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Pongi

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  1. Tutto è fuori contesto in dirty dancing. A parte che a me non piace e non ho mai capito i motivi del suo successo, sembra un film ambientato negli anni 80 in cui la gente per gioco si sia vestita come negli anni 60. Per non parlare dell'obbrobrio di quella tipica musica disco nella scena del ballo
  2. Scusate, non avevo letto bene il regolamento se volete cancello il post e cerco di guadagnarmi onestamente il diritto di postare! Grazie, Lady Monica
  3. Ma che bello questo thread, vi adoro Ho provato ad andare indietro e guardarne un po' e non ne ho indovinato neanche uno, che zappa sono Ma posso proporre qualcosa anch'io? Vi metto questa, è uno dei miei libri preferiti: E giù in fondo un universo dalle pareti coperte di fuliggine, un mondo di cloche e pantani, un mondo di larve e di bestie, con esseri senz'occhi che si tirano dietro carcasse animali, e mostri demoniaci dal corpo di uccello, pesce o maiale, e cadaveri disseccati, scheletri vestiti di una pelle giallastra, impietriti in una posa da vivi, e fucine popolate da ciclopi inebetiti con grembiuli di cuoio nero, l'unico occhio protetto da un vetro blu incastonato in un pezzo di metallo, che martellano con mazze di bronzo degli scudi splendenti.
  4. Dipende da quanto questo termine è normalmente usato nel parlare di tutti i giorni. Prendi il termine "medico". Come lo femminilizzi? Medica esiste solo sui vocabolari, medichessa fa più riferimento a figure dell'antichità (stregone, guaritrici) che alla professione contemporanea, e suona piuttosto comico. Dottoressa, come sostantivo e non come appellativo preposto al cognome, è usato tipicamente proprio da quelle persone che non si capacitano che una donna faccia il medico ("Ah, lei è dottoressa?" è un classico di quelli che fino a un minuto prima erano convinti che fossi un'infermiera, solo perché sei una donna). Per me non c'è un senso o un non senso. È un problema che un soldato armato di mitraglietta a guardia di una caserma sia " una sentinella?" Esistono mozioni parlamentari per ribattezzarlo "sentinello" quando è un maschio?
  5. Io, da esponente di una di queste famose professioni declinate al maschile, posso dire che per quanto mi riguarda non me ne può fregar di meno. Queste acrobazie linguistiche sono un contentino, quello che conta è la parità di opportunità nella sostanza e lì ci si arriva gradualmente, per evoluzione naturale della società, non certo perché qualche linguista zelante cerca di imporlo dall'alto. Qualcuno si è mai turbato perché "le guardie" sono indicate da un sostantivo femminile pur essendo quasi tutte uomini? Direi di no. Per i nomi declinati al maschile mi sembra uguale, sono nomi di fatto neutri: pretendere che per le donne venga usata la versione femminile mi sembra in fondo un modo per rimarcare la differenza tra le donne e gli uomini che fanno quel lavoro, come se fossero due categorie diverse. Che è esattamente quello che le dirette interessate non vogliono, ed è il motivo per cui sono generalmente contrarie.
  6. Un esempio di questo tipo di piatto che aveva attirato la mia attenzione è una zuppa di pesce e molluschi nella forma di pane che mangia Tyrion, durante non ricordo quale dei suoi viaggi in nave. Mi sono detta "io questa cosa la conosco" e dopo un po' mi è venuto in mente: era un clam chowder! Mi sono allora chiesta quanti dei piatti menzionati in ASOIAF siano realmente esistenti, o esistiti in passato. Suppongo molti, Martin mi sembra un buongustaio
  7. Mancando le news, rimangono solo le speculazioni
  8. Da noi non è ammesso alcun visitatore, salvo casi limite. Neppure i colloqui dei familiari coi medici, che avvengono unicamente per telefono. Sto a Genova
  9. Il ministro Speranza tiene fede al suo nome, ma fa i conti senza l'oste. Siamo ancora nella fase dei test di tollerabilità: si somministra il vaccino a volontari sani, in doppio cieco (cioè metà riceve il vaccino e metà un placebo, senza che nessuno sappia chi) e si va a vedere che effetti collaterali hanno i vaccinati. Qui sembra che siamo messi abbastanza bene, per ora grandi guai non se ne sono visti. Una volta assodato che il vaccino è sicuro, bisogna capire se è anche efficace. Per capirlo hai due modi: il più semplice è il solito doppio cieco, lasci passare un ragionevole lasso di tempo e vai a vedere se i vaccinati si sono ammalati meno. Quanto tempo? Un bel po', ovviamente, perché il virus ora non è molto diffuso, le probabilità di contagiarsi spontaneamente abbastanza poche e per raggiungere la significatività statistica un certo numero di malati almeno nel gruppo dei controlli lo devi avere. Un metodo più rapido è quello di esporre i partecipanti allo studio al virus; ma questo pone enormi problemi etici, perché metà di queste persone in realtà riceve solo un placebo. D'accordo che partecipano volontariamente, ma metti che qualcuno si ammali e muoia? Te la immagini la reazione dell'opinione pubblica? Tutto questo supponendo che almeno qualcuno di questi vaccini si dimostri sicuro ed efficace, quanto basta per passare a vaccinare popolazioni selezionate come gli operatori della sanità. Ma noi questo ancora non lo sappiamo. Né, ovviamente, possiamo sapere quanto a lungo questa eventuale immunità sia destinata a durare... Il vaccino disponibile a Gennaio al di fuori dei trials a me parrebbe un miracolo, francamente.
