Ellyn Reyne

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About Ellyn Reyne

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    confratello
  • Birthday 11/05/1994

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    Femmina
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    Castamere/ Castel Granito

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  1. Al cinema con... Sherlock Holmes!

    Di Elementary ho visto qualche episodio della prima stagione. A parte il fatto che non sono attratta da quel format (decisamente troppi episodi), mi è sembrato un banale CSI in salsa SH. Non mi piace la scelta di rendere Watson donna, dato che la bromance è il nocciolo duro delle opere di Doyle. Non so come l'evoluzione del rapporto tra i due sia andata avanti, ma ho pessimi presentimenti. Sullo Sherlock Holmes di Robert Downey Jr non mi sono espressa perché fondamentalmente la penso come Lyra. Però ho molto apprezzato la particolare scelta dell'interprete di Watson: quando si legge del dottor Watson, che se ben ricordo è descritto come dotato di una "bellezza ordinaria", non ci si immagina di certo un incantevole e vittoriano Jude Law, al cui confronto è proprio Holmes il tipo ordinario. Insomma, interessante inversione di tendenza.
  2. Che lingue parlate?

    Anch'io direi inglese discreto e francese scolastico e... elfico elementare, ché il Klingon proprio non fa per me! E ora... prolissità, portami via! Per quanto riguarda l'inglese, l'ho studiato molto bene a scuola (non smetterò mai, mai e poi MAI di ringraziare la mia prof delle scuole medie) e ho ottenuto la certificazione del livello C1. Ho continue occasioni di praticarlo, grazie al fatto che in famiglia c'è qualche madrelingua e vivo in una città universitaria dove non mancano momenti di scambio con studenti e professori stranieri, ma vedo che senza uno studio vero e proprio non riesco da sola a fare il salto di qualità, nel senso che posso sì guadagnare punti in scioltezza e lessico, ma permangono tantissimi dubbi sul c.d. "use of English": e.g. quando è opportuno usare rather in luogo del più comune prefer e mille altri problemi di questo tipo, che suppongo si risolvano solo con lo studio serio e la guida di un docente madrelingua e/o, possibilmente, un periodo all'estero. Non ho mai preso in considerazione l'idea di partire in Erasmus perché temevo un rallentamento di marcia nel mio percorso accademico, ma me ne sono amaramente pentita e tra poco inizio il quinto anno, quindi è troppo tardi. Penso che dopo la laurea mi rivolgerò a una scuola Cambridge per studiare bene e possibilmente ottenere qualche altra certificazione, visto che oggi sono pure piuttosto importanti. Da dilettante, all'epoca delle mie estati da liceale in cui non avevo quasi niente da fare, studiacchiai con dei libri per autodidatti le basi minime di spagnolo, tedesco, greco moderno e russo. Livello mini-dialoghi, saluti e indicazioni stradali: praticamente nulla, ma mi sono tolta lo sfizio di sperimentare la sonorità di queste lingue quando ne avevo tempo e voglia. Tutto finito nel dimenticatoio, ovviamente. Però devo ammettere che l'alfabeto cirillico mi è tornato immensamente utile durante un viaggio in Russia, dato che anche l'inglese viene quasi sempre traslitterato, su insegne e segnali vari. :') Niente da fare, le lingue sono talmente affascinanti che perfino un insignificante avvicinamento riesce a dare grande soddisfazione. La mia ammirazione per chi conosce più lingue va ben oltre le mie scarse capacità descrittive.
  3. Westworld - Dove tutto è concesso

    Ai Creative Emmy Awards, Westworld ha ottenuto cinque premi: - Miglior realizzazione creativa nell'interattività multimediale per un programma scritturato; - Migliori effetti speciali visivi; - Miglior missaggio per una serie commedia o drammatica con episodi di oltre 30 minuti; - Miglior trucco per una serie single-camera; - Migliori acconciature per una serie single-camera. Il 17 settembre sapremo dei Primetime.
  4. Al cinema con... Sherlock Holmes!

