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Ser Balon Swann

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Everything posted by Ser Balon Swann

  1. No, sono le parentele a sorpresa a essere tristissime, perché se abusate hanno l'immancabile effetto di degradare storie di ampio respiro al livello di faide tribali tra cricche cugini incestuosi, fratellastri e paparini segreti. la cosa più triste e infantile di Star Wars è che in una galassia con millemila pianeti e fantastiliardi di persone alla fine si riduce sempre tutto a uno scontro tra i palpatine e gli skywalker. Due famiglie. C'è più complessità nelle lotte per diventare sindaco in un villaggio semi-abbandonato dell'abruzzo con 200 anime. In ASOAIF Martin se ne può permettere un paio di queste carrambate, di più diventerebbe osceno. Uguale con le risurrezioni (mi fanno ca***e pure quelle, per inciso), la prima volta è figo (Beric), la seconda meh ma vabbè (Cat), già la terza puzza di pesce vecchio e non è più un colpo di scena (Jon).
  2. George Lucas ha rovinato la letteratura e il cinema con queste carrambate delle parentele incerte da sitcom peruviana. Tyrion Targaryen, Cersei & Jamie Targaryen, Jon Targaryen, Deanerys Blackfyre, Aegon chissà cosa, Varys Blackfyre... mabbasta.
  3. @Zio Frank no la critica non è al consumismo e all'individualismo/egoismo, la critica è al non saperci in alcun modo rinunciare, neanche davanti al rischio di un vero disastro umanitario e non solo. Siamo prigionieri del nostro stile di vita e del nostro sistema economico, non siamo in alcun modo flessibili, o le cose vanno come devono andare (cioè bene) o non abbiamo gli strumenti per adattarci alle nuove condizioni. Non esiste un piano B per le situazioni di crisi: o si continua a produrre e comprare, frullando come le trottole, oppure non sappiamo che pesci pigliare. E non sempre si può produrre come i pazzi (es. se inizia a intaccare le risorse), comprare o frullare (es. classico: pandemia) Siamo darwinianamente stagnanti, bloccati, ergo spacciati nel lungo periodo. Più nello specifico: siamo stati lenti a reagire, sperando fideisticamente che fosse meno grave del previsto (vedi i nazisti cinesi, quelli che fanno ogni anno 100mila morti sul lavoro, che chiudono intere metropoli, ma pensi "una banale influenza, dai"... grande pensata). La strategia è stata quella del cerbiatto in autostrada, che vede arrivare il camion clacson spianato e rimane paralizzato, sperando che devii all'ultimo momento. Una volta arrivato il camion, le contromisure sono state disorganizzate e sconnesse, ogni Stato europeo è andato per la sua strada (a volte ogni regione), in USa uguale. C'è chi è stato bravino e chi meno bravo, ma non c'è un disegno di insieme. Non ci sono punti fissi, pensieri condivisi, non ci si fida neanche della logica o della scienza (anzi c'è gara a chi la spara più grossa), ognuno naviga a vista. Molto male. Adesso che la situazione è parzialmente migliorata, e per non vanificare tutti i sacrifici ci vorrebbe un po' di prudenza, piccole attenzioni, rinunciare a qualche vizietto, non siamo capaci di auto-imporci un minimo di disciplina, e ci siamo messi nelle condizioni di far ripartire l'epidemia. Perché di fatto è un liberi tutti, tutti a divertirsi, entrano e escono cani e porci senza controlli, mascherine ormai solo per decorazione, distanziamento nullo... Se non riparte l'epidemia non è perché siamo stati furbi o bravi. E' perché siamo stati fortunati e il virus ci grazia. Un virus del 20% più contagioso e letale per i giovani come per gli anziani, a quest'ora ci aveva già tagliato le gambe. E non è detto che non ce le tagli se continuiamo così.
