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  1. GoT - Percorsi evolutivi e mete finali.

    Brienne di Tarth, la Vergine di Tarth, Brienne la Bella, la Donzella, Lady Brienne. Guerriera incredibilmente forte, coriacea e coraggiosa, con i suoi grandi occhi azzurri ed i capelli arruffati color paglia, dall'aspetto sgraziato a cui corrisponde una personalità impacciata, imbarazzata, perennemente sulla difensiva, conseguenza dell'essere stata a lungo vittima della derisione altrui, soprattutto maschile. Quando prova a vestirsi in maniera femminile, risulta essere a disagio, e quando infine intraprende la carriera più confacente alle sue inclinazioni, quella da guerriero, ne riceve parimenti derisione, scherno, quando non offese e volgarità, atteggiamenti che le fanno sviluppare profonda diffidenza nei confronti di quasi ogni essere umano ella incontri lungo il proprio cammino, una corazza contro il sarcasmo di cui è perennemente vittima e che le causa infinita sofferenza. In realtà Brienne è una lady con una grande nobiltà d'animo, pura, candida, quasi fanciullesca, è una donna fiera e leale, con un grandissimo senso dell'onore, del rispetto, dell'integrità morale, della fedeltà in senso lato. Caparbia e testarda fino all'inverosimile, finisce spesso, con i suoi atteggiamenti intransigenti, col provocare l'irritazione di chi le sta intorno. Emblematico in questo senso il suo rapporto di odio - amore verso Jaime Lannister, affidatole da Catelyn Stark come ostaggio in una missione di grandissima importanza che ha come obiettivo quello di scambiare lo sterminatore di re con le di lei figlie, Sansa ed Arya. Il rapporto tra Brienne e Jaime è inizialmente improntato su una reciproca malcelata insofferenza: ognuno vede nell'altro ciò che non è, o non è più. Jaime riconosce in quella donzella ostinata ed ostile un cuore coraggioso e leale, con un senso dell'onore fin troppo accentuato perché possa non irritarlo, e rivedendo in lei quegli stessi ideali cavallereschi da lui così a lungo accarezzati, un tempo, per poi averli malamente ed indelebilmente infangati con quello che agli occhi del mondo intero è il suo peggior crimine. Specularmente, Brienne riconosce in Jaime uno dei più abili, capaci e forti spadaccini del suo tempo, ne è affascinata e al tempo stesso infastidita poiché non vede in lui nessun onore, ma solo uno spreco del suo potenziale, si lascia traviare dal giudizio imperante su di lui, e da quello che è il suo soprannome, lo spergiuro, lo sterminatore di re. E' il viaggio che compiono insieme verso Approdo del Re a segnare il punto di svolta per la vita di Jaime e per il rapporto tra i due; Jaime viene privato della mano destra, la mano della spada, spazzando di colpo ogni sua certezza. Iniziano a mostrarsi tutte le crepe da tempo presenti nella sua intimità, e Brienne le vede tutte, una per una, ne vede la fragilità dietro la corazza sprezzante del leone in gabbia, inizia a provare compassione e poi empatia per lui, fino a sentirsi responsabile e sviluppare una senso di protezione verso la sua persona e non più verso l'integrità dell'ostaggio Jaime. Fino al bagno nelle vasche di Harrenhal, dove un Jaime in preda alle febbri si lascia andare ad una confessione sul perché ed come fu costretto a scegliere tra la testa di suo padre, il salvare un'intera città, e l'omicidio del Re Folle, il suo Re, gesto che ne ha determinato la fama in negativo. Le racconta del biasimo di Ned Stark, del suo sguardo accusatorio caduto su di lui ancor prima che lui potesse proferire parola, di quanto da quel momento in poi quell'unico istante, quell'unico sguardo pieno di indignazione, condanna e raccapriccio abbia fatto scattare in lui, per rappresaglia, la volontà di appropriarsi di quel soprannome così ingiurioso sussurrato costantemente alle sue spalle: kingslayer. Singolare che racconti proprio a lei, Brienne di Tarth, di come Ned e la sua integrità morale siano stati per lui fonte di rancore, proprio lei che di Ned Stark si può dire essere la versione femminile. Brienne porta a compimento la sua missione, riconduce Jaime al suo posto nella Guardia Reale, dalla sua Cersei, ma Jaime non è più lo stesso sfrontato cavaliere