he opened his eyes the Other’s armor was running down its legs in rivulets as pale blue blood hissed and steamed around the black dragonglass dagger in its throat. It reached down with two bone-white hands to pull out the knife, but where its fingers touched the obsidian they smoked. Sam rolled onto his side, eyes wide as the Other shrank and puddled, dissolving away. In twenty heartbeats its flesh was gone, swirling away in a fine white mist. Beneath were bones like milkglass, pale and shiny, and they were melting too. Finally only the dragonglass dagger remained, wreathed in steam as if it were alive and sweating. E questo dà ai due superstiti il coraggio per riprendere il cammino. Tyrion III Prosegue la depressione di Tyrion per l’estromissione dal potere e per il poco riconoscimento avuto nella Battaglia delle Acque Nere. Viene analizzata tutta la situazione del regno. Le parti più interessanti sono: l’esito della battaglia di Duskendale, che già insinua Bolton come migliore opzione per Tywin rispetto a Balon; le manovre di Petyr, con cui si assicura il fallimento di farsi scappare Sansa dalle grinfie, aggiungendo mattoncini alla fiducia che i Lannister ripongono in lui e pronto a ripagarla con la presa della Valle e dell’erede al Nord; la maggior lungimiranza di Tyrion rispetto al padre nella gestione delle “cose del regno” sia nel momento in cui Tyrion rileva la pericolosità di Petyr, sia nel momento in cui Tyrion rileva l’importanza di mandare nuove leve alla Barriera, nonostante le terre circostanti siano in aperta ribellione. La parte che più mi ha colpito, però è quella relativa a Tywin e ai propri figli. Il dialogo con Cersei, porta avanti quanto avevo già avuto modo di dire nello scorso post sulla condizione della donna nei Sette Regni, quando questa era stata messa a confronto con quella delle donne oltre Barriera. Cersei si è già sposata e liberata di un marito inadeguato, l’ultima cosa che vorrebbe è trovarsene assegnato un altro. E chi può biasimarla nella sua condizione di Vedova e Queen Dowager? Probabilmente si trova nella posizione femminile migliore del Regno. It came so suddenly that Cersei could only stare for a moment. Then her cheeks reddened as if she had been slapped. “No. Not again. I will not.” Lo zio Kevan non ne vede il punto, vuoi per cortesia, vuoi per diplomazia, vuoi per opportunità, vuoi per cromosoma Y. Tywin chiarisce bene che non può tollerare il modo con cui Stannis ha infangato la reputazione della casata e venendo la casata prima di tutto, in quanto unica via d’immortalità nella sua filosofia, tutto ad essa va piegato. E’ evidente che Tywin non consideri i figli come esseri umani ma come pedine ed espansioni del proprio sé: Jaime l’unico possibile erede nonostante tutto, Cersei la merce di scambio per espandere il proprio potere e cementare la propria posizione, Tyrion il peso di cui vergognarsi e da tenere dietro le quinte da utilizzare alla bisogna. “You must have a new husband in your bed, to father children on you.” “Three children is quite sufficient. I am Queen of the Seven Kingdoms, not a brood mare! The Queen Regent!” “You are my daughter, and will do as I command.” She stood. “I will not sit here and listen to this -” “You will if you wish to have any voice in the choice of your next husband,” Lord Tywin said calmly. […] “You will marry and you will breed. Every child you birth makes Stannis more a liar.” […] “That is so very kind of you, Father,” Cersei said with icy courtesy. “It is such a difficult choice you give me. Who would I sooner take to bed, the old squid or the crippled dog boy? I shall need a few days to consider. Do I have your leave to go?” You are the queen, Tyrion wanted to tell her. He ought to be begging leave of you. Si discute spesso e volentieri anche di quanto Cersei abbia delle sfumature di grigio tendenti molto allo scuro, c’è chi la definirebbe nera addirittura, ma come potrebbe essere altrimenti. Per togliersi di torno anche il problema delle prostitute di Tyrion e il pericolo di farsi portare via Sansa dai Tyrell, Tywin ha deciso anche un altro matrimonio. E da ciò che dice si capisce anche, se non fosse già chiaro, la posizione di Tywin verso Cersei: “The girl’s happiness is not my purpose, nor should it be yours. Our alliances in the south may be as solid as Casterly Rock, but there remains the north to win, and the key to the north is Sansa Stark.” Tywin sentenzia che il loro scopo non sia la felicità della ragazza. Da questa affermazione se ne può facilmente concludere che questa preoccupazione non la fa sua neanche per Cersei, come per gli altri suoi due figli. La sua unica preoccupazione, il suo unico interesse nell’intessere qualsivoglia relazione sono le alleanze. Questo modo di fare di Tywin, questa sua quasi ossessione per la sopravvivenza della propria casata in una posizione di prestigio e quindi accumulo e mantenimento del potere, con relativa eliminazione di qualsivoglia minaccia, risulta ancora più chiara dal mini excursus sui Reynes e Tarbecks: Lord Tywin did not suffer disloyalty in his vassals. He had extinguished the proud Reynes of Castamere and the ancient Tarbecks of Tarbeck Hall root and branch when he was still half a boy. The singers had even made a rather gloomy song of it. Some years later, when Lord Farman of Faircastle grew truculent, Lord Tywin sent an envoy bearing a lute instead of a letter. But once he’d heard “The Rains of Castamere” echoing through his hall, Lord Farman gave no further trouble. And if the song were not enough, the shattered castles of the Reynes and Tarbecks still stood as mute testimony to the fate that awaited those who chose to scorn the power of Casterly Rock. Infine, si possono aggiungere dei pezzi al puzzle della questione Robb-Jeyne: “Jeyne Westerling is her mother’s daughter,” said Lord Tywin, “and Robb Stark