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porcelain.ivory.steel

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About porcelain.ivory.steel

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  1. Difatti, Jaime come detto da @Iceandfire è uno dei personaggi che incarna maggiori contraddizioni dentro di se ma che è capace in maniera stupefacente di preservare sempre una sua coerenza di fondo. Che poi egli scelga, colpevolmente o meno a seconda della lettura che si vuole dare alla cosa, di non spiegare a nessuno alcuni degli avvenimenti che gli costano l’etichetta di cui tanto soffre, è un altro paio di maniche, ed anche questo fa parte della sua caratterizzazione di leone orgoglioso che mai si ribasserebbe a fornire spiegazioni, spiegazioni che tra l’altro non gli vengono nemmeno mai richieste. Il mio personale pensiero è che il rapporto tra lui e Ned sia stato irrimediabilmente compromesso non tanto dall’uccisione di Aerys, del quale comunque lo accusa, ma dalla mancata reazione a quanto accaduto a suo padre e a suo fratello; Ned non ha mai dimenticato, eppure come dicevo la pace con i Lannister ha imposto di glissare su determinate ferite che, però, con ogni evidenza ancora sanguinano.
  2. Giorno 11 - Jaime Lannister: "They called him the Lion of Lannister to his face and whispered 'Kingslayer' behind his back. Jon found it hard to look away from him. "This is what a king should look like", he tought to himself as he passed." Jaime Lannister sarebbe potuto essere qualsiasi cosa egli avesse scelto di essere, qualsiasi. Il figlio perfetto di Tywin Lannister, l'erede designato, biondo, forte, abilissimo spadaccino, regale, maestoso nel suo incedere come nel suo apparire. Si innamora di sua sorella gemella, l'altra sua metà, da il via con lei ad una relazione incestuosa fin dagli anni dell'adolescenza, forse anche prima, e sceglie di consacrarle il resto della sua esistenza, condannando se stesso ad un amore sempre iniquo, sempre impari, sempre sbilanciato. Una venerazione a cui Jaime non verrà mai meno. La più giovane spada giurata che si sia mai vista a Westeros, nominato cavaliere dalla Spada dell'Alba in persona, Arthur Dayne, fa parte dei Sette a cui è affidata la difesa della persona del re e della sua famiglia, fa parte anche dei Sette di Rhaegar, di sua moglie e dei suoi figli. Tutto quel che ci è dato sapere di e su Jaime prima della cruda e straziante confessione avvolto dai vapori purificatori delle vasche di Harrenhal è tutto ciò che lo definisce ai nostri occhi. Tutto ciò che accade a Jaime dopo Harrenhal, è ciò di cui leggiamo, è il suo lungo, faticoso percorso di riappropriazione di sé, dei suoi primigeni valori ed ideali, di ciò che Jaime sarebbe dovuto essere fin dall'inizio: uno sforzo gargantuesco che richiederà tutto il suo meglio. Dicevo qualche tempo fa che Jaime non è un indifferente, non lo è mai stato e mai lo sarà; Jaime è piuttosto un iconoclasta, uno spregiudicato ed irriverente distruttore di ogni ipocrisia. Al contrario di molti altri personaggi, egli sa chi era e chi è divenuto, non fa ammenda, non chiede assoluzione alcuna, rivendica con tutte le forze ogni singola azione, poiché tutto ciò che egli ha compiuto, nel bene e nel male, lo identifica e lo rende ciò che è (Things I do for love). 'E' tutto ciò a cui un re dovrebbe assomigliare', pensa Jon Snow la prima volta in cui i suoi occhi di ragazzo imberbe si posano sull'altera, scintillante, dorata figura del Leone di Lannister; eppure, Jon lo sa, in quel momento egli è per tutti lo Sterminatore di Re, lo spergiuro, l'uomo senza onore; è quanto di più lontano dai suoi ideali, eppure Jon non riesce a staccargli gli occhi di dosso, come affascinato. Jaime è per tutti colui che ha infranto ogni sacro voto, ogni giuramento, colui che ha piantato la sua spada nella schiena del re che aveva giurato di proteggere con la propria vita, poco importa se tutti sapessero chi fosse quel re, e di cosa fosse capace quel re, e di cosa si fosse reso responsabile, quel re. Finanche gli uomini che non avrebbero dovuto dimenticare, gli Stark, ma che hanno dimenticato - perché la damnatio memoriae è uno dei prezzi che impone la pace - la bestialità con cui Aerys Targaryen II ha condannato a morte lord Rickard