  10. La situazione adesso in realtà è buona, i contagi sono pochi: nel mio ospedale da un mese non ci sono più affetti, e considerate che al picco ne avevamo più di 160, praticamente metà dei letti disponibili. Ma è buona perché, nonostante polemiche, negazionismi e complottismi vari, la gente mediamente continua a rispettare le misure di distanziamento. Dobbiamo tutti farcene una ragione, il distanziamento andrà mantenuto finché non arriva il vaccino. Che non succederà né oggi né domani: le sperimentazioni sui volontari sani sono appena iniziate, prima che siano abbastanza avanti da potersi fare un'idea se qualcuno di questi vaccini funziona e cominciare a vaccinare estensivamente la popolazione di tempo ne passerà ancora un bel po'.
  11. È quello che penso anch'io. L'unica spiegazione logica che riesco a darmi è che, una volta morto Viserys e nati i draghi, si siano resi conto che Dany non era più controllabile e che la situazione stava sfuggendo loro di mano; che abbiano a questo punto deciso di tirar fuori un nuovo pretendente, ricattabile in caso di necessità con la minaccia di rivelare che in realtà è un impostore.
  12. Mi fate per la prima volta ragionare su questa cosa e ci sono veramente troppe cose che non mi tornano. L'unica che tutto sommato non mi pare un problema è la questione di "quando" Varys e Illyrio avrebbero concepito la faccenda della sostituzione: per me nulla osta a che sia stata pianificata a priori, non trovo che fosse necessaria l'irriconoscibilità della faccia perché la sostituzione andasse in porto. I neonati si somigliano un po' tutti per chi non li conosce bene, e tutti quelli che conoscevano Aegon abbastanza bene da distinguerlo da un altro neonato biondo qualsiasi erano morti. In ogni caso la sostituzione doveva essere stata per forza organizzata con la complicità di tutte le persone vicine al bambino, che anche se fossero rimaste in vita non avrebbero presumibilmente parlato. Quello che io non riesco invece a spiegarmi in nessun modo è altro. Se il progetto di Varys è Illyrio era quello di rivendicare il trono per il giovane Aegon, vero o falso che fosse, a che scopo tenere in vita Viserys e Daenerys? Potevano solo essere d'ostacolo. Viserys sicuramente, e nulla prova che nei piani di Illyrio ci fosse la sua morte a prescindere: se non fosse stato così scemo sarebbe rimasto in vita. Se invece il fulcro del progetto era Daenerys, che certezza potevano avere che avrebbe acconsentito, un domani, a sposare Aegon? E in ogni caso, a che scopo farla sposare con Drogo se il progetto era quello di riunire i due "Targaryen"? Le probabilità che Drogo ci lasciasse le penne, per una concatenazione di circostanze così strampalata oltretutto, erano pochissime. Per quel che ne sapevano loro quando i due Targaryen erano bambini, Viserys avrebbe potuto essere un abile stratega e un ottimo futuro re e loro e f-Aegon attaccarsi al tram. L'unica possibilità è che loro volessero tenersi Aegon di riserva nel caso qualcosa fosse andato storto con gli altri due, ma questo fa un po' a pugni col fatto che Aegon sia stato a sua volta cresciuto con la convinzione di essere "l'erede".
  13. Io personalmente vedrei questa evenienza come la peste. Non c'è nulla che mi rovini la lettura di un libro come un finale a coda di topo: accelerato, semplificato, con soluzioni narrative artificiose o di comodo perché l'autore s'è impantanato e non sa come chiudere, oppure sa che il libro è già troppo lungo. Purtroppo questo è un difetto comune a molta letteratura contemporanea, non solo d'evasione: storie che partono bene, originali, ben congegnate, con bei personaggi...e finali di melma. Capisco che gli scrittori di cento o duecento anni fa avevano vita più facile, perché il romanzo come genere letterario aveva ancora molto da dire. Ora inventare qualcosa di nuovo, che non sia già stato scritto, è un'impresa, ma un bravo scrittore sa in ogni caso come costruire un'opera equilibrata. Con Martin non credo che corriamo questo rischio, mi sembra troppo meticoloso per diventare di colpo capace di tagliar corto. Per questo sono così pessimista sulla sua possibilità di concludere.
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