***Silk***

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  1. Elezioni politiche 2018

    Lyra, ci provo anche io per l'ultima volta, poi mi arrendo. Non c'è niente di male a portare una testimonianza personale, mi sfugge il motivo per cui ti volessi contrapporre ad un post con cui ti sei dimostrata in totale sintonia. Non riformulare diversamente ciò che ho detto però: ho detto in un post che io non volevo rendere pubbliche alcune mie esperienze per motivi altrettanto personali, specificando che questo non mi sembrava il luogo per il mio caso e ho detto che non ha senso scientifico rispondere ad una statistica per inficiarla con un caso personale che si colloca tranquillamente come punto percentuale della statistica stessa e quindi non può che avvalorarla. Non ho neanche fatto allusioni a tue eventuali visioni personali, altrimenti ti avrei citato nei miei post, semplicemente ho fatto presente che un discorso personale, oltre a non acquisire il senso di cui sopra, può essere male interpretato, a torto o a ragione, a causa dell'argomento del topic stesso. Niente di personale, credimi. Per quanto riguarda il voto, il programma è fondamentale, come è fondamentale la sua analisi per capirne l'attuabilità (spesso ci sono voci estremiste di politica estera chiaramente inattuabili a livello internazionale, oppure dettagli fumosi che non spiegano il modo in cui si pensa di attuare ciò che ci si propone), come è fondamentale la percentuale risultante dalle urne, perché con una percentuale irrisoria o non troppo maggioritaria, come molti casi recenti hanno dimostrato, fanno sì che il programma resti sulla carta e non venga attuato.
  2. Elezioni politiche 2018

    Visto lo scompiglio generato, deduco di essermi spiegata in maniera non esaustiva o di non essere stata compresa a pieno. Sulla sanità. Essendo in un topic che si chiama "Elelzioni politiche 2018", trovo che controbattere ad una disamina esaustiva con esempi di parte non abbia senso, perché non altrettanto esaustivi, visto e considerato che questa disamina non diceva la sanità italiana fa schifo, ma semplicemente che non è ad alti livelli ovunque e quindi stavate fondamentalmente dissentendo su un argomento che vi trovava invece d'accordo. Fare esempi personali in un topic dedicato a questo tema può far pensare che si sia portati a considerare maggiormente i propri interessi, visione con cui personalmente dissento ma che è altrettanto legittima. Ciò detto, anche io nella mia risposta ho portato degli esempi personali, non ho detto che questi non siano legittimi, lo sono inquadrati in un discorso più ampio per la ragione già esposta sopra. Poi, a livello personale, ovviamente mi fa molto piacere che le esperienze personali portate in questo topic sono positive, non tanto per l'argomento ma proprio a livello umano, vista l'importanza del tema nelle vite dei singoli. Sul tenore della discussione. Avevamo iniziato una panoramica su una serie di tematiche elettorali, che trovavo per altro interessante, e di cui mi sarebbe piaciuto approfondire anche il lato giustizia, in particolare un'espansione di questo, qualora Aemon o altri abbiano voglia di espandere: Mi limitavo a sollevare una sorta di dispiacere nel vedere morire la discussione su aspetti meno interessanti e poco inerenti al tema elettorale. Soprattutto perché scrivendo si ha maggiore possibilità di riflettere rispetto ad una discussione che avviene a parole live. A mio avviso, alla statistica non si controbatte portando un singolo esempio, per altro in linea con quanto affermato dalla statistica stessa: è tautologico. E come m'insegna qualcuno, la tautologia uccide le discussioni. Non è questione di essere accademici o meno. Semplicemente, un'opinione supportata da dati e fonti credibili, e non da considerazioni generiche o riferimenti fumosi a dati e fonti non citate, acquisisce più valore: è metodo scientifico. Sul voto/non-voto. Qua mi riferivo semplicemente a coloro che non vanno a votare. Se uno non trova alternative e annulla la scheda (la scheda bianca non la accetto), o dichiara al seggio di rifiutarsi di votare per le ragioni X, Y, Z, fa benissimo a farlo e ha ancora (secondo me) dignità di poter esprimere il proprio parere sul nuovo governo.
