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***Silk***

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  1. Come ormai penso possa essere intuibile, i personaggi creati dalla penna del caro George che mi hanno sempre maggiormente intrigato appartengono a quell’esercito di personaggi secondari, la cui crescita e le cui vicende non saranno fondamentali, ma hanno un impatto anche più o meno decisivo sullo svolgimento della trama (hey Stannis, I’m talking about ya!). Quindi è venuto il momento di analizzare un altro dei miei preferiti: Val. Inizio con una lunga PREMESSA. Val viene descritta come una donna di grande bellezza e fascino. Si può dedurre dal testo che ella sia spannometricamente nei suoi early 20. Appare per la prima volta in Jon I ASOS. La incontriamo oltre la Barriera nella tenda di Mance Rayder. Si può dunque affermare che sia uno dei personaggi della sua cerchia più stretta. Viene presentata come la sorella di Dalla, la donna che porta in grembo il figli di Mance. Si accompagna al suo ultimo “pet”: Jarl. Di Jarl, ci viene anche detto che questi sia il “pet” di Mance Rayder. Queste affermazioni, insieme al fatto che Mance Rayder è un ex-GDN, hanno dato luogo all’ipotesi che i due fossero vicini al King Beyond the Wall per prendere, eventualmente il suo posto. Personalmente, nutro dei dubbi in merito, data la natura del Free-folk, ma, come abbiamo visto in ADWD, anche i membri del Free-folk non esitano a prendere i costumi del Sud quando vi vedono della convenienza (leggasi Gerrick Kingsblood, che vede un’opportunità nel farsi passare come discendente di Raymun Redbeard, cosa che già millantava oltre Barriera, nonostante per il free-folk non avesse significato). Elemento a favore di questa ipotesi è che la libera scelta del Free-folk di scegliere il proprio re, assomiglia in maniera più primitiva al voto con cui i GDN eleggono il proprio Lord Commander. Il Lord Commander sceglie il proprio giovane attendente in vista di crescerlo per il comando attraverso la diretta esperienza. Per quanto Mance si sia dissociato dalle regole dell’ordine, è sempre il mondo culturale in cui è cresciuto, per cui non sarebbe peregrino dedurre che abbia scelto un giovane di suo gradimento, che potesse vincere anche il gradimento del free-folk, nel caso in cui gli fosse successo qualcosa durante l’impresa. Infatti, quando vengono nominati i capi delle varie parti del Free-folk, colpisce che tra essi venga menzionato anche Jarl, la cui età è abbastanza diversa rispetto agli altri. Inoltre, sappiamo che, dei 5 che hanno conteso il titolo di King Beyond the Wall a Mance, 2 (Tormund e the Weeper) lo hanno accettato come leader, 3 non lo hanno accettato e Mance stesso li ha uccisi. Oltre a questo, la sufficienza con cui il Magnar sembra tollerare la condivisione del comando con Jarl è anch’essa significativa: Il fatto che Jarl si configuri come pet sia di Mance, sia di Val, può far credere che Val abbia una qualche sorta di status presso il free-folk. Inoltre, non riconoscendo il Free-folk uno status alle persone soltanto per via di sangue, si può anche dedurre che Val fosse presente nella tenda di Mance Rayder perché avente un proprio status nella comunità, status che non le deriva né dall’essere la sorella di Dalla, né dall’essere colei che si accompagna a Jarl. Status riconosciutole palesemente da Tormund più avanti in ADWD in un dialogo con Jon, nonché compreso e utilizzato a proprio vantaggio da Stannis, sempre in ADWD. Si ha l’impressione che Dalla e Val siano un qualcosa di diverso dalle solite donne brute. Una frase che mi ha sempre incuriosito è come Mance affermi di fronte a Jon Snow di aver “incontrato” Dalla sulla strada del ritorno da Winterfell. Incontrato, non rapito come costume tra i bruti: Certo può anche essere un termine generico, perché il fatto che l’abbia rapita vada da sé. Ma mi sarei aspettata uno stole al posto di met. Verso la fine di ASOS, sempre in un dialogo con Jon Snow che si chiede perché Mance non suoni il corno di Joramun per distruggere la Barriera e oltrepassarla, è Dalla a intervenire, come se fosse intitolata dalla sua conoscenza a parlare dell’argomento: Anche sull’origine di queste due donne, esistono molte teorie: si ritiene che possano essere state rapite dai Clan delle Montagne (del resto la figlia di Crowfood ha avuto questa sorte, cough cough… sei tu Rowan? Cough… cough…), c’è chi fa assunzioni ancora più fantasiose ritenendole delle moonsingers, c’è chi le ritiene delle guaritrici degli dei antichi (ma è la stessa Val ad affermare di non esserlo, quando invita Jon Snow a cercare una midwife per il parto, o a chiedere lumi a una woodwitch), più verosimile che possa trattarsi di una sorta di sacerdotessa, o almeno questa è l’impressione che si ha nel modo in cui George la descrive nei POV di Jon Snow in AGOT, tratteggiandola accanto a Melisandre e Ghost, in una sorta di ulteriore immagine e layer di fuoco e ghiaccio. Un vecchio topic del forum ufficiale si occupa proprio di dimostrare questa teoria, non solo relativamente a Val, ma anche a Tormund, partendo dall’affermazione dello stesso autore di aver preso ispirazione dalle antiche religioni nordiche per sviluppare quella degli Old Gods del Nord. Ovviamente, questo, oggettivamente parlando, richiede dei salti e delle associazioni, di cui non si può essere certi, a meno che non si sia visitato la mente di George stesso. Cionondimeno, l’esposizione della teoria è brillante e la sua lettura scorre bene, per quanto non se ne possa sposare tutti gli aspetti. Si possono trovare sufficienti parallelismi tra Val e una Völva/Vala, ma non possiamo sapere quanto George abbia voluto aderire alla fonte della sua ispirazione e quanto abbia voluto creare distaccandosene. Qua, la discussione. Dato per assodato che, come dicevo prima, Val abbia una qualche sorta di status presso i bruti, resta sullo sfondo per la maggior parte di ASOS. Inizia a emergere verso la fine del romanzo, fino ad acquisire peso in ADWD, sia a livello strategico-politico, sia a livello emotivo nei confronti di Jon. Dopo questa premessa lunga gran parte di ASOS, viene il momento di ARGOMENTARE il personaggio. Iniziamo dal lato emotivo e dalla sua relazione con Jon. Essere nella cerchia degli interessi di, o, comunque, godere di una elevata stima da parte del Lord Commander nel momento in cui ci si viene a trovare alla Barriera è un tratto che dà un certo potere. Val ha tutte le caratteristiche, qualità e talenti per entrare in sintonia con lui. Fin dalla prima frase che la introduce, si configura come una donna bella, libera e indipendente: è Jarl che viene descritto come il suo pet, non Val come la sua compagna. Prende per la prima volta la parola in ASOS, Jon X: Jon ce ne descrive la bellezza in maniera più dettagliata. Da qui capiamo che almeno fisicamente Jon prova una qualche curiosità per la donna, tanto da sentire il bisogno di dispiacersi per la morte di quello che era il suo compagno, anche solo per cortesia. Dalla breve risposta di Val, possiamo evincere che la dura vita del bruto l’abbia resa consapevole della caducità della loro condizione e prona ad accettare tutto ciò che essa comporta, realisticamente. Del resto non può fare altrimenti. L’approfondimento del personaggio che viene fatto in seguito dimostra sempre più quanto Val possa essere un valido interesse per Jon. Di questo nel successivo POV di Jon si accorge lo stesso Stannis. Vediamo che Jon, vuoi per la sua storia di persona che ha sempre sofferto l’assenza della madre, per sua etica personale, sommata alla stima che ha sviluppato per Mance e, in minima parte, al suo apprezzamento verso Val, arriva a chiedere a Stannis di far vedere a Mance il figlio. Oggettivamente, se escludiamo un minimo di immedesimazione nella vicenda da parte di Jon, la sua stima per Mance, e il suo apprezzamento per Val, Jon non ha grandi ragioni o vantaggi nel porre questa richiesta a Stannis, se non soddisfare sé stesso, Mance e Val: Perché includo anche Val? Perché dal momento del parto di Dalla, dai suoi comportamenti e dalle sue parole sembra che sia una questione dirimente la presenza di Mance durante il parto e il fatto che egli veda il figlio una volta nato. Rinfreschiamoci la memoria con estratti da ASOS, Jon X: E soprattutto perché prima di andare a parlare con Stannis, Jon ha un dialogo con Val, in cui ella, oltre a manifestare la volontà di incontrarlo, preme affinché possa vedere il figlio: Possiamo dunque dedurre che Val abbia dell’influenza su Jon, sia che Jon se ne renda conto e ne tragga un scopo, sia che il processo sia un qualcosa di più irrazionale. Quale delle due ipotesi sia non toglie il dato di fatto. Di questo si accorge anche Stannis e lo vediamo in Jon XI. Nella sua metodicità per raggiungere l’obiettivo e vincere il Nord alla propria causa, difatti, propone a Jon di riconoscerlo come uno Stark e concedergli Winterfell a patto che si leghi a lui e che si leghi a Val. Nella concezione di Stannis, è evidente che con uno Stark venga il Nord e con Val vengano i Bruti, che pensa di stanziare nelle Terre attigue alla Barriera, quali il Gift. Per la conquista del trono egli avrà bisogno di quante più armate possibili, il mezzo migliore per ottenerle gli appare essere allettare Jon esimendolo dalla condizione di bastardo e tentandolo con una donna che lo affascina: Una donna di cui lo stesso Jon riconosce il carattere indipendente e che si trova fortemente tentato ad accettare per il suo aspetto e per tutte le conseguenze che questa decisione implicherebbe: Winterfell sarebbe sua, decadrebbe il suo status di bastardo, potrebbe concedersi una discendenza legittima. Una donna che razionalmente sceglie di rifiutare ma che per un attimo, insieme alla promessa di Winterfell, lo porta fantasticare un roseo futuro, come non aveva osato