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Ser Balon Swann

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About Ser Balon Swann

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  • Birthday 01/01/1988

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  1. Miglior opera narrativa lunga / seriale del decennio. Un capolavoro fatto e finito. Se riescono a gestire bene - e non vedo perché no - anche gli ultimi passaggi (il materiale base-fumetto è eccellente, "tradotto in anime" può essere leggendario) sarà trionfo.
  2. Don't Look Up: 9/10 Grandissimo film, certo surreale, iperbolico, ma che è uno dei più riusciti e e spettacolari ritratto della società occidentale moderna, e della "assurda incapacità" dell'uomo di trovare un punto fermo universalmente condiviso, una visione delle cose, quantomeno basilare, unica, e quindi dell'impossibilità di convergere verso determinate conclusioni, anche quanto è una questione di vita o di morte (sia per limiti intrinseci, che a causa di "tentazioni" mondane, che intorbidiscono, alterano, le evidenze scientifiche). Io posso vedere l'evidenza X, indicare X,
  3. ma ciononostante si sentono pure loro pazzescamente e profondamente americani, e non gli passa neanche per l'anticamera del cervello di picconare le fondamenta della nazione. Verrebbe da pensare che la "reazione" naturale, più comune, avrebbe dovuto essere tipo quella alla Malcom X: risarciteci, dateci un bel pezzo di terra, dove costruiremo la nostra "nazione nera", finalmente liberi dall'oppressione e dalla discriminazione della maggioranza (che perdura a tutt'oggi, sotto tantissimi profili). E invece.
  4. il 90% delle libertà delle tutele nei confronti dei diversi, delle minoranze, delle donne ecc. che abbiamo conseguito negli ultimi anni, sono direi realisticamente incompatibili con uno scenario dove un Islam scatenato mette la quinta e va in progressione pazzesca, diventando dominante sul continente europeo. Poi a livello teorico, può anche essere che il connubio tra la fede mussulmana e le regole di convivenza quotidiana danesi darebbe vita al mondo perfetto, dove ogni diritto è riconosciuto, ogni sensibilità rispettata, ogni minoranza finalmente tutelata.
  5. la maggioranza della popolazione europea ebrea la veda dura; islamica vuol dire che non esiste più l'occidente e abbiamo perso, e siamo stati assimilati invece che assimilare e il problema non si pone più. Quanto all'ateismo - o meglio sarebbe dire agnosticismo, per distinguerlo dall'atteggiamento da magnapreti incattiviti - non è incompatibile con il Natale vigente, che è già di suo una rielaborazione in chiave moderna della festa del passato, folkloristica-consumistica, una tradizione collettiva gigioneggiante e sbrillucciosa, e solo in misura residuale, e solo per alcuni, un'autentica
  6. concordo, infatti come dicevo sopra non va bene né l'iconoclastica bulimica, né il conservatorismo stagnante. Teoricamente, il miglior processo, alla luce delle esperienze storiche maggiormente di successo in tal senso, dovrebbe essere quello della "continuità nel cambiamento", cioè nell'assimilazione volontaria e flessibile. Prendendo per esempio il Natale: il Natale dovrebbe rimanere la principale festività, pur nella tolleranza e rispetto delle festività alternative, ma con un tendenziale, progressivo, spontaneo convergere dei componenti delle nuove culture/etnie/ideologie, i cui
  7. Sono equilibri delicati; valori, ideali, tradizioni, il collante culturale-sociale... di quello sono fatti gli Imperi (oltre che di supremazia tecnologica, tendenzialmente). non c'è posto per elefanti che fanno concessioni e sperimentano scompostamente in una simile cristalleria. poi certo, se si ritiene che: a) una società possa fiorire e anzi essere egemonica e dominante anche senza un "comune sentire" di fondo, una certa compattezza e coerenza ideologica, un obbiettivo comune, condiviso quantomeno a livello di elites, anzi una società parcellizzata a individualista meg
