Stella di Valyria

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About Stella di Valyria

  1. ADWD- GOT 7 I segreti delle Cripte di Grande Inverno

    - Le spade mi pare siano poste di traverso, sulle ginocchia delle statue. Se avevano una funzione, viene da chiedersi cosa abbia combinato, Osha, che se ricordo bene se ne porta via una! - Sulla spiegazione data da The Neck al fatto anomalo che Lyanna abbia una statua: non ci avevo mai pensato, ma ha perfettamente senso: Ned sapeva che sua sorella era la sposa di Rhaegar! Non poteva dirlo a nessuno, ha sempre custodito questo segreto dentro di sè, con una forza e probabilmente un sacrificio enormi... ma si è fatto quest'unica concessione: onorare l'amata sorella come la regina che era, nel luogo e nel modo più oscuro! E funziona anche come tecnica narrativa: nel capitolo della visita di Robert a Ned, Martin fa un gioco abilissimo e molto intenzionale con il lettore, gli "nasconde sotto il naso" un sacco di indizi sui natali di Jon; e questo in particolare nel dialogo nelle cripte, dove, dopo averlo depistato abilissimamente, gli dà tutti gli elementi per capire chi è Jon. Ci starebbe benissimo, che le osservazioni sull'anomalia della statua fossero un ulteriore elemento! - Sulla possibilità "arpa di Rhaegar nel sepolcro di Lyanna": ripensandoci, sono quasi sicura che non succederà, almeno nella serie tv. Per un semplice motivo che mi è venuto in mente ieri: quando devono preparare il grande pubblico ad un evento, D&D a volte sono persino "didattici", vedi la daga di DItocorto che viene prima richiamata in un libro alla Cittadella, per ricordare allo spettatore che, essendo una lama di Valyria, è un'arma antidrago. Ma l'arpa di Rhaegar, l'hanno mai citata? A naso, mi pare di no. perlomeno, se l'hanno fatto non l'hanno sottolineata in modo tale che lo spettatore medio, vedendola nel sepolcro scoperchiato, dica subito "Ma... ma... è l'arpa di Rhaegar!" E comunque, conoscendo il loro stile, se avessero in programma di farne l'elemento clou che convincerà Jon della propria paternità, penso proprio che l'avrebbero inserita in bella vista e chiaramente associata a lui nell'unica scena in cui hanno mostrato Rhaegar. A questo punto, se vogliono far trovare a Jon qualche conferma materiale, penserei quasi ai nastri del rito nuziale, da cui capirebbe che sua madre è stata sposata. Anche se sarebbe un'idea piuttosto dozzinale e da filmetto romantico strappalacrime.
  2. Music Challenge on the Wall.

