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porcelain.ivory.steel

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  1. porcelain.ivory.steel

    Vikings

    Bellissima disamina la tua, d’altro canto come abbiano detto tante volte Vikings non ha ancora finito di raccontarci la Storia e le storie di tutti questi grandi uomini e guerrieri. Già, Ubbe incarna l’ «our father’s dream», un sogno di prosperità e pace per il suo popolo che però, a causa di tutte le vicende contingenti da te elencate, mal si concilia con il momento storico in cui egli si trova a vivere. Dovrà districarsi tra le tante singolarità che reclameranno vendetta, gloria e rivalsa, e tentare di emergere e a sua volta e far emergere quella che è la propria visione delle cose. Io faccio il tifo per lui.
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    Vikings

    Ho trovato questo video molto intenso sulla personalità di Ubbe, Ubbe a mio avviso considerato a torto un debole, come egli stesso dice ai suoi fratelli, ad Ivarr in particolare. Notevoli i paralleli iniziali con Ragnar, una somiglianza che va ben oltre la fisicità. Ubbe infatti possiede la riflessività ed il cuore del padre, nonché innate doti da leader silenzioso; di contro, Bjorn ne ricorda la curiosità ed Ivarr la scaltrezza strategica e la grande intelligenza e visione d’insieme. Ma è Ubbe il maggiore dei figli che Ragnar ha avuto da Aslaug, e da buon fratello maggiore è anche il più protettivo, colui che più ha a cuore la sorte degli altri ed il benessere di Kattegat, incline al perdono tranne verso coloro che hanno ucciso il loro padre e Re, e, credo, verso colui che farà sanguinare il suo popolo, colui che non è disposto a condividere il potere. Si sente dare continuamente dell’inadeguato, come se la sua indole riflessiva e non incline alla belligeranza fine a se stessa sia sinonimo di poca consistenza caratteriale, di inefficacia; ad un certo punto si vede tradito anche dal fratello che egli sente più simile a lui, Hivtserk, quando questo sceglie di seguire la strada tracciata da Ivarr, quella della guerra ad oltranza ai sassoni, e decide per questo di allearsi con Lagertha, la grande e forte e saggia sovrana di Kattegat rea di aver assassinato sua sua madre, ma che ne riconosce il valore, la forza e la tenacia oltre l'apparenza mite. Il grande esercito pagano che ha vendicato la morte di King Ragnar è adesso diviso in due; da una parte un leader aggressivo, folle e spietato, assetato di sangue e gloria e legato profondamente alle sue radici vichinghe, Ivarr il Senz’ossa, Flagello del mondo; dall’altra coloro che poi incarnano i valori più genuini e primordiali, paradigmatici di Ragnar: Lagertha, un Ubbe finalmente conscio della propria forza e l’amato fratellastro Bjorn. Come si inserirà Rollo in questa guerra fratricida resta per me il nodo più interessante da sciogliere anche se mi sono fatta la mia idea.
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    Stagione 1 Considerazioni generali. (Spoiler GOT 1)

    concordo praticamente in toto con @Figlia dell' estate ed aggiungo come punto di forza, tra il serio ed il faceto, la freschezza generale di Emilia Clarke, quando ancora non era ciglioparruccata, insomma.
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    Vikings

    Ehm.. il secondo, ecco!
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    Vikings