che aveva lasciato la capitale per andare a combattere contro l'esercito di Robb Stark. Brienne lo sa, e se ne accorgono ben presto anche suo padre Tywin e sua sorella Cersie, che non accettano però la nuova situazione di debolezza del loro caro data dalla menomazione fisica. Mentre per loro Jaime ha perso qualcosa, per Brienne Jaime ha guadagnato per lo meno rispettabilità, la sua. Le affida la missione di trovare e portare al sicuro Sansa Stark, scomparsa da Approdo nell'occasione dell'assassinio di Re Joffrey; le affida inoltre una delle due spade in acciaio valyriano forgiate dalla fusione di Ice, la grande spada ancestrale appartenente alla famiglia Stark: Brienne ne è onorata, la chiama Giuramento e giura di trovare la ragazza in suo onore. In compagnia soltanto di un impacciato scudiero, Podrick Payne, si mette alla ricerca di Sansa ed anche di Arya, le incontra entrambe, la prima sotto l'ala protettiva di Ditocorto, la seconda del Mastino, ed entrambe si rifiutano di accettare di seguirla perché le scorti in posti più sicuri. Si batte con Sandor Clagane e lo lascia quasi in fin di vita, successivamente si ricongiunge con Sansa che finalmente accetta la sua protezione, ed insieme si recano al Castello Nero, dove tra i Guardiani della Notte il fratellastro della sua lady, Jon Snow, è stato eletto Lord Comandante. Continua a servire Sansa, non lesinando consigli ed avvertimenti, la mette in guardia dall'accettare l'aiuto di Lord Baelish nella Battaglia dei Bastardi per riconquistare Grande Inverno, ma sempre con lealtà e rispetto dei ruoli. Una volta ricomposta la famiglia Stark, la vediamo come ultima missione recarsi ad Approdo del Re insieme alla compagine del Nord per tentare di raggiungere una tregua nella guerra tra Daenerys Targaryen e Cersei Lannister per il dominio sui Sette Regni, tregua che permetta loro di affrontare, insieme, l'imminente minaccia rappresentata dall'esercito degli Estranei al Nord. Qui ha un ultimo dialogo con Jaime, nel tentativo di spronarlo a far ragionare la sorella, intenzionata a non accettare alcuna tregua. Quale sarà, dunque, l'epilogo per Brienne di Tarth? Quale il suo finale? Ha ancora un ruolo da recitare? Finora l'abbiamo vista come guerriera indomita e consigliera, fedele a Renly Baratheon prima ed alla famiglia Stark, poi. Ma c'è speranza che la spada di cui Jaime le ha fatto dono possa assurgere a qualcosa di ben più importante? Io credo di sì. O meglio, nei libri pare proprio che ci siano speranze in questo senso. Mi riferisco al sogno che fa Jaime in cui si vede combattere fianco a fianco con lei, spade fiammeggianti alla mano. Nella serie, di tutto questo, per ora, non vi è traccia. Ma non escludo che un colpo di scena finale in cui anche Brienne possa essere protagonista attiva, dopo essere stata a lungo spettatrice di gesta altrui. Possibili finali per lei: Combatte nella Battaglia di Grande Inverno contro l'esercito degli estranei ma l'esito è fallimentare; in qualche modo ripara a sud con i superstiti, dove giunge a combattere ancora, contro l'esercito al soldo di Cersei Lannister, oppure ancora contro il Re della Notte. In questa occasione potrebbe servirsi della sua spada valyriana. In questo caso, Brienne potrebbe sia sopravvivere che morire dopo aver compiuto il suo dovere. Sempre a sud, viene in qualche modo fatta ostaggio di Cersei, Jaime si sacrifica per salvarle la vita: si compirebbe la parte della profezia in cui si dice che verrà un'altra regina più giovane e più bella di Cersei a portarle via ciò che ha di più caro. Brienne viene soprannominata "la Bella", con intento naturalmente derisorio. Brienne combatte al fianco di Jon Snow, salvandogli la vita e riuscendo per la prima volta ad evitare la morte di uno dei sovrani e dei signori che ha giurato di proteggere. Sopravvive, e diviene Cavaliere della Guardia Reale. Non vedo nel suo destino un finale romantico, nessuna storia d'amore per me per Brienne e Jaime, sia perché dubito che entrambi sopravvivano, sia perché il loro legame più che amore inteso come trasporto e passione si fonda su una profondissima raggiunta comprensione reciproca e rispetto.
  2. GoT - Percorsi evolutivi e mete finali.