    Un'osteria... ehm, un OST Allora, vado con il tema di un film con cui ho un rapporto di amore-odio: La vita è bella. Odio, perchè per quanto il protagonista alla fine muoia, è ancora una versione super edulcorata della realtà. Un bambino che sopravvive, oltretutto con l'aria ben nutrita, nascosto, in un campo di concentramento? Ma santo cielo... Quando l'avevo visto, al cinema, ero uscita sentendomi a metà: metà incantata ed entusiasta, metà turbata e con la sensazione netta di aver abboccato ad una astuta operazione commerciale. Molti anni dopo, è arrivato Il pianista. Film atroce, quasi insostenibile. In cui, mi pare (a meno che sia nella Lista di Schindler, ma il discorso vale lo stesso) tra tanti orrori da non dormirci di notte c'è una scena in cui dei banbini laceri e soli, terrorizzati come piccoli animali, per sfuggire alle SS si immergono completamente nella fossa di liquame sotto le latrine. Ecco, questo è essere stati bambini in un lager. D'accordo, La vita è bella non è un documentario. Ma mi chiedo quanto sia legittimo, trattare con toni da commedia un orrore del genere. Per me, ci sono abissi della storia e del cuore umano di cui semplicemente non è posibile parlare in tono lieve. Oppure, lo si deve fare con l'intelligenza di un altro film, Train de vie, dove alla fine scopri che la storia a lieto fine a cui ti sei appassionato per due ore era solo una fantasia. E neanche la fantasia di un essere umano qualsiasi: dello scemo del villaggio. Però. Però, il film è fatto benissimo. Pensato, ambientato, interpretato in un modo che ti fa venir voglia di metterlo di peso nell'elenco dei capolavori da ricordare e non togliercelo più. E, pur con tutte le perplessità che dicevo, amo incondizionatamente la prima parte, il modo in cui descrive, anzi, ti fa proprio sentire la semplice, pura gioia di essere al mondo, l'ottimismo frizzante, la lievità e la dolcezza di una vita ancora a misura d'uomo, un attimo prima che tutto venga spazzato via per sempre nel più folle e atroce dei modi. E mentre tu vieni portato dentro a questa sensazione dolcissima, questo incanto, c'è questa canzone che ti accompagna. E non solo è bellissima: è trascinante e lieve come le scene del film, ti riempie di una allegria frizzante che ben si sposa alla gioia dei personaggi che percorrono in bici le vie di Arezzo, attraversano campagne idilliache in una primavera che sembra dover durare in eterno, declamano poesie su un'auto decapottabile. Poi un giorno leggi il testo, e ti accorgi che forse voleva dire qualcos'altro. Proprio come il film. Perchè non parla di una felicità scontata, facile, da Baci Perugina. Ma di una vita che è bella non "per" qualcosa, ma "nonostante". Poi, non so: forse sono io, che ultimamente sono di umore rasoterra e credo di cogliere nelle canzoni quello che, invece, è dentro di me (ma forse lo facciamo tutti, un po', no?). Ho sempre avuto un cuore giocoso, uno spirito giocherellone e forse un po' infantile che ho custodito con cura perchè, mentre intorno a me gli altri si davano da fare per mettersi il tailleur grigio pure all'anima, a me sembrava la cosa più preziosa e bella che possedevo, e pazienza se a volte agli occhi di quelle persone, miei coetanei ormai capoufficio, impiegati modello, magari rotariani o aspiranti tali, forse apparivo quella un po' stramba, che a scuola sembrava promettere tanto e poi guardala, non è arrivata da nessuna parte, insegna in un liceo di provincia, ha un sacco d'anni sul groppone e si veste ancora come un diciottenne scappata di casa; e meno male che non sanno che fino a due anni fa avevo pure un blog bislacco, di cose buffe, e mi divertivo un mondo a scrivere cose pazzerelle. Solo negli ultimi due anni, a forza di cose che vanno storte o ti crollano direttamente addosso, ho l'impressione di essere cambiata, che qualcosa si sia spezzato definitivamente. Ok: la vita ha vinto, alla fine. Ma accidenti, non volevo annoiarvi con questo... Volevo solo spiegare un po' perchè continuo a postare canzoni magonose e dire che forse sono io, che ultimamente vedo tutto a tinte scure. E ora ritorno in tema: proprio oggi pomeriggio, ascoltando vecchie cose nel lettore mp3, mi è saltata fuori questa canzone. Già sentita mille volte, sempre con molto piacere; ma solo oggi ho avuto la strana sensazione che non sia cantata con gioia. Ho avuto la sensazione che l'interpretazione stesse dicendo, sì, "nonostante tutto la vita è bella", ma non come qualcuno ci crede davvero: piuttosto, come qualcuno che cerca disperatamente di convincere se stesso. Di farsi coraggio. Di resistere, con ostinazione. In un momento in cui la vita non è bella per niente. La cosa curiosa è che ora l'ho riascoltata, con il video davanti, e non ho più avuto quella sensazione. Ho ritrovato la canzone gioiosa e ottimista che conoscevo. Ma, con il solo audio e forse facendomi suggestionare da ciò che nel film succede nel secondo tempo, oggi l'altra interpretazione mi sembrava plausibilissima. ...Mamma mia, quante ciance! Vi chiedo scusa, e vi lascio con la canzone, sulla musica (italianissima) che ha vinto l'Oscar per la migliore colonna sonora del 1997.
  3. THE WINDS OF WINTER: news e speculazioni

