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porcelain.ivory.steel

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  1. porcelain.ivory.steel

    serie tv

    Ah benissimo, perché in effetti il finale ha lasciato aperti parecchi scenari. Nel frattempo, consiglio vivamente la visione di Hunters, con un cast di tutto riguardo su cui svetta il solito mostruoso Al Pacino. Tratta di una reciproca caccia all’ultimo sangue, letteralmente, tra gerarchi, medici, o semplici faccendieri nazisti rifugiatisi ed infiltratisi nell’America del dopoguerra, scampati non si sa come alla giustizia dispensata dal processo di Norimberga, ed un gruppo di insospettabili cacciatori, appunto, comuni cittadini, esperti sicari o spie, capeggiati dal personaggio interpretato da Pacino, Meyer, un facoltosissimo ebreo sopravvissuto al genocidio nazista. Il tutto si svolge lungo dieci lunghi episodi (il primo dura un’ora e mezza), in cui il tema della vendetta è il filo conduttore così come lo è la questione morale che ad un certo punto il giovane protagonista, Jonah, si pone: la vendetta è sempre legittima, sia quando tocca noi ed affetti a noi vicini, sia quando riguarda persone a noi distanti nello spazio e nel tempo? Ed in che misura giustizia e vendetta possono essere perseguite con la medesima foga, in che misura il desiderio di una vendetta giusta può condurci su sentieri moralmente ed eticamente impervi dai quali è poi impossibile trarsi fuori? Bellissima poi la sigla, tutta giocata sulla metafora degli scacchi, in cui pedine avanzano mosse da non si sa chi, ed anche il tema dei supereroi. In onda su Amazon PrimeVideo, che l’ha anche prodotta.
  2. Chiedo venia, devo ancora recuperare un paio di personaggi. Giorno 37 - Mance Rayder: Sono stata a lungo indecisa su cosa proporre per tale figura, figura che, lo ammetto, non mi ha mai affascinata ma che ho sempre trovata rivoluzionaria per il contesto a cui appartiene: apprezzo moltissimo entrambe le scelte di @Iceandfire, l'immenso Gaber con il suo sempreverde inno alla libertà, intesa in senso lato, esistenziale, e non solo in quello politico, e la canzone che è La Canzone per eccellenza, composta da Lennon, colui che ha riscritto la storia della musica leggera; quella Imagine che ha mosso e smosso popoli e coscienze ed il cui universale messaggio di pace e di speranza riecheggia ancora oggi a quasi cinquant'anni di distanza. Per quanto mi riguarda, associo la figura di Mance a quella di un altro iconico rivoluzionario, Che Guevara, un uomo che ha tentato l'intentabile, che ha osato sfidare, con la forza della propria coerenza (impossibile) e del proprio idealismo, una delle due maggiori potenze del proprio tempo. Un uomo che ha creduto ed avuto coraggio, il cui nome ed il cui volto ancora oggi sono simbolo di ogni rivoluzione, quale che sia lo schieramento politico per il quale si simpatizzi, perché, riporto le parole dell'autore, "le utopie sono di certo impossibili da realizzare, ma restano un motivo per cui vivere, battersi e morire." .. C'è una voce chiara ed argentina che fu fuoco e medicina come adesso è amore e rabbia per me. C'è tra le nuvole di un sigaro la voce di uno zingaro che un giorno di gennaio gridò. C'è, o almeno credo ci sia stato, un fedelissimo soldato che per sempre quella voce cercò. C'è, se vai ben oltre l'apparenza, un'impossibile coerenza che vorrei tu ricordassi almeno un po', c'è una storia che oramai è leggenda che potrà sembrarti finta e invece è l'unica certezza che ho. .. ma l'America, l'America ci guarda non proprio con affetto apparentemente placida ci osserva ma in fondo, in fondo io sospetto che l'America, l'America ha paura altrimenti non si spiega come faccia a vedere in uno stato in miniatura questa orribile minaccia..
  3. Parlo per JonSnow; procedete pure come preferite e ritenete più opportuno per il Challenge.
  4. Per me va bene inserire Rhaegar e Lyanna come personaggio unico, vista la scarsità di materiale che abbiamo fino ad ora per entrambi. Altre ipotesi sarebbero maestro Luwin ed almeno un rappresentante della Guardia Reale di Aerys e Rhaegar, anche se per, ad esempio, Arthur Dayne di materiale ne abbiamo ancora meno.