neanche quando si accompagnava a Ygritte: Una donna a cui sente nei suoi pensieri di dover chiedere scusa per non essere l’uomo che la porterà via dalla sua prigionia nella Torre: La necessità di doversi scusare con lei, questa volta non direttamente ma solo di fronte a sé stesso evidenzia il fatto che Jon percepisca un legame, o che almeno gliene interessi il benessere. Certo, si tratta di una donna che però ancora evidentemente non comprende a pieno, Val non è lì ad attendere qualcuno che la rapisca dalla prigionia nella torre. Ella ha infatti cercato di evadere più volte. Chiarito l’interesse che Jon mostra nei suoi confronti si desume facilmente che Val abbia un ascendente più o meno forte di lui. Un ascendente che per ragioni personali o strategiche Val mira ad alimentare. Anch’ella mostra un certa curiosità per Jon, dall’alto della Torre in cui è stata confinata. In AFFC, Samwell I, leggiamo che avesse preso ad osservare i Guardiani dalla Torre: Superficialmente, i GDN scherzano che abbia un interesse verso Sam, persona con cui interagisce insieme a Maester Aemon, per la cura del figlio di Mance. Sam ce ne conferma la bellezza oggettiva, tanto da renderlo decisamente impacciato in sua presenza. Volendosi fermare alla linea emotiva dell’analisi, che è lo scopo di questo paragrafo, il suggerimento più o meno nascosto, è che Val stesse, in realtà, osservando qualcun altro. Mentre una certa crush di Jon per Val è evidente, se non altro dal fatto che vediamo lo sviluppo della relazione (platonica) tra i due, attraverso gli occhi di Jon. Ho qualche dubbio che l’interesse mostrato da Val per Jon sia soltanto sentimentale. Esiste l’ipotesi che, agli occhi di Val, Jon l’abbia già catturata e l’abbia quindi vinta in seguito alla battaglia tra Stannis e i bruti, restando l’unico fuori dalla tenda a proteggere le due donne. Ma credo sia altrettanto evidente che la condizione di svantaggio di Val, le faccia vedere nel rapporto col nuovo Lord Commander delle opportunità – di cui parleremo poi. Anche perché non dimentichiamoci che Val è molto scaltra: non avendo ottenuto un riscontro da Jon alla sua richiesta di far vedere a Mance il figlio, inizia a utilizzare anche la persona cui ha maggiormente accesso, Gilly, per portare avanti il proprio obiettivo. Difatti, al momento dell’esecuzione estemporanea di Janos Slynt, momento in cui Jon è obbligato a dimostrare la propria forza, di fronte ai GdN, di fronte a Stannis e ai suoi uomini del Sud, Jon non manca di notare che a soppesare il suo status c’è anche Val affacciata alla finestra. Il fatto che la rilevi in un tale momento non fa che avvalorare ulteriormente l’importanza che ha per Jon la considerazione che anche costei ha di lui. ADWD, Jon II: E’ ancora più evidente la stima, ma anche l’affetto, che Jon sente per Val nel momento in cui egli si interroga su come ella possa sentirsi a dover presenziare all’esecuzione di “Mance”. Non manca di rilevarne la forza e di far trasparire una certa ammirazione ed anche una certa vicinanza morale e affettiva nell’associarla a Ygritte: Arriva addirittura a chiedersi come possa sentirsi nel momento in cui Rattleshirt, vivo, si inchina al suo cospetto. Rattleshirt la cui fortuna era quella di non essere il Re Oltre la Barriera. C’è molto pathos da parte di Jon verso di lei. Ovviamente Jon non sa che, con estrema probabilità, Val è al corrente di non assistere alla morte di Mance ma a quella del Lord delle Ossa. Il che rende la vicenda abbastanza comica, se me lo concedete. Un grandissimo trip mentale. Fa bene Jon a ripetersi da solo e anche spesso “You know nothing”. Fa bene anche Val a ricordarglielo. Alla luce di questa considerazione diventa ancora più buffo lo struggimento mostrato da Jon per la donna, al termine dell’esecuzione e della cerimonia degli inchini a Stannis. Buffo soprattutto perché nonostante Jon enunci un episodio in cui la forza, l’indipendenza e la capacità di azione autonoma di Val siano palesi, egli inizia ad intravederle soltanto adesso, ma è chiaro che continui a vedersi come il potenziale mancato salvatore della donna dalla sua prigionia. E questa sua mancata capacità di comprendere a pieno la natura di Val emerge di nuovo quando Val parte in missione alla ricerca di Tormund su incarico dello stesso Jon. Nonostante le abbia affidato questo compito la invita a ripensarci: Preso atto che la donna è fortemente convinta di tentare la missione vediamo che nei suoi pensieri e nelle sue frasi si assommano una serie di preoccupazioni, sia derivanti dal patto che ha stretto con Stannis di tenerla vicina a sé, cosa che non sta facendo, sia derivanti dal proprio interesse per lei. Vediamo inoltre che la relazione trai due si fa più vicina una volta partito Stannis. Questa occasione di portare a termine la missione Tormund concessa a Val sembra assumere per lei una certa rilevanza. C’è da domandarsi se dietro non abbia altri scopi: Interessante la domanda che Val pone a Jon su come sia accaduta la morte di Jarl. Alcuni vi hanno speculato sopra se fosse un modo di Val per indagare se Jon si considerasse il suo compagno per averla conquistata uccidendo il precedente. Invero, questa ipotesi mi sembra abbastanza stiracchiata, soprattutto perché se tale si fosse considerato, avrebbe accettato l’ufficializzazione offerta insieme a Winterfell da parte di Stannis, o almeno Val avrebbe potuto trarre tale conclusione. Sicuramente c’è un’altra ragione per cui Val dovesse essere sicura che la morte di Jarl non fosse imputabile a Jon. Dal modo amichevole e intimo con sui ella si pone verso di lui, parzialmente è possibile che sia che, a questo punto (ADWD, Jon VII), ella ricambi l’interesse che Jon ha per lei. Ma si può anche dedurre che il suo essere ben disposta derivi dai suoi obiettivi connessi alla missione affidatale da Jon. Al ritorno di Val dalla missione, sono significativi alcuni pensieri di Jon. Vede arrivare insieme una Val completamente vestita di bianco, bianca come il manto di Ghost a cui si accompagna, tanto da far esclamare a Jon se non stesse cercando di rubargli il lupo e da fargli pensare che i due (Val e Ghost) sembravano appartenersi. Due esseri degli dei antichi. Significativa anche l’ammissione di Tormund sull’intelligenza della donna. E attraverso gli occhi di Jon, sembra finalmente venire a galla sia la natura sia le capacità di lei, oltre al rammarico dello stesso per avervi rinunciato. Diciamo che una volta appurato lo stato di salute di Jon in TWOW, una delle mie maggiori aspettative è vedere come il loro rapporto si evolverà. Se si tratti di un qualcosa motivato semplicemente dal cinismo e dal mutuo interesse, se ci sia qualcosa anche di emotivo alla base, se continuerà ad essere una platonicissima relazione in potenza, condita a battutine, provocazioni ed atteggiamento flirty, o se si evolverà in qualcos’altro. Del resto, come dice Stannis, non c’è niente di meglio per assimilare i wildling a Sud della Barriera se non un'unione tra il figlio del Nord e una bruta con un certo status. Ed è proprio con la precedente immagine evocativa di una Val di bianco vestita col lupo albino al suo fianco che mi porta alla trattazione del prossimo tema: lo status di Val. Riprendiamone la descrizione fatta in ADWD Jon XII, nel momento in cui Val rientra alla Barriera dopo aver trovato Tormund. In questa occasione il suo abbigliamento suscita una certa curiosità: Il sigillo con la faccia intagliata di un weirwood rimanda alla maschera di Morna (che rimanda alla maschera di Quaithe ma questa è un’altra storia). Inoltre l’abbigliamento completamente bianco sembra essere inusuale, non comune. Mi fa quasi pensare alla tenda di Mance, se non erro anch’essa si contraddistingue dalle altre perché bianca: Ma uniamo i pezzi del puzzle. Val è introdotta come avente un proprio status. Ella si trova nella cerchia stretta di Mance, sorella di Dalla e compagna di Jarl. Sappiamo che i bruti non riconoscono uno status per sangue ma per capacità, quindi la parentela con Dalla può essere ininfluente. Soprattutto si ha la certezza che il suo status non le derivi dall’essere la compagna del giovane capo bruto, piuttosto sembra che lui acquisisca significato anche dall’essere compagno di lei. Due estratti, citati in precedenza, di ASOS Jon X, Ci portano a riflettere sullo status di Val nella comunità bruta. L’importanza della presenza di Mance durante il parto e l’incomprensibilità che questo evento sia interrotto e/o reso più difficile dall’arrivo dell’armata di Stannis, ci possono far credere che ella sia depositaria di una qualche sorta di conoscenza specifica e che questo le faccia ricoprire un dato ruolo. Sicuramente non è un ruolo di guaritrice, altrimenti non cercherebbe una levatrice. Difatti, in Samwell IV, veniamo a sapere che Dalla non è sopravvissuta al parto e che il neonato è affidato a Val: A Castle Black, Val viene chiamata Wildling princess. Jon spende molto tempo a confutare il suo status di principessa in virtù dell’essere stata sorella della regina di Mance poiché i Bruti non riconoscono alcuno status ereditario a livello di leadership, ma riconoscono la leadership sulle base delle capacità. Superficialmente si è portati a credere che questa sua prominenza sia una mistificazione della cultura dei sette regni. Ma scavando più a fondo, sembra che, oltre all’impressione avuta oltre la Barriera, abbia uno status equivalente a quello fintamente riconosciutole. Sicuramente, uno status le è riconosciuto da Stannis. Assumendo che con estrema probabilità egli abbia visto un vantaggio nel fingere di uccidere Mance ed abbia stretto almeno coi due, se non anche col nuovo Magnar dei Thenn, un accordo, non a caso la pone al proprio fianco nel momento in cui avviene l’esecuzione del finto Mance e tutti i Bruti, prima i leaders, poi gli altri, sono chiamati a inchinarsi