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Ser Balon Swann

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Everything posted by Ser Balon Swann

  1. La pochezza (etica ma non solo) della classe politica italiana (ma non solo, attenzione, è un fenomeno diffuso ovunque) è facilmente spiegabile, semplicemente analizzando i tre principali requisiti che deve avere un politico per avere successo nel contesto attuale in cui opera /a livello medio, locale/regionale o di terzi linee, lasciamo perdere i pezzi da novanta) 1) deve essere abile nel crearsi un rete di conoscenze, contatti, supporto. Visto che non esiste più il meccanismo delle "scuole di partito", che formano e selezionano, o il cursus honorum ecc., ma più semplicemente i partiti "cooptano" persone che hanno già un certo seguito (o potenzialità per costruirselo), diventa di fondamentale importanza avere notevoli abilità sociali. Intrallazzare, brigare (in senso buono, anche). Professioni come il PR, il Dj, l'influencer, il vippozzo, sono sempre più sulla cresta dell'onda. 2) deve essere un tipo alla mano, uno di noi, uno che non trasmette sensazione di superiorità, puzza sotto il naso, o anche di semplice distacco. Il sempre maggiore odio e sospetto verso chi è acculturato, raffinato, elitario, parla bene, ragiona in modo complesso. La retorica del "popolo bravo, generoso e onesto vs Kasta subdola, avida e corrotta", avvantaggia chi sa trasmettere una sensazione di calore umano dal sapore autentico e casereccio, anche ai limiti dell'essere beceramente ignorante, irrazionale e sempliciotto. E se lo sei veramente, possibilità ci sono che tali sensazioni vengano ben trasmesse. 3) La fine delle grandi ideologie ha notevolmente semplificato il quadro intellettuale e filosofico. Ad oggi tutti gli schieramenti concordano sui molti dei valori fondamentali (salvo ambiti particolari), il politically correct offre saldi appigli e sicuri valori... a volte le strade e le soluzioni proposte sono diverse, il grado di empatia nei confronti di certi fenomeni è diverso, ma alla fin fine la società che viene dipinta come auspicabile è molto simile sia per le destre che per le sinistre (più soldi per tutti, sviluppo, più libertà per tutti, più divertimento, più sicurezza, il consumismo liberale ha vinto). Diventa quindi fondamentale saper sparare cavolate assolute (o quantomeno, delle tristissime banalità, spesso in evidente contraddizione tra loro) in modo da risultare convincente, sembrare sinceramente convinto della bontà e della profondità delle proprie sparate (o addirittura, essere così fatuo e ignorante da esserne effettivamente convinto di star dicendo cose sensate) Ora.... darwinianamente parlando, qual è la tipologia di persona più adatta a muoversi e prosperare in queste condizioni? Semplice. E' quella del simpatico coglionazzo (cit. Fantozzi). Ma di gran lunga, perché il simpatico coglionazzo possidde tutti e tre i requisiti di cui sopra, laddove altre tipologie di persona ne possiedono solo una o massimo due. Tutti abbiamo conosciuto a scuola o avuto per amici dei simpatici coglionazzi. Non sono scemi, attenzione. Possono sembrarlo a volte, ma non lo sono. Anzi sono svegli. Restano, nondimeno dei simpatici coglionazzi. Piacevoli (a piccole dosi), estroversi, con cui è facile interagire, molto sicuri di sé e delle proprie opinioni, ma anche superficiali, furbetti, facce di bronzo, quasi sempre poco acculturati. Quindi, finché non cambia la situazione socio-antropologica (e non cambierà a breve) il problema è semplicemente irrisolvibile, perché il più adatto sopravvive e prospera. Sempre. E' una legge universale. Quindi ci teniamo i corrotti, gli incompetenti, i "oggi vale A e domani non-A" i negazionisti della scienza e compagnia. Fino a data da definirsi. Se fossi un organo di informazione e di opinione, manco riporterei più questi episodi. Nessuno dovrebbe più stupirsi, non dovrebbero rilevare sui destini della vita pubblica e politica, tanto meno sulla sorte di un governo.
