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Ser Balon Swann

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About Ser Balon Swann

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  1. secondo me no. 1) ci sono tante opere con una prima parte straordinaria e un finale un po' così così. E' molto peggio non avere nessun finale, restare un'opera monca e incompiuta, che avere un finale "deludente". Poi, parliamoci chiaro, quanto deludente può mai essere il finale di ASOAIF? Cioè, non è che arrivano i marziani o si scopre che è stato tutto il sogno di Robert Baratheon in hangover. Gli estranei verrano fermati/sconfitti somewhere e somehow, il gioco del trono si risolverà, tanti personaggi minori schiatteranno, un paio di maggiori pure, un misto di cinismo e speranza... non è che si possa svicolare più di tanto. Al massimo sarebbe un finale ordinario, nella media, non sorprendente, non particolarmente travolgente. Ma i finali straordinari sono l'eccezione, non la regola. Concludere alla grande è per pochi eletti. Ma concludere... beh dai quello è proprio il minimo. Anche perché non è che sia morto in un tragico incidente nel 2002, che peccato, quanto potenziale sprecato, eh se solo avesse potuto... ha avuto 20 anni per portarci da un ottimo punto intermedio (ASOS) al finale. Se non terminasse l'opere sarebbe semplicemente considerato un incapace dagli addetti ai lavori, un caso di scuola di blocco dello scrittore o di sopraggiunto appagamento. E la sua opera verrebbe letta molto meno, probabilmente addirittura dimenticata nel lungo periodo, ma chi te lo fa fare di leggere un opera totalmente priva di parte finale? Io non inizierei mai una saga monca, così come non mi sogno di recuperare serie tv che so essere state brutalmente tagliate in medias res, e non credo di essere il solo. 2) non sarebbe l'unico romanzo a cui serie tv o film hanno dato finali alternativi, o addirittura un finale, un seguito. Opere incompiute ce ne sono, non è che il fatto che qualche terzo le abbia riprese e "terminate" ( in modo ufficiale, autorizzato o meno) le renda più famose o valide o interessanti. Almeno, esempi non me ne vengono in mente. La scansione degli eventi ci appare strana a noi che abbiamo vissuta "dal vivo", ma nel lungo termine le due cose diventano distinte. La serie tv è una cosa e i libri sono un'altra. Per un ragazzo che tra 50 anni vorrà leggersi una bella saga fantasy, il fatto che da qualche parte esista anche il mediocre surrogato dell'HBO (una serie TV di 50 anni prima, babba bia, sarà pure invecchiata in modo pessimo dal punto di vista tecnico/visivo) è del tutto irrilevante. E nella remotissima ipotesi per cui la serie TV resti un cult e venga vista e apprezzata anche tra 20, 50, 100 anni... beh in tal caso la serie TV semplicemente eclisserà Martin e la sua saga, e il buon George si vedrà ridotto al rango di oscuro "sceneggiatore" di un'opera di successo, totalmente ignoto ai più (c'è qualcuno che conosce i nomi degli sceneggiatori dei grandi film? pochissimi). Non finire l'opera sarebbe la pietra tombale su ogni velleità di entrare nel mito. Al 100%. Sia dal punto di vista della critica, che del grande pubblico. Se vuole restare nell'olimpo dei libri fantasy nel lungo termine, deve finirla, secondo me.
