JonSnow;

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  1. ADWD- GOT 7 I segreti delle Cripte di Grande Inverno

    In primis Ned non ha mai dato cenno di essere in grado di programmare a lungo termine. Sicuramente un ottimo amministratore per quanto concerne la sua terra, ma assolutamente mediocre nella gestione futura dei suoi lasciti e sul futuro dei figli. Basti pensare che nonostante addestri Robb alla successione e lo faccia partecipare ai propri concili, non programma alcun matrimonio per lui e nonostante questi sia quasi in età per stabilire delle future nozze-alleanze, non ha nessun idea in merito. Lo stesso per Sansa, che si ritrova in degli accordi solo per via della proposta di Robert. E ovviamente non c'è nulla di definito neanche per Bran. Su Jon stesso non pensa al futuro ma solo all'immediato, difatti il problema che sorge nel momento in cui diventa Hand Of The King tra Cat-Jon pre-ingresso nei GdN per lui è fulmine a ciel sereno, non si era preparato ad una situazione simile e ancora una volta coglie la proposta di una terza persona. Al di là di tutto questo, un'altra risposta, più plausibile, è che non si è mai posto il problema di tramandare la questione perché nella sua mente Jon non avrebbe mai dovuto scoprire la verità sulle sue origini. Il segreto sarebbe dovuto morire con lui, di modo da lasciare tutti al sicuro. In caso contrario è chiaro che sia Howland Reed il possessore della verità. A tal proposito... Howland Reed, dopo essere venuto a conoscenza di Jon, Rhaegar e Lyanna, si rifugia nella Torre delle Acque Grigie e fa quasi vita da eremita. Non partecipa ai consigli del Nord, non fa visita a Grande Inverno, non riceve visite, diviene quasi una figura mitologica, un fantasma. Ciononostante, in uno dei Pov di Bran è menzionato il fatto che nel corso degli anni Eddard e Howland Reed si erano scambiati varie lettere. A che pro, dunque, tenere una linea di contatto se Reed è ormai ritirato a tale stile di vita e non ha un ruolo che gli rende dovuto comunicare con il proprio Lord per questioni di terra, amministrazione e quant'altro? Ovvio che tale corrispondenza debba essere stata per forza più personale. Ovviamente dubito che si scambiassero messaggi palesi sul loro segreto, questo è chiaro, ma sicuramente c'è dell'altro. Magari la persona che indurrà Jon a scendere nelle Cripte sarà proprio Howland, depositario di qualche lascito di Ned in merito. In ogni caso io mi rifaccio strettamente ad ASOIAF, sia chiaro, non a GOT.
  2. Gioco Totocalcio SerieA II ed.

    Bologna-Sampdoria 2 Chievo-Spal 1 Sassuolo-Verona 1X Cagliari-inter 2 Genoa-Roma 2 Milan-Torino 1 Udinese-Napoli 2 (1-4) Lazio-Fiorentina 1X Juventus-Crotone 1 Atalanta-Benevento 1
  3. Leakata stagione 8?

    Verrà ricostruito nuovamente. Dopo l'Inverno, anche la Primavera sarà dei Lupi, come ci ricorda Martin. Comunque non sarebbe neanche male se il NK dividesse il suo esercito attaccando da parti diverse, come Robb Stark al Bosco dei Sussurri o Jaime nella Season appena passata. Purtroppo non ci si devono fare aspettative complesse, alla fine si tratterà del solito scontro diretto con perdite, fatto appunto di effetti speciali e poca strategia dietro di esso, con salvataggi in extremis. Personalmente non ho attesa verso GOT 8 come prodotto in sé, ma solo per gli ultimi possibili spoiler sul quadro R+L=J e il classico ''vediamo come va a finire'', dato che se Martin ci sta negando il percorso, è lecito accontentarsi almeno della destinazione.
  4. THE WINDS OF WINTER: news e speculazioni