  4. Il covid ha rivelato in maniera impietosa ciò che già si poteva sospettare, ma magari si sperava non essere così grave (soprattutto in U.S.A., clamoroso) Siamo una società debolissima. Capricciosa. Piagnucolosa. Irrazionale. Totalmente indisciplinata. Incapace di compattarsi. L'orizzonte temporale dei nostri leader si misura neanche in mesi, ma in settimane. Schiava del benessere, i vizi e i divertimenti elevati a diritti supremi e intangibili, il turismo e i viaggetti nel weekend come pilastro irrinunciabile, l'apericena come ragione di vita. Se la sfanghiamo, è solo perché ci va di c**o (il covid sparisce/si indebolisce per i cavoli suoi) o perché l'unica cosa buona che ci resta (scienza&tecnologia) riesce a produrre una cura in tempi record. E' semplicemente impossibile che qualcuno, osservando questo spettacolo pietoso che accomuna Stoccolma e Rio de Janeiro, Milano e Los Angeles (perché qualcuno che osserva e prende nota c'è sempre), nei prossimi decenni non provi ad approfittarne. Pronostico secco: nel corso della prima metà del XXI° secolo l'occidente verrà detronizzato, e de brutto, al suo ruolo egemonico e dominante.
  5. non avrai mai il massimo perché il massimo non esiste (o meglio esiste ma lo raggiungeranno un manciata di persone a generazione). E comunque il massimo non è assoluto, è relativo e in evoluzione. il tuo/mio minimo oggi (o comunque, il tuo/mio ordinario, nella media) è molto vicino a quello che era il massimo ottenibile 5-6 generazioni fa. L'italiano medio-povero-modesto del 2020 gode di un livello complessivo di benessere, ricchezza, opportunità, che solo lo 0,1% dell'upper class di 150 anni fa poteva sognare, e per certi versi sta pure meglio. Vive più a lungo, può visitare luoghi lontanissimi, ha accesso a quantità di dati, opere artistiche ecc. inimmaginabile ecc. E se andiamo ancora più indietro non ne parliamo... l'impiegato delle poste di Savona sotto molti aspetti vive una vita più ricca e piacevole dell'imperatore Carlo Magno o di Cheope. Però magari è insoddisfatto,triste, rancoroso, frustrato. Perché tu non mi misuri la tua felicità e la tua soddisfazione con un valori assoluti. Anche se dovresti, razionalmente. Tu sei felice e soddisfatto nella misura in cui senti di avere tanta gente che sta peggio di te e poca gente che sta meglio di te. A prescindere dal cosa consistano effettivamente il peggio e il meglio. E' un corto-circuito della nostra mente, probabilmente una delle cose che ci ha permesso di progredire in molti ambiti, ma è comunque un bug. E' sbagliato sopprimerlo e accontentarsi a prescindere, ma se lasci che diventi il principio cardine della tua vita (e la dottrina capitalista più radicale punta esattamente a questo) l'insoddisfazione perenne è assicurata. A meno che tu non sia un fenomeno assoluto e riesca a elevarti veramente nel top del top, ma i fenomeni assoluti sono pochi. E quelli emergono in qualsiasi contesto socio-economico, se sei intelligente, geniale, intraprendente, cazzuto, un pelo fortunato e bla bla, te la godi alla grandissima anche nella Russia sovietica o nella germania nazista o in qualche Stato africano distrutto dalle guerre civili. Attenzione, non sto dicendo che debba stare zitto e buono, dire e non lottare per un miglioramento. Però non dovrebbe farlo in uno stato emotivo di insoddisfazione, e per ragioni di frustrazione. Viviamo in un epoca assurdamente ricca, e le famose briciole sono l'equivalente di della gran belle pagnottone di qualche secolo fa. Quanto la gente con le pagnottone era felice e gioosa. Qualcosa su cui riflettere.
  6. beh "la cosa bella dei poveri è che si può sempre assoldarne metà per ammazzare l'altra metà" è da sempre il motto preferito di fascio-capitalisti
  7. un dato interessante (e secondo me abbastanza decisivo per capire il reale impatto del covid, quantomeno nel suo aspetto più grave e letale) è l'excess mortality https://www.euromomo.eu/graphs-and-maps#excess-mortality https://www.cdc.gov/nchs/nvss/vsrr/covid19/excess_deaths.htm
  8. Dipende. Le opinioni potrebbero cambiare radicalmente a seconda della collocazione geografica del popolino a cui si chiede di esprimere un opinione su qualcuno. Difficile che il popolano di Porto Bianco abbia le stesse opinioni su chicchessia rispetto al popolano di Hightown, quello di Approdo del Re simili a quelle di Lannisport eccetera. Le differenze sono profondissime. Tradizioni, vincoli di fedeltà, preconcetti, rivalità, lontananza da determinati eventi e averne vissuto sulla propria pelle altri...
