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Pongi

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Posts posted by Pongi

  1. 52 minuti fa, Metamorfo ha scritto:

    Non stiamo parlando di "sopravvivenza autonoma" ma soltanto di possibilità di comunicazione.

    Se arriviamo ad ipotizzare viaggi a velocità superiore della luce...possiamo anche arrivare a immaginare possibilità di comunicazione tra specie con caratteristiche completamente diverse.

    Possiamo ipotizzare, ma nel momento in cui usciamo dal reame della fantasia ed entriamo in quello della scienza sappiamo bene che viaggiare a velocità superiore a quella della luce non è possibile, non perlomeno allo stato attuale delle nostre conoscenze. 

    Qui è uguale. Possiamo benissimo figurarci che gli alieni siano umanoidi alti più o meno come noi che quando gli faremo ciao ciao con la manina capiranno che li stiamo salutando, ma se ragioniamo in modo più oggettivo tocca ammettere che le probabilità sono molto remote. Poi tutto è possibile, per carità, ma tanto dubito che lo sapremo mai. 

  2. 36 minuti fa, Metamorfo ha scritto:

    Esistono sordi, ciechi e sordo-ciechi in grado di comunicare: ottenere, trasferire e decodificare informazioni (a livello tattile, per esempio).

    Non è detto che ci siano anche altri sistemi a livello neuronale o con altri tipi di coinvolgimento biologico, anche se ancora non ne siamo a conoscenza.

    Inoltre la sensibilità può essere coinvolta in modi inaspettati, da magnetismo, onde e spettri di varia natura e grado.

    Un cieco, e ancora di più un sordocieco, sul nostro pianeta non potrebbe in alcun modo sopravvivere autonomamente. In più i sordociechi dalla nascita hanno anche gravissime disabilità intellettive, perché il nostro cervello in mancanza di stimoli non si sviluppa. I neuroni, di per sé, non fanno l'intelligenza umana: quella la fanno le connessioni tra le varie aree del cervello, e le sinapsi si formano solo in risposta agli stimoli sensoriali. Prendi un neonato, chiudilo in una stanza nel buio e nel silenzio per dieci anni, e avrai un cerebroleso totalmente irrecuperabile. Il tatto non basta, se la vista e/o l'udito non ti fanno decodificare quello che percepisci.

    Se cerco di ragionare su "cosa" ci fa capire che un altro essere ha un'intelligenza, credo che la risposta sia: la capacità di modificare le caratteristiche dell'ambiente secondo schemi regolari di cui riusciamo a capire il senso. Ma questo richiede che la modificazione, fisica o chimica che sia, sia percepibile dai nostri sensi, che venga attuata con modalità compatibili con la rapidità di elaborazione degli stimoli di cui è dotato il nostro cervello, e che generi degli schemi che noi siamo in grado di riconoscere. Nulla di tutto questo è scontato. 

     

  3. 43 minuti fa, Metamorfo ha scritto:

     

     

    (noi umani già ora riusciamo a "vedere" e percepire molte di più cose di quanto i nostri sensi riescano).

    In realtà no, perchè qualsiasi informazione proveniente dall'esterno, comunque ottenuta, viene da noi acquisita e decodificata attraverso la vista e l'udito. Senza questi due sensi noi non esistiamo: non in modo autonomo, perlomeno. Riuscire a comprendere i messaggi di una specie che non si esprima attraverso questi due canali comunicativi sarebbe un'impresa immane, e difatti anche gli scrittori di fantascienza solo di rado hanno cercato di descriverla e sempre in modo molto vago.

  4. @Metamorfo  anche ammettendo che esistano così tante specie intelligenti nella galassia, sembra difficile pensare che ce ne siano molte talmente evolute da riuscire a superare la barriera degli anni luce e mettersi in competizione tra loro, considerando oltretutto che dovrebbero coesistere nello stesso periodo e sufficientemente vicine.

     

    Tornando alle caratteristiche biologiche degli ipotetici alieni, e cercando di parlare su ciò di cui so qualcosa e non di cose di cui non capisco una cippa :ehmmm:, noi siamo abituati a pensare che il nostro cervello sia nato così com'è, dal nulla, perchè "così dev'essere fatto un cervello". Praticamente lo consideriamo come una sorta di computer infilato dentro la nostra testa. Ma così non è, se è fatto in un certo modo è perchè il nostro corpo è fatto in un certo modo e l'ambiente in cui viviamo ha determinate caratteristiche: una gravità di un certo tipo, una luce di un certo tipo, una temperatura di un certo tipo. Basterebbe cambiare anche solo un po'  questi elementi per avere organismi completamente diversi, e di conseguenza cervelli completamente diversi dal nostro -sempre che per un essere vivente un cervello localizzato in una precisa parte del corpo sia necessario, cosa che non è perchè in certi contesti un "cervello esteso" potrebbe essere preferibile. E siccome la comunicazione tra umani passa per il 99% attraverso la vista e l'udito (basti pensare quanto gravemente è disabile un sordocieco) basterebbe una cosa da poco come organi sensoriali diversi dai nostri per impedire la comunicazione reciproca.