is his father’s son.” Si può quindi presupporre che Jeyne abbia agito da arrampicatrice sociale, mentre Robb da uomo d’onore (non sarei d’accordo ma così sostengono). La calma con cui Tywin parla della questione va ad aggiungersi all’astio con cui Grey Wind si rapporta allo zio di Jeyne. E’ evidente che l’unione fosse stata preparata e che almeno i Westerling – cioè Spicer – adulti abbiano visto un vantaggio nel tentare di accozzarsi a Robb per venderlo al proprio liege. Si comprende anche più a pieno l’offesa arrecata a Walder Frey. Se nel POV di Cat, era stato messo in luce il poco conto della casta Westerling, per quanto antica, adesso si scopre anche che questa si è unita agli Spicer che ne degradano ancor più il valore reputazionale: Gawen is a good man, but his wife is Sybell Spicer. He should never have wed her. The Westerlings always did have more honor than sense. Lady Sybell’s grandfather was a trader in saffron and pepper, almost as lowborn as that smuggler Stannis keeps. And the grandmother was some woman he’d brought back from the east. A frightening old crone, supposed to be a priestess. Maegi, they called her. No one could pronounce her real name. Half of Lannisport used to go to her for cures and love potions and the like.” He shrugged. “She’s long dead, to be sure. And Jeyne seemed a sweet child, I’ll grant you, though I only saw her once. But with such doubtful blood...” Piccolo inciso: per caso Tyrion se la sta chiamando? (Mi riferisco alla profezia del Valonqar) He could think of nothing he would enjoy more, except perhaps strangling Cersei. A proposito di Petyr, comica la frase di Mace Tyrell: “You will miss the king’s wedding,” said Mace Tyrell. Catelyn III La morte dei due Lannister riapre il trauma per la perdita di Bran e Rickon nella mente di Catelyn, o meglio lo riacuisce. E si addentra nei cupi pensieri di come anche a Sansa possa toccare la stessa sorte. Anche il sonno di Cat è estremamente disturbato (Her own dreams were dark and laced with terrors.), ormai è totalmente in preda al dolore e alla necessità di sfogarlo in qualche modo. La morte dei due Lannister è il tradimento di Karstark. Tradimento che segue la liberazione di Jaime ordita da Cat ed il suo blando confino come punizione. L’azione di Cat e la poca incisività, nel punirla, di Robb sono inaccettabili per un alfiere che ha perso i propri figli in battaglia per mano del prigioniero. Un alfiere che per quanto sia vassallo di Winterfell ha anche contribuito alla sua “elezione” a King in the North/King of the Trident and the North. Un alfiere che reclama indietro quell’acclamazione. “Any man who steps between a father and his vengeance asks for death.” [...] “Tell your mother to look at them,” he said. “She slew them, as much as I.” [...] “How can it be treason to kill Lannisters, when it is not treason to free them?” asked Karstark harshly. “Has Your Grace forgotten that we are at war with Casterly Rock? In war you kill your enemies. Didn’t your father teach you that, boy?” La condanna a morte da parte di Robb si configura quindi come un atto dovuto per ristabilire la sua posizione di forza e per mettere a tacere la sfida che Karstark gli lancia anche con le sue ultime parole nella hall: “Yes, Lord Umber, leave me to the king. He means to give me a scolding before he forgives me. That’s how he deals with treason, our King in the North.” He smiled a wet red smile. “or should I call you the King Who Lost the North, Your Grace?” Si percepisce in questo POV tutta la giovane età di Robb e la confusione data dall’epifania attraverso cui riconosce il mondo come una sfumatura di grigi: difatti, si trova al punto in cui deve scegliere di dare giustizia al nemico, punendo un alleato, il padre dei suoi amici. Del resto, niente è aprioristicamente giusto e niente può essere scelto solo sulla base della convenienza e nessuna scelta fondamentale è facile. Robb teme la scelta che sente di dover fare: schierarsi contro chi è stato fedele alla sua casata per dare, inutilmente, giustizia al nemico; atto che non ricomporrà le precedenti fratture con gli altri alleati che lo hanno abbandonato. Edmure è la voce della convenienza, ma la convenienza, se manca di coerenza che pro può avere? Robb sceglie quindi di salvare la propria immagine di re, o meglio, la propria consistenza morale di re, e rimetterla in una posizione di forza, condannando a morte Karstark. “In battle I might have slain Tion and Willem myself, but this was no battle. They were asleep in their beds, naked and unarmed, in a cell where I put them. Rickard Karstark killed more than a Frey and a Lannister. He killed my honor. I shall deal with him at dawn.” Al momento dell’esecuzione, rilevante che Karstark ricordi l’antica parentela che intercorre tra lui e gli Stark per lanciare un ultimo augurio a Robb (“Old gods or new, it makes no matter,” Lord Rickard told her son, “no man is so accursed as the kinslayer.” […] “Kill me, and be cursed. You are no king of mine.”). E tutta la sofferenza con cui Robb si è apprestato a compiere questa scelta è chiara dal modo in cui la porta a termine: The axe crashed down. Heavy and well-honed, it killed at a single blow, but it took three to sever the man’s head from his body, and by the time it was done both living and dead were drenched in blood. Robb flung the poleaxe down in disgust, and turned wordless to the heart tree. He stood shaking with his hands half-clenched and the rain running down his cheeks. Gods forgive him, Catelyn prayed in silence. He is only a boy, and he had no other choice. L’imminente fine di Hoster sembra quasi andare in parallelo alla imminente fine del regno di Robb. Insieme alla consapevolezza che Sybelle sta operando affinché nessun erede venga generato. Mai pensiero fu più azzeccato di questo: Is this the sound of a kingdom falling? Catelyn wondered.
