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Krammer

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  1. @Jacaerys Velaryon l'articolo che hai postato è una vera boccata d'aria, grazie! qui sta il nocciolo della questione per come la vedo anch'io, che non ero stato capace di esprimere in precedenti interventi. la sterzata dalla narrativa sociologica verso una narrativa banalmente psicologica è il vero problema che ha causato di fondo il crollo della serie, almeno per chi come me era affascinato da GOT per lo più dal contesto messo in scena, dalle trame intrecciate fluentemente che hanno costruito un meraviglioso mondo aperto che morivo dalla voglia di approfondire. questo certo è stato reso possibile a partire dai libri attraverso una loro degna rappresentazione su schermo. poi la produzione di Martin si è esaurita: in eredità è rimasto un mondo aperto semi-sconosciuto o appena abbozzato da continuare a raccontare: qui D&D si sono ritrovati da soli a portare avanti una mega-storia che non avrebbero potuto concludere efficacemente con i loro mezzi, sia per evidenti limiti di scrittura sia per il media utilizzato - il cinema - non adatto a prolungate e complesse narrazioni di carattere squisitamente sociologico. tra l'altro sospetto che neanche Martin voglia chiudere il ciclo, potrebbe lasciarlo appositamente incompiuto o con finale sospeso, messaggio implicito che la civiltà non ha conclusione e la sua narrazione nemmeno, a meno che non sia spezzata dall'estinzione umana e della sua memoria, ovvero delle sue storie. seguendo la linea narrativa improntata nei libri, alla lunga il GOT televisivo sarebbe diventato un meraviglioso "beautiful". passatemi l'analogia tirata all'estremo, è solo per dire che la trama continuerebbe a crescere aprendo nuovi intrecci invece che chiudersi verso una conclusione, perdendo man mano i vecchi personaggi che si avvicendano con i nuovi eppure mantenendo appassionante il contesto in cui essi operano, fino all'inevitabile sopraggiungere del disinteresse per sfinimento. D&D hanno virato verso quello che sanno fare, che hollywood sa fare con successo: privare la narrazione di ogni complicato contesto sociologico rendendo quindi la storia più lineare e semplice, finanche banalizzata, indirizzandola verso epiloghi ben tracciati, creando attraverso la narrativa psicologica quegli eroi con cui il pubblico può immedesimarsi e prenderne le parti. eroi anche stereotipati, più adatti al riscontro di un pubblico maistream. eroi che a quel punto diventano il vero centro del racconto, la sua sostanza, eroi che non puoi uccidere finchè la loro storyline non si esaurisce (cosa che per i personaggi chiave accade alla fine). a questo secondo me puntavano D&D: prendere in mano il delicato capolavoro sociologico delle prime stagioni - ingestibile nel lungo periodo per i motivi già spiegati - imbottirlo di fertilizzante eroico per pompare e far fruttare al massimo i personaggi principali (annacquando al contempo la rilevanza narrativa di tutto ciò che è secondario) e segnare quindi la strada verso una chiusura in stile squisitamente hollywoodiano, con fuochi d'artificio e lacrima facile. dove hanno sbagliato? nel prendere una serie contraddistinta dalla brillante interazione tra i tanti personaggi all'interno di un approfondito contesto coerente e verosimile (per quanto con una spolveratina di magia: q.b. quanto basta come in cucina), e volerla risolvere scommettendo tutto sulle gesta e sul destino di pochi personaggi chiave. fintanto che la trama è rimasta aperta, per non dire in espansione, hanno saputo sfoggiare bellissimi episodi riusciti e d'impatto: pur venendo a mancare poco a poco gli intrecci raffinati dei libri, anche limitandosi ad una buona caratterizzazione psicologica con svolgimenti azzeccati si arriva al successo. non a caso la serie è esplosa di popolarità, se non sbaglio, dopo la 4-5 stagione, la ricetta hollywoodiana funziona, ci mancherebbe. pensate al percorso sempre più incredibile di Dany, di Jon, di Arya: i puristi dei libri magari