    Per questo ho sempre riso al pensiero della sonda Voyager spedita nello spazio con l'omino e la donnina che salutano, il disco con le fughe di Bach e via dicendo. Magari le intercetta un alieno superintelligente ma cieco, sordo e che si nutre di metalli, e gnam 

  5. 13 minuti fa, Metamorfo ha scritto:

     

     

    Data questa premessa, è ipotizzabile che una qualsiasi forma di vita, in una posizione in cui preveda una possibile scarsità risorse perchè consumate da un'altra specie, o che tema di ricevere un qualche altro danno importante da un'altra forma di vita, cerchi dei modi per risolvere queste minacce alla propria esistenza, pur senza alcun valore morale di mezzo: è quello che fanno anche tante forme di vita qui sulla Terra, senza che vi sia un ragionamento di tipo antropocentrico dietro.

     

    Credo di avere già espresso la mia opinione nel post precedente: la guerra tra esseri intelligenti nasce quando c'è competizione per le stesse risorse in un ambiente limitato, ipotesi difficilmente applicabile su scala galattica. E siccome gli scrittori di fantascienza sono ben consapevoli di questo problema di fondo inventano sempre scenari di questo tipo: l'epidemia, la catastrofe nucleare, il pianeta che sta per esplodere perchè un bel giorno la sua stella s'è svegliata e ha deciso di trasformarsi in una supernova. Ma sono metafore di quello che succede da noi, un parlare a nuora perchè suocera intenda...

  6. @Manifredde ovvio che qualsiasi specie vivente debba essere dotata di un istinto di sopravvivenza, se no non esisterebbe. Tuttavia, il tipico scenario fantascientifico con gli "alieni" che arrivano sulla terra e ci attaccano - oppure noi che sbarchiamo sul loro pianeta e li attacchiamo- è applicabile solo se è riferito a  una forma di vita sufficientemente simile a noi. Ma noi siamo modellati dall'ambiente in cui viviamo e allora delle due l'una, o supponiamo che la vita intelligente possa esistere solo su pianeti simili al nostro (teoria che gode, per quel poco che ne so, di parecchio credito nel mondo scientifico, ma che non mi pare scontata) o ammettiamo che possano esistere esseri intelligenti enormemente diversi da noi. Basterebbe, per dire, una radicale differenza di dimensioni per rendere difficilissime le interazioni reciproche. Come comunicheremmo con ipotetici alieni alti cento metri? Ci calpesterebbero senza minimamente porsi il problema di cosa siamo, esattamente come faremmo noi con alieni grandi come formiche (non mi pare che quando distruggiamo un formicaio o un alveare ci poniamo dei problemi morali. Ne percepiamo l'ingegnosità e la perfezione strutturale, ma non per questo sentiamo dei doveri nei confronti degli esseri che l'hanno costruito). E tutto questo senza neppure scomodare l'ipotesi di biologie differenti che forse non ci permetterebbero neppure di percepirli, gli alieni.

    Oltretutto, uno scenario di "guerra con l'alieno" nella fantascienza è sempre metafora di quello che accade tra esseri umani, ma sulla terra il motivo principale è la competizione per le risorse: e infatti negli scenari fantascientifici c'è invariabilmente un popolo in fuga da un pianeta moribondo, evenienza che nella realtà è piuttosto improbabile dato il lunghissimo arco di vita dei sistemi solari.  La fantascienza non parla degli alieni, parla degli uomini, come è ovvio che sia.

  7. Il 25/10/2022 at 18:00, osservatore dal nord ha scritto:

    Forse però ci basiamo sull'ipotesi che gli alieni sarebbero umanoidi.

    Se fossero una specie alveare ? Con caste inferiori incapaci di pensare quanto le superiori e quindi sacrificabili ? Bisognerebbe chiedere agli etologi se 2 formicai possono coesistere anche in presenza di risorse sufficienti per entrambi 

    Io non so nulla di fisica, ma affrontando la questione da un punto di vista biologico il dubbio può essere posto in forma ancora più radicale. Così come è formulato, presuppone che un'ipotetica intelligenza aliena abbia caratteristiche abbastanza simili a quelle che esistono sulla terra da essere riconoscibile come tale dagli esseri umani, ma perchè dovrebbe essere per forza così? Non è assolutamente detto che una specie aliena abbia dimensioni compatibili con le nostre, una percezione del tempo e dello spazio analoga, sensi simili ai nostri (con una specie che non basi l'esplorazione dell'ambiente sulla vista e sull'udito sarebbe impossibile comunicare) e ancora di più una scala di valori morali simile alla nostra, tale che abbia un senso parlare di "conquista dello spazio", di "attacco" o di "difesa". Questo è un modo di ragionare antropocentrico, ma le probabilità che una specie aliena abbia un cervello simile al nostro è abbastanza irrisoria. E se non avesse un cervello simile al nostro la comprensione reciproca sarebbe impossibile.

