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Mar

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    Confratello

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  1. Perdonate se insisto, ma non è questo il caso in cui si possa parlare di prassi (a meno che non si intenda "significato logico, ovvio e sottinteso, del testo costituzionale) nè di ragionare per assurdo. La questione è banale, intrinseca e comune a tutti gli ordinamenti dove la formazione del Governo all'interno del Parlamento è successiva all'elezione del Parlamento stesso; dove la "crisi" o la "caduta" di un Governo non comporta la fine della Legislatura, nè delle Presidenze di Repubblica, Senato e Camera perchè la durata in carica delle Camere non dipende dalla durata del Governo; dove nell'arco di una stessa Legislatura possono esserci più Governi (l'unica volta che non è successo è stato durante la 15a Legislatura 2006-2008, Governo Prodi II), anche identici al precedente (14esima Legislatura 2001-2006, Governi Berlusconi II e III), anche composti da "tecnici" non eletti in Parlamento (art.64, Governo Dini e Monti). iter costituzionale : Elezione Parlamento, inizia Legislatura (art.60) Formazione Governo (art.92) non riesce ? -> PdR può sciogliere anticipatamente le Camere e indire nuove Elezioni (art.88) Parlamento Fiducia Governo (art.94) "Caduta Governo" prima della fine della Legislatura ? -> Formazione (altro) Governo e Fiducia (art.92, art.94) la cosa si ripete sino alla, Fine Legislatura = Elezione Parlamento, inizia Legislatura. Formazione Governo ... Se un Presidente della Repubblica sciogliesse le Camere indicendo nuove Elezioni prima della fine naturale della Legislatura, senza aver prima verificato la possibilità di formare un (nuovo) Governo (operazione che può andare avanti anche per mesi e mesi, tra "consultazioni" varie e assegnando "mandati esplorativi", anche plurimi e a persone diverse, generalmente i due Presidenti delle Camere e/o i leader dei Partiti con più eletti), allora si che il Parlamento potrebbe metterlo "in stato d'accusa per alto tradimento o attentato alla Costituzione" (art.90), accusandolo davanti alla Corte Costituzionale di "conflitto di attribuzione tra Poteri dello Stato" (art.134), per violazione degli articoli 60 (il Parlamento eletto ha diritto a restare in carica per tutti e 5 gli anni previsti) e 92 (il PdR ha il compito di nominare Governo).
  2. Mar

    The Last Dance

    Materiale girato 20+ anni fa, ma rimasto sempre nei cassetti della NBA. L'idea abbastanza diffusa è che Jordan abbia acconsentito a questa operazione "d'immagine" proprio da quando, Finali 2016 in poi, la narrazione/legacy di LeBron ha iniziato a farsi realmente pericolosa per il mito di His Airness. Ma tanto, da questo punto di vista MJ potrà contare sempre sulla "certezza" dei due three-peat e altrettanti Finals MVP. Per quante statistiche e record possa infrangere James, nell'immaginario collettivo le sue otto Finali consecutive e 9 totali "peseranno" sempre meno, a prescindere da tutto, dei 3 anelli e altrettanti MVP delle Finali, vinti. Alla fine è un discorso che si può riassumere con la dichiarazione fatta da Magic Johnson qualche giorno fa : "LeBron è il più completo, ma Jordan resta il più forte di sempre". Tra l'altro, è (inversamente) simile a quelli su Messi e CR7. Quando ci si pensa, quasi nessuno lo farebbe in termini di "Finali di Champions giocate(vinte) = 3(3) < 6(5)". Oppure "Gol nella fase ad eliminazione diretta = 46 < 65". Amen. Cioè il lato da motherfuc*er che inevitabilmente ha scatenato molte polemiche tra i suoi stessi ex compagni dei Bulls. A cominciare da Pippen in persona. Comunque, in contemporanea alla messa in onda del documentario ho letto molti articoli di una serie ad esso dedicata. Alcuni dei più divertenti e o interessanti : ‘The Last Dance’ Debuts With Prime Jordan and the Bulls’ Egotistical Villain The best moments, stories, and Jordanisms from episodes 1 and 2 of the 10-part documentary ‘The Last Dance’ Delves Into the Worm and the Zen Master How did Michael Jordan coexist with two unique spirits in Dennis Rodman and Phil Jackson? The documentary examines their complicated but fruitful relationships that ultimately led to all-time greatness. ‘The Last Dance’ Details the Grudges and Grievances of Michael Jordan From his infamous feud with Isiah Thomas to his battles with the media and the limelight, Episodes 5 and 6 examines the Bulls legend’s scorn ‘The Last Dance’ Unravels the Complications of Michael Jordan’s Prime From his stunning decision to quit basketball to his merciless treatment of teammates, episodes 7 and 8 examine the height of MJ—both as an icon and an enigma Which Current NBA Players Would Michael Jordan Have Hated? Based off his interviews in ‘The Last Dance,’ MJ would have despised just about everyone in the modern day NBA. We examined which players he would have beefed with the most. How Much Credit and Blame Does Jerry Krause Really Deserve? The villain of ‘The Last Dance’ is responsible for dismantling the most iconic dynasty in NBA history. But there’s another part of Krause’s legacy that the documentary fails to acknowledge. in italiano, da L'Ultimo Uomo : Dietro The Last Dance: intervista a Roland Lazenby Abbiamo chiesto al biografo di Michael Jordan e dei Chicago Bulls qualche retroscena sulla squadra del 1998. Cosa ha voluto dirci Michael Jordan con The Last Dance Sono passati quasi 20 anni dall’ultima volta che lo abbiamo visto in campo, eppure non si smette mai di parlare di MJ.
