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Northern Moon

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Everything posted by Northern Moon

  1. Non posso credere che Jaime tradisca il Nord, spero sia tutta fanfic.
  2. Ciao a tutti! Non scrivo qui da molto tempo ma dopo lo sconforto della terza puntata avevo bisogno di un gruppo di supporto! Spero solo che qualche interrogativo lasciato in sospeso venga chiarito... ma anche io come altri credo cominceranno a costruire l'antagonismo Jon vs Daenerys.
  3. Infatti mi riferisco all'Apprendistato nella Casa del Bianco e Del Nero.. Che nella parte cartacea è presente, eccome se lo è e da cui si deducono i principi dei faceless e un'istruzione all'assassinio non basato sulla semplice forza bruta (l'orfana che insegna ad Arya l'uso dei veleni ecc ecc) Quanto ai lord del Nord, dignità nel senso di una connotazione identitaria e non di un fare mera tapezzeria.
  4. Arrivo in ritardo e concordo con molto di quello che è stato scritto da voi nei precedenti post. La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo la domanda posta da @JonSnow; è.... la fine di ogni caratterizzazione psicologica, ambivalenza che ti lasciava sempre con il dubbio, con la curiosità per quel che sarebbe successo. E non parlo del colpo di scena, ma dalla complessità di situazioni e personaggi che adesso è quasi del tutto assente: la settima stagione è stata un susseguirsi di buoni vs cattivi, tralasciando i momenti di dubbio umorismo. La seconda, è Dorne. Ho guardato la serie prima di leggere la saga (finalmente conclusa) e... ai tempi della quinta stagione odiavo Dorne e le serpi. Mi sono dovuta ricredere. Qui non si è trattato di differenza tra linguaggio visivo e scritto ma di fraintendimento al limite della trasandatezza e della sciatteria. Poi... Il Nord. Beh, perché le casate, così importanti e ognuna con la sua dignità, sono state ridotte a un ammasso di gente senza identità. E poi Sansa. Ho amato i POV di Alayne. Perché non far emergere quella fragilità, quei dilemmi interiori, quella presa di consapevolezza. Sansa ormai viene considerata alla stregua di un fine stratega senza che si capisca bene il perché. Infine Arya, pg che nella serie non amo particolarmente, troppo prevedibile, troppo super eroina Marvel. L'apprendimento descritto nel libro è ricco di fascino. Invece no, risolviamo tutto a mazzate. Ma tant'è...
  5. *Jon e Sam scendono nelle Cripte* "Sai, Sam io e la Madre dei Draghi..." "Jon... Lei è tua zia! Tuo padre è Rhaegar e tua madre Lyanna Stark" - espressione inebetita di Kit - *Sam indica un aereoplanino di pergamena proprio ai piedi della tomba di Lyanna* "Toh! Un contratto matrimoniale! Come avranno fatto a non accorgersene"
  6. Bellissimo topic sulla mia casata preferita! Penso che la frase "winter is coming" possa racchiudere tanti significati, compresi quelli da te già elencati. La consapevolezza dell'esistenza di forze oscure (umane e no) che minacciano il mondo), il ricordo della precarietà delle cose terrene - forse più vivido agli occhi di chi è abituato a una natura ostica, che costringe al sacrificio. Non è un caso, forse, che proprio tra gli Stark si annoverano i personaggi che hanno un approccio più critico al potere, che quasi lo rifuggono e non lo considerano uno strumento per soddisfare i propri fini personali. Ned vorrebbe rifiutare la carica di Primo Cavaliere, Jon si chiede sempre se le sue scelte siano sagge o folli. Lo stesso Robb Stark appare schiacciato dalla regalità. A me piace vederci anche una minaccia per i nemici della casata. "L'inverno sta arrivando": prova a combattere contro gli uomini del nord ma ricorda che l'inverno potrebbe giungere e spazzarti via (Stannis ne sa qualcosa). Penso a quei paesi che hanno fatto del loro clima infelice - nella realtà - una vera e propria arma di massa, la Russia su tutti. Uomini del nord, uomini dell'inverno, temprati dalla natura, dal gelo e dal ghiaccio, memori degli antichi terrori e più coraggiosi di altri, forse, nell'affrontare i futuri.