  3. Elezioni politiche 2018

    Facciamo un discorso organizzato però. Si era partiti da una panoramica sulla situazione sanitaria del paese, in cui venivano messe in luce una serie di problematiche che sarebbe auspicabile risolvere. Mi fa molto piacere che alcuni di noi abbiano avuto delle esperienze positive col sistema sanitario e ne siano rimasti soddisfatti, ci mancherebbe, mi stupirei se non ci fossero casi del genere in un paese in cui il sistema sanitario è pubblico. Però siamo scivolati su un discorso personale, che, in un topic in cui si parla di elezioni, ha poco senso, a meno che il retropensiero dietro a queste affermazioni non sia: nel mio piccolo giardino di casa tutto sommato si sta bene, ho sentito voci che in altri giardini distanti non si sta altrettanto bene, però tanto sono distanti, chi se ne importa, tiro a fare il mio. Personalmente, ammetto di non soffrire direttamente di nessuno dei problemi precedentemente elencati nell'ottimo post di Aemon, non solo dal punto di vista sanitario. Eccezion fatta per episodi minori per i quali non ho voglia di fare outing, né trovo che questa sia la sede opportuno per farlo - nel mio caso. Ciò detto, trovo estrememante ingiusto che la vita ed il benessere di altri concittadini, specialmente in tema sanità, dipenda strettamente dal loro luogo di nascita. E credo che anche chi è abbastanza fortunato da non dover sentire sulle spalle questi problemi, debba riconoscerli e dare il proprio contributo solidale a risolverli. Paragonare poi il sistema sanitario italiano a quello americano non ha senso: sono due sistemi completamente diversi, negli Stati Uniti ti curano sulla base dell'assicurazione sanitaria, in Italia no. Non trovo sorprendenti per il loro sistema tutti quei casi in cui persone sono buttate fuori dall'ospedale perché il loro piano sanitario e, in assenza di tale copertura, il loro portafoglio, non siano in grado di sostenere le spese. Ovviamente va anche detto che i centri di eccellenza americani ai nostri fanno le scarpe. Ciò detto non credo che le critiche mosse al sistema sanitario italiano ammiccassero ad un modello sanitario statunitense. Semplicemente rilevavano cosa c'è che non va a livello italiano. Fare finta che la situazione italiana sia buona perché la sanità è pubblica non capisco che senso abbia. Personalmente - di nuovo - se avessi voluto confutare le affermazioni precedenti, avrei potuto scegliere di screditare - con senno - tutte le fonti citate, oppure citare fonti altrettanto credibili che affermano il contrario. Qualsiasi altro tipo di risposta purtroppo porta un argomento che poteva farsi interessante a una discussione da bar, e allora forse è meglio andare al bar, almeno ti fai pure una bevuta. Capisco il punto, poi è ancora presto per dirlo, ma voglio essere convinta (per ora ho letto bene solo il programma del M5S, come si evinceva da qualche post fa) che quando usciranno tutti i programmi ci possa essere un programma più credibile e più entusiasmante degli altri. Anche perché, poi, a mio avviso, chi sceglie di non votare perde anche il diritto di lamentarsi di chi viene eletto, avendo scelto di non esprimere la propria opinione.
  4. Elezioni politiche 2018

    Negare un'evidenza riportata con dati alla mano, ribattendo con discorsi generici mi pare poco costruttivo. Personalmente, avendo diretta esperienza del mondo della sanità italiano, ho toccato con mano che ci sono diverse storture, anche nelle regioni citate come "sane", oltre a quelle già evidenziate sopra. Storture probabilmente minori, dovute a corruzione e clientelismo. Su quelle riportate sopra non posso che confermare, anzi direi che sono talmente radicate da creare leggende e battute all'interno dello staff operante nel mondo sanitario. Il che, oltre a far inorridire chiunque sia dotato di senno, perché non dovrebbero esistere disparità di accesso/costi alle/delle cure a seconda del luogo di residenza, è anche, in un certo senso un peccato perché a fronte di una situazione sanitaria drammatica che si realizza specialmente nelle regioni del Sud Italia, ci sono anche delle rare perle di esempio (mi viene in mente un centro di Napoli e un altro in Calabria). Quindi il problema è evidentemente strutturale. Possiamo scegliere di fare buon viso a cattivo gioco e dire che tutto sommato in Italia, nonostante i problemi si vive bene, oppure si può anche dire chi se ne importa non sono problemi che mi toccano da vicino. Ma la decadenza in cui versa il nostro paese mi sembra abbastanza evidente e sarebbe più proficuo prenderne atto, comprendere ciò che non va, analizzare correttamente le diversità dell'offerta politica che il 4 marzo ci pone di fronte e cercare di dare il proprio piccolo contributo al miglioramento delle condizioni in cui il nostro paese versa. Magari non si otterrà un granché, ma non provarci neanche sarebbe profondamente empio.
  5. ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Capitoli 52-55 Sansa IV Il risentimento mostrato da Arya verso gli dei per la sorte del padre lo troviamo riproposto anche in Sansa, ma in maniera diversa. Sansa riversa la sua rabbia verso i 7 dei, che anch’ella ritiene responsabili di non aver mai ascoltato le sue preghiere, come Arya riteneva responsabili gli antichi di non aver difeso Ned/ascoltato le sue preghiere. Rancore acuito dal fatto che il luogo di culto è ormai per lei il luogo dell’esecuzione di Ned: “Let him.” When Sansa had first beheld the Great Sept with its marble walls and seven crystal towers, she’d thought it was the most beautiful building in the world, but that had been before Joffrey beheaded her father on its steps. “I want it burned.” Certo il suo rancore è sicuramente più composto, controllato, freddo. Ma non meno presente. Con Stannis alle porte, non solo Sansa è terrorizzata, ma tutta KL, memore del fato che l’attese una quindicina di anni prima quando i Lannister entrarono in città: The whole city was afraid. Sansa could see it from the castle walls. The smallfolk were hiding themselves behind closed shutters and barred doors as if that