  2. Non sarebbe tanto diverso da Robb Stark, il 90% della sua epopea è "off-screen".
  3. Va detto che mantenere un ritmo lento "a la dance" e finire la saga sono due circostanze mutuamente esclusive, quindi in realtà il problema non si pone proprio.
  4. potrebbe anche essere una cosa carina e particolare, una specie di struttura sinfonica. Che tradizionalmente è divisa in quattro movimenti: 1) Allegro. AGOT, ACOK e ASOS come un mega-primo movimento, bello ritmato, carico. 2) Lento (AFFC e ADWD, serve spiegare?) 3) Minuetto, cioè un tempo moderato, il movimento più breve. Una danza, si riparte con un certo piglio, brillantone. TWOW, speriamo. 4) Si ritorna all'allegro, o sonata, quindi di nuovo pimpantoni per il gran finale. ADOS + eventuale ottavo libro (seh vabbè...) Primo e ultimo movimento sono sempre nella stessa tonalità, spesso forti richiami reciproci.
  5. Dai alla fine diventerà qualcosa tipo l'Iliade, che si chiude un po' in sospeso e che nei secoli/millenni successivi un sacco di autori hanno ampliato, concluso, rivisitato, scritto sequel, midquel, prequel. la morte di Achille, la morte di Paride, la caduta di Ilio, il ritorno a casa degli eroi, la morte di Agamennone, l'eneide.. mica farina del sacco di Omero. Tutta roba di ottimo livello. Certo, ci sono i diritti di autore e il copyright, ma quelli scadono (ammesso e non concesso che Martin non abbia già sottoscritto contratti vari e abbia ceduto i diritti a tizio o a caio). Per non parlare del fatto che gli eredi di Martin (o gli eredi degli eredi), pregustando tanti tanti tanti dollari, potrebbero commissionare la conclusione della saga a un bravo ghost writer. Abbiamo trovato gli appunti originali per il finale nel cassetto, ste cose qui.
  6. Tyrion, Jaime, Tywin e Arya secondo me raggiungono dei picchi oggettivamente pazzeschi, e non calano sotto certi livelli neanche quando vengono messi in condizioni al limite del ridicolo o del patetico. Gli altri se la cavano alla grande, Eddard e Dany per dire fanno un onestissimo lavoro. Jon Snow è il più debole dei big, un vero pesce lesso, però anche lui alla fin fine non lo definirei un cane assoluto. Spesso anche i personaggi secondari hanno dei momenti da applausi, pochi minuti ma potenti, tipo Syrio Forel, o Jaquen, o Khal Drogo.
  7. Appunto. Il paragone non sussiste. Il SdA è artisticamente un prodotto da 9, o se non piacciono i voti, di altissimo livello, GOT non gli allaccia manco le scarpe, alti e bassi, nessuna coerenza, nessuna scelta stilistica precisa. Un minestrone eseguito a 30 mani, spesso e volentieri senza inventiva, classica roba "fatta a tavolino", in cui sono confluiti ingredienti buoni e ingredienti scaduti, e che alla fin fine ha dato come risultato una informe poltiglia marroncina. Poi certo, se vogliamo paragonarla "alle altre serie tv medieval-fantasy-storiche" come dice Lyra, tipo Vikings, Rome, Shannara, Merlin, i Medici, Black Flags ecc. beh che dire, GOT svetta nell'Olimpo, roba da crollare inginocchiati davanti al televisore, tremanti, le lacrime che scorrono copiose sulle guance, mentre si piange e ride dalla gioia. Da vedere e rivedere, ricordare e celebrare, nei secoli. Se questo è il metro di paragone, gli do 10 e lode tranquillamente. Senza sarcasmo. Rispetto alla concorrenza diretta, vale 10. E lode. Finale compreso. Ma semplicemente perché le altre sono delle porcherie inaudite. Se invece vogliamo prendere GOT sul serio (perché è comunque stata uno dei fenomeni degli anni '10), farla giocare nel campionato maggiore, dargli una valutazione assoluta, e non relativa, e stabilire quindi come si pone non rispetto a Hercules, i Borgia, ma rispetto ai grandi capolavori del cinema, delle serie tv (ma pure di certi videogiochi sinceramente, a livello di direzione artistica e stile ormai si può fare un paragone anche con quelli)... beh GOT è proprio poverella poverella da questo punto di vista. A livello stilistico/estetico/artistico, dico. Senz'anima. E questo secondo me, ma anche secondo "i canoni", direi. Non ho mai sentito nessuno che lodava GOT per aver raggiunto buoni livelli o aver fatto prodezze a livello artistico. Intreccio, performance attoriali, originalità, complessità. Questo sì. Aver alzato il livello del genere nell'ambito delle serie tv, anche. Vette estetiche? Virtuosismi? No dai. I punti di forza di GOT erano altri. Le prime due puntate di Chernobyl o di Attack on Titan hanno più stile di tutte le 8 stagioni di GOT messe insieme.
