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Ser Balon Swann

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About Ser Balon Swann

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  • Birthday 01/01/1988

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  1. Non è questione di convenienza o interesse individuale. L'empatia non necessariamente ha a che fare con discorsi di convenienza personale o interessi egoistici/collettivi. Esempio attuale. Fine vita. L'elettore di destra è tendenzialmente contro. Perché? Mica per interesse individuale, ma semplicemente perché mette i massimi sistemi filosofici/etici/religiosi davanti alle sofferenze dei singoli (che evidentemente non lo colpiscono, o non lo colpiscono abbastanza). Non che la posizione di sinistra sul tema non abbia un sub-strato filosofico-intellettuale-giuridico sul tema eh, anzi. Ma secondo me molto (non tutto, ma molto) parte da una risposta iniziale più empatica davanti a determinate situazioni. L'orientamento di base, il moto iniziale che fa propendere da un lato piuttosto che dall'altro. dipende. L'italiano medio, 40 anni, senza lucrosi affari da proteggere, potrebbe ragionare, molto razionalmente, come segue: a) il cambiamento climatico mi presenterà il conto salato solo tra qualche decennio. Me ne frego di quel che verrà tra qualche decennio, meglio un uovo oggi che (forse) una gallina domani. Oggi posso gustarmi un bel hamburger e andare in vacanza in aereo in sardegna, se ci rinuncio nessuno mi garantisce che tra 20-30 anni avrò un ritorno migliore. Sarò un vecchio, forse. So solo che se ci rinuncio oggi, mi sono negato una serie di piaceri e soddisfazioni. b) se c'è una soluzione tecnologica al cambiamento climatico, i cervelloni la troveranno, energia pulita quasi infinita per tutti e tutte queste paranoie saranno solo un brutto ricordo. Non è che io facendo la raccolta differenziata e andando in bici blocco il consumismo globale e evito il boom economico di india, cina, brasile indonesia e di 3 miliarid di persone in rampa di lancio verso il benessere. c) se non esiste soluzione tecnologica, o se non è implementabili entro quei famosi 20-30 anni, siamo comunque spacciati e a maggior ragione si torna al punto a) La tua unica obiezione potrebbe essere "eh ma così ragionando, condanni le generazioni future. I tuoi figli e nipoti. Rubi i loro sogni. Come osi". Al che io potrei rispondere: "eh sì, hai proprio ragione, ma è irrilevante, visto che non provo particolare empatia per le generazioni future" Mettiamola così. Spesso sia le posizioni di destra che quelle di sinistra hanno solide basi razionali. Grandi riflessioni e grandi dibattiti alla base. Ma l''elettore medio sceglie (o tende verso) l'una piuttosto che l'altra non sulla base di approfondi ragionamenti, confronti dialettici, indagini e studi... ma sulla base di un moto psicologico di fondo. Molta empatia, poca empatia.
  2. I valori di Destra e Sinistra sono mutevolissimi, sia in termini temporali che geografici (la sinistra giapponese non è la sinistra italiana; la destra inglese non è la destra argentina; la destra americana del 1820 non è la destra del 1950 che non è la destra del 2000), in praticamente tutti i campi rilevanti (etico, religioso, economico, sociale, sui temi della famiglia, del sesso, della pace/guerra ecc.). La sinistra italiana è passata da essere un flagello per l'ambiente e per la tutela artistica dei luoghi storici, a fare dell'ambientalismo uno dei suoi cavalli di battaglia. La destra americana dall'interventismo all'isolazionismo. Eccetera. Se proprio vogliamo trovare un sottile filo rosso, per spiegare come tutto sommato, nonostante le enormi differenze, in tutte le epoche ci sia questa "contrapposizione di base", io direi che è di tipo puramente psicologico. Simpatizza a sinistra che ha un livello di empatia (quantomeno astratta, "teorica", l'empatia del "sarebbe bello che", anche se magari nei fatti non è coerente) tendente all'alto (per i tempi). Simpatizza a destra chi ha un livello di empatia più tendente al basso (per i tempi). La vecchia distinzione di Churchill, per quanto ovviamente brutale e semplicistica e provocatoria (chi ha un cuore vota a sinistra, chi ha un cervello vota a destra) alla fin fine secondo me nasconde un fondo di verità.