  2. c'è sempre una prima volta ovvio che non lo farà mai, troppo orgoglioso, ma per come sta messo adesso il punto più vicino che abbia mai raggiunto a una potenziale conclusione, in termini di massima "contrazione" e semplificazione di POV e sottotrame, è il finale di ASOS. il punto più lontano da una pontenziale conclusione, in termini di proliferazione di POV e trame sconnesse, è esattamente là dove sta ora (il finale di ADWD). Considerando che (fact) non è più in grado di scrivere un numero di parole giornaliere >100 (per svacco o perfezionismo, vai a sapere, anche se in realtà si sa benissimo), ed esiste un certo ritmo massimo degli eventi/plot twist... è matematicamente spacciato. secondo me è proprio ovvio che abbia mentito... quando afferma di scrivere, impegnarsi, andare avanti, "mi sono dedicato a TWOW"... dai, suvvia, spara caxxate. Se avesse scritto in media 120 parole al giorno avrebbe finito. 120 parole al giorno sono NIENTE, niente, assolutamente niente, per uno scrittore professionista. Che poi, sottolineo, non è che stia scrivendo la Divina Commedia, non è che negli altri libri ogni singola frase fosse un gioiello estetico eh. 120 parole al giorno per il livello di scrittura che a Martin (che è alto ma non esageriamo) fanno ridere i polli. Poi se in realtà lui al giorno di parole ne scrive 1000, ma 900 le cestina perché non lo soddisfano, e continua a riscrivere e cestinare, cestinare e riscrivere, a questo punto della sua vita, e per come è messa la saga, non ha ben chiare le priorità e i valori in campo. In termini di legacy, valore storico della sua opera, eccetera, vale molto di più finire l'opera (magari con qualche imperfezione stilistica e qualche svolta di trama un po' forzata) che regalarci un TWOW perfetto stilisticamente, una roba che Goethe, Shakespeare e Leopardi si alzano in piedi ad applaudire (seh vabbè) e poi non riuscire a terminare ADOS.
  3. mi avete incuriosito e sono andato indietro a vedere cosa pensavo, nel lontano 2011 Non mi pare mi fossi pronunciato su qualche data (ma onestamente non credevo ci potesse mettere 10 dieci DIECI!!!!! ANNI), ma già nel 2011 temevo fortissimamente che i libri da 2 sarebbero diventati 3, e quindi le parole the end le avremmo lette - forse - moooolto tardi. Nel 2016 avevo già praticamente perso le speranze 18.01.2016 "Ragazzi, ragazzi... voi vivete ancora nell'illusione che Martin sia semplicemente lento e svaccato. Alla fine uscirà. Tardi ma uscirà. Imo non uscirà niente (cioè oddio forse TWOT sì, ma stop). Martin non è né lento, né irrispettoso, né disonorevole, non sta violando regole etiche o patti non scritti: semplicemente, Martin non sa come andare avanti. Ci ha provato, arrancando miserevolmente, per un decennio. Ma è sicuramente consapevole che la sua storia è diventato un semi-ce**o mezzo sconclusionato, che ormai il grande pubblico ricorderà il finale nei modi e nelle forme (presumibilmente cessosissime) che l'HBO gli darà, in quanto lui stesso mai e poi mai lui riuscirà a concludere la saga in modi decenti in tempi decenti. Quindi - molto comprensibilmente - negli ultimi 6 anni ha scritto in media una paginetta alla settimana. Addio."
  4. per come stava messo alla fine di ADWD non facile, tutte le trame principali sono apertissime (e sono una decina), e ce ne sono almeno altrettante di minori, anche quelle belle aperte. 20 trame grandi e piccole da chiudere e/o riunificare, POV che non so a quanto stanno ma non lontani da 20 pure quelli... ci vogliono almeno 3-4 capitoli di media per trama/sotto-trama/POV se si vuole fare un lavoro appena appena decente, 5-6 per raggiungere il discreto... avrebbe bisogno di diciamo 80-120 capitoli. Ammesso e non concesso che si sia avviato subito verso una riduzione della complessità e dei POV e non abbia gigioneggiato ancora aggiungendo personaggi, location, nuovi giocatori, allungando il brodo. Consideriamo che i suoi libri contengono circa 70-80 capitoli...
