Ser Balon Swann

Utente
  • Content count

    7,408
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    61

Ser Balon Swann last won the day on January 13 2017

Ser Balon Swann had the most liked content!

Community Reputation

640 Neutral

7 Followers

About Ser Balon Swann

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  • Location
    Trento

Recent Profile Visitors

559 profile views
  1. Elezioni politiche 2018

    Secondo me il governo di CDX è fattibile, non mancano troppi seggi, il PD è pronto a incontrare il suo destino (esplodere), e tutta la schiera dei vari centristi tipo Casini, Lorenzi ecc., oltre SVP e Bonino (che vanno un po' dove tira il vento a seconda dei proprio interessi) già me li vedo pronti a scannarsi per una poltrona nel nuovo governo.
  2. Premi Oscar 2018

    Call Me By Your Name Non visto, lo vedrò ma senza fretta, non mi ispira particolarmente. Però è un film che è emerso solo grazie al passaparola, a differenza di altra robaccia pompata a forza di critiche pagate e pubblicità. Quindi qualche merito deve averlo. Darkest Hour Oldman giganteggia ma il film in sé è molto didascalico, e le quattro situazioni usate a nastro (Churchill cazzia il gabinetto; Churchill fa discorsoni gasanti; Churchill ha momenti di crisi; Churchill fa il simpaticone con il plebeo di turno) alla lunga stancano Dunkirk Tecnicamente valido, ma tremendamente freddo e senz'anima. Documentario stiloso. Avanti il prossimo. Get Out wtf Lady Bird Magari è bello, chissà. Phantom Thread solo a vedere il trailer mi sono addormentato. Una storia che non solo non valeva la pena di essere raccontata, ma meritava di essere eradicata dalla memoria. Daniel, potevi scegliere un film un po' più gagliardo per chiudere. The Post Carino, ma è il 34563esimo film uguale ai precedenti sui giornalisti antipatici, spigolosi, nevrotoci ma cazzuterrimi, schiena dritta e Costituzione nella mano. Mobbasta. The Shape of Water Da vedere, potrebbe essere il film genialoide che fa salva questa edizione mostruosamente povere di film validi Three Billboards Outside Ebbing, Missouri Direi il più interessante, particolare, meglio scritto, meglio recitato ecc. Ha dei difetti non indifferenti secondo me, non da ultimo il non andare a parare da nessuna parte (sembra un collage di scene di ottima fattura ma un po' fine a sé stesse, legate da un esilissimo filo comune). Ma indubbiamente resta il migliore che ho visto, tra i nominati.
  3. Afrin, YPG e popolo curdo

    Comunque i curdi vincono a mani basse il premio per il popolo più ingiustamente bastonato della Storia (recente). Non rompono le balle a nessuno, anzi si sono opposti, anche eroicamente, alle più turpi dittature e fanatismi, facendo spesso il lavoro sporco anche per noialtri... e boh, niente. Indipendenza figuriamoci, supporto internazionale quasi di zero, qualche briciola di autonomia e una pacca sulle spalle quando va bene, ma più spesso voltafaccia dei pezzi grossi che chiudono entrambi gli occhi sugli abusi di turchi e compagnia cantante.
  4. THE WINDS OF WINTER: news e speculazioni

