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Ser Balon Swann

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Everything posted by Ser Balon Swann

  1. un dato interessante (e secondo me abbastanza decisivo per capire il reale impatto del covid, quantomeno nel suo aspetto più grave e letale) è l'excess mortality https://www.euromomo.eu/graphs-and-maps#excess-mortality https://www.cdc.gov/nchs/nvss/vsrr/covid19/excess_deaths.htm
  2. Dipende. Le opinioni potrebbero cambiare radicalmente a seconda della collocazione geografica del popolino a cui si chiede di esprimere un opinione su qualcuno. Difficile che il popolano di Porto Bianco abbia le stesse opinioni su chicchessia rispetto al popolano di Hightown, quello di Approdo del Re simili a quelle di Lannisport eccetera. Le differenze sono profondissime. Tradizioni, vincoli di fedeltà, preconcetti, rivalità, lontananza da determinati eventi e averne vissuto sulla propria pelle altri...
  3. Però non è che ci sia tanto da discutere o dibattere eh, se la linea temporale è unica e immodificabile, il libero arbitrio non può logicamente esistere, dove libero arbitrio significa possibilità di scegliere A o B in un certo momento t. Fine. Se per libero arbitrio si intende la facoltà di fare delle scelte, di plasmare il futuro (non già scritto, misurato, dato ma "possibile", probabilistico). Se si intende qualcos'altro, boh. Non c'è nessuna scelta, non può logicamente esserci. Anzi, si può addirittura arrivare a dire che presente passato e futuro coesistono simultaneamente, non c'è nessun presente, passato e futuro, ogni istante esiste sempre e per sempre e ogni istante è dato. La realtà, nella sua interezza spazio-temporale, nella sua complessità di causa-effetto (anche tra passato e futuro e viceversa) è quella. Cristallizzata e ridondante per l'eternità. Questo se si vuole mantenere la logica aristotelica, il principio di non contraddizione eccetera. "Time travel is inconsistent with free will", abbastanza assodata come cosa. Quindi Martin può o entrare nel magico mondo dei paradossi, della fanta-pseudo-quantistica, e mandare all'aria la coerenza interna della sua opera, spiegando il tutto con "dovete accetterarlo, si viaggia nel tempo ma i personaggi sono comunque liberi, è magggggiaaaaa", oppure restare coerente e dirci chiaramente che secondo lui i suoi personaggi non hanno alcun libero arbitrio (cosa che non si adatta particolarmente bene allo spirito dell'opera, ma vabbé). Francamente mi sembrano opzioni davvero tragiche (ma qui è soggettivo), ben peggio di qualunque cosa abbiano fatto D&D, che a quel punto andrebbero immediatamente rivalutati ed elevati a unici veri depositari dello spirito di ASOAIF
  4. eh ma se questo singolo pg fa e vede cose che ci svelano "la struttura ontologica della Realtà e i profondi meccanismi che la regolano", bisogna interpretare tutta l'opera alla luce di queste rivelazioni. Non possiamo mica liquidarlo come un allegra ca***ta, un easter egg ecc.
  5. Dio e Destino non sono necessari, ma non c'è nessuna scelta, non intesa nel senso di capacità dell'individuo di optare tra A e B, decidere (in parte) della propria vita e di quella degli altri, cade il concetto di responsabilità, etica ecc. Gli individui sarebbero semplicemente degli oggetti.come sassi, pianeti e pulviscolo, soggetti a legge naturali e cosmiche, con la curiosa caratteristica di illudersi di poter fare delle scelte, avere delle opzioni. E a cascata paradosso, anche filosofico-epistemologici-scientifici, perché per poter fare l'affermazione "non esiste il libero arbitrio perchè..", (e si può) bisogna presupporre validità dell'osservazione empirica o quantomeno del senso critico (cioè capacità di discernere tra affermazioni verosimili e assurde, scientifiche e non, ecc.). Ma se il libero arbitrio non c'è salta tutto, credi e pensi in quello che sei determinato a pensare, impossibile discernere il vero dal falso. E vabbè è OT. Ma sarebbe veramente pessimo, narrivatimante. E non è una tesi facilmente difendibile neanche a livello generale, "filosofico", perché tutta la ricerca della conoscenza dell'uomo si basa sulla capacità di discernere, che deve essere (in qualche misura) libera, non totalmente condizionata e pre-determinata.