    Io credo che buchi di trama belli grossi ce ne siano, a ben vedere, un po' per tutte le storyline, non solo quelle di Theon o di Sansa, e la settima stagione ne è la riprova più raccapricciante. Credo che avrebbero potuto gestirsi meglio un po' tutto, da quando hanno abbandonato la struttura portante della scrittura martiniana, sicuramente; ma su Theon francamente vedo molte meno incongruenze narrative rispetto ad altri, e anche quando buchi di trama ci sono, perché ci sono, non danno fastidio come altri ben più grossi, mi riferisco a tutta la questione inutilità di Doran Martell, missione di Jaime e Bronn a Dorne, o la madre di tutte le assurdità, il trattamento riservato a Ditocorto da quando arriva al Nord. Questa parte è facilmente comprensibile invece se teniamo presente l'involuzione di Theon in Reek ed il terrore perpetuo che quest'ultimo prova nei confronti del suo carnefice, ne ho parlato all'inizio dell'analisi quando ho preso in considerazione una sorta di sindrome di Stoccolma; in seguito alle torture subite, Theon vive una dissociazione che lo porta a non riconoscersi in se stesso per periodi più o meno lunghi, ed in quei frangenti in cui invece si riappropria della propria identità, in maniera tanto fugace quanto evanescente, egli valuta come troppo pericoloso opporsi al suo boia, considerando l'ipotesi di un suo fallimento come il preludio a successive ed ancora più efferate torture e sofferenze. Per questo rinuncia, ad esempio, a seguire sua sorella Yara quando questa va a liberarlo. E nella stessa ottica, pur essendo dilaniato dalla volontà razionale di aiutare Sansa attraverso l'espediente della candela (l'espressività di Alfie Allen è esplicativa in questo senso), alla fine pondera, e decide, di non mettere in atto quel piano, troppo rischioso, a suo giudizio, e che metterebbe di certo la stessa Sansa, oltre che egli stesso, a rischio di ulteriori ritorsioni, una volta scoperto. Ci viene chiaramente fatto capire nella scena successiva, quando Theon viene convocato in camera da letto di Ramsay convinto di dover subire l'ennesima tortura per aver fatto quello che ha fatto, ed invece R. "lo grazia". Leggiamo il terrore nel suo sguardo, per questo non si può condannare quello che in quel momento è Reek, con tutto ciò che quel nome comporta. Non lo trovo affatto un controsenso, anzi, tutt'altro, lo trovo narrativamente molto coerente con il tipo di torture che Theon ha subito e con le conseguenze psicologiche che queste comportano su un essere umano.
  3. GoT - Percorsi evolutivi e mete finali.

