Jump to content

Oathkeeper

Utente
  • Content Count

    830
  • Joined

  • Last visited

Everything posted by Oathkeeper

  1. Tu guarderesti un GOT con gli Stark che parlano, non so, tipo in dialetto trentino? E la regina dei draghi con l'accento sardo? Naaaaa Però è una cosa che succede anche agli indigeni quando devono girare un film ambientato in Inghilterra con attori americani o viceversa, o anche solo se un attore nato in California deve imitare un personaggio magari del Sud o di Boston. Alcuni sono bravi a farlo, altri, a detta dei nativi, fanno ridere, rendendo l'effetto meno reale e credibile diciamo, quindi non è solo una pecca nostrana. Detto questo, forse l'unica volta in cui mi sono trovata in serissima difficoltà a seguire una serie tv in lingua originale è stato con la prima stagione di True Detective. Di solito bene o male capisco quasi tutto, anche se non conosco qualche parola capisco poi dal contesto della frase ma quell'accento della Louisiana proprio non lo capisco, si mangiano tutte le parole!! Per fortuna c'erano i sottotitoli
  2. Io voto a favore dei sottotitoli. Premetto che sono nata in uno di quei paesi dove i film sono sottotitolati e mai doppiati. Apprezzo molto il doppiaggio in Italia in quanto l'unico che ritengo degno di mantenere la qualità di un film/serie tv. Tuttavia, col doppiaggio si perdono cose fondamentali: capire se un attore è davvero bravo a recitare, sentire le sfumature nelle inflessioni o dialetti (per chi ha una buona conoscenza dell'inglese), ascoltare dialoghi originali e non forzati dalle necessità di traduzione. Ad esempio, per restare in tema GOT, se non avete sentito Peter Baelish nella sua voce originale vi siete persi metà del personaggio. Oppure, Mi rendo anche conto che, per chi non sa l'inglese o non è abituato ai sottotitoli, seguire una storia non doppiata è più difficile. Però tenete conto anche del fatto che, proprio grazie all'aiuto dei film sottotitolati, nei paesi dove c'è questa usanza i bambini imparano l'inglese molto più facilmente, quindi se abituati fin da piccoli offre anche grossi vantaggi scolastici.
  3. Oathkeeper