ed il suo primogenito Brandon.. Il silenzio di Jaime, come quello di tutti i presenti attoniti in quella occasione, diviene il silenzio di ogni uomo giusto dei Sette Regni di fronte all'atrocità ed all'efferatezza di un sovrano irrecuperabilmente folle, ma alla cui dipartita ha fatto comodo a tutti trovare un colpevole, un nome ed un responsabile da additare per evitare, qualcuno a cui consegnare il peso di una simile uccisione, per evitare di guardare le proprie mani, e saperle lordate dello stesso sangue che insozza quelle di Jaime. L'etichetta, lo stigma, il marchio di disapprovazione che ne deriva e che è negli occhi di chiunque lo guardi, è divenuto col tempo il suo mantello, subito al di sotto di quello candido che indossa. Lì vi è una coltre difensiva a cui egli stoicamente sceglie di non rinunciare, lì egli edifica il proprio Io più autentico ma anche il più sofferente, poiché conscio dello sforzo che richiederà il decidere di mostrare al mondo anche l'altro Jaime, quello originario, con la testa piena di sogni di gloria, di onore, lealtà e cavalleria. E di giuramenti da onorare. It starts with one thing I don't not why. It doesn't ever matter how hard you try. Keep that in mind i designed this rhyme to explain in due time. I kept everything inside and even though I try, it all fell apart. What it meant to me will eventually be a memory of a time when I try so hard. But in the end it doesn't even matter I had to fall to lose it all. Got so far.. Things aren't way the way they were before You wouldn't even recognize me anymore Not that you knew back than But it all comes back to me in the end. … "for Cersei" "Just gonna stand there and watch me burn but that's alright because I love the way it hurts. Just gonna stand and here me cry but that's alright because I love the way lou lie. I love the way you lie."
  3. Assolutamente, io poi con la 4 sono stata sinceramente male, difatti non riesco a rivederla, perché guardare su schermo determinate situazioni molto delicate e personali, per noi donne, non è mai semplice, anche se a farlo sono la maestria e la poesia di Sorrentino; accostare poi il tutto a personaggi caricaturali e grotteschi come il prode Fabiano, uno che nemmeno nei miei peggiori incubi vorrei incontrare, è stata una botta non da poco. Vedremo se prossimante riuscirò a ritornarci
  4. Io non ce l'ho fatta a lasciare una recensione degli episodi 3 e 4, sorry.. Non penso ne valga più la pena, visto che venerdì almeno io vedrò i successivi, nel caso però ci ritorno in futuro.
  5. Per me è indifferente, va bene qualsiasi scelta, io lo faccio più che altro perché in moltissimi casi sono solo parti del testo, e non tutto, ad esprimere attinenza con ciò che voglio dire, che poi è la motivazione alla base della mia scelta musicale.
  6. Il secondo brano nasce anch'esso come risposta all'11 settembre ed in pieno allarme terroristico per l'intero Occidente. Tuttavia mi sembra calzare con quelle che sono le rivendicazioni di Cersei, in particolare nei confronti dell'universo maschile di cui è circondata, fatta eccezione per il solo Jaime. I am mine, appartengo solo a me stessa, l'unica cosa in cui posso e voglio credere è la mia testa, la mia individualità. Parte del testo inoltre mi riporta alla settima stagione, alla scena nel chiosco di Approdo del Re dove una Queen già paranoica e delirante snocciola ad un incredulo Jaime la lista dei nemici da cui difendersi ("enemies to the East, enemies to the West, enemies to the South, enemies to the North"). Ovviamente Cersei utilizza il noi, ma è chiaro che, nella sua mente, la guerra dei Lannister contro tutti appartenga solo a lei. I know I was born and I know that I'll die he in between is mine. I am mine. And the feelings it gets left behind all the innocence lost at one time significant behind the eyes there's no need to hide We're safe tonight.
  7. Ma in effetti questa situazione sta diventando giusto un tantino grottesca..
  8. Intanto negli scorsi giorni ha rilasciato una dichiarazione nella quale ha definitivamente preso le distanze dal finale di GoT; diceva, in sostanza, che quello é un finale, non il finale, che sta ancora scrivendo TWOW e che lui è uno scrittore lento. Sento odore di nuova fumata nera per noi lettori.