  9. Però non è che ci sia tanto da discutere o dibattere eh, se la linea temporale è unica e immodificabile, il libero arbitrio non può logicamente esistere, dove libero arbitrio significa possibilità di scegliere A o B in un certo momento t. Fine. Se per libero arbitrio si intende la facoltà di fare delle scelte, di plasmare il futuro (non già scritto, misurato, dato ma "possibile", probabilistico). Se si intende qualcos'altro, boh. Non c'è nessuna scelta, non può logicamente esserci. Anzi, si può addirittura arrivare a dire che presente passato e futuro coesistono simultaneamente, non c'è nessun presente, passato e futuro, ogni istante esiste sempre e per sempre e ogni istante è dato. La realtà, nella sua interezza spazio-temporale, nella sua complessità di causa-effetto (anche tra passato e futuro e viceversa) è quella. Cristallizzata e ridondante per l'eternità. Questo se si vuole mantenere la logica aristotelica, il principio di non contraddizione eccetera. "Time travel is inconsistent with free will", abbastanza assodata come cosa. Quindi Martin può o entrare nel magico mondo dei paradossi, della fanta-pseudo-quantistica, e mandare all'aria la coerenza interna della sua opera, spiegando il tutto con "dovete accetterarlo, si viaggia nel tempo ma i personaggi sono comunque liberi, è magggggiaaaaa", oppure restare coerente e dirci chiaramente che secondo lui i suoi personaggi non hanno alcun libero arbitrio (cosa che non si adatta particolarmente bene allo spirito dell'opera, ma vabbé). Francamente mi sembrano opzioni davvero tragiche (ma qui è soggettivo), ben peggio di qualunque cosa abbiano fatto D&D, che a quel punto andrebbero immediatamente rivalutati ed elevati a unici veri depositari dello spirito di ASOAIF
  10. eh ma se questo singolo pg fa e vede cose che ci svelano "la struttura ontologica della Realtà e i profondi meccanismi che la regolano", bisogna interpretare tutta l'opera alla luce di queste rivelazioni. Non possiamo mica liquidarlo come un allegra ca***ta, un easter egg ecc.
  11. Dio e Destino non sono necessari, ma non c'è nessuna scelta, non intesa nel senso di capacità dell'individuo di optare tra A e B, decidere (in parte) della propria vita e di quella degli altri, cade il concetto di responsabilità, etica ecc. Gli individui sarebbero semplicemente degli oggetti.come sassi, pianeti e pulviscolo, soggetti a legge naturali e cosmiche, con la curiosa caratteristica di illudersi di poter fare delle scelte, avere delle opzioni. E a cascata paradosso, anche filosofico-epistemologici-scientifici, perché per poter fare l'affermazione "non esiste il libero arbitrio perchè..", (e si può) bisogna presupporre validità dell'osservazione empirica o quantomeno del senso critico (cioè capacità di discernere tra affermazioni verosimili e assurde, scientifiche e non, ecc.). Ma se il libero arbitrio non c'è salta tutto, credi e pensi in quello che sei determinato a pensare, impossibile discernere il vero dal falso. E vabbè è OT. Ma sarebbe veramente pessimo, narrivatimante. E non è una tesi facilmente difendibile neanche a livello generale, "filosofico", perché tutta la ricerca della conoscenza dell'uomo si basa sulla capacità di discernere, che deve essere (in qualche misura) libera, non totalmente condizionata e pre-determinata.