  6. Se esiste un unica linea temporale, e dal punto T2 (presente) si va al punto T1 (passato) senza poter modificare nulla di tutto ciò che è avvenuto tra T1 e T2 (in altre parole quando si tornerà al tempo T2 sarà tutto esattamente come lo si è lasciato), significa che tutto ciò che è compreso tra T1 e T2 è cristallizato. Immodificabile. Fine. Il che a sua volta vuol dire che: a) il nostro viaggiatore nel tempo, per quanto ci provi, per quanto si impegni, non riesce a modificare nulla, perché il passato si "auto-corregge", rende vani i suoi sforzi, si è appunto cristallizzato e c'è una specie di "sistema di controllo metafisico" che mantiene tutto così come è, e rende di fatto irrilevanti e nulle nel medio/lungo periodo le piccolissime modifiche che il viaggiatore temporale inevitabilmente apporta. In quest'ottica il libero arbitrio può anche dirsi sussistere: esisteva quanto è stata presa la scelta nel passato, e sussiste nel viaggiatore del tempo, per quanto egli sia condannato comunque al fallimento, prevalendo sempre e comunque la scelta operata nel passato. b) il nostro viaggiatore del tempo, con le sue azioni, ha plasmato il passato. Egli è parte integrante del passato. Il futuro è parte integrante del passato. Ciò che è successo nel punto T1 doveva succedere esattamente così come è successo, perché altrimenti ciò che è successo nel tempo T2 non si sarebbe verificato; a sua volta ciò che è successo nel tempo T2 deve verifacarsi in un solo modo possibile, e così tutto ciò che sta in mezzo, perché altrimenti a sua volta il viaggio nel tempo che ha reso possibile T1 non si sarebbe verificato e via così nel famoso loop. In quest'ottica il libero arbitrio non è esiste, perché l'intera linea temporale è deterministica, sia che la guardiamo backward che forward. Tutto ciò che accadrà è già successo e tutto ciò che è accaduto succederà. Qui il libero arbitrio se ne va allegramente su per il camino da un punto di vista logica, siamo in un contesto di determinismo totale, pena cadere nei paradossi più immondi. Ovviamente il libero arbitrio sussiste se esistono linee temporali multiple, multiversi ecc. (a la avengers), oppure semplicemente se si ammette l'unica linea temporale sia fragile, mutevole, non permanente e possa essere costantemente modificata e "sovrascritta", aggiornata. Quindi spazio per costruire viaggi nel tempo preservando il libero arbitrio ce ne sarebbe pure. Ma non se ci infiliamo nel modello terminator o harry potter e il prigioniero di azkaban.
  7. io ho saputo, al di là di ogni possibile dubbio, che D&D erano dei cani assoluti e che, nel momento in cui avrebbero avuto mano libera, le loro umili, umilissime origini si sarebbero infine rivelate, quando ho assistito alla indescrivibile, inaccettabile, immonda scena del kun kun kun tra Jaime e Tyrion, verso la fine della S04 mi pare. Una persona che scrive la scena del kun kun kun non ha, semplicemente non può avere, gli strumenti artistici e intellettuali per gestire la parte centrale e conclusiva di un opera complessa e sfaccettata come ASOIAF. Può bluffare, può appoggiarsi a del buon materiale, può prendersi meriti non propri sfruttando un ottimo casting e alcuni colpi di scena, può raschiare il fondo del barile e può azzeccare qualcosa per caso o per fortuna, ma alla fine l'inganno crollerà.