  5. Si, e se non ricordo male si era parlato anche di Jeor Mormont; io proporrei, oltre a questi, Beric Dondarrion, Qyburn, Gendry, Verme Grigio, i fratelli Reed e Rhaegar Targaryen.
  6. Giorno 40 - Three Eyed Raven: Chiudo questa bellissima cavalcata musicale con un brano intimista ed introspettivo dei Low Roar, gruppo islandese che sono certa piacerebbe all'ideatore del Challenge. Il Corvo con tre occhi, personaggio affascinante, inquietante e magnetico che non ha ancora svelato le sue carte, né il suo scopo, né il suo gioco. Drago con sangue nordico che è divenuto un tutt'uno con l'albero che lo ha accolto, le cui radici lo hanno invaso, la cui memoria lo ha permeato e condannato a rivivere in un eterno istante tutto ciò che è stato, che è, che sarà e che forse non sarà mai. Ma anche l'uomo che è stato, la cui umanità non accetta di soccombere all'incantesimo ed alla necessità del divenire entità astratta e superiore, il cui cuore, con involontario spasmo, non cessa di evocare memorie e fantasmi di legami, amori e dolori, rimorsi e rimpianti. Lui che sa del magnetico filo che lo vincola a colui che gli dovrà succedere, a Brandon Stark, il ragazzo - lupo, il Metamorfo per eccellenza, lui che lo osserva, pazientemente lo aspetta, lo chiama a sé fin dall'alba dei tempi. Nell'attesa di sapere altro di questa ammaliante figura.. Weight Heavy bones Bloody eyes Sweaty clothes New routine Bit of land to understand and know. Play my tricks fragile mind Rest your head on me Shut my eyes I'm not here There's must be some mistake Don't be so serious. Dont' be so seriuous. Watch your words turn to dust as we forget as we move on Still I refuse to let you slip away. Don't be so serious. Don't be so serious. Magnets. Magnets.
  7. Giorno 35 - Aemon Targaryen: L'amore, la tenerezza, la fragilità, la resilienza, l'arguzia, la temperanza, la costanza, la grazia del sacrificio e della rinuncia. Tutto questo e molto di più è per me maestro Aemon Targaryen. Un uomo che ha fatto dell'amore e della devozione per la propria razza, per la propria stirpe, per il proprio fratello, della rinuncia a tutto ciò che indossare quel cognome avrebbe comportato, il sacrificio di una vita intera. Un uomo che abbiamo conosciuto ed amato alla Barriera, dai modi docili ed affabili ma all'occorrenza fermo e risoluto come pochi, che ha saputo parlare d'amore, di scelte e di rinunce al giovane cuore infiammato dal dolore e dalla rabbia di Jon, che l'ha introdotto alla comprensione del peso specifico di quella vita di rinunce che entrambi, per motivazioni diverse, avevano scelto di intraprendere. Che l'ha invitato a riflettere su quanto nulla, nulla, davvero nulla valga per un essere umano la rinuncia all'amore, di qualsiasi natura e forma esso sia. Ed è infine colui che, nella sua mitezza e con l'autorevolezza della sua veneranda età, ha spronato sempre Jon a salutare definitivamente la verde estate per affrontare l'inverno che incombe su tutti loro, ad uccidere il ragazzo per far nascere l'uomo di cui, anche se ancora non lo sanno, tutti avranno bisogno. - Kill the boy, Jon Snow. Winter is almost upon us. Kill the boy and let the man be Born. - Ma è al suo lato più umano e fragile che dedico i brani odierni, a quel senso di caducità, di delicata precarietà che scandisce con dolore, rimpianto e nostalgia ogni esistenza che sia appresta a concludersi dopo avere a lungo vissuto, lottato, amato e perso. - I often spend half the night with ghosts, remembering times fifty years past as if they were yesterday. - Suddenly, I'm not half the man I used to be There's a shadow hanging over me. Oh, yesterday come suddenly. Yesterday love was such an easy game to play. Now I need a place to hide away Oh, I believe in Yesterday.