storgono il naso perchè cominciano a accorgersi delle incoerenze, ma per il semplice spettatore televisivo che non fa troppo caso ai dettagli, è oro colato. per quanto a lungo però potevano reggere il palco, considerata la richiesta di una conclusione cinematografica in tempi non biblici, prima di dover inevitabilmente fare i conti con i nodi grossolani da loro stessi lasciati sulla trama semplificata portata avanti? per stigmatizzare gli eroi non sono stati minimamente in grado di preservare la coerenza e la complessità del mondo di Martin su cui si regge il successo della saga televisiva stessa. è così che il castello narrativo ha cominciato a crollare, all'inizio con piccoli pezzetti marginali (stagione 6) poi con pezzi più evidenti e con maggiore frequenza (stagione 7) collassando infine fragorosamente nella sgaloppata dell'ultima stagione. per carità, ci sarà una parte consistente di pubblico che pone la narrazione sociologica di GOT in secondo piano e gli interessa piuttosto la storia avvincente del loro personaggio preferito, in tipico stile hollywood: anche in quel caso però il fallimento era inevitabile a priori, D&D sapevano bene che la fine richiesta da Martin avrebbe shockato e deluso i fan sfegatati dei due eroi più popolari, Dany e Jon. per quanto puoi permetterti di appiattire il contesto sociale in cui operano i protagonisti, se vuoi che una storia anche banale piaccia non la puoi infarcire così tanto di contraddizioni, buchi e forzature immotivate. sembra che non si siano quasi nemmeno impegnati soprattutto nell'ultima serie, come se non ne avessero voglia: tanto anche scervellandosi su sceneggiature più raffinate che sorreggessero meglio il traballante castello, i fan-boy li avrebbero in ogni casi ingiuriati per la fine dei loro beniamini ed i fan-man nè sarebbero rimasti in ogni caso delusi per le incoerenze a lungo andare, con un interesse che sarebbe andato via via scemando. sapevano che era impossibile per loro prolungare la magia degli intrecci Martiniani, neanche trascinando la saga per altre 4 stagioni sarebbero riusciti a risolverla in modo complessivamente convincente. Ma come, dopo 12 stagioni di sviluppo e pompaggio, ed il NK mi muore così? *bestemmie* *sbonk* ;-P quindi d&d avranno pensato: sti***zi, a sto punto chiudiamo tutto con la 7 e la 8, mandiamola pure in vacca tanto siamo spacciati non vale la pena perderci tempo. Citazione dall'articolo: Nel dramma teatrale tedesco di Bertold Brecht, Life of Galileo, Andrea, un ex allievo di Galileo, lo visita dopo aver rinviato le sue scoperte seminali sotto la pressione della Chiesa cattolica. Galileo dà ad Andrea i suoi taccuini, chiedendogli di diffondere le conoscenze che contengono. Andrea celebra questo, dicendo "infelice è la terra che non genera eroe". Galileo lo corregge: "Infelice è la terra che ha bisogno di un eroe".
  2. non so se ti riferisci a quello che ho scritto io, dicevo che ha un ottimo potenziale ma che è stato sviluppato malissimo, proprio perchè caratterizzato con pochi eventi emblematici, forzati e stereotipati all'incredibile, compressi temporalmente e stiracchiati razionalmente. cmq il potenziale per me ce l'aveva nel'ottica dello sviluppo ciclico della storia Martiniana: a dispetto dei classici romanzi di formazione/redenzione, il percorso dei buoni svantaggiati che sconfiggono i cattivi etc, in GOT bene e male sono mescolati nei tratti di tutti i personaggi ed è la diversa prospettiva del racconto che li caratterizza in un modo piuttosto che nell'altro. ma soprattutto il sistema sociale di GOT nella sua interezza e complessità non si riesce a rompere - come voleva Dany - se non in modo illusorio, la ruota in realtà continua a girare anche se con nuovi percorsi, ma la storia ritorna. ed i personaggi non migliorano, restano caratterialmente come sono in origine, solo più grandi e segnati dal passato. Jon era ossessionato dall'onore e dalla lealtà alla causa giurata sopra a tutto, sopra anche agli affetti e all'amore, e così è finito da lupo solitario, ingabbiato in un sistema da