    Già! Michelangelo per dipingere la volta della Cappella Sistina ha impiegato di meno... Oh, ma ci pensate, se alla fine uscisse davvero? Noi ne parliamo, ma in fondo ormai siamo abituati all'attesa. Ma se uscisse davvero... Fan emozionatissimi e quasi in delirio, forum in tutto il mondo intasati dagli interventi, topic che spuntano come funghi, gruppi di lettura on line, scontri armati (no, scherzo... però, quasi) a colpi di spoiler tra la fazione di quelli che l'hanno già letto tutto e sono lì a commentare pure il significato recondito del cambiamento di scriminatura delle chiome di Danaerys e quelli che "NOOOOOOOOOOOO!!! Non mi dire niente! Ti prego ti prego tipregotipregotiprego non mi dire niente!!!"... Dopo tanta attesa, che ha fatto lievitare ancora aspettative ed interesse, portandoli a livelli altissimi, ci manderebbe in fibrillazione totale!
  4. Leakata stagione 8?

    In effetti mi ero spiegata male: intendevo che potrebbero prima uccidere i malcapitati e, poi, risvegliarli come non-morti. Ma hai ragione anche tu: troverebbero materia prima già solo andando nei cimiteri! (Che discorsi sto facendo... )
  5. Leakata stagione 8?

    Già! Anche perchè sono sicura che ciò che sto per scrivere non succederà e ci sarà l'onda di piena degli zombetti che "straripano" dalla Barriera e tutto quanto; ma, dato che, a rigore, il NK possiede l'unico esercito auto-generante del mondo... gli basterebbe saltare sulla insieme a un po' di compari (non gli zombetti minori ma quelli vip, con la finitura ICE di serie e belli brinati tipo pandori con lo zucchero a velo), andare in un qualsiasi paesino del Sud (dico paesino perchè dovrebbe essere un luogo molto popolato ma senza grosse difese) e fare un'ecatombe. Così avrebbe un primo gruppo di combattenti. Con questi, ucciderebbe altri umani... e il suo esercito crescerebbe in maniera esponenziale, peggio di una catena di Sant'Antonio su Facciabucco, anzi, sul Libro Dei Volti! E teniamo presente che, si deduce che tutto il lavoro si potrebbe fare in una manciata di giorni. Invece, verranno giù dalla Barriera con una scena "WOW!!!" e computer graphic a mille; dopodichè si faranno mezza Westeros a piedi, i polli!
  6. ADWD - "Winter Is Coming": la casata Stark e la consapevolezza

    Sai che anch'io avevo cercato un significato, dietro quel nome? Ma non ero andata molto lontano. Bellissima la tua ipotesi (Un'idea che a volte mi frulla in testa, a cui non credo neanch'io ma con cui gioco un po' quando sono in vena di fare delle ipotesi fantastiche sulle Cronache, è di vedere qualche antichissimo Stark che muore durante il precedente scontro con gli Estranei e che le sue ultime parole, con cui cerca di avvisare l'umanità del pericolo incombente, siano "L'inverno... sta... arrivando". E che poi l'intera vicenda, nella memoria popolare, sbiadisca man mano, passando da storia a leggenda; finchè rimane solo questa frase, isolata dal contesto. O magari che l'artefice sia addirittura Bran - Corvo A Tre Occhi, che risale fino alle origini per comprendere da dove tutto ha avuto inizio, incontra un nemico terribile e più forte di lui e, un attimo prima di morire, scrive da qualche parte -con il suo stesso sangue, o qualcosa del genere - "Winter Is Coming", come avvertimento per i posteri. Ma ripeto, sono idee campate in aria, non è che ci creda. Tantopiù che nel secondo caso probabilmente qualcosa di quella scritta si sarebbe ricordato, a livello di leggenda.)
  7. le pitture di roccia del drago spoiler got8

    Ci avevo pensato anch'io, a Jon che entra nella grotta, fa du' scarabocchi e poi corre fuori gridando "Danaeryyyys! Vieni a vedere che cosa stupenda e bellissimissima ho trovato!!!" Non so, ma fossi stata in lei avrei passato un dito per controllare se la pittura era asciutta Comunque, io avevo associato le pitture al giacimento di ossidiana. Le avevo intese, più che come la celebrazione di un evento o una situazione (cosa che, tra l'altro, come hai notato in un altro bellissimo topic, a Westeros sembra non si faccia), come un'indicazione pratica: questo materiale serve per far fuori i mostroni. Istruzioni per l'uso rese con immagini per mancanza (?) di una lingua scritta o per renderle comprensibili a chiunque, qualunque popolo o cultura ne avesse avuto bisogno in un futuro anche lontanissimo. In sostanza, le istruzioni dell'Ikea Che si trovino così a Sud,quindi, sarebbe dovuto al fatto che solo lì c'è un grosso giacimento di ossidiana. Non significherebbe quindi che gli Estranei siano arrivati fin lì, ma solo che era lì che i Figli della Foresta o gli uomini si approvigionavano di materiale. Ma se ci sono altre interpretazioni, le leggerò volentieri.
  8. ADWD- GOT 7 I segreti delle Cripte di Grande Inverno