    Io credo che con Sansa un chiarimento ci sia stato, e che in parte ci è stato anche mostrato, fin da quando Theon/Reek viene obbligato dal sadismo di Ramsay ad ammettere di avere ucciso i suoi fratelli (cosa che poi in privato le smentisce) circostanza in cui anche il glaciale Roose si mostra infastidito dall'eccesso di efferatezza del figlio, passando per il doverla condurre in sposa, ed infine obbligandolo ad assistere al suo stupro la prima notte di nozze. Credo che, se non un classico chiarimento, con le scuse del caso da una parte e l'accettazione delle stesse con conseguente perdono dall'altra, ci sia stato un confronto progressivo ma intensissimo tra i due a GI, culminato con la fortunosa fuga; Theon ha a tutti gli effetti salvato Sansa, nella serie, e questo glielo riconosce anche Jon, al di là di ogni parola di scusa pronunciata. Theon sa di doversi confrontare con il Jon che è diventato, perché quello che era l'ha irriso troppo a lungo, e rivede, giustamente, tanto di Ned in quell'uomo così leale, giusto, carismatico, sempre votato al bene. La mancata evoluzione di Sansa, o meglio il mancato compimento della sua evoluzione, credo sia il fattore che ha contribuito maggiormente a confondere le idee su di lei allo spettatore, che in effetti non sa mai quale versione della giovane Stark sta per trovarsi davanti: ma credo che questo sia niente di più e niente di meno che un grossissimo errore degli sceneggiatori, i quali hanno a lungo accarezzato l'idea della Sansa dark, o più scaltra, anche più cinica, cerseizzata, ma poi non hanno avuto il coraggio di compiere fino in fondo la sua mutazione. Cosa che io comunque apprezzo, poiché si sarebbe distanziata troppo dai libri, più di quanto non lo fosse già. Io comunque non escludo per lei che gli insegnamenti di Cersei possano esserle più utili, in un finale degno, che quelli di Ditocorto, non fosse altro perché ce le hanno messe spesso in contrapposizione nella settima stagione, con Sansa che spesso richiama Jon alla necessità di non fidarsi della regina Lannister e lui che le risponde che sembra ammirarla; di contro, anche Cersei in più di un'occasione si rivolge a Sansa con altrettanta ostilità.
  4. GoT - Percorsi evolutivi e mete finali.

    Sicuramente è su Sansa, non ricordo se lo dicano nella serie ma nei libri di certo, che all'epoca della sua permanenza tra gli Stark Theon aveva avanzato mire espansionistiche, e sicuramente la docile, in apparenza, e forse inizialmente, Sansa, differentemente dalla ribelle Arya, rappresentava per lui una prospettiva di matrimonio facile come anche di governo facile su GI. Ma parliamo di archi narativi al loro inizio, quello delle sorelle Stark così come quello dello stesso Theon, come anche quello di Jon Snow, lo Stark che lui lascia bastardo e che ritrova Re del Nord acclamato per meriti sul campo. Le prospettive di tutti sono cambiate, quelle di Theon si sono modificate radicalmente; singolare che proprio lui e Sansa, che inizialmente non riconoscevano Jon come uno degli Stark, ora ne siano tra i più fieri e fedeli sostenitori. Oltre Arya, naturalmente, ma su di lei non ci sono mai stati dubbi proprio per il fortissimo legame che da sempre li unisce. Così come non è una casualità che sia l'assoluzione di Jon a far scattare in Theon la definitiva molla per andare ad affrontare Euron; giusto quello che dici su quanto D&D abbiano indovinato la scelta di avvicinare Sansa a Theon e non, come nei libri, Arya (Jayne Poole), sicuramente sulla mente già compromessa di Reek ha avuto molta più presa la primogenita di Ned di quanto ne avrebbe avuto la seconda. Infine, l'ammissione del suo desiderio di sempre, quello di volere essere uno Stark, nelle cripte di Winterfell durante la visita con Lady Dustin: è quello secondo me il momento in cui inizia a riappropriarsi, seppure per un breve momento, della sua identità, sente addirittura la voce di Bran attraverso l'albero - diga; peccato che il tutto sia stato omesso nella serie, sarebbe stato di un impatto profondissimo.
  5. GoT - Percorsi evolutivi e mete finali.