cui ha sempre cercato di liberarsi, nonostante l'applicazione del suo senso di dovere lo abbia reso di fatto un eroe ed un leader. Il Jon che torna alla barriera non è diverso dal Jon che ci mise piede la prima volta, ha solo molte più cicatrici, dentro e fuori, e qualche nemico in meno da combattere apparentemente. Sansa da ragazzina ingenua, frivola e ambiziosa si è rivelata per quella che è: frivola e ambiziosa, un poco meno ingenua e soprattutto segnata dall'aver perso l'amore, così finisce per diventare la nuova regina di spine, plasmata dai vari aguzzini e dai nemici che tuttavia ammirava, Cersei in primis. Tyron fin dall'inizio era quello intelligente, astuto, machiavellico alla fine è ciò che nella rappresentazione televisiva è rimasto, uno dei pochi a salvarsi la pellaccia ed a migliorare la propria posizione: quale modo migliore per descrivere l'intelligenza se non elencandone gli innumerevoli (e stucchevoli) errori, per prenderne coscienza e migliorare man mano le proprie abilità di governo? Cercei è rimasta grossomodo uguale dall'inizio alla fine, fiera e sprezzante come un leone in una gabbia dorata, ha soltanto vissuto sulla propria pelle le miserie della plebe che ha sempre disprezzato, il che l'ha ancor più caricata d'odio e disprezzo. Jamie è sempre stato ambiguo e tormentato e la storia ne ha seguito il carattere, con i suoi ripetuti e schizofrenici cambi di pensiero. alla fine ha prevalso l'aspetto che più lo caratterizzava ovvero l'amore cieco per sua rabbiosa sorella, ed è morto tra le sue braccia. in barba all'onore e alla ragione, nonostante non avesse un animo nè sadico nè vendicativo, era solo un passionale bohemien dedito all'autodistruzione. Arya era uno spirito libero come Jon, ma diversamente da Jon non sottostava a nessuna regola: vabbè la caratterizzazione del personaggio nelle serie finali è stata stracciata, ma riducendolo ai tratti caratteriali di base è rimasta una ragazzina intelligente, sfrontata, desiderosa di scoprire il mondo e senza timori di alcun tipo. prima la muoveva la vendetta, ora deve trovare nuovi stimoli che la soddisfino e parte da esploratrice (tornerà faceless? le piace uccidere...) Bran... tralasciamo: lo dicono in tutte le salse che non è più Bran bensì il corvo a 3 occhi, l'ultimo dei corvi a 3 occhi. Non è più lui, il ragazzino Stark fatto uomo, è qualcun altro: e non sappiamo fino a che punto questo qualcun altro abbia tramato per diventare re dei 7 regni (ops 6). Anche qui la storyline aveva del gran potenziale, che gli autori non sono proprio riusciti a sviluppare in alcun modo, praticamente non ci hanno neanche tentato. qui c'è lo zampino di Martin, se è vero che li ha obbligati lui a mantenere in vita il personaggio senza però dirigerli nella stesura della storyline, avrebbe più colpa dei D&D per la distruzione del personaggio, a mio avviso. in tal senso la parabola "evil" Dany aveva potenziale: si inseriva innanzitutto nel contesto del non-cambiamento Martiniano alla pari degli altri main characters, e così infatti è stato (telefonata in tutta l'ottava stagione, troppo nascosta nelle precedenti), ma approfondendolo avrebbe potuto intrecciarsi a meraviglia sia con il percorso di Bran/corvo3occhi/estranei in quegli aspetti magici della saga appena abbozzati e richiusi nel cassetto senza dare spiegazioni, sia con la rivelazione del lignaggio reale di Jon, che purtroppo alla fin fine è stato utilizzato solo come pretesto per far morire Varys (altro massacro di personaggio), e non se n'è più incredibilmente fatto cenno dopo la morte di Dany. invece per chiudere il cerchio il tutto è stato ridotto ad un più semplice clichè: il giovane e determinato leader idealista si trasforma nel tiranno che decide lui cosa sia bene e cosa sia male, cos'è giusto e cosa sbagliato, che convinto della sua legittimità/capacità/potere distrugge il vecchio mondo nella follia visionaria di costruirne uno nuovo da zero, il mondo dei sogni, irreale al di fuori della mente di Daeneris. Alla fine si è ridotta ad essere parodia di darth vader in GOT.