would keep them safe. The last time King’s Landing had fallen, the Lannisters looted and raped as they pleased and put hundreds to the sword, even though the city had opened its gates. This time the Imp meant to fight, and a city that fought could expect no mercy at all. Sul rapporto con Sandor invece, riprendo una parte di testo scritta al tempo da @JonSnow;, che secondo me coglie benissimo quello che sta continuando a fare nei confronti di Sansa: E questa sua volontà di essere una sorta di guida per Sansa, è evidente nel momento in cui le parla dei suoi amati ed idealizzati cavalieri: What do you think a knight is for, girl? You think it’s all taking favors from ladies and looking fine in gold plate? Knights are for killing. Sandor le spiega in maniera molto cruda come va il mondo al di fuori della campana di vetro sotto la quale è cresciuta a Winterfell. Mondo che parzialmente ha già avuto modo di vedere da quando è partita per KL. I cavalieri uccidono, non sono come nelle canzoni, gli dei non sembrano esistere e vige la legge del più forte: Sansa backed away from him. “You’re awful.” “I’m honest. It’s the world that’s awful. Ma Sansa cerca di convincersi del contrario. Deve pur darsi una speranza a cui aggrapparsi, o almeno pensare che l’affaire Dontos non possa andare a suo discapito: There are gods, she told herself, and there are true knights too. All the stories can’t be lies. Al peggio non c’è mai fine e Sansa diventa donna. Bella l’immagine scelta da Martin per descrivere in breve l’evento ed il suo stato d’animo: It was as if her own body had betrayed her to Joffrey, unfurling a banner of Lannister crimson for all the world to see. Anche Cersei ha parzialmente la funzione del Mastino relativamente alle questioni più femminili, sia quelle più pratiche, che quelle più filosofiche: Robert wanted smiles and cheers, always, so he went where he found them, to his friends and his whores. Robert wanted to be loved. My brother Tyrion has the same disease. Do you want to be loved, Sansa?” “Everyone wants to be loved.” “I see flowering hasn’t made you any brighter,” said Cersei. “Sansa, permit me to share a bit of womanly wisdom with you on this very special day. Love is poison. A sweet poison, yes, but it will kill you all the same.” E questa visione se vogliamo va ad aggiungersi al discorso che Maester Aemon fece a suo tempo a Jon Snow: l’amore è la morte del dovere. Ed è una visione, che non disdegnamo noi - da quello che leggo - né disdegna Martin, come dimostrano gli archi di certi personaggi. Pensiamo a Ned: per lui l’amore (per Lyanna) è stato sia la morte del dovere, inteso come dovere verso il suo re ed il suo regno, sia ciò che alla fine lo ha portato alla morte vera e propria (si dichiara colpevole per amore delle figlie perché non le usino contro di lui, dopo che Varys gli ricorda la sorte della piccola Rhaenys). Ma pensiamo anche a R+L e a Robert stesso: sui primi 2 si possono fare congetture, su Robert è evidente che la visione di Cersei in particolar modo calza a pennello. Non è fisicamente morto al Tridente, ma la mancanza di Lyanna lo ha talmente avvelenato da cambiarlo. Da farlo diventare il regnante mediocre di cui tanto abbiamo parlato durante la rilettura di AGOT. Da fargli rifiutare psicologicamente Cersei come sposa, innescando in lei quel rancore che, oltre ad una serie di altre ragioni contingenti, l’ha portata a pilotare la caccia fatale. Jon VII Si scorge una nota di dolore nel racconto di Qhorin su Mance. Si intravede ancora quel sentimento che li legava dall’amarezza con cui ne parla e che Jon percepisce: They were friends as well as brothers, Jon realized, and now they are sworn foes. Ciononostante, come diceva @JonSnow;, riesce ad analizzarlo con razionale distacco, così come analizza i bruti: “He was the best of us,” said the Halfhand, “and the worst as well. Only fools like Thoren Smallwood despise the wildlings. They are as brave as we are, Jon. As strong, as quick, as clever. But they have no discipline. They name themselves the free folk, and each one thinks himself as good as a king and wiser than a maester. Mance was the same. He never learned how to obey.” Così come stava analizzando anche Jon. Per quanto riguarda lui, sono sempre molto toccanti le scene di complicità con Ghost. Sembra quasi rappresentare una sorta di continuum familiare: “Ghost,” he called. “Here. To me.” He always slept better with the great white wolf beside him; there was comfort in the smell of him, and welcome warmth in that shaggy pale fur. E si percepisce l’angoscia, dopo il sogno di lupo, per tutto il tempo in cui Jon non è a conoscenza della sua sorte. Come anche l’importanza che Ghost ha per Jon e la loro stretta relazione, non appena lo ritrovano: Together they washed the caked blood from the direwolf’s fur. Ghost struggled and bared his teeth when Qhorm poured the wine into the ragged red gashes the eagle had left him, but Jon wrapped his arms around him and murmured soothing words, and soon enough the wolf quieted. E, in Ghost, Jon finalmente passa. E questo suo passare in Ghost, ricorda quasi i primi sogni di Bran in coma. Come diceva @Jo, Ghost sembra essere un metalupo diverso rispetto ai fratelli, più percettivo/intuitivo, o forse questa maggior forza di discernimento è data dall’incontro con Bran. Bran lo riconosce nel corpo di Ghost: Jon? The call came from behind him, softer than a whisper, but strong too. Can a shout be silent? He turned his head, searching for his brother, for a glimpse of a lean grey shape moving beneath the trees, but there was nothing, only... A weirwood. It seemed to sprout from solid rock, its pale roots twisting up from a myriad of fissures and hairline cracks. The tree was slender compared to other weirwoods he had seen, no more than a sapling, yet it was growing as he watched, its limbs thickening as they reached for the sky. Wary, he circled the smooth white trunk until he came to the face. Red eyes looked at him. Fierce eyes they were, yet glad to see him. The weirwood had his brother’s face. Had his brother