    Si, come abbiamo detto molte volte una precisa corrispondenza storica non è il tratto predominante e caratterizzante della serie, nonostante questa sia dichiaratamente basata su vicende storiche reali e venga trasmessa su History Channel, canale americano che ha tra le sue missions quella di fare intrattenimento educativo e formativo. Basandoci sulle dichiarazioni degli showrunners, c’è da dire che le loro intenzioni sono state fin dal principio indirizzate a mostrare aspetti inediti e poco conosciuti del popolo e della società vichinga, come ad esempio il ruolo della donna nella società, donna che poteva scegliere di divenire guerriera e partecipare alle razzie ed alle scorribande esattamente come gli uomini, e che poteva anche divorziare e risposarsi, come nelle più moderne società. Hanno voluto far conoscere un popolo e la sua evoluzione, evoluzione che è stata così importante nell’Europa dei secoli successivi all’anno Mille , e l’hanno fatto attraverso il racconto sicuramente in parte romanzato della vita e delle gesta di una figura semi leggendaria, quella di Ragnar Lothbrok, e dei suoi “amici”, alleati e non. È uno scontro tra visoni, tra chi vuole preservare staticamente il potere acquisito e chi vorrebbe invece tentare di esplorare nuovi mondi ed approcciare nuove popolazioni e nuove culture non per sottomettere ma per creare ponti. Ovvio che in questo scontro qualcosa della realtà storica inevitabilmente va a perdersi perché si tende ad accavallare personaggi che storicamente non si toccano tra loro, ma che nella serie invece vengono presentati come coevi. Nel complesso, come dicevamo con @Menevyn, questo a me non dispiace purché la narrazione si mantenga sempre coerente ed attenta alle vicende generali, anche se effettivamente la figura ad esempio di Re Harald è molto più importante di quanto appaia nella serie; nella serie è indubbio che venga data più rilevanza ai Ragnarsson che ad altri personaggi storicamente più importanti, come pure si sa ormai che lo stesso Ragnar fu meno noto di suo figlio Bjorn. Nella serie mi pare di ricordare che il Veggente predica a Margrethe che Ubbe sarà re ma non di Svezia, per cui non dovrebbe morire. La vedo invece più dura per Hvitserk, che oltre ad avere un’evoluzione sempre un po’ castrata e monca risulta essere il meno interessante dei figli di Ragnar, quindi se dovessi scommettere sarebbe il prossimo ad essere sacrificato. Nel trailer tra i due mettono molto più in risalto Ubbe, oltre al solito Ivarr, ed anche questo per me è indicativo in tal senso.
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    Vikings

    Ah ok.. no sono abbastanza certa che non sia Porrun, a meno che non abbiano re castato l’attrice. All’inizio pensavo fosse la schiava che Ivarr bacia all’inizio della 5 season, ma rivedendola in quella scena e comparandola con questa (che è presente anche nel primo trailer) mi sembra evidente che non sia la stessa attrice. Quindi nulla di più facile che sia un nuovo personaggio.
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    Vikings

    Oddio non mi sembra di vederla.. dove? Dovrebbe avere il viso sfregiato e non mi pare di vedere ragazze col viso sfregiato.
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    Vikings

    Nuovo trailer rilasciato sulla pagina Fb ufficiale della serie tv, ma nulla di nuovo sotto il sole. Tocca aspettare ancora poco meno di due mesi.
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    ADWD - Il drago di Grande Inverno

    Nemmeno io in questo momento ho ricordi di rimandi a draghi di ghiaccio, ma cercherò; sarebbe l’ennesimo dualismo ghiaccio/fuoco di cui è piena la storia. Non so quanto però in questo caso si potrebbe parlare di drago di ghiaccio e non di fuoco se si tengono in considerazione tutti gli indizi (che per me possono benissimo rimanere tali), indizi che, come sassolini, il nostro Pollicino/zio Martin lascia cadere di tanto in tanto. Come dicevamo ieri, tutto ciò che riguarda Grande Inverno, dalla sua fondazione ai giorni nostri, passando per il periodo della Conquista, è avvolto da un alone di mistero su cui ancora non si è fatta luce. Basti pensare a quanto dicevamo qualche tempo fa in un altro topic sulle misteriose esecuzioni e/o sacrifici che vi si compivano anticamente. Si corre sempre il rischio che tutto finisca in leggenda, sarà che il Nord con le sue tradizioni popolari, le sue credenze, i suoi miti si presta meglio di altri posti a questo tipo di suggestione. Per me un minino di indizi per speculare Martin ce li ha dati, poi ovvio che conosciamo ancora troppo poco sul passato di Winterfell e del Nord in generale per sviluppare teorie che siano sia credibili che coerenti. Come possa questo eventuale drago inserirsi nella trama generale per ora resta anche per me un grande punto interrogativo.
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    ADWD - Il drago di Grande Inverno

    Ah si, scusa, anche io rileggendo quanto hai scritto mi sono resa conto del fraintendimento. È vero, noi forumisti ci faremmo stare il mondo intero sotto le Cripte.
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    ADWD - Il drago di Grande Inverno