    Stannis (che comunque è un personaggio abbastanza secondario) era chiuso secondo me. E pure alla grande. Ha capito (grazie a Davos, pure lui il quello che doveva fare l'ha fatto) che doveva salvare il regno per diventare re e non diventare re per salvare il regno, e così è stato. Ha reso possibile la tenuta della Barriera, e quindi la vittoria finale. Il suo destino (muore/vive) sembrava legato all'arco narrativo barriera, che era per l'appunto l'unico da concludere. Ma la sua evoluzione l'aveva fatta, il suo scopo nella vita l'aveva trovato, si trattava di stabilire solo il suo ruolo nella "battaglia finale". Theon era conclussissimo: morto o recluso per sempre a forte terrore. Non c'era necessità di tirarlo fuori e farlo redimere (intendiamoci, theon è l'unico motivo per cui gli ultimi 18 anni di Martin non sono da considerarsi completamente buttati nel ce**o) Sansa, se non perfettamente conclusa, era prossima alla conclusione. La sua evoluzione era chiara. Da bambina ingenua e che sognava i cavalieri senza macchia e senza paura, è maturata a tempo record, ha capito che erano tutti sogni infantili, che il mondo è duro e crudele e che lei non potrà che essere merce di scambio per i potenti. Per ora, almeno. Il discorso di Ditocorto è decisivo: lei è sempre stata, ed è, una pedina. Ma, se lo vorrà, potrà diventare una giocatrice, in futuro. Il capitolo di AFFC in cui Ditocorto e Sansa gabbano i lord della valle potrebbe essere la "vera" conclusione: si è finalmente svegliata, ha capito le regole del gioco e ha accettato di giocare, certo non è ancora una maestra, ma chissà. Come per sua sorella Arya, il futuro è incerto ma anche ricco di potenzialità. Al lettore immaginare cosa potrebbe accadere. Cosa potrebbe mai fare in futuro Sansa? Diventare sempre più scaltra e "cerseizzarsi"? Ovvio. Diventare un power playeri? Probabile. Quanta ovvietà. Quanta banalità. Si capiva benissimo che la strada era quella, senza bisogno di altri 4 libri. Arya uguale. Le agenzie di scommesse nel 2000 davano la sua carriera di assassina a 1.01. Che sorpresona. Era tutto chiaro. Non serviva mica renderlo esplicito.
  5. THE WINDS OF WINTER: news e speculazioni

    ASOAIF ha già una conclusione, ed è bellissima. La conclusione è ASOS. Tutte le storyline, in quel preciso istante, sono concluse. Tutti i personaggi hanno terminato il loro arco narrativo. Il futuro di molti è incerto, oscuro, ma quello che dovevano dire l'hanno detto. La guerra è finita. I Lannister hanno vinto, ma a carissimo prezzo. Tywin e morto e le divisioni tra i figli sono ormai incolmabili. Ognuno di loro ha perso le cose che amava di più. I ragazzi Stark hanno iniziato una nuova vita. Come reietti, come fuggiaschi, sotto falso nome, ma liberi. Un nuovo inizio è possibile. Dany si è stanziata, ha capito di avere uno scopo. La Barriera è di nuovo ben difesa. E' veramente un finale agrodolce. Nessuno ha vinto davvero, nessuno ha perso davvero. Tutti hanno capito qualcosa su sé stessi, e sulla vita. Resta uno e un solo arco narrativo aperto: Bran/Corvo/Estranei. Ma è una storyline così scontatamente, oscenamente high fantasy che non serviva neanche che Martin ce la raccontasse per capire come va a finire. Tutti sappiamo come andrà a finire. Bran il prescelto dai superpoteri trova il suo mentore e, con i suoi superpoteri livellati a dovere, salverà il mondo sconfiggendo gli Estranei. Con sacrificio finale o meno, scendendo a compromessi con la sua umanità o meno, ma chissenefrega alla fin fine. Sono dettagli. Certo che si è incartato. Certo che non sa più cosa scrivere. Certo che preferisce dedicarsi ad altro. Ha praticamente dovuto iniziare una nuova saga, dare un nuovo scopo ai suoi personaggi e/o crearne di nuovi e provare a renderli interessanti (con scarsi risultati) quando ormai era a 150/200 pagine dalla conclusione perfetta (dove 150 pagine sono 3/4 capitoli di Bran 2/3 capitoli di Jon tanto per chiudere sta pacchianata degli zombi di ghiaccio), conclusione che avrebbe reso la sua trilogia la più grande opera fantasy di sempre dopo il SdA. E invece. 18 anni (18!) di fatiche titaniche, stress, noia... per partorire due romanzuncoli dimenticabili, discreti al più, mentre la serie tv fa scempio in mondovisione della tua opera. Io avrei già mollato da 10 anni. Eroico Martin che continua a provarci, nonostante tutto e tutti.
  6. Elezioni politiche 2018