  3. Concordo. Anche perché si è evidente che la morte di Jon Snow è stata programmata e pensata per non essere definitiva (ci sono tutti gli elementi e le condizioni affinché resusciti). Secondo me l'unico personaggio secondario che secondo me poteva tornargli molto utile (nel senso che è proprio insostituibile, non è neanche ipotizzabile un "ricambio" con le stesse caratteristiche) e che ha ammazzato senza particolari ragioni è Maestro Aemon. Per ciò che sa o poteva sapere su vari retroscena misteriosi del passato (bloodraven, sala dell'estate, blackfyre e balle varie), in quanto reale targaryen, maestro della cittadella, "veterano" dei guardiani della notte. Poteva essere una bella wikipedia ambulante a portata di mano di samwell (e quindi del lettore)... morto lui, muoiono tantissime conoscenze e informazioni che difficilmente possono essere reperite altrove. Cioè, non impossibile, ma bisogna ingegnarsi parecchio per rendere la cosa credibile.
  4. Ha salvato il mondo e l'umanità, oggettivamente. Direi che uno scopo nella vita e nello show lo ha avuto. Solo che il salvatore del mondo, nella letteratura e in ogni opera d'arte, è sempre un personaggio positivo, buono, che o muore eroicamente oppure ha suo happy ending. Tutti gli sono grati e gli baceranno le chiappe vita natural durante. Siamo così prigionieri degli stereotipi che ogni altro esito ci sembra strano, insipiegabile, inaccettabile. E invece no. Il salvatore del mondo è una psicopatica capricciosa e narcisista. Che viene tolta di mezzo come un cane rabbioso appena ha esaurito la sua utilità. SPETTACOLO. Leggere questa discussione mi ricorda tantissimo le classiche interviste ai vicini di casa dei seriel killer, appena scoperto con 15 prostitute morte sepolte sotto l'orto. "Signora, lei non aveva mai notato niente di strano? Qualche comportamento sospetto?" "nooo, son veramente sconvolta, non me lo spiego. Era un così bravo ragazzo, carino e tanto gentile, salutava sempre con un bel sorriso. Una volta mi ha anche aiutato a portare fuori la spazzatura e a liberare degli schiavi, pensi un po'!" Eh, signora, che le devo dire. Forse è impazzito all'improvviso. O forse non ha fatto attenzione ai dettagli.
  5. Se il problema di Martin (o uno dei problemi) era sentirsi in qualche modo superato, "sostituito", messo in ombra dalla serie tv , questa inaudita shitstorm dovrebbe dargli una bella carica, con il mondo che grida "D&D fate schifo senza Martin non siete niente". Adesso può recitare la parte dell'eroe salvatore che alla fine da al pubblico deluso il finale che sognavano, e l'hype per i libri resterà comunque alto, anzi più alto che se la serie tv fosse finita in modo perfetto e soddisfacente per tutti. Se aveva questo tipo di problemi eh. Se.
  6. Concordo sul fatto che nei libri ogni cosa sarà più sfumata, raffinata e credibile, e concordo sulla trilogia di Abercrombie, grandissima saga, non è un affresco grandisoso come ASOIAF ma ha una sua personalità decisa, sa quello che vuole fare, lo fa bene e arriva deciso a un finale molto convincente. Non concordo invece sul "fare abbattere dany come animale," se quello che non ti convince è il farla secca in modo improvviso, brutale, bang bang morta. Quello potrebbe tranquillamente essere, anzi fa parte dello "stile" dell'opera, alla fine Robb e Cat vengono macellati senza tanti riguardi, e alla fin fine anche la parabola di Eddard viene chiusa in modo abbastanza rapido e inclemente.
  7. Mi scuso darklady, scrivere "piallata" in grassetto può effettivamente suscitare turbamento negli animi più gentili e sensibili. Cado sempre nello stesso errore, mi lascio trasportare dall'entusiasmo e dalle passioni. Esprimerò gioia e magno gaudio in modo coccoloso e garbato d'ora in poi. Daenerys dracaryzzata vivaaa... Per rispondere a Dargill: IMO tutto nella serie tv è un po' una mezza schifezza scritta male, tranne le scene che consistono in una trasposizione fedele e pedissequa dei libri e pochissima altra roba. Partiamo da questo presupposto. Era dunque inevitabile che le ultime stagioni fossero delle schifezze, e il finale una schifezza ancora più gigantesca, perché notoriamente "chiudere bene" un'opera è una delle cose più difficili che esistano (e sono poche le serie tv lunghe che hanno un finale all'altezza delle premesse...). E figuriamoci se due mediocri artigiani della scrittura come D&D sono in grado di chiudere non dico magistralmente, ma neanche decentemente, un opera così raffinata e complessa come ASOIAF. Appurato ciò, perché guardare/seguire la serie tv? Soprattutto le ultime 3 stagioni? Per la sua qualità artistica? Suvvia, tanto varrebbe farsi la maratona della saga di vacanze di Natale. Quindi? IMO, per avere una sommaria idea di "come le cose sarebbero dovute/potrebbero andare", sulla possibile evoluzione e destino dei personaggi principali. Partendo dal