    È vero, in quel passo specifico, che poi è quello immediatamente successivo a quello citato da me all’inizio, è evidente che quelle di Bran sono percezioni animalesche miste a coscienza umana. È quello che più mi porta ad escludere razionalmente che la figura alata vista da Bran sia realmente un drago, e poi appunto come avrebbe fatto a sopravvivere per oltre un secolo senza nutrimento ed in cattività, ammesso anche che fosse dormiente? Tuttavia la durata della permanenza della figura stagliata in cielo mi ha fatto riflettere, a maggior ragione se confrontata con la cometa avvistata in tutta Westeros dopo la nascita dei draghi di Dany. Quella che vede Bran è una figura che invece scompare subito dopo. Come anche la differenza tra la Prima Fortezza, completamente distrutta, ridotta in pezzi, ed il resto del castello che, seppure arso e danneggiato in più punti (come leggiamo nei POV di Theon in ADWD), rimane sostanzialmente in piedi, integro sia nelle fondamenta che nelle mura. Boh, una precisazione per me inutile se non servisse a rimarcare una differenza tra questo fortilizio ed il resto. È pur vero che essendo stata la primissima costruzione ad essere eretta probabilmente i materiali erano diversi, meno possenti del granito che è stato utilizzato successivamente. Insomma, ci può stare questa spiegazione. Probabilmente è uno dei tanti scherzetti che ci gioca Martin.
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    ADWD - Il drago di Grande Inverno

    Ma difatti la mia premessa è stata che sono pure speculazione ed anche fantasiose. Ho specificato che per me non si tratterebbe ne’ di un uovo di drago, tanto meno di un cucciolo, ne’ che esso si troverebbe nelle Cripte bensì al di sotto della Prima Fortezza, ambienti attigui ma non identici. Per quanto riguarda la possibilità che un drago possa aver stanziato seppur brevemente a Grande Inverno all’incirca nella fase iniziale di quelli che sono passati alla storia come gli eventi della Danza dei Draghi, SPOILER TWOIAF Insomma, si specula e basta; su tutto il resto anche io trovo assai improbabile che una bestia di tali dimensioni e proporzioni potesse anche solo rimanere “in letargo”, prima che qualcosa o qualcuno la risvegliasse. Ma, ipotesi per ipotesi, le sorgenti calde di Grande Inverno sono da sempre una peculiarità piuttosto singolare in terre aspre e gelide come quelle del Nord.
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    ADWD - Il drago di Grande Inverno

