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Ser Balon Swann

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Everything posted by Ser Balon Swann

  1. sicuramente erano il prodotto di una persona cinica, sarcastica, disillusa, brillante, forse addirittura leggermente amareggiata e pronta a dissacrare luoghi comuni e pensiero dominante (in ottica fantasy ma non solo). quella persona non esiste più, sostituita da un uomo autocompiaciuto, sazio, che ha avuto la sua rivalsa (e che rivalsa) i riconoscimenti, le lodi, il successo tanto agognato al di là di ogni ottimistica aspettativa, e dunque decisamente più benevolo e tollerante nei confronti delle storture e delle contraddizioni di quella società che finalmente lo ha accolto a brac
  2. Dany fa parte del gioco dei troni. la sua situazione di partenza, il suo essere data in sposa a drogo, le sue "motivazioni", tutto deriva dal suo essere una pedina del gioco, pedina che pian piano evolve in giocatore. A quarth è coinvolta in giochi di potere, e nella baia degli schiavisti, beh... conquista un trono? E deve iniziare a gestire e affrontare i vari tramazzi, guerre, tradimenti, ambiguità. L'unico leggermente al di fuori di queste meccaniche è Jon Snow, ma comunque la sua lotta contro gli Estranei coprirà sì e no il 2% dei suoi capitoli. Il resto è cresci
  3. ti dirò. Song, se vogliamo tradurlo con Canzone, Canto, richiama il romanzo cavalleresco, la Chanson de Roland , il NiebelungenLIED. Opere dunque epiche, eroicheggianti, scritte in uno stile estremamente evocativo, esagerato, poetico, in cui si narra di uomini straordinari e coraggiosissimi, che compiono gesta ancora più straordinarie e superomistiche, con donne perfette, bellissime, e nemici turpi, nerissimi. Fede, destino, interventi divini, predestinazione, valori e etica assoluti, manicheismo. Praticamente, tutto ciò che Martin si propone di "radere al suolo"
  4. Sni. Un opera può definirsi "ottima arte" nella misura in cui è in grado di emozionare (ci sono anche altri fattori e indici, intendiamoci, ma il pathos, l'essere IMPATTANTE, secondo me è il requisito principale). Nel momento in cui un traduttore-rielaboratore si accorge che il passaggio dall'opera originale a quella derivata comporta un annacquamento del lato emotivo, direi che è suo dovere/compito cercare di ripristinare/recuperare/conservare quel quid di emozione, anche facendo uso di sapori e spezie e ingredienti che nell'originale non c'erano, o erano usate diversamente.
  5. Io invece parto del presupposto che ogni "conversione" dell'opera originale, la depotenzia. E' quasi inevitabile. In qualunque campo. Da libro a film, da film a videogioco, dall'inglese all'italiano, e via discorrendo. C'è una perdita di pathos, nitidezza della visione. E più la conversione è fedele, lineare, ossequiosa, spersonalizzata, filologica, più questo fenomeno diventa evidente. Compito del traduttore (o in generale, di colui che "converte e rielabora") è metterci qualcosa di suo. Ridare potenza all'opera, diluita nel passaggio di formato o lingua. Trovare la chiave pe
  6. ma non parlavo di "trama" infatti, quella si capirebbe anche traducendo direttamente con deepl. con la traduzione di altieri si perdono alcune sfumature e alcuni dettagli, forse alcune perle di ricercatissima e preziosissima bellezza estetica, ma non è ogni frase di Martin venga stravolta, e ciò che cercava di trasmetterci a livello di sensazioni e pathos con lo stile e la scelta delle parole, irrimediabilmente perduto. Via. Non esageriamo.