  7. Tutto vi prego... Ma non distruggetemi Grande Inverno.... *si ritira nel suo angolino nero*
  8. L'arpa di Rhaegar... Sogno! xD Comunque secondo me qualcosa potrebbe esserci... Jon sogna spessissimo le cripte di Grande Inverno, anche se potrebbe benissimo trattarsi di una sorta di discesa metaforica verso le sue reali origini. Se qualcosa ci fosse potrebbe apparire nella serie.. Jon deve ancora venire a conoscenza dell'identità dei suoi veri genitori. Quale luogo migliore per rivelarglielo delle cripte di Grande Inverno?
  9. Come avete detto molti, la rasatura era una punizione comune per molte donne accusate di essere state amanti di fascisti o nazisti. Se ci pensate, inoltre, le suore nel momento in cui prendono i voti rasano ugualmente i capelli come segno di rinuncia alla bellezza mondana. Ricordo una scena che mi sconvolse moltissimo in un film tratto dal romanzo Jane Eyre in cui a un'amica della protagonista venivano tagliati i meravigliosi capelli rossi di una ragazzina per punirla in quanto accusata di "vanità". Per quanto riguarda il rapporto veggenza/mutilazione... Sì, si tratta di un topos diffusissimo. Molti studiosi di filosofia dell'arte, ad esempio, hanno sottolineato ad esempio la cecità di Omero (cecità più mitologica che reale) quale simbolo di una conoscenza dell'Oltre, mistica, divina quasi. I miti greci sono pieni di riferimenti a questo binomio. Basti pensare a Edipo: nel momento in cui scopre la verità sul suo conto, cosa fa? Si strappa gli occhi. Scusate il post disordinato, ma sono al lavoro e faccio finta di stare attenta.
  10. Grazie @JonSnow per il tuo intervento. Ripensandoci, anche Brynden ha solo un occhio proprio come Odino. Poi se non sbaglio - potrei essere traviata da Vikings - la figura del veggente è associata alla cecità (come spessissimo è accaduto anche in altre culture). OT - Sto finendo di leggere la saga e so già che andrò in crisi di astinenza...
  11. Ma, personalmente penso che il più grande limite della serie rispetto alla saga sia dovuto a una caratteristica del mezzo visivo: ovvero l'assenza dei pensieri in prima persona del personaggio. Guarda caso, sullo schermo i personaggi meglio riusciti sono quelli che riescono ad arricchire la scrittura della sceneggiatura con le proprie performance (non dimenticherò mai e poi mai il processo a Tyrion). Poi, ovvio mancato il supporto psicologico dei libri, le azioni hanno preso una piega a caso... Ma non dovremmo dimenticare che come faceva già notare qualcuno la televisione è un'industria, un business volto al profitto. Moltissimi in passato non guardavano GoT perché "lento" (aggettivo che detesto in riferimento a film, serie ecc), poi è scoppiata la moda.. Secondo me anche la crescente popolarità ha influito moltissimo.
  12. @ziowalter1973 Accordi tra ditocorto e bolton? Beh, io ho sempre presa per buona la versione ufficiale data dai libri.... Magari usando la daga come una firma che fosse comprensibile solo a pochi.
  13. Dire che ha reagito bene alla morte di Ned mi sembra francamente assurdo. Comunque, qui si discute di possibili doppi sensi e sottotesti. Chiaramente il messaggio principale è quello ma potrebbero esserci dei significati celati.
  14. @NonnoOlenno Sei sempre una miniera di informazioni interessanti! Per i passeri, io avevo pensato immediatamente ai catari o ai francescani "radicali" descritti anche da Umberto Eco ne Il Nome della Rosa (Ubertino da Casale, insomma). Sui Patarini ammetto la mia ignoranza ma comunque il confronto regge. D'altra parte, tutto il Medioevo pullulava di movimenti pauperistici e di riforma, anche violenta, nella chiesa. Il culto del Dio Rosso è chiaramente di ispirazione manichea, complimenti per la questione dello zoroastrismo e sì l'assonanza è convincente. Io onestamente avevo visto nei Lhazareen una specie di fusione fra ebrei e cristiani: uomini docili, catturati come schiavi, venerano un dio agnello. Insomma, avevo dato per scontato un vago riferimento del genere.