    Riprendo questa vecchia discussione cercando di aggiungervi delle mie riflessioni dopo aver riletto alcuni brani di ACOK; non mi sembra che nel frattempo sia stato aperto un topic ancora più specifico sull’argomento, ma se così fosse si potrebbero accorpare. La mia attenzione è stata richiamata inizialmente da una sorta di apparente specularità tra il prologo di ACOK ed il POV conclusivo, Bran VII: dico apparente perché in entrambi l'incipit del capitolo è affidato ad un’apparizione in cielo, mentre però nel prologo i pensieri di maestro Cressen ci rivelano con assoluta certezza che si tratti di una cometa, anzi, della cometa, in Bran VII, cito, “..nel cielo vide un grande serpente alato il cui ruggito era un fiume di fiamme. Snudò i suoi denti, ma a quel punto il serpente si era già dileguato. Dietro le mura, alti fuochi salivano a divorare le stelle”. Quindi, sebbene il temine fiamme in particolare mi avesse indotto quasi automaticamente a pensare in un primo momento che si trattasse della stessa cometa che dal prologo, attraverso tutto il secondo volume, ritorna nel capitolo conclusivo, ad una seconda e più attenta lettura mi appare invece qualcosa di totalmente differente. Come diceva qualcuno in precedenza, non credo che il solo fatto che Bran sia in quel momento wargato in Summer giustifichi l’aver potuto non riconoscere i segni caratteristici di una cometa, poiché la sua coscienza di ragazzo permane, ma ciò che a mio parere è determinante nel capire che si tratta di due visioni diverse è la permanenza del “serpente alato” in cielo: da come ne parla Cressen infatti mi sembra di capire che la cometa su Dragonstone sia già apparsa da diversi giorni, mente quella di Bran è chiaramente una visione fugace, repentina, veloce, tanto che quando Summer snuda i denti non la vede già più. Vede però alti fuochi a divorare le stelle. E qui passo alla seconda parte di ciò che mi ha colpito: sempre a prima vista i fuochi sembrano essere certamente quelli dovuti al sacco e successivo incendio di Grande Inverno ad opera del bastardo Bolton, ma più avanti nel POV, appena riemersi i sei dalle Cripte dove si erano nascosti, leggiamo: “[...] rimasero immobili nell’ombra della Prima Fortezza, o meglio di quanto ne rimaneva. Un intero lato dell’edificio aveva ceduto ed era crollato. Pietre e doccioni distrutti erano disseminanti per tutto il cortile. «Sono caduti da dove sono caduto io» pensò Bran nel vederli. Alcuni doccioni si erano frantumati in così tanti pezzi da indurlo a chiedere come avesse fatto a restare vivo. [...] La Prima Fortezza era in disuso da centinaia d’anni, ma adesso era davvero ridotta a un rudere. Al suo interno, pavimenti e travature erano bruciate completamente. Dove il muro era crollato, si poteva vedere direttamente dentro le stanze, perfino nelle latrine. Eppure, dietro di essa, la Torre Spezzata continuava ad ergersi, non più bruciata di prima. [...] «Abbiamo fatto abbastanza baccano da svegliare un drago» disse Osha”. Abbiamo dunque la Prima Fortezza completamente crollata, con i doccioni, i gargoyles (presenti anche a Dragonstone) frantumati in mille pezzi al punto che Bran non si capacita di come lui sia rimasto in vita pur cadendo dalla stessa torre; una Prima Fortezza, in sintesi, che potremmo definire quasi sventrata, che permette di vedere attraverso le stanze adiacenti. Come se qualcosa di immane fosse emerso da essa. Sembra poi quasi un easter egg la frase di Osha. Ma la cosa si fa ancora più anomala se si pensa a quanto si legge poco dopo: “Le grandi mura di granito rimanevano, annerite qua e là dagli incendi, ma per il resto intatte.” Quindi si direbbe che è soltanto la Prima Fortezza ad essere distrutta, ridotta letteralmente in pezzi, nessun altro ambiente. Quello che sappiamo dalle leggende è che la Prima Fortezza venne eretta da Brandon il Costruttore dopo la prima Lunga Notte e che quello che attualmente conosciamo come Grande Inverno è invero un complesso di fortilizi edificato in epoche successive, dei quali però la Prima Fortezza, insieme al grande albero-diga, rimane l’edificio originario attorno al quale si è sviluppato tutto il resto; sappiamo poi da AGOT, POV Catelyn Il, che i quartieri privati di Lady Stark si trovavano precisamente all’interno di essa, e che erano i più caldi del castello poichè attraversati da sorgenti calde sotterranee che mantenevano gli ambienti caldi ed umidi anche durante gli inverni più rigidi, al punto da ricordarle Delta delle Acque. “Per Eddard quel calore rappresentava un problema. Gli Stark erano gente fatta per il freddo, le ripeteva in continuazione. Al che lei rideva, rispondendo che forse Brandon il Costruttore aveva eretto il castello nel posto sbagliato.” Per concludere, non ho mai dato peso alla teoria secondo cui nelle Cripte si trovi un uovo di drago donato da Rhaegar a Jon/Aegon come da antica tradizione Targaryen, ma se invece un drago si fosse realmente liberato (non schiuso, altrimenti sarebbe ancora cucciolo quando Summer/Bran lo vede) sotto la Prima Fortezza, magari in conseguenza dell’aumento di calore causato dell’incendio? Certo, sarebbe difficile da giustificare visto che successivamente non mi pare si faccia mai menzione di nulla di simile, e presumo che un "serpente alato" oltre la Barriera fosse una presenza abbastanza inconsueta per cui facile da notare. Se così fosse, come potrebbe conciliarsi tutto questo con successivi eventi? (Parlo ovviamente solo e soltanto dei libri, poiché in GoT non è stato inserito nessun seppur minimo riferimento in tal senso). Sono teorie abbastanza fantasiose, ma la presenza dei Gargoyles a Dragonstone e poi sulla merlatura della Prima Fortezza unita alla descrizione simile ma anche molto diversa della presunta cometa nel prologo e poi nel capitolo conclusivo del libro mi hanno fatto arrovellare un po’ su questa cosa.
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    Stannis Baratheon, l'enigmatico.