    Aspettiamoci dunque l'ennesimo pomposo annuncio su giochi da tavolo o deodoranti d'auto a tema GOT. O magari la messa in vendita di esclusivi gadget natalizi di ASOIAF da appendere sull'albero di natale, visto che siamo vicini a Dicembre. Magari la Cometa Rossa dei primi libri al posto della classica stella cometa.
  5. Winter Is Coming è un monito di coscienza, di concretezza, di una ritrovata maturità. Esso non rappresenta altro che la totale distanza verso la superficialità dell'essere umano e dei suoi comportamenti, i quali rivolgono la propria attenzione ed il proprio tempo verso situazioni e scenari altrettanto vuoti e superficiali, alimentandoli in un circolo vizioso di azioni che non portano a nulla di effettivamente rilevante, rendendo dunque la vita un atto istantaneo, vivo, ma privo di valore nella sua reale consistenza e nel suo fine ultimo. Non è solo una negazione dello sfarzo, un voto verso l'essenziale, bensì un'affermazione che invita all'indagine, ad una serietà introspettiva, verso la comprensione di sé stessi e del mondo circostante. E' dunque lo sprezzo per la superficialità e quell'indissolubile fila di emozioni umane che portano ad atti deplorevoli, tutti impulsi scatenati da motivazioni futili, con un ego perennemente soggiogato, che non si interroga su sé stesso. Paradossalmente è un ricollegarsi all'ineluttabilità degli eventi, alla fatalismo, alla filosofia dell'intendere la morte come una chiave di volta per dare senso all'esistenza. Una credenza classica, che si ritrova sin dall'antica Grecia, dall'inizio dei tempi, ove ci sarà sempre un alienato che vedrà i comportamenti rituali e canonici della società come un qualcosa da cui allontanarsi e, proprio allontanandosi da essi, finisce con l'avvicinarsi a consapevolezze più ampie e profonde. Quindi no, non va affatto letto con il solo pessimismo e la volontà di pensare solo ad eventuali venti nefasti. E' un invito, un avviso a sfondo identitario, una sfiducia verso la massa, una sorta di ascensione alla serietà, dunque a ciò che è tangibile, reale, tutt'altro che sfuggevole e immediato.
  6. ADWD- GOT 7 I segreti delle Cripte di Grande Inverno