  7. mmm no perché ho letto sia ADWD e AFFC in originale, al pari di ASOS (AGOT e ACOK no). Quindi il paragone è tra il Martin fase 1 originale vs Martin fase 2 originale. Ritengo ASOS stilisticamente molto più scorrevole, piacevole, fluido, non dico senza inciampi ma quasi. Leggere AFFC e ADWD è come mangiare un ottimo piatto di pesce, buona materia prima, buoni aromi, ma con il cuoco che si è dimenticato di diliscare bene. Con conseguenti, continue, interruzioni del piacere, piccoli fastidi, tempo sprecato a esaminare pezzettini di pietanza nel frattempo si fredda, incapacit
  8. personalmente preferisco Martin su tutta la linea. E metto sopra Abercrombie diversi altri autori. Non l'ho proprio apprezzato, se non a livello di trama (il "gran finale" è preparato e orchestrato molto bene, e la decostruzione del personaggio del "saggio mago che guida i protagonista" è tanta roba). Abercrombie mi è sembrato estremamente superficiale. Uno scrittore lego. Iper-razionalistico e ragionieristico nei dialoghi e nella caratterizzazione. Abercrombie dice e scrive cose "giuste". Gli ingredienti sono giusti. Ma l'amalgama è spesso artificiosa. Insip
  9. Secondo me: TECNICAMENTE 1) ASOIAF è complessivamente molto valida dal punto di vista tecnico, come qualità di scrittura. Nulla di rivoluzionario o da strapparsi le mutande, ma Martin sa scrivere in modo elegante, pulito e efficace. 2) la qualità tecnica di AGOT, ACOK e ASOS è alta, con dei picchi notevoli, ma soprattutto si mantiene alta in modo costante. 3) AFFC e ADWD mantengono picchi notevoli (arrivo a dire che i capitoli di Theon sono forse il punto più alto della saga, o poco ci manca), la scrittura resta complessivamente buona, ma è molto altalenante: ci sono
  10. ma a livello storico sopra Martin ora come ora ci sta pure Stephen King con la sua (secondo me mediocre, ma nondimeno conclusa) saga della Torre Nera. Oltre ad avere meriti letterari complessivi nettamente superiori
  11. Ieri ho visto the Last Duel. Leggo floppone, non capito dalla critica, tragico ca**o, ma secondo me è un filmone. Nel suo genere arrivo a dire capolavoro sfiorato. 9 La struttura "pseudo-processuale" (viene mostrata in successione la visione degli eventi da parte dei 3 personaggi principali, accusatore, accusato e vittima) rallenta ovviamente il ritmo e a volte si cade in una certa ripetitività, ma ha un effetto secondo me spettacolare, unico e preziosissimo, ovvero mostrare come determinate persone "vedono sé stesse" vs come in realtà sono. A volte si tratta di differenze so
  12. assumendo che Winds of Winter presto o tardi (più la seconda) alla fine uscirà, quantomeno una parte, resterebbe solo da concludere ADOS. Tirare le fila. Si può inventare tutto di sana pianta francamente, mentendo spudoratamente e dicendo che sono stati ritrovati degli appunti (chi ti smentisce? Martin è morto, la casa editrice ti fa i ponti d'oro, lo scrittore incaricato di concludere la saga stappa lo spumante, i fan di tutto il mondo sono in giubilo). D&D erano delle bestie, più canidi che scrittori, ma gli elementi fondamentali e i punti cardine a cui sono
  13. dipende quanto queste dichiarazioni siano legalmente vincolanti per gli eredi, o sia solo una questione di onorevole - ma discrezionale - rispetto delle volontà del defunto. forse se le ha inserite nel testamento... chissà cosa dice la legge del New Mexico
  14. o che gli eredi di Martin affidino la conclusione dell'opera a un Sanderson, asseritamente sulla base di fantomatici appunti
  15. Tutti i paragoni fatti sulle opere incompiute sono fallaci. Trattasi di artisti (da Kafka a Gaudì a Schubert) che prima del lavoro incompiuto avevano prodotto numerose altre opere, di qualità altissima, ampiamente migliori o comunque di livello analogo rispetto all'incompiuto. Il loro status di geni si fonda su altri capolavori compiuti. Precede e prescinde dall'incompiuto. Martin viceversa ha prodotto una serie di ciofeche illeggibili, e una singola, isolata opera di alto livello. Che tuttavia resterà incompiuta. Non potrà fondare la sua legacy su nient
  16. cafonaggine allo stato puro. Ma la vera domanda è: come si spiega l'esistenza di Striscia? Quali traumi, traversie, insicurezze, portano una persona a guardare Striscia?