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    Certo che puoi partecipare! Se vuoi inziare da dove siamo noi i POV di questa settimana sono quelli del post precedente al tuo (capitoli 17-20). Altrimenti se vuoi partire dall'inizio di ASOS, puoi tentare di recuperarci in maniera più veloce, come più ti aggrada. Per delle istruzioni più dettagliate ti copincollo questa spiegazione di qualche pagina fa: E se hai dei dubbi, chiedici pure. Benvenuta @Figlia dell' estate!
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    Recuperino quasi sul gong! Magari settimana prossima divento più brava... Arya II Dopo l’opinione di Edric Storm su Robert ecco che ci imbattiamo in quella dell’altro suo bastardo, Gendry. L’ho trovata molto comica: “That old drunk?” said Gendry scornfully. “He’s dead, some boar killed him, everyone knows that.” Mi è anche piaciuto il parallelismo tra la canzone precedentemente udita da Sansa e adesso riproposta nel POV di Arya. Comunque, il trio incontra la BWB e vengono portati alla locanda dove poco prima erano passati Brienne Jaime e Cleos. Degno di nota l’arrivo alla locanda del resto della BWB: dopo tanto penare e girovagare, Arya finalmente ritrova un volto amico, Harwin. “Harwin, it’s me, don’t you know me, don’t you?” The tears came, and she found herself weeping like a baby, just like some stupid little girl. “Harwin, it’s me!” Questo ultimo anno l’ha talmente provata che Harwin stenta a riconoscerla finché Arya non gli ricorda di Winterfell: His eyes went wide. “Gods be good,” he said in a choked voice. “Arya Underfoot? Lem, let go of her.” “She broke my nose.” Lem dumped her unceremoniously to the floor. “Who in seven hells is she supposed to be?” “The Hand’s daughter.” Harwin went to one knee before her. “Arya Stark, of Winterfell.” Catelyn II Il POV si apre sulle defezioni seguenti al matrimonio di Robb con Jeyne Westerling: i Frey ed altri riverlords abbandonano la causa. In concomitanza, si apre anche la crisi con Karstark per la fuga di Jaime organizzata da Cat. Un punto che colpisce molto è quando Cat riconosce in Robb un atteggiamento più similare a quello di Brandon che a Ned: “Enough.” For just an instant Robb sounded more like Brandon than his father. “No man calls my lady of Winterfell a traitor in my hearing, Lord Rickard.” Cosa che ritengo fosse già avvalorata implicitamente dalla relazione con Grey Wind e che probabilmente ha portato a questo risvolto coi Westerling. Ho letto che Robb abbia ceduto all’amore e all’onore, ma ho la sensazione che il suo sia stato più un cedimento alla passione ed un impulsivo tentativo riparatorio. L’onore avrebbe voluto che tenesse fede alla promessa fatta ai Frey, à mon avis. Come dicevano già @sharingan e @AryaSnow, tra Robb e Cat, la maggior sensatezza nella questione viene mostrata da lei: “And you,” she said softly, “have lost the Freys.” [...] “Dare I ask how many swords come with your bride, Robb?” [...] It is swords you need, not gentle hearts. How could you do this, Robb? How could you be so heedless, so stupid? How could you be so... so very... young. [...] Not only have you broken your oath, but you’ve slighted the honor of the Twins by choosing a bride from a lesser house. [...] If you had to fall into a woman’s arms, my son, why couldn’t they have been Margaery Tyrell’s? The wealth and power of Highgarden could have made all the difference in the fighting yet to come. And perhaps Grey Wind would have liked the smell of her as well. E Robb, per Jeyne, si distanzia anche da Grey Wind (folle!). Anche in questo Cat dimostra un maggior senso nel percepire quei Westerling per cui il lupo ha diffidenza come un pericolo, nello specifico madre e zio di Jeyne. Ma i dubbi di Robb sui metalupi, basati sull’errore di fondo, ovverosia la morte di Bran e Rickon, hanno un senso: I used to think the same as you, that the wolves were our guardians, our protectors, until...” “Until?” she prompted. Robb’s mouth tightened. “Until they told me that Theon had murdered Bran and Rickon. Small good their wolves did them. I am no longer a boy, Mother. I’m a king, and I can protect myself.” Ed assistiamo anche all’ulteriore indurimento di Cat: il modo in cui si rivolge a Robb per esortarlo a riprendere Winterfell e l’appello alla sola cosa che resta, la vendetta. “It is too late for ifs, and too late for rescues,” Catelyn said. “All that remains is vengeance.” E per riprendere il Nord hanno bisogno di riconquistare i Frey, alla cui causa viene immolato Edmure. Ma come aveva detto la stessa Cat: “He is not reasonable,” said Catelyn. “He is proud, and prickly to a fault. You know that. He wanted to be grandfather to a king.” Infine, sulle questioni strategiche. Robb aveva ordinato di tenere Riverrun. Edmure ha scelto di “ritardare” il passaggio di Tywin. La colpa sta nel mezzo: Robb dà un ordine a cui Edmure dovrebbe attenersi esclusivamente. Questo ordine però non esclude (forse) automaticamente la possibilità di portare avanti altre azioni collaterali. Il ritardo al rientro di Robb avrebbe dovuto essere un messaggio per Edmure, messaggio che egli fraintende. Sicuramente Robb e Brynden avrebbero dovuto leggere la natura di Edmure e dare maggior