  3. rivista adesso per la seconda volta, giusto per essere certo di non essermi perso niente per distrazione. che dire, ho atteso con positiva benevolenza e così tanta pazienza la fine della serie: ho sospeso il giudizio su lampanti assurdità e pugni allo stomaco solo perchè la storia in fin dei conti non era finita e qualche intreccio sorprendente poteva ancora risolvere qualcosa (qualcosa, non certo tutte le incongruenze, mi accontentavo di poco). alcune forzature le potevo giustificare tirando in ballo particolari necessità comunicative nell'ambito cinematografico (non scordiamoci che rappresentare una scena in un libro è ben diverso che farlo in un film/fiction, dove non puoi soffermarti a lungo in descrizioni minuziose di luoghi ed eventi, non puoi tratteggiare finemente il carattere dei personaggi compresi i loro pensieri, etc etc). ero arrivato addirittura a giustificare il criminale crollo narrativo della 8x03 a patto che ne avessero ripreso qualche minimo riferimento nell'ultima puntata, ad esempio puntando sulla ciclicità degli eventi agganciandosi a qualcosa che magari richiamasse un futuro ritorno degli estranei... boh qualsiasi idea che suggerisse un senso, mica servivano genialità. e invece niente. nulla. nada. nessuna svolta narrativa che dia un senso complessivo alla trama ed ai suoi innumerevoli e a questo punto direi inutili orpelli. tutta la serie televisiva di GOT si è rivelata infine come un puzzle incompleto, raffazzonato negli ultimi pezzi che non combaciano neanche col martello e rappresentante un disegno appena abbozzato originale quanto mia nonna. GOT con questa 8 serie è imploso come un castello di carte, mi è letteralmente colato a picco con vette di banalità quasi esilaranti, evidenti e fastidiose anche per lo spettatore meno pretenzioso. sul serio non esagero dicendo che per me il finale di LOST era stato costruito meglio, tutto sommato. l'unica cosa che salvo è il cambio di rotta evil di Daenerys, che avrebbe avuto del gran potenziale ma è stato sviluppato con i piedi, come del resto quasi tutto il resto. per inciso, non dico che tutto fa schifo in assoluto: qualche bel pezzetto di puzzle ci stava dentro al pacchetto, anche qualche bell'incastro, piccoli gioielli. ma purtroppo sono rimasti aspetti marginali che si perdono nella totalità dell'opera: il puzzle alla fine fa veramente pena, a mio avviso. insensatamente complicato e ampio - lo dico a posteriori - nelle prime stagioni, e frettolosamente terminato incompiuto nelle ultime stagioni lasciando molto all'immaginazione, in quegli spazi incompleti che per lo meno si sono salvati dall'assassinio di una messa in scena scadente, con pezzi grossi come macigni che proprio non c'azzeccano con quelli attigui. proprio come LOST, ma peggio di LOST! ma dai, ma come si fa??? un anno e mezzo di spasmodica attesa per questo?