    In realtà la discussione specifica a riguardo esiste, qui Comunque argomento a me caro, facente parte di quel tipo di misteri chiave di ASOIAF. Di qualunque cosa si tratti tale dilemma non può essere scisso dalla figura di Jon Snow, i cui sogni ricorrenti, metaforico promemoria delle sue origini, sono la prova madre del collegamento assoluto e oserei dire chiave che hanno con esso. L'incubo, così claustrofobico e suggestivo, è un gioco di metafore sul suo status di bastardo e sulla sua reale appartenenza. I Re dell'Inverno, difatti, non gli dicono che non appartiene a tale luogo in quanto bastardo, ma in quanto Targaryen. Sorprendente, altresì, che Jon affermi come in esso il castello di Winterfell sia del tutto vuoto ed egli sia costretto a scendere nelle Cripte poiché consapevole del fatto che sia inevitabile. Non è da escludere, dunque, che Jon una volta resuscitato rimetta piede a Grande Inverno non trovandovi parente alcuno. Per quanto mi riguarda preferirei ampiamente che il classico cliché del significato astratto e morale venga lasciato da parte. Preferisco un'inusuale, cinica, diretta svolta materialistica dietro tale arcano. Quindi mi auguro che le Cripte nascondano effettivamente qualcosa. Siano essi documenti, armi segrete, oggetti o, ancor di più, la tomba che Ned avrebbe designato all'amato nipote, identificandolo come uno del branco in maniera definitiva e simbolica, dato che il figlio di Lyanna da qualche parte doveva pur essere seppellito un giorno, per quanto egli non sia il tipo da programmare con efficacia e lungimiranza.
  7. ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    Jon: Il capitolo è del tutto interlocutorio per quanto riguarda la parte strutturale: non ci sono, difatti, particolari evoluzioni del ragazzo o dei personaggi attorno a sé, bensì vi è un inesorabile prendere tempo affinché tutta l'attenzione confluisca sulle azioni di Ghost e sul ritrovamento che egli farà successivamente. Il metalupo si dimostra ambiguo nei comportamenti sin dall'inizio, instillando nel lettore un sospetto crescente verso di lui. Lettore che è stato proprio educato a fidarsi dell'affidabilità e delle stranezze di Ghost dall'occasione in cui si è dimostrato in grado di percepire la presenza del Non-Morto nei pressi dell'alloggio del Lord Commander Jeor Mormont. Dunque qualsiasi atteggiamento strano dell'albino dagli occhi rossi è da allora estremamente pesato e mai minimizzato nel giudizio. Lo stesso tipo di fiducia è condivisa da Jon che, pur rimanendo spiazzato, segue sempre l'istinto se si tratta di approfondire le stranezze comportamentali del suo peloso sodale. Ossidiana, dunque. Si è sempre ipotizzata la presenza della mano di BloodRaven dietro tale ritrovamento. Effettivamente sarebbe un'azzardo ipotizzare che la matrice altri non sia che il caso. Che sia una manipolazione di eventi di Corvo di Sangue o meno, quello di Ghost è un lavoro certosino. Egli è stato come ''affidato'' a Jon, la sua stessa esistenza è un'estensione del suo padrone ed in esso trova il suo fine. Il metalupo bianco ha una scopo, più di tutti i suoi fratelli una missione, è legato a doppio filo in questo, che egli sia diretto oppure no da Brynden Rivers, dal destino o da altre forze. In ogni caso ciò che salta all'attenzione è l'analisi del terreno che Jon compie una volta sul luogo. La conclusione è che il tutto sia stato scavato e sotterrato di recente. Eppure il contenuto del fagotto appartiene a persone e creature che risalgono a secoli e secoli prima. Ciò rappresenta una contraddizione ed è forse la prova di una terza mano dietro di essa. In questo caso trova credibilità l'ipotesi Brynden Rivers che, tutt'ora circondato da superstiti dei Children Of The Forest, non si ritroverebbe sprovvisto di ossidiana e avrebbe fatto in modo che essa finisse nelle mani dei confratelli. Magari è stato un fac-simile di Manifredde a scavare la fossa e inserirvi tale contenuto su suo ordine. Bran: Questo è invece un capitolo in cui i moniti e i presagi nefasti aggiungono consistenza alla loro forma originaria, cominciando ad intaccare le menti di coloro che li ricevono e finendo così per divenire oggetto di accesi dibattiti. La figura di Jojen assume tratti che lo estraniano sempre più da ogni situazione, come detto prima, causa conoscenze che superano la normalità e il canonico. Il suo avvertimento è spiegato a Bran con maggiori dettagli e, in terza persona, il lettore è ben conscio della minaccia Greyjoy e finisce quindi col riallacciarla alla previsione in essere, riconoscendo del tutto la credibilità dell'erede dei Reed. Ritorna anche ser Rodrick, consegnando, purtroppo per lui, false notizie e speranze. Nell'occasione, ovviamente, Luwin dà ancora sfoggio del suo scetticismo aprioristico e senza indagine. Da notare come Martin piantasse benissimo i semi del tradimento Bolton sia