  12. Se esiste un unica linea temporale, e dal punto T2 (presente) si va al punto T1 (passato) senza poter modificare nulla di tutto ciò che è avvenuto tra T1 e T2 (in altre parole quando si tornerà al tempo T2 sarà tutto esattamente come lo si è lasciato), significa che tutto ciò che è compreso tra T1 e T2 è cristallizato. Immodificabile. Fine. Il che a sua volta vuol dire che: a) il nostro viaggiatore nel tempo, per quanto ci provi, per quanto si impegni, non riesce a modificare nulla, perché il passato si "auto-corregge", rende vani i suoi sforzi, si è appunto cristallizzato e c'è una specie di "sistema di controllo metafisico" che mantiene tutto così come è, e rende di fatto irrilevanti e nulle nel medio/lungo periodo le piccolissime modifiche che il viaggiatore temporale inevitabilmente apporta. In quest'ottica il libero arbitrio può anche dirsi sussistere: esisteva quanto è stata presa la scelta nel passato, e sussiste nel viaggiatore del tempo, per quanto egli sia condannato comunque al fallimento, prevalendo sempre e comunque la scelta operata nel passato. b) il nostro viaggiatore del tempo, con le sue azioni, ha plasmato il passato. Egli è parte integrante del passato. Il futuro è parte integrante del passato. Ciò che è successo nel punto T1 doveva succedere esattamente così come è successo, perché altrimenti ciò che è successo nel tempo T2 non si sarebbe verificato; a sua volta ciò che è successo nel tempo T2 deve verifacarsi in un solo modo possibile, e così tutto ciò che sta in mezzo, perché altrimenti a sua volta il viaggio nel tempo che ha reso possibile T1 non si sarebbe verificato e via così nel famoso loop. In quest'ottica il libero arbitrio non è esiste, perché l'intera linea temporale è deterministica, sia che la guardiamo backward che forward. Tutto ciò che accadrà è già successo e tutto ciò che è accaduto succederà. Qui il libero arbitrio se ne va allegramente su per il camino da un punto di vista logica, siamo in un contesto di determinismo totale, pena cadere nei paradossi più immondi. Ovviamente il libero arbitrio sussiste se esistono linee temporali multiple, multiversi ecc. (a la avengers), oppure semplicemente se si ammette l'unica linea temporale sia fragile, mutevole, non permanente e possa essere costantemente modificata e "sovrascritta", aggiornata. Quindi spazio per costruire viaggi nel tempo preservando il libero arbitrio ce ne sarebbe pure. Ma non se ci infiliamo nel modello terminator o harry potter e il prigioniero di azkaban.
  13. io ho saputo, al di là di ogni possibile dubbio, che D&D erano dei cani assoluti e che, nel momento in cui avrebbero avuto mano libera, le loro umili, umilissime origini si sarebbero infine rivelate, quando ho assistito alla indescrivibile, inaccettabile, immonda scena del kun kun kun tra Jaime e Tyrion, verso la fine della S04 mi pare. Una persona che scrive la scena del kun kun kun non ha, semplicemente non può avere, gli strumenti artistici e intellettuali per gestire la parte centrale e conclusiva di un opera complessa e sfaccettata come ASOIAF. Può bluffare, può appoggiarsi a del buon materiale, può prendersi meriti non propri sfruttando un ottimo casting e alcuni colpi di scena, può raschiare il fondo del barile e può azzeccare qualcosa per caso o per fortuna, ma alla fine l'inganno crollerà.