  4. qualche elucubrazione su Dany: come giustamente in molti fanno notare non si può ancora definire pazza, finora è "solo" sanguinaria tiranna (nel senso etimologico del termine). che virerà completamente alla follia lo trovo ormai scontato nella serie, dove certi concetti più profondi sono semplificati ed estremizzati per far passare un messaggio di facile lettura, snaturandolo magari. comunque i segnali di una personalità poco empatica c'erano fin dall'inizio della saga. quanto abbiano influenzato in negativo sulla sua psiche gli eventi che ha vissuto non lo si può quantificare, è interpretabile: secondo me ciò che scaturisce dalla serie è che lo sia un poco già dentro, povera emotivamente, e le cicatrici del suo percorso l'hanno inaridita ulteriormente. il background in cui ha passato l'infanzia è stato difficile (non ho letto i libri, mi baso solo sulla fiction), solitudine, sofferenza e vendetta certamente la plasmano. ma il suo personaggio l'ho sempre visto rappresentato con un certo distacco: in tanti sostengono che era l'attrice a non essere particolarmente brava, io credo invece che tale caratterializzazione del personaggio potrebbe essere stata espressamente voluta dagli autori fin dal principio, la storia ne segue il filo. fin da ragazzina, quando si vede venduta ai Dothraki e viene di fatto violentata da Drogo, ha paura ma non perde il controllo della situazione. in poco tempo infatti la ribalta a suo favore con fierezza e audacia. lo sguardo privo di emozioni quando osserva morire il fratello, quel patetico e minuscolo fratello che non aveva sangue di drago, è uno sguardo da giudice implacabile, che anela un giorno a portare giustizia, la predestinata. con Khal Drogo era vero amore? quanto era mischiato all'eccitazione di essere la compagna di un uomo potente e temuto? Nel rapporto con Drogo Dany assieme all'amore adolescenziale di ragazzina ha assaggiato il gusto del potere. il personaggio mostra un'indole cerebrale, riflessiva, smaniosa di controllo e perfezione, distaccata e assai poco empatica come dicevo. i sentimenti che prova non danno mai l'idea di essere debordanti, li sa contenere ed anche reprimere con una certa facilità fin dai primi tempi (è crollata solo con la morte di Drogo e nei risvolti finali nell'ultima stagione) l'amore che offre al mondo è la giustizia, controllarla e perseguirla, la sua giustizia. l'amore che riceve è gratitudine sfociante fin nell'adorazione, comprensibilissima per ciò che di incredibile ha compiuto. forse solo con Jon in alcune scene dell'ultima serie si dimostra innamorata in modo semplice e umano, abbandonata all'amore, quando gli chiede di fuggire assieme nel nord e liberarsi di tutto quel fardello che pesa e logora, il potere. Daeneris è per molti aspetti come Frodo, solo che la ruota la non riesce a distruggerla alla fine. Dany di amici disinteressati e sinceri ne aveva, compagni che la amavano fino ad adorarla, appunto: vedi Jorah, Missandei, Verme Grigio, lo stesso Tyron. Tutti hanno cominciato ad amarla perchè salvati da lei e la ammiravano come leader, la veneravano. Anche Jon è stato salvato da lei e ne è riconoscente fuori dai modi. Così ottiene amore Dany, a modo suo, con opere grandiose, con messaggi forti, con ideali E' sempre piuttosto fredda e distaccata anche con gli amici più cari, quando mai si lascia trasportare? in realtà non si fida di nessuno fino in fondo, la sua parte cerebrale prevarica quella empatica. Guardate Jorah: come ha fatto a non capire che era ai suoi piedi, pendeva dalle sue labbra ed il suo amore era sincero? una persona normale in questi casi si fida, l'amore incondizionato porta al perdono ed alla fiducia, e chi se ne infischia delle regole lei è la Regina! Invece lo esilia per i suoi atti passati e rinnegati, e per aver avuto vergogna e timore di confessarlo. Anche se l'aveva protetta, aiutata e le aveva salvato la vita. Ha un tarlo nel cervello che la frena e le impedisce di perdonarlo, che le impedisce di fidarsi. quanto un sovrano può diventare paranoico nella difficile impresa di ottenere e poi di mantenere saldo il potere? E come si comporta con Daario? adios, fuori dai giochi perchè non gli comodava politicamente che andasse con lei a westeros, perchè doveva sposarsi con uomo di lignaggio per farsi strada nel suo obiettivo. Come anche a Meereen. Ha sempre dato priorità al trono rispetto all'amore, come può risentirsene se ora che è cresciuta se non si sente ricambiata e amata? l'amore e il rispetto si conquistano, ma si devono anche coltivare. tutto quell'altruismo dimostrato nello spezzare catene e liberare popoli oppressi, non è piuttosto una ossessione che la ammorba e opprime, ossessione di soverchiare il sistema ingiusto per essere di fatto lei la garante e dispensatrice di giustizia? ottenere amore nel modo in cui lei lo prova: sentirsi importante, sentirsi riconosciuta. fino a poco tempo fa voleva anche sentirsi benvoluta (amata?), adesso le basta essere riconosciuta e temuta. gran bel personaggio.