  8. "una serie catena di montaggio quando cambiano registi ogni 2x3". Definizione perfetta. C'è ovviamente di peggio (anche se non è facile in serie così di successo e a cui la produzione potrebbe tranquillamente dedicare particolare cura) ma anche mooooooooooooooolto di meglio. Poi in un contesto di fantasy/fantascienza non avere uno stile preciso, non riuscire a "creare la visione di un mondo", è ancora più grave.
  9. ma secondo me proprio zero. Occhio che non parlo di effetti speciali, CG, planate a volo d'uccello sui campi di battaglia e inquadrature figose da cartolina di castelli e panorami. Sto parlando di stile. Direzione artistica. Trasmettere allo spettatore una certa visione, anche attraverso un uso coerente e sapiente dei mezzi tecnici. Per capirci, il SdA trabocca della visione artistica di Peter Jackson. Che è potente, personale, coerente, unitaria. Ha preso il mondo di un altro, e lo ha fatto suo, re-interpretato in modo credibile, e tutta l'opera ne è permeata, dalla scelta delle singole location, al più stupido costume del figurante. Stesso discorso per la trilogia di Batman di Nolan (che non mi entusiasma particolarmente ma artisticamente e stilisticamente è notevole). GOT è un pastrocchio senza capo né coda da questo punto di vista, roba medievaleggiante standard buttata là a caso, ogni regista fa il suo compitino, siamo a livelli bassissimi rispetto non solo rispetto a molti film ma pure rispetto a Breaking Bad, o True Detective S1, Boardwalk Empire o Mad Man, per dirne qualcuna dove invece si sente che c'è una mano, una mente e un cuore che sovraintende tutto. Per dire, da un punto di vista della personalità, del coraggio di certe scelte, della coerenza dello stile, ma pure una trashata sanguinolenta come Spartacus è da reputarsi superiore a GOT.
  10. Game of Thrones è una serie complessivamente insufficiente. 1. Artisticamente è una vera zozzeria, non c'è bellezza,, non c'è virtuosismo nella regia, nella fotografia, nella scenografia, nelle musiche. A livello tecnico è di una povertà allucinante, non c'è una direzione artistica coerente, nessuna ricerca di una visione estetica che leghi il tutto. Cosa difficile da trovare nelle serie tv, intendiamoci, ma neanche così infrequente. In Game of Thrones però non si vede neanche con il lumicino, e questo a partire dalla S01E01. 2. A livello di trama, sviluppo di personaggi, intreccio.. vabbé certo, se uno non ha letto i libri e vede la serie tv, ovvio che dopo 10 puntate si strappi le mutande e inizi a correre nudo per la città gridando al miracolo. Questo tuttavia fino alla stagione 4-5. Esauritosi il materiale originale, se la trama/intreccio tiene vagamente botta (pur con un aumento vertiginoso delle ingenuità, incongruenze, banalità ecc.), perché comunque dove si va a parare in linea di massima l'abbiamo capito tutti, lo sviluppo dei personaggi subisce un tracollo vertiginoso, robe veramente indegne. D&D qui danno il loro peggio, dimostrando di avere una sensibilità artistica e psicologica pari a quella del miglior Jerry Calà. 3. A livello di scrittura uguale a sopra. Parte ovviamente bene/benino, riciclando furbescamente scene e battute dei libri (e ci sta) ma via via diventa una cafonata sempre più tremenda. Il talento sta altrove. 4. Il cast è ottimo, a tratti straordinario, la recitazione ottima, a tratti straordinaria, e si mantiene sempre su livelli buoni. Direi che questo è il maggior merito della serie, e direi in generale uno dei punti di forza di HBO (che rarissimamente toppa il casting). 5. Il finale (che secondo me in qualunque opera è fondamentale, può salvare un opera mediocre e sbagliata rendendola indimenticabile, o rovinare un potenziale capolavoro lasciando solo l'amaro in bocca) è un qualcosa di indescrivibile per sciatteria. Non è che neanche atrocemente orrendo, semplicemente una cacatina mal riuscita. Laddove doveva essere la bombastica conclusione di questa serie asseritamente fenomenale. 