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Pongi

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  1. E vabbè, è un disegnino. Glielo so fare anch'io, e costo poco
  2. Draghi zero, comunque. Si stanno ancora picchiando con la CGI
  3. Se non è vero sembra comunque verosimile. Il punto 5 mi sembra scontato, vista quella folla di draghi
  4. Vabbè ma anche questa è una cosa totalmente inverosimile: due fratelli gemelli che trombano insieme un'intera vita a partire da quando sono adolescenti, e non lo sa nessuno? Non una cameriera, uno stalliere, un amichetto di lui o di lei? Non ha il minimo senso. In un mondo reale non sarebbero arrivati all'età adulta senza che la cosa fosse di pubblico dominio.
  5. La genetica in Martin è una genetica romanzata, totalmente di fantasia, quindi mi sembra inutile cercarci una logica che vada al di là di quello che gli serve per la storia. Il colore dei capelli è regolato da un insieme di geni, non da uno solo, quindi se un bruno e un biondo (o un rosso) fanno dei figli questi non avranno necessariamente capelli del colore di uno dei due genitori, ma di tutte le possibili gradazioni intermedie. In questo senso non solo è irrealistica la storia dei Baratheon neri, ma anche quella dei "figli Tully" e dei "figli Stark". Un bruno e una rossa possono avere figli
  6. Il paragone della Cappella Sistina mi sembra appropriato. Per disegnarla basta avere occhio architettonico e saper disegnare, per costruirla in modo che stia in piedi bisogna essere anche dei bravi progettisti. Lui è un ottimo disegnatore e un pessimo progettista.
  7. Già. Anche perché il grandissimo memorabile finale ce l'ha in mente da sempre, fa parte della sua ispirazione originaria, che è ciò che rende unica la sua saga.
  8. Concordo, e questi sono calcoli che avrebbe dovuto fare prima. Se AFFC e ADWD dovevano servire per riempire il famoso gap temporale, perché non limitarsi a portare avanti le trame principali invece che farsi prendere la mano e aggiungere personaggi su personaggi, sottotrame su sottotrame? E Dorne, e le piovre, e la Cittadella con Alleras e l'allegra compagnia, e il figlio di Mance, e le ventimila città schiaviste, e zombieCat, e Aegon... Il problema secondo me che proprio quello che è il suo pregio maggiore, la capacità di costruire i personaggi, alla fine gli si è ritorto contro. Ne ha i
  9. Io non credo davvero che lo faccia per soldi, essendo ricco come Creso. Temo che la realtà sia molto più triste: qualcosa deve fare per tenersi impegnato, e ha mollato TWOW perché ormai solo pensarci gli fa venire il vomito. C'era il lockdown, non poteva fare altre cose e ci ha provato, a finirlo. Non ce l'ha fatta, non ce la farà mai, e ormai lo sa. Amen
  10. Oltretutto, mi pare che scrivere nomi comuni con una grafia inusuale sia un espediente molto diffuso in ASOIAF e non solo: per creare un contesto che sia "familiare" ai lettori ma nel contempo suoni un po' esotico. Samwell, Petyr, Jaime, Eddard, Olyvar...e anche Cersei è ovvio che sia Circe scritto in un altro modo, perché la pronuncia è la stessa. Jon come nome esiste, ma è molto meno diffuso di John. L'inglese, con le sue ambiguità di pronuncia, si presta molto bene a questo tipo di giochetto. In italiano sarebbe quasi impossibile...
  11. Grazie @Metamorfo e @Lyra Stark! Ho parecchio materiale su cui lavorare
  12. Un altro indizio a favore del nome Aemon, supponendo che, come sembra probabile, SPOILER TV potrebbe essere il parallelismo con la rinuncia alla corona di maestro Aemon. Uniti non solo dal nome, ma dal destino di regnanti mancati.
  13. Anche a me Aemon sembra abbastanza probabile. Non solo perché nei libri un figlio Aegon c'è già stato, non solo perché, vero o falso che sia, un "Aegon" vivente c'è (Aegon contro Aegon mi parrebbe un po' surreale) ma per via dei rapporti del vecchio Aemon con Jon. E anche dei rapporti di Sam con entrambi, ognuno dei quali è stato, per un verso o per l'altro, suo mentore e protettore. L'unico motivo per cui vedrei bene anche Aegon è che è il nome più simile a Jon. Altri nomi, tipo quelli ipotizzati in passato come Jaehaerys, mi sembrano abbastanza improbabili, perché non sufficientemente
  14. Non ho letto questo libro, e in generale conosco molto poco la letteratura contemporanea sull'argomento. Ma una cosa che mi ha sempre colpito è quanto poco i fisici e i filosofi abbiano affrontato quello che, distanza fisica a parte, sarebbe probabilmente il dilemma principale nell'incontro con una civiltà aliena: la difficoltà di comunicazione. Voglio dire, tutte le teorie relative agli alieni si basano su una visione estremamente antropocentrica di cosa sia una vita intelligente. Partono dal presupposto che gli "alieni" siano creature di dimensioni abbastanza simili alle nostre, con un
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