  8. Il 1/11/2022 at 12:20, Jacaerys Velaryon ha scritto:

    L'ideale sarebbe stato mandare anche Rhaenys a Capo Tempesta, in quanto per metà Baratheon.

     

    Intanto abbiamo immagini più chiare di Visenya. Effettivamente è una mezza draghetta, a giudicare dalle scaglie: 

     

    A me sembra un misto tra ET e The elephant man

  9. Con tutta la mia zero simpatia per la Meloni e in generale per questa orribile destra, trovo che la polemica su il/la presidente, e relative concordanze grammaticali, sia veramente pretestuosa. Dovessi costruire una frase analoga su me stessa, direi ad esempio "Sono un medico e mi sono laureata a Genova" e non ci troverei niente di strano. Dopotutto nessuno quando dice "una guardia" si stupisce se è un maschio: al di là del genere grammaticale sono parole percepite come neutre. 

  10. Per i riscontri che hanno avuto fin qui, in fondo è probabile che ci arrivino. Mi chiedo però se il materiale sia sufficiente per fare altre tre stagioni: gli eventi di rilievo non sono poi tantissimi, diluirli su 30 puntate senza mettere una marea di scene di raccordo (solita gente che parla nei saloni bui illuminati da candele) mi sembra difficile. Personalmente tre stagioni in tutto mi parrebbero preferibili

  11. 14 minuti fa, Jacaerys Velaryon ha scritto:

     

    Mai considerato no, perché ha avuto da bambino un ruolo di rilievo nel settimo episodio.

    Vabbè, ma poi non ce l'hanno quasi più fatto vedere a parte qualche comparsata. In questa puntata invece ha dialoghi continui, mentre il fratello è ben poco considerato. E' evidente il proposito di creare empatia nei suoi confronti perchè lo shock della sua morte sia maggiore.

     

  12. Vista finalmente ieri sera la puntata, prima per impegni lavorativi non avevo potuto ed è stata dura evitarmi troppi spoiler :ehmmm:

    Una buona puntata, nel complesso, anche se pure lei non esente da quello che secondo me è uno dei principali difetti di questa prima stagione della serie, la scarsa amalgama tra le scene di dialogo e quelle d'azione. Ho trovato particolarmente ben riuscita la scena in cui Daemon fa piani di guerra con le urla di Rhaenyra in travaglio  in sottofondo, ulteriore declinazione del concetto, più volte espresso nella serie, che la maternità è la vera "guerra" delle donne. Molto toccanti anche i riti funebri per la bambina.

    Corlys bah, rispunta un po' a cavolo e non dice nè fa granchè: l'impressione è un po' "esco un attimo a comprare le sigarette" e poi sparisce per sei anni, tornando peraltro identico a prima nonostante la malattia che l'avrebbe portato sull'orlo della tomba.

    Che il povero Lucerys fosse un morto che camminava sarebbe stato chiaro anche al più ignaro degli spettatori, per quanto l'hanno fatto vedere nel corso della puntata: è notorio che quando un personaggio mai considerato di colpo compare in continuazione vuol dire che ha vita corta, e onestamente non lo trovo un esempio di buona scrittura. Molto bella invece la scena dell'inseguimento, sorvolando su una CG non impeccabile quando i draghi volano in campo lungo. L'interpretazione data dalla serie al disastro che succede mi sembra molto sensata e non è neppure necessario tirare in ballo chissà quale telepatia tra draghi e cavalieri: Arrax è terrorizzato e aggredisce per primo, l'altro s'incavola e con un solo morso lo fa a brandelli, un po' come succede tra cani. La cosa anche secondo me non sminuisce minimamente la responsabilità di Aemond, che non poteva non mettere in conto una cosa del genere avendo un drago così tanto più grande e potente di quello del rivale: bastava anche solo che Vhagar sbalzasse Lucerys con un colpo d'ala facendolo precipitare e sarebbe finita nello stesso modo. Che poi il tutto succeda per una volontà precisa o perchè è semplicemente un cazzone aggressivo cambia poco, anzi forse è quasi peggio.

    La scena finale è chiaramente una citazione dello sguardo in camera di Daenerys quando muore Missandei e in questo senso non l'ho trovata sbagliata, visto che ha più o meno lo stesso significato.