    In effetti non credo sia casuale la scelta degli autori di far risvegliare la coscienza di Theon proprio a contatto con Sansa e Yara, una, sorellastra, ma che gli riporta alla mente il suo essere in qualche modo appartenuto, per un periodo lunghissimo di tempo, al branco degli Stark, e l'altra, sua vera sorella, l'unica parte sana della sua vera famiglia, la sola che a rimanergli vicino in un mondo che gli ha voltato le spalle per il solo fatto di essere stato preso a portato a GI come protetto, dunque ostaggio. Credo che Theon, bbandonando la nave, e sua sorella Yara, faccia l'unica cosa che il suo inconscio gli permetta di fare: scappare. Egli non ha ancora completato quel processo che lo porterà ad auto assolversi, sempre dopo l'assoluzione di Jon Snow, né ha ancora superato il trauma della violenza indicibile, della mutilazione, del terrore subito da Ramsay, ed assistere alla medesima ferocia perpetrata questa volta da parte dello zio lo fa ripiombare in quella situazione di impotenza che tanto a lungo lo ha attanagliato nel periodo in cui è stato ostaggio di Bolton. Inoltre, fa l'unica cosa che gli impedisce di essere preso in ostaggio a sua volta, o peggio, ucciso; fugge. Mettendosi ora nella condizione di un ultimo disperato tentativo di salvare Yara e ridare dignità al suo personaggio, prima dell'imminente, temo, fine di entrambi.
  6. Le voci indimenticabili

    Per me, sulla voce femminile c’è una situazione di parità tra Skin ed Amy Winehouse, ma siccome la seconda è stata già menzionata vado sul mio primissimo amore. Mentre la voce maschile che ho scelto, dopo un altro duro scontro, è quella dell’indimenticabile Freddie Mercury.
  7. Stay loyal even when you think you being played. 

    What people do is their karma, how you react is yours. 

  8. GoT - Percorsi evolutivi e mete finali.

    @Iceandfire abbiamo scritto contemporaneamente e dicendo, quasi, le stesse cose. Anche io penso che Jon faccia parte di quella ristrettissima cerchia di esseri umani per cui l’integrità, il rigore morale, il senso etico, Il tenere la barra diritta insomma va al di là di ogni aspettativa, vale qualsiasi sacrificio, anche personale, è ciò che li identifica e li definisce. Posseggono principi morali superiori a quelli della maggior parte degli altri uomini, e per questo sono spesso invisi a chi non è moralmente come loro, ne subiscono l’invidia e le ritorsioni. Emblematico di questo atteggiamento di chi non accetta una tale nobiltà spirituale e d’animo è il For The Watch, in cui Jon paga la sua umanità, appunto. Ed ecco perché, una volta tornato dalla morte, egli è smarrito, svuotato, realizzando di essere stato ucciso per avere aiutato altra gente. Esseri umani come lui, rarissimi, mosche bianche, sono dunque l’eccezione che conferma la regola.
  9. GoT - Percorsi evolutivi e mete finali.

    Diciamo che il Jon Snow di GOT più che quello cartaceo rientra in questa ottica di perfezione disumana che fai giustamente notare tu, @Metamorfo. Quello dei libri è tutt’altro, ma qui si parla di GoT e non posso che riscontrate anche io una volontà da parte di D&D di santificarlo più del dovuto. Per me, di contro, Theon è uno dei personaggi più umani, e le sue contraddizioni, le sue lacerazioni, anche il suo essere perennemente dilaniato tra il voler dimostrare di essere ancora una piovra mentre ha già dentro di se’ parte del lupo non fanno altro che rimarcare quanto sia stato ben scritto. Diciamo che Jon è il metro di paragone in termini di integrità morale perché nella serie lo hanno reso bidimensionale, forse per lo stesso motivo per cui hanno sacrificato una personalità sfaccettata come quella di Varys o privato Tyrion di ogni tratto negativo, che potesse avvicinarlo a Tywin.
  10. GoT - Percorsi evolutivi e mete finali.