    sì ma onestamente a) quanti tra i potenziali elettori vanno a leggersi attentamente il programma? b) quanti di quelli di cui al punto a) prestano particolare attenzione ai punti concernenti le coperture finanziarie? c) quanti di quelli di cui al punto b) hanno reali competenze tecniche economiche per distinguere coperture finanziarie fasulle/poco credibili da quelle astrattamente verosimili e attuabili? d) quanti di quelli di cui al punto c) hanno il polso della situazione interna al partito, conoscono la disciplina in materia di bilancio e hanno la lungimiranza politica (in altre parole: la visione d'insieme) per valutarne la concreta attuabilità? l'1% dell'1% dell'1% dell'1%. Se io chiamo due laureandi della bocconi a improvvisarmi un paio di coperture finanziarie, con bei paroloni, grafici e numeroni, ma che in realtà sono per il 20% verosimili/potenzialmente realizzabili e per l'80% scemenze ben infiocchettate, scommetto che forse si insospettisce un italiano su 100mila. Forse.
  7. Elezioni politiche 2018

    Che poi il programma dovrebbe essere semplicemente una linea guida, e tutti dovrebbero capire che è attuabile solo in un astrattissimo best case scenario (ho la maggioranza assoluta, non devo fare compromessi, la situazione nazionale e internazionale resta stabile e non devo adattarmi in corsa alle mutate circostanza ecc.). L'operato di un partito può al massimo massimo tendere verso il programma. Sarebbe più onesto redigere una top10 delle priorità (es. più lavoro, nuovi diritti civili, buttiamo ammare gli immigrati, meno tasse ecc. a seconda dell'orientamento ideologico) e poi dire "a seconda delle contingenze nazionali e internazionali, politiche, economiche e sociali, mi impegno a rispettare tale gerarchia e fare il possibile per incidere nei settori di cui sopra" Fine del programma.
  8. Elezioni politiche 2018

    vabbè ovvio che non è tutto da buttare altrimenti saremmo già collassati da un pezzo, restiamo pur sempre un paese civile, ma in tanti ambiti siamo a livelli infimi, ai confini del terzo mondo. Non siamo i fanalini di coda in tutto e per tutto ma poco ci manca https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/justice_scoreboard_2017_en.pdf btw, sono gli stessi addetti ai lavori (magistrati) che invocano da anni e anni riforme e mezzi per poter fare adeguatamente il loro lavoro. vabbè quella ormai è una partita definitivamente persa, la Mafia la abbiamo da decenni se non secoli e mo ce la teniamo. E' ovunque nel mondo ed è in crescita, seppur in diverse forme e con diverse nomi. Da noi semplicemente è più è radicata storicamente, nel territorio, in profondità. Mettiamo pure che si possa estirpare. Chi la estirpa? Renzi? di Maio? Salvini? Gentiloni? Mattarella? Rosy Bindi? Grasso? ahaha ma dai. no, è semplice fisica della politica e della società. c'è un punto di non ritorno che secondo me abbiamo superato. Oltre il quale è inutile rallentare o cambiare direzione o accelerare, tanto l'esito sarà sempre lo stesso. come per l'impero romano d'occidente a metà v secolo, o la germania nazista nel 1944, o l'impero britannico nel 1950, o l'Urss a metà anni '80, o con l'effetto serra degli ultimi anni, i giochi sono più o meno fatti. Difficile invertire la rotta. Si può ritardare il collasso o attutire lo schianto, ma ribaltare la situazione è fantascienza. magari chi vive il presente non ha la percezione corretta, nutre speranze, crede che rimboccandosi le maniche tutti insieme si potrà ancora dare una svolta. Guardandosi indietro 20 anni dopo si capisce benissimo che in realtà c'era ben poco da fare, e che anche l'attività riformatrice più audace difficilmente avrebbe potuto tenere in piedi la baracca, che c'erano troppe storture, troppe falle, per stare a galla. E noi, a differenza della gente di cui sopra, siamo pure un Paesotto del piffero a sovranità limitata, non abbiamo il controllo su territorio, moneta, economia, politica estera. Non vedo un reale margine di intervento. Dobbiamo restare incollati alla locomotiva dell'occidente e sperare di venire trainati da altri verso un futuro radioso, tutto qui. Come nazione. Poi se mi sbaglio tanto meglio eh ottimo, e io ritengo che ora come ora la democrazia rappresentativa di stampo illuminista e liberale sia (e sarà sempre di più) uno strumento non adatto a risolvere determinati problemi e sfide dei nostri tempi. non sono neppure un fan della fiducia (Fede) aprioristica in democrazia, costituzione, voto popolare e compagnia. funzionano bene in alcuni contesti. In altri no. in alcuni casi possono avere un impatto importante sui destini di una nazione, in altri casi i giochi sono fatti e l'esito è già deterministicamente deciso.
  9. Elezioni politiche 2018