  3. Immagino che se ne possa parlare qua senza problemi (?) @Euron Gioiagrigia e chiunque altro sia interessato ... Sono solo 139 , divisi in 3 parti : (1-12) i "Principi Fondamentali". (13-54) i "Diritti e Doveri dei Cittadini", a loro volta divisi in Rapporti civili, etico-sociali, economici, politici. (55-139) l' "Ordinamento della Repubblica", con Titoli dedicati a Parlamento (55-82), Presidente della Repubblica (83-91), Governo (92-100), Magistratura (101-113), Regioni Province e Comuni (114-133) e infine Garanzie Costituzionali (134-139). In questo sito è possibile leggerli tutti (che male certo non fa), ognuno con la sua spiegazione e un dizionario giuridico che spiega specificamente alcuni dei termini utilizzati. Alcuni dei più importanti, relativamente al discorso in essere : (Articolo 60) La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni. La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra. (Articolo 64, quarto comma) I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono. (Articolo 67) Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. (Articolo 70) La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere. (Articolo 71) L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli. (Articolo 74) Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata. (Articolo 76) L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti. (Articolo 87) Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. Può inviare messaggi alle Camere. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione. (ecc.) (Articolo 88) Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. (Articolo 92) Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri. (Articolo 94) Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione. (Articolo 95) Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei Ministri. I Ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri. La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei Ministeri.
  4. Quante volte bisognerà ripeterlo? Nessun Governo italiano riflette il Paese, perchè è Il Parlamento italiano che riflette il Paese. Noi eleggiamo il Parlamento. Il Governo invece potrebbe essere composto interamente da "tecnici" non eletti, o al contrario da esponenti di tutti i Partiti. Non esiste una categoria di elettorato "vincente" che ha votato per la futura Maggioranza e un'altra "perdente" che ha votato per la Minoranza. La Democrazia non è una gara ! Ci sono gli elettori, quella parte di Popolo che vota e ci sono gli eletti, i Politici. Rappresentati e rappresentanti. Se necessario la formazione del Governo sarà frutto di contrattazione, anche dura, compromessi, anche insoddisfacenti, accordi e concessioni tra parti diverse che rappresentano settori diversi (tanto per fare esempi banali: la Confindustria e gli Operai, Datori e Lavoratori, Autonomi e Dipendenti. Negli ultimi decenni ovviamente questa contrapposizione da Anni Sessanta-Settanta è venuta in gran parte meno), proprio come ciò che accade ad ognuno di noi nel corso della sua esistenza. Capita di dover convivere, o condividere qualcosa, con chi non ci piace, con chi la pensa diversamente o semplicemente ha interessi e bisogni differenti. Vale in Famiglia, a Scuola, sul Lavoro, in vacanza, sui mezzi pubblici, la sera a cena, al cinema. E' questo il senso della vita pubblica. Della politica. Non è che siccome i Partiti possono creare coalizioni prima del voto, o perchè nel dibattito pubblico/politico è diffusa la balla del "Presidente del Consiglio non eletto dal Popolo" o perchè un Partito si aggiunge "Nome Premier", allora questo cambia le cose. "C'è chi fa economia e chi filosofia" dici. Sai chi altro c'è? La Costituzione. Quoto questi due passaggi. E' anche questo infatti che mi riferisco, quando dico (ad es. nella discussione su Economia e Coronavirus) che lo Stato italiano* si è storicamente "sacrificato"** al posto dei suoi cittadini, con una lunga serie di politiche economiche propagandistiche, finanziando la spesa pubblica con una ricchezza (tassata) inferiore a quella reale, quindi facendo deficit, debito, inflazione, convivendo con l'evasione, esponendosi alla speculazione. * cioè la Politica, cioè Noi, voglio essere chiaro su questo. La cattiva gestione della Res Publica (vissuta come "altro da sé", rispetto al proprio orticello privato) è uno dei tanti sintomi della nostra cronica inEduazione Civica, mancanza di "Senso dello Stato e delle Istituzioni". ** in un certo senso è una forma diversa, certamente patologica, di Stato Sociale che si "prende cura" dei suoi Cittadini. Non con chissà quali mirabolanti piani, ripeto, semplicemente marcendo, "andando in malora", al posto loro (nostro). Proprio per questo però, condivido in toto : La mancanza del sistema-Paese da noi, non è neanche decennale stavolta, ma secolare (in realtà ormai millenaria). E in una logica solo apparentemente paradossale di causa -> <- conseguenza (es. il "familismo amorale"), la perenne fragilità del massimo potere pubblico è stata sostituita di volta in volta da tante forme più piccole di potere ibrido, pubblico e privato al tempo stesso, in competizione tra loro : la classe Politica, la Magistratura, le Famiglie (ovviamente a partire da Savoia e Agnelli), gli Imprenditori e le Banche, i Media (addirittura a ognuno la "sua" Rete TV e il "suo" Giornale), la Burocrazia e i Servizi Segreti (il "deep state" all'italiana), la Chiesa, la Mafia, la Massoneria, i Baroni Universitari, i Sindacati (un tempo almeno) ... Lo Stato centrale, autorevole (che è cosa diversa da quello autoritario), non c'è? Ok, lo sostituiscono un'infinità di "cricche" rivali, fondate sulla fedeltà interna e il comune senso di appartenenza, anzichè sul rispetto collettivo del diritto