    Voglio dire (perchè forse mi sono espressa male): che nelle cripte sia nascosto qualcosa di fondamentale e sconvolgente, mi va benissimo, anzi, ci spero. Ma non vorrei che Jon lo trovasse in modo troppo banale o con troppa leggerezza, ecco. E dai due sceneggiatori che nell'ultima serie si sono sbarazzati della profezia di Mirri Maz Mur con un "Be', dai:forse si è sbagliata", ormai, in quanto a leggerezza e banalità, mi aspetto di tutto
  9. ADWD- GOT 7 I segreti delle Cripte di Grande Inverno

    In quanto alla scena della rivelazione ambientata nelle cripte, mi piacerebbe molto . E penso che qualche possibilità ci sia: con la neve che scende nel chiostro (momento che ho trovato davvero poetico ed emozionante), D&D hanno dimostrato di avere un certo gusto per la circolarità: il chiostro era stato il luogo in cui avevamo visto per la prima volta Jaime e Cersei. E' stato bellissimo vederlo con la neve, qualche anno e moltissima vita dopo; tra una Cersei tanto diversa da quella di un tempo, con quei capelli corti che sono quasi un'amputazione e ormai vestita più da guerriero che da donna e un Jaime senza più armature sfavillanti e bellezza tracotante, mutilato e vestito di nero, che si allontana da solo. Quanto mi è piaciuta quella scena! E le cripte sono il primo luogo in cui abbiamo sentito parlare di Lyanna, oltre che il suo luogo "fisico" attuale (la associamo anche alla Tower Of Joy ed alle rive del Tridente, ma quelli sono luoghi del passato). Quindi, la chiusura del cerchio anche qui ci starebbe benissimo. Spero solo che D&D non cadano nella trashata, tra horror e banale, di farci vedere un Jon che dieci secondi dopo la rivelazione, invece di essere sconvolto e ripiegarsi su se stesso per metabolizzare lo sconvolgimento di tutto il suo mondo interiore, con tutto il tempo che la cosa richiede, viene colto da Sindrome Di Indiana Jones o GiovanMarmottite acuta, fa scoperchiare la cripta di Lyanna e ci trova il certificato di nascit... ehm, l'arpa di Rhaegar o qualcosa del genere. Ma conoscendo D&D un po' di paura ce l'ho
  10. ADWD- GOT 7 I segreti delle Cripte di Grande Inverno