    Per rispondere al "sondaggio", Il Mastino dei Baskerville è iconico e intramontabile, sicuramente il romanzo che preferisco, ma se prendiamo in considerazione il canone completo, non ho alcun dubbio: anch'io prediligo i racconti. Mia top 5: Semi d'arancio, L'ultima avventura, Omini danzanti, Scandalo in Boemia e L'interprete greco. Mai letto nulla dell'autore che avete citato. Chiedo venia per l'ignoranza, ma... ehm... in verità neppure ne avevo sentito mai parlare. ^^'' Comunque dubito che mi ci avvicinerò: tutto ciò che è apocrifo mi sa di pseudo fan fiction, qualcosa che non ha una propria dignità artistica, in pratica tempo sottratto ingiustamente ad altre letture. Pregiudizio mio, per carità, ma tant'è... P.S.: Che gioia trovare degli holmesiani così appassionati! Potremmo prendere in considerazione l'idea di una rilettura di gruppo, prima o poi. ;-)
  5. Ottava Stagione

    Pensiero random: sono l'unica ad avere la sensazione che D&D metteranno a capo della compagnia dorata proprio Daario Naharis e che un suo voltafaccia last minute (magari anche premeditato), terminato il conflitto magico, riequilibrerà le forze in campo nel gioco del trono in favore dei Targaryen? L'armata dei "buoni" verrà sicuramente massacrata dagli Estranei ed è chiaro che stesso destino spetterà almeno ad un altro dei due draghi superstiti. Con chi si combatterà per il Trono di Spade?
  6. La spada Ghiaccio

    Difficile ma non impossibile. Jaime ha una volta per tutte tagliato i ponti con la sorella e potrebbe presto voler tagliare i ponti anche con la fama di uomo senza onore e sterminatore di re. Magari, indossando quella spada proprio tra le mura di Grande Inverno, si sentirà in difetto nei confronti degli Stark e capirà che essa non gli apparterrà mai, perché è una spada conquistata con il disonore e il tradimento, con la mancata osservanza dell'universale legge dell'ospitalità. Proprio a Grande Inverno, nella casa degli Stark, con un gesto simbolico Jaime potrebbe liberarsi di un peso . Inoltre, la spada gli venne donata insieme alla mano d'oro, che negli ultimi minuti del season finale Jaime copre con un anonimo guanto nero: anche ciò può significare qualcosa. E sarebbe bello se anche in un simile scenario si replicasse lo schema della 6x06: "it's yours". Tuttavia è molto improbabile, lo riconosco. XD
  7. La spada Ghiaccio

    Ma sai che avevo avuto il tuo stesso pensiero? Però, appunto, due spade fanno più comodo che una. Tuttavia, mi piacerebbe che Jaime, il quale ha già definitivamente donato Giuramento a Brienne nell'episodio 6x06, rendesse anche la seconda spada a Sansa o Jon, pure solo formalmente, magari giurando di adoperarla al servizio esclusivo della loro causa (come Brienne) e con la promessa di restituirla materialmente alla fine del conflitto.
  8. Al cinema con... Sherlock Holmes!

    Condivido pienamente ciò (compresa la parte sul semi-patologico XD): Aggiungo che uno dei punti di forza di Sherlock è dato a mio parere proprio dall'ambientazione contemporanea, che paradossalmente assicura una maggiore fedeltà a Doyle, mettendo ben in risalto quanto nei romanzi è "scritto tra le righe" e probabilmente all'insaputa dell'Autore stesso. Mi riferisco a cose come la dipendenza di Holmes da sostanze stupefacenti, la sua asessualità, i seri disturbi comportamentali clinicamente accertati e quant'altro: concetti con cui Doyle non ebbe modo di confrontarsi e che, SBAM!, noi lettori moderni cogliamo quasi al volo nei suoi scritti. Inoltre, la profonda amicizia che lega Watson a Holmes, che nei libri è per ovvi motivi più "pacata" (ma, si badi, non mancano segni molto forti di questa vera e propria bromance, con Holmes che per poco non va nel panico in un episodio in cui Watson rischia la propria incolumità, e Watson che si rivela in grado di osservare l'amico, nei suoi piccoli gesti quotidiani, con gli stessi occhi di un fratello o un amante o addirittura un genitore, arrivando a differenziare tutti i piccoli movimenti delle mani di Holmes e notare il pulsare della vena del suo collo mentre questi è accasciato in poltrona a pensare, etc.), in Sherlock emerge con forza, divulgando così una delle più belle e famose letture critiche dell'opera di Doyle: quella secondo cui l'Autore, immedisimatosi in Sherlock Holmes, avrebbe creato John Watson per avere qualcuno che si prendesse cura di lui. Punto debole della serie, come già detto, è l'eccesso di humour.
  9. Programmi tv