always had three eyes? Not always, came the silent shout. Not before the crow. Per tornare al dubbio di @Aegon il mediocre, la mia sensazione è che dopo il tocco di Bran-weirwood, a Jon venga mostrato uno scorcio del presente-distante, proprio come il corvo a 3 occhi aveva fatto in precedenza con Bran. Infatti vede dove Mance ha raccolto tutti i bruti. Azzardo: c’è anche un riferimento al futuro (forse, o mi piace vedercelo), o almeno col senno di poi si può intravedere un flebile rimando in queste parole: for a moment he thought he had dreamed himself back to Castle Black. Then he realized he was looking at a river of ice several thousand feet high. Recuperato Ghost, si ritirano. Qhorin ha ben chiaro che l’attacco dell’aquila al metalupo e l’aquila che da lontano osserva il loro cammino significano che sono osservati da un bruto metamorfo. E quindi arriva il momento del sacrificio, in cui l’arciere migliore viene lasciato nella posizione migliore per dare margine di fuga agli altri confratelli. Questo rimarca ancora di più la differenza che intercorre tra la Night’s Watch e il freefolk dell’incipit: il senso del dovere, da cui deriva lo spirito di sacrificio e l’accettazione dello stesso per un bene superiore. “We are not far from the place the wildlings died,” said Qhorin. “From there, one man could hold a hundred. The right man.” He looked at Squire Dalbridge. The squire bowed his head. “Leave me as many arrows as you can spare, brothers.” He stroked his longbow. “And see my garron has an apple when you’re home. He’s earned it, poor beastie.” He’s staying to die, Jon realized. Qhorin clasped the squire’s forearm with a gloved hand. “If the eagle flies down for a look at you...” “...he’ll sprout some new feathers.” Tyrion XII Sintomatica la cautela che Tyrion ha nell’approcciarsi alla cena offerta da Cersei. Ci fa capire come anche Tyrion, che, in fondo in fondo, prova dell’affetto verso la sorella, nonostante tutto, riesca comunque a vederla per ciò che è: Tyrion was exceedingly courteous; he offered his sister the choice portions of every dish, and made certain he ate only what she did. Not that he truly thought she’d poison him, but it never hurt to be careful. E non aveva tutti i torti perché Cersei continua ad odiarlo e ritenerlo la causa di tutti i mali come dal giorno in cui è nato: “A Lannister always pays his debts,” she said. “You’ve been scheming against me since the day you came to King’s Landing. You sold Myrcella, stole Tommen, and now you plot to have Joff killed. You want him dead so you can rule through Tommen.” Piccolo inciso su Joffrey: Cersei non ha tutti i torti nel ritenere che qualcuno stia tramando per la morte di Joffrey e governare attraverso Tommen, è proprio quello che succederà una volta compresa a pieno la natura di Joffrey più avanti. Cosa per altro già anticipata nei precedenti POV, già da Bronn ed altri. Purtroppo, come al solito Cersei si sopravvaluta, vedendo nemici dove non ce ne sono e non cogliendoli dove invece ce ne sono. Il tutto acuito dall’eterno rancore che Cersei prova nei confronti di Tyrion, un rancore che tiene debolmente al guinzaglio solo per l’affetto che Jaime ha per Tyrion stesso. Ed in questa occasione riusciamo a vedere quanto Cersei e Jamie siano uguali, solo che Jamie si rende conto delle sue potenzialità a differenza della sorella, e quanto invece Tyrion sia figlio di suo padre. Egli mantiene la calma e fa appello a tutta la sua freddezza finché Cersei non scopre le sue carte, e riesce a ribaltare la situazione a proprio vantaggio quando si rende conto dell’abbaglio preso dalla sorella. Cersei è convinta che Tyrion sia introspettivamente il mostro che appare esteriormente, quindi decide di darle quel mostro e Cersei si lascia abbindolare: “Keep her then, but keep her safe. If these animals think they can use her... well, sweet sister, let me point out that a scale tips two ways.” His tone was calm, flat, uncaring; he’d reached for his father’s voice, and found it. “Whatever happens to her happens to Tommen as well, and that includes the beatings and rapes.” If she thinks me such a monster, I’ll play the part for her. Cersei had not expected that. “You would not dare.” Tyrion made himself smile, slow and cold. Green and black, his eyes laughed at her. “Dare? I’ll do it myself.” […] “I have never liked you, Cersei, but you were my own sister, so I never did you harm. You’ve ended that. I will hurt you for this. I don’t know how yet, but give me time. A day will come when you think yourself safe and happy, and suddenly your joy will turn to ashes in your mouth, and you’ll know the debt is paid.” Tyrion vince così questa battaglia, ma questa minaccia, più avanti gli costerà cara. Tornando a Varys, la strada che Shae riporta di aver fatto per arrivare alla camera di Tyrion include un dettaglio interessante: un mosaico di un drago in rosso ed in nero. Quindi continuo a crogiolarmi nell’idea che Varys conosca i passaggi segreti fatti costruire da Maegor per discendenza: “Lord Varys made me wear a hood. I couldn’t see, except... there was one place, I got a peep at the floor out the bottom of the hood. It was all tiles, you know, the kind that make a picture?” “A mosaic?” Shae nodded. “They were colored red and black. I think the picture was a dragon. Otherwise, everything was dark. We went down a ladder and walked a long ways, until I was all twisted around. Once we stopped so he could unlock an iron gate. I brushed against it when we went through. The dragon was past the gate. Then we went up another ladder, with a tunnel at the top. I had to stoop, and I think Lord Varys was crawling.” E finalmente Tyrion inizia a dubitare della natura della relazione che lo lega a Shae. Catelyn VI Cat era già una donna distrutta dall’incidente di Bran, dalla morte di Ned, la perdita delle figlie e l’agonia del padre. La notizia della presunta uccisione di Bran e Rickon la portano ancora oltre nella sua caduta dentro l’abisso della disperazione. Lotta con l’accettazione di una perdita inaccettabile: No one knew but her and