    Anch'io penso che nei sogni Jon senta una specie di richiamo, che non percepisce da sveglio ma che il suo inconscio, più sensibile, quando è lasciato libero e non filtrato / represso dalla parte razonale può captare: c'è qualcosa nascosto nelle cripte che lo riguarda e lo aspetta, lo sta chiamando a se'. Ma non avevo pensato al possibile significato metaforico della cosa... La tua lettura mi piace molto Tra l'altro, nel sogno mi pare proprio di ricordare che Jon ne è terrorizzato, mentre nella realtà non ha mai avuto problemi ad avventurarsi in quella zona (se ben ricordo, uno dei ragazzi Stark ricorda uno scherzo in cui lui si era nascosto in una delle tombe vuote -nientemeno- per fingersi un fantasma). Questo deporrebbe a favore del significato metaforico: Jon deve "scendere nel buio" e guardare qualcosa (dentro di se'? Fuori?) che gli fa paura.
  11. Ciao a tutti! Oggi prendo coraggio e mi arrischio a lanciare un piccolo spunto di discussione, sperando non lo abbiate già sviscerato in qualche topic che mi è sfuggito. Il motto degli Stark mi è sempre piaciuto. "Winter Is Coming" per me è una frase bellissima: evocativa, inquietante, minacciosa ma oscura quanto basta, piena di suggestioni. Ti colpisce sin da subito; poi nei primi libri ed episodi la vedi ritornare così spesso che a un certo punto la percepisci quasi come un memento mori, una campana che, da lontano, suona a lutto mentre tutto intorno si svolge ancora una festa con canti e balli, e improvvisamente ti fa venire un brivido strano lungo la schiena. Ma ultimamente mi pongo un'altra domanda: da dove arriva, agli Stark, questa consapevolezza? A una lettura molto superficiale e prima di addentrarsi nelle vicende di ASOIAF e GOT, gli Stark con il loro motto sembrerebbero semplicemente dei pessimisti un po' menagramo, tipo la vecchia zia un po' rompiscatole e col tatto di un elefante che mentre sei in vacanza e ti diverti di dice "Eh, però solo due settimane e sarai di nuovo al lavoro, con tutto un anno davanti; e due settimane volano, vedrai, passeranno in un niente!". Poi, avevo pensato che fosse una semplice conseguenza delle circostanze, la collocazione geografica degli Stark e la loro storia, sin dalle origini legata alla Barriera. Ma a volte penso che sia una spiegazione troppo semplice: Martin non lascia nulla al caso, e certi dettagli a volte hanno dietro significati enormi (vedi il nome di Hodor). E un motto così anomalo (l'unico che non sia volto ad eslatare la grandezza o potenza della casata o a incutere timore negli avversari)... non ci sarà sotto qualcosa? Westeros ha dimenticato -o rimosso- il senso del pericolo incombente (sembra quasi la nostra società che, salvo pochissime voci fuori dal coro, è sempre più fondata sul consumo eletto a sistema e si crogiola in un senso di benessere sempre più fasullo, fragile e scricchiolante, ignorando problemi che presto diventeranno imprescindibili, come devastazione ambientale e consumo delle risorse, crisi economica e di valori e tanto altro di cui sarebbe fuori luogo parlare qui. Ma a me spesso viene da pensare ai passeggeri di prima classe in abito da sera che ballano sul Titanic che sta andando dritto contro l'iceberg...). E in questo contesto, gli Stark sembrano essere gli unici custodi della consapevolezza. Eppure, neanche loro credono più agli Estranei, agli esseri di ghiaccio e alle forze oscure e terribili in agguato al di là della Barriera. E' come se neanche loro ricordassero (o sapessero) che cos'è realmente l'Inverno che aleggia minaccioso nel loro motto. Tra i personaggi di Grande Inverno, l'unica che senbra possedere ancora questo tipo di conoscenza è la vecchia Nan, voce e custode della cultura non ufficiale: quella tramandata oralmente, che sfugge ai libri della Cittadella e che i Maestri stessi (la cultura ufficiale) da tempo hanno etichettato come leggende e fantasie. Bello, per inciso, il fatto che sia anziana: non può certo esserlo tanto da aver visto le cose di cui parla, a meno che non sia ciò che sembri, quindi non sarebbe "necessario" in sè; però è una caratteristica che narrativamente ha un grande impatto, sia perchè ci è più facile associare l'idea di saggezza e conoscenza ad una persona molto avanti con gli anni; sia perchè, nello stesso tempo, ragionando in modo moderno, tendiamo a liquidare (troppo frettolosamente) le sue parole come superstizioni e retaggi di tempi più ignoranti ed oscuri; sia anche, se vogliamo, per l'analogia con la Vecchia saggia di tante mitologie. Ma persino gli Stark, dicevo, non credono più alle leggende, le considerano poco più che racconti per intrattenere i bambini. Addirittura, ASOIAF e la serie si aprono con un episodio emblematico: lo stesso Eddard, che pure è così legato al motto degli Stark e che, forse, qualche inquietudine profonda in realtà la prova già eccome, a livello razionale non crede al racconto del Guardiano disertore e terrorizzato. Il loro motto, quindi, sembra provenire da una consapevolezza antica, le cui radici affondano in tempi lontanissimi, poi in buona parte andata persa. E quindi arriva la domanda: da dove proviene, questa consapevolezza? E', semplicemente, un pensiero dei primi Stark di cui nel tempo si è perso il significato più profondo? Immagino che l'artefice dovrebbe essere Brandon il Costruttore. Ma Martin stesso ha dichiarato che è una figura tra realtà e leggenda, la cui esistenza non è poi così certa: "è come Noè", dice addirittura: quindi, forse la spiegazione non è così semplice. Allora, potrebbe essere una specie di lascito, di avvertimento, un messaggio chiuso in una bottiglia e affidato al mare, con cui qualcuno che sapeva (un Corvo A Tre Occhi? Bran stesso?) ha cercato di mettere in guardia le generazioni future? Ovvio che non possiamo avere certezze, e probabilmente l'interrogativo è abbastanza ozioso. Ma lo butto lì come spunto, se volete, per fare approfondimenti o giocare un po' con le ipotesi. Tanto per restare ancora un po' nel meraviglioso mondo di ASOIAF, in attesa dell'ottava stagione della serie e di due libri che -sob- probabilmente non arriveranno mai.
  12. Music Challenge on the Wall.