dettaglio, ma se un uomo d’esperienza come Brynden non ha ritenuto opportuna questa esplicitazione, ne deduco che fosse perché – come dicevo qualche frase fa - Robb aveva dato un ordine a cui Edmure avrebbe dovuto attenersi esclusivamente. Quindi sì, la colpa di aver perso gli alleati e della direzione ormai nefasta della guerra è di entrambi: Robb ha minato dall’interno ragionando con una parte del corpo che non era esattamente il cervello, Edmure ha inconsciamente favorito le alleanze e mosse avversarie. Jon II La prima cosa che mi colpisce è il paragone che Jon fa tra i giganti per come sono e per come raccontati da Old Nan. Sembra quasi che si possa intuire, per quanto ci sia un fondo di verità nelle storie riportate da lei, queste stesse siano in un certo qual modo corrotte dal tempo rispetto all’antico sapere di millenni che esse riportano, o comunque, in un certo qual modo adattate nel tempo per rendere comprensibile a chi non vede ciò che vi è descritto quello di cui si può trattare. In Old Nan’s stories, giants were outsized men who lived in colossal castles, fought with huge swords, and walked about in boots a boy could hide in. These were something else, more bearlike than human, and as wooly as the mammoths they rode. Seated, it was hard to say how big they truly were, Ten feet tall maybe, or twelve, Jon thought. Maybe fourteen, but no taller. Their sloping chests might have passed for those of men, but their arms hung down too far, and their lower torsos looked half again as wide as their upper. Their legs were shorter than their arms, but very thick, and they wore no boots at all; their feet were broad splayed things, hard and horny and black. Neckless, their huge heavy heads thrust forward from between their shoulder blades, and their faces were squashed and brutal. Rats’ eyes no larger than beads were almost lost within folds of horny flesh, but they snuffled constantly, smelling as much as they saw. They’re not wearing skins, Jon realized. That’s hair. Shaggy pelts covered their bodies, thick below the waist, sparser above. The stink that came off them was choking, but perhaps that was the mammoths. IL flirtone con Ygritte è abbastanza evidente ormai, se era chiaro che qualcosa avesse colpito Jon quando ha scelto di risparmiarla, adesso è ancora più chiaro. When she grinned, the crooked teeth didn’t seem to matter. And maybe her eyes were too far apart, but they were a pretty blue-grey color, and lively as any eyes he knew. Sometimes she sang in a low husky voice that stirred him. And sometimes by the cookfire when she sat hugging her knees with the flames waking echoes in her red hair, and looked at him, just smiling... well, that stirred some things as well. [...] She reminded him a little of his sister Arya, though Arya was younger and probably skinnier. It was hard to tell how plump or thin Ygritte might be, with all the furs and skins she wore. La cosa che mi ha più colpito sono le affinità e divergenze tra la visione della donna oltre barriera e nei sette regni. Nei sette regni ritengono che la condizione della donna possa essere moralmente più accettabile perché regolata da leggi e non da – chiamiamolo – lo stato di natura. In realtà, è una visione molto ipocrita. Come ci ha già ricordato Cersei, nei sette regni le donne non sono nulla di più che “capi di bestiame” da scambiare per alleanze di qualche sorta senza che abbiano alcuna voce in capitolo. Cosa assolutamente in linea con il setting in cui l’opera è ambientata perché sì nel medioevo esistevano delle leggi che regolavano la vita quotidiana, ma la legge del re o del lord si fermava comunque alla soglia della porta di casa, luogo in cui a fare la legge era il capofamiglia. Quindi la donna passa dalla tutela del padre a quella del marito senza che abbia alcuna voce in capitolo. E, per quanto il legame col marito possa essere sancito dal matrimonio stesso, questo non significa che ogni volta che lui la “prende”, questa sia d’accordo SPOILER GOT 5 E’ lecito per un marito violentare la moglie non consenziente, come è lecito arrivare ad ucciderla in uno scatto d’ira senza che per questo sia in qualche modo perseguibile per l’assunto di cui sopra. Per assurdo basti pensare che in Italia l’abominio del delitto d’onore è stato in vigore fino all’81. Ma sto divagando. Questo per dire che tra una situazione ipocrita in cui la donna è gestita da altri e comunque svilita per quanto nell’ambito di una serie di regole ed una situazione che espone la donna agli stessi rischi di svilimento, forse anche maggiormente violenti, ma che le consente quantomeno una certa libertà di fondo e minori compromessi, non sono del tutto sicura che la prima condizione sia preferibile o maggiormente favorevole. Altro punto interessante è la convinzione di Qhorin che i wildlings stessero cercando qualcosa di “speciale” nei Frostfangs per oltrepassare la Barriera. Da qui il dubbio che negli anni precedenti in cui Mance ha unito i vari clan abbiano potuto essere loro la causa del risveglio degli Estranei. The Halfhand had suspected that the wildlings had gone up into the bleak and barren Frostfangs in search of some weapon, some power, some fell sorcery with which to