  5. George R.R. Martin è un grande scrittore. Da un punto di vista strettamente tecnico, ha un bella prosa, scorrevole ed efficace, cattura l'attenzione, sa essere evocativo, sa far ridere, sa emozionare, a tratti sa anche far riflettere. Padroneggia tanti registri, è un fine psicologo, e riuscire creare un così ampio numeri di personaggi (maschi, femmine, buoni, cattivi, vecchi, giovani ecc.) non è da tutti. E' in grado di creare intrecci notevoli, con svolte inaspettate ma mai forzate. Come worldbuilder non è il massimo dell'originalità e della complessità, ha anche delle brutte cadute di stile, ma tutto sommato non sfigura. Ha ovviamente alti e bassi, ma non ha particolari difetti o punti deboli, se non l'esasperante lentezza. Lentezza che però potrebbe rivelarsi decisiva. Molto della sua legacy dipende dal riuscire a terminare ASOIAF. Se non ce la fa, verrà ricordato come quegli sportivi, molto tecnici, molto talentuosi, che non sono andati lontani dalla grande impresa senza mai farcela. Dei mezzi campioni. Una cosa tuttavia resterà in ogni caso, ed è il suo ruolo "storico", cioè quello di essere entrato a gamba tesa nel mondo un po' cristalizzato e perbenista del fantasy, picconandone senza pietà i canoni e gli stereotipi.
  6. 1) non sta lavorando né a un libro, né a due libri. Sta lavorando a zero libri. Avrà scritto sì o no 400 pagine in 10 anni, a stare larghi. Di cui 100-150 (a suo dire) già pronte al momento della pubblicazione di ADWD. 2) l'unica speranza che finisca la saga è quella che abbia lavorato, in gran segreto, mentendo al mondo per togliersi di dosso la pressione dei lettori e il fiato sul collo degli editori, contemporaneamente a TWOT e ADOS. Che, allo stesso tempo, non ne possa più di ASOAIF, ma che sia anche motivato a finire, e quindi voglia chiudere tutto in una sola botta. PAM PAM, finito, pubblicate tutto quando volete, io non voglio più saperne nulla. Probabilità? 0,37% 3) la miglior speranza per finire la saga, e finirla bene e in modo sorprendente e completamente alternativo rispetto alla serie TV, è fare una cosa mai vista nella storia della letteratura. a) Rinnegare AFFC e ADWD, scrivendo un post sul suo blog del tenore di: "scusate ragazzi, sono stati un errore, dei bozzetti spazzatura che volevo rifilare all'HBO o a chi mi pagava i diritti per la serie, non li consideraro più canonici, dimenticateli, sono un what if che ho sbagliato a mandare in stampa, una brutta copia, robaccia posticcia e raffazzonata alla bene e meglio tipo racconti perduti e ritrovati". Certo, significherebbe rinunciare a piccoli gioielli tipo Theon Redemption, ma è un sacrificio necessario. b) prendere ASOS paro paro e aggiungerci un appendice di 2-300 pagine con cui viene chiusa la trama degli Estranei/Jon/Bran/Sam/Stannis/Bolton. Volendo si può coinvolgere anche Sansa, che resta semi-aperta (ma neanche tanto). Tutte le altre trame e archi narrativi sono (potenzialmente) perfettamente conclusi a quel punto.
  7. Perché negli avvistamenti UFO/testimonianze di rapimenti ecc. - gli alieni hanno una tecnologia che comunque ricorda la nostra (navicelle ecc.)... curioso. - quasi sempre hanno un aspetto umanoide, antropomorfo... strano no? - perché altri esseri senzienti galattici presumibilmente iper-avanzati dovrebbero essere interessati proprio a noi e arrivare a frotte sul nostro pianeta a bordo di dischi volanti? - e comunque come hanno fatto a trovarci e/o raggiungerci partendo da distanze cosmiche? Ebbene, una risposta esiste. In realtà gli "alieni" non sono alieni. Sono umani del futuro. Scienziati, biologici, linguisti, forse turisti. Che tornano indietro nel tempo per studiarci, osservarci eccetera.