Maester Vyman, and she had meant to keep it that way until... until... Until what? Foolish woman, will holding it secret in your heart make it any less true? If you never tell, never speak of it, will it become only a dream, less than a dream, a nightmare half-remembered? Oh, if only the gods would be so good. E i pensieri e il modo in cui introduce questa notizia a Brienne parlano più di infinite descrizioni e dissertazioni: Such a simple question that was; would that the answer could be as simple. When Catelyn tried to speak, the words caught in her throat. “I have no sons but Robb.” She managed those terrible words without a sob, and for that much she was glad. E in questo momento, si può dire che perda la lucidità dal punto di vista della strategia militare, ma si può anche dire che acquisisce una nuova consapevolezza che le fa mettere in diversa prospettiva le priorità. Il modo in cui nel suo sfogo scivola dai figli perduti, attraverso i metalupi, alle figlie in ostaggio e da lì ad un ardente desiderio di vendetta è emblematico. Ed in questo impeto si percepisce una somiglianza con le sensazioni più forti ed infantili provate nei POV di Arya: “I want them all dead, Brienne. Theon Greyjoy first, then Jaime Lannister and Cersei and the Imp, every one, every one. But my girls... my girls will...” […] Robb will avenge his brothers. Ice can kill as dead as fire. Ice was Ned’s greatsword. Valyrian steel, marked with the ripples of a thousand foldings, so sharp I feared to touch it. Robb’s blade is dull as a cudgel compared to Ice. It will not be easy for him to get Theon’s head off, I fear. The Starks do not use headsmen. Ned always said that the man who passes the sentence should swing the blade, though he never took any joy in the duty. But I would, oh, yes.” E come diceva @Aegon il mediocre qua c’è già tutta Lady Stoneheart, come avevamo rilevato anche tempo addietro in un POV precedente. Jamie anche in seguito alla prigionia si dimostra essere ancora nell’aspetto il cavaliere che a Winterfell impressionò Jon, nonostante le condizioni. E si rivela anche essere più acuto di quanto non lo dipingano i fratelli nel percepire subito, dall’aspetto di Catelyn, il suo travaglio interiore. E probabilmente è questa percezione che lo fa essere, in un certo senso, il leader della conversazione tra i 2. E, per inciso, anche dalla bocca di Jamie ritorna il tema ateo/agnostico Martiniano, già trattato da Arya, Sansa, Sandor e Cat stessa poco prima: “What gods are those, Lady Catelyn? The trees your husband prayed to? How well did they serve him when my sister took his head off?” Jaime gave a chuckle. “If there are gods, why is the world so full of pain and injustice?” E alla luce del Jamie che scopriremo più avanti, mi colpisce che gli scambi più concilianti tra i 2 inizino con questa battuta: “Oh, it’s truth you want? Be careful, my lady. Tyrion says that people often claim to hunger for truth, but seldom like the taste when it’s served up.” La schiettezza, l’insolenza ed il sarcasmo di Jamie si manifestano in un completo inno alla verità nello scambio d’informazioni con Cat. Sulla commissione del tentato assasinio di Bran, Cat inizia a vacillare, è incredibile quanto Littlefinger in gioventù si sia dimostrato così vicino e affidabile per Cat da non riuscire ad accettare un suo coinvolgimento negativo nella vicenda, sia alla luce dei dati raccolti, sia alla luce dei fatti del passato: Whatever my brother wagered, he lost... but that dagger did change hands, I recall it now. Robert showed it to me that night at the feast. His Grace loved to salt my wounds, especially when drunk. And when was he not drunk?” Tyrion Lannister had said much the same thing as they rode through the Mountains of the Moon, Catelyn remembered. She had refused to believe him. Petyr had sworn otherwise, Petyr who had been almost a brother, Petyr who loved her so much he fought a duel for her hand... and yet if Jaime and Tyrion told the same tale, what did that mean? The brothers had not seen each other since departing Winterfell more than a year ago. Emblematico anche il fatto che Jamie ammetta che è passato da molto il tempo in cui gli importava della sua reputazione. Del resto la vicenda di Aerys, la sua uccisione ed il modo in cui è stata distorta, come altre vicende del passato, è l’emblema del conflitto che brucia nell’animo di questo personaggio: “So many vows... they make you swear and swear. Defend the king. Obey the king. Keep his secrets. Do his bidding. Your life for his. But obey your father. Love your sister. Protect the innocent. Defend the weak. Respect the gods. Obey the laws. It’s too much. No matter what you do, you’re forsaking one vow or the other.” Ed è proprio questa vicenda, come diceva @JonSnow;, a portare alla luce una serie di contraddizioni, ad esplicitare che le cose non possono essere divise in bianco o nero, che la realtà è estremamente complessa e sfaccettata e mediamente non ne percepiamo che un riflesso superficiale, molto spesso tendenzioso, a volte per influenza della prospettiva altrui, a volte per influenza della nostra. E qua comprendiamo anche che ci troviamo davanti ad una declinazione di storia diversa dal solito, in cui fino ad ora siamo stati superficialmente portati a credere che potesse essere facilmente divisibile in bianco e nero, ma più andiamo avanti e più ci accorgiamo di quanto questa visione fosse fuorviante. E anche di quanto il punto di vista da cui si guardano le cose sia fondamentale nell’interpretazione delle stesse. E dal suo diverso punto di vista Jamie dà a Cat la stoccata finale, una volta avute tutte le informazioni che desiderava estorcerle: “That name again. I don’t think I’ll fuck you after all, Littlefinger had you first, didn’t he? I never eat off another man’s trencher. Besides, you’re not half so lovely as my sister.” His smile cut. “I’ve never lain with any woman but Cersei. In my own way, I have been truer than your Ned ever was. Poor old dead Ned. So who has shit for honor now, I ask you? What was the name of that bastard he fathered?”