al suo cospetto. Si lascia intendere che inchinarsi di fronte a Val possa non essere un’onta per un popolo che non si inchina e che, sempre di fronte a Val, o, a prescindere da Val ed anche solo più in generale, bruciare un ramo di Weirwood, non abbia il significato di rinuncia agli antichi dei in favore di Rh’llor. Certo si può anche presumere che mettere sulla bilancia un inchino simbolico, tradito alla prima occasione buona, per poter passare la barriera, contro un restare al di là in preda al freddo, alla fame, e alla morte certa per mano degli Others, faccia sembrare l’inchino stesso ben poca cosa. Ma il fatto che i capoclan mantengano il loro status presso i propri clan fa trarre la conclusione che questa cerimonia ha permesso a Stannis di mantenere e il potere coi propri uomini ed abbia fatto altrettanto coi capi del Free-folk. La stessa Val può permettersi di non unirsi all’inno di Melisandre in cui riconosce Stannis come unico re e Rh’llor come unico dio. Se ne può desumere o che Val abbia quindi un qualche ruolo religioso, o che Val, come unica Bruta presente al fianco di Stannis, che non si è inchinata a Stannis, sia formalmente la nuova leader del popolo libero per essere agli occhi di tutti i presenti l’unica libera. Qualora questa seconda interpretazione sia possibile nel contesto della loro cultura. In conclusione, a prescindere dall’interessante analisi fuori-ASOIAF, linkata nelle premesse, già in ASOIAF, mi sembra che ci siano sufficienti elementi per riconoscere un rango elevato a Val nella società bruta. In aggiunta, quella sua aura mistica e il parallelismo presente tra questa donna bianca e la donna rossa, a sé stante e anche in riferimento a Ghost, mi fanno chiedere se ella non possa avere un ruolo negli eventi che seguiranno la congiura contro Jon. Infine, Val, una volta oltrepassata la Barriera si trova invischiata in una serie di avvenimenti strategici che la riguardano più o meno direttamente. Ella ha degli scopi che si presume coincidano con quelli di Mance e probabilmente Tormund, si avvantaggia del rapporto col Lord Commander, e, stringe assieme a Mance almeno degli accordi con Stannis e Melisandre. Ma vediamo questo aspetto nel dettaglio. Il ruolo strategico di Val al Nord. Come già menzionato nell’analisi dello status di Val, sappiamo che ella viene a conoscenza della condanna a morte di Mance dalle voci di corridoio ed il suo obiettivo principale è che egli veda il figlio. Dietro a questa richiesta se ne evince che l’interesse vero sia che egli veda colei a cui il figlio è affidato e dunque riuscire ad ottenere un incontro ed uno scambio col fu King Beyond the Wall, con la scusa dell’ultimo desiderio per il condannato a morte. In seguito all’elezione di Jon a Lord Commander, si vede che Val muta comportamento. Inizia ad osservare il cortile. Non è dato sapere se questo avvenga perché la stessa Val sia interessata a studiare come può le dinamiche di Castle Black, o se, consapevole dell’ascendente e del diretto contatto che ha con Jon, osservi principalmente lui per un qualche scopo, o se si limiti a guardare gli allenamenti di color che dovranno combattere gli Others. Per il momento, in AFFC, Samwell I, ci si può limitare ad osservare come dati di fatto: Val osserva i GdN dalla sua finestra, cosa che prima non faceva e adesso fa con una certa attenzione, se Pyp si sente in condizione di farci sopra una battuta: Jon si allena quasi tutti i giorni nel cortile, che è il panorama visibile dalla finestra di Val: Non avendo ottenuto un risultato da Jon alla sua richiesta di mostrare a Mance il figlio, veniamo a conoscenza che Val ha preso ad usare Gilly come sua messaggera per richiedere a Stannis di risparmiare la vita di Mance. AFFC Samwell I: Quella che inizialmente sembrava una scelta fatta da Stannis per allettare Jon a recedere dal proprio giuramento di GdN, oltre alla concessione di Winterfell, in ADWD diventa chiaro che sia una strategia. Val è, per Stannis, il fulcro dell’alleanza coi Bruti e specifica chiaramente che ella è indissolubilmente legata all’uomo a cui sceglierà di concedere il Nord. Stannis discute con Jon, che conosce il Nord meglio di lui, chi possa essere questo uomo: Ciò che è importante rilevare qua, è che Jon non perde occasione di rimarcare che il solo che possa legare i bruti a Stannis è Mance: questo popolo non riconosce la linea di ereditarietà ma sceglie liberamente il proprio leader e l’unico che questi hanno scelto è Mance perché li salvasse dagli Others, portandoli a Sud della Barriera. Se Stannis non avesse compreso l’importanza di Mance, ci pensa la “principessa” Val a ricordargliela, inviando più di una volta Gilly a richiedere che Mance non venga ucciso. Se Stannis le concederà questo, accetterà di accondiscendere ai piani di matrimonio che Stannis ha per lei. ADWDW, Jon II: Si può sospettare che prima dell’esecuzione del finto Mance, Stannis abbia avuto una qualche sorta di colloquio con Val, a cui probabilmente hanno partecipato anche Melisandre e Mance Rayder, altrimenti non si spiega perché Val accetti di collocarsi passivamente al fianco di Stannis al momento dell’esecuzione, né perché da quel momento non metta più in atto alcun tentativo di fuga. ADWD, Jon III: E’ lecito pensare che se Val avesse pensato come tutti che Mance fosse morto quella sera, non avrebbe avuto un tale atteggiamento austero e i suoi tentativi di fuga si sarebbero moltiplicati. Senza la collaborazione di Mance e, probabilmente anche del Magnar dei Thenn, oltre che a quella di Val, difficilmente il passaggio al di là della Barriera si sarebbe svolto in maniera pacifica. Soprattutto, se Val non ne fosse stata al corrente, non avrebbe portato a compimento la missione affidatale da Jon di trovare Tormund, piuttosto l’avrebbe accettata per potersi dare alla fuga. E’ interessante osservare inoltre che Stannis vuole legare Val a chiunque concederà lo scranno di Lord di Winterfell. C’è chi potrebbe immaginarsi delle ipotesi di discendenza matrilineare per cui, in assenza di uno Stark, ci sia una ragione valida per cui Val sieda a Winterfell. XD In realtà, è molto più logico che Stannis, non potendo servirsi di Jon Snow, né potendo far accettare al Nord un Lord del Sud, veda in Val e nell’accordo che hanno stretto una sicurezza di legare a sé il futuro Lord del Nord. O che Stannis veda in Val e nell’ipotesi di cederla a chiunque altro, l’unico “gioco” con cui, oltre all’offerta di Winterfell, possa far capitolare Jon Snow al suo fianco. E probabilmente le parole della stessa Val sono un suggerimento a ciò che è successo dietro le quinte, prima della finta esecuzione a Mance e dell’inchino del popolo libero a Stannis: Ci sono più somiglianze che differenze nell’agire delle persone a Nord della Barriera e di quelle a Sud, evidentemente c’è stato un accordo che prevedendo termini vantaggiosi per chi vi ha preso parte ha fatto sì che potessero sopportare l’inchino. Val è anche colei che permette a Jon di adempiere alla promessa fatta a Stannis di fornirgli qualche altro migliaio di combattenti Bruti. Dopo che i gruppi di GdN inviati da Jon falliscono la missione a costo della loro vita, Jon decide di rischiare tutto affidandola a Val. Il dialogo tra i due alla partenza di lei ha dei risvolti interessanti. Come dicevo prima, resta l’interrogativo sul capire perché possa essere fondamentale per Val avere la certezza che Jon non abbia ucciso Jarl. Oltre a questo, Val, che non è stupida ed era una delle poche ad aver visto quale fosse l’aspetto del figlio di Mance e quale quello del figlio di Gilly, rivela a Jon che quel bambino non è certamente per lei una motivazione per cui tornare. Quindi, nonostante mostri dell’affetto per il bambino, Val non ha alcuna motivazione per mantenere la propria parola con Jon. Il fatto che Val sappia che il bambino non è il figlio di Mance e che la sostituzione tra i due bambini avvenga prima dell’esecuzione, ci fa supporre che anche Mance sappia altrettanto. Val addirittura svela che anche Melisandre è a conoscenza di questo e cerca di mettere in guardia Jon da lei, facendo quasi sospettare che abbia lasciato Stannis all’oscuro della vicenda: Dalle parole con cui Val risponde a jon sul tema Melisandre, sembra poter essere un riferimento all’unico vero re che risveglierà i draghi dalla pietra per combattere il Great Other. Quasi come per avvertirlo che non esiterà a ottenere questo risultato a qualsiasi costo e che la sua permanenza alla Barriera, anziché trovarsi al fianco di Stannis ha delle ragioni. Al ritorno dalla missione con Tormund, Val si guadagna la benevolenza e la fiducia di Jon, tanto da ottenere la libertà del Castello e la protezione degli uomini di Jon (ADWD, Jon XII): Sembra inoltre che Val ci tenga a essere coinvolta nelle questione strategiche che forzatamente vengono a toccare il Lord Commander. La cosa curiosa è che in realtà all’incontro con Selyse invece di facilitargli la vita gliela complica, reagisce male alla regina che rimarca come i Bruti debbano accettare Stannis come re e Rh’llor come dio, eppure alla cerimonia d’ingresso a Sud della Barriera è ciò che simbolicamente quasi tutti i Bruti hanno fatto. Usciti dall’udienza sembra quasi lasciarsi andare ad un attaco d’ira contro Selyse e contro Shireen che Val considera già morta per il morbo grigio. Viene da chiedersi se questo non sia un espediente per ottenere nel breve termine la custodia del bambino in un ambiente a lei più favorevole, se sia un modo per far sentire Jon in debito in via di altre richieste che ancora devono arrivare. Quindi mentre il suo partner in crime Mance è impegnato a Winterfell a portare avanti i compiti assegnatigli da Melisandre e anche i propri interessi (non fatemi dire cripte! Ormai l’ho detto... XD), a che cosa sta lavorando Val - e non solo Val - alla Barriera?
  2. ***Silk***