con le azioni del figlio bastardo, sia con continue citazioni negative e ambigue a riguardo di Roose. Credo che il punto di vista finale, ossia quello che proviene dalla bocca di Meera, totalmente contraria al fatalismo passivo del fratello, sia qui più reiterato per chiarire e contestare al tempo stesso le domande che chi legge si pone. Logico che dopo una previsione come quella su Reek che assassina Bran, chiunque giunga al ragionamento di uccidere Reek. Cosa ovviamente impossibile per la prosecuzione della trama, ma non impossibile come atto in sé. Un metodo si sarebbe trovato, quindi non mi ritrovo d'accordo con Martin che risponde a ciò mediante la bocca di Jojen. Tyrion: Anche questo costrutto di paragrafi, come quello di Jon, è interlocutorio e preparativo per il suo climax. C'è uno scambio di provocazioni superficiali tra Varys e Petyr Baelish, i quali si lasciano al puro esercizio dialettico solo per sfizio personale e non per causare una vera e propria offensiva. Nell'occasione del capitolo corrente, al di là del consueto odio Tyrion-Cersei, è proprio Littlefinger a banchettare. Egli aveva già architettato di spostare l'assetto su un alleanza Tyrell-Lannister ed aveva già altrettanto calcolato di proporsi come emissario. Lo si capisce dalla velocità con cui pretende da Tyrion organizzazione, difesa, tipo di scorta. La repentinità con cui scende in dettagli è, in questo senso, rivelatrice. La fortuna di Littlefinger risiede nell'odio familiare che attanaglia i fratelli Lannister, i quali si lasciano così fregare da un avversario esterno, anche con estrema facilità e in un momento, come si può intuire dalla metafora sui polli e i Lord, in cui egli è all'apice della sua arroganza. Facile scorgere nella mossa di Baelish un senso di paura assoluto e crescente verso una possibile vittoria di Stannis, che significherebbe per lui una disfatta senza pari e, se non alla morte, lo porterebbe comunque ad essere fuori dai giochi e a non poter agire come sempre indisturbato, facendo i propri comodi. Logico che in una situazione simile egli opti per un male minore, per teste a sua considerazione manipolabili ed umorali, totalmente distanti dal rigore morale dell'erede dei Baratheon, il quale non ha mai avuto pietà per i soggetti ambigui ed immorali. E' la prova che Varys e Tywin dicono il vero nel momento in cui eleggono Stannis a pericolo maggiore. Comunque, a differenza di Varys, la forza di Baelish sta nel fatto che nessuno, forse per esigenze di trama, si sia mai voluto concentrare seriamente su di lui, portandolo ad avere la fine che merita. E' incredibile quanto limitante sia il suo cinismo. Theon: Capitolo che fa male emotivamente a coloro che oltre che agli Stark tengono inevitabilmente al Nord. Si è dunque dispiaciuti della fine di Tallhart, ma al contempo orgogliosi del suo atteggiamento in una situazione così sfavorevole. Non ha implorato, né tantomeno si è sentito perso, preservando dignità e coraggio. In un certo senso la sconfitta morale verso ciò che la morte comporta. Ed è anche la prova concreta, una volta tanto, che quelle sull'uomo del Nord forte e audace non siano solo dicerie. Theon d'altro canto è diviso, in conflitto, soggiogato dai fantasmi di Ned Stark, dai suoi insegnamenti e dal cercare al tempo stesso di sospingersi oltre ogni limite, sorpassandolo per poi non ritornare più indietro. L'erede delle Isole di Ferro, o comunque ciò che egli crede di essere, tenta in tutti i modi di evitare l'omicidio di Benfred con scuse poco credibili e con un temporeggiare senza fine, rassegnandosi poi ad un sacrificio inevitabile se si vuole preservare il seguito già precario degli Uomini di Ferro. Il fatto che poi si lasci andare ai ricordi trascorsi e cominci ad essere conscio egli stesso di cosa comporti il suo tradimento, conferma il combattimento con la propria coscienza, una coscienza che cerca di soffocare addossando le colpe maggiori a Eddard Stark. Il calcio al vessillo dei Tallhart e l'omicidio di Todric non sono in vero un atto di vanità, ma uno sfogo di un senso di colpa latente, un atto di rabbia, con cui rimettersi a posto. Vanità e narcisismo ritornano poi nell'obiettivo chimerico che egli si pone e cioè la presa di Winterfell. Obiettivo che cerca di perseguire corrompendo Dagmer con una buona dialettica, una dose di allusioni e immancabili complimenti vuoti. Come ogni narcisista egli cerca di riempire l'ego degli altri pensando che questo sia un metodo del tutto efficiente per ottenere ciò che vuole. Effettivamente Theon è tutt'altro che un pessimo oratore, ma può attecchire su soggetti di medio livello, tradizionalisti, a tratti grezzi. Non ha, purtroppo per lui, il carisma oggettivo e inequivocabile di chi conduce. Ma, dopotutto, egli stesso, al netto dell'essere vanesio, si riscopre più volte a sentirsi debole.
  8. Nazionali Italiane di Calcio