    mmm no in realtà io non propongo niente, è una possibile alternativa astratta alla altrettanto astratta riforma cazzuta e epocale, ed egualmente destinata al fallimento, per via dell'effetto jenga che affligge il nostro bel paese. no, non spenderanno vagonate di euro in pizze e film, ma i grandi capitali in mano a poche persone intraprendenti hanno fatto e fanno la fortuna di tante economie. per esempio, ricerca e innovazione, se non le fa lo Stato, non le fanno certo i pizzettari e i lattai, ma i magnati dell'economia, della farmaceutica, dei trasporti (di solito, poi ci sono i poveracci venuti su dal nulla con le idee geniali. Ma l'Italia è un habitat adatto a produrre e ospitare i zuckenberg e i bezos? Mah). E senza ricerca e innovazione puoi consumare quante pizze in treno vuoi, ma resti indietro. L'accumulo di capitale liquido è stata una delle ragioni del decollo industriale di alcuni Paesi europei 150 anni fa. Poi vabbè, Armani non è Ford, si sa. Il problema è sempre lo stesso. Vai di pseudo prelievo forzoso di solidarietà nei confronti dei top50 ricconzi, hai 60 miliardi di Euro da spendere. Bene, ottimo. Riesci a rilanciare l'economia con quei soldi? Così, ora come ora? Cosa fai? Investimenti statali o sponsorizzati dallo Stato? Regali 1000 euro a ogni italiano? Il tutto nel contesto di stagnazione e inefficienza che sappiamo, considerato che l'anno dopo di quei top50 ricconzi la metà sono andati montecarlo e/o stanno pensando alle contromisure. E considera il potere di sta gente. Considera le loro risorse. Sono immense. E considera che tu, anche se ti chiami Primo Ministro della Repubblica Italiana, sei solo un uomo, con le sue debolezze e paure, in sostanza un poveraccio simpatico che la gente ha votato per disperazione, e con alle spalle un branco di squali tutto sorrisi ma che sognano di farti fuori al primo passo falso o segno di debolezza, e possibilmente più sensibili di te alle lusinghe del denaro (o delle minacce). Può essere pure che ce la fai, ma sarebbe una sfida epocale, una scommessa pazzesca, una rivoluzione, ci vorrebbero dei co**ioni esaedrici, un popolo compatto e un partito serio e idealista, per non parlare del resto, ma dove la trovi materia prima così. Il 4/3/2018.
  10. Elezioni politiche 2018

    certo, perché sono paesi efficienti, bene amministrati, con corruzione e malavita sotto i livelli di guardia, con una burocrazia snella, la possibilità di risolvere le controversie in tempi abbastanza rapidi e con un economia che non è in stagnazione. Il contrario dell'Italia tipo. quindi restare e pagare (tanto) è comunque più vantaggioso che andare da qualche altra parte (con costi e rischi annessi e connessi). Insomma tu lasceresti invariata sia la pressione fiscale (che è comunque molto alta) sia tutto il contesto economico/giuridico/fiscale (che è messo male), limitandoti a scatenare la guardia di finanza contro medi e grandi evasori. ah-ha. Ok. Magari funziona. Per qualche anno. Poi puoi chiudere baracca, dichiarare fallimento e chiedere l'annessione alla Germania. A meno che non cacciare fuori una specie di new deal clamoroso. Basta provare, vediamo cosa succede. Siamo nell'ipotesi 2 (correre a testa bassa e a tutta velocità verso l'abisso con un piano audace e rivoluzionario sperando che il cielo ce la mandi buona)
  11. Elezioni politiche 2018