  15. Per quanto riguarda le città libere, io le ho sempre immaginate vicine all'Italia dei comuni e delle repubbliche marinare. L'analogia fra Braavos e Venezia è azzeccatissima. Le città della baia degli schiavisti potrebbero rievocare anche l'Antica Persia e le zone vicine.
  16. @Iceandfire Sono domande importanti le tue, ancora irrisolte nonostante secoli di speculazione filosofica/psicologica e antropologica. Nel mio piccolo, mi trovo d'accordo con coloro che - come i filosofi esistenzialisti - hanno visto nell'Altro il punto di partenza per la conoscenza di se stessi. Detto molto banalmente, non possiamo pensare di percepire la nostra identità come separata e autonoma, se prima non siamo in grado di definire ciò che è diverso da noi, ovvero il mondo e gli altri. Questo è quasi uno specchio, un fantasma: possiamo vederlo ma mai arrivare ad afferrarlo, a conoscere pienamente. Ciò che non si conosce può terrorizzare e assumere forme estreme come appunto gli Estranei martiniani o, in casi ben più drammatici, gli stereotipi dei vari capri espiatori della storia (es. gli ebrei). La demonizzazione è un escamotage per lavare le nostre colpe e i nostri peccati. Alla fine di eventi drammatici, come le guerre, sapere di aver compiuto delle azioni efferate davanti a uno scopo, un fine possono diventare moralmente più sopportabili. Io sono convinta che l'identità sia uno dei temi fondamentali di tutto ASOIAF, come uno dei misteri più centrali di tutta la serie lascia intuire. A questo punto, acquista maggior valore il carattere totalmente "estraneo" del nemico. E sì, anche io spero che non siano i soliti cattivi (dubito nella serie tv purtroppo).
  17. Ma Cat era già vedova ben prima della sua morte. E poi, non si sta parlando di una scelta consapevole di Joff ma di una scelta poetica implicita di Martin.
  18. Bellissimi commenti! @NonnoOlenno dovrò segnare e prendere appunti! Anche io ho idealizzato la figura di Rhaegar, proprio come Stella di Valyria, e un'eventuale analogia non stonerebbe: una sensibilità profonda accompagnata a uno spirito guerriero (per quanto tardivo). Anche il paragone Cersei-Agrippina mi sembra azzeccato. Trovo che questo eclettismo culturale sia uno dei motivi che spiega il successo delle Cronache. Stiamo parlando di fatti, episodi radicati nella storia e nell'identità di tutta l'Europa (da cui gli Stati Uniti hanno attinto a piene mani). Inoltre, ho apprezzato molto l'approfondimento di IceandFire e Lyra sul vallo di Adriano. Penso che proprio la radicalità di quel limes sottolinei il valore di "oltre" sia nel mondo fantastico di Martin che in quello romano. Non a caso, la barriera esiste per una ragione: respingere "the Others", l'altro da sé, il rovescio della vita.. Appunto, la morte.
  19. Non avevo notato quelle analogie. Dipinti che amo tantissimo (soprattutto il San Giorgio).. Il che conferma che registi e direttori della fotografia della serie sanno il fatto loro. Personalmente, quell'inquadratura di Jaime vale tutta la settima stagione.