    Fallimento prevedibile. Al di là di una generazione che non è all'altezza delle precedenti, sarebbe ora di allontanarsi da certi dettami asfissianti della tattica e favorire invece la tecnica. Via il difensivismo a tutti i costi, che non significa attaccare a vuoto, via i 5 difensori nel momento in cui sei obbligato a vincere, via la fissazione per l'agonismo e la fisicità, con l'attaccante di turno che deve fare il difensore aggiunto e ''sacrificarsi''. I difensori tornino a difendere, i centrocampisti tornino ad impostare e gli attaccanti tornino ad attaccare. Ci si concentri finalmente sul talento, sui numeri 10, sui giocatori in grado di garantire schemi che prevedano la palla a terra, un gioco di prima, una dignità sportiva. Tradizionalismo sì, senza spagnolizzarsi, ma senza neanche tarpare le ali a quelle poche dimostrazioni di talento della corrente attuale. Insigne non sarà mai Totti o Del Piero, ma è ora di privilegiare quella tipologia di giocatore invece di coloro che rientrano, fanno a sportellate, si guardano alle spalle e non dimostrano una pari abilità palla al piede.
  9. Leakata stagione 8?

    Lo ha già ben esplicato Gedeont nel post precedente.
  10. ADWD - Riferimenti storici/culturali in ASOIAF

    A parte il fatto che comprendo a pieno e condivido l'amore per Vikings (leccatine di palmo a parte!), va detto che Martin si è spesso rifatto all'ideologia del sacrificio ai fini di un recupero karmico che mai si interrompa. Per compiere un passo successivo in tale filosofia è necessaria una perdita. Non è un caso, dunque, che Bran cominci ad avvicinarsi al potere della conoscenza dopo aver perso le gambe, o che Jaime cerchi ancor di più riscatto sociale dopo aver perso la mano destra e sia meno coinvolto nella sua mascherata di personaggio che gli ha attribuito la società, avanzando nella propria crescita identitaria. O che Theon perda completamente parti di sé, per ritrovarne altre più cerebrali. Quindi c'è anche quest'ispirazione da parte sua. La perdita materiale e non intesa come dazio da pagare per un guadagno karmico interiore e superiore. In questo discorso la parziale cecità di BloodRaven è perfettamente compensata con una vista metaforica che surclassa l'umano.
  11. ADWD - Progetto Rilettura ASOIAF

    @AemonTargaryen L'osservazione che fai del passaggio sul sesso è molto acuta. Sì, in effetti oltre che dare spazio al multiculturalismo c'è sempre la mano di Martin votata a beffeggiare qualunque sorta di tabù. Ovviamente non è che ciò per riflesso inneschi una sua passione per l'edonismo a tutti i costi e le sue forme. Semplicemente fa strage di concetti bigotti con la sua tagliente ironia, rappresentando il sesso per ciò che effettivamente è: un atto naturale, di piacere, di completamento. Non è un caso che egli si rivolga più volte nelle sue righe con scherno verso coloro che si scandalizzano per gli aspetti sessuali della sua opera, restando però totalmente indifferenti a quelle descrizioni così dettagliate di crani che si spaccano e viscere che fuoriescono. Molto malinconico il passaggio che ti ha colpito, quello riguardante Bran. Quello ''yes'' Hodor è una sorta di rassegnazione alla solitudine interiore, conscio che non ci possa essere dialogo, ma solo scambio emotivo con il suo interlocutore. @***Silk*** L'eccessiva razionalità di Luwin deriva certamente dall'insoddisfazione nell'approccio passato alle arti magiche. Quando si prova sulla propria pelle un fallimento, difficilmente si finisce per sperare nel successo degli altri nel medesimo campo e ci si rifugia in una chiusura totale, giustificandola come un monito ai visionari. Purtroppo è solo tanta reazione umana, giustificata o meno, nel non aver compreso e oltrepassato un ostacolo, finendo quindi nel volere che neanche altri riescano nell'intento. Personalmente l'ho sempre trovato poco apprezzabile sotto vari aspetti il caro Luwin, perché alla fine la razionalità a tutti i costi che dimostra è appunto assoggettata ad emozioni interiori e quando c'è così tanta emozione, vi è anche poca logica. Sul passaggio del sogno di Bran a cena, non saprei. Ci sono varie, confuse interpretazioni. E' un passaggio molto ambiguo perché a differenza di altri presagi non si ricollega ad eventi poi verificatisi. Probabilmente ha a che fare con il potere che citi, ma più con il fatto che Bran trarrebbe poche soddisfazioni da una posizione di rilievo.
  12. Leakata stagione 8?

    Molto plausibili perché totalmente in linea con la mentalità e lo stile di D&D: L'arrivo di Jaime - Unico, ripetitivo canone che conoscono i due: l'arrivano i nostri. Sacrificio di Podrick - Anche qui, non sanno far altro che sfoltire e tagliare pg secondari con un unico epilogo: la morte. Epidemia che colpisce i Dothraki - Creazione dello Show che stona con quanto raccontato finora, quindi incongruenza. Non è la prima volta, difatti, che i Dothraki hanno contatto con gli occidentali. Adoperare il freddo sarebbe più coerente. L'unica cosa veramente logica e dovuta è appunto la caduta di Winterfell. Sarebbe da mani nei capelli altrimenti.
  13. Il destino della monarchia di Westeros

    Il ragazzo è certamente preparato ed erudito in vari rami, bisognerà però vedere dove lo porterà il suo carattere e come si svilupperà la sua personalità. Al momento balla tra la sicurezza di sé e l'impulsività. Nella Serie Tv ci stanno invece facendo credere che tale sovrano sia Jon Snow. Ma, comunque, non lo vedo nell'epilogo.
  14. Ottava Stagione

    E' ovviamente quello lo scopo, altrimenti le forze sarebbero state prive di equilibrio a favore di Daenerys, cosa già ampiamente evidente.
  15. Gioco Totocalcio SerieA II ed.

    Roma-Lazio 1 Napoli-Milan 1 Crotone-Genoa 1X Benevento-Sassuolo 2 Sampdoria-Juventus 2 (1-3) Spal-Fiorentina 2 Torino-Chievo 1 Udinese-Cagliari 1X Inter-Atalanta 1 Verona-Bologna X