  5. Questo mio post è ispirato dalla Newsletter AtlanteUsa2020 di oggi. Non lo dico per deresponsabilizzarmi, ma per non prendermene il merito. Si parla molto del cambiamento in ambito lavorativo, economico ecc. causato da questa pandemia. Forse però, anzichè un turning point ("fine del Capitalismo neoliberista per come lo conosciamo"), la crisi fungirà da acceleratore di processi storici già in atto. Un articolo di Foreign Affairs al riguardo. Chi aveva già il potere di tessere la tela del cambiamento prima della crisi del Covid, continuerà a farlo anche dopo: e senza dubbio, fra essi, non possono che spiccare le nuove “Compagnie delle Indie” digitali, i colossi del Big Tech. Mi piace moltissimo questo paragone (e mi ha ricordato la vecchia immagine sotto, potete leggerne qui). Le Compagnie delle Indie, in particolare quella inglese e la VOC olandese (di cui si trovano molti riferimenti nei film di Pirati dei Caraibi), erano Società-Multinazionali di diritto privato, che arrivarono ad accumulare un gigantesco potere economico, attraverso cui ottenere o fare pressione sul potere politico, sino ad esercitare sovranità di fatto su interi territori, a dotarsi di eserciti e dare del tu o rivaleggiare, con le varie Potenze dell'epoca ... In questo articolo del New York Times (qua invece ne parla, in breve, la stessa Treccani) è descritto il progetto di riorganizzazione delle priorità di business dell'ex Presidente di Google (e più in generale dei 5 GAFAM). In pratica, fare da collegamento tra il Digitale della Silicon Valley e il "Complesso militare-industriale". L'ultima è una definizione coniata dal Presidente Eisenhower (ex grande Generale durante la 2WW) nel suo "discorso di addio alla nazione" nel 1961 . Qui potete direttamente guardarlo e ascoltarlo voi stessi. Inoltre, la digitalizzazione dell'economia e del mondo del lavoro, non fa che aggiungersi alle sue già "vecchie" finanziarizzazione e globalizzazione. Il capitale si allontana sempre più dalla realtà materiale, fisicamente tangibile, delimitabile, controllabile, da parte degli Stati. Cui non rimane altro da fare che attaccarsi alle fonti di reddito meno facilmente occultabili, a cominciare dal lavoro para- e subordinato. Da cui la "flessibilità", la privatizzazione, i tagli alla spesa sociale, per evitare la delocalizzazione e poter competere con le economie emergenti, dove il costo del lavoro è molto più basso (e quindi proficuo). Tutta roba questa, che in Occidente va avanti dagli Anni Settanta-Ottanta.
  6. Manco a farlo apposta, oggi si "celebrano" i 50 anni della famosa Legge 300/1970, cioè lo Statuto dei Lavoratori. Una delle nostre più importanti conquiste giuridiche & sociali, insieme all'aborto, il divorzio, il SSN ... La storia dell'ART.1 invece in un certo senso è maliziosa e funziona da ottima sinedocche per capire la Costituzione intera e i compromessi necessari tra le tre grandi culture politiche dell'epoca : Cristiana, Marxista, Liberale. Il PCI avrebbe preferito "Repubblica dei Lavoratori", definizione simile a quella di tanti altri Paesi aldilà della Cortina di Ferro come l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche stessa, la Repubblica Democratica Tedesca (Germania Est), la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, la Repubblica Popolare Cinese e ciliegina sulla torta, la Repubblica Popolare Democratica di Corea (del Nord). Alla fine il nome ufficiale del nuovo Stato fu "Repubblica Italiana" e basta, ma il primo articolo divenne : L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Per curiosità comparativa, sia la Costituzione francese del 1946 che quella del 1958 (la "Quinta Repubblica") hanno scelto questa frase per aprire il loro articolo 1 : La Francia è una repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale. Mentre quella del primo articolo, della Costituzione Spagnola del 1978 dice : La Spagna si costituisce come Stato sociale e democratico di Diritto ...
  7. No ma non intendevo dire che rispondevo a voi facendovi la lezioncina. Ma che approfittavo dei vostri post nell'altra discussione (avrei dovuto scrivere "ringraziando Euron e Phoenix per l'opportunità ecc. ecc.") per cercare di fare maggior chiarezza possibile, in generale, su questi importanti argomenti che purtroppo sono quasi sempre un facile bersaglio della propaganda politica
  8. Seguendo l'invito di parlarne nel topic di competenza, anzichè in "L'economia ai tempi del Coronavirus", rispondendo a @Euron Gioiagrigia e @Phoenix , Il Presidente della Repubblica non "concede" le elezioni perchè non ne ha il potere. Solo se verifica che nel Parlamento non è possibile la formazione di una Maggioranza (tra coalizioni di Partiti diversi a meno che uno da solo non ottenga + del 50%), allora la Costituzione gli permette di "sciogliere" le Camere e indire nuove elezioni. Lo scopo (sostanziale), di questa norma (formale), è impedire che il PdR possa violare il rispetto della sovranità popolare, decidendo arbitrariamente di cambiare la composizione del Parlamento con, potenzialmente, una serie di elezioni finchè non dovesse beccare il risultato che più gli va a genio. Le elezioni della Camera e del Senato ("Parlamentari" o "Politiche") si tengono ogni 5 anni, come è puntualmente successo nelle ultime 3 occasioni (2008-2013 e 2013-2018) o in 5 delle ultime 6, tra le quali soltanto nel 2006-2008 la "Legislatura" non è arrivata alla sua fine naturale. Nonostante quello che dicono in ignoranza