    Sono qui con la lacrimuccia. Emozione pura. Mamma mia <3.
  13. Music Challenge on the Wall.

    Certo che, se mi mettete Battisti e poi parlate di Battiato e, se ho capito bene, Rino Gaetano (parlavate della sua "Sfiorivano le viole", vero?), vi siete già presi il meglio, non valeeee Comunque, ci ho pensato un po', ma non saprei proprio scegliere "la" canzone più bella. Ce ne sono tantissime stupende, per fortuna! (Cioè, veramente un'idea forse forse l'avrei: una canzone di Vecchion... Ehm, no, niente. Non ho detto niente. No no. ) Allora, ne cito qualcuna che amo particolarmente, senza pretese di completezza e senza snobismi. Bennato - L'isola che non c'è Che bello vedere che è un classico anche per voi, che avete qualche anno meno di me e non siete cresciuti in mezzo alle sue canzoni, così perfette da strimpellare alla chitarra Questa in particolare è uno dei suoi picoli grandi colpi di genio. La senti una volta e subito la ami, ti entra in testa e nel cuore, diventa tua per sempre. Perchè va dritto a parlare a qualcosa che abbiamo dentro un po' tutti: il Peter Pan, il bambino che non ha mai voluto crescere. Che magari abbiamo accantonato o nascosto, per recitare i nostri bravi ruoli sociali; ma che è ancora lì, in un angolino, vivo e vegeto, con una grande voglia di venir fuori. E questa canzone, con la sua melodia semplice ma geniale, con il suo testo limpido e perfetto, tra vecchie fiabe e nuove profondità, con il suo invito a non rinunciare a quella parte bambina, parla proprio di lui. Parla a lui. Battiato - I treni di Tozeur Quanto mi piace, soprattutto nella versione con Alice! Una canzone così, con un esto del genere, poteva essere un disastro; il rischio che ne venisse fuori un arido mattone snob-intellettualoide era altissimo. E invece, anche se le parole in alcuni passaggi sono quasi incomprensibili e il senso generale è poco chiaro, in qualche modo tutto funziona meravigliosamente, bypassa il cervello per parlare direttamente al cuore. Non so esattamente dov'è Tozeur, non mi sono molto chiari i salti temporali del testo, per non parlare dei viaggi interstellari che proprio non so cosa picchio c'entrino; eppure mi trasporta in in mondo immaginario in cui mi trovo subito a mio agio come se lo conoscessi da sempre, come se ogni cosa fosse perfettamente logica; come succede solo in certi sogni. E' come guardare un piccolo quadro e improvvisamente venirne risucchiati dentro. Poi probabilmente il significato è tutto diverso, o magari neanche c'è; ma io vedo un uomo che, adulto, è ritornato, forse casualmente, in un paesino da niente in mezzo al nulla che moltissimi anni fa ha fatto parte della sua vita, sente la voce di sua madre che riemerge dalla memoria, da chissà quanti anni prima. E insieme a lui guardo passare un treno diretto lontano, verso un luogo meraviglioso e sognato dove non andrò mai. Quando il genio diventa magia. Cambio genere: se prendiamo la parola "canzone" in senso stretto, pensando a una melodia con buone ossa e il gioco di strofe e ritornello costruiti superbamente, creata perchè la si possa cantare con la chitarra o anche da soli, a casa, con il cuore in mano e pieni di entusiasmo e soddisfazione, e chi se ne frega se in realtà magari più che altro si sta ululando peggio di un coyote alla luna (almeno, parlo per me e per le mie pessime doti canore), per me questa è una Canzone con la "C" maiuscola. A diciott'anni cercavo invano di suonarla con la chitarra; ora ho rinunciato ma per me rimarrà sempre tra i classici che si sono conquistati un posticino speciale fuori dal tempo, anche se il suo autore, ahimè, è morto prematuramente, da molti anni. Poi, una canzone di Rino Gaetano. Una qualsiasi: perchè lui era un genio, punto e basta. Nuovo (l'anno scorso a San Remo c'era uno che cantava con un abbigliamento strampalato, tipo frac e scarpe da ginnastica: ragazzino, cosa credi di aver inventato, Rino Gaetano l'ha già fatto quarant'anni fa), musicalmente freschissimo, spesso spregiudicato (in Sei Ottavi, per esempio), con una capacità singolarissima di mescolare grande amarezza e allegria svanitella, divertiti giochi di non sense e significati profondi che arrivavano dritti e taglienti come staffilate, invenzioni surreali e indignazione attenta ai tanti vizi e difetti della società e della politica. In testi pieni di intelligenza che erano un vero virtuosismo, un concentrato incredibilmente denso di idee ed immagini. Non sapevo se scegliere Aida (incredibile: la storia d'Italia tutta in una canzone, raccontata come se fosse una donna, e con la stessa passione) o Il cielo è sempre più blu (in alto. Mentre molto più in basso, nel formicaio umano, brulicano mille piccolissime vite, tra disoccupati e ricchi che si fanno la barca, finti invalidi e innamorati, carrieristi e poveracci che tirano a campare, grandi disperazioni e piccole, piccolissime felicità). Ma non riuscendo a decidermi tra le due, taglio la testa al toro e... ne scelgo un'altra. Rino Gaetano che canta una canzone di Riccardo Cocciante (altro geniaccio, anche se mi ispira un po' meno). Ossia: un grande cantato da un grandissimo. In una di quelle canzoni apparentemente semplici semplici che in realtà sono maledettamente difficili, perchè o le fai più che benissimo, o alla fine sembrano il ballo del qua qua. E lui, la fa in modo stratosferico. Con quella voce tra velluto e carta vetrata. Con rabbia e ruvida dolcezza, con dolore e speranza, così intrecciati insieme che non riusciresti a separarli uno dall'altro, ed emozioni a mille. Da pelle d'oca. Pazzesco pensare a quanta altra musica meravigliosa avremmo oggi, se quella maledetta notte non si fosse messo al volante...
  14. Movie Challenge on the Wall