  8. 1) Passaggio allo stato minimo: in sostanza, con l'eccezione delle forze dell'ordine e dei tribunali, tutto deve essere privatizzato, dai trasporti alla sanità, dalla scuola all'imprenditoria. Per dirla con Thomas Jefferson, lo stato migliore è quello che governa meno; La storia dimostra che è l'esatto contrario, entro certi limiti (quindi escludendo casi di intervento eccessivo e irrazionale dello Stato in ogni ambito della vita e dell'economia). Ogni grande traguardo, ogni svolta storica, ogni grande balzo in avanti, è stato possibile solo attraverso sforzi organizzati e pianificati dall'alto. Non è mai esistito uno Stato minimo, cioè che si limita ad amministrare senza una strategia complessiva, una visione d'insieme, obbiettivi globali, anche perché questi ipotetici "Stati minimi" verrebbero facilmente inchiappettati dagli Stati massimi, ma proprio easy. Uno stato minimo può esistere ma solo in quanto tollerato, come un simpatico e fortunato esperimento, ma non potrà mai essere una superpotenza, essere padrone del proprio destino e dei destini del mondo. A meno che non abbia raggiunto una tale supremazia tecnologica e militare da potersene infischiare dei rivali. Ma è fantascienza. 2) Esaltazione della figura del libero professionista e dell'imprenditore, considerato il vero motore della società; Calma. Il motore della società è lo scienziato, il genio, colui che ricerca e innova tecnologicamente, che porta nuove conoscenze. In seconda battuta, chi sa sfruttare politicamente e militarmente la tecnologia e le conoscenze per accaparrarsi le risorse e sottrarle alla concorrenza. L'imprenditore/libero professionista è una valida e importantissima figura ma non certo il motore della società. L'imprenditore può innovare, può innescare indirettamente progressi tecnologici, può accumulare i capitali necessari e avere interesse a investirli nella ricerca tecnologica... ma non è lui l'elemento decisivo. Lo metterei sul podio ma al terzo gradino. 3) Esaltazione della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico (non sfuggirà ai più la forte atmosfera steampunk dei romanzi della Rand); Ok, verissimo, super decisivo, sta tutto là alla fin fine, fin da quando il nostro bisbisbisbisbisbis nonno ha capito come scheggiare una pietra e l'ha usata per procacciarsi un bel facocero. 4) Il mercato si regola da solo, concetto ripreso dalle filosofie inglesi del Settecento e dell'Ottocento; Sì, si regola benissimo da solo in effetti. Ma con due elementi fondamentali da tenere presenti: - senza correttivi il mercato si auto-regola sbattendosene completamente di equità, uguaglianze, pari diritti e simili. Vogliamo davvero dire ciao ciao a tutte queste belle cose? - senza correttivi il mercato tende inevitabilmente al monopolio o all'oligopolio Un bello scenario distopico, non c'è che dire. 5) Forte sfiducia verso le religioni e verso le ideologie totalitarie "di massa", come quelle che hanno piagato il Novecento (comunismo, nazismo e fascismo); bah, mi pare semplicistico. Bisognerebbe andare a vedere case by case, e anche all'interno della stessa dottrina/religione,analizzare punto per punto e argomento per argomento. Una sfiducia "per principio", a monte, mi pare altrettanto dogmatica e fideistica di un qualsiasi precetto religioso, comunista o nazista. 6) Esaltazione della libertà individuale, in particolare della libertà della donna (basti pensare a Dagny Taggart, protagonista de La Rivolta di Atlante). ok, vabbè, cosa vuoi dire, quello è come il prezzemolo, va sempre bene. Aggiungerei anche libertà della comunità LGBT, per stare al passo con i tempi. In altre parola, questo oggettivismo mi pare una gran bella americanata. E non in senso buono.