break the Wall... but if they had found any such, no one was boasting of it openly, or showing it to Jon. Nor had Mance Rayder confided any of his plans or strategies. Interessante anche il modo in cui si pone Jon: scopriamo che lui sente la necessità di essere ligio al dovere e di assecondare i bruti in quanto ordinatogli da Qhorin, certo è che la vita con loro e la conoscenza diretta mette in atto delle dinamiche particolari, per cui si riscopre infatutato da Ygritte e affascinato da personaggi come Tormund e Mance; ciononostante ammette a sé stesso che pur di salvare tutte quelle percone che abbia mai conosciuto ed amato, che risiedono in quelle terre che sarebbero subito colte dall’invasione dei bruti, non esiterebbe ad uccidere Mance nonostante l’ammirazione che gli ispiri, anche se questo sicuramente gli costerebbe la vita. Già in questa considerazione c’è un’evidente anticipazione di ciò che poi succederà con fArya. Del resto come dice Jaime: The things we do for love. Ci viene anche anticipata la sorte che tocca ai metamorfi quando muoiono: parte di Orell persiste nella sua aquila. SPOILER GOT 6/TWOW Can a bird hate? Jon had slain the wildling Orell, but some part of the man remained within the eagle. The golden eyes looked out on him with cold malevolence. Scopriamo inoltre l’epilogo dell’attacco del prologo. Una minaccia che Mance conosce bene e che gli fa capire come mai i suoi uomini non avessero subito attacchi per un certo tempo. Sansa II Per Sansa, Cersei ha ordinato massima priorità nel rinnovamento del guardaroba e la ragazza fa bene a chiedersi quali ragioni vi siano dietro. But why? Sansa wondered when she was alone. It made her uneasy. Pensa ai Tyrell, ma pensa male, anche se le prime due lettere sono corrette. Bello il momento in cui Sansa ripensa al Mastino: Sansa wondered what Megga would think about kissing the Hound, as she had. He’d come to her the night of the battle stinking of wine and blood. He kissed me and threatened to kill me, and made me sing him a song. Al di là della ship, che apprezzo, questo ci rende subito lampante quanto il bagaglio di esperienze di Sansa sia più “ricco” e “variegato” nel male rispetto a quello delle cugine di Margaery. Ma un bagaglio di questo tipo non significa che non possa avere anche delle conseguenze positive. Sicuramente è un bagaglio pesante e Sansa ne è ben conscia, riconoscendogli questo valore negativo e allo stesso tempo positivo non può che avere pena di loro perché sono ancora ignare e non possono capire la realtà per quella che è davvero, ma anche invidia perché quando la realtà è dolorosa, riuscire a non vederla, per quanto limitante, è pur sempre un sollievo. They are children, Sansa thought. They are silly little girls, even Elinor. They’ve never seen a battle, they’ve never seen a man die, they know nothing. Their dreams were full of songs and stories, the way hers had been before Joffrey cut her father’s head off. Sansa pitied them. Sansa envied them. In Margaery, invece rileva una natura differente: una facciata di cortesia e gentilezza dietro cui intravede almeno parte dell’arguzia di Olenna. Bello l’approfondimento storico segnalato da @Aegon il mediocre. Adoro questi excursus nel passato dei Targ. Inoltre, questo passaggio rimarca ancora una volta il paragone che avevamo già visto nel POV di Tyrion tra Loras e il Dragonknight. Per quanto riguarda l’interrogativo di @sharingan su piani Tyrell/Ditocorto, il fatto che Sansa riveli a Dontos del piano Tyrell e questi reagisca in maniera scomposta rivela già che i piani per lei di Ditocorto sono diversi. Ciononostante, questo non impedisce a Ditocorto di accordarsi con loro per l’uccisione di Joffrey: questa parte del piano è comoda ad entrambe le parti, toglie Margaery dal pericolo e crea un diversivo per la fuga di Sansa. La vera domanda è: si tratta di un piano ideato solo da Ditocorto su cui i Tyrell sono saliti in corsa, oppure si tratta di un piano già orchestrato nel momento in cui i Tyrell hanno scelto di impegnarsi nella Battaglia delle Acque Nere? Del resto, il veleno a Sansa venne consegnato nel suo ultimo POV di ACOK. Se il POV precedente non ci aveva abbastanza convinti del fatto che la causa di RObb sia ormai una causa più che persa, il fatto che Sansa venga ormai considerata l’erede a Winterfell a KL dovrebbe darci il mattoncino finale. Per quanto Sansa possa essere cresciuta nell’arco di due libri e un tot, ogni volta che un barlume di speranza di vita migliore le si palesa all’orizzonte, cede nuovamente ai suoi sogni di un tempo. I Tyrell sono stati per lei una parentesi di pace tra le angherie della vita di corte. Peccato che tutte queste belle speranze le si rivolteranno contro in -5, -4, -3…
  9. La canzone del giorno

    Trip hop, Portishead live, Beth Gibbons con sigaretta. Top. So don't you stop, being a man Just take a little look from our side when you can Sow a little tenderness No matter if you cry.
  10. Dillo con parole sue.

    Come ci ricorda Dolores Abernathy - citando Shakespeare - Queste gioie violente hanno fini violente.
  11. I ride no more.

    1. AemonTargaryen

      AemonTargaryen

      Blood of the dragon, beyond every title. Now, and always.