  13. Adesso, Daemon Targaryen ha scritto:

    Il discorso "il pubblico generalista si chiederebbe chi è sta gente" poteva valere anche per Hotd

    Questo non credo, perché i punti di riferimento noti sono moltissimi e i personaggi principali hanno quasi tutti un "corrispettivo" in GoT che li rende facilmente inquadrabili. In più il tono è quello: intrighi di corte, faide familiari, uccisioni efferate, draghi. 

    Dunk&Egg, se ho ben capito, è più una storia picaresca, tipo Don Chisciotte e Sancho Panza. Un genere molto diverso da quello che la gente si aspetta, con due protagonisti totalmente sconosciuti. 

  14. 5 minuti fa, Alyn Velaryon ha scritto:

     

    Concordo.

     

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    Probabilmente sarebbe servito anche per capire meglio la follia di Daenerys, forse proprio dopo la distruzione di King's Landing.

    Forse Drogon perde il controllo dopo una "danza" con uno dei due fratelli,magari cavalcato da Aegon? 

     

     

    In sé l'idea di un Drogon incontrollabile che devasta Approdo per sua scelta avrebbe senso, ma a questo punto sarebbe difficile spiegare il successivo delirio megalomanico di Daenerys e quello che ne consegue. Se il disastro fosse successo perché lei non era riuscita a tenerlo a freno sarebbe stata piena di sensi di colpa, non scatenata verso altre devastazioni. 

  15. Da non lettrice delle opere secondarie, penso che per un pubblico generalista la Conquista sia di gran lunga l'opzione più interessante. Aegon e le sue sorelle sono personaggi già di per loro attraenti, i luoghi e le famiglie sono quasi tutti già familiari agli spettatori, ed eventi avvincenti ne succedono a bizzeffe. Su Dunk & Egg ho qualche dubbio, d'accordo che il materiale cartaceo è già ben strutturato ma penso che molta gente si direbbe "e sti due chi diavolo sono", senza contare l'inverosimiglianza di un Targaryen che sparisce e va in giro per anni sotto mentite spoglie senza che nessuno lo riconosca mai

  16. Che loro di base stiano a Dragonstone può anche avere senso, ma date le condizioni precarie di Viserys non ha il minimo senso che i neri non abbiano degli informatori a corte che li avvisino tempestivamente quando sta per tirare le cuoia. Un arrivo di Rhaenyra sarebbe perfettamente spiegabile anche solo col desiderio di stare vicina all'amato padre nei suoi ultimi momenti... 

  17. 9 ore fa, Baby Rickon ha scritto:

    Nulla toglie che avrebbe potuto esserci un colpo di stato, una ribellione alla sua morte

    Questo d'accordo, ma un conto è un colpo di stato per detronizzare un regnante che sta già esercitando il potere, un conto è farlo in un momento in cui il trono è vacante e l'erede designata se ne sta per i fatti suoi da un'altra parte. Altra cosa oggettivamente poco sensata in un contesto realistico, come già avete più volte detto. 

  18. 19 ore fa, Frank Stark ha scritto:

     (anche se quella sarebbe stata l'occasione per abdicare e dare il trono a Rhaenyra

     

     

    Sarebbe stata la soluzione più ovvia per un re di buonsenso: abdichi, metti l'erede designata sul trono, e una volta che c'è diventa molto più difficile tirarla giù di lì. Ma è una delle numerose scelte sensate che i personaggi (e Martin, e la serie) non potevano fare, o la Danza non ci sarebbe stata. 

  19. @Menevyn no, con una fisica di tipo "terrestre" draghi come quelli di Martin non potrebbero mai volare. Hanno un corpo troppo massiccio e pesante rispetto alla loro apertura alare, non sarebbero in grado di reggersi in aria e men che meno di alzarsi in volo di rincorsa, come fanno. Martin si sarà anche basato sugli pterodattili ma gli ha dato un corpo come quello dei tirannosauri, che è molto diverso.

    Ma tanto sono animali magici, quindi la fisica non conta ;)

  20. 1 ora fa, Daemon Targaryen ha scritto:

    Non ricordo di preciso ma in F&B c' è un passaggio in cui Martin fa capire che anche con un drago non è scontato raggiungere in poche ore anche luoghi non troppo lontani ( tipo Winterfell-Castello Nero, oppure Approdo del Re-Roccia del Drago che però sono più vicine ).

    Una velocità come quella che ho detto la può tranquillamente raggiungere un aliante, che non ha nessun sistema propulsivo. Ora, anche volendo fare un discorso che prescinda da qualsiasi capacità "magica" di un drago, non c'è motivo per cui non debba essere in grado di volare a una velocità pari a quella di un uccello migratore o di un aliante. A meno che noi non pretendiamo di ragionare in base alle mere leggi della fisica, ma in questo caso i draghi non dovrebbero neppure riuscire ad alzarsi da terra... 

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