    @Iceandfire certo, vista in quest’ottica la morte di Stannis ha già più senso anche per me, in sostanza visto e considerato che il suo arco narrativo era giunto a conclusione, tra l’altro nel modo umanamente peggiore possibile, ma di certo con un estremo atto di coraggio, gli hanno concesso pietà umana non mostrandone la capitolazione, ma lasciandola comunque intuire. Ci sta. Sì, anche per me egli ha sperato fino alla fine di riuscire a portare Jon dalla sua parte non solo perché consapevole che Jon fosse la chiave per arrivare ad avere anche l’appoggio dei Bruti, ma per una vera e propria scelta politica. Egli intuiva di che pasta fosse fatto Jon ed ha fatto leva su una verità inconfutabile, ossia la eterna ossessione del ragazzo di essere riconosciuto come un vero figlio di Ned Stark. Gli ha offerto Grande Inverno, ma gli ha anche dimostrato grande fiducia e rispetto, concedendogli le sue navi per la missione ad Hardhome. Quello con cui Stannis però non aveva fatto i conti era la grandissima lealtà di Lord Snow, che seppur tentato ha scelto ancora una volta di tenere fede al suo giuramento. Ed in fondo anche questo ha contribuito a cementate tra i due un rapporto di reciproca stima. Credo che Stannis abbia risentito moltissimo della defezione di Melisandre, una defezione che, anche alla luce di quanto egli aveva sacrificato solo poco prima per cercare di compiere il suo dovere fino in fondo, è stata per lui il colpo definitivo. Stannis era ambizioso ed ancor di più nutriva una voglia di rivalsa sentendosi ripetutamente ed ingiustamente messo da parte da Robert e da questo sottovalutato. Ha sempre però saputo mettere l’interesse del reame al di sopra del proprio, e devo dire che difficilmente riesco ad immaginare un sovrano più giusto di Stannis; più saggio, più pragmatico, più diplomatico sicuramente.
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    Stannis Baratheon, l'enigmatico.

    Concordo, e concordo anche con chi precedentemente ha scritto che alcune scelte degli autori dello show hanno mandato in confusione lo spettatore, poiché non vediamo alcuna ritrosia da parte di Stannis nell’acconsentire all’utilizzo della magia del sangue contro il suo stesso sangue - e mi riferisco tanto a Renly quanto a Gendry, parlando solo di serie tv - ma poi lo vediamo, giustamente, turbato e titubante, portato al limite delle proprie capacità e di leader di un esercito e di padre quando c’è da sacrificare la sua unica figlia. Insomma, per un lettore è tutto molto chiaro, per chi ivece è solo spettatore lo è un po’ meno. E quando gli autori compiono la scelta di tagliare fuori un personaggio del genere, ripeto, facendo assorbire parte del suo arco narrativo a qualcun’altro (Jon) a mio parere sarebbe bene se trattassero quello stesso personaggio con maggior rispetto per la scrittura originaria. Poi, se anche nei libri forse la riconquista di Winterfell in un modo o nell’altro sarà ascrivibile a Jon, mi starà anche bene, se Martin ha deciso così. Ma la morte off screen di Stannis è una delle cose che meno mi è piaciuta in sessantasette episodi. Tornando alla domanda iniziale posta dall’autore del topic, come detto Stannis inzialmente non ha idea di cosa realmente troverà alla Barriera, di quale nemico dovrà combattere e di quale entità esso sia: di certo pensa che la natura di tale nemico sia umana e non sovramumana, poiché risponde alla richiesta dei Guardiani della Notte di mandare rinforzi contro l’esercito di Mance. Ma, una volta lì, osserva ed ascolta tutto e tutti, non sottovaluta nulla di ciò che gli viene raccontato, nemmeno quando gli si parla di Estranei che ritornano. E questo perché lui è un uomo pratico e risoluto, abituato a compiere il suo dovere e a non tralasciare nulla per raggiungere tale scopo, a prendere tutto sul serio, a volte anche troppo (come dimostra il siparietto della pesca di Renly). Incita Samwell a continuare a cercare informazioni sugli Estranei e sulla Lunga Notte, quando sappiamo che nemmeno i grandi maestri della Cittadella lo fanno. Di certo il suo obiettivo primario inizialmente era quello di portare aiuto ai GdN per poi convincere il loro Lord Comandante a sposare la sua, di causa. Ma una volta resosi conto del VERO pericolo, una guerra non tra un manipolo di eserciti per il trono di scheletri ma tra i vivi ed i morti, egli abbraccia anche questa causa. Si può quindi dire in ultima analisi che l’influenza di Melisandre, tanto discussa, sia servita per lo meno a rendere Stannis più predisposto a tenere in seria considerazione anche un pericolo di questo tipo.
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    Stannis Baratheon, l'enigmatico.