  12. La canzone del giorno

    Mai come in questo periodo i Nirvana sono quello che ci vuole. Sebbene questo singolo postumo possa irritarmi sotto certi aspetti, in questo momento non c'è niente di più azzeccato. I will move away from here You won't be afraid of fear No thought was put into this I always knew it'd come to this Things have never been so swell And I have never failed to fail Pain Pain Pain Pain Pain You know you're right You know you're right You know you're right You know you're right You know you're right You know you're right You know you're right You know you're right...
  13. La canzone del giorno

    Ammetto che come punto in comune non sia della massima elevazione. È più che altro una curiosità, che al tempo di uscita di uno di questi due video mi colpì come scelta. Ma è un pochino più evidente della trilogia del cornetto. XD
  14. ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Eccomi in grande ritardo coi POV della settimana passata. Bran I Il POV si apre in Summer. Summer/Bran il principe che ricorda i suoi fratelli perduti, il suo branco. Parte da Shaggydog, quello arrabbiato e più distante per quanto sia l’unico rimastogli. Se ne deduce un parallelo di stato d’animo per Rickon. Percepisce anche gli altri più distanti come se avessero una sorta di connessione, tutti tranne Lady e al pensiero della sua morte viene avvolto dalla tristezza. Non più 5 fratelli, ma 4, 4 e Ghost. Che questo ricordo implichi l’estraneità parentale di Ghost alla cucciolata? Il pensiero per Lady sembra poi essere rivolto a Sansa stessa: These woods belonged to them, the snowy slopes and stony hills, the great green pines and the golden leaf oaks, the rushing streams and blue lakes fringed with fingers of white frost. But his sister had left the wilds, to walk in the halls of man-rock where other hunters ruled, and once within those halls it was hard to find the path back out. The wolf prince remembered. Che questo sia un indizio sul destino di Sansa? Tutti Gli Stark e Jon sono destinati al Nord, tranne Sansa? O anche lei ce la farà a ritrovare la difficile via d’uscita dalla corte e dagli intrighi di palazzo? Fa tenerezza poi la volontà di Bran di fuggire da sé stesso, dalla sua condizione insoddisfacente di storpio, di fuggito dal suo castello, incapace di proteggerne gli abitanti, come un cavaliere con le gambe avrebbe per lo meno potuto provare a fare. E per fuggire da sé si immerge totalmente nella pelle di Summer: “I forgot,” he said. “You always forget.” It was true. He meant to do the things that Jojen asked, but once he was a wolf they never seemed important. […] “I want you to say the words. Tell me who you are.” “Bran,” he said sullenly. Bran the Broken. “Brandon Stark.” The cripple boy. “The Prince of Winterfell.” Of Winterfell burned and tumbled, its people scattered and slain. The glass gardens were smashed, and hot water gushed from the cracked walls to steam beneath the sun. How can you be the prince of someplace you might never see again? Jojen, oltre ad essere caratterizzato dal verde nell’aspetto e nel profondo del suo essere, cosa che immagino si perda in italiano se i green dreams diventano i sogni dell’oltre (Jojen Reed could scare most anyone. He dressed all in green, his eyes were murky as moss, and he had green dreams), è anche caratterizzato da una grande fermezza volta al raggiungimento del suo obiettivo: condurre Bran al Corvo a 3 occhi. E finalmente Bran realizza che l’unica cosa a cui può aspirare, per ciò che è, è essere condotto al Corvo a 3 occhi perché si liberi alla sua natura di lupo alato, l’unica che può fargli superare la propria condizione di storpio. P. S. Convengo con @Aegon il mediocre quando rileva le interessanti abilità dei crannogmen. Davos II Davos è debilitato e terribilmente addolorato per la perdita di più figli. Abbiamo visto ciò che ha provocato in Cat. In Davos, una simile irrazionalità si sfoga incolpando Melisandre, sia dell’ambizione di Stannis, che trova in lei un potente mezzo per il proprio fine, sia dell’ambizione stessa di Davos, la cui vita e fortuna è ormai indossolubilmente legata alla parabola di Stannis. La natura umana spesso e volentieri impedisce di colpare sé stessi per una perdita così grande e, di riflesso, impedisce di incolpare, ugualmente, l’artefice della propria fortuna, scagliandosi contro la cosa più vicina e, possibilmente, meno dolorosa da cui prendere le distanze. Nel caso di Davos, Melisandre. Può essere insensato e disperato, come la liberazione di Jaime da parte di Cat, ma umanamente comprensibile. Convengo con @sharingan e @*Khaleesi* che la parte più interessante sia la previsione del Red Wedding da parte di Macchia. A proposito, grazie @*Khaleesi* che hai quotato la parte in inglese, così evito di allungare il brodo con le solite millemila citazioni! Adoro il termine bridegroom. Mette le cose nella giusta prospettiva. XD E’ anche interessante osservare la figura di Robert da parte di Edric Storm (che ha un po’ di arroganzina sympa, tipica dei Baratheon, o almeno di Robert e Renly): sembra che ne sia orgoglioso, quasi si può dire che le cantonate prese da Robert nei confronti dei suoi “figli ufficiali”, non siano state tali verso il figlio di sangue, per il quale riusciva ad essere una figura accettabile quella volta all’anno che lo andava a trovare, probabilmente la difficoltà risiedeva nella quotidianità. E anche nel fatto che per forza di cose Joffrey avesse preso ben poco da lui. XD Jaime