    Music Challange on the Wall - seconda edizione

    Applauso! Mi alzo anche in piedi, hail to @ziowalter1973!! Se si potesse ancora ti avrei messo un like... Anzi, esagero, 10,100,1000 like! XD Peccato... Hai detto probabilmente la cosa più bella di tutta la Challenge! Seguita poi dai Tool. Brividi. Non li ascoltavo da molto. Grazie! Intanto proseguo da fanalino di coda... 16- Una canzone tra le tue preferite di musica classica In questo periodo, sto facendo un approfondimento tematico sulla follia, iniziato abbastanza a caso da un ascolto altrettanto a caso di Vivaldi. In realtà, le armonie di derivazione iberica da sempre mi incuriosiscono e mi affascinano. A dire il vero restringere a una o due proposte mi è arduo, quindi spero che non sia un problema se per una volta sgarro e vi metto 3 proposte: è tutta cultura! XD Quindi iniziamo dalla ultra nota sarabanda di Haendel reinterpretata alla chitarra da Andres Segovia. Purtroppo non ho trovato un video in cui gliela si vede suonare, ma se vi catturerà, troverete altre sue interpretazioni sul tubo: https://youtu.be/_dgX_re9onY OK. YouTube non me lo fa embeddare quindi guadagno uno slot! XD Un'altra interpretazione che mi ha catturato è questa della Danse Macabre di Liszt & Co. fatta da Varvaresos, molto diversa da quelle usuali: Infine, la cantata dei contadini di Bach, condotta da Leonardo Garcia Alarcon, in un'insolita quanto affascinante versione.
  3. ***Silk***