  6. TvShow Challenge on the Wall

    Hai detto bene: una seduttrice letale con la mente prima che col suo corpo. Non a caso: brainy is the new sexy! Si tratta di un personaggio scritto molto bene per quanto non principale e visto soprattutto nell'ottica del suo rapportarsi a Sherlock. Ma del resto è proprio Sherlock come serie ad essere reinterpretata e attualizzata in modo azzeccato e con una costruzione molto avvincente, con attori all'altezza del ruolo. Lara Pulver è davvero fantastica nell'interpretazione di Irene, cosa che si coglie molto guardandola in originale, rispetto al doppiaggio. Un lavoro molto più accurato di quello che è stato fatto invece con Elementary che ha un appeal molto più mainstream (per quanto Natalie Dormer difficilmente avrebbe potuto non piacermi). Nel confronto finale, capitola ma con grande classe e, ti dirò, capitola sì ma non è la sola. La risposta di Sherlock (Sorry about dinner) anticipa, in un certo senso, il finale. Quindi si tratta di un'apparente sconfitta che in profondità è anche vittoria per essere riuscita a raggiugere l'obiettivo che si era prefissata e da cui è stata anche, suo malgrado, travolta. Giorno 5 - il personaggio cattivo che preferisci. Spaziando tra le serie che ho amato, continuo a prediligere character dall'ingegno fine e dall'umorismo sarcastico, peculiarità che danno complessità ai personaggi e me li rendono graditi, siano essi bianchi, neri, o in diverse gradazioni di grigio. Quindi oggi mi sposto su Fargo e scelgo Lorne Malvo. Un personaggio capace di commettere atti di estrema violenza. Del resto è un killer di professione, non ci si possono aspettare arcobaleni e unicorni. Il suo uso della violenza ci sorprende e ci sciocca fin dalla prima puntata, dal momento in cui fa la conoscenza di Lester Nygaard. Dopo aver ascoltato le sue lamentele su un ex bullo della scuola che ancora lo perseguita ed avergli chiesto - scherzosamente per Lester, ma seriamente per lui - se volesse ucciderlo, lo fa, non avendo ricevuto un esplicito no come risposta. E come non si fa né in qua né in là ad uccidere questa persona a lui sconosciuta, non si scompone altrettanto ad uccidere altri per coprire le proprie tracce, in seguito ad eventi messi in moto da Lester. Ma il killer Malvo non è solo un mercenario-macchina. Non è sullo schermo solo per commettere omicidi, non fa sempre e comunque ricorso alla violenza. Ha un'intelligenza e profondità con cui si rapporta agli altri personaggi e riesce a manipolarli, usando la loro paura o le loro debolezze in maniera molto fine per portarli a fare ciò che lui vuole. E questa sua intelligenza e profondità fa scaturire un desiderio di connessione verso il personaggio, di scoperta verso quale possa essere la sua prossima mossa, e se mai arriverà il momento in cui qualcosa si romperà nel suo ingegnoso meccanismo pianificatorio. Inoltre, il suo dark humour riesce a spezzare la tensione che il personaggio crea e, se si è abbastanza cinici da aprezzarlo, alla fine dei conti lo rende anche - passatemi il termine - simpatico, da un certo punto di vista. Ma non è solo un predatore/agente del caos. È anche l'opposto e ne ha consapevolezza. E probabilmente questa caratteristica, questa sua riconosciuta debolezza, questo suo non essere un'entità quasi sovrannaturale, è un altro dei suoi punti di forza. - Did you know the human eye can see more shades of green than any other color? - What? - I said, "Did you know that the human eye can see more shades of green than any other color?" My question for you is, why? - No, no, no, just h-hold on. - When you figure out the answer to my question, then you'll have the answer to yours.