o in malafede molti eletti e moltissimi elettori, in Italia il Governo (e quindi il Presidente del Consiglio) non è eletto dal Popolo, ma deve ricevere la "Fiducia" dai 2 rami del Parlamento dove siedono i nostri rappresentanti. Noi infatti abbiamo il diritto di votare questi ultimi, non di scegliere chi deve governare. Il Parlamento rappresenta il Popolo, non il Governo. Ecco perchè quando si parla di "vincere le elezioni" è quasi sempre fuorviante se non strumentale. Ovviamente, un elettore potrebbe votare per tutta la vita per un Partito che non dovesse mai andare al Governo e non subire per questo alcun tipo di discriminazione (politica o di qualunque altro tipo). Solo il Parlamento, proprio perchè è l'unico a rappresentare il Popolo, è/ha il "Potere Legislativo" cioè "fa la Legge" (o gli atti aventi forza di legge, come in situazioni di urgenza/emergenza i "Decreti-legge" del Governo, che devono essere convertiti in Legge o come le "Leggi-delega" che delegano il Governo a emanare Decreti-legislativi, seguendo le linee guida del Parlamento stesso). Per lo stesso motivo, il Governo è detto Esecutivo o Amministrativo. Non a caso, tanto per chiarire i rispettivi ruoli e rapporti, nella nostra Costituzione il Parlamento e poi il Pdr, vengono prima del Governo (e PdR, che non ha neanche un "Titolo" a lui dedicato) e della Magistratura, il terzo Potere, Giudiziario. Come da noi, così funziona anche in Germania, Repubblica Parlamentare tale e quale alla nostra (dove il PdC si chiama Cancelliere) con l'unica differenza di essere Federale. O in Israele (lo cito come esempio visto che recentemente si è formato un Governo di "unità nazionale" dopo ben 3 elezioni in 1 anno). O in Spagna e Regno Unito, dove però al posto del PdR hanno ovviamente il Re/la Regina, come figura "Garante" della Costituzione. La cronica "instabilità" di Governo italica, è dovuta principalmente al nostro particolare Bicameralismo (ne avevo parlato qualche tempo fa, causando involontariamente il "blocco" della discussione , qua) e in minima parte alla Legge Elettorale, a seconda che sia più o meno Proporzionale o Maggioritaria, con soglie di sbarramento più o meno elevate e premi di maggioranza più o meno sostanziosi. Va di moda invocare il Presidenzialismo (con la richiesta, in pratica, di fondere le figure di PdR e PdC o almeno facendo si che il primo sia eletto direttamente dal Popolo e non dal Parlamento) come soluzione dei nostri problemi, politici e non. Un ordinamento simile ce l'hanno Francia e Usa. Naturalmente sempre in nome della "Democrazia" (intesa però unicamente come forma di consenso pleibiscitario della Massa verso un Capo, senza alcuna considerazione per lo "Stato di Diritto", un sano sistema di "Checks & Balance" ecc). Ma chi lo fa appunto, generalmente ha una conoscenza (ipotizzando che sia in buona fede) molto, molto limitata, di come funzionino veramente le cose in quei 2 Paesi. Degli Usa credo di averne parlato abbastanza, sopratutto nelle prime pagine, di questa discussione. Brevissimamente, il Presidente è eletto ogni 4 anni, ma appositamente per limitarne il potere sia in senso verticale che orizzontale, è previsto che possa avere massimo 2 mandati, l'assetto dello Stato è ovviamente Federale, ogni 2 anni c'è l'elezione di tutta la Camera (chiamata proprio "dei Rappresentanti") e di un terzo del Senato, col risultato che potenzialmente il Capo del Governo potrebbe trovarsi a trascorre tutti e 4 (o 8) gli anni senza avere la "Maggioranza in Parlamento", in uno o addirittura in entrambi i rami del Congresso. Ah e ovviamente capita che il Presidente eletto non sia il candidato più votato, tu pensa che smacco per i maggioritari di casa nostra. In Francia può accadere qualcosa di simile, addirittura la "coabitazione" (tra Presidente della Repubblica e Primo Ministro) di due Partiti diversi. E prima ancora, il Presidente è eletto col sistema del ballottaggio a doppio turno, cui accedono soltanto i candidati più votati nel primo, col risultato, ancora una volta, di smentire ogni discorso capzioso sulla democraticità dell'elezione e il rispetto della volontà popolare, del sistema maggioritario. E infine, ognuna di queste considerazioni non è che secondaria, nonostante siano spacciate per fondamentali e risolutive, rispetto a parametri più seri quali la superficie del Paese e la sua posizione geografica (clima, morfologia, paesi confinanti), la sua popolazione e densità, la grandezza e lo stato della sua economia, il livello di istruzione, cultura, storia e tradizione, eccetera, eccetera.
  9. Tutta la storia "Cina / Oms / Usa" è questione di politica internazionale (ovviamente, specie in anno elettorale, con particolare valenza interna) che è solo uno dei tanti aspetti della rivalità geopolitica Usa vs Cina (la guerra "fredda" economica in corso, ne è un altro) e che ha molto poco a che fare con la prospettiva medico scientifica sull'epidemia di quest'ultimo coronavirus. Nella sua sciocca linea isolazionista&unilateralista, Trump, che non solo non ha alcuna competenza al riguardo ma se ne frega anche completamente, non fa che favorire il suo stesso avversario (non a caso, appena ha iniziato a parlare di ritirare i finanziamenti, Pechino ha promesso di aumentare i suoi). Ma ripeto, a lui interessa solo dei suoi affari e delle sue amicizie, circondato da leccapiedi corrotti a casa e dittatorucoli fuori. P.S. Anche negli Stati Uniti, l'intervento economico è materia del Congresso. Valeva per Obama nel post 2008, vale per il suo successore nel 2020 (nonostante abbia letteralmente provato a metterci la firma).