    Vikings

    @porcelain.ivory.steel ma ci mancherebbe, non ti scusare neanche! A me fa piacere leggere i tuoi (e anche degli altri of course) lunghi post di analisi, si vede che ne parli con entusiasmo e tocchi dei punti profondi che danno modo al dialogo di svilupparsi oltre, non potresti fare cosa più gradita. Detto tra noi, chi si annoia a leggere contributi più articolati, potrà saltarli o accomodarsi altrove. XD Detto questo, mi scuso io per avervi tratto in inganno col mio precedente post: non sono alla terza stagione, ma alla terza puntata della seconda stagione. Adesso in realtà sono alla quinta (sempre puntata). Sarebbe stato bello essere già alla terza stagione, ma il tempo è quello che è! Comunque non vi preoccupate, non mi sembra che mi abbiate spoilerato granché, o se lo avete fatto non me ne sono accorta, o almeno rispetto alle conoscenze del mito che già avevo e un po' di informazioni di background tra quello e la serie. XD Intanto ho recuperato L'analisi della sigla di @JonSnow;. Hai ragione nell'affermare che anch'essa è un valore aggiunto per la serie, come dicevi ti immerge e ti prepara già a livello emotivo alle atmosfere aspre, cupe, e, allo stesso tempo, potenti e sublimi. È una sigla significativa e che adoro, al pari di quella di Westworld e Les Revenants. L'aspetto naturale, già rilevato da te, come anche nell'analisi di Jon, assume un aspetto fondamentale per comprendere la cultura, l'organizzazione della società ed il sistema di credenze norreno. Inoltre, è anche fondamentale alla comprensione della psicologia e degli obiettivi dei personaggi, Ragnar in particolare. Mi vengono in mente le ultime puntate che ho visto, soprattutto la 02x03 e 04, in cui Ragnar, ormai Jarl, non dimentica né la condizione del proprio popolo, né perde il contatto con le sue origini ed in un bel dialogo con re Horik afferma: Qui. Qui, c'è il vero tesoro. Ovunque andiamo ci sono campi, c'è cibo che cresce. Sono contadino figlio di contadini ed è questo tutto ciò che capisco. Ed è in questo miglioramento delle condizioni del proprio popolo che vede l'opportunità di andare oltre le razzie, considerando l'idea della conquista del territorio. Idea che porta avanti nel momento in cui è lui stesso ad essere scambiato come ostaggio per avere modo di dialogare con re Ecbert. Scambio che affronta con la stessa schiettezza e lungimiranza con cui lo aveva accennato all'alleato Horik. Ed in re Ecbert trova un interlocutore suo pari, probabilmente più che in Horik. Nell'opportunità di Ragnar, Ecbert vede un'opportunità per sé: l'avere un forte alleato per sconfiggere gli altri regnanti locali e primeggiare sull'isola. Tornando all'aspetto generale, anche esulante dalla serie, relativo al territorio nordico, trovi in me "un'alleata" - oltre al forte interesse per la cultura norrena, non solo limitato al passato, anche per l'odierna cultura e società scandinava ho un notevole apprezzamento -: amo la maestosità del paesaggio nordico, i suoi colori, forti e profondi, sia nelle loro accezioni più usualmente cupe e plumbee, sia in quelle più radiose e limpide. Ci troviamo di fronte ad una natura ineluttabile, che porta ad un senso del destino estremamente fisso e predefinito, da cui deriva l'interessante concezione di superiorità delle Norne rispetto anche agli stessi dei, che, non diversamente dagli uomini, si trovano a vivere una vita aspra, in cui essenziale è l'adattamento all'ambiente e la lotta per la vita stessa, che si traduce in una suprema importanza della forza e del valore. Gli uomini trascorrono la propria vita nell'affermazione di questi, e i maggiormente degni sono chiamati a proseguire questa loro affermazione oltre la vita stessa, nel Valhalla, al fianco di Odino, in attesa della battaglia finale. E tornando anche alla sigla, mentre guardavo la prima stagione, mi piaceva pensarla anche come un riferimento all'antefatto tra Ragnar e Lagertha, a quel suo avergli salvato la vita che ella gli rinfaccia nelle primissime puntate. Riprendendo il discorso su Rollo ed estendendolo ormai alla prima metà della seconda stagione, concordo con @Menevyn quando afferma che il problema lo ha in sé e la differenza con Ragnar sta tutta in questo: Rollo non riflette, è molto impulsivo e, non riflettendo, manca di una visione, nonostante la sua forza ed il suo valore non abbiano nulla da invidiare a ciò che contraddistingue Ragnar, egli ha minore lungimiranza e un'intraprendenza più volta alla soddisfazione dei bisogni propri del suo ego. Lo stesso potere sembra che sia un qualcosa che gli interessi più per sentirsi nuovamente un pari del fratello, piuttosto che ottenerlo per un qualche obiettivo sensato. A seguito della prima razzia a ovest, è emblematico che Rollo depredi parte delle ricchezze di Jarl Haraldson, oltre al bene concesso ad ognuno dei razziatori, mentre Ragnar reclama Athelstan, vedendolo come un investimento. Ovviamente, anche nella scelta di Ragnar le motivazioni sono fondamentalmente egoistiche, ma andando a includere, potenzialmente, un valore aggiunto in conoscenza immateriale per le future spedizioni, ed un valore aggiunto nel potenziale contemperamento di interessi altrui (gli altri razziatori, lo Jarl stesso, altri soggetti che potrebbero volervi prendere parte), questo suo egoismo diventa visione e progetto. Infatti è in questa prima parte di stagione che lontano da Ragnar, Rollo riesce a riscattarsi, difendendo Kattegat come può e soprattutto traendo in salvo la famiglia del fratello dalla furia vendicativa di Jarl Borg. Davvero bella la scena in cui Siggy percepisce il cambiamento in Rollo e lo accoglie nuovamente a sé: Io non sono stanca e non voglio dormire. Voglio che tu mi prenda. Voglio sentirmi viva. A proposito di Siggy, è forse il personaggio femminile che sto maggiormente apprezzando. Dimostra esperienza e saggezza tale da sapersi tenere a galla nonostante la morte di Jarl Haraldson. Ella si lega a Rollo e gli resta accanto anche quando questi, inizialmente decade, per il tradimento a Ragnar. Ne vede bene le debolezze, come si capisce già da Uppsala, ma ne ha scorto anche le potenzialità e queste lo hanno irrimediabilmente legato a lei. Anzi nel periodo, in cui egli si autopunisce per l'allontanamento da Ragnar, Siggy coglie l'opportunità offertale dall'avvicinamento di Aslaug per non cedere la propria posizione ed influenza sociale ed evitare di cadere in totale disgrazia. Inoltre, al momento dell'attacco di Jarl Borg si presenta alla spiaggia con scudo e spada, nonostante non sia una shield maiden come Lagertha. C'è forza, caparbietà, resilienza nel personaggio. Altro aspetto interessante di questa prima metà della serie è la dicotomia/rivalità tra Aslaug e Lagertha e la fascinazione che entrambe esercitano su Ragnar. Aslaug ha un aspetto imponente e regale esteriormente, si pone come discendente di Brynhildr e Sigurðr, nonostante ammetta fin da subito di non avere le qualità guerriere della madre. Nonostante l'assenza di queste, ella è caratterizzata da un temperamento astuto e intrigante che colpisce subito Ragnar. La sua astuzia si vede subito anche nei fatti: si insinua nel letto di Ragnar nella 01x09 e nella 02x01 arriva a Kattegat incinta. 2 domande sulla effettiva paternità di Ubbe penso che possano essere lecite. XD Fallito l'avvicinamento a Lagertha e Bjorn, non perde tempo a stringere conveniente amicizia con Siggy. Sa come destreggiarsi tra coloro che contano, ma non ha presa né carisma sugli abitanti di Kattegat, come si vede nel momento in cui Jarl Borg viene sconfitto. E qua si innesta il passo differente di Lagertha. Lagertha è una guerriera e una contadina, proprio come Ragnar. Lagertha è affine a Ragnar. Come dice @Menevyn, ne comprende lo spirito e la visione. Per quanto anch'ella abbia un orgoglio importante, come Aslaug, ha anche una maggiore comprensione ed accoglienza verso il fu compagno, pur mantenendo il rispetto di sé stessa. Ed è stato molto soddisfacente vederla alle prese col nuovo marito e domarlo, anche fisicamente, da guerriera quale ella è, per poter scendere in campo e dare supporto a Ragnar nella riconquista di Kattegat. Su Athelstan e Floki, mi riservo di aspettare qualche altra puntata per fare qualche altra considerazione anche se già qualcosina da aggiungere ce l'avrei, ma non è ancora ponderata bene a fondo e preferisco attendere. Poi anche io ho scritto un papier bello lungo, non vorrei annoiarvi troppo. Meglio spezzare! XD
  4. ***Silk***

    Music Challange on the Wall - seconda edizione

    15- La tua opera/operetta preferita È difficile rispondere con una sola, soprattutto perché c'è grande eterogeneità da impedire un'unica scelta immanente. Cosa che poi già dissi all'epoca dell'altra Challenge per quanto riguarda la canzone preferita. Sicuramente, l'opera a cui sono maggiormente affezionata è la Carmen di Bizet. Devo anche rilevare che la mia aria preferita della suddetta l'avevo già citata in una categoria diversa della Challenge musicale scorsa, quindi preferisco variare la scelta. Bizet mi piace molto, se dovessi restare su di lui credo proprio che citerei forse un'opera che non è certo un grandissimo capolavoro a tutto tondo, ma oltre ad avere una trama godibile, contiene una delle mie arie preferite Mi par d'udire ancora. Ma poi mi sentirei un po' empia a lasciar fuori la Norma, Dido and Aeneas, il Fidelio, Macbeth, Elisir d'amore, il flauto magico, ed altre amenità. Quindi alla fine credo che opterò per il dionisiaco e la visione totale di Wagner. Anche in questo caso, la scelta non è semplice. Tristan und Isolde o la tetralogia? Alla fine vincono le passioni personali e la soggettività. Nichts lerntest du, wollt' ich dich lehren, was nie du erkennen kannst, eh' nicht ertagte die Tat. Stets Gewohntes nur magst du verstehn: doch was noch nie sich traf, danach trachtet mein Sinn. Eines höre! Not tut ein Held, der, ledig göttlichen Schutzes, sich löse vom Göttergesetz. So nur taugt er zu wirken die Tat, die, wie not sie den Göttern, dem Gott doch zu wirken verwehrt. Nicht weise bin ich, doch wusst' ich das Eine, dass den Wälsung du liebtest. Ich wusste den Zwiespalt, der dich zwang, dies eine ganz zu vergessen. Das andre musstest einzig du sehn, was zu schaun so herb schmerzte dein Herz: dass Siegmund Schutz du versagtest
  5. ***Silk***

    Dillo con parole sue.