6. La cosa più bella in assoluto? La sigla. Bella, veramente, bella. Musica iconica, la mappozza a ingranaggi, l'unica cosa vagamente geniale che è dato rinvenire in questo prodotto. Pertanto, non si può dire che sia una bella serie, complessivamente considerata. La prima metà si salva sicuramente, si piazza abbondantemente sopra la sufficienza, ma ha gravi difetti pure quella (in particolare il punto 1). Non va comunque sopra il'8-8,5, a essere generosi. La seconda metà è semplicemente inguardabile, siamo ai livelli di un Xena o di un Simbad high budget, roba da 3. E sono generoso anche qui Media siamo sul 5+. In ogni caso, al netto de "de gustibus", nessuna persona nel pieno possesso delle proprie facoltà estetiche può dare a GOT più di un 6-6,5, ma proprio massimo massimo. Ogni valutazione maggiore a mio avviso è da imputarsi al persistere dell'originario innamoramento e dell'originaria folgorazione, che non si riesce a mettere da parte per valutare con serietà e equità questo dozzinale prodotto.
  11. Una monarchia assoluta, centralizzata, "a la 1500-1600", non è tanto plausibile secondo me. Ricordiamoci che Westeros è un continente enorme, vuoto e spopolato, grande come il sudamerica ma con una popolazione di non più di 30-50 milioni di abitanti. L'Inghilterra Elisabettiana era grande 1/20 e aveva una 1/10 della popolazione, un pelo diverso da gestire. Idem lo shogunato giapponese. E' impossibile che in questo contesto si affermi un governo accentratore e che sia in grado di esautorare i vari centri di potere locali. Primo, i viaggi e gli spostamenti (su distanze immense) si basano su tecnologie molto datate. La tecnologia navale è ancora molto scarsotta, il sistema di strade è abbastanza scadente, il commercio e i traffici molto tenui. Secondo, non si sono ancora affermate le tecnologie d'assedio tali da rendere innocue le singole fortezze e castellotti, e che garantiscono la possibilità per il governo centrale di liquidare rapidamente le singole ribellioni/spinte centrifughe. Polvere da sparo, cannoni, possibilità di armare efficacemente un vasto numero di popolani e sopperire alla superiorità della cavalleria corazzata e della "classe guerriera" dei cavalieri ecc. Il fattore unificante di Westeros erano i draghi, che hanno di fatto bypassato il fattore distanze e il fattore incastellamento/superiorità militare assoluta della classe aristocratica. In questo Martin è stato storicamente "accurato", plausibile. I draghi e solo i draghi hanno reso possibile l'unificazione di Westeros e l'affermazione di un potere centrale (relativamente) solido. Una volta spariti i draghi, era inevitabile una progressiva disgregazione e un ritorno a situazioni pre-unitarie (e infatti negli ultimi 30 anni di storia westerosiana si è andati in quella direzione, ribellioni a ritmo crescente, separatismo ecc.). La borghesia mi sembra ancora in fase embrionale, a parte qualche mercante nei grandi porti c'è ben poca roba. Vedo ben pochi capitali e ricchezze al di fuori della casse dei nobili. Le città libere sono duecento anni avanti. Forse inizierà a svilupparsi qualcosa nel post-guerra dei 5 Re, con gran parte della grande nobiltà sterminata, ma anche qui ci vuole tempo. Quindi secondo me l'evoluzione nel breve-medio termine sarà semplicemente un ritorno alla frammentazione pre-Aegon. In questo contesto, è tuttavia possibile che alcuni singoli "stati" (quelli più ricchi, tecnologicamente avanzati e connessi con le vie mercantili) sviluppino in qualche decennio/secolo una rivoluzione in senso "elisabettiano/moderno". Le terre degli hightower secondo me sono le più indicate per questo "salto", forse l'altopiano nel suo complesso, le terre della corona e Approdo del Re, forse la valle. Gli altri li vedo ancora troppo sfavoriti da condizioni sociali, tecnologiche e geografiche per fare il grande salto. Per non parlare di Westeros nel suo complesso. Questo senza considerare il fattore draghi. Se chi diventa Re detiene quantomeno un drago (o qualche diavoleria magica con effetti analoghi), cambia tutto e Westeros può restare unito ancora a lungo.