  20. Grazie a tutti per i contributi! @Stella di Valyria Non avevo mai fatto caso all'analogia tra Dothraki e Mongoli, sarà che sono sempre stata più presa da altre culture e che anche nel mondo Asoiaf non nutro molto interesse nei confronti di quel popolo. Però, le convergenze sono notevoli! La storia dell'eccidio di massa italiano mi ha profondamente turbata, soprattutto il dettaglio della pala di Raffaello. Non ne avevo idea e adesso non potrò non immaginare Robb Stark nella stessa posa del Cristo deposto. (Non so perché ma non riesco a citare in blu più persone contemporaneamente) Dato che sto per finire ADWD ho letto i capitoli in cui ci si avvicina alla descrizione degli usi e dei costumi delle città libere. Ho notato che qui potrebbe esservi un duplice riferimento, temporale e spaziale. Infatti, si tratta di economie fondate sul commercio e sullo schiavismo (soprattutto). Una delle novità introdotte dal cristianesimo è stata proprio la condanna dello schiavismo e l'abolizione (formale, aggiungo io) dell'istituzione della servitù. Quindi, è come se la distanza tra Westeros ed Essos si fondasse su un duplice scollamento, temporale e spaziale. Non so se mi spiego! Volevo anche ringraziare Stella per l'articolo di Citati che ho sempre letto con molto piacere, sia per motivi di studio che non. Un'altra cosa che mi viene in mente è Uomini di ferro --> Vichinghi che è una cosa abbastanza lampante, anche se a mio parere i veri vichinghi avessero un sentimento molto più sfumato e delicato della vita e dell'esistenza. Infine, mi è sempre piaciuto pensare a Bravoos come alla rappresentazione di un comune italiano medievale (forse influenzata dalla rappresentazione televisiva). Un'economia commerciale, la banca più importante del mondo con cui anche la corona si indebita (proprio come i regnanti europei facevano con le banche fiorentine e genovesi) e una confraternita di assassini letale.
  21. Grazie @Iceandfire per i riferimenti riportati! La storia del vallo di Adriano l'avevo già sentita, ma onestamente non mi veniva in mente. Cercherò qualcosa riguardo a queste fonti irlandesi, sono un'appassionata di mitologia nordica, motivo che mi ha spinta ad amare molto un'altra serie come Vikings. Che dire, i due episodi da te citati non hanno nulla da invidiare all'efferatezza martiniana... simpatico il dettaglio del toro nero, mi fa pensare alla famosa testa di cavallo del Padrino!
  22. Ispirata dal topic sui dipinti, mi piacerebbe chiedervi quali riferimenti storici/cultuali avete notato in ASOIAF (e GOT). È una tematica che mi ha sempre incuriosita dal momento che ho letto più volte come George si fosse ispirato alla guerra delle due rose, Lancaster vs York e via dicendo. Nel forum non ho trovato discussioni al riguardo anche se tempo fa - non ero ancora iscritta - leggendovi qualcuno scrisse che l'esito di questa guerra potrebbe rivelare molto sul finale della saga (in questo caso l'insediamento di una nuova dinastia, quella dei Tudor). Sono sicura esistano altri riferimenti anche più pop (come Il signore degli anelli, ampiamente citato da tutti voi). Insomma, mi piacerebbe discutere di queste reference all'interno della saga. Oltre alla già citata guerra e al LOTR, ritengo personalmente che Martin sia molto influenzato a livello stilistico da una tendenza realistica (alla Carver) molto presente nella letteratura americana fin dai suoi albori.
  23. Mi piacerebbe vedere Sansa sul trono, ma non vedo quest'ipotesi fattibile. In realtà, penso si tornerà alla vecchia frammentazione.. Un po' come nella storia alla fine del medioevo, la ruota si ruppe ma non in senso democratico ma con la nascita degli stati nazionali.
  24. @Stella di Valyria Per quanto riguarda l'architettura, non mi pare si seguano dei criteri filologici tali da poter essere paragonati alla reale storia dell'arte europea. Ad esempio, il tempio di Baelor più che il gotico mi ricorda Santa Sofia a Istanbul, le costruzioni dorniane sembrano tratte da un filmetto kitsch sulle Mille e una notte (almeno nella serie). Penso che questo dipenda dall'aver voluto mischiare sia a livello storico che geografico climi, culture e tradizioni molto differenti. Penso proprio che la vera espressione artistica sia riservata alla canzone, il che può avere senso in un contesto però di Medioevo molto molto precoce, la cucina e perché no, la moda.
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