II Mi piace molto quello che mette in risalto @AryaSnow, e cioè che il POV si apre e si chiude su un re in ginocchio: lo Stark who knelt, che ci riporta agli albori della dinastia Targaryen, e Aerys morente, che invece ci riporta alla fine del loro regno. Per quanto riguarda il passaggio da wench a donzella, devo ammettere che non mi piace: donzella non si porta dietro quello humour implicito nel termine inglese ed anche come suono in sé e per sé non lo trovo altrettanto soddisfacente. Lo avevo già detto ma adoro il sarcasmo di Jaime contrapposto alla sensatezza di Brienne e Cleos. Brienne condivide con Cersei l’insoddisfazione per la propria condizione di donna: Brienne gave the cook a dark look. The wench does hate being reminded that she’s a wench E, detto tra noi, chi non sarebbe stata insoddisfatta al posto di Cersei: Robert had laughed so hard he’d spit ale all over Cersei’s silken mantle. Tralasciando queste futilità, vediamo che Jaime, piano piano, ma molto meno piano di Brienne, continua ad essere “incuriosito” dalla sua persona: Jaime was pleasantly surprised; it was the same choice he would have made. [...] She hunched gracelessly in the saddle, but seemed to have a sure seat nonetheless. [...] Well, she may be ugly but she’s not entirely stupid. E’ molto singolare quando accosta Brienne a Tyrion: What a wretched creature this one is. She reminded him of Tyrion in some queer way, though at first blush two people could scarcely be any more dissimilar. Perhaps it was that thought of his brother that made him say, “I did not intend to’give offense, Brienne. Forgive me.” Al di là dell’interesse/affetto latente che questo può mostrare verso Brienne, come alcuni hanno sottolineato, quello che rende la cosa interessante è la profondità stessa del pensiero di Jaime. Jaime ha colto lo stesso senso di “outsider” in Brienne che sa essere parte del fratello, ha colto che ella si trova altrettanto a disagio con ciò che si ritrova ad essere quanto lo è Tyrion, ha colto che la sua natura è un qualcosa di altro e che come il fratello fa, in un certo qual modo, del suo aspetto la propria armatura. Ed è probabilmente tutto questo, un po’ il senso della scoperta, un po’ la scoperta stessa di ritrovare in lei una certa inaspettata affinità che lo fanno aprire a dei momenti di grande tatto ed anche di vicinanza. Momenti che per il momento si scontrano contro il muro, o – se preferiamo – l’armatura di Brienne. Ma, viste le sue esperienze passate, non la si può biasimare per questa maggiore lentezza con cui cede ad un rapporto più confidenziale. A cui si aggiunge, probabilmente, una certa ripugnanza verso l’aspetto superficiale di Jaime, che incarna il potenziale cavaliere perfetto (come già aveva rilevato Jon Snow in AGOT Jon I, anzi lui gli aveva proprio riconosciuto un aspetto regale addirittura), a cui è stato concesso il grande onore di entrare a far parte della Guardia Reale, ma che si è macchiato in tale veste del più grande crimine ed abominio: uccidere il re che aveva giurato di difendere anche a costo della vita, e non solo. E superficialmente non si può dare torto a Brienne. Ma la realtà, come ben sappiamo, non è bianca o nera e non è facile. E quello che si nasconde dietro alla discutibile reputazione del Kingslayer è ben altro. Lo scopriamo essere un impulsivo ed irrazionale ragazzo di belle speranze che entra nelle Guardia Reale per poter tornare a stare vicino alla sua amata sorella. Sorella che sa bene come farsi dire di sì: “Is it a rock you want? Or me?” [...] By morning Casterly Rock seemed a small price to pay to be near her always. Giovane, idealista, romantico, irrazionale Jaime. Come disse lui in AGOT: The things we do for love… Così entrò nella Guardia Reale e niente andò secondo i piani prestabiliti. E’ interessante poi come in preda all’ira affermi che sia stata l’esperienza nella Guardia Reale ad averlo corrotto e non lui stesso la corruzione della Guardia Reale. Così, dopo qualche indizio disseminato nel dialogo con Brienne, da cui si evince la necessità che avrebbe di condividere ciò che si nasconde dietro le sue azioni, Jaime si trova di nuovo a rivivere in sogno il suo vile atto: l’uccisione dell’allora Primo Cavaliere, di cui nessuno ha memoria a causa della bassa estrazione sociale, e quella del re, che è ormai diventata il suo marchio. Quella colpa che si è sentito inchiodata addosso fin dal primo sguardo che Crakehall gli posa addosso e che culmina nello sguardo giudicante di Ned Stark. Significativo nel sogno il contrasto tra l’immagine di Aerys e quella di Jaime. Aerys (The fool was always cutting himself on the blades and barbs of the Iron Throne) ricorda da vicino la stessa inattitudine a regnare che abbiamo visto in precedenza anche in Joffrey, simboleggiata dal trono che lo rifiuta ed anche dal momento stesso della sua morte: Jaime hauled the last dragonking bodily off the steps, squealing like a pig and smelling like a privy. A single slash across his throat was all it took to end it. So easy, he remembered thinking. A king should die harder than this. Mentre Jaime non è rifiutato dal trono neanche dopo l’uccisione di Aerys. Quel trono su cui si siede ad aspettare chi lo reclamerà: Then he climbed the Iron Throne and seated himself with his sword across his knees, to see who would come to claim the kingdom. As it happened, it had been Eddard Stark. You had no right to judge me either, Stark. Oltre a questo, mi hanno colpito anche i pensieri con cui rinuncia ad