    Tranquilla, che te la restituisco io la dignità rimasta. Quest'estate ho seguito tutti i dieci episodi di 'Matrimonio a prima vista', EDIZIONE SVEZIA, fai un po' tu. Tra l'altro, nel momento in cui metti insieme due ragazzi svedesi sui venticinque anni, intelligenti e bellissimi, il risultato è talmente ovvio che viene un po' meno tutto il senso dell'esperimento sociale, ammesso che di senso ne abbia mai avuto. XD Comunque, tornando ai talent, l'unico che seguo è Ink-Master (edizione USA... non so se ne esistano altre). L'ho trovato molto interessante, al punto da rivedere in toto le mie idee sulla body art. Ora il mio "non mi farò mai un tatuaggio" è diventato un "non mi farò mai un tatuaggio, perché il solo tatuaggio che vorrei sarebbe una pianta rampicante a colori che mi cresce addosso dalla caviglia sinistra alla mano destra, farebbe un male cane e io sono una vigliacca".
  10. Kimi no na wa - Your Name

    L'ho amato! Non vado pazza per i film sentimentali e neppure me la sento di ascrivere Your name a tale categoria. E' semplicemente un film completo, a tratti "bipolare": divertente e tragico, profondo e spensierato, introspettivo e ricco di spunti sulla cultura giapponese. Inoltre è davvero esteticamente impeccabile: Shinkai sotto quest'aspetto è un Maestro, e ce lo aveva già dimostrato a meraviglia ne Il giardino delle parole. Di Your Name esiste anche il libro, che nelle intenzioni dell'Autore ha pari dignità artistica rispetto al film (infatti egli stesso sostiene di non sapere se il film sia tratto dal libro o viceversa: avendovi lavorato in contemporanea, li considera un unicum) e penso proprio che lo metterò nella lista dei prossimi acquisti! Qualcuno di voi l'ha letto?
  11. Ottava Stagione

    Secondo me ce la si farebbe benissimo. Basta, 'sta serie è finita: in quattro o cinque episodi-film, la questione Estranei può e deve essere affrontata e archiviata. Ora che li hanno fatti scendere a sud della Barriera, non ci si può girare intorno più di tanto senza forzare la narrazione. Non penso, comunque, che i WW marceranno oltre il Tridente... Anche e soprattutto in funzione di un finale incentrato totalmente su KL... L'ipotesi di Jon e Dany AA-NN a ruoli invertiti è davvero affascinante!
  12. Mi vergogno ad ammetterlo ma l'ho guardato!!

    Io ho appena beccato per errore su YouTube uno spezzone di quella che credo sia l'ultima stagione di Once upon a time. Sto cercando ancora di capire cosa c***o ho appena visto.
  13. NO SPOILER - Consigli su che edizione comprare.

    L'edizione in pelle di drago accompagnerà la saga fino alla fine. Sta andando tantissimo, e la Mondadori l'ha estesa pure ad altre opere fantasy (Shannara e Narnia, per ora, nonché i due volumi di Dreamsongs di Martin). ;-) La traduzione è la più recente, la stessa dell'edizione tascabile con copertina a tema GoT.
  14. NO SPOILER - Consigli su che edizione comprare.

    Dunque, io ho acquistato quella in "pelle di drago", che ha una grafica obiettivamente più rilassante (dimensione caratteri e fogli più grandi, numero di pagine inferiore). Poi certo, non sarà il massimo della raffinatezza, ma è assai carina da tenere in bella vista in libreria. L'unica pecca è che devi cercare di evitare il contatto prolungato con le dita nei punti in cui c'è la vernice colorata, perché questa con il calore delle mani tende a staccarsi. E se ti capita di dover portare il libro in giro, prima di buttarlo in valigia/zaino è meglio avvolgerlo in un panno/sciarpa/anything, altrimenti - indovina un po'! - la vernice si graffia. :')
  15. Personalmente, ho sempre trovato interessanti i paradossi narrativi. Non tanto quelli alla Indiana Jones, dove se il protagonista non si fosse mosso non sarebbe successo niente di diverso, quanto proprio quelli alla GoT, dove l'azione del protagonista causa l'effetto che con l'azione medesima doveva essere evitato. Inoltre, in GoT il paradosso narrativo va coordinato con quello temporale, quindi tutti i "se il Corvo non avesse mai chiamato Bran" sono inconsistenti in partenza. Riporto in parte il mio commento tra le opinioni alla season 7. Con la morte di Viserion, i "buoni" hanno involontariamente armato i "cattivi": benissimo. E così anche quella di Azor A'hai si è rivelata una crudele profezia autoavverante, che è esattamente ciò in cui io speravo, da sempre, come lettrice. E' un twist che (insieme a Bran=NK, ammesso che sia vero) laicizza in un colpo tutto l'elemento divino e offre alla trama un ulteriore risvolto tragico, in quanto i protagonisti si danneranno l'anima a convivere con la consapevolezza di aver praticamente creato quello stesso nemico che avevano giurato di distruggere. Si tratta di un twist nient'affatto lontano dallo stile narrativo di Martin.