  12. Zio Frank per fine 2020 va a prendere Beric come postatore record, ma proprio easy
  13. ovviamente mi riferivo agli immondi episodi 7-9 vero che in episodio V funziona bene, ma le colpe di Lucas sono comunque immense, ha aperto una porta che andava lasciata chiusa
  14. vero, ma la legittimazione comporta un qualche tipo di atto di riconoscimento ufficiale (mi pare che solo il Re possa farlo, tra l'altro) quindi c'è bisogno di un "pezzo di carta" o quantomeno una testimonianza attendibile. non vedo chi, come e quando e dove ciò potrebbe essere avvenuto con Jon. I Targaryen al momento non possono un caxxo, eventualmente potranno legittimare (anche retroattivamente) Jon laddove prendessero il potere, ma questo vale per chiunque, Targ veri o presunti, bastardi o nati da regolare matrimonio che siano.
  15. non so cosa dica il diritto di famiglia westerosiano, e quali siano le conseguenza della bigamia, ma se Rhaegar non aveva ripudiato Elia, o annullato il matrimonio, non so quanto l'eventuale secondo matrimonio in gran segreto con Lyanna possa fare di Jon un figlio (e quindi un targaryen) legittimo.
  16. No, sono le parentele a sorpresa a essere tristissime, perché se abusate hanno l'immancabile effetto di degradare storie di ampio respiro al livello di faide tribali tra cricche cugini incestuosi, fratellastri e paparini segreti. la cosa più triste e infantile di Star Wars è che in una galassia con millemila pianeti e fantastiliardi di persone alla fine si riduce sempre tutto a uno scontro tra i palpatine e gli skywalker. Due famiglie. C'è più complessità nelle lotte per diventare sindaco in un villaggio semi-abbandonato dell'abruzzo con 200 anime. In ASOAIF Martin se ne può permettere un paio di queste carrambate, di più diventerebbe osceno. Uguale con le risurrezioni (mi fanno ca***e pure quelle, per inciso), la prima volta è figo (Beric), la seconda meh ma vabbè (Cat), già la terza puzza di pesce vecchio e non è più un colpo di scena (Jon).
  17. George Lucas ha rovinato la letteratura e il cinema con queste carrambate delle parentele incerte da sitcom peruviana. Tyrion Targaryen, Cersei & Jamie Targaryen, Jon Targaryen, Deanerys Blackfyre, Aegon chissà cosa, Varys Blackfyre... mabbasta.