  9. ahah esatto. e magari poi c'è anche chi gufa, siamo in Italia dopotutto, la patria della scaramanzia. insomma, le possibilità sono pressoché infinite
  10. comunque, finché Martin è vivo esiste comunque un 0,0001 - 5% di probabilità che finisca la saga, e un 25% che in qualche modo cacci fuori sto caxxo di TWOW, quindi non vedo perché dovrei rassegnarmi. Oltre al fatto che potrebbe aver fatto testamento, lasciando istruzioni su come terminare la saga, a la Robert Jordan. O potrebbe improvvisamente rinsavire e assumere un bravo ghost writer che lavori come uno schiavo, a cui correggere le bozze, dedicandosi solo ai capitoli topici e decisivi che lo stimolino artisticamente. E altre varie ed eventuali. Oltre al fatto che io non ho visto la serie tv dalla season 5 in poi, quindi mi resta pur sempre quella sottospecie di fan fiction ufficiosa a cui eventualmente fare riferimento per appagare il mio bisogno di "closure" Da ultimo, resta sempre la soddisfazione di dire "io ve l'avevo detto in tempi non sospetti"
  11. parafrasando Napoleone (che a sua volta ha parafrasato il buon Occam) inutile stare a cercare di attribuire a complotti, scenari psicologici complessi, intrighi, tramazzi, intrecci inesplicabili, ciò che può benissimo essere spiegato con pigrizia/incompetenza/incapacità.
  12. secondo me, a parte il finale in senso stretto e inteso a grandi, grandissime linee (quindi solo il "cosa", il come è tutto da vedere), e cioè in sintesi: spoiler finale GOT
  13. vabbè ovvio quello, ciò che ha introdotto e avviato deve concludere. Il punto è che adesso deve iniziare a fare queste benedette mosse, mangiare pezzi, uscire dal middlegame e avviarsi verso l'endgame, per usare un gergo scacchistico. sennò viene fuori una brutta patta con tutti i giocatori stallati e nessuna mossa valida da fare
  14. è il tuo scenario a dire il vero (lo stile di TWOT ricalcherà quello di AFFC e ADWD, quindi ritmo lento, complesso, pieno di POV ecc... "può non piacere il cambio di stile o le storie ed è personale , ma non aspettarti cambiamenti da winds "). Se tale scenario è corretto (e può benissimo esserlo) non vedo come sia umanamente possibile set-uppare la situazione in modo da chiudere la saga nel successivo e ultimo libro.
  15. Se non ci sono cambiamenti in winds rispetto a affc e adwd, e quindi i Pov restano numerosi (magari aumentando pure ), le varie sottotrame non si incrociano e non si "elidono" vicendevolmente, i personaggi continuano a muoversi lentamente e il 20% dei capitoli restano capitoli di viaggio e/o ambientazione, winds non sarà sicuramente il penultimo libro della saga, e forse neanche il terz'ultimo.
  16. ma dicevo in generale, non rispondeva necessariamente a una tua affermazione
  17. sì mi pare molto lontano, perché non è che prima delle serie tv stessa andando come un treno, pure AFFC e ADWD sono stati dei "parti" mica da ridere. secondo me è semplicemente demotivato. Forse addirittura schifato da ASOIAF, c'è da capirlo, immerso nello stesso mondo da 25 anni, bloccato con gli stessi personaggi da un quarto di secolo and counting, che due palle. Forse la serie tv ha contribuito a distruggere quel poco che di magico era rimasto, ma non è quello il problema principale. I problemi di Martin hanno radici mooooolto più profonde. Io poi ripeto, non è questione di facile o difficile per "risolvere" TWOT + ADOS (dal punto di vista dell'intreccio del bello stile) servono solo impegno, dedizione, costanza. Martin ha una bellissima penna, ottimo talento, grande esperienza, non sta scrivendo la Divina Commedia, e le sue trame, per quanto incasinate, mica sono fisica quantistica. Se volesse finire, se davvero volesse finire, si lega alla sedia per 2-3 anni e chiude tutto. E chiude bene. Se non lo fa, vuol dire che non ha sbatta di farlo. Non che non riesce, o che qualcosa lo blocca, o che era/è psicologicamente nel pallone e simili. imho.