  8. Giorno 34 - Roose Bolton (ASOIAF): Ancora i miei amatissimi Afterhours per lo spietato Roose, che incarna perfettamente, lui e la sua famigliola poco felice, il suo sciagurato branco, il concetto di iena ridens, tanto nei grandi affari, tanto nelle grandi questioni (vedi tradimento degli Stark in combutta coi Lannister), tanto in quelle piccole, misere e mediocri del quotidiano. Perché per le piccole iene, nei loro piccoli mondi, realmente tutto si muove e viene messo in atto per mero calcolo ed opportunismo, le piccole iene realmente fanno sorgere e calare soli solo se conviene loro. Un animale perfettamente calato ed a proprio agio sia nel mondo impietoso e disumano che è Westeros ai tempi della guerra dei cinque re, che nel nostro attuale, e difatti di iene ridens ne troviamo tutti i giorni a iosa intorno a noi, che bramano e tramano nell'ombra, attendendo ogni passo falso ed incertezza altrui, solo per cibarsi dei resti. Una figura profondamente inquietante e sinistra, quella di Roose Bolton, la cui prontezza a cambiare casacca fiondandosi su quel che rimane di Grande Inverno e del Nord non può che attendere ed essere ricompensata dalla spada impietosa di Stannis.
  9. Che belle le tue scelte, @Iceandfire, che belle anche le tue riflessioni su Ygritte, che al momento, concordo, rimane l'unico vero e grande amore di Jon Snow; pur nelle loro solo apparentemente incolmabili distanze, i due ragazzi si sono conosciuti, riconosciuti e scelti, giorno dopo giorno, infischiandosene delle convenzioni sociali come del malcontento che entrambi hanno generato, amandosi, nei rispettivi mondi di appartenenza. E' abbastanza spietato il loro finale, ma rimane una delle storie d'amore più pure, incontaminate ed autentiche che George Martin ci ha fin qui proposto. Giorno 40 - Ygritte: Ad Ygritte le Bruta, baciata dal fuoco e direi anche da colui che è ghiaccio e fuoco insieme, dedico un brano in cui il connubio tra musica elettronica e sonorità più melodiche risulta particolarmente riuscito, proprio come la fusione tra le diverse nature dei nostri Jon ed Ygritte. La mia idea di Ygritte è sempre stata quella di una ragazza che, in barba alle leggi del suo popolo ed alle sue convenzioni, in realtà avrebbe eccome seguito Jon in un ipotetico palazzo o castello, così come tante volte vi hanno scherzato su, ne sarebbe felicemente divenuta la lady, avrebbe scelto di dismettere ruvide pellicce per indossare più morbide e raffinate sete e lustrini, e non perché ella ambisse a tutto ciò, ma solo ed esclusivamente per amore di lui. Se gli eventi non li avessero separati, se Jon avesse scelto di vivere la sua vita da lord piuttosto che da Guardiano della Notte, ella lo avrebbe seguito, ed avrebbe fatto bene, perché entrambi sono mutati dal momento stesso in cui si sono incontrati; entrambi hanno messo in discussione quanto fino a quel momento sapevano o credevano di sapere, e questa è solo questa è la cifra del vero comprendersi e completarsi. Quindi sì, per me lei sarebbe stata eccome Principessa, e di certo lo è e sempre lo sarà nel cuore del suo Corvo. Once upon a time we fell apart you're holding in your hands the two halves of my heart Once upon a time we burned bright.. Once upon a time on the same side, in the same game.. Now why'd have you have to go? Have to go and throw water on my flame. I could have been a Princess, you'd be a King Could've had a castle and worn a ring But no, you let me go You stole my star 'Cause you really hurt me, no, you really hurt me.
  10. Quello di rivestire in un certo qual modo il ruolo di padre e/o madre per un amico è ruolo ancor più delicato e per questo importante, come abbiamo già sottolineato con Davos e come perfettamente dici; Tormund, rispetto a Samwell, possiede anche una spinta propulsiva all'azione che al giovane Tarly manca, pur con tutte le altre grandi doti che questo fin da subito manifesta e che ne fanno il primo amico di Jon una volta lasciata Grande Inverno. Tormund non ha paura a gettarsi nella mischia della Battle of the Bastards, lasciandoci quasi la pelle, così come in precedenza accorre al capezzale dell'amico, del suo Little Crow, appena viene a sapere che egli è stato tradito dai suoi stessi confratelli; non esita ad accettare di presidiare il Forte Orientale, assumendo di fatto su di sé la responsabilità della tenuta di quella parte della Barriera; non esita nemmeno di fronte all'orda di non morti che incombe su Grande Inverno, celebrando in seguito, con i suoi modi camerateschi e gioviali, la leadership dell'amico. Cosa che provocherà il malcontento della regina dei draghi, ma questa è un'altra storia.