  18. @Zio Frank no la critica non è al consumismo e all'individualismo/egoismo, la critica è al non saperci in alcun modo rinunciare, neanche davanti al rischio di un vero disastro umanitario e non solo. Siamo prigionieri del nostro stile di vita e del nostro sistema economico, non siamo in alcun modo flessibili, o le cose vanno come devono andare (cioè bene) o non abbiamo gli strumenti per adattarci alle nuove condizioni. Non esiste un piano B per le situazioni di crisi: o si continua a produrre e comprare, frullando come le trottole, oppure non sappiamo che pesci pigliare. E non sempre si può produrre come i pazzi (es. se inizia a intaccare le risorse), comprare o frullare (es. classico: pandemia) Siamo darwinianamente stagnanti, bloccati, ergo spacciati nel lungo periodo. Più nello specifico: siamo stati lenti a reagire, sperando fideisticamente che fosse meno grave del previsto (vedi i nazisti cinesi, quelli che fanno ogni anno 100mila morti sul lavoro, che chiudono intere metropoli, ma pensi "una banale influenza, dai"... grande pensata). La strategia è stata quella del cerbiatto in autostrada, che vede arrivare il camion clacson spianato e rimane paralizzato, sperando che devii all'ultimo momento. Una volta arrivato il camion, le contromisure sono state disorganizzate e sconnesse, ogni Stato europeo è andato per la sua strada (a volte ogni regione), in USa uguale. C'è chi è stato bravino e chi meno bravo, ma non c'è un disegno di insieme. Non ci sono punti fissi, pensieri condivisi, non ci si fida neanche della logica o della scienza (anzi c'è gara a chi la spara più grossa), ognuno naviga a vista. Molto male. Adesso che la situazione è parzialmente migliorata, e per non vanificare tutti i sacrifici ci vorrebbe un po' di prudenza, piccole attenzioni, rinunciare a qualche vizietto, non siamo capaci di auto-imporci un minimo di disciplina, e ci siamo messi nelle condizioni di far ripartire l'epidemia. Perché di fatto è un liberi tutti, tutti a divertirsi, entrano e escono cani e porci senza controlli, mascherine ormai solo per decorazione, distanziamento nullo... Se non riparte l'epidemia non è perché siamo stati furbi o bravi. E' perché siamo stati fortunati e il virus ci grazia. Un virus del 20% più contagioso e letale per i giovani come per gli anziani, a quest'ora ci aveva già tagliato le gambe. E non è detto che non ce le tagli se continuiamo così.
  19. Il covid ha rivelato in maniera impietosa ciò che già si poteva sospettare, ma magari si sperava non essere così grave (soprattutto in U.S.A., clamoroso) Siamo una società debolissima. Capricciosa. Piagnucolosa. Irrazionale. Totalmente indisciplinata. Incapace di compattarsi. L'orizzonte temporale dei nostri leader si misura neanche in mesi, ma in settimane. Schiava del benessere, i vizi e i divertimenti elevati a diritti supremi e intangibili, il turismo e i viaggetti nel weekend come pilastro irrinunciabile, l'apericena come ragione di vita. Se la sfanghiamo, è solo perché ci va di c**o (il covid sparisce/si indebolisce per i cavoli suoi) o perché l'unica cosa buona che ci resta (scienza&tecnologia) riesce a produrre una cura in tempi record. E' semplicemente impossibile che qualcuno, osservando questo spettacolo pietoso che accomuna Stoccolma e Rio de Janeiro, Milano e Los Angeles (perché qualcuno che osserva e prende nota c'è sempre), nei prossimi decenni non provi ad approfittarne. Pronostico secco: nel corso della prima metà del XXI° secolo l'occidente verrà detronizzato, e de brutto, al suo ruolo egemonico e dominante.
  20. non avrai mai il massimo perché il massimo non esiste (o meglio esiste ma lo raggiungeranno un manciata di persone a generazione). E comunque il massimo non è assoluto, è relativo e in evoluzione. il tuo/mio minimo oggi (o comunque, il tuo/mio ordinario, nella media) è molto vicino a quello che era il massimo ottenibile 5-6 generazioni fa. L'italiano medio-povero-modesto del 2020 gode di un livello complessivo di benessere, ricchezza, opportunità, che solo lo 0,1% dell'upper class di 150 anni fa poteva sognare, e per certi versi sta pure meglio. Vive più a lungo, può visitare luoghi lontanissimi, ha accesso a quantità di dati, opere artistiche ecc. inimmaginabile ecc. E se andiamo ancora più indietro non ne parliamo... l'impiegato delle poste di Savona sotto molti aspetti vive una vita più ricca e