    La gentilezza è la delizia più grande dell'umanità. Marco Aurelio. Bonus track.
  6. ***Silk***

    Music Challange on the Wall - seconda edizione

    Quanto sono indietro!!! XD 14- Una canzone che vorresti al tuo matrimonio Cercherò di rispondere diversamente dalla scorsa challenge. Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare. Per cui, questa volta mi piacerebbe andare oltre il contratto, oltre la convenzione sociale, oltre una celebrazione di esteriorità, e concentrarmi sull'amore puro, sul percorrere assieme le vie che portano all'essenza. Compiere il possibile e l'impossibile per il benessere dell'altro fino a superare le correnti gravitazionali, lo spazio, e la luce. Avere talmente fiducia e rispetto da sentire di portare in dono, oltre alla gioia della condivisione della propria presenza, soprattutto il silenzio e la pazienza. Non hai fiori bianchi per me?
  7. ***Silk***

    Vikings

    Innanzitutto ringrazio @porcelain.ivory.steel che ha voluto spendere tutte queste parole della sua analisi per dialogare sulla prima stagione. Ho provato a ricercare l'analisi della sigla di @JonSnow; ma non la vedo in questo topic, è da qualche altra parte? Prima di risponderti dettagliatamente faccio alcune brevi considerazioni. Convengo con @Menevyn sulla bellezza della scena in cui Ragnar dà il suo addio a Gyda, è davvero toccante. Diciamo che la 02x01 sembra più dare una conclusione alla prima stagione di quanto non lo faccia davvero la 01x09. Abbiamo la fine dello scontro tra i 2 fratelli, l'addio di Ragnar al figlio che Lagertha aspettava e a Gyda, l'arrivo di Aslaug e la partenza di Lagertha e Bjorn. Sulla morte dei figli di Haraldson sono rimasta un po' perplessa: si ha l'impressione che sia un argomento che debba essere svelato, più che a livello di mistero, proprio in uno sviluppo dialogico tra i personaggi che l'hanno subita, ma la morte di Haraldson toglie questa opportunità. Quindi, a meno che nello sviluppo delle varie stagioni non venga poi ripresa con riferimento a Siggy e coloro ai quali ella si sarà legata, è un fatto passato che lascia il tempo che trova. Probabilmente, serve a creare semplicemente della ulteriore vicinanza tra i due coniugi, la cui relazione, in mancanza di questo espediente, è principalmente caratterizzata da attriti e una sorta di gioco di potere, mentre la conservazione dei capelli dei ragazzi riporta tra loro una sorta di condivisione dei tempi che furono e affetto. Inoltre, dà anche un ulteriore senso di decadenza alla posizione dello Jarl, e ci fa anche capire come il mantenimento del potere in una tale società non sia affatto scontato. Insomma, Ragnar non è il primo che lo sfida. Che il fatto sia davvero un mistero per Haraldson e Siggy in realtà cozza coi reali costumi normanni del tempo, quindi in questo senso non c'è molto da indagare. Con la morte dello Jarl però non mi aspetterei che la vicenda venga ripresa in futuro e mi pare di capire dai vostri commenti che in effetti sarà così. Le prime puntate della seconda stagione (sono alla terza) in effetti le trovo molto avvincenti, soprattutto trovo che Lagertha si stia riscattando lontana da Ragnar, per quanto il nuovo marito sia entusiasmante quanto un the zuccherato. Promette bene re Ecbert e Athelstan mi piace sempre di più nelle sue nuove vesti di normanno, ormai elevato dalla posizione di schiavo. Ma volevo aspettare la fine della stagione per fare due parole anche su questa. Chissà se mi riesce! XD Tornando al rapporto tra Ragnar e Jarl Haraldson convengo con @porcelain.ivory.steel: c'è una totale comprensione delle ragioni di Ragnar da parte dello Jarl, inoltre azzardo, nella mia comprensione della vicenda c'è quasi un rammarico da parte dello Jarl per non aver saputo vedere prima di Ragnar ciò che Ragnar stesso aveva visto, ed essere stato quindi costretto ad opporglisi totalmente per non perdere il proprio potere e quindi il seguito da parte della comunità di Kattegat. Infine, nel suo scegliere di accettare il duello, oltre a ciò che già hai evidenziato tu, trovo che ci sia anche una fedeltà alle proprie credenze. In una società, il cui misticismo dà primaria importanza alla gloria - tanto da permettere l'ingresso nel Valhalla soltanto a chi si è distinto per le proprie gesta e destinare tutte le morti ingloriose al regno di Hel - e crede in un insindacabile destino - solo le Norne sono immortali per i norreni, neanche gli dei lo sono - si capisce che, per lo Jarl, il duello con Ragnar, conscio del proprio destino rivelatogli dall'indovino, sia, probabilmente, la sola occasione, o comunque la migliore, che gli resta per andarsene con gloria ed avere la certezza di accedere al Valhalla. Cosa che Ragnar, da guerriero, a differenza di Siggy, comprende perfettamente e motivo per cui gli recide il polso al termine del duello. Oltre al fatto positivo per lui di eliminare un rivale, ovviamente. Un peccato che il personaggio dello Jarl si sia esaurito in meno di una stagione. Anche su Rollo, non posso che concordare con quanto dici e apprezzo molto che tu abbia sollevato anche l'esistenza della "questione Lagertha" tra i due. Egli non è meno valoroso di Ragnar, né meno forte, ed entrambi i fratelli hanno le loro debolezze, ma c'è chi ha avuto la sorte di nascere prima e chi di nascere dopo. E qui emerge il forte legame di kinship della società norrena del tempo, che è una delle basi su cui era riconosciuta la forza degli individui. Rollo, per quanto desideri Lagertha, non può permettersi di cedere per non indebolire la propria famiglia e tantomeno sé stesso. Non cede neanche di fronte all'opportunità offertagli dallo Jarl di divenire il suo erede. Anche perché in una realtà in cui, come dici tu, l'affermazione della forza e del valore è tutto, a poco vale una prospettiva di ereditarietà che lo porterebbe comunque allo scontro col fratello. Ed è solo nel momento in cui Ragnar diventa Jarl, e diventa evidente che i due non possono più considerarsi pari, che la proposta di Jarl Borg ha la meglio su Rollo e sulla sua necessità di trovare il proprio posto al sole. Il rapporto tra Athelstan e Ragnar è sempre più intrigante man mano che la serie avanza. Athelstan è un personaggio anche furbo se vuoi, è quel personaggio attraverso cui il pubblico viene a contatto e resta affascinato dalla cultura norrena. È quell'appiglio che permette anche allo spettatore più scevro di cultura norrena di addentrarvisi passo passo. Al di là di questo, è proprio l'incontro tra le diversità dei due protagonisti e la loro apertura nel lasciarsi permeare l'uno dall'altro, per opportunismo, sopravvivenza, curiosità e vivacità intellettuale a rendere il loro scambio interessante, ambo i lati: sia nella saggezza, equilibrio, e comprensione dell'animo umano che Athelstan offre a Ragnar, come tu stessa rilevi, sia, aggiungo, nel cinico realismo e nella visione più pratica e adesa alla realtà che Ragnar fornisce ad Athelstan.
  8. ***Silk***

    Music Challange on the Wall - seconda edizione

    13- Una delle tue canzoni preferite degli anni ‘80 Gli anni 80 si aprono con la fine dei Joy Division e, per forza di cose, il debutto dei New Order. Dei primi, si potrebbe scegliere il pezzo più simbolicamente evocativo dell'80, Love will tear us apart, oppure potrei andare a gusto e selezionare Atmosphere. Si potrebbe esemplificare i New Order, che hanno dominato la scena 80s mancuniana, con Blue Monday. Oppure si potrebbe cogliere entrambe le band con l'ultimo pezzo scritto per i Joy Division, ma divenuto il singolo di debutto dei New Order Ceremony, un unicum, che non è né Joy Division né New Order, ma è impregnato di una densità di emozioni, nella musica, nel testo, e per ciò che a quel punto era accaduto e significava portarlo comunque avanti. 80s e Manchester sono stati anche sinonimo di Smiths, oltre che di New Order. Per gli Smiths è difficilissimo scegliere anche solo una canzone, ma credo proprio che, in questo momento, a mio personalissimo gusto, sceglierei There is a light that never goes out. Queste due bands, oltre ad essersi imposte in quegli anni, sono state anche una forte influenza per il Madchester, sviluppatosi alla fine della decade, il cui centro era la leggendaria Hacienda. E non si può dire Madchester senza dire Stone Roses. E non si può dire Stone Roses senza dire I wanna be adored. Pezzo che vede la luce nell'89, ma che girava già da anni nei live, inizialmente più ruvido, più punk. Ma non c'è solo Manchester. Gli anni 80 si chiudono anche con ciò che aprirà al grunge dei 90, è dell'89 Bleach, da cui si potrebbe estrarre About a girl, ma ancor prima abbiamo i Sonic Youth - Teen age riot!!! - e i Pixies - oltre a Where is my mind, non dimentichiamoci di Gigantic, o Debaser. Negli anni 80 ci sono anche un mucchio di altre cose... I Talking Heads con l'eterea This must be the place. La parte significativa della produzione dei Tears for fears, parte della produzione dei Roxy Music, di Bob Marley. Ci sono i Queen, David Bowie. C'è anche Kate Bush e l'arcinota Running up that hill, coverizzata da molti, tra cui Patrick Wolf e Placebo. Ma tornando nell'amato Regno Unito, c'è un'altra band che con la propria arte ha influenzato gli anni a venire, le cui influenze riecheggiano nelle note dei maggiori esponenti dello shoegaze, My Bloody Valentine e Slowdive (e quando si parla di shoegaze, non dimentichiamoci dei Ride). Usiamo i tropi del pop e sommergiamoli sotto un maestoso muro di suono e noise. Listen to the girl As she takes on half the world Moving up and so alive In her honey dripping beehive Beehive It's good, so good, it's so good So good Poi sì, ci sarebbero anche un sacco di altre cose, nel nostro orticello e in altri.
  9. ***Silk***