    Io personalmente non disprezzo affatto lo Stannis di D&D, per me Dillane ne è l’interprete perfetto e questo fa capire quanto per me sia riuscito anche lo Stannis televisivo; quello su cui invece ho molte remore è quanto fanno vedere da Grande Inverno in poi, cioè il nulla seguito da una morte che non soddisfa le mie aspettative, come non mi soddisfano le morti di Ditocorto e quella (probabilissima ma non scontata) del Pesce Nero. Sono personaggi fondamentali nell’economia della trama, e se su Brynden Tully ci sono delle attenuanti date dal fatto di non avergli dato mai più di tanto spazio nello show, per gli altri due non riesco a capire la logica di tanta frettolosità nelle dipartite, tutto qui. Per il resto per me Stannis giganteggia anche in GoT, mi sono piaciute moltissimo le sue interazioni prima con Davos e poi con Jon, il sarcasmo sottile e tagliente che ha il pregio di renderlo a tratti meno granitico, il suo essersi affidato a Melisandre sempre con poca convinzione, più per dovere che per reale persuasione, ed i dubbi e le lacerazioni che traspaiono nella fase finale, culminata con il rogo di Shireen, non fanno altro che aggiungere umanità e spessore ad un personaggio già di suo enorme. Io di enigmatico in lui vedo ben poco, a dire il vero: è uno degli uomini più giusti, intransigenti e leali dei Sette Regni, mette subito sul piatto le sue aspirazioni, aspirazioni che gli vengono da una legittimità di sangue e non da ambizione personale, ambizione che di certo non gli manca ma che sa posporre rispetto a quelli che sono i suoi doveri, verso suo fratello Robert prima e verso il regno poi. Stannis non gioca, Stannis non bluffa, Stannis pone le sue condizioni poiché è a conoscenza del fatto che i figli di Robert non sono legittimi, e rivendica con forza ciò che gli spetta. È Renly ad uscire fuori dal seminato, e a sfidarlo, Stannis non ha piacere a prendere le armi contro di lui. Il fatto che non riesca ad ispirare amore e lealtà nei suoi sudditi ed alfieri, differentemente da quanto riesce con naturalezza ai suoi fratelli, è per lui motivo di amarezza e dispiacere, eppure mai, nemmeno per un momento, egli abdica a questa sua natura così spigolosa, rimane sempre fedele a se stesso, tanto è vero che è la stessa Cersei, durante l’assedio di Approdo, a crucciarsi del fatto di non poter in alcun modo sperare di sedurre Stannis per ottenerne pietà.
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    Covers & Unplugged: Quando una Canzone diventa Leggenda....

    Ho sempre pensato che le covers, per quanto ben riuscite, difficilmente possano eguagliare e/o superare in intensità gli originali; in questo caso invece trovo che la cover dei Nirvana di The Man Who Sold The World sia davvero convincente, al punto che lo stesso David Bowie si disse felice della scelta di Kurt di farne una cover. Questa è la versione unplugged.
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    Eserciti Guerra dei re

    Potrei ricordare male ma non mi pare che ci venga mai mostrato che l’esercito Tully - Delta Delta Acque si arrende ai Lannister, tanto è vero che, come dicevamo in una discussione precedente, vediamo solo che alla fine della sesta stagione Jaime viene mandato al castello per riconquistarlo in nome della corona e riconsegnarlo ai Frey, ai quali viene assegnato come bottino di guerra per il tradimento delle Nozze Rosse ai danni degli Stark. Nella serie, come anche nei libri ma li ci viene spiegato meglio, il Pesce Nero (zio di Cat) continua a tenere Delta delle Acque per la sua famiglia, certo, ma anche per gli Stark, tanto che sul castello come Jaime gli fa notare continua a sventolare il vessillo del metalupo. Di fatto Brynden Tully non si arrende mai ai Lannister; è Edmure che lo fa. È questo, presumo, il motivo per cui Sansa manda Brienne a chiedere allo zio supporto per la battaglia per riconquistare Grande Inverno. Perché si aspetta che i Tully continuino ad onorare il giuramento fatto a Robb, nonché per la parentela con la loro madre.
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    serie tv

    Io ho intenzione di iniziarla a breve.
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    ottava stagione - leaks e speculazioni