    Lasciamo da parte la criminalità organizzata che è un discorso a parte. Smantellare ndrangheta, mafia, camorra e vari gruppi di interesse semi-illegali è un impresa ardua. Ci vorrebbe una vera e propria "guerra", una volontà unica, tutto lo Stato e i cittadini compatti nel perseguire questo obiettivo, con lacrime e sangue. Buona fortuna. Per il resto, i numeri dell'evasione sono circa 50-50. Grandi industrie e grandi società da una parte, che comunque evadono in modi pseudo legali, mica sono scemi; e se inizi a tartassarle con normative più rigorose e controlli più severi, ma senza abbassare al contempo la pressione fiscale, ci mettono poco a cambiare aria o a chiudere baracca. E tu magari riesci a fare cassa per 1-2 anni, ma poi hai il deserto. E voglio vederti a tenere in piedi il nostro welfare abbassando la pressione fiscale e perdendo capitali. Cioè devi riuscire a fare 4 cose contemporaneamente, e nell'arco di un tempo molto breve: 1) beccare i grossi evasori e fare cassa 2) abbassare le tasse per gli anni futuri per non farli scappare 3) investire quanto incassato per rilanciare la tua nuova economia (che prevederà pressione fiscale minore ma più efficiente) e quindi attirare nuovi capitali e investitori 4) il tutto mantenendo alto lo standard dei servizi o ti scoppia la revolution Cioè, tostissima. Devi avere la collaborazione di una quantità di poteri enormi e pesantissimi. Confindustria, le banche, l'agenzia delle entrate, la finanza, l'UE, il parlamento, il tuo partito, la magistratura, i ministeri, devi tenere fuori la malavita, devi assicurarti che gli appalti siano rigorosi e gli organismi di controllo siano onesti, eccetera Se non hai tutti (o la maggior parte) di queste forze che collaborano non riesci a fare niente. Ti saltano il punto 3) e 4). E quindi prima di partire con il punto 1), devi assicurarti di avere il sostegno delle categorie di cui sopra. Che non è detto approvino il tuo punto 1). Auguri. Dall'altra professionisti, artigiani, società di capitale farlocche medio/piccole e lavoratori in nero fanno il restante 40-50% circa. Si parla di milioni di italiani. Ognuno che tiene famiglia e via discorrendo. Milioni e milioni di elettori. Prova a toccarli. Gli dimezzi il potere di acquisto e il reddito effettivo, ma le strade fanno comunque schifo e gli autobus arrivano comunque in ritardo e per aprire una pizzeria bisogna comunque spendere un capitale in bolli marche e scartoffie. Il tuo consenso se ne va su per il camino. E in Italia, per come è strutturato l'equilibrio dei poteri, se sei al governo e perdi il consenso, farti fuori è più facile che sparare a un cane morto. Non serve neanche che si attivi l'opposizione, ci pensano gli ambiziosetti del tuo stesso partito a fiutare l'odore del sangue e darti la spintarella. Agile, facile, in scioltezza. Anche qui potresti adottare la combo di cui sopra (becco tutti e abbasso), e sarebbe più facile visto che si tratta di gente che non può semplicemente dire ""ah sì? Sai cosa, mi trasferisco in Slovenia, dove pago il 15% di tasse". Ma anche qui devi agire rapidamente e mostrare subito i benefici, perché a differenza delle grande industrie il ceto che vai a colpire è numeroso e vota. E se ti vota compatto contro ciao ciao.
  12. Elezioni politiche 2018