  11. Con questa scelta hai perfettamente rappresentato la natura sincera ed autentica, nata su stima, lealtà e rispetto, del legame che si va via via instaurando tra Jon Snow e quello che diverrà, dopo Samwell Tarly, il suo più affidabile amico ed alleato, nonché il personaggio di oggi. Per gli stessi motivi, il mio brano parla di incoraggiamento, di vicinanza umana, della volontà di camminare accanto ad un amico che sta attraversando una fase critica, come tante abbiamo visto Tormund fare con Jon; perché molte volte, senza tanti proclami, c'è bisogno di esserci, basta esserci. Giorno 38 - Tormund: When you walk through a storm hold your head up high and don't be afraid of the dark. At the end of a storm there'sa golden sky and the sweetest silver song of a lark. Walk on through the wind walk on through the rain Though your dreams be tossed and blown walk on, walk on with hope into your heart and you'll never walk alone.
  12. Giorno 33 - Jorah Mormont (ASOIAF): Doppia scelta per un personaggio di indiscussa importanza in particolar modo per la nostra Daenerys Targaryen e la sua avanzata da conquistatrice inesperta ma volitiva e determinata delle Città Libere. Jorah e la sua ossessione per Dany sono molto meglio esplicate nei libri piuttosto che nella serie tv: la sua frustrazione, la sua rabbia, la voglia di rivalsa e conquista verso una Lolita acerba hanno origini molto lontane, senza conoscere le quali egli potrebbe apparire come un semplice omone, sovente burbero e di malumore, anche poco piacente, ossessionato da una donna molto più giovane di lui, ed in nome di tale ossessione egli immola tutta la sua esistenza. Non è così. Per lo meno, non è solo questo a muovere Jorah verso la venerazione cieca e totale della Khaleesi. Ben prima di Dany, Jorah si innamora perdutamente di Lynesse Hightower, bellissima ed aristocratica discendente di una delle più nobili, antiche e ricche casate di Westeros, della quale la Targaryen possiede le fattezze ed i tratti somatici. Sebbene lei ricambi il suo amore, l'idillio non dura a lungo, infatti dal mancato ambientarsi di Lynesse nel freddo e spartano Nord nascono i primi dissapori tra marito e moglie, la crescente insoddisfazione e tristezza di lei, i tentativi di lui di accontentarla in ogni modo, circondandola di sfarzo e lussi che Jorah non può permettersi ed indebitandosi sempre più, fino a dedicarsi, per disperazione, alla vendita di schiavi, vietata nel Continente Occidentale, per ripagare i propri debiti. Quando Eddard Stark, signore e protettore del Nord, lo scopre, condanna Jorah Mormont a morte, ma i due fuggono a Lys, dove il loro legame si sfalda del tutto e precipita: lei lo lascia, trasferendosi nella magione di un principe mercante e diventando la sua prima concubina. Jorah viene abbandonato a se stesso da una moglie che ha preferito gli agi della vita a cui era abituata prima di lui al loro matrimonio, ed il suo cuore si riempie di risentimento e veleno. Lo stesso Veleno che è il nome del protagonista di questo brano - racconto in cui tale dinamica viene perfettamente espressa, e che penso sia necessario comprendere per spiegare anche quanto Daenerys Targaryen, al netto del suo essere lasciapassare per il perdono regale, rappresenti per Jorah null'altro che il riflesso ed in parte il surrogato di quella Lynesse Hightower che lo ha lasciato in ceneri. Che poi Jorah sia anche e soprattutto un duro, un resiliente, un abilissimo guerriero e fedele consigliere, nessuno, credo, lo mette in dubbio. Una foto di donna gli brucia da dentro la giacca chiaramente dalla parte del cuore.. C'è chi ha scelto la donna sbagliata e forse ha scelto per tutta la vita altra scelta che ha e a chi farla finita. C'è chi ha scritto bestemmie sul cuore però i conti per sé li sa fare.. però non piange mai se non è davvero SOLO. I duri hanno due cuori.. col cuore guasto odiano sempre un po' di più. C'è chi ha perso una brutta partita però in fondo una fiche gli è restata e può darsi ci sia un altro giro di ruota. Giorno 33 - Jorah Mormont (GoT) La versione GoT di Jorah è totalmente edulcorata e raffinata dal fascino irlandese del sempreverde Iain Glen, ed a questa versione che prescinde quasi completamente dal suo background cartaceo e si concentra invece sulla venerazione dell'uomo verso la sua Regina, la sua Khaleesi, dedico questo brano. When you get older, plainer, saner will you remember all the danger we can from? Burning like embers, falling, tender.. 'Cause it's going down all I ever wanted was you I'll never get to heaven 'cause I don't know how. Let's raise a glass or two to all the things I've lost for you oh, oh tell me are they lost on you?