    Il rischio che anche Varys subisca l'effetto Ditocorto, ossia un personaggio grandioso la cui morte viene ridotta - per necessità di tagliare trame - a qualcosa di sbrigativo e grossolano c'è. Non credo però sarà una cosa altrettanto priva di coerenza e costrutto come è stata quella del primo, perché come tu dici ce la stanno propinando, questa storia della voce udita tra le fiamme, da troppo tempo perché non le diano sufficiente spazio, tra l'altro anche Mel ci ricorda che il destino del ragno tessitore è strettamente interconnesso con la guerra imminente. Interessante, e molto, l'ipotesi che potrebbe essere proprio Tyrion a porre fine alla vita di un uomo che, per un motivo o per un altro, si é assunto l'onere ed il rischio di farlo fuggire da Approdo dopo l'assassinio di Tywin. Tuttavia non credo che ciò che Varys ha udito tra le fiamme sia da ricollegare al folletto in alcun modo, o se ne sarebbe tenuto bene alla larga. Vedremo.
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    ADWD - Prologhi ed Epiloghi.

    Rileggendo per necessità alcuni passaggi delle Cronache, dato che dopo una prima lettura necessariamente qualcosa o tanto si perde, soprattutto dei primissimi capitoli, ho dedicato particolare attenzione a prologhi ed epiloghi dei vari libri. Mi chiedo, e vi chiedo, quali secondo voi sono, a gusto del tutto personale, i migliori, i più interessanti, i più indicativi, e perchè. Inizio io, col primo prologo, il mio preferito, quello di ACOK. In esso facciamo la conoscenza di un altro pretendente al Trono de Sette Regni, Stannis Baratheon, fratello minore del defunto Re Robert, legittimo erede dei Sette Regni (poichè egli sostiene con forza che i figli del fratello Robert e di Cersei Lannister sono tutti illegittimi perchè frutto di incesto), e Lord della Roccia del Drago, roccaforte dell'antica dinastia Targaryen. Ma prima ancora conosciamo maestro Cressen, ormai vecchio e provato, alla fine della sua vita e del suo servizio, eppure ostinato e fermo nel suo proposito di non lasciare il ragazzo, ora re, che per tutta la vita ha servito à la mercè di una nuova religione e di una probabilissima disfatta.. "because the night is dark and full of terrors", come suole a mo' di mantra ripetere la sacerdotessa rossa, la terribile e temibile Melisandre di Asshai. Conosciamo dunque maestro Cressen, Melisandre, Stannis, sua moglie, la regina Selyse, e la loro figlia, la principessa Shireen, una sfortunata e triste bambina ("la bambina più triste che maestro Cressen avesse mai incontrato") il cui viso porta i segni della malattia e della maledizione che l'ha quasi uccisa, e del suo unico amico/giullare, Macchia, con i suoi enigmatici refrains. Conosciamo ser Davos Seaworth, cavaliere ed amico fedele e leale di Stannis nonché astuto ex contrabbandiere, che fa il suo ingresso nella saga portando al suo re poche notizie, quasi tutte negative, e nessuna speranza, ma verità. Conosciamo le origini della Roccia del Drago, con le sue guglie e le sue torri a forma di draghi, nate da arti magiche ed incantesimi dei Targaryen in fuga da Valyria, un tempo loro roccaforte, ora una sperduta ed isolata insenatura in cui il legittimo erede dei Sette Regni si sente ingiustamente confinato. Scopriamo poi dell'assedio di Capo Tempesta, dimora dei Baratheon, durante la Ribellione di Robert, di quanto difficile sia stato per Stannis tenerla, e di come solo l'insperato soccorso del Cavaliere delle Cipolle abbia fatto sì che la resistenza non cedesse. Veniamo a sapere delle antiche ruggini tra Robert, Stannis e Renly, e di come tutti loro siano stati accuditi ed istruiti dallo stesso Cressen alla morte dei loro genitori; cominciamo a sondare la personalità di Stannis, sovrano tanto austero quanto giusto, al limite dell'orticante. E veniamo a contatto per la prima volta con un nuovo culto proveniente da Oriente, quello di R'hllor, quello della rossa sacerdotessa Melisandre, diverso sia dal culto dei Sette Dèi dell'Occidente che da quello degli antichi dèi del Nord. Un fuoco che purifica e che pretende sacrifici di ogni tipo, un culto che promette la venuta di un nuovo Eroe contro le tenebre e l'oscurità che stanno per arrivare. E vediamo un primo segno di cotanta potenza, un primo sacrificio che il Dio della Luce esige. Il fuoco di questo secondo prologo contrapposto al ghiaccio del primo. Motivi che ritorneranno. In entrambi i prologhi, coloro che ricordano, coloro che hanno memoria di ciò che è stato in tempi remoti, si prendono la loro rivincita su quelli che invece la memoria non l'hanno più o, se ancora l'hanno, la sbeffeggiano, relegandola a superstizione, poco più che leggenda. Insomma, un prologo ricco di spunti e che getta le basi di molti tra i più interessanti nodi e chatacters di tutta la saga.
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    ADWD - Prologhi ed Epiloghi.