imputarsi la nomina del nuovo re. Per un attimo il pensiero conservatore di ristabilire il potere del padre come Primo Cavaliere e questa volta esplicitamente come vero regnante (it was the Hand who truly ruled the Seven Kingdoms), molto di più di quanto non lo fosse già implicitamente al fianco di Aerys, nominando Viserys o Aegon re. Un pensiero che, come dice @Aegon il mediocre, avrebbe isolato i Lannister e ne avrebbe potuto minare la sopravvivenza. Un pensiero che però diverte Jaime e che ne fa risaltare nuovamente sia la sua impulsività quanto la sua profondità. Noi rilettori sappiamo che Jaime ha agito spinto da un ideale positivo volto alla protezione della città ed anche della propria famiglia da un uomo, per quanto re, pazzo, degenerato, macchiatosi di atti sommamente empi. Ma è solo quando si trova il cadavere di Aerys tra le mani che si rende conto che cosa significa l’averlo ucciso, perché lui è arrivato a tanto e quindi perché non può rischiare di agire come vorrebbe. E, probabilmente, è proprio in quel momento in cui, Jaime dopo un lungo training nella capitale si rinchiude in quel vorrei ma non posso/potrei ma non voglio che lo caratterizza fino alla perdita della mano. “Shall I proclaim a new king as well?” Crakehall asked, and Jaime read the question plain: Shall it be your father, or Robert Baratheon, or do you mean to try to make a new dragonking? He thought for a moment of the boy Viserys, fled to Dragonstone, and of Rhaegar’s infant son Aegon, still in Maegor’s with his mother. A new Targaryen king, and my father as Hand. How the wolves will howl, and the storm lord choke with rage. For a moment he was tempted, until he glanced down again at the body on the floor, in its spreading pool of blood. His blood is in both of them, he thought. “Proclaim who you bloody well like,” he told Crakehall. Vorrei aprire una piccola parentesi su Cersei: sapendo che più avanti nei suoi POV, la scopriremo innamorata più di Rhaegar che di Jaime, viene da chiedersi quale fosse il suo scopo: è credibile che volesse riavvicinarsi al fratello, ma mi chiedo se oltre a questo non albergasse anche un modo per nascondere la frustrazione dell’essere stata anni prima rifiutata come promessa sposa a Rhaegar, la ricerca di un alleato per togliersi Elia dai piedi, l’eliminazione dell’unico e accettabile erede (per Tywin) a Casterly Rock. Del resto, Jaime tra un libro si renderà ben conto di quanto il suo amore/passione per Cersei non fosse che un’attrazione verso l’uomo che avrebbe potuto/voluto essere, oltre che uno sfogo manipolatorio per esprimere il proprio potere. Ma avremo modo di riflettere meglio sulla natura di Cersei più avanti. Piccolo inciso: mi piace pensare che, visto il luogo in cui si aggirano, questi ululati siano quelli del branco di Nymeria: Off in the distance, some wolves were howling. One of their horses whickered nervously. Altro piccolo inciso: è interessante leggere che l’ombra di Stannis che ha ucciso Renly porta con sé il freddo, come succede anche agli estranei. Tyrion II Anche a me, come ad @AryaSnow, ha colpito molto la stanza di Varys: molto spartana, molto essenziale, non ci sono segreti, fogli, passaggi; non c’è neanche del vino. Interessante anche il discorso che fanno su Mandon Moore, il supposto killer inviato da Cersei. Scopriamo che proviene dalla Valle ed è stato portato a corte da Jon Arryn, ma non era particolarmente amato da lui né da Robert. Ciò che viene dalla Valle è molto facile che sia stato usato da Petyr più che da Cersei. Del resto, me lo aspetterei anche per la vicenda della daga. E poi Shae. I 2 fratelli Lannister non sono poi così diversi nella loro impulsività e irrazionalità sentimentale: No, it’s not wise, it’s bloody madness. I want to see her one last time, before I send her away. I cannot abide having her so close. [...] Fool, fool, the voice inside him screamed. Why did you say that? You came here to send her away! Instead he kissed her once more. Ma come diceva @sharingan, la diversità sta nella veridicità di tale sentimento, per quanto si possa anche dire che quello di Cersei abbia degli aspetti altrettanto manipolatori ed egoistici. Fa tenerezza l’irrazionalità di Tyrion nel volersi vestire al meglio ma non poterlo fare e il realizzare che l’abito può fino a pagina 2… Non solo il potere logora chi non ce l’ha, anche il fisico. L’incontro con Loras inizia ad introdurre il tema che arriverà più tardi del parallelismo tra lui e Jaime. Jaime abbiamo scoperto essere diventato Guardia Reale per amore di Cersei e per poter tornare a vivere nello stesso castello, ma risponde a Brienne che lo ha fatto per la gloria. Loras rivela di essere diventato Guardia Reale per la gloria perché perso l’amore era l’unico obiettivo che per lui valesse la pena di essere perseguito: When the sun has set, no candle can replace it. Sorte similare che lo accomuna anche all’altro eroe da lui citato: Aemon the Dragonknight, che si unì alle cappe dorate poco dopo l’unione di Naerys al fratello.
  15. La canzone del giorno

    Simpatico giochino perditempo a cui non parteciperà nessuno. La canzone che ho postato ieri, per chi conosce quel panorama sia nei lati più alti sia in quelli più bassi, ha un evidente collegamento con la canzone di oggi. Ma non dirò quale. Potrete indovinarlo, se vi va quando posterete la vostra canzone del giorno. Wait, they don't love you like I love you Wait, they don't love you like I love you Maps Wait, they don't love you like I love you