  8. Beh è così. La decadenza di una civiltà/sistema, in quanto sistemico e inerziale, richiede qualcosa di diverso della perpetuazione degli stessi meccanismi che hanno determinato lo stato di cose in esame. L'emergere di forza "contraria" che inverta il moto.
  9. ah! E invece è arrestabile, a livello teorico. Purtroppamente i pochi esempi conosciuti di arresto e/o inversione della decadenza sembrerebbero richiedere come condizione essenziale l'emergere - totalmente casuale e randomico - di un individuo extra-ordinario, dotato di energia, genio e visione, che - tra le altre cose - operi una sintesi tra vecchi ideali e nuove istanze (quindi senza rinnegare iconoclasticamente il passato, brumaio e vendemmiaio e ste amenità cose qui, ma neppure ignorare il fatto che se "la via del passato" non funziona più, è inutile cristallizzare la situazione pensando i
  10. il solo porsi il problema significa che sei partito per la tangente, con poche speranze di rientrare in pista. se vuoi augurare "buone feste", ottimo. se vuoi augurare "buon natale" (che tra l'altro può essere inteso non necessariamente come "buona celebrazione della NASCITA DI NOSTRO SIGNORE GESU, INGINOCCHIATI ALLA SUA POSSANZA, PECCATORE INFEDELE'", ma semplicemente come "buona festività nazionale ufficiale stabilita ex lege e che cade il 25 dicembre anche conosciuta storicamente e folkloristicamente con il termine breve di NATALE"), la reazione del non cristiano/credente d
  11. essendo una tendenza diffusa e pervasiva, si trova di tutto, ovviamente. alcune sono minchiate partorite da singole menti problematiche e che beneficiano dell'effetto - amplificazione del web. Moltissime resteranno lettera morta su twitter o reddit, certo. altre sono battaglie di associazioni o gruppi di intellettuali, quindi con una certa visibilità e un buon grado di autorevolezza. altre approdano e vengono discusse ai massimi livelli delle istituzioni. Che la società occidentale - e in particolare europea - sia in crisi credo sia un dato abbastanza oggettivo. Il n
  12. ma mica è una cosa isolata, è l'ennesima, coerente manifestazione di una tendenza. ci sono altre centinaia di esempi, che vanno dall'abbattere le statue di jefferson, vietare lo studio di omero nelle università, inorridire per il bacio metoo dato a biancaneve o alla bella addormendata, rimuovere le croci dalle cime delle montagne, sostituire termini linguistici con nuovi termini dotati di schwa e via discorrendo. Un rigetto culturale auto-inflitto, una forma di bulimia sociale a forti tinte psicopatologiche. Doppiamo vomitare tutte le impurità che abbiamo ingerito
  13. sì. il Natale è una cosa bella che non fa male a nessuno, e se io in buona fede ti auguro buon Natale e tu ti offendi, sei un povero scemo e andresti preso a merluzzate in faccia. O anche se mi auguri buon Ramadam o buon Hanunukkah o buon compleanno o buon onomastico o buona festa della Liberazione, ipotizzando in buona fede che le festeggerò o che comunque non nutra un particolare odio per queste feste. E porsi questo tipo di problemi, arrovellarcisi, burocratizzarli, invece che risolverli con un semplice e bonario "ma va a cacher" è indice di un insicurezza profo
  14. a me fa sorridere il fatto siamo una società/cultura arrivata al punto in cui ci sono venuti a schifo cose come il Natale e i nostri stessi nomi (cha sarebbe l'equivalente di tipo guardarsi allo specchio e avere forti conati di vomito): e ci sta pure avere delle crisi di autostima. ma poi si aspetta che altre società/culture, dinnanzi alla prospettiva di occidentalizzarsi, abbracciare i nostri valori (?) ideali (??) e costumi, e in sostanza fare questo bel percorso per arrivare a questi straordinari punti di arrivo, non vadano in brodo di giuggiole, non aspettino di essere "elevate" con
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