    C’è da dire che hanno compensato la non elevata altezza di Giosnò con “tanta tanta altra roba”.. E poi, come dicevamo tempo fa in altro 3d, quello sulle personalità con più autostima se non sbaglio, se c’è una che paga la contraddizione più marcata tra quella che è la statura del proprio ego e la statura fisica dell’attrice scelta per interpretarla, è proprio la simpaticissima Emilia Clarke.
  11. GoT - Percorsi evolutivi e mete finali.

    Assolutamente, poi per fortuna è un racconto corale e ci sono tanti personaggi di altrettanta importanza e struttura, che è poi il motivo per il quale cerchiamo di analizzarli tutti.
  12. Spezzare la ruota ADWD GOT 8

    Cocordo, sarebbe per il suo personaggio un bel plot twist se, dopo tanto decantare questo discorstarsi da esse, Dany si rivelasse infine vittima delle stesse debolezze paterne. Non è comunque escluso che, per lo meno nei libri, Martin con quella frase si riferisca anche ad una ciclicità di eventi e stagioni che sono attualmente assoggettati alla presenza di una magia ancestrale e potente in Westeros. Oltre che, come abbiamo già detto, ad una natura prettamente politica e di governo. Come sempre le chiavi di lettura sono molteplici.
  13. GoT - Percorsi evolutivi e mete finali.

    Bellissimi tutti i vostri interventi su un personaggio che si sa essere particolarmente controverso nei giudizi. Mi permetto di citare questo passaggio per me particolarmente esemplificativo del percorso di Theon ma anche di molti dei personaggi di ASOIAF. È giusto punire oggi un uomo per i crimini di ieri, se quest’uomo nel frattempo ha attraversato tanti e tali sconvolgimenti personali da renderlo persona totalmente diversa da quella che quei crimini ha posto in essere? La risposta ce la da, in parte, Jon Snow nella 1x07; quando perdona i Karstark e gli Umber per il tradimento perpetrato dai loro padri perché non commessi da loro in prima persona. È ovvio che le situazioni non sono identiche, qui ci troviamo di fronte ad una persona, Theon, che ha con consapevolezza scelto di commettere nefandezze a danno della sua seconda famiglia, ma che per quella condotta morale ha sicuramente già pagato. La saggezza, il senso di giustizia, l’equilibrio interiore di Jon fungono da discrimine tra ciò che farebbe probabilmente chiunque altro al suo posto, e ciò che fa lui. E Jon perdona, perdona Theon con parole precise.. “non posso perdonarti per ogni cosa, ma per quello che mi è concesso perdonarti, io ti perdono.” Ben sapendo che, pronunciando quelle parole, Theon viene finalmente messo nella condizione di concedere a se stesso quel perdono profondo ed intimo così a lungo perseguito. Quindi, si, tutti vorremmo essere Jon Snow.
  14. Spezzare la ruota ADWD GOT 8

    Mi sembra si vada esattamente in quella direzione..
  15. GoT - Percorsi evolutivi e mete finali.

    Certo che nulla potrà mai ripagare il tradimento a Robb e lo smacco di Grande Inverno, come è naturale che Theon sia destinato, così come già sta facendo, ad un suo personale percorso per riappropriarsi della propria identità, dopodiché anche io credo che avrà esaurito il suo arco narrativo. Per quanto noi tentiamo di trovare finali congrui ad ogni percorso, pochi saranno gli Eroi, nelle intenzioni di Martin, e tra questi di certo non vi è Theon.