  18. quindi avrebbe trascorso 4 anni tipo "paralizzato" dinnanzi allo scempio che la serie TV stava facendo delle sue opere, bloccato tra un mix di disgusto estetico, incapacità di comprendere perché la gente andasse matta per una simile porcheria (ma molto meno per i suoi libri), pentito di aver consegnato le sue creature a un branco di incapaci per qualche miserabile milione di dollari, tremante di rabbia per l'umiliazione di essere stato addirittura esautorato e cacciato via a pedate, lui, il Grande Creatore, la Mente di Tutto... Questo stato catatonico sarebbe perdurato sino il tonfo finale dell'ultima stagione, quando finalmente la Giustizia Divina si è palesata. Il fatto che la gente sembrerebbe essersi finalmente risvegliata dall'incantesimo, e che la serie tv si sia chiusa tra l'ignominia e tempeste di letame, è stato come rivedere la luce. Ringalluzzito, euforico, nuovamente padre e padrone di westeros, si è fiondato sulle cronache, sciolto i nodi fondamentali, scritto paginazze su paginazze, capitolini su capitoloni, finita la salita, ora tutta discesa... nel giro di qualche annetto, tra lo stupore generale, esce TWOW. E poi, a breve distanza, tra uno stupore ancor più incredulo, ADOS. Capolavoro, leggenda, abbracciamoci tutti. ... no, non è andata e non andrà così. Secondo me eh
  19. mmm ma il bilancio non ha nessuna rilevanza, qua la questione che si discute è ideologica, di parificazione uomo-donna ecc. (mi pare). La discussione è partita come costola dalla questione minoranze, discriminazioni ecc., no? Le cose che "pesano sul bilancio" di una donna o di una famiglia sono infinite, cibo, bollette, vestiti, tasse, benzina, trasporti, spese mediche, bla bla. Anche assorbenti, certo, ma in quest'ottica è solo una delle millemila voci. Ciò che rende interessante e degna di attenzione la questione "particolare" degli assorbenti, e che li distingue dai pacchi di pasta o dal sapone liquido, è riconducile a: "le donne e solo le donne hanno sta cosa fastidiosa, che gli uomini non hanno, che impone alle donne una spesa extra e, in più, spesso le costringe a letto o comunque le mette mezze kaputt" -> preso atto di ciò, arrivo io Stato e "parifico" la situazione uomo-donna agevolando le donne da questa situazione (tagliando il costo degli assorbenti, o equiparando le mestruazioni al giorno di malattia ecc.). Noto una situazione che, pure in un contesto di formale uguaglianza, cagiona una disuguaglianza -> attraverso bonus e sgravi, ripristino l'uguaglianza sostanziale tra sessi. I pannolini sono un altro universo. Sono una delle famose "millemila voci", che non hanno alcuna caratteristica particolare nel discorso che si sta facendo. L'eventuale bonus avrebbe ragioni del tutto diverse, e non avrebbero nulla a che fare con la questione uomo-donna. Sarebbe semplicemente un aiuto a nuclei familiari meno fortunati, una misura a sostegno dell'infanzia (e i nuclei familiari possono essere di qualunque genere, composizione, sesso ecc.). Quindi dire "sarebbe meglio dare il bonus pannolini piuttosto che il bonus assorbenti" non coglie nel punto, secondo me. Hanno presupposti totalmente diversi.
  20. perché la gestazione di ogni libro è superiore a quella del precedente, 2 2 5 6 10(+)... non vedo perché con l'ultimo libro dovremmo aspettarci un inversione di tendenza. le grandi menti.. ammesso e non concesso che Martin sia un genio della letteratura, è fuori scala anche da quel punto di vista. è assurdamente lento rispetto ai ritmi tenuti dai suoi colleghi narratori, del passato e del presente, geniali o meno.
  21. anch'io non vedo particolari nessi. il bonus assorbenti è un bonus di cui beneficia la donna. il bonus pannolini è un bonus di cui beneficia (indirettamente) l'infante. Nei pannolini ci fa la popo il bambino, mica la donna. E' innanzitutto interesse del bebé avere pannolonzi di qualità e costantemente cambiati. Del bonus pannolino dovrebbe assolutamente beneficiare anche un padre single o una coppia gay. La ratio del bonus pannolino è totalmente diversa dalla ratio del bonus assorbenti e non bisogna metterle sullo stesso piano, secondo me.