  5. 5 alla 8x01: insipida, ok era la prima 6,5 alla 8x02: fatta bene, ma non è il mio genere di puntata. vi offendete se dico pallosetta? considerata anche la prima 3+ alla 8x03: tutta sbagliata, un disastro completo e inappellabile per me, metto un + solo per gli effetti speciali 7 alla 8x04: agrodolce: di primo impatto mi è piaciuta molto, un sollievo rispetto alla precedente. però i missili terra aria ed altre assurdità no, proprio no! ma voglio essere buono e premiare l'emozione iniziale, altrimenti sarebbe da 4 9.5 alla 8x05: trama di base forse un po' scontata ma non ho sentito particolari forzature, scorre incalzante e funziona bene anche nella sua logica e nei colpi di scena, poi la realizzazione e la regia è da 10 e lode! ora sono proprio ringalluzzito per l'ultima *incrocia le dita*
  6. la scena del mastino serve proprio per non farla morire nel palazzo dal momento che alla fine crolla tutto, ma la storia di Arya non finisce certo qui. quello che ha provato fuggendo dalla città che cadeva a pezzi dal fuoco l'ha segnata pesantemente, è stato espresso a meraviglia nello show, l'eccidio di Daenerys non le scivolerà via ed Arya non scapperà dal nuovo nemico. Jon a questo punto non so se la fermerebbe ("non dimenticare chi è la tua famiglia", e non è stata lei a tradire il giuramento delle sorelle), a meno che non sia lui stesso a volerla giustiziare per mano sua. Ma non credo, mi aspetto uno svolgimento meno lineare con più colpi di scena in mezzo che rivoltano la frittata. trovo cmq assodato che Arya avrà un ruolo importante nella vendetta (o tentativo di) dell'ultima puntata, assieme a sua sorella ovviamente. Con Sansa si che Jon sarà bello combattuto: avrebbe ottimi motivi per osteggiare entrambe, sorella e zia regina, e lui o giustizia o perdona non ha troppe mezze misure. perdonerà entrambe? anche lui è tornato ad essere solo, ritorno alle origini. e non trovo improbabile infine che Arya ritorni con i faceless, potrebbe avercelo troppo radicato nel sangue il gusto di uccidere (abbiamo visto finora quanti si sono redenti seguendo il loro "cammino di crescita" ) la storia è circolare.
  7. sarò un ottimista, ma qui potrebbero aver voluto puntualizzare come l'energia che muoveva e teneva in "vita" la montagna zombificata era l'odio per il fratello, più di ogni altra cosa. zero interesse anche per il suo stesso creatore, schiacciato come un pesciolino. certo, dal momento che avevano scelto di far morire Cersei da sola col fratello in quel modo, chiaramente dovevano trovare anche un buon pretesto per liberarsi della zombie montagna invulnerabile.
  8. d'accordissimo sulla prima parte, ho trovato la battaglia nella sua devastazione molto toccante e cinematograficamente realistica, non ho ricevuto nessun particolare pugno sull'occhio al contrario ad esempio dell'episodio passato 8X04 o parimenti nella 8x03. l'unica incongruenza potrebbe essere Dany che si fa fuori col solo grado tutti i lanciamissili che sono tornati ad essere normali arpioni, ma nel contesto della saga è coerente, i draghi si muovono come caccia e sono corazzati come bombardieri, ai voglia di prenderli prima di tutto e poi di tirarli giù con i lancioni. incongruenza è generata completamente nella 8x04. invece su verme grigio, per come l'ho interpretato quando l'ho visto attaccare il lannister disarmato, a parte la rabbia ed il desiderio di vendetta, penso che abbia solo fatto 1+1=2 dal momento che la sua regina stava portando devastazione nonostante la resa, e l'ha seguita in battaglia o meglio nel massacro. ma per quanto ne sappiamo, potrebbe anche non essere d'accordo con questa scelta drastica della regina, non è così chiaro nella rappresentazione.