  9. Davvero tante e tutte bellissime le vostre scelte, complimenti!
  10. Ne approfitto per integrare anche la scelta dei brani della giornata di ieri dedicata a Tywin Lannister. Un testo pesante, scomodo, politicamente scorretto perchè schierato, quello di Silvestri, cantautore romano da sempre noto per il proprio impegno sociale e per la connotazione di forte denuncia che spessissimo hanno i suoi testi. Per lui la musica rappresenta un mezzo ironico per veicolare concetti pesanti, un grimaldello che può scardinare difese in maniera molto semplice perché linguaggio talmente universale da arrivare davvero a chiunque. Così come per lord Tywin alcune guerre non si vincono con la spada ma con le parole, o meglio con le promesse di ricompensa, allo stesso modo in questo testo, di fortissima connotazione anti bellica, emerge tutta la forza del potere economico, che ha non solo la capacità e la forza di determinare le sorti di conflitti, piccoli e grandi, ma addirittura di farli scoppiare. "E se non hai morale e se non hai passione se nessun dubbio ti assale perché la sola ragione che ti interessa avere è una ragione sociale, soprattutto se hai qualche dannata guerra da fare non farla nel mio nome.. Il mio nemico non ha divisa, ama le armi ma non le USA, nella fondina tiene le carte VISA e quando uccide non chiede scusa. […] Il mio nemico non ha nome, non ha nemmeno religione, E IL POTERE NON LO LOGORA, IL POTERE NON LO LOGORA. Il mio nemico mi somiglia è come me lui ama la famiglia e per questo piglia più di ciò che da perché non sbaglierà e se sbaglia un altro pagherà e il potere non lo logora. Il potere non lo logora."
  11. Belle ed attinenti entrambe. All'ultima non avevo proprio pensato, ma in effetti la descrive alla grande.
  12. Assolutamente d'accordo, e poi il red power su Jon Snow non può che essere esercitato solo ed esclusivamente che dalla bruta Ygritte. Anch'io ho già pronto il brano per Mel, dunque attendiamo.. Giorno 10 - Cersei Lannister: Per la leonessa di casa Lannister con ogni probabilità mi avvarrò della doppia scelta, una che metta in luce il suo lato più umano, di donna, l'altro il suo ruolo politico. D'altro canto, che che se ne pensi e dica, è anch'esso un personaggio estremamente interessante e che si presta a molteplici analisi, e per quanto mi riguarda ho preferito la sua idiota, paranoica e megalomane follia a quella genetica, dissimulata e mascherata da idealismo, della Targaryen. Dunque, ho scelto per lei un brano molto particolare ed atipico del cantautore Max Gazzè, uno dei pochissimi contemporanei che ha fatto della commistione tra i vari stili musicali e la musica popolare un'arte (qui abbiamo largo uso della fisarmonica, ad esempio), facendo uso di un linguaggio più ricercato e raffinato; un continuo inseguirsi tra parole e musica che dona alle canzoni di Max il tipico e riconoscibilissimo ritmo cadenzato. L'intero testo sembra descrivere il legame tra Jaime e Cersei, mettendo altresì in evidenza la venerazione di lui per lei, venerazione ormai divenuta però impossibile da sopportare, in un ideale dialogo tra Max Gazzè e Paola Turci. Il brano tratta del logorio e delle trasformazioni che inevitabilmente subisce un rapporto sentimentale nel corso del tempo. Emerge con ogni evidenza come egli sia il debole tra i due, tuttavia l'ho scelta per Cersei e non per Jaime perchè la canzone è chiaramente rivolta a lei. "[…] Chissà per quale patologia ti ho sentita e vista via via peggiorare nel modo, nel tempo.. Seduce te il fenomeno 'memoria' l'accadimento asciutto è principe di una storia d'amore che quasi muore ed esce senza avviso sulla porta. Non te ne sei accorta ma eri più bella e più gentile prima di finire in pasto all'indolenza. Prima dell'abuso a gomiti larghi del tuo corpo che mi era perfetto. Tu che ora tratti l'aspetto come un traditore.. 'Amore non perdere mai, ti prego, l'unico rimasto dei nostri fili di appartenenza, resto io con la mia presenza..' E resti tu innamorata nell'occhio che stringi a fessura PERCHE' VEDE L'OMBRA DI ME INNAMORATO ANCORA Ed incolpa il debole tra i due scegli dove meglio affonda la lama del tuo coltello ingorda nella fame del ficcare."