piacevole dell'imperatore Carlo Magno o di Cheope. Però magari è insoddisfatto,triste, rancoroso, frustrato. Perché tu non mi misuri la tua felicità e la tua soddisfazione con un valori assoluti. Anche se dovresti, razionalmente. Tu sei felice e soddisfatto nella misura in cui senti di avere tanta gente che sta peggio di te e poca gente che sta meglio di te. A prescindere dal cosa consistano effettivamente il peggio e il meglio. E' un corto-circuito della nostra mente, probabilmente una delle cose che ci ha permesso di progredire in molti ambiti, ma è comunque un bug. E' sbagliato sopprimerlo e accontentarsi a prescindere, ma se lasci che diventi il principio cardine della tua vita (e la dottrina capitalista più radicale punta esattamente a questo) l'insoddisfazione perenne è assicurata. A meno che tu non sia un fenomeno assoluto e riesca a elevarti veramente nel top del top, ma i fenomeni assoluti sono pochi. E quelli emergono in qualsiasi contesto socio-economico, se sei intelligente, geniale, intraprendente, cazzuto, un pelo fortunato e bla bla, te la godi alla grandissima anche nella Russia sovietica o nella germania nazista o in qualche Stato africano distrutto dalle guerre civili. Attenzione, non sto dicendo che debba stare zitto e buono, dire e non lottare per un miglioramento. Però non dovrebbe farlo in uno stato emotivo di insoddisfazione, e per ragioni di frustrazione. Viviamo in un epoca assurdamente ricca, e le famose briciole sono l'equivalente di della gran belle pagnottone di qualche secolo fa. Quanto la gente con le pagnottone era felice e gioosa. Qualcosa su cui riflettere.
  21. beh "la cosa bella dei poveri è che si può sempre assoldarne metà per ammazzare l'altra metà" è da sempre il motto preferito di fascio-capitalisti
  22. un dato interessante (e secondo me abbastanza decisivo per capire il reale impatto del covid, quantomeno nel suo aspetto più grave e letale) è l'excess mortality https://www.euromomo.eu/graphs-and-maps#excess-mortality https://www.cdc.gov/nchs/nvss/vsrr/covid19/excess_deaths.htm
  23. Dipende. Le opinioni potrebbero cambiare radicalmente a seconda della collocazione geografica del popolino a cui si chiede di esprimere un opinione su qualcuno. Difficile che il popolano di Porto Bianco abbia le stesse opinioni su chicchessia rispetto al popolano di Hightown, quello di Approdo del Re simili a quelle di Lannisport eccetera. Le differenze sono profondissime. Tradizioni, vincoli di fedeltà, preconcetti, rivalità, lontananza da determinati eventi e averne vissuto sulla propria pelle altri...
  24. Però non è che ci sia tanto da discutere o dibattere eh, se la linea temporale è unica e immodificabile, il libero arbitrio non può logicamente esistere, dove libero arbitrio significa possibilità di scegliere A o B in un certo momento t. Fine. Se per libero arbitrio si intende la facoltà di fare delle scelte, di plasmare il futuro (non già scritto, misurato, dato ma "possibile", probabilistico). Se si intende qualcos'altro, boh. Non c'è nessuna scelta, non può logicamente esserci. Anzi, si può addirittura arrivare a dire che presente passato e futuro coesistono simultaneamente, non c'è nessun presente, passato e futuro, ogni istante esiste sempre e per sempre e ogni istante è dato. La realtà, nella sua interezza spazio-temporale, nella sua complessità di causa-effetto (anche tra passato e futuro e viceversa) è quella. Cristallizzata e ridondante per l'eternità. Questo se si vuole mantenere la logica aristotelica, il principio di non contraddizione eccetera. "Time travel is inconsistent with free will", abbastanza assodata come cosa. Quindi Martin può o entrare nel magico mondo dei paradossi, della fanta-pseudo-quantistica, e mandare all'aria la coerenza interna della sua opera, spiegando il tutto con "dovete accetterarlo, si viaggia nel tempo ma i personaggi sono comunque liberi, è magggggiaaaaa", oppure restare coerente e dirci chiaramente che secondo lui i suoi personaggi non hanno alcun libero arbitrio (cosa che non si adatta particolarmente bene allo spirito dell'opera, ma vabbé). Francamente mi sembrano opzioni davvero tragiche (ma qui è soggettivo), ben peggio di qualunque cosa abbiano fatto D&D, che a quel punto andrebbero immediatamente rivalutati ed elevati a unici veri depositari dello spirito di ASOAIF
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