  9. daenerys che sfonda col fuoco di drago la porta della città e mezza GC :brividoni:
  10. in realtà, se pur anche nella letteratura (e Martin non fa eccezione) si lavori principalmente per sbarcare il lunario, la professione dello scrittore lascia ottimi margini di possibilità di creare opere veramente innovative che non puntano al boom di vendite ma piuttosto all'avanguardia artistica, magari lavori portati avanti anche a tempo perso. un qualcosa di fortemente innovativo è difficile che piaccia subito (e magari non piacerà mai) ma non significa che non ci si possa buttare, e che non possa anche vendere bene nel tempo. ma queste non sono cose a cui punta un'industria di entertainment che deve gestire set con decine di attori e migliaia di comparse, banalmente perchè non potrebbero pagar loro lo stipendio. a meno di generosi mecenati Sulla categorizzazione della serie, che GOT sia stato retrocesso in serie B, potrei anche essere d'accordo. per me è stato come Lost, anche se questa puntata per me ha risollevato di parecchio il livello delle ultime 2 serie (de gustibus ). Oppure, per dare un'analogia ancora più calzante, per me è stato come la trilogia di Matrix: immensa la prima puntata, che però ha aperto troppe trame e troppe domande. digeribili i due seguiti, che hanno cercato di rispondere alle domande chiudendo i buchi con tappi di sughero, per dare una coerenza di massima alla storia. Ecco il decorso di GOT per me è uguale. ovvio che se nella serie avessero tralasciato alcune inutili sottotrame per chiuderne meglio certe altre sarebbe piaciuto a tutti, sia a chi ha sia a chi non ha letto i libri PS: ho adorato Breaking Bad
  11. completamente d'accordo. ad esempio la mia compagna, che di GOT avrà visto si e no una manciata di puntate intere e un bel po' di spezzoni solo perchè lo vedevo io, alla lunga si era appassionata a Dany (e voleva vedere i draghi!) e ci è rimasta malissimo in questa puntata. non le avevo rivelato che alla fin dei conti tutta la storia andava a parare in tal senso, e con le ultime puntate era diventata piuttosto evidente. anch'io sottolineo il discorso sugli autori: certamente Martin, rimanendo sulla stessa linea base di sviluppo, avrebbe potuto mettere in scena il tutto in modo ben più raffinato e profondo. ma ci vorrebbero volute altro che una serie in più: ne servivano altre 3 o 4 per chiudere a modo tutte le sottotrame e gli intrecci che ha generato con i libri (che non ho letto, ma mi basta tutta la carne messa al fuoco nelle prime 4 serie). ma questo non era commercialmente sostenibile: non avrebbe avuto lo stesso riscontro di pubblico che ha avuto, non nell'immediato. io ad esempio credo di essermi appassionato a GOT nella 5 serie, quando la trama è cominciata a filare via veloce con molti avvenimenti, colpi di scena e forzature cinematografiche. avevo già visto negli anni precedenti un po' di puntate delle serie iniziali (forse avevo anche visto la prima puntata della prima serie alla prima tv) ma non erano riuscite ad "acchiapparmi". è l'esagerazione dei temi che mi ha destato la curiosità alla saga (la storyline dei non morti il trip di Bran soprattutto, ma anche lo sviluppo dei draghi, la magia del sangue e gli intrighi lannister). solo in seguito, dopo che mi ha appassionato, mi sono andato a rivedere uno per uno tutti gli episodi di tutte le serie - li avrò rivisti tutti almeno 4 volte - e mi sono innamorato di quanto bello fosse quel mondo che Martin ha creato! ma l'ha fatto troppo grande per una serie tv. è giusta per i libri (se mai li finirà) perchè basta un cervello geniale e la volontà di farlo per portarli a termine. molti incredibili artisti sono morti poveri e sconosciuti perchè il pubblico ci ha messo decenni per scoprire e amare la loro arte. la HBO ed i loro dipendenti non volevano un Van Gogh, ma riscontro in questa vita
  12. perchè il lettore ne conosce il background ben costruito che li eleva ad una certa importanza, ad un certo peso nella trama della saga letteraria. per lo spettatore che non ha letto i libri la GC non è altro che un gruppo di soldati mercenari, particolarmente forti e costosi, che nella trama sono appena abbozzati. non gliene frega nulla di loro, non hanno importanza e non destano curiosità. ci sono altre 10 mila domande che (anche) lo spettatore si chiede su ben altri aspetti della trama man mano arrivando all'ultima serie, prima di porsi domande sulla GC