    Vikings

    Dopo anni e innumerevoli suggerimenti, ho finalmente ripreso questa serie. Scusate se farò un intervento che vi riporterà decisamente indietro nel tempo... Ho appena finito la prima stagione e devo dire che concordo molto con quello che alcuni di voi hanno detto nelle pagine precedenti. Partendo dal presupposto che sono appassionata di mitologia, storia e filologia germanica at large ed in particolare norrena, il mio apprezzamento per il soggetto va da sé. Inoltre, l'ambientazione, i paesaggi nordici e la fotografia cupa mi hanno ampiamente conquistato. Non solo, sempre restando in termini di fotografia e resa dell'immagine, apprezzo molto la "ruvidità" della resa dei personaggi. Ovverosia, a differenza di molte serie non c'è una spasmodica ricerca del bello, ma c'è più una ricerca del verosimile, come accade anche in Les Revenants e Breaking Bad, ad esempio. Difatti, una delle cose che amo di più sono le evidentissime borse di Ragnar. XD Ho trovato davvero affascinante il modo in cui ripropone la filosofia e lo spirito di sacrificio dei guerrieri vichinghi, che a detta dei loro avversari non hanno paura neanche della morte. E questo è evidente in ognuno dei personaggi, soprattutto nel vecchio guerriero che si unisce alle razzie di Ragnar (non mi ricordo il nome), in Leif, e in Floki. Avvincente il dualismo tra Haraldson e Ragnar: al di là della lotta tra il vecchio potere che vuole salvaguardarsi e continuare ad essere tale e l'ambizione del giovane intraprendente, nonostante le efferatezze di certi momenti che contraddistinguono questa rivalità, si scorge un evidente rispetto tra i due ed un'interessante dicotomia, soprattutto in Haraldson, tra la stima ed il rispetto che nutre per l'avversario e i passi che è tenuto a compiere, con scelte altrettanto consapevoli, per il mantenimento del ruolo di capo. Nonostante la generale solennità/serietà dei momenti che riguardano Haraldson e Siggy, non mancano anche delle punte di ironia, per quanto amara, come nel momento in cui egli le fa notare per il matrimonio imposto alla figlia che, rispetto a ciò che è successo ai loro figli maschi, essere sposati con un vecchio uomo ricco, non è poi male. Ragnar mi ha conquistato subito con la sua aura di misticismo, mista alla sua sete di conoscenza, votata all'ambizione, chiara fin dal primo episodio: È che io non mi accontento di questo. Odino ha dato il suo occhio per conoscere l'ignoto ma io farò molto di più. E la linea narrativa in cui si mischiano le visioni del Dio, i suoi momenti meditativi, la sua fame di conoscenza e continuo apprendimento - Athelstan ne è il simbolo vivente - volto all'innalzamento della propria condizione è davvero avvincente. Il lato interessante del personaggio è che anche lui non è un character esclusivamente positivo, ma ha dei suoi lati più scuri. Leggendovi, qualcosa mi sono spoilerata, anche se il tentativo era di non farlo, nonostante le fonti le conosca, quindi, già di per sé, si sa cosa aspettarsi, salvo licenze. Però mi è piaciuta molto la frase citata in precedenza riguardo al personaggio, ne estraggo una parte già - forse - applicabile alla prima stagione: egli era soltanto un uomo, con tantissimi sogni e tantissimi fallimenti.  Forse, ancora più interessante da osservare è Rollo, il fratello, inizialmente suo pari, molto fedele, che non lo tradisce di fronte alle offerte di Haraldson, arrivando fino a farsi torturare. Ma che si fa sempre più irrequieto man mano che Ragnar si innalza, come già è evidente a Uppsala, fino poi a opporglisi unendosi a Jarl Borg. Che poi perché Borg è Jarl e Haraldson conte mi resta una questione un po' oscura, forse la falla che nonostante le libertà storiche mi dà un po' più fastidio, proprio perché si tratta di un'incoerenza interna - ma è un dettaglio. Floki è il personaggio che probabilmente mi ha maggiormente incuriosito, molto estremo, ti coglie sempre un po' di sorpresa nell'avanzare della trama, passa da momenti di genio, a momenti di lucida follia, a momenti di grande altruismo, nonostante, tra le altre cose, sia un guerriero. L'evoluzione di Athelstan è altrettanto interessante. Da monaco pacifico, ma meno impaurito degli altri, cerca di adattarsi alla nuova realtà in cui si viene a trovare, ed è ben consapevole della sua necessità di legarsi all'interesse di Ragnar, per quanto questo vada a sfavore delle sorti della sua terra di origine, va anche a favore della sua sopravvivenza stessa. Certo, nonostante lo scherzetto che gli gioca ad Uppsala. Tra i personaggi femminili, ho apprezzato sia Lagertha, sia Siggy. Anche se, la prima ha una parabola più interessante nella prima parte della stagione, dove appare, tra alti e bassi, più forte e indomita, e dove forse è maggiormente indagata perché più legata al protagonista. Nella seconda parte sembra assumere un ruolo più funzionale forse. Ma vediamo andando avanti. Edit: dimenticavo due parole sul filone mistico. Questo da un lato può essere preso così com'è e dà un'aura fantastica alla storia, ma, in questa prima stagione, lo si può anche interpretare come una mistificazione con gli occhi dei giorni nostri. Se si presta attenzione alle profezie dell'indovino sono spesso vaghe e quindi potenzialmente interpretabili in molteplici modi, inoltre, se ricordo bene, non predice niente di non pronosticabile ad un'attenta analisi. Ad esempio, nelle ultime puntate, si fa riferimento al fatto che Ragnar sia in pericolo causa mondo magico, ma non si dice niente su Gyda.
  10. ***Silk***

    Music Challange on the Wall - seconda edizione

    11- Una canzone che non ti stanca mai Ce ne sono un bel po'. La scelta è ardua, davvero. E spaziano tra molti generi. Mi vengono in mente a botta random: All along the watchtowers, Respect, Sittin' on the dock of the bay, Shadowplay, Paranoid Android, Smells like teen spirit, No woman no cry, Carey, Piece of my heart, trafitto, Blue Monday, Obstacle 1, Laika, Decay, Strangers, The guns of Brixton, La Cura, E ti vengo a cercare, arrivederci amore ciao, vabeh tutto Battiato, The sound of silence, Il tempo di morire, eppure mi son scordato di te, Blues from down here, Inertiatic Esp, paint it black, strangers, xmas steps, Glasgow mega snake, people are strange, I know it's over, the dashboard, e chissà quante me ne sono dimenticata... Oggi scelgo una canzone che mi fa compagnia fin dall'infanzia e che ho amato fin dal primo ascolto. Da un certo punto di vista è anche una scelta attuale. Proprio in questi giorni, la PFM ha annunciato che tornerà dal vivo a primavera con il tour PFM cantata De André - Anniversary. Quindi facciamo un tuffo nel passato: E come tutte le più belle cose Vivesti solo un giorno, come le rose 12- Una canzone dei tuoi anni preadolescenziali Non può che essere lei, la prima canzone che abbia mai ascoltato dei Nirvana, il mio primo gruppo davvero preferito. Le cose belle ti capitano per caso, mentre ti annoi a morte, in un posto in cui non vorresti essere, ma visto che ci sei rendiamolo migliore, o almeno non pensiamoci, e organizziamo una festa! A quella festa: colpo di fulmine. Con lei: Rape me Rape me my friend Rape me Rape me again
  11. ***Silk***

    Music Challange on the Wall - seconda edizione

    Plot twist: oggi posto a inizio giornata ben 2 categorie. Come altri di voi hanno già detto, non ci sono canzoni che hanno il potere di rendermi felice o di rendermi triste. Ma ci sono canzoni che hanno un mood più felice e uno più triste. 9- Una canzone che ti fa felice Ascoltare Ella è sempre una gran gioia. ... Birds singin' in the sycamore trees... 10- Una canzone che ti rende triste A dire il vero è sempre una gran gioia anche ascoltare i Pink Floyd. XD Can you tell a green field from a cold steel rail? [...] Running over the same old ground. What have we found?
  12. ***Silk***