  10. Dipende se ho capito a cosa ti riferisci (questo?) e in quale prospettiva ne stiamo parlando ? It’s a great twist. It’s easy to do things that are shocking or unexpected, but they have to grow out of characters. They have to grow out of situations. Otherwise, it’s just being shocking for being shocking. But this is something that seems very organic and natural, and I could see how it would happen. And with the various three, four characters involved … it all makes sense. But it’s nothing I’ve ever thought of before. And it’s nothing they can do in the show, because the show has already — on this particular character — made a couple decisions that will preclude it, where in my case I have not made those decisions Pensandoci bene, se Martin non ne avesse fatto alcun cenno non sarebbe cambiato molto. Potrebbero esserci chissà quanti altri "twist" inaspettati (per noi), che (lui) ha in testa da anni. O potrebbe essere meno shockante (per noi) di quanto pensi (lui). E in ogni caso, dubito coinvolga troppe decine di pagine (massimo massimo massimo un centinaio, su un libro di mille circa?) e personaggi di primo piano (Barristan, Mance, qualche Dothraki, boh ?)
  11. La Adams mi piace, ma Will Ferrell mi fa direttamente crepare dal ridere. Quando ieri l'ho visto all'improvviso, in maniera totalmente inaspettata, mi stava esplodendo il cervello. Penso però che fosse più una simpatica paraculata americana nei confronti dell'Eurovision. Il ghiaccio e la lava, l'abbigliamento da vichingo, la musica elettronica ... Rock islandese ! Questo invece è un video di 1 anno fa che ho appena visto per la prima volta. Adoro anche loro e spero li conosciate già :
  12. Nonostante un'esperienza collettiva ormai pluridecennale, sulla scrittura di Martin ci sono ancora delle grosse incomprensioni, che tra l'altro hanno il difetto di viziare pure la percezione e la comprensione sostanziale della storia. Sarebbe ora di sfatare una volta per tutte alcuni falsi miti. Cacchio, sembra di vivere ogni volta un delirante dejavu, con l'eterno ritorno di vecchie credenze e l'arrivo di altre sempre nuove (la serie ! il misterioso personaggio morto !) Partirei da una constatazione, tanto scontata (o almeno dovrebbe esserlo) quanto fondamentale per capire tutto il resto : Martin è stato, è tutt'ora, morirà, uno scrittore di "racconti brevi". Per decenni ha scritto storie in questa maniera, avendo per la prima volta successo e riconoscimento (il solito Sandkings, per dirne uno), continuando a farlo anche dopo essere passato in TV (cos'altro sono se no, le sue sceneggiature), rimanendolo tutt'ora (e con tutt'ora intendo gli oltre 25 anni passati con ASOIAF). Chi ha letto i suoi DREAMSONGS se ne rende certamente conto, oltre ad aver trovato una marea di riferimenti asoiafeschi ante litteram (dai temi affrontati, al tono con cui sono scritti, ai nomi dei personaggi e delle storie stesse, eccetera). Lo conferma la stessa pubblicazione di Blood of the Dragon (i capitoli di Dany in AGOT) o Arms of the Kraken (quelli dei Greyjoy in AFFC) sotto forma di "novelle". Scrivere libri con la struttura a POV infatti, significa scrivere tanti racconti brevi quanti sono i Personaggi Point-Of-View, ognuno di questi a sua volta composto da tanti racconti brevi quanti sono i singoli capitoli. Di conseguenza, ogni singolo capitolo/racconto breve ha il suo personale mini-arco narrativo e si conclude generalmente con un mini-cliffhanger, proprio come ce l'ha e si conclude ognuno dei libri. Ma ovviamente, nè l'uno ne l'altro costituiscono una story line definitiva e per entrambi si tratterà di una fine parziale e più o meno arbitraria. Per dirla con le sue parole : "(Asoiaf) è un'unica lunga storia". Utilizzando questa tecnica, Martin non scrive in ordine crono-logico/narrativo come noi leggiamo (capita ad es. che alcuni capitoli all'inizio del libro successivo, siano ambientati prima degli ultimi di quello precedente), ma scrive un capitolo (o poco più) di un singolo pov alla volta, poi passa ad un altro (impiegando ogni volta del tempo preliminare già solo per "cambiare voce") e così via. E in realtà spesso gli capita di passare da uno all'altro senza terminare definitivamente nessuno dei due, iniziare un terzo ancora e soltanto dopo completare i precedenti (finendo a volte per scrivere ad anni, quando non a libri di distanza, i capitoli di uno stesso libro). Poi però è necessario tornare a "limarli" uno per uno, per farli incastrare bene con gli altri, e questo porta via ulteriore tempo. Una significativa porzione del suo tempo "totale" di scrittura, già di per sè lungo (una volta disse che ci metteva 1 mese per scrivere la sceneggiatura di una singola puntata di GOT o sbaglio?), se na va in queste operazioni di riscrittura/restauro e "assemblaggio". Ovviamente, una simile procedura rende abbastanza inutili certi calcoli disperati sulla sua velocità (come quelli fatti più e più volte in questa discussione) : il numero di parole scritte al giorno, pagine al mese, capitoli all'anno. Guys, semplicemente non è così che funziona. Un esempio palese di tale modus operandi (e relative implicazioni) sono i c.d. Estratti, che in realtà non sono "estratti" proprio da un bel niente perchè non nascono in tale maniera. Così, può capitare di avere addirittura non uno