  17. No, imho è un illusione. Non esiste un pensiero razionale. La logica è arbitraria, una creazione umana. La scienza stessa si fonda su assiomi arbitrari. Ogni affermazione è contestabile, criticabile: il paradigma, mutevole. Ogni verità, può essere messa in dubbio, e smontata sofisticamente pezzo per pezzo. Non esiste nessuna "verità" che sia dotata di forza intrinsecamente persuasiva. Non ancora, quantomano. E' una grande illusione in cui sono falliti molti regimi, sia dittatoriali e progressisti: fai vedere alla gente la "verità", e questa, vinta dall'
  18. secondo me invece la pandemia covid, lockwonw, vaccinazioni ecc. hanno dimostrato, a livello non più teorico ma proprio empirico, osservabili, che la strada non è poi tanta. Troppa libertà genera indisciplina. La presa delle istituzioni sulla condotta dei cittadini, la capacità di superarne le istanze più egoistiche e individualiste, pretendere determinati comportamenti collettivamente sincronici e omogenei, ormai è pressoché nulla. Dura competere nel mondo di domani. come dicevo, è un guardare al dito e non alla luna. se il tuo ge
  19. ma no, è solo una questione di efficacia. è estremamente complicato sostituire (il che non vuol dire non aggiornare mai e tenere cristallizata eh) la "vecchia morale comune", comunque radicata, e che ha superato i test del tempo, con una "nuova morale" un "nuovo sistema di valori" che sia in grado di assicurare la stessa coesione, disciplina ecc. A maggior ragione se il nuovo sistema di valori ha come suo cuore pulsante proprio il rifiuto di ogni tipo di coesione e disciplina
  20. ma non è che vivere in uno "Stato Etico" sia auspicabile come cosa fine a sé stessa. una morale, dei valori comuni (a prescindere dal contenuto), una visione condivisa, la capacità di dire no a determinate cose, sono requisiti essenziali e necessari affinché possa esistere un minimo di disciplina personale e collettiva, un minino di rispetto di istituzioni e autorità (da Draghi alla professoressa di italiano), e per una ottimale coesione sociale. E solo uno Stato in cui la collettività è coesa, o comunque in grado di compattarsi in caso di necessità (senza arrivare agli estre
  21. purtroppo no, e infatti cadremo come mele mature. non vedo come una società basata su indisciplina, individualismo, capriccio, incapace di sinergia e progettualità, e che si è pure svenduta la supremazia tecnologica (l'unica cosa che forse poteva tutelare il nostro dorato tramonto da basso impero) per pagare i propri goduriosi vizi, possa resistere per più di un mezzo secolo diciamo in cima alla catena alimentare. la curiosità sta nel vedere chi saranno i nostri futuri Overlord
  22. Che poi alla fin fine la vera questione non è se 4 cannoni facciano meglio o peggio di 2 birre medie, e se sia più facile passare dalla birretta alla vodka liscia o dalla gangia all'ecstasy. Quella è pura accademia. La questione è se uno Stato faccia bene o meno a condonare, legalizzare, permettere, incentivare sistematicamente, ogni forma di sbraco, lassismo, vizio, abbruttimento personale, rinuncia all'autocontrollo e alla disciplina. Far passare il concetto che "no, non si fa" non sia un ordine tollerabile (es. no, non si gira senza mascherina) e che ciò che io voglio debba
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