    Music Challange on the Wall - seconda edizione

    8- Una canzone che parla di Droga o Alcool Eccoci qua alla categoria che probabilmente meriterebbe una challenge a sé stante. Non si contano i gruppi e gli artisti che hanno declinato la tematica almeno in una loro canzone. C'è addirittura chi vi ha dedicato un intero album. Alla fine di questa ardua selezione, ero quasi arrivata ad una canzone, poi un'altra mi ha sorpreso dai meandri di altri tempi, quindi, alla fine opterò per sceglierle entrambe. Del resto hanno il fil rouge comune di citare i Velvet Underground. Tristezza & Nutella returns from the ashes. So 90s #1 - Elliott Smith. Questa canzone del tormentato cantautore americano fa anche parte della OST dei Tenenbaum. Non è una novità la cura e l'intelligenza con cui Wes Anderson sceglie le track che accompagnano i suoi film. Nel film accompagna infatti una delle scene clou. Quindi è possibile che alcuni l'abbiano già ascoltata. L'atmosfera della canzone invece è estremamente cupa, sarcastica, rassegnata, amara, tormentata, eppure allo stesso tempo delicata e leggera. Gonna walk walk walk Four more blocks plus one in my brain Down downstairs to the man He's gonna make it all okay I can't be myself I can't be myself And I don't want to talk I'm taking the cure so I can be quiet Whenever I want So leave me alone You ought to be proud that I'm getting good marks. Needle in the hay Needle in the hay Needle in the hay Needle in the hay So 90s #2 - Brian Jonestown Massacre Crasi tra Brian Jones e il suicidio/omicidio di massa più imponente della storia degli US. Con loro cambiamo registro. Si passa ad un collettivo, un tessuto sonoro più composito, con evidenti radici nel passato, un'atmosfera lisergica e dilatata. Il nichilismo pervade la canzone dall'inizio (I wonder why I bother getting out of bed) alla fine (Lie down to sleep but I might stop breathing/ My heart beats so weak I'm so scared of leaving/ I don't wanna die, I don't wanna die/ I don't wanna die, too fucking young to say goodbye). Parole cupe, claustrofobiche, ansiogene, strazianti. Lying here on the floor I can't stand, I'm too weak I don't dream anymore, there's monsters haunting my sleep Put a lock on the door to try to keep them outside But they're in my head I don't know where I can hide So I'm talking to them 'cause I lost all my friends I never get what I want so I'll get drunk again I don't wanna feel anymore 'cause I only feel pain Put my thoughts in the sink and watch them go down the drain.
  13. ***Silk***

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Sul concetto che esistano dei diritti individuali che possano essere sentiti come superiori rispetto all'insieme convenzionale di leggi che una nazione/popolo sceglie di darsi siamo assolutamente d'accordo. Come anche siamo d'accordo sul fatto che ogni individuo abbia il diritto/dovere di opporsi quando questi vengono limitati o violati. Ma penso di averlo già detto anche in altre discussioni, tra cui quella sull'immigrazione. Probabilmente mi sono spiegata male ieri. Il mio discorso non voleva asserire che Lucano, in quanto pubblico ufficiale, doveva rispettare la legge a prescindere, ma che non c'è da stupirsi se altri organi preposti ad applicare la legge, lo fanno. Ci si potrebbe auspicare un effetto domino di protesta di chiunque abbia a che vedere con la questione, ma mi pare poco realistico. Fondamentalmente, mi ero limitata a dire che ciò che i due giornalisti sostenevano negli articoli linkati non è che la legge va rispettata pedissequamente in quanto tale, ma che essa esistendo, prevede delle figure atte a farla rispettare/applicarla, che si presuppone svolgano il loro ruolo sempre e comunque (da qui la legge non è un'opinione, è una convenzione tecnica su cui si basa l'organizzazione dello Stato). Non ci si può scagliare contro queste figure/organi, a volte sì ed altre no, a seconda di come la si pensa politicamente o sulla base dei propri valori etico-morali. Né ci si può aspettare che venga fatta un'eccezione su queste basi. Altrimenti è inutile darsi un'organizzazione. Ma si sta parlando del livello tecnico della questione ed è un discorso altro rispetto poi al piano politico, etico che stavi portando avanti tu. Non mi sembra che quegli articoli critichino questo aspetto della questione, cosa che neanche io stessa stavo facendo. Difatti, questa esposizione tecnica dei fatti non significa che Lucano non dovesse infrangere la legge qualora non la ritenesse giusta. Se egli ha ritenuto opportuno agire in questo modo ha fatto bene a farlo, sapendo di andare incontro ad una serie di conseguenze, certe, se si fosse autodenunciato per dare risonanza alla sua protesta, ma, pragmaticamente, forse, avrebbe potuto aiutare meno persone di quante non ne abbia aiutate stando zitto. Il dibattito sulla questione si può articolare su molti piani. Il fatto di prediligerne uno, non dovrebbe equivalere all'intuizione di una tacita opinione su altri piani inespressi. Non credo che la trattazione dell'aspetto tecnico sia dare un taglio sbagliato alla questione. Anzi permette di far luce sui processi sottostanti, che non per forza sono noti a chiunque, che, magari, aiutano ad elevare anche i toni del dibattito sul piano politico ed etico. Se tu hai cognizione dello schema di regole e convenzioni in cui si muove la questione, poi sarai in grado di fare un discorso a tutto tondo, proprio su ciò che dici tu: Ma, per potersi concentrare su questi punti, c'è bisogno di basi su cui muoversi, non mi risulta che gli italiani siano tutti giuristi. Si può dire che quegli articoli non andassero troppo oltre le basi. Ma, non trattare una questione che ci si auspica venga trattata, non credo che implichi esservi contrari. Tutto qua.
  14. The first time she had seen him, for half a heartbeat she had almost thought Rhaegar Targaryen had returned from the ashes. It is his hair, she told herself. He is not half as comely as Rhaegar was. His face is too narrow, and he has that cleft in his chin. The Velaryons came from old Valyrian stock, however, and some had the same silvery hair as the dragonkings of old.

  15. ***Silk***

    Il panorama politico post elezioni 2018

    Premetto che non considero intellettuali di grande caratura né Travaglio né tanto meno Scanzi, però, avendo letto i loro articoli su Riace comparsi sul FQ, mi sembra che la loro dichiarazione sia stata travisata da questi commenti. 1. Con Travaglio non ero in pieno accordo neanche nell'epoca dell'antiberlusconismo, ma ha perso la mia stima come giornalista da quando ha iniziato a fare cabaret per il pubblico pagante. Ciò detto, riesce ancora a scrivere degli articoli sensati di tanto in tanto. 2. Trovo lo stile di Scanzi notevolmente irritante, ma in certi frangenti non gli si può non riconoscere che anch'egli scriva cose sensate. Un po' come Facci. 3. Credo che ciò che Mimmo Lucano stia facendo da anni con la questione immigrazione sia lodevole dal punto di vista etico, e ancor prima della questione dei "matrimoni", aveva già tutta la mia umana e professionale comprensione per la questione della gestione dei fondi. Arrivando al punto, i due mi sembra che si limitino a riconoscere il fatto che il sindaco di Riace abbia infranto la legge, cosa ancora più grave per un pubblico ufficiale. Il che non significa ammettere che la legge sia più o meno etica, anzi lo stesso Travaglio nel suo articolo sul FQ ammette che una legge non è detto che sia giusta. Quando non lo è, o la si prova a cambiare o si fa disobbedienza civile. Basti pensare alle tante battaglie civili dei radicali, ad esempio. Ora, Lucano non ha fatto nessuna delle due, perché se avesse voluto fare disobbedienza civile si sarebbe anche autodenunciato come ha fatto il sindaco di Cerveteri per solidarietà nei suoi confronti. Salvini ovviamente ha strumentalizzato politicamente la questione, sai che novità. Ma anche dall'altro lato c'è stata una strumentalizzazione che tende a semplificare la realtà, trasformandola nel solito manicheismo da tifoseria bianco e nero. Il diritto ha bisogno di certezze, non può essere un'opinione. Poi ovviamente questo, come dicevo sopra, lo si può modificare con gli opportuni metodi, ma finché sancisce una cosa, non si può fare finta di nulla. Per amor del vero, vi linko la versione accessibile dell'articolo di Travaglio (che più o meno dice quello che ho riassunto) e l'articolo di Scanzi (che è più che altro un attacco alla posizione di Saviano che a Lucano in sé).
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