  13. Mi devo correggere, nel senso che io credo che Kendall sia un perfetto sunto tra Jaime e Tyrion agli occhi del padre, del primo ne incarna il figlio modello, l'erede designato ma, al pari di Jaime, si rifiuta di divenire un coacervo di autoritarismo e mancanza di empatia, cosa che il padre patriarca vorrebbe ed al pari di Tyrion mostra fin da subito le proprie fragilità e le proprie crepe, che Logan utilizza di continuo per svilirne la figura; e Roman è la versione, ovviamente mille volte meno profonda e complessa di Jaime agli occhi degli altri, e come lui rappresenta un po' il soggetto ancora immaturo e baldanzoso della royal family. Shiv, una grande delusione per me, inizialmente confidavo in un suo sviluppo coerente, ma concordo con te su quanto anche lei come Cersei si sopravvaluti alla grande. E d'altronde Logan come Tywin è un accentratore egoista e misogino che mai accetterebbe che la sua eredità venga raccolta da una figura femminile, alle quali non riconosce alcuna dignità e che considera alla stregua di semplici dame di compagnia e di sollazzo. Tywin non è amato da nessuno dei suoi figli, solo temuto e nel finale nemmeno stimato, proprio perché ha sempre anteposto il raggiungimento dei suoi obiettivi al loro bene. Non ha mai mostrato loro tenerezza, ha sempre preteso che essi diventassero ciò che egli desiderava, che poi era ciò che poteva essere più funzionale alle sue mire espansionistiche; ha mostrato più empatia verso Arya ad Harrenhal che verso di loro e lo stesso Jaime, pur essendo una sua proiezione, è stato vessato fino alla fine. Scritto benissimo, non c'è dubbio.
  14. @JonSnow; da amante ed estimatrice di Kurt ed in particolare di quella cover, non posso che concordare, tuttavia ho optato per l'originale sia per un doveroso omaggio al Duca Bianco, anch'esso sempre nel mio cuore, che per non ripetermi visto che qualche tempo fa postai la cover nel topic dedicato. La tua per Tywin si conferma ancora una volta una grandissima scelta, intima ed inquietante come solo i Portishead sanno fare e non a caso esprime totale assenza di senso di colpa, totale auto assoluzione; tutto può essere compiuto, persino i peggiori crimini, in nome del del potere da acquisire e del retaggio di famiglia da perpetrare ai posteri. Condivido quanto detto da @Iceandfire, se solo avesse lasciato un ponte aperto dentro di sé verso i propri figli e verso un alto senso di etica e morale, sarebbe potuto essere uno degli uomini migliori che Westeros abbia mai conosciuto. Un personaggio ad ogni modo mastodontico, affascinante e magnetico, da cui è impossibile non sentirsi attratti; belle tutte le vostre scelte, molte non le conoscevo, conoscevo invece la bellissima sigla di Succession proposta da @Figlia dell' estate (a proposito, grazie), altra serie a cui sono legatissima perché fin dal suo esordio mi ha dato l'impressione di assistere alla saga dei Lannister in versione moderna, abbiamo infatti, fatte le dovute differenze, un corrispettivo per ciascuno dei protagonisti (Logan/Tywin, Shiv/Cersei, Jaime/Roman, ed il mio preferito, Kendall/Tyrion, il killer che dovrà diventare tale per guadagnarsi un briciolo di rispetto paterno).
  15. Grazie per la dritta, è un pezzo dei Placebo che non conoscevo e che ora ho recuperato, in effetti oltre a calzare perfettamente con la malinconia del personaggio, tanto quello di ASOIAF che quello di GoT, è davvero carico di grande fascino. Andando al character odierno.. Giorno 9 - Tywin Lannister: Senza grandi giri di parole, poichè il titolo mi sembra essere già emblematico ed eloquente di suo, e perché ne abbiamo sviscerato vizi e virtù in lungo ed in largo, anche di recente, su questo Forum, per il patriarca di casa Lannister, colui che ha avuto a lungo il regno di Aerys Targaryen II in pugno e che ha tentato di allungare le proprie mire ed influenze anche su quello di Robert Baratheon, concedendogli in sposa sua figlia in uno dei matrimoni con meno amore che i Sette Regni ricordino, scelgo un pezzo di David Bowie che amo molto, sia in versione originale che come cover. Questo brano ha il merito di introdurre una delle chiavi di lettura dell'intera poetica di Bowie, quella del doppio, dell'alter ego, della dualità dell'uomo che, in quanto soggetto in continuo evolvere e divenire altro, non può che accettare tali cambiamenti, farli propri e piegarli al suo controllo (I never lost control): tale concezione dell'individualità come semplice contenitore dei molteplici mutamenti che un uomo attraversa, in maniera del tutto naturale, nel corso della propria vita, senza negarne alcuno, sarà presente per gran parte della sua carriera artistica e ne diverrà un po' il marchio. Tornando al brano, immagino dunque il caro Tywin affermare al malcapitato di turno, con la tutta la boria e l'arroganza che lo hanno sempre contraddistinto.. You're face to face with the Man who sold the world.
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