    Sì, l’ho scoperto poco fa in effetti, ma rendono bene l’idea.
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    ADWD - Prologhi ed Epiloghi.

    Ecco, io ad esempio non lo avevo letto sotto quest’altra luce ma ci sta. Di certo Martin, man mano che procede con la scrittura, abbandona le atmosfere ancora un po’ sweet summerchild dei primi libri in favore di altre più cupe ed inquietanti, e questa cosa mi pare evidente fin dal prologo di AFFC (che però devo rileggere), dove si abbandonano quasi del tutto le questioni prettamente “umane” e ci si immerge nell’occulto, nell’elemento magico, nelle candele di ossidiana che bruciano dopo centinaia di anni nello studio di Marwyn il Mago, alla Cittadella. Inoltre questa tua lettura mi sembra corretta anche per un altro motivo, vale a dire per i continui rimandi al cannibalismo che proprio nel corso di ADWD vengono fatti. Non c’è dubbio che questo prologo, per me davvero uno dei più interessanti, serva ad inserire diverse questioni che verranno dipanate più avanti. Concordo poi con @Lord Beric, sia a livello cartaceo che televisivo il prologo di AGOT ha il grandissimo merito di inchiodare il lettore/spettatore e di trascinarlo poi alla scoperta dell’universo martiniano. Ed è una scelta molto astuta da parte dell’autore quella di presentarci subito il pericolo, qui inteso sia come gli Others sia come il grande gelo, per poi dimenticarsene per ben due volumi, e ripescarlo soltanto nel prologo di ASOS. Mette sin da subito le carte in tavola, ci mette al corrente dei pensieri del disertore e del perché i tre confratelli dei Guardiani della Notte vadano incontro al pericolo, al nemico; noi però veniamo subito dopo risucchiati dalle vicende politiche del gioco del trono, e, distratti dalle storie avvincenti dei tantissimi personaggi che ne fanno parte, finiamo ben presto col dimenticarcene. Dimenticarci di ciò che abbiamo subito appreso, dimenticarci di ciò che non dovrebbe essere dimenticato. Eppure AGOT si apre con poche semplici parole, le tenebre stavano avanzando, parole che ci permettono di cogliere fin da subito l’atmosfera precisa di quanto stia avvenendo. Martin in questo prologo si diverte a giocare con i lettori, anche quando fa dire a Gared, il più anziano tra i confratelli, “ciò che è morto resta morto e noi non dovremmo averci niente a che fare”, che suona un po’ beffardo alla luce di quello che scopriremo da lì poco.
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    ottava stagione - leaks e speculazioni

    Sì, ho visto il video ma non lo avevo collegato a questa notizia appena letta. Ad ogni modo, a giudicare dalle reazioni abbastanza imbarazzate/terrorizzate degli altri anche a me pare di capire che non fosse nulla di preparato. Sui social mi pare di capire che si inizi a parlare di Tyrion e della sua “morte” ma non ancora dello spoiler di frikidoctor; una spiegazione che potrei dare è che secondo me per la maggioranza di quelli che seguono lo show gli spoilers hanno principalmente lo scopo di fornire indicazioni generiche sulle sorti della serie, pochi si arrovellano sui motivi che, nel caso specifico, porterebbero alla morte di Tyrion.
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    ottava stagione - leaks e speculazioni

    Mi sono imbattuta poco fa in un articolo che sta circolando sui social secondo il quale Steve Kullback, supervisore degli effetti visivi di GoT, in un’intervista al termine della cerimonia di premiazione dei Creative Arts Emmy Awards 2018 si sia lasciato sfuggire un inquietante “non possiamo dire in quale episodio Tyrion muore..”, subito dopo aggiungendo, o meglio correggendo “..o non muore.” Questo a mio avviso può voler dire tutto come può non voler dire nulla, ma il fatto che gli unici - anzi l’unico - spoilers trapelati fino a questo momento sull’ottava stagione riguardino tutti Tyrion mi lascia pensare.
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