    Scusate se mi intrufolo (intanto, ciao ). Mi piace moltissimo Miyazaki; mi sa che dorvrò proprio decidermi a vedere anche questo film. Qualche tempo fa un mio collega -uomo sui 45 anni, non un ragazzino impressionabile- me ne ha parlato, e anche lui raccontava di alcune scene veramente strazianti, terribili, che lo avevano riempito di angoscia. Continuo a rinviare, perchè in questo periodo un ulteriore carico di magone è l'ultima cosa di cui ho bisogno; ma prima o poi dovrò decidermi a guardarlo. I lavori di questo autore e dello studio Ghibli sono meravigliosi; questo, che ha in più un tema così forte, dev'essere stupendo.
  15. ADWD - Riferimenti storici/culturali in ASOIAF

    Tornando al tema dell'indovino cieco, un altro di quelli notissimi nel mito greco è Tiresia. Comunque, nelle Cronache è cieco anche Maestro Aemon, che non è un indovino ma, al Castello Nero, è il custode della sapienza. E ha una capacità intuizione e un senso di empatia sottilissimi: pensiamo a come capisce i pensieri ed i tormenti di Jon, a come, persino, in un episodio (mi pare quello della tentata fuga) sappia prevedere esattamente come questi si comporterà, forse prima che lo sappia Jon stesso. Non è un indovino, nel senso che la sua conoscenza non ha nulla di soprannaturale; ma ha comunque una conoscenza dell'animo umano molto profonda, nonchè una forte sintonia con Jon.