  8. Non è questione di convenienza o interesse individuale. L'empatia non necessariamente ha a che fare con discorsi di convenienza personale o interessi egoistici/collettivi. Esempio attuale. Fine vita. L'elettore di destra è tendenzialmente contro. Perché? Mica per interesse individuale, ma semplicemente perché mette i massimi sistemi filosofici/etici/religiosi davanti alle sofferenze dei singoli (che evidentemente non lo colpiscono, o non lo colpiscono abbastanza). Non che la posizione di sinistra sul tema non abbia un sub-strato filosofico-intellettuale-giuridico sul tema eh, anzi. Ma secondo me molto (non tutto, ma molto) parte da una risposta iniziale più empatica davanti a determinate situazioni. L'orientamento di base, il moto iniziale che fa propendere da un lato piuttosto che dall'altro. dipende. L'italiano medio, 40 anni, senza lucrosi affari da proteggere, potrebbe ragionare, molto razionalmente, come segue: a) il cambiamento climatico mi presenterà il conto salato solo tra qualche decennio. Me ne frego di quel che verrà tra qualche decennio, meglio un uovo oggi che (forse) una gallina domani. Oggi posso gustarmi un bel hamburger e andare in vacanza in aereo in sardegna, se ci rinuncio nessuno mi garantisce che tra 20-30 anni avrò un ritorno migliore. Sarò un vecchio, forse. So solo che se ci rinuncio oggi, mi sono negato una serie di piaceri e soddisfazioni. b) se c'è una soluzione tecnologica al cambiamento climatico, i cervelloni la troveranno, energia pulita quasi infinita per tutti e tutte queste paranoie saranno solo un brutto ricordo. Non è che io facendo la raccolta differenziata e andando in bici blocco il consumismo globale e evito il boom economico di india, cina, brasile indonesia e di 3 miliarid di persone in rampa di lancio verso il benessere. c) se non esiste soluzione tecnologica, o se non è implementabili entro quei famosi 20-30 anni, siamo comunque spacciati e a maggior ragione si torna al punto a) La tua unica obiezione potrebbe essere "eh ma così ragionando, condanni le generazioni future. I tuoi figli e nipoti. Rubi i loro sogni. Come osi". Al che io potrei rispondere: "eh sì, hai proprio ragione, ma è irrilevante, visto che non provo particolare empatia per le generazioni future" Mettiamola così. Spesso sia le posizioni di destra che quelle di sinistra hanno solide basi razionali. Grandi riflessioni e grandi dibattiti alla base. Ma l''elettore medio sceglie (o tende verso) l'una piuttosto che l'altra non sulla base di approfondi ragionamenti, confronti dialettici, indagini e studi... ma sulla base di un moto psicologico di fondo. Molta empatia, poca empatia.
  9. I valori di Destra e Sinistra sono mutevolissimi, sia in termini temporali che geografici (la sinistra giapponese non è la sinistra italiana; la destra inglese non è la destra argentina; la destra americana del 1820 non è la destra del 1950 che non è la destra del 2000), in praticamente tutti i campi rilevanti (etico, religioso, economico, sociale, sui temi della famiglia, del sesso, della pace/guerra ecc.). La sinistra italiana è passata da essere un flagello per l'ambiente e per la tutela artistica dei luoghi storici, a fare dell'ambientalismo uno dei suoi cavalli di battaglia. La destra americana dall'interventismo all'isolazionismo. Eccetera. Se proprio vogliamo trovare un sottile filo rosso, per spiegare come tutto sommato, nonostante le enormi differenze, in tutte le epoche ci sia questa "contrapposizione di base", io direi che è di tipo puramente psicologico. Simpatizza a sinistra che ha un livello di empatia (quantomeno astratta, "teorica", l'empatia del "sarebbe bello che", anche se magari nei fatti non è coerente) tendente all'alto (per i tempi). Simpatizza a destra chi ha un livello di empatia più tendente al basso (per i tempi). La vecchia distinzione di Churchill, per quanto ovviamente brutale e semplicistica e provocatoria (chi ha un cuore vota a sinistra, chi ha un cervello vota a destra) alla fin fine secondo me nasconde un fondo di verità.