  22. no, semplicemente quelli che fanno 2 conti. - si è passati da una media di 2 anni a libro, poi 5, poi 6, poi 10 (and counting, "la strada è ancora lunga"). - si è inoltre passati da un progetto di 3 libri, a un progetto di 5, 6, 7 e c'è puzza di ottavo. se questa resta la tendenza (e non si vede perché dovrebbe invertirsi) una previsione realistica potrebbe essere: - TWOT pubblicato nel 2022 - ADOS pubblicato nel 2034/2035 (almeno 12 anni visto che i tempi sono i crescita costante) - probabilità non indifferenti che ADOS abbia una seconda parte, che chiameremo "A Dream Of Closure". Altri 12-13 anni minimo, 2046/2047 Un Martin novantenne o quasi centenario che ci regala l'agognato finale opinabile. il ritmo e lo stile dei primi tre libri è oggettivamente diverso. I POV sono molti meno, ci sono pochissimi POV "secondari", gli eventi sono più serrati, i personaggi viaggiano e compiono azioni off-screen, ogni sotto-trama porta a svolte e progressi nell'arco del singolo libro. AFFC e ADWD non hanno nulla di tutto questo. I POV proliferano e sfondano la ventina, gli eventi sono diluiti, il ritmo rallentato e la trama stagna, ogni luogo ed evento ci viene mostrato e approfondito. Può anche piacere questo nuovo stile, questo indugiare nelle descrizioni, nel ricerca una maggiore, presunta complessità... ma tutto questo, per quanto possa essere soggettivamente bellissimo, non è affatto necessario. "dovete accettare che sia così perché questo è il modo che ha Martin per raccontarci la storia e arrivare al finale che tanto desiderate". Un nuovo modo di raccontare la storia che, peraltro, ha avuto come esito due libri che coprono eventi che manco avrebbero dovuto essere direttamente narrati, secondo i piani originali. Da qui l'ulteriore sospetto che buona parte del contenuto di AFFC e ADWD non sia proprio fondamentale. Due libri in 20 anni con l'autore che inizia ad avviarsi verso gli ottanta, e qui ci riallacciamo ai calcoli di cui sopra. In conclusione: AFFC e ADWD sono legittimamente criticabili. Esistono delle alternative, ed è (era) del tutto legittimo auspicarsi che la trama proceda (procedesse) con ritmo più incalzante e senza tante divagazioni, dritto al punto, e preferire questo tipo di stile rispetto a quello di AFFC e ADWD, perché è lo stile dei primi 3 libri, mica di un altro autore o di altre opere.
  23. ma infatti è un comportamento irrazionale e non condivisibile. Però secondo me è così, un grande personaggio di un videogioco (che quindi hai "usato", vissuto) tendenzialmente crea molto più attaccamento e immedesimazione nel giocatore rispetto a un personaggio letterario o di un film/serie tv. quindi quando lo ammazzi è un po' come se ammazzassi il giocatore stesso. e quindi le reazioni violente e molto scomposte (più violente e scomposte rispetto ad altri ambiti) sono quasi inevitabili, devi sapere che arriveranno nel momento in cui fai secco (in malo modo peraltro, senza consolazione o gloria) un personaggio iconico e amatissimo. è un po' il discorso: nel pieno della notte, me ne vado nuda e chiappe al vento in qualche parco pubblico di una grande città. Ora. E' tuo diritto? Assolutamente. Se finisce male, però, te lo devi aspettare, nel senso che era fattualmente prevedibile. Date le circostanze c'erano alte probabilità di scatenare determinate "reazioni" . Non che ci sia niente di razionale o condivisibile o scusabile in queste reazioni eh. Not at all. Però è così che va. Causa-effetto, azione-reazione, stimolo-risposta.
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