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Phoenix

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  1. Il punto è proprio come quel contesto che tanto amiamo tirare in ballo, sia difficilmente individuabile in modo assoluto e oggettivo, impossibile da cristallizzare e valutare, se non con "contaminazioni" soggettive e personali. È pura speculazione, lo so, ma interessante ()
  2. Senza intenti polemici, posto una delle riflessioni più interessanti che ho letto ultimamente, del come per ogni "questione" sia presente un contesto diverso in cui le differenti comunità la inquadrano https://m.huffingtonpost.it/entry/i-fantasmi-usa-dove-il-falso-genera-il-vero_it_5f02e420c5b6ca970920dc13?kgf&utm_hp_ref=it-homepage
  3. Molto interessante! Devo riprenderlo London, che sono fortemente ignorante riguardo alla sua produzione! Dai che ho scelto un'opera "facile", partecipate numerosi Prendi la posizione più comoda, seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull'amaca, se hai un'amaca. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giù, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce.
  4. Insomma...lo stereotipo di per sé, a livello proprio di definizione, è una "caratteristica" (forse non è il termine giusto) soggettiva semplificata che può assumere accezioni più o meno positive o negative. Quel semplificata però, sottende una visione comunque parziale, quindi per me può aiutare a "familiarizzare con il diverso", ma non a comprenderlo, né ad accettarlo.
  5. Allora Il vagabondo delle stelle? Non lo conosco assolutamente, ma mi pare che l'opera sia ambientata in un carcere
  6. Eh, infatti, non avevo ancora letto l'ultimo aiuto...
  7. Nessun altro prova? Potrebbe essere Martin Eden allora? Mi sembra che London in questo affronta le differenze fra le classi sociali e muove una forte critica all'individualismo Ah Eddard, avevi postato subito prima di me un altro indizio...
  8. Premetto che ho capito trattarsi di Jack London, ma purtroppo non sono molto ferrata su questo autore, se non per le sue opere più famose ( Zanna bianca e Il richiamo della foresta ) e non mi sembra questo il caso...quindi la sparo: Il tallone di ferro ?
  9. Ho votato "perso fra le sottotrame", ne ha aperte troppe e non riesce a incastrarle come vorrebbe, anche se sono convinta che almeno una delle trame principali gli stia dando altrettanti problemi.
  10. Sì, in effetti mi piace di più che non la definizione "sottogenere"
  11. Le due serie anime del manga Full Metal Alchemist si inseriscono proprio in questo contesto.
  12. Infatti più mi addentro nell'analisi della figura di Rhaegar da quei pochi elementi che abbiamo, più mi rendo conto che assume una connotazione ambigua che vira al negativo. Voglio sapere tutto!!!
  13. È lo scotto da pagare per avere mass media estremamente politicizzati, che non perdono occasione per fornire il loro apporto alla perenne campagna elettorale che affligge il paese. Le due vicende però mi sembrano poco accostabili, per il contesto e per la "modalità". Non è comunque un segreto che i media abbiano (abbiamo?) la memoria cortissima.
  14. Su questo posso essere d'accordo, ma allora sarebbe più corretto dire che ha contribuito a creare un nuovo sottogenere, piuttosto che rivoluzionare il genere stesso.
  15. Bel film, anche se...vabbè ne parliamo quando riesci a vederlo.
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