  10. Concordo. Anche perché si è evidente che la morte di Jon Snow è stata programmata e pensata per non essere definitiva (ci sono tutti gli elementi e le condizioni affinché resusciti). Secondo me l'unico personaggio secondario che secondo me poteva tornargli molto utile (nel senso che è proprio insostituibile, non è neanche ipotizzabile un "ricambio" con le stesse caratteristiche) e che ha ammazzato senza particolari ragioni è Maestro Aemon. Per ciò che sa o poteva sapere su vari retroscena misteriosi del passato (bloodraven, sala dell'estate, blackfyre e balle varie), in quanto reale targaryen, maestro della cittadella, "veterano" dei guardiani della notte. Poteva essere una bella wikipedia ambulante a portata di mano di samwell (e quindi del lettore)... morto lui, muoiono tantissime conoscenze e informazioni che difficilmente possono essere reperite altrove. Cioè, non impossibile, ma bisogna ingegnarsi parecchio per rendere la cosa credibile.
  11. Ha salvato il mondo e l'umanità, oggettivamente. Direi che uno scopo nella vita e nello show lo ha avuto. Solo che il salvatore del mondo, nella letteratura e in ogni opera d'arte, è sempre un personaggio positivo, buono, che o muore eroicamente oppure ha suo happy ending. Tutti gli sono grati e gli baceranno le chiappe vita natural durante. Siamo così prigionieri degli stereotipi che ogni altro esito ci sembra strano, insipiegabile, inaccettabile. E invece no. Il salvatore del mondo è una psicopatica capricciosa e narcisista. Che viene tolta di mezzo come un cane rabbioso appena ha esaurito la sua utilità. SPETTACOLO. Leggere questa discussione mi ricorda tantissimo le classiche interviste ai vicini di casa dei seriel killer, appena scoperto con 15 prostitute morte sepolte sotto l'orto. "Signora, lei non aveva mai notato niente di strano? Qualche comportamento sospetto?" "nooo, son veramente sconvolta, non me lo spiego. Era un così bravo ragazzo, carino e tanto gentile, salutava sempre con un bel sorriso. Una volta mi ha anche aiutato a portare fuori la spazzatura e a liberare degli schiavi, pensi un po'!" Eh, signora, che le devo dire. Forse è impazzito all'improvviso. O forse non ha fatto attenzione ai dettagli.
  12. Se il problema di Martin (o uno dei problemi) era sentirsi in qualche modo superato, "sostituito", messo in ombra dalla serie tv , questa inaudita shitstorm dovrebbe dargli una bella carica, con il mondo che grida "D&D fate schifo senza Martin non siete niente". Adesso può recitare la parte dell'eroe salvatore che alla fine da al pubblico deluso il finale che sognavano, e l'hype per i libri resterà comunque alto, anzi più alto che se la serie tv fosse finita in modo perfetto e soddisfacente per tutti. Se aveva questo tipo di problemi eh. Se.
  13. Concordo sul fatto che nei libri ogni cosa sarà più sfumata, raffinata e credibile, e concordo sulla trilogia di Abercrombie, grandissima saga, non è un affresco grandisoso come ASOIAF ma ha una sua personalità decisa, sa quello che vuole fare, lo fa bene e arriva deciso a un finale molto convincente. Non concordo invece sul "fare abbattere dany come animale," se quello che non ti convince è il farla secca in modo improvviso, brutale, bang bang morta. Quello potrebbe tranquillamente essere, anzi fa parte dello "stile" dell'opera, alla fine Robb e Cat vengono macellati senza tanti riguardi, e alla fin fine anche la parabola di Eddard viene chiusa in modo abbastanza rapido e inclemente.