    The OA

    Prarire è una ragazza cieca di origini russe che dopo la morte del padre viene adottata da una famiglia americana. Da adolescente scompare e dopo 7 anni viene ritrovata in stato confusionale su un ponte. Ritrovata la famiglia, i genitori restano sconvolti dalle cicatrici strane che porta sul corpo e dal fatto che le è ritornata la vista. Praire rifiuta di raccontare cosa le è successo in questi 7 anni e nè l'insistenza dei genitori nè la pressione dello psicologo dell'FBI la convincerà a cedere. La ragazza sceglie invece 5 persone del suo liceo (4 studenti e 1 professoressa) per confessare cosa le è capitato. Nella prima puntata sembra quasi una specie di giallo o classica storia di una sopravvissuta di un rapimento ma a metà puntata questa piccola perla di serie tv svela il suo lato metafisico e simbolista e si apre come un ventaglio onirico. Prarire, come in un gioco del racconto dentro al racconto, ad ogni incontro con le 5 persone racconterà un pezzo della sua storia, sia della sua infanzia che la prigionia, per svelare pian piano l'identità del rapitore e le motivazioni del rapimento. Se cercate recensioni su OA vedrete che le opinioni si dividono tra quelli che lo ritengono un capolavoro e quelli che...beh semplicemente non l'hanno capito. Dire che è una serie per pochi può suonare arrogante ma è realmente così e non per una supposta superiorità di chi capisce "dove vuole andare a parare", ma perché questa serie non va solo guardata, va vissuta e interiorizzata. The OA è come un enorme quadro simbolista che smuoverà delle cose dentro di voi, nel bene e nel male. E' poesia, è studiato nei dettagli, ogni scena, ogni dialogo, ogni cosa che vedrete ha un perché. La protagonista e regista è Brit Marling, che già aveva stupito per i film "Sound of my voice" e "Another Earth", che consiglio entrambi. Io sono in fremente attesa delle seconda stagione, vi consiglio davvero di vedere intanto la prima.
  4. Di solito le popolazioni che abitano foreste sono più propense a cacciare e raccogliere, più che a coltivare, anche perché la coltivazione richiede un grosso disboscamento perciò penso che più la popolazione è numerosa, meno è probabile che riesca a mantenere proprio lo status di vita boschiva, rispettando l'equilibrio dell'ecosistema vigente. E' anche vero che popoli molto progrediti come gli antichi Maya etc avevano costruito intere città in mezzo alla foresta amazzonica, quindi secondo me è solo una scelta culturale alla fine. In ogni caso perfettamente plausibile.
  5. Ho fatto una ricerca per vedere se c'erano già altri 3d simili ma non ne ho trovati quindi domando venia se mi sono sbagliata. Ho aperto questa discussione perché, nonostante se ne sia parlato in ogni salsa, nel bene o nel male, avrei piacere di sapere perché esattamente siete stati conquistati da questa serie tv. Personalmente, nonostante io abbia apprezzato nel tempo altre grandissime opere seriali (Breaking Bad ad es.), non mi sono mai definita "fan" di nessuna. Eppure, già alla prima stagione di GOT cominciavo ad assomigliare alle urlanti adolescenti che si strappano i capelli per Justin Bieber. Mi sono quindi chiesta il perché? Perché GOT ha toccato corde profonde? Ecco le cose che di GOT mi hanno colpita, spero vogliate condividere le vostre. 1. L' adattamento: per me la punta massima del fantasy è sempre stato Tolkien. Anche se resta un insuperabile maestro, da quando ho letto le Cronache e visto Got ho come ricevuto una folgorazione, per la onestà, crudezza e realismo della storia. 2. La recitazione: molti degli attori di Got sono stati delle grandi sorprese, ma per me l'apice della recitazione in un telefilm resta il memorabile monologo di Tyrion durante il suo secondo processo. 3. I plot twist: la morte di Ned non solo mi ha scioccata, ma è stata la prima volta in assoluto che ho visto fare una scelta simile in un telefilm e hanno anche saputo renderla magnificamente intensa (ammazzare uno dei protagonisti). Pensavo anche che alla prima stagione avevano già esaurito gli assi nella manica, poi zio George ci ha schiaffato le nozze rosse. Dopo ho avuto una depressione di tre giorni. 4. I personaggi: le sfaccettature delle varie personalità sono ineguagliabili rispetto ad altre serie. L'ambiguità di Petyr, i conflitti di Tyrion, la follia di Cersei, l'evoluzione di Jamie e del Mastino etc... E' vero che poi questa profondità si è appiattita nelle ultime stagioni, spero che l'ultima stagione ridarà la dignità ai personaggi che più hanno risentito delle scelte HBO. 5. Le battaglie: in generale sono tutte interessanti e singolari, ma per me la battaglia dei bastardi è una delle più belle e intense che abbia mai visto in televisione. 6. L'espediente narrativo: "Hold the door". Non dico altro. Se questo espediente riprende le intenzioni di Martin, per me è la conferma che quell'uomo è un genio. Scrivere centinaia di pagine e poi spiegare finalmente, con una scena straziante, il paradosso di Bran è davvero da folli.
  6. Vi seguo da un po' di tempo in incognito ma non mi ero mai decisa ad iscrivermi. Ho conosciuto la saga quando era già uscita la terza stagione televisiva e me la sono guardata in binge watching. Essendo anche una appassionata lettrice, mi sono subito procurata i libri e ho confermato il mio folle innamoramento per la saga. (Ma come facevo a non conoscerla prima???!!) So che è già stato detto tutto e il contrario di tutto nei vari threads, ma ora che sono iscritta posso dire anche io la mia, quindi rassegnatevi Grazie di avermi accolta, spero che ci aiuteremo a vicenda a svernare in attesa di freddi ben più intensi ma molto attesi.
×
×
  • Create New...