  14. 1) Passaggio allo stato minimo: in sostanza, con l'eccezione delle forze dell'ordine e dei tribunali, tutto deve essere privatizzato, dai trasporti alla sanità, dalla scuola all'imprenditoria. Per dirla con Thomas Jefferson, lo stato migliore è quello che governa meno; La storia dimostra che è l'esatto contrario, entro certi limiti (quindi escludendo casi di intervento eccessivo e irrazionale dello Stato in ogni ambito della vita e dell'economia). Ogni grande traguardo, ogni svolta storica, ogni grande balzo in avanti, è stato possibile solo attraverso sforzi organizzati e pianificati dall'alto. Non è mai esistito uno Stato minimo, cioè che si limita ad amministrare senza una strategia complessiva, una visione d'insieme, obbiettivi globali, anche perché questi ipotetici "Stati minimi" verrebbero facilmente inchiappettati dagli Stati massimi, ma proprio easy. Uno stato minimo può esistere ma solo in quanto tollerato, come un simpatico e fortunato esperimento, ma non potrà mai essere una superpotenza, essere padrone del proprio destino e dei destini del mondo. A meno che non abbia raggiunto una tale supremazia tecnologica e militare da potersene infischiare dei rivali. Ma è fantascienza. 2) Esaltazione della figura del libero professionista e dell'imprenditore, considerato il vero motore della società; Calma. Il motore della società è lo scienziato, il genio, colui che ricerca e innova tecnologicamente, che porta nuove conoscenze. In seconda battuta, chi sa sfruttare politicamente e militarmente la tecnologia e le conoscenze per accaparrarsi le risorse e sottrarle alla concorrenza. L'imprenditore/libero professionista è una valida e importantissima figura ma non certo il motore della società. L'imprenditore può innovare, può innescare indirettamente progressi tecnologici, può accumulare i capitali necessari e avere interesse a investirli nella ricerca tecnologica... ma non è lui l'elemento decisivo. Lo metterei sul podio ma al terzo gradino. 3) Esaltazione della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico (non sfuggirà ai più la forte atmosfera steampunk dei romanzi della Rand); Ok, verissimo, super decisivo, sta tutto là alla fin fine, fin da quando il nostro bisbisbisbisbisbis nonno ha capito come scheggiare una pietra e l'ha usata per procacciarsi un bel facocero. 4) Il mercato si regola da solo, concetto ripreso dalle filosofie inglesi del Settecento e dell'Ottocento; Sì, si regola benissimo da solo in effetti. Ma con due elementi fondamentali da tenere presenti: - senza correttivi il mercato si auto-regola sbattendosene completamente di equità, uguaglianze, pari diritti e simili. Vogliamo davvero dire ciao ciao a tutte queste belle cose? - senza correttivi il mercato tende inevitabilmente al monopolio o all'oligopolio Un bello scenario distopico, non c'è che dire. 5) Forte sfiducia verso le religioni e verso le ideologie totalitarie "di massa", come quelle che hanno piagato il Novecento (comunismo, nazismo e fascismo); bah, mi pare semplicistico. Bisognerebbe andare a vedere case by case, e anche all'interno della stessa dottrina/religione,analizzare punto per punto e argomento per argomento. Una sfiducia "per principio", a monte, mi pare altrettanto dogmatica e fideistica di un qualsiasi precetto religioso, comunista o nazista. 6) Esaltazione della libertà individuale, in particolare della libertà della donna (basti pensare a Dagny Taggart, protagonista de La Rivolta di Atlante). ok, vabbè, cosa vuoi dire, quello è come il prezzemolo, va sempre bene. Aggiungerei anche libertà della comunità LGBT, per stare al passo con i tempi. In altre parola, questo oggettivismo mi pare una gran bella americanata. E non in senso buono.
  15. ahah esatto. e magari poi c'è anche chi gufa, siamo in Italia dopotutto, la patria della scaramanzia. insomma, le possibilità sono pressoché infinite
  16. comunque, finché Martin è vivo esiste comunque un 0,0001 - 5% di probabilità che finisca la saga, e un 25% che in qualche modo cacci fuori sto caxxo di TWOW, quindi non vedo perché dovrei rassegnarmi. Oltre al fatto che potrebbe aver fatto testamento, lasciando istruzioni su come terminare la saga, a la Robert Jordan. O potrebbe improvvisamente rinsavire e assumere un bravo ghost writer che lavori come uno schiavo, a cui correggere le bozze, dedicandosi solo ai capitoli topici e decisivi che lo stimolino artisticamente. E altre varie ed eventuali. Oltre al fatto che io non ho visto la serie tv dalla season 5 in poi, quindi mi resta pur sempre quella sottospecie di fan fiction ufficiosa a cui eventualmente fare riferimento per appagare il mio bisogno di "closure" Da ultimo, resta sempre la soddisfazione di dire "io ve l'avevo detto in tempi non sospetti"
  17. parafrasando Napoleone (che a sua volta ha parafrasato il buon Occam) inutile stare a cercare di attribuire a complotti, scenari psicologici complessi, intrighi, tramazzi, intrecci inesplicabili, ciò che può benissimo essere spiegato con pigrizia/incompetenza/incapacità.