  7. TvShow Challenge on the Wall

    Giorno 4 - personaggio femminile preferito. Potrei nuovamente citare Lost con Juliet Burke, quanto l'ho amata! Il cognome poi si presterebbe anche a interessanti digressioni fuori tema... ma essendo ancora ai primi giorni di challenge preferisco variare tra le serie che ho preferito. E quindi... I am the Woman who beat you. Scelgo una donna forte, astuta, brillante, ben conscia dei propri pros&cons, affascinante ed intrigante. Scelgo Irene Adler di Sherlock. Ci viene tratteggiata fin dall'inizio come una donna di potere, quindi pericolosa ma anche in pericolo. Non sarà certo no dei protagonisti della serie, ma il suo passaggio lascia il segno, così come il suo primo ingresso in scena: Non tanto perché sia nuda, ma perché "quell'armatura" che sceglie di indossare e la sua intelligenza la rendono impenetrabile, al pari di un Moriarty, o di un Mycroft. Anzi, lei è l'unica che riesce a penetrare nella sua psicologia, lasciando un segno prima che lui impari a leggerla, dovendo ricorrere in ultima ratio alla biologia. She may be Sherlocked. But what about him? Amo i suoi giochi di potere, il modo in cui li conduce. Everything I said - it's not real. I was just playing the game. Ed amo la sua resilienza e la focalizzazione totale con cui si dedica all'obiettivo. Irene: I'm not hungry, let's have dinner Irene: Bored in a hotel. Join me. Let's have dinner. Irene: John's blog is HILARIOUS. I think he likes you more than I do. Let's have dinner. Irene: I can see tower bridge and the moon from my room. Work out when I am and join me. Irene: I saw you in the street today. You didn't see me. Irene: You do know that hat actually suits you, don't you? Irene: Oh for God's sake. Let's have dinner. Irene: I like your funny hat Irene: I'm in Egypt talking to an idiot. Get on a plane, let's have dinner. Irene: You looked sexy on Crimewatch. Irene: Even you have got to eat. Let's have dinner. Irene: BBC1 right now. You'll laugh. Irene: I'm thinking of sending you a Christmas present. Irene: Mantlepiece. Irene: I'm not dead. Let's have dinner. Sherlock: Happy New Year Irene: Goodbye Mr Holmes Potrei essermi dilungata troppo, ma vorrei prendermi lo spazio per un ultimo paio di cose. Irene è un insieme a sé stante che riesce a convogliare caratteristiche di Mycroft, Moriarty, e John. Oltre ad essere una donna, forte, è consapevole dei suoi mezzi ma anche del suo aspetto. E lo sa usare con personalità - più sfacciata all'inizio, più sottile nel prosieguo - perché l'aspetto alla fine non basta. I would have you right here on this desk until you begged for mercy twice. If it was the end of the world, if this was the very last night, would you have dinner with me? Che post lungo... mi fanno quasi male le dita. Let's have a dinner.
  8. TvShow Challenge on the Wall

    Giorno 3 - personaggio maschile preferito. Potrei dire Walter White, ma abbiamo nominato e rinominato Breaking Bad in questi primissimi giorni. E in effetti con merito. Per questa giornata opto per un personaggio che a primo impatto non ti aspetti che sia quello che poi sarà. Come diceva Al Pacino nell'avvocato del diavolo: la gente non mi vede arrivare. Quindi voto Henry Gale. Ah... no! Volevo dire Benjamin Linus! Il personaggio che non ti aspetti possa essere così intelligente, manipolatore, subdolo, freddo e calcolatore. Eppure affascinante, quanto imprevedibile. Quasi un ossimoro: non ci si aspetta tanta forza dal suo aspetto, non ci si aspetta tanta violenza dai suoi modi. Ha sempre un contingency plan che gli permette di cadere in piedi, magari proprio in testa al suo avversario. Ma è anche terribilmente umano e fragile, quando perde Alex, quando perde la fede in Jacob, quando alla fine resta indietro perché non è ancora pronto, perché gli manca ancora quella relazione che gli permetta di redimersi e andare oltre.
  9. ADWD _ i punti deboli della trama di asoiaf

    Mod On Ragazzi, vi ricordo che questo topic è stato aperto per parlare dei punti deboli della trama dei libri, non della serie. Cerchiamo di non allontanarci troppo dal tema e di non iniziare post premettendo di essere OT. Qualora vogliate discutere della serie, potete spostarvi nel Forte della Notte. Buon proseguimento! Mod off
  10. TvShow Challenge on the Wall

    Giorno 2 - sigla preferita Una risposta talmente scontata che non vale neanche la pena scommetterci sopra! Non posso non dire Mogwai, cioè Les Revenants. A parte l'apprezzamento per la sigla e l'intera colonna sonora, interamente curata dai Mogwai, appunto, la serie merita molto. Molto introspettiva, molto minimalista, con l'uso surreale del ritorno di questo gruppo di revenants, tratta in maniera originale la perdita e la sua elaborazione da parte di chi resta, incentrandosi sui legami umani e le loro evoluzioni. @JonSnow; ma anche tu sei un appassionato di mitologia norrena!
  11. TvShow Challenge on the Wall

    Giorno 1 - il tuo telefilm preferito. Dopo questa esaustiva descrizione di @JonSnow; mi resta molto poco da dire per allinearmi alla scelta maggioritaria di Breaking Bad. E allora vado di citazione: Ho passato tutta la vita ad avere paura, paura di disgrazie terribili che potevano accadere oppure no, per cinquant'anni ho vissuto nella paura, ritrovandomi sempre sveglio alle tre del mattino. Ma ora è diverso, da quando mi hanno diagnosticato il cancro ho iniziato a dormire bene. Mi sono reso conto che è la paura la peggiore delle disgrazie; è la paura il vero nemico, perciò alzati va ad affrontare la vita reale e se il mondo è un bastardo allora colpiscilo con tutta la forza che hai.
  12. ADWD _ i punti deboli della trama di asoiaf

    Sì infatti è per quello che più sotto avevo fatto riferimento all'affidabilità del personaggio. Non si può prendere la sua affermazione come oro colato, ma non si può neanche ignorare il dato. Se, come ipotizzi tu, gli ultimi draghi sono stati effettivamente uccisi dai maester, a mio avviso, la cosa avvalora questa versione. Lo scopo dei Maester era quello di eliminare la magia dal mondo e hanno perseguito tale scopo eliminando i draghi. La morte della quasi totalità dei draghi ha provocato l'affievolirsi della magia a partire dalla loro scomparsa.