ma due capitoli di un singolo Pov, spostati da un libro al successivo. O che l'inserimento o meno di uno o più capitoli di un Pov X, causi l'esclusione di quelli di un Pov Y e la "ristrutturazione" dei capitoli dei Pov Z, W, J (poichè è cambiata leggermente la timeline dell'evento narrato) : Dancing in circles . O che quello di un altro Pov, sia stato scritto per la prima volta circa quindici anni e due libri prima, della pubblicazione del libro in cui sarà inserito. Ne parlò qui ( " it's old in that it was written a long time ago, predating any of the samples that you have seen. The first draft was, at any rate. I've rewritten it a dozen times since then. " ) e di nuovo in I broke the Internet, un caso da manuale proprio. Ora, immaginate questo Idra (o Kong, per dirla con lui) ma riferito a Winds, libro (strutturalmente) più complesso di tutti i suoi precedenti, con potenzialmente un'ottantina di capitoli e VENTI differenti Pov & archi narrativi, intrecciati tra loro. Cinque + Sei anni sono stati necessari per Feast + Dance, e a qualcuno davvero sembra strano che per una bestia ancora peggiore, un Martin di dieci/quindi anni più vecchio, ce ne stia mettendo nove ? breve Nota a margine : Il complottismo-cospirazionismo (e in generale tutte le forme di "spiegazioni alternative") anche nella sua forma più lieve, nasce come "autodifesa" (più o meno inconscia e ingenua, nel migliore dei casi) rispetto a qualcosa di sconosciuto e/o troppo complesso e/o troppo pesante, da sopportare. Tesi di questa natura proliferano tanto più la dissociazione tra realtà e percezione (e tra opinioni e fatti) si fa marcata. In pratica, è più comodo accettare e/o credere che dietro ad un evento, anche negativo, ci sia l'intervento e la precisa volontà di qualcuno, anche di forze occulte, nemiche e "cattive", piuttosto che constatare una realtà caotica, senza un'ordine prestabilito, plasmata dalla risultante di forze diverse e dal diverso peso. Le Ideologie (Religioni comprese) hanno lo stesso scopo e ne sono la versione "istituzionalizzata". Nel nostro caso di specie, questo meccanismo si attiva contro gli inaccettabili e incomprensibilmente lunghi, tempi di scrittura, nonostante tutte le evidenze in senso contrario a disposizione. Non solo quanto visto più sopra. Non solo le sue stesse dichiarazioni ( recentemente, un gran bel Idiocy on the Internet ). Ma che Martin cioè, sia davvero così sinceramente, recidivamente lento e scarso nel predire i suoi tempi (qua un altro post utile, non dell'anno scorso ma di oltre dieci, quando non aveva ancora pubblicato Dance) ... ... da aver addirittura SCRITTO, nel 2005, alla fine di AFFC, quel " Meanwhile back at the Wall (...) spero di pubblicare Dance l'anno prossimo". ... da aver accettato di far girare una Serie TV tratta dai suoi libri, prima di averli terminati tutti. Il "celebre" Last Year (Winds of Winter) , vale la pena rileggerlo, è del 2015. Sono passati più anni tra allora e la futura (eventuale) pubblicazione di Winds, rispetto al tempo che era trascorso all'epoca, tra l'uscita di Dance e il post stesso. Qualcuno davvero pensa che uno scrittore farebbe previsioni del genere (esponendosi pubblicamente al rischio di un imbarazzo galattico), in malafede ?!?! L'altra questione, non di rito stavolta ma di merito, nasce (ovviamente) da una serie di fraintendimenti circa le cause, la natura e le conseguenze, dei "problemi di plot strategy" avuti da Martin. Che all'inizio non avesse previsto di scrivere Feast, è verissimo. Idem per quanto riguarda l'aggiunta di vari POV nuovi. Assolutamente giusto. Già questo bisognerebbe però relativizzarlo, nella misura in cui andrebbe aggiunto, per dimostrare almeno un pò di onestà intellettuale, che Martin aveva già cambiato previsione due volte rispetto alla "idea originaria", passando da 3 (Dany sarebbe dovuta sbarcare nel secondo volume) a 4 e poi a 6 libri. Quanto ai Personaggi Punto di Vista, anche gente come Davos e Jaime (tra i primi ad essere aggiunti) originariamente o non esisteva (Davos, creato per avere una finestra su Stannis e nominato per la prima volta nel prologo di ACOK) o non era previsto che lo diventasse (Jaime, pur essendo comunque predestinato ad essere "approfondito"). Insomma, si tratta di specificità affatto nuove rispetto alla fantomatica "Prima Trilogia" (come quella accennata più sopra, dei capitoli in contemporanea tra un libro e l'altro). L'intervallo dei 5 anni sarebbe dovuto servire alla crescita non solo anagrafica, ma a far "maturare il personaggio", dei veri protagonisti di ASOIAF. I bambini, gli unici presenti sin da AGOT e sopravvissuti ad ASOS : Dany (e i suoi stessi draghi "bambini"), Jon, Sansa, Arya, Bran. A cui ovviamente va aggiunto Tyrion, non un bambino (statura a parte) ma destinato anche lui ad affrontare un percorso di "metamorfosi" tra il vecchio e il nuovo se. I ) Per diversi mesi Martin provò a rispettare questo piano ma, semplicemente, non funzionava. Era costretto a scrivere troppi flashback, centinaia di pagine in retrospettiva, troppi eventi importanti avevano bisogno di essere raccontati (tra cui ovviamente, le reazioni alla morti di Balon, Robb, Oberyn e Tywin). In altre parole, il Salto temporale era una forzatura rispetto alla storia, che non andava bene per quasi nessuno degli altri