  18. secondo me, a parte il finale in senso stretto e inteso a grandi, grandissime linee (quindi solo il "cosa", il come è tutto da vedere), e cioè in sintesi: spoiler finale GOT
  19. vabbè ovvio quello, ciò che ha introdotto e avviato deve concludere. Il punto è che adesso deve iniziare a fare queste benedette mosse, mangiare pezzi, uscire dal middlegame e avviarsi verso l'endgame, per usare un gergo scacchistico. sennò viene fuori una brutta patta con tutti i giocatori stallati e nessuna mossa valida da fare
  20. è il tuo scenario a dire il vero (lo stile di TWOT ricalcherà quello di AFFC e ADWD, quindi ritmo lento, complesso, pieno di POV ecc... "può non piacere il cambio di stile o le storie ed è personale , ma non aspettarti cambiamenti da winds "). Se tale scenario è corretto (e può benissimo esserlo) non vedo come sia umanamente possibile set-uppare la situazione in modo da chiudere la saga nel successivo e ultimo libro.
  21. Se non ci sono cambiamenti in winds rispetto a affc e adwd, e quindi i Pov restano numerosi (magari aumentando pure ), le varie sottotrame non si incrociano e non si "elidono" vicendevolmente, i personaggi continuano a muoversi lentamente e il 20% dei capitoli restano capitoli di viaggio e/o ambientazione, winds non sarà sicuramente il penultimo libro della saga, e forse neanche il terz'ultimo.
  22. ma dicevo in generale, non rispondeva necessariamente a una tua affermazione
  23. sì mi pare molto lontano, perché non è che prima delle serie tv stessa andando come un treno, pure AFFC e ADWD sono stati dei "parti" mica da ridere. secondo me è semplicemente demotivato. Forse addirittura schifato da ASOIAF, c'è da capirlo, immerso nello stesso mondo da 25 anni, bloccato con gli stessi personaggi da un quarto di secolo and counting, che due palle. Forse la serie tv ha contribuito a distruggere quel poco che di magico era rimasto, ma non è quello il problema principale. I problemi di Martin hanno radici mooooolto più profonde. Io poi ripeto, non è questione di facile o difficile per "risolvere" TWOT + ADOS (dal punto di vista dell'intreccio del bello stile) servono solo impegno, dedizione, costanza. Martin ha una bellissima penna, ottimo talento, grande esperienza, non sta scrivendo la Divina Commedia, e le sue trame, per quanto incasinate, mica sono fisica quantistica. Se volesse finire, se davvero volesse finire, si lega alla sedia per 2-3 anni e chiude tutto. E chiude bene. Se non lo fa, vuol dire che non ha sbatta di farlo. Non che non riesce, o che qualcosa lo blocca, o che era/è psicologicamente nel pallone e simili. imho.
  24. quindi avrebbe trascorso 4 anni tipo "paralizzato" dinnanzi allo scempio che la serie TV stava facendo delle sue opere, bloccato tra un mix di disgusto estetico, incapacità di comprendere perché la gente andasse matta per una simile porcheria (ma molto meno per i suoi libri), pentito di aver consegnato le sue creature a un branco di incapaci per qualche miserabile milione di dollari, tremante di rabbia per l'umiliazione di essere stato addirittura esautorato e cacciato via a pedate, lui, il Grande Creatore, la Mente di Tutto... Questo stato catatonico sarebbe perdurato sino il tonfo finale dell'ultima stagione, quando finalmente la Giustizia Divina si è palesata. Il fatto che la gente sembrerebbe essersi finalmente risvegliata dall'incantesimo, e che la serie tv si sia chiusa tra l'ignominia e tempeste di letame, è stato come rivedere la luce. Ringalluzzito, euforico, nuovamente padre e padrone di westeros, si è fiondato sulle cronache, sciolto i nodi fondamentali, scritto paginazze su paginazze, capitolini su capitoloni, finita la salita, ora tutta discesa... nel giro di qualche annetto, tra lo stupore generale, esce TWOW. E poi, a breve distanza, tra uno stupore ancor più incredulo, ADOS. Capolavoro, leggenda, abbracciamoci tutti. ... no, non è andata e non andrà così. Secondo me eh
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