presupposto che Martin avesse confidato a D&D, a grandi linee, il finale che aveva in mente e la conclusione dell'arco narrativo dei vari personaggi. Mi sembra incontestabile che, al netto dell'incapacità di D&D di rendere in modo efficace e credibile questa "evoluzione" (o, direi io, "rivelazione"), alla fine dei giochi Dany emerga NON come l'eroina perfetta che tanti attendevano e pregustavano, l'Aragorn in gonnella de noantri, ma un personaggio grigissimo, inquietante, disturbato, sull'orlo della follia/pazzia/megalomania/narcisimo patologica/chiamiamolo come vogliamo. La domanda finale dunque è semplice: nei libri (e di conseguenza, nella serie tv) ci sono indizi che lasciano presagire questa evoluzione? Sotto il profilo psicologico e narrativo? O è una roba completamente assurda, buttata là a caso e senza giustificazioni. La risposa è sì, c'erano tanti indizi nei primi 5 lbiri (e di conseguenza nella serie tv stessa, visto che è stata abbastanza fedele fino alla 5x05 o giù di lì), ed erano stati individuati non solo dal sottoscritto ma anche da diverse altre persone, sia qui che in altri forum internazionali. Che Daenerys covasse gravi turbe psichiche, secondo me era evidentissimo, e che fosse un personaggio anomalo (nel senso cocco dell'autore, troppo perfetto e a cui va sempre tutto bene, invulnerabile, apparentemente destinato al successo come un palloso harry potter) era altrettanto evidente. E conoscendo Martin, e la sua volontà di creare un saga fantasy che (tra le altre cose) distruggesse alcuni dei canoni più stantii e paludosi del genere, si poteva meta-ipotizzare una rovinosa e beffarda caduta finale, piuttosto che un glorioso happy ending. E così è stato.
  8. Ma infatti infatti, ha appena grigliato un milione di civili inermi, e adesso vuole partire alla CONQUISTA DEL MONDO con le sue bombe atomiche alate. E' chiaramente un personaggio positivo, è ancora l'eroina bellizzima buona e generosa che tutti amavano. Solo un pochino indurita dagli eventi, ma non ha perso il contatto con la realtà, al limite è un po' scossa e stressata, ma niente di preoccupante, del tutto fisiologico direi. Sarà una grande regina, come pronosticava quel vecchio scemo di barristan, e inaugurerà per un periodo di pace e prosperità come non si vedeva dai tempi di jeahaerys il conciliatore, perché ha il cuore buono e innocente di una bambina, ma la fermezza e le saggezza di un grande capo.
  9. dittatori megalomani che, ricordiamolo, notoriamente vengono presi come esempio di persone dalla psiche sana, equilibrata e per nulla problematica.
  10. DAENERYS PAZZA E PURE PIALLATA C'MOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOON C'MOOOOOOOOOOOOOOOOOONNNNNNNNNNNNNN
  11. 1. mmm no. Non si applicano a nessuno quei particolari tratti disturbati della personalità, e non in contrasto con una apparenza così perfettina. Nessuno ha quel tipo di reazioni/pensieri ecc. Possono avere altri problemi, frustrazioni e disturbi, ma comunque assai diversi da quelli di dany. 2. È sempre stata disturbata evidentemente, ma l'autore lo nasconde dietro lo stereotipo dell'eroina mary sue, e lo lascia intravedere di rado, molto sottilmente. Il "colpo di scena" è alzare definitivamente il velo. Non mi pare un discorso così complesso da capire..
  12. Non possono più smontare niente, ha nuclearizzato una città di un milione di abitanti dicendo frasi insensate e con gli occhi spirati. Al massimo possono decidere se farla abbracciare compiaciuta questa versione sanguinaria di sé o farla in qualche modo redimere, ma quel che è fatto è fatto. Il punto è che qui non è che dobbiamo redigere una cartella clinica di Dany, non è quello il fine. Dobbiamo cercare di capire quale sia il suo significato letterario, artistico, cosa gli autori (l'autore) cosa ci vogliono dire/trasmettere con il suo personaggio? Qual è il suo senso di esistere, perché hanno deciso di raccontarci la sua storia? Io dico che è una bellissima operazione di rovesciamento dei canoni, di de-strutturazione di uno stereotipo romanzesco, ovverosia la ragazzina bellissima, intelligentissima, coraggiosissima bla bla che grazie a un mix di botte di chiappe e abilità salva il mondo e conquista il regno, ma... ma alla fine si rivela profondamente disturbata, e commette crimini indicibili, che le devastazione della montagna che cavalca nelle terre dei fiumi sono delle simpatiche feste campestri. E non è che cambia così, di botto, era percepibile che aveva qualcosa di storto, di strano, ma è stato molto ben nascosto ai fini del "colpo di scena". Secondo me è una cosa quasi unica, eccezionale, nella serie TV sarà tutto più grezzo e raffazzonato ma comunque coerente, e comunque riuscitissimo (i lati oscuri di dany li hanno accennati pure nella serie tv, le prime 4 stagioni sono fedeli ai libri). La rivolta dei khalisioti delusi ne è la prova definitiva.