personaggi, adulti e nel pieno dell'azione (a differenza di quei 5+1, più giovani e "isolati"). II ) Uno dei primi riferimenti pubblici a Feast, è del Settembre 2001 durante il Worldcon di Philadelphia. La nuova idea di Martin era quella di "aggiungere" un libro, AFFC appunto, che coprisse l'arco temporale dei 5 anni tra ASOS e ADWD (nel corso del quale Dany sarebbe prima o poi sbarcata a Westeros). Ognuno dei personaggi "studenti" avrebbe avuto non più di uno o due capitoli a testa. In quell'occasione, Martin lesse per la prima volta il nuovo capitolo di Tyrion ... quello in cui arriva a Pentos da Illyrio che gli propone di fare da spalla a Dany. Ripeto : ANNO DOMINI, DUEMILA-UNO. Non so se è chiaro il messaggio Poi nel corso del 2002 fu resa nota qualche info in più : la storia nel quarto libro sarebbe proseguita senza soluzione di continuità, dallo stesso istante in cui si era conclusa nel terzo. Peculiare sarebbe stato il Prologo, diverso da quello dei precedenti libri perchè composto dai punti di vista di diversi personaggi (i vari Areo, Arianne, Arys, Asha), quindi più lungo ("200 pagine") e diviso in sezioni. III ) Infine, molto più tardi, l'ultimo cambio di programma, avvenuto quando Martin si rese conto di aver scritto un libro già più grosso di ASOS, ma lungi dall'essere terminato. Così, la decisione che conosciamo tutti : avrebbe diviso il quarto libro tra AFFC e ADWD, dividendo i Pov geograficamente, in modo da "poter raccontare l'intera storia di metà dei personaggi, anzichè metà storia di tutti". Tra le ulteriori opportunità di questa scelta, i personaggi nel 4^ avrebbe potuto percepire notizie, più o meno veritiere, sulla sorte degli altri personaggi non in scena (visto che il 5^ si sarebbe svolto principalmente in contemporanea all'altro). Un esempio è la sorte di Davos riferita a Cersei, un altro è il primo capitolo di Sam in Feast, speculare al secondo di Jon in Dance. Qualunque discorso relativo ai 5 anni, gap o non gap, era stato abbandonato completamente (e tornò ad esserci un normale Prologo "condannato a morte"), tanto che Feast+Dance semmai coprono 5 mesi. N.B. In altre parole, tanto per fare contenti quelli che tengono ai formalismi, gli eventi dell' "originario" A Dance with Dragons (inizialmente secondo libro dell'unica trilogia, poi quarto libro della doppia trilogia), saranno coperti a stento da Winds, l'attuale sesto libro. Traete le logiche conseguenze rispetto alla sorte di quelli che sarebbero stati gli "originali" quinto e sesto libro (in pratica Danza contro gli altri pretendenti e Guerra contro gli Estranei). Lui pensa di potercela fare con un altro solo in più (anzichè 8-9 come suggerirebbe l'esperienza passata), perciò fate voi Poi, qualche mese dopo la pubblicazione del libro, Martin tornò in parte sull'argomento (riferendosi specificamente a Jon), in uno dei primi post sul suo Not a Blog . Fu in questa occasione che cambiò nome all' "ultimo" : Oh, and I’ve also come up with a new title for the seventh (and final, I hope, I hope, I hope) volume of the series — A DREAM OF SPRING. I like the sound of that a lot better than A TIME FOR WOLVES, which has been my working title for book seven up to now, and I also think it gives a better sense of the book that I want to write. So — A DANCE WITH DRAGONS, then THE WINDS OF WINTER, then A DREAM OF SPRING. Shouldn’t take me long (hah). Quanto al problema del Nodo di Meeren, nonostante l'opinione diffusa abbia voluto credere si trattasse di "cosa inventarsi (per tirare fuori Dany da quel Vietnam/Iraq letterario in cui si erano impanati)", in realtà ha avuto molto di più a che fare, ancora una volta, con la struttura a POV (e infatti non ero sicuro se parlarne ora o all'inizio). In particolare, l'incontro/incastro (dei rispettivi capitoli) tra lei e i vari Tyrion, Victarion, Barristan, Quentyn ecc. Post fondamentale al riguardo, sul Nodo, su Dance, ma utile anche in prospettiva Winds dato che Martin vi documentò l'intero processo di scrittura del quinto libro, è Talking about the Dance . (Ri)lettura consigliatissima Ora, mentre tutto questo accadeva nel mondo reale, nel magico mondo della Rete italiana la reazione di una parte dei fan nei confronti di AFFC e ADWD, fu / è stata / è ancora, pressapoco : Martin si è incartato ! Martin ha perso il tocco ! Martin non sa come arrivare al suo stesso Finale ! Martin scrive a cacchio da un decennio ! Martin si è rin*****onito ! Più precisamente, navigando tra le vecchie pagine di questa stessa discussione (e molte altre), è possibile trovare post in cui, come esempi della "brutta piega" presa (in pratica la confusione in testa a Martin), si utilizzano addirittura le storyline di Bran (" ah ah ah che schifo, si è messo a scrivere di Puffi"), Arya ("è diventata una bambinassassina cattiva, e poi li il clima fa schifo, c'è sempre pioggia e neve "), Tyrion ("prima era ganzo ora è deprimente, si vede che non ci sta capendo più niente"), Dany ("Meereeeen"). Per non parlare di Uomini di Ferro, Dorniani e ovviamente, ciliegina sulla torta : Aegon (*trigger personaggi morti*). Come se Martin non avesse deciso che Bran avrebbe raggiunto i Figli della Foresta e il Corvo con Tre Occhi fin da AGOT (e che questi fosse BR almeno da The Sworn Sword, 2003), che Tyrion dovesse attraversare Essos