  13. Puntata bellissima, per quanto mi riguarda ha risollevato l'intera ottava stagione, e ci sono ottimi presupposti per un gran gran bel finale! ormai la cancellazione con la spugnetta della minaccia estranei l'ho digerito, ma il resto della trama per fortuna ha tenuto alla grande. una precisazione doverosa: non ho letto i libri, e tutte le ultime serie non sono rivolte agli appassionati puristi bensì al mainstream, che mediamente non solo non ha letto i libri ma probabilmente non ha neanche visto tutte le puntate di tutte le serie e non si ricorda bene la trama. questo è il target, volenti o nolenti. per me chi come me non ha letto i libri, empatia per la GC ne avevo meno di zero, ed ho goduto quando Dany ha sfondato le mura col fuoco azzerandoli in un batter d'occhio, libine allo stato puro! tristi per mad-Dany? certo, la trama è stata vistosamente forzata per andare a parare là dove si voleva andare fin dall'inizio: Daeneyris nata dalla tempesta. per altro prima di dare di matto bruciando tutto e tutti, è stata l'unica a dimostrare di avere sale in zucca. la ruota sta tornando al punto di partenza, la storia si ripete. mi permetto di autoquotare un mio messaggio su un altro tread: la trama di quest'ultima puntata è stata sicuramente, come tutte quelle dalla 5-6 serie in avanti, più dozzinale, estremizzata e meno raffinata della rappresentazione magistrale delle prime serie supportate dal testo letterario. ma il testo letterario non c'è più, il pubblico di riferimento è cambiato e questa puntata è stata per me FANTASTICA, non solo per la spettacolarizzazione (la 8x03 mi ha fatto schifo, la peggiore in assoluto) ma proprio per la trama, che se pur dozzinale è anche potente nei sui intrecci e colpisce dritto al cuore. imho.
  14. uaoo! peso. preferisco nel dubbio non spoilerare visto le poche ore mancanti.... certo se si sono inventati questi fiumi di parole, chapeau
  15. L'impressione che mi sono fatto della saga di GOT è invece per certi versi l'opposto: GOT non è un romanzo di formazione, non vuole rappresentare la crescita personale ed il riscatto, non è questo il focus ed è proprio tale caratteristica a renderlo innovativo rispetto alla maggior parte di altre opere simili, specialmente se si parla di genere fantasy. Il focus di GOT mi sembra invece una rappresentazione disincantata e cinica dell'essere umano dal punto di vista sociale, dalla dinamiche familiari a quelle politiche: una rappresentazione in cui nonostante i singoli seguano talvolta percorsi che potremmo interpretare come migliorativi e salvifici, in realtà alla fine sono rigettati all'interno del complesso quadro delle divergenze sociale, ne vengono sopraffatti restando piuttosto simili a sè stessi, figli del loro sangue e delle loro tradizioni, prede delle proprie ossessioni e debolezze, inermi di fronte a ciò che è più forte e più grande: una moltitudine incontrollabile, sia fuori di loro che dentro di loro. rappresentazione cinica in cui l'unico modo per salvarsi è l'esilio (scappando da sè e dal proprio passato) o la morte. Dany vorrebbe distruggere quella stessa ruota che invece sta spingendo con veemenza fino a rimanerne schiacciata. stessa sorte riservata, ci scommetto, agli quegli altri protagonisti che non periranno e non scapperanno. GOT non vuole e non ha mai voluto dare soddisfazione nè redenzione, questo aspetto l'ho trovato lampante fin dalla prima serie. A mio avviso sono questi i fili principali che muovono la trama, e che sono anche la ricetta per cui è risultato così sorprendente. Con questi stessi fili costruiranno la tela del finale, il problema è che mentre nelle prime stagioni la trama dei fili era raffinata e accorta, adesso è un guazzabuglio di nodi grossolani per dare frettolosa forma all'immagine che gli autori avevano in mente fin dall'inizio.
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