  13. Vado a recuperare i turni precedenti. Giorno 32 - Varys: Una canzone che può essere a mio parere annoverata tra le migliori del cantautore bolognese, per musica e testo, scelgo per il nostro Maestro dei Sussurri nonché principe nell'arte del camuffamento e della trasformazione Il Pagliaccio, di Cesare Cremonini. Vedo un'attinenza tra il pagliaccio del brano e Varys nell'accettazione e non negazione di ciò che si è (ma in fondo io sto bene qua, tra le mie facce e la mia falsità, ma in fondo io sto bene qua, trovando in quel che sono un po' di libertà), nonché nella totale immedesimazione dell'uomo/donna nel personaggio che per tutto il giorno si sceglie di interpretare (la sera quando mi sciolgo il trucco scopro che sono un pagliaccio anche sotto, e sullo specchio del camerino mi faccio della stessa droga di cui vivo - LA VANITA'). Dapprima c'è separazione tra le due essenze (sono il pagliaccio e tu il bambino), ossia tra l'uomo che ha abbracciato in toto la propria natura e la parte più spontanea di sé, quella infantile e fanciullesca; segue poi la presa di coscienza, l'accettazione e la sintonia tra la sua vera natura ed il mondo circostante. Ed è un qualcosa che spesso abbiamo avuto modo di leggere nelle parole di Varys, quando egli definisce se stesso un mero funzionario, un pesce piccolo che nuota e sopravvive tra pesci grandi proprio grazie a questa sua grandissima e continua capacità di autorigenerarsi, maturata nel tempo ed attraverso esperienze traumatiche; o come quando si reca, camuffato e maleodorante, nelle segrete di Approdo a far visita a Ned Stark prigioniero, palesandogli quanto egli gli porti sì consigli, ma dichiarandosi anche pronto a fare tutto ciò che è necessario per sopravvivere in un mondo feroce e crudele al quale egli, seppur muovendosi naturalmente ed abilmente, non appartiene e non apparterrà mai davvero. E' questo in buona sostanza a rendere un personaggio come Varys particolarmente inquietante: a differenza di Ditocorto, ossessionato dal raggiungimento della cima, egli possiede una grandissima capacità di dissimulare i suoi veri piani e desideri, nascondendo il suo vero potenziale e facendosi costantemente sottostimare (farò pagare caro ad ogni uomo il suo sorriso).
  14. Per fortuna Jon non è Robb. Profetica Mel.
  15. Ti ringrazio, la mia è una citazione che avevo in mente da tempo ma che solo oggi riesco a postare. Da anche la contezza di quanto, a volte, la nostra stessa grandezza ci sfugga, ma non per questo sfugge a chi ci cammina accanto ed ha, ovviamente, occhi per vedere e per scrutare dentro di noi meglio di quanto noi stessi e le nostre insicurezze riusciamo a fare. Contiene anche i prodromi di quel che sarà la crescita umana, la maturazione, l’evoluzione che passa per l’uccidere il ragazzo a vantaggio dell’uomo, di Jon Snow. Anche la tua citazione è molto bella e molto evocativa di quel che anche io spero e mi auguro sarà il rapporto (è già il rapporto, anche se loro non lo sanno) tra Theon e Jon. Perché, come ben rilevi, in questo rifiuto involontario ed automatico di Jon nel credere Theon capace di uccidere Bran e Rickon c’è tutta l’essenza di Jon, la sua viva intelligenza ma anche la sua umanità; e sottolinea inoltre come egli lo senta e lo consideri, nonostante le loro differenze e distanze in quel di Grande Inverno, un vero e proprio membro del branco. La grande empatia di Jon gli viene in aiuto ancora una volta, anche se lui ancora non lo sa, e nonostante ogni cosa sembri affermare in maniera incontrovertibile la colpevolezza di Theon, egli dubita delle evidenze. E solo un uomo di grande carattere e di grande finezza intellettiva è in grado di mettere in discussione delle apparenti verità.
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