  13. Io lo scrivo dal 2007, funghetto mio bello iscritto 6 giorni fa e con 200 post all'attivo comunque follia, psicopatia, personalità problematica con tratti da narcisista patologico, lati oscuri e ombre caratteriali... chiamatela un po' come vi pare, il punto è che il 90% dei lettori e degli utenti e dei lettori si è sempre ostinato a vedere dany come un personaggio assolutamente positivo, l'eroina che ci meritavamo e di cui avevamo bisogno, e quei tratti oscuri come mere note di colore, difettucci, robetta messa là per rendere un po' più credibile e tridimensionale il personaggio, ma alla fin fine irrilevanti ai fini dello sviluppo e del destino del personaggio, sulla sua funzione narrativa, sul messaggio di cui l'autore voleva farla portatrice. E invece viene fuori che tutte quelle cosette poi così irrilevanti non erano. Che dany non è la bella e buona khalesi che salverà il mondo dagli estranei cattivoni cavalcando i suoi tragonzi e riportano westeros all'età dell'oro con sagacia e coraggio, la capitan marvel in salsa medievale... è qualcosa di molto diverso, di molto più disturbante.
  14. Primo capitolo, primi capitoli, whatever. Comunque sì, ha atteggiamenti da tipico narcisista patologico livello advanced fin da subitissimo, è fissata con la storia del sangue, del retaggio del Drago, continua incessantemente a ripetersi sta min_chiata e fa cose totalmente irrazionali e potenzialmente mortali basandosi esclusivamente sul "sentirsi" predestinata (delirio di onnipotenza), spesso giustifica i suoi crimini, le sue azioni o omissioni non sulla base di ragionamenti razionali o etici ma sul "loro non sono niente, io sono la stirpe del drago" (pensieri che ha anche mentre torturano a morte il fratello, per dire, o brucia vive le persone), ha un livello di empatia estremamente problematico e distorto (quando vede scene trucide, tipo i lazhar trucidati o i bimbi crocifissi, ci resta male, ma all'idea che il suo ganzerrimo figlio sarà lo stallone che genocida il mondo, il suo cuore gioisce ed esulta). E' pronta a invadere un continente, tra l'altro con un esercito di selvaggi urlanti, continente che non ha mai visto e portare morte e distruzione solo perché il suo retaggio glielo impone, se ne sbatte all'idea delle conseguenze. Non accetta che le si dica di no (tipo quando arriva a Quarth da pezzente pretendendo flotte, e si indigna quando legittimamente non gliene danno aggratis), trova inconcepibile che altre persone possa avere interessi diametralmente opposti ai suoi, prende ogni ostacolo o avversario come una inconcepibile offesa/affronto personale. Ha momenti di rabbia e furore improvvisi, spesso scatenati da episodi di "lesa maestà". Tipico, sottolineo tipico, narcisista mezzo matto. E non è che si EVOLVE o TRASFORMA in Mary Sue. E' apparentemente, e in tutto e per tutto, una Mary-sue da pagina 1 capitolo 1 libro 1. Viene presentata e descritta come bella, brava, buona, intelligente, coraggiosa, intraprendente, saggia, clemente, fortunata, le gira sempre bene tutto, è protetta dall'autore stesso (e si percepisce, credo volutamente: caso unico nelle cronache, dove tutti fanno errori e li pagano: lei no), autore che con vari deus ex machina al limite del ridicolo e improbabili avvicendamenti di trama la fa salire sempre più in alto, e ogni caduta/intoppo si risolve sempre a suo favore. MA. C'è un ma. Martin, in modo assolutamente eccezionale e magistrale, inserisce, quasi impercettibilmente, in questo quadro di perfezione e strereotipo della perfetta eroina fantasy, speciale e paraculata, gli elementi "disturbanti" di cui sopra. In secondo, terzo, quarto piano. Ma ci sono, e vanno tutti coerentemente a delineare una certa personalità problematica e patologica. Dettagli che non sfuggono a una lettura attenta e imparziale. Poi oh, secondo me, alla fine ognuno ha la sua interpretazione :D
  15. per chi ha un minimo di nozioni di psicologia e psichiatria criminale, il fatto che Dany presentasse evidentissimi segnali di follia e psicopatia era chiaro. Martin ha fatto i compiti a casa, ha studiato la materia, ed è stato abilissimo a nascondere questi segni tipici dietro lo stereotipo della fichetta bellissima tosta e predestinata tipo capitan marvel. CAPOLAVORO.
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