    ammettiamo pure che sia così. Ci vogliono 60 anni per cambiare questo stato di cose. Una prima generazione che operi su sé stessa una profonda rivoluzione morale, e poi riesca a trasmetterla alle generazioni successive. oltre a essere difficilissimo che accada, non comunque un qualcosa su cui si possa influire il 4 marzo, in ogni caso. 1) non è vero. C'è una marea di evasione sotterranea (il classico non fare fattura o scontrino) che non dipende dall'operato di consulenti legali. 2) la soluzione in ogni caso non può essere abbassare a tutti il reddito in modo da non potersi permettere di assoldare consulenti legali.... Non è una quantità indifferente. Ma diciamo che una larga fetta dell'evasione sia da ascrivere ai ricconi e riccastri. Primo, i riccastri nel mondo fluido e globalizzato di oggi hanno 10mila modi per non farsi beccare. Se ci sono Paesi che ti fanno concorrenza da questo punto di vista, paradisi fiscali e simili, non hai possibilità. Altro aspetto, i riccastri restano finché possono evadere. Se stringi il cappio, se ne vanno, o spostano i capitali. Perché comunque non è che hai trasformato l'Italia nella Svezia o nell'Olanda, dove uno pensa "mi tartassano ma ne vale la pena" "che servizi spettacolari che ho" "qui pago le tasse e se mi beccano a evadere sono caxxi ma l'economia vola e posso fare grana e quindi pago". Mettiamo anche che riesci a sorprendere tutti e a fare cassa. Becchi tutti gli evasori, introiti record. Per la prima volta in decenni, hai margine per fare una manovra epocale. Odio profondo da parte di svariate categorie professionali, consenso a picco, ma diciamo che reggi. Poi devi spenderli bene questi soldi. Ti giochi tutto nel far vedere alla gente che si è cambiato marcia, che gli investimenti sono seri, che i servizi migliorano di qualità a vista d'occhio, che ne è valsa la pena. Non è facile farlo. Devi passare dai mille ministeri, dalle regioni, dagli enti locali, devi fare appalti, tutti con le loro competenze, con le loro inefficienze, le loro lungaggini, i loro regolamenti e leggi assurde, le loro litigiosità, i loro interessi. E se sbagli sei finito. Se non sei rapido abbastanza, sei finito. Non è facile. Ma no, è dettata dalla volontà di ottenere un beneficio nella consapevolezza che è quasi impossibile essere beccati. la cosa più naturale e umana del mondo. Nel momento in cui diventa endemica, è finita. Non si torna indietro. Si crea un intreccio di interessi, favori, clientelismi, che è praticamente impossibile smantellare. Non con i mezzi di indagine che si usano in Italia. Non con le pene applicate in Italia. certo che lo fa, e lo fa al meglio delle sue possibilità, ma è comunque inefficiente. La giustizia in Italia funziona malissimo, non per colpa dei magistrati ovviamente, ma resta il fatto che è agire in tutela dei propri diritti è costoso, lungo e aleatorio, non c'è certezza della pena e non è complicato ottenere l'impunità per certi reati. [
  13. Elezioni politiche 2018

  14. Elezioni politiche 2018

    l'evasione fiscale sicuramente, ma è appunto una delle conseguenza di un sistema tributario assurdo (esosissimo, iniquo e allo stesso tempo lassista, dissipatore pieno di buchi e scappatoie per i furbetti. Una schifezza inenarrabile) la corruzione è spesso conseguenza della volontà di aggirare le regole tributarie o il sistema di controlli/adempimenti ecc. (imposti appunto da un sistema burocratico e regolamentare assolutamente folle). Come diceva Gedeont, fanno tutte parte dello stesso, malefico intreccio. Una lotta contro questi due fenomeni (anche inasprendo le pene e dando pieni poteri a una task force di magistrati esaltati come Davigo) sarebbe parzialmente inutile, se non si vanno a risolvere i problemi da cui nascono. Oltre a scatenare la rivoluzione anche qui, se ci mettiamo a segare le gambe a tutti i professionisti che evadicchiano e alle pubbliche amministrazioni che fanno cose sottobanco bisogna essere pronti a una reazione devastante, a una perdita di consenso enorme. E nessun partito ora come ora ha le spalle abbastanza larghe e le palle abbastanza grosse per fare una cosa del genere. Neanche lontanamente.
  15. Elezioni politiche 2018