per arrivare da Dany (anche questo, francamente direi sin dal 1996 considerando il suo dragonlore, ma di sicuro almeno da quando viene aiutato a fuggire verso le Città Libere dal bff di Illyrio, tu guarda un po la coincidenza !), che Arya era destinata ad andare a Braavos sin dalla comparsa di Syrio (ma non certo a restare una "No One" al servizio dei Senza Faccia, dopotutto mica Batman resta nella Setta delle Ombre), che Dany sarebbe rimasta a Meeren per imparare a governare (più che dirlo lei stessa ... ), dei ruoli di Euron, Doran, Mircella&co almeno da ACOK. E poi Aegon ! Ca$$o, la Casa degli Eterni è del 1998 ! I BlackFyre del 2000, come questo famoso SSM sulla Compagnia Dorata E quest'altro sullo stesso Aegon è del 2001 Ignorando, in definitiva, che le vicissitudini del 4^ e 5^ libro erano dovute proprio all'aver preso la decisione di rispettare (sia da un punto di vista narrativo, che stilistico) il normale corso degli eventi dei precedenti libri, e che Martin ha verificato "empiricamente" che fosse meglio abbandonarla, per il bene della storia stessa. Mannaggia allaggente, mannaggia ! Perchè Martin non la ascolta mai? Qualche giorno fa Metamorfo ha scritto, molto giustamente : "Io dico che chi non sa di scrittura si focalizza sulla trama come se fosse la parte più complicata o che prende più tempo ma, al contrario, è la parte più semplice e veloce (per esempio, tutti noi, quando facciamo delle teorie, o immaginiamo dei risvolti, creiamo delle trame, a volte anche ben pensate e sensate). Nessuno di noi, però, sarebbe capace, partendo da quella trama, di riempire pagine e pagine di dialoghi intriganti, di descrizioni interessanti, di frasi intelligenti, di sottotesto, scegliere il punto di vista, cosa mostrare e cosa no, ecc. e poi perfino scegliere le giuste parole di ogni singola riga. Queste sono le cose difficili e che fanno perdere tantissimo tempo. Non mi stupirei se Martin ci abbia messo più tempo a scrivere un singolo capitolo complesso di un qualche personaggio, che ad immaginare tutto lo scheletro di trama dell'intero TWOW." Ecco, aggiungerei un corollario : Pensare che un qualunque scrittore (e uno come Martin in particolare, che valuta ogni singola parola fino alla nausea) possa scrivere migliaia di pagine e trascorrere tanti anni a scrivere "così", "a caso", è semplicemente un insulto alla propria intelligenza e francamente, la dice lunga sulla pigrizia mentale e la superficialità di chi preferisce far combaciare i fatti alla propria teoria, anzichè sforzarsi di trovare un senso e una logica.
  13. Non era una critica Dico solo che per come l'ha pensata lui, la sua "Europa" (Westeros) è ribaltata di 90° in senso antiorario, quindi si estende in direzione Nord-Sud anziché Ovest-Est (ovviamente). Grosso modo dall'altezza del Circolo Polare/Mar Glaciale Artico ("Mare dei Brividi") e Groenlandia meridionale ("Terre dell'Eterno Inverno", ma non ricordo al 100% se è questa la traduzione in ita) fino alla Spagna (Dorne), più precisamente direi l'Andalusia di Siviglia e Granada. Questo a livello di corrispondenza immaginaria. In realtà, mi è capitato di leggere un SSM di oltre 15 anni fa, in cui rispondendo a precisa domanda disse : se si immagina Westeros come la Gran Bretagna, Ib si troverebbe al posto della Finlandia. È una roba che mi ha sempre confuso, a maggior ragione dopo TLOIAF. Intendeva in proporzione? Se Westeros è circa 3-4 volte più lungo della GB, bisogna moltiplicare di tanto la distanza GB-Finlandia (circa 1500 km) ? Naturalmente dubito che Martin si sia mai messo a fare certi calcoli, alla fine "sono pur sempre mappe imprecise disegnate dalla controparte di un monaco medievale" no?
  14. Ora però vogliamo la proiezione della "nostra" mappa, su cartina della Terra Scherzi a parte, mi sembra di capire che il Mondo di Martin "traslato" sul nostro, si trovi a una latitudine leggermente inferiore (a occhio, direi alcune centinaia di km) rispetto a quella immaginata da lui. Delta delle Acque mediterranee, Harrenhal tirrenica e Castel Granito alle Baleari ? No way. Vaes Dothrak nel mezzo della steppa degli Stan invece ha senso, anche se a voler essere pignoli la Mongolia si trova oltre mille chilometri più a nordest. Approdo / Trapani ? Mmh. Alto Giardino e Vecchia Città in Algeria, decisamente no. Questo suona già un po meno forzato : Volantis passa da essere la Istanbul di quell'universo all'Alessandria. Anche (Vecchia) Ghis, da Cartagine all'Arabia.
  15. Allora approfitto del fatto che George sia stato chiamato in causa, per condividere questo suo pensiero di ormai 1 annetto fa (nello stesso post faceva anche i complimenti ad Avengers Endgame !) : Out in the real world, I was pleased that Joe Biden finally announced his candidacy for president. There are a lot of good Democrats running, maybe too many, and I’d probably vote for any one of them over the present blot upon the Oval Office. The main things I want in a nominee, however, are twofold: (1) someone who can beat Trump, and (2) someone who would actually be a good/ great president. Biden qualifies on both counts. Also, the speech he gave announcing his run was kickass… and so, so true. I wish him well. mi fa morire quel "over the present blot upon the Oval Office"
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