  13. ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    @JonSnow; Avevo capito male dal tuo precedente intervento. Sembrava un discorso legato al culto degli antichi dei. Da questa prospettiva siamo d'accordo. Su Jon e Arya, aggiungo inoltre che preferisco questa evoluzione rispetto alla mera love story. Come si era detto illo tempore, i due si sono molto uniti grazie a una serie di affinità e interessi negli anni passati a Winterfell e in particolare grazie anche alla situazione di - diciamo - disagio che li accomuna (vedi il discorso che fece Erodiade su diritti delle donne e diritti dei bastardi). E come dici te questo è una qualcosa che prescinde dall'aspetro fisico ma va anche oltre l'amore fraterno. È una specie di modello a cui tendono dopo essere stati separati ed anche una sorta di conforto che permette ad entrambi di affrontare in maniera positiva le sfide che si troveranno davanti.
  14. ADWD _ i punti deboli della trama di asoiaf

    Potrebbero essere entrambe le cose in effetti. C'è sicuramente da considerare che questo risveglio è iniziato già prima dell'inizio della storia: nel prologo di AGOT assistiamo ad un incontro con gli estranei e, subito dopo, troviamo la cucciolata di metalupi (che nasce dalla metalupa morta ma già esistente), fin dal primo POV di Daenerys abbiamo indizi sulla sua resistenza al calore/fuoco. Per il ritorno dei draghi però non prenderei in considerazione l'effettiva schiusa delle uova, perché ci sono indizi precedenti che ne confermano il ritorno alla vita. Questo coincide più o meno con l'inizio della gravidanza di Dany, se ricordo bene. C'è comunque da specificare che Hallyne si interroga sulla presenza di draghi per l'efficacia con cui hanno ripreso a funzionare gli incantesimi per la creazione dell'altofuoco. Da quello che dice sembra che una tale efficacia sia improbabile senza draghi: Oh, pardon, I was just remembering something old Wisdom Pollitor told me once, when I was an acolyte. I’d asked him why so many of our spells seemed, well, not as effectual as the scrolls would have us believe, and he said it was because magic had begun to go out of the world the day the last dragon died.” Quindi lo si può interpretare - a prescindere poi dell'affidabilità - o come la magia discende dalla presenza dei draghi, o la presenza dei draghi è l'indicatore più ovvio della magia che permea Planetos. Sicuramente da questa descrizione si capisce che la morte dell'ultimo drago ha fatto sopire la magia. Quindi ci si può aspettare che al ritorno dei draghi la magia si possa risvegliare anticipatamente, perché necessaria all'evento in sé.
  15. Elezioni politiche 2018

    Sul tuo punto 1, da brava cinica, mi stupisco dello stupore. L'alternanza di governi quinquennali già non porta le forze politiche a pensare in un ottica di lungo termine, figuriamoci nella situazione contingente che aveva tempistiche ancora più serrate. In linea di principio sono d'accordo, un'occasione mancata. Sul punto 2, la prospettiva è preoccupante e non poco, soprattutto a giudicare dalle poche informazioni disponibili sui programmi. Per il programma del centrodestra, che tenderei a non considerare una mia opzione, mi baso su quello che dici te e mi sembra che nasconda salassi a caso dietro l'angolo oppure maggior debito che non sarebbe sostenibile. Per il PD&co, non c'è ancora un programma chiaro, quel poco che si legge in giro odora di maggior responsabilità ma finché non c'è qualcosa di più definito preferisco non esprimermi. Tra le varie componenti, tenderei a prediligere +Europa, ma il balletto con Tabacci non nascondo che mi sia andato poco giù. Il M5S è un partito su cui ho molte remore. Fatta questa premessa, è l'unico partito che ha pubblicato un programma. La parte sull'energia, reddito di cittadinanza, la creazione di una BPI, e le pensioni mi sembra che richiedano molti fondi che non so dove si prefiggono di andare a prendere. La politica estera mi pare poco realistica. Detto questo, mi attrae molto che si prefiggano di abolire la legge Biagi che è quella che ha dato inizio allo sfacelo ed è stata lo spartiacque tra i nati anni 80 che hanno scelto di intraprendere un cammino universitario - e che poi sono stati bellamente dimenticati da politica e sindacati - e i nati anni 80 che non lo hanno fatto. Aggiungo che non mi dispiacciono neanche i loro punti su informazione e giustizia - su giustizia fino a dove ne capisco ovviamente, non è un parere tecnico. Ciò detto resta sempre un partito posseduto da un proprietario di azienda, che tiene insieme molte anime diverse, forse troppe, ed anche molti parvenus. Su LeU invece sono all'asciutto, ma ho un problema personale nel pormi verso di loro, conoscendo molti dei loro esponenti locali e i loro modus operandi. Fatta questa premessa simpatia, a livello di tassazione si proponevano una redistribuzione più equa degli scaglioni andando a vessare maggiormente i redditi alti. Mi pare che prevedano molte spese per welfare sanità ed istruzione. Filosoficamente mi ci trovo abbastanza d'accordo, a parte qualche dettaglio, ma quello che è uscito finora mi sembrava un po' parziale e poco chiaramente identificabile cone sostenibile o meno. In soldoni, per adesso, ho un'opinione allo sbando, ancora poco orientata.