    E' sempre un parlare delle stesse cose. L'infelicità e l'insoddisfazione degli italiani deriva da una sola cosa. Siamo con le pezze ar c**o. Girano (relativamente) pochi soldi. Negli altri posti si sta sempre meglio e da noi si sta sempre peggio, o comunque si vivacchia. Non che moriamo certamente di fame, anzi, il tenore di vita resta sempre ottimo (e più allarghiamo l'orizzonte temporale, più ci sarebbe da stappare champagne), ma ci stanno superando a destra e manca. Arranchiamo.Ci rode. Tale percezione corrisponde a un problema reale, concreto? Sì. Le ragioni concrete sono due: siamo un paese ingolfato da tasse e burocrazia. Questi sono i mali principali. Ce ne sarebbero altre ma sono praticamente irrilevanti. La soluzione sarebbe doppia, semplice, anche un bambino scemo la vede (e infatti le proposte che vengono fatte sono sempre riconducibili a quanto segue). 1) Burocrazia e tasse sono il MALE: male necessario ma da limitare quanto più possibile. Ergo la soluzione togliere tasse e tagliare la burocrazia. Via, taglio netto, alla trump, alle conseguenze pensiamo dopo, in stile nodo gordiano. 2) Burocrazia e tasse possono essere anche il BENE, ma devono essere rese efficienti, razionali. Quindi rendiamo burocrazia e sistema tributario efficiente con riforme serie. Peccato però che nessuna delle due soluzioni sia praticabile. La prima perché, se saltano le tasse, salta il welfare monster, che per quanto inefficiente è onnipresente nella nostra vita, e se finiscono pure per strada un paio di milioni di inutili dipendenti pubblici (o una delle due cose), scoppia la rivoluzione. E nessuno vuole le rivoluzione. Ridurre il debito pubblico è una barzelletta, il primo che riduce seriamente il debito pubblico lo dovrà fare nascosto in un bunker difeso da supersoldati che sparano alzo zero sulla folla inferocita. La seconda perché ci vorrebbe una riforma di ampio respiro, scritta da gente seria, competente, e dotata di strumenti tecnico-legislativi adatti per poterla attuare. In altre parole, ci vorrebbe un chirurgo armato di strumenti di precisione. Invece abbiamo dei cuochi armati di cacciavite. Anche se il cuoco si rivelasse contropronostico un genio della medicina, sarebbe comunque inutile, perché il sistema di leggi e regolamenti è arrivato un tale livello di degenerazione che non se ne viene fuori. Datemi un bisturi. Ecco un cacciavite arrugginito. E anche ammettendo che il sistema di leggi e regolamenti possa essere in qualche modo usato a fin di bene, è pur sempre un cuoco quello che sta operando, e quindi probabilmente farà un macello. In altri termini, non abbiamo la classe dirigente adatta, né gli strumenti idonei. Quindi ecco la terza soluzione. Siamo un vicolo cieco. E' impossibile uscirne con i mezzi ordinari. Il sistema è fallato. E' come cercare di risolvere un solitario senza una carta. La scelta si riduce quindi a due prospettive. Votare un partito che ci accompagni in un garbato declino fino all'inevitabile implosione (PD o Silvio&C.) Votare un partito che acceleri il declino e con le sue idee folli ci conduca a passi da gigante alla suddetta implosione (M5S o Lega). De gustibus. Ma alla fin fine l'orizzonte degli eventi è uno, ed è inevitabile: l'implosione. Se la salvezza arriverà (e potrebbe arrivare, eh) non sarà certo farina del sacco di Di Maio, Renzi o Salvini, ma sarà riconducibile a strane congiunzioni astrali in campo internazionale e tecnologico, campi sui quali non abbiamo il ben che minimo controllo. Quindi il 4 marzo sarà una data, a tutti gli effetti, totalmente irrilevante.