  14. Mi scuso darklady, scrivere "piallata" in grassetto può effettivamente suscitare turbamento negli animi più gentili e sensibili. Cado sempre nello stesso errore, mi lascio trasportare dall'entusiasmo e dalle passioni. Esprimerò gioia e magno gaudio in modo coccoloso e garbato d'ora in poi. Daenerys dracaryzzata vivaaa... Per rispondere a Dargill: IMO tutto nella serie tv è un po' una mezza schifezza scritta male, tranne le scene che consistono in una trasposizione fedele e pedissequa dei libri e pochissima altra roba. Partiamo da questo presupposto. Era dunque inevitabile che le ultime stagioni fossero delle schifezze, e il finale una schifezza ancora più gigantesca, perché notoriamente "chiudere bene" un'opera è una delle cose più difficili che esistano (e sono poche le serie tv lunghe che hanno un finale all'altezza delle premesse...). E figuriamoci se due mediocri artigiani della scrittura come D&D sono in grado di chiudere non dico magistralmente, ma neanche decentemente, un opera così raffinata e complessa come ASOIAF. Appurato ciò, perché guardare/seguire la serie tv? Soprattutto le ultime 3 stagioni? Per la sua qualità artistica? Suvvia, tanto varrebbe farsi la maratona della saga di vacanze di Natale. Quindi? IMO, per avere una sommaria idea di "come le cose sarebbero dovute/potrebbero andare", sulla possibile evoluzione e destino dei personaggi principali. Partendo dal presupposto che Martin avesse confidato a D&D, a grandi linee, il finale che aveva in mente e la conclusione dell'arco narrativo dei vari personaggi. Mi sembra incontestabile che, al netto dell'incapacità di D&D di rendere in modo efficace e credibile questa "evoluzione" (o, direi io, "rivelazione"), alla fine dei giochi Dany emerga NON come l'eroina perfetta che tanti attendevano e pregustavano, l'Aragorn in gonnella de noantri, ma un personaggio grigissimo, inquietante, disturbato, sull'orlo della follia/pazzia/megalomania/narcisimo patologica/chiamiamolo come vogliamo. La domanda finale dunque è semplice: nei libri (e di conseguenza, nella serie tv) ci sono indizi che lasciano presagire questa evoluzione? Sotto il profilo psicologico e narrativo? O è una roba completamente assurda, buttata là a caso e senza giustificazioni. La risposa è sì, c'erano tanti indizi nei primi 5 lbiri (e di conseguenza nella serie tv stessa, visto che è stata abbastanza fedele fino alla 5x05 o giù di lì), ed erano stati individuati non solo dal sottoscritto ma anche da diverse altre persone, sia qui che in altri forum internazionali. Che Daenerys covasse gravi turbe psichiche, secondo me era evidentissimo, e che fosse un personaggio anomalo (nel senso cocco dell'autore, troppo perfetto e a cui va sempre tutto bene, invulnerabile, apparentemente destinato al successo come un palloso harry potter) era altrettanto evidente. E conoscendo Martin, e la sua volontà di creare un saga fantasy che (tra le altre cose) distruggesse alcuni dei canoni più stantii e paludosi del genere, si poteva meta-ipotizzare una rovinosa e beffarda caduta finale, piuttosto che un glorioso happy ending. E così è stato.
  15. Ma infatti infatti, ha appena grigliato un milione di civili inermi, e adesso vuole partire alla CONQUISTA DEL MONDO con le sue bombe atomiche alate. E' chiaramente un personaggio positivo, è ancora l'eroina bellizzima buona e generosa che tutti amavano. Solo un pochino indurita dagli eventi, ma non ha perso il contatto con la realtà, al limite è un po' scossa e stressata, ma niente di preoccupante, del tutto fisiologico direi. Sarà una grande regina, come pronosticava quel vecchio scemo di barristan, e inaugurerà per un periodo di pace e prosperità come non si vedeva dai tempi di jeahaerys il conciliatore, perché